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  1. La rapidità del Venerdì (quarta parte)

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    Continuiamo la rassegna dedicata alle sedute di rapidità “pre-partita”, che solitamente nei settori dilettantistici, corrisponde al Venerdì sera. La prima parte era stata dedicata al razionale della somministrazione di questi mezzi (massima intensità muscolare in regime di rapidità) e alle prime 3 varianti. La seconda parte l’abbiamo dedicata ad altre 4 varianti e all’anello di congiunzione tra i lavori di rapidità a secco e quelle con palla. Nella terza parte, oltre alle ultime 4 varianti, abbiamo considerato come lavorare quando si gioca anche infrasettimanalmente. In quest’ultima parte approfondiremo un mezzo operativo che con una struttura singola, può essere utile per lavorare su cambi di direzione di diversa angolatura.

    STRUTTURA DI BASE

    rombo rapidità

    È formata da un rombo/quadrato di 7-10 metri per lato (a seconda delle potenze muscolari che si vogliono raggiungere) come in figura. Per gli angoli di riferimenti del rombo è possibile utilizzare dei coni o dei paletti. È ovvio che l’utilizzo dei paletti (rispetto ai coni) impone una maggiore tecnica analitica nei cambi di direzione, proprio perché il giocatore deve avere la giusta attitudine a tenere a giusta distanza il piede dal paletto per mantenere un’adeguata inclinazione del corpo, senza aver la “frenesia di fare meno strada possibile”; per un approfondimento dell’argomento vedi la spiegazione della seconda esercitazione a questo link. È consigliabile preparare 2 strutture parallele su cui far effettuare le esercitazioni da 2 atleti in contemporanea.

    VARIANTI

    rombo rapidità 1

    Mantenendo la stessa struttura è possibile ottenere i cambi di direzione agli angoli voluti. Nella figura sopra viene presentato un singolo CdD (cambio di direzione) di 45°; cambiando semplicemente il riferimento della curva (solitamente si utilizza un cinesino per far capire da che parte si effettua la “curva”) si ottiene un CdD di 270° (vedi figura sotto).

    rombo rapidità 2

    Un’altra variante è quella della figura che segue: in questo caso si effettuano 2 CdD di 45° (uno a destra e uno a sx). Se si esegue questa struttura il Venerdì, non è consigliabile effettuare più di 2 CdD per ripetizione, in quanto lo stimolo fisiologico della seduta pre-partita è quello di eseguire azioni muscolari intense senza che la fatica ne comprometta la massima potenza muscolare.

    rombo rapidità 3

    Ultimo esempio che riportiamo (ma se ne potrebbero fare altri, le combinazioni sono diverse) è quella di 2 CdD (entrambi a sinistra).

    rombo rapidità 4

    CONCLUSIONI

    Quando si eseguono questo tipo di esercitazioni (con CdD) le varianti fondamentali sono l’aspetto coordinativo (determinato dall’angolatura affrontata) e di potenza muscolare; quest’ultimo è determinata dalla velocità in entrata (spazio a disposizione per accelerare) e l’angolo da affrontare (180° è considerato il “cambio di senso”, cioè l’angolatura che richiede il massimo impegno perché c’è un istante in cui la velocità è “0”, cioè il momento dell’inversione). Ovviamente tutte le azioni effettuate dovranno essere affrontate su entrambi i lati (destro e sinistro). Un’ultima considerazione la facciamo sulla tecnica esecutiva; nella seconda parte dedicata alla rapidità, abbiamo spiegato come l’acquisizione di una corretta tecnica esecutiva (inizialmente tramite mezzi analitici) nei CdD sia fondamentale per la prevenzione infortuni e per il rendimento muscolare (alle varie intensità); piede di utilizzo, inclinazione del corpo, modulazione di frequenza/ampiezza dei passi sono aspetti da non sottovalutare per ottimizzare la performance. Di seguito, riportiamo i link le prime 3 parti con le varianti dedicate all’argomento.

    Libri che potrebbero interessarti:

    • MFC (Movimento Specifico Funzionale): indispensabile per tutti gli staff delle categorie giovanili (in particolar modo Giovanissimi ed Esordienti) che per prime affrontano la didattica difensiva; non è comunque un libro di nicchia, ma veramente utile a tutti allenatori e preparatori che curano l’aspetto neuromuscolare del calciatore a secco e con palla.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese (melsh76@libero.it)

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  2. Quanto incidono gli infortuni sul risultato finale?

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    Oggi affrontiamo un argomento molto importante (l’influenza sul risultato degli infortuni nel calcio), approfondendo una ricerca del 2013 che si prefigge di valutare se esiste correlazione tra tasso di infortuni e risultato nel calcio (vedi in fondo alla pagina i dettagli bibliografici). Diverse ricerche in passato avevano trovato correlazione tra infortuni e risultati con maggiore incidenza nei campionati delle nazioni calcisticamente più evolute, mentre non era stata trovata correlazione in tornei di nazionali giovanili e ai campionati di nazionali calcisticamente meno evolute.

    ricerca

    CARATTERISTICHE DELLA RICERCA

    Allo studio hanno partecipato le maggiori 27 squadre che hanno partecipato con regolarità alla UEFA Champions League dal 2001 al 2012. Il “risultato” era definito in base a 3 variabili:

    • Coefficiente UEFA
    • Media punti per partita
    • Classifica finale del campionato a cui si partecipa

    Le variabili relative agli infortuni invece erano le seguenti:

    • Numero di infortuni
    • Assenza in allenamenti e partite causa infortuni
    • Disponibilità dei giocatori nelle partite di Campionato e Coppe.

    L’unicità di questa ricerca ricerca (in confronto alle precedenti), è che correla 3 indici che caratterizzano gli infortuni con 3 indici che caratterizzano la performance, fornendo un’idea ben più vasta del fenomeno (proprio perché si basa su più variabili), rispetto alle precedenti indagini.

    RISULTATI

    Risultato 1: venne trovata una correlazione significativa tra un basso rischio di infortuni e le classifiche finali del campionato nazionale e competizioni europee per club. In altre parole, maggiore è il tasso di infortuni e minore è la probabilità di giungere ai primi posti dei campionati/tornei a cui si partecipa.

    Risultato 2: tramite l’utilizzo di più indici si è anche compreso che gli infortuni possono avere anche un “peso” diverso; cioè quelli che determinano una più lunga fase di ritorno alle competizioni sono quelli che maggiormente penalizzano le classifiche finali; quindi c’è da prestare particolare attenzione agli infortuni più gravi, come le lesioni ai posteriori della coscia, pubalgie e lesioni capsulo/legamentose (ginocchio e caviglie).

    squadre

    I risultati possono apparire scontati, ma ciò non lo è, visto che dai risultati di passate ricerche, i risultati erano contrastanti. Grazie all’analisi di più variabili, questo studio ha permesso di avere un approccio per la prima volta più approfondito. Il limite ovviamente è che “il campione della ricerca” erano i Top Team europei, quindi non è detto che tali considerazioni possano essere estese anche a livelli inferiori. In ogni modo è possibile ipotizzare che

    maggiore è l’omogeneità prestativa (tecnico-tattico-atletica) in un determinato contesto (campionato, torneo, ecc.) e maggiore sarà la differenza che l’approccio agli infortuni apporterà nei confronti dei risultati stagionali.

     

    CONCLUSIONI E SPUNTI APPLICATIVI

    penultimaPurtroppo l’analisi statistica della ricerca non evidenza la regressione tra performance ed infortuni, cioè di quanto (in termini di punti in un campionato o torneo) un determinato infortunio può influire. La significatività della correlazione dei 2 fenomeni (performance ed infortuni) è fondamentale per considerare, per i Top Club europei, l’investimento delle proprie risorse verso un corretto approccio a questo fenomeno!

    A tutti i livelli (compresi quelli dilettantistici), il rapporto tra performance ed infortuni implica un approccio multifattoriale che tenga in considerazione i seguenti aspetti:

    • Prevenzione primaria: pratica orientata alla prevenzione generale (cioè indifferenziata) degli infortuni. Già nel post dedicato al ruolo del preparatore atletico abbiamo trattato come questo aspetto sia di primaria competenza del preparatore.
    • Prevenzione secondaria: pratica preventiva individualizzata e finalizzata a quelle strutture anatomiche a rischio di recidive. Le recidive più frequenti sono le distorsioni (caviglie), lesioni muscolari (in particolar modo ischiocrurali), pubalgie (adduttori/diassetti del bacino), gonalgie (instabilità ginocchio) e le varie patologie da sovraccarico (come le tendinite).
    • Individuazione precoce dell’aumento del rischio: se alcuni infortuni possono avvenire (apparentemente) improvvisamente, per altri la sintomatologia ha un decorso progressivo (basti pensare alle pubalgie). Se a livello professionistico questo aspetto è abbastanza preciso e standardizzato (essendoci più figure professionali e metodi di indagine medica), a livello dilettantistico molto viene lasciato all’improvvisazione e all’esperienza. Chi si occupa dell’aspetto atletico (preparatore, massaggiatore, ecc.) deve avere un’accurata sensibilità nell’individuazione precoce dei fattori di rischio, cosa che prevede anche una “comunicazione” adeguata tra personale/giocatore e coraggio nel fermare un atleta a rischio, mettendo al secondo posto l’esigenza del risultato.
    • Intervento tempestivo post-infortunio, adeguata e veloce rieducazione-riabilitazione senza rischi di recidive: è un fattore che coinvolge più figure professionali (da chi soccorre l’atleta a chi si occupa della rieducazione), la cui “professionalità” e competenza determina il successo di un ritorno in campo senza rischi di recidive, con un protocollo di prevenzione secondaria (vedi secondo punto sopra) adeguata.
    • Massima collaborazione da parte dell’atleta: sembra un fattore secondario, strettamente dipendente dal “carattere” ed esperienza del giocatore. Se però, chi si occupa della parte fisico-atletica si dimostra competente, attento e professionale, sicuramente otterrà il massimo ascolto e disponibilità da parte dei giocatori!

    Concludo ribadendo che un corretto e professionale approccio (a qualsiasi livello) agli infortuni non è solo un fatto che riguarda “il risultato”, ma qualcosa che dimostra primariamente rispetto verso l’atleta che ripone speranze e fiducia nei confronti di chi lo prepara per raggiungere i propri obiettivi sportivi.

    ultima

    Bibliografia

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese (melsh76@libero.it)

  3. Esercitazione tecnica: conduzione e reazione

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    Quella di oggi, rappresenta la variante più semplice, corrispondente alla struttura utilizzata per la guida in forma psicocinetica. La forma di base è quella dell’immagine sotto: 2-3 giocatori per fila e 2 palloni per fila; nel caso di un numero inferiore di giocatori, è anche possibile ridurre il numero delle stazioni. I cerchi dovranno essere di colore diverso (di 3 colori diversi è l’ideale); ogni colore corrisponderà un punteggio diverso (esempio 3 per il cerchio rosso, 2 per i gialli, ecc.). Al via dell’allenatore, i primi giocatori di ogni fila dovranno eseguire lo slalom dei 3 coni che hanno davanti ed andare ad occupare il cerchio libero (non si può sostare in 2 in un cerchio) che garantisce al punteggio maggiore. I punti verranno poi sommati tra i giocatori di ogni squadra….la squadra che fa più punti vince!

    conduzione e reazione 1

    Ovviamente le varianti di questa struttura possono essere molteplici; ad esempio, per la categoria Piccoli Amici è possibile diversificare il percorso da fare prima di arrivare al cerchio. Sotto è rappresentato un esempio nel quale, ogni giocatore deve: fare il giro del cono di fronte, far passare la palla sotto ad uno dei 2 ostacoli bassi, e transitare (palla e giocatore) sotto l’ostacolo alto.

    conduzione e reazione 2

    Altra variante è quella di togliere un cerchio: chi non riesce a fermare la palla in un cerchio (perché sono tutti occupati) deve fare una penalità (capovolta, rotolamento, ecc.). Ulteriore diversificazione può essere quella di iniziare il gioco con la rimessa da parte del compagno dentro al cerchio; in altre parole, si ha un pallone per fila e quando arrivo nel cerchio fermo la palla. Al via dell’istruttore, effettuo la rimessa laterale per il compagno che immediatamente esegue l’esercitazione per finire nel cerchio libero con il punteggio maggiore.

    conduzione e reazione 3

    Sotto viene presentata invece una variante in cui la guida viene abbinata allo stop orientato; in questo caso sono necessarie file di almeno 3 giocatori con 2 palloni per fila. Nell’esempio sotto, al via dell’allenatore, il giocatore passa la palla al compagno nel quadrato che, con un tocco, stoppa la palla con il piede sinistro, orientandosi per uscire a sinistra del quadrato e proseguire nello stesso modo della variante di base. Le varianti sono relative al piede (e parte di esso) di utilizzo dello stop e il lato di uscita del quadrato (vedi esercizio di base per lo stop orientato).

    conduzione e reazione 4

    Ultima variante presentata (figura sotto) è quella per l’apprendimento analitico della finte abbinata alla guida globale. Al via dell’allenatore, i giocatori con la palla dovranno guidare la palla ed effettuare la finta indicata dall’allenatore (esempio “forbice sinistra/uscita esterno destro”) ed andare a fermare il pallone in un cerchio che non sia uno di quelli che si hanno di fronte. Le varianti ovviamente sono relative al tipo di finta ed ai tocchi di guida prima di eseguire la finta stessa.

    conduzione e reazione 5

     

    CONCLUSIONI

    conduzione e reazione scheda

    L’esercitazione proposta oggi si adegua facilmente alle necessità delle categorie Piccoli Amici e Pulcini; sfrutta la stessa struttura (anche se le distanze possono essere modificate in base all’età dei giocatori) utilizzata per l’esercitazione dedicata alla guida psicocinetica. È un mezzo prevalentemente a carattere globale, perché è strutturato a forma di gara, andando particolarmente incontro alle esigenze dei calciatori più giovani. È possibile inserirlo anche nella fase finale (magari dopo un lavoro analitico che sfrutta la stessa struttura esercitativa) come riscaldamento dei dilettanti. Sotto, riportiamo altri mezzi, con caratteristiche allenanti simili.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola calcio Audax Poviglio (melsh76@libero.it)

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  4. La rapidità del Venerdì (seconda parte)

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    Nell’ultimo post abbiamo analizzato le caratteristiche che dovrebbe avere, per le squadre dilettantistiche, l’ultima seduta settimanale che precede la partita (solitamente il Venerdì). Il razionale metodologico impone che almeno in questo “momento” della settimana, siano somministrati mezzi che permettano di sviluppare elevate potenze muscolari, nel rispetto della specificità coordinativa del calcio (cambi di direzione, arresti, ecc.). Ovviamente nulla toglie la possibilità di poter lavorare anche nella parte centrale della settimana su questi aspetti, ma (a mio parere) solo se i giocatori presentano carenze ed in particolar modo sui presupposti; un esempio potrebbe essere il lavoro di Rapidità coordinativa, il lavoro di Esplosività o l’Intermittente Forza. Oggi analizzeremo altre 4 strutture esercitative (le ultime 4 nel prossimo post) adeguati all’argomento.

    VARIANTE 5

    fIGURA 1

    Nella figura sopra è presentato un solo mezzo (cioè una fila) per scopo esplicativo, ma sarebbe bene impostare sempre 2 mezzi (2 file) in maniera tale che l’esercitazione venga fatta con 2 giocatori alla volta a forma di gara. Com’è possibile vedere dalla figura, i cinesini sono stati posti esclusivamente per far capire ai giocatori da che parte va affrontata la curva; nella struttura ci sono 2 cambi di direzione di 90° (uno a destra e uno a sinistra) e uno di 180° (girando intorno al cono). Malgrado sia un mezzo a caratteristiche globali è opportuno somministrarlo solamente dopo che si è adeguatamente lavorato sulla componente analitica dei cambi di direzione (vedi post corrispondente): piede di cambio, frequenza dei passi e abbassamento del baricentro sono solo alcuni degli elementi che un giocatore dovrebbe acquisire prima di eseguire questo mezzo. Essendo un mezzo particolarmente intenso (dal punto di vista delle contrazioni eccentriche in frenata) consiglio di effettuarlo come primo esercizio della serie dedicata alla rapidità, 2 volte ad intensità submassimale e 2 a livello massimale.

    VARIANTE 6

    Figura 2

    Anche in questo caso è rappresentato un solo mezzo, ma è opportuno farne sempre 2 per creare competizione nell’eseguire le ripetizioni. I paletti vanno distanziati tra loro di circa 1.5m ad angoli variabili, per stimolare al massimo la frenata (prima del primo paletto), l’appoggio laterale dei piedi (in mezzo ai paletti) e l’accelerazione (nell’ultima parte).

    VARIANTE 7

    Figura 3

    Sopra è presentato un circuito di rapidità con incroci; com’è possibile intuire dalla figura, nella porzione centrale dell’esercitazione (che ovviamente va eseguite alla massima intensità) i giocatori incroceranno la loro traiettorie aggiungendo un ulteriore stimolo (legato alla direzione e velocità del compagno) che obbligherà i giocatori ad adeguare (rallentare, accelerare, deviare), ad alta intensità, la propria direzione di corsa. Le prime volte è possibile riscontrare qualche “scontro” tra compagni, che potrebbe limitare l’intensità dell’esercitazione. Dovrà essere l’allenatore ad incitare i giocatori a leggere la situazione, al fine di adeguare la propria corsa senza timore; dopo qualche difficoltà iniziale, questo mezzo verrà affrontato molto più volentieri dai giocatori e con motivazione rispetto alle altre strutture esercitative.

    VARIANTE 8

    Figura 4

    Si mantiene la stessa struttura esercitativa della variante precedente, ma il percorso (vedi figura sopra) verrà affrontato in maniera diversa; saranno 2 gli “incroci” da parte dei giocatori, ma affrontati frontalmente saranno più semplici. Visto che i metri da affrontare saranno 20 con 4 cambi di direzione di 90° (2 a destra e 2 a sinistra), sarà particolarmente importante il corretto appoggio (stesso discorso fatto per la VARIANTE 5) dei piedi e relativa modulazione della frequenza dei passi, ecc.

     

    CONCLUSIONI

    Rimandiamo alle conclusioni del precedente post per rivedere le caratteristiche della parte atletica della “seduta del Venerdì”. Oggi aggiungiamo un altro aspetto che ritengo fondamentale: come visto nel post dedicato alla match analysis qualitativa (è comunque sufficiente osservare una partita per rendersene conto), la maggior parte delle segnature avviene con azioni ad alta intensità. Quindi, la condizione fondamentale per trasformare (considerando sia la fase difensiva che offensiva) il lavoro svolto a secco è l’inserimento di strutture esercitative che vanno dall’1c1 al 2c2 con limite di tempo per segnare (7-10” massimo); la sola stimolazione a secco, seppur necessaria, allena in maniera parziale (per attaccanti e difensori) l’applicazione cognitiva del movimento. Quindi via libera ad esercitazioni di 1c1, 2c1 e 2c2 strutturate in maniera tale da dare una buona densità e tempistica all’esercitazione, ma senza affaticare i giocatori; queste potrebbero benissimo sostituire i classici esercizi con tiro in porta analitici (triangolo con l’allenatore e tiro al limite dell’area, appoggio punta sul centrocampista che lancia l’esterno per il cross, ecc.) che non danno densità, ma soprattutto non riflettono quella che è la situazione specifica cui si va incontro in partita. Abbiamo precedentemente analizzato quello che è il gesto tecnico del tiro in porta, e soprattutto di come questo sia ancora stato poco approfondito dal punto di vista biomeccanico dell’allenamento; quindi, per i dilettanti, invece che somministrare delle lunghe situazioni di tiri in porta (durante le quali il giocatore è occupato per la maggior parte del tempo ad andare a raccogliere il pallone), spazio a situazioni che ricalchino le condizioni finali delle azioni che caratterizzano le segnature. Se nel precedente post abbiamo riproposto in fondo i link alle esercitazioni di rapidità precedentemente affrontate, oggi riportiamo quelle che propongono situazione di 1c1, 2c1 e 2c2.

    Libri che potrebbero interessarti:

    • MFC (Movimento Specifico Funzionale): indispensabile per tutti gli staff delle categorie giovanili (in particolar modo Giovanissimi ed Esordienti) che per prime affrontano la didattica difensiva; non è comunque un libro di nicchia, ma veramente utile a tutti allenatori e preparatori che curano l’aspetto neuromuscolare del calciatore a secco e con palla.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese (melsh76@libero.it)

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  5. La rapidità del Venerdì (prima parte)

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    Per le squadre dilettantistiche, l’ultimo allenamento settimanale (che spesso coincide con il Venerdì) è dedicato ad esercitazioni per la rapidità a secco, cioè a

    mezzi in cui vengono affrontati, in maniera analitica o globale, gesti motori alla massima potenza muscolare, prevalentemente a secco!

    L’importanza di un’elevata potenza muscolare specifica per il calciatore è data dal fatto che, durante le azioni fondamentali per le segnature, si riscontrano (dati di match analisys) valori particolarmente elevati; inoltre gia negli studi del Professor Colli è stato visto che la capacità di accelerazione è inversamente proporzionale alla velocità, evidenziando che la potenza (che dipende da accelerazione e velocità) è un fattore limitante la performance. Ovviamente il calciatore non un velocista, quindi deve saper esprimere elevati valori di potenza in condizioni variabili (con cambi di direzione, con e senza palla) e in contesti tattici/cognitivi. Possiamo quindi affermare che:

    • L’allenamento a secco per la rapidità deve ricercare i massimi valori di potenza muscolare in contesti motori variabili (cambi di direzione, partenze/arresti diversificati, ecc.), ma tali da permettere di esprimere valori assoluti elevati!
    • L’allenamento a secco va affrontato in momenti della settimana in cui il giocatore è in condizioni di elevata freschezza muscolare (come il Venerdì), altrimenti non riuscirebbe ad esprimere valori elevati di potenza e/o aumenterebbe il rischio di infortuni.
    • L’allenamento a secco non rappresenta l’unico mezzo per lo sviluppo della potenza muscolare del calciatore; come precedentemente ribadito, la Potenza è nulla senza controllo, quindi queste esercitazioni non servono ad altro che a creare i presupposti della Rapidità del calciatore (Potenza muscolare), costituendo un lavoro generale (insieme a quello di natura coordinativo, di resistenza muscolare locale, ecc.) che deve essere trasformato tramite esercitazioni specifiche (con palla)!

    Oggi esamineremo un mezzo interessante per il lavoro a secco, che prevedere aspetti di potenza elevata (tratti di almeno 10-15m alla massima intensità), di coordinazione (passaggi di ostacolini), cambi di direzione e (cosa da non trascurare) aspetti motivazionali e ludici.

    VARIANTE 1

    partenze psicocinetiche

    Com’è possibile vedere dalla figura sopra, la struttura di base è molto semplice. Agli estremi delle partenze (con 2 ostacolini per lato) troviamo a 10m un cono GIALLO (a destra) e uno ROSSO (a sinistra). La prima variante è molto semplice: l’allenatore indicherà un colore, ed il primo dei 2 giocatori (uno rosso e uno blu) che arriva nel cono del colore nominato ha vinto.

     

    VARIANTE 2

    partenze psicocinetiche 1

    In questo caso, l’obiettivo dello sprint (cono) sarà sempre indicato dall’allenatore, ma prima di correre verso il cono stabilito, si dovrà passare l’ostacolino (in andata/ritorno) dalla parte opposta.

    VARIANTE 3

    partenze psicocinetiche 2

    Si posizionano 2 cinesini a 5 metri dai coni; prima di arrivare al cono prestabilito, si dovrà arrivare al cinesino corrispondente al cono opposto (vedi figura sopra)

    CONCLUSIONI

    Il mezzo presentato oggi, risponde a diversi requisiti dell’allenamento a secco della Potenza del calciatore. Altre varianti possono essere riferite all’arrivo della struttura, come ad esempio fermarsi in equilibrio su un piede in prossimità del cono indicato dall’allenatore, anche dopo aver saltato un ostacolo alto. Tutte queste variabili contribuiscono ad allenare il controllo motorio del calciatore, ma è necessario allungare di 5-10m la struttura, perché la necessità di arrestarsi rende necessaria una decelerazione, e quindi toglie spazio per accelerare e per raggiungere la massima potenza muscolare (che è lo scopo primario di questa tipologia di mezzi). Di conseguenza, tutte le volte che si propongono mezzi con “arresti”, è fondamentale lasciare il giusto spazio per accelerare e controllare che i giocatori raggiungano la massima potenza (solitamente dopo 15m di corsa lineare in massima accelerazione). Ogni Venerdì, solitamente propongo (al termine della parte dedicata alla rapidità a secco) 1-2 tratti lineari di 15 metri alla massima intensità; anche se probabilmente in partita raramente si affrontano gesti del genere, sicuramente aiutano a migliorare il controllo del gesto, in quanto (come visto per il calcio al pallone)

    minore è la percentuale dell’intensità massimale utilizzata per un determinato gesto motorio e maggiore è la capacità di controllare tale movimento!

    Di seguito, riportiamo altri mezzi “più o meno a secco” per lavorare sulla rapidità in maniera generale e/o specifica!

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    • MFC (Movimento Specifico Funzionale): indispensabile per tutti gli staff delle categorie giovanili (in particolar modo Giovanissimi ed Esordienti) che per prime affrontano la didattica difensiva; non è comunque un libro di nicchia, ma veramente utile a tutti allenatori e preparatori che curano l’aspetto neuromuscolare del calciatore a secco e con palla.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese (melsh76@libero.it)

  6. Pillole di video analisi: Catania – Juventus

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    In virtù della collaborazione tra mistermanager.it (Claudio Damiani) e Sics, società di Bassano del Grappa specializzata nella fornitura di servizi e tecnologie per il controllo degli allenamenti e la Match Analysis ai principali club professionistici italiani ed europei, andiamo “battezzare” una nuova rubrica legata alla Video Analisi degli episodi più significativi presi da una gara dei massimi campionati.

    Il match preso in esame questa settimana è Catania – Juventus; palese la superiorità della “Vecchia Signora”, ma altrettanto evidenti sono state le ingenuità difensive dei giocatori della squadra etnea.

    Abbiamo preso in considerazione:

    1. la giocata in verticale della Juventus dopo una palla letta “coperta” dai difensori dl Catania;
    2. la tendenza della maggior parte delle squadre (in tutti di campionati), di giocare il corner in modo indiretto, al fine di far salire la linea difensiva e “giocare” sul cross immediato a prendere in contropiede i difensori stessi;
    3. il grave errore di comunicazione tra i difensori rossoblù in occasione del gol della Juve;
    4. il movimento “a galleggiare” sulla linea dei difensori avversari eseguito da quel fuoriclasse che risponde al nome di Carlitos Tevez;
    5. la pressione eseguita dallo stesso a fine gara, oramai stremato, che ha portato a una nitida occasione da gol.

    [vimeo]https://vimeo.com/90304865[/vimeo]

    CATANIA-JUVENTUS 0-1 LE PAGELLE

    Catania (3-5-2): Andujar 5,5; Gyomber 6, Rolin 5,5, Bellusci 6 (21′ st Leto 5,5); Izco 5,5, Plasil 6 (37′ st Peruzzi 5,5), Lodi 5,5, Rinaudo 6, Monzon 5; Barrientos 6 (39′ st Keko 5,5), Bergessio 5. A disp.: Ficara, Legrottaglie, Alvarez, Capuano, Biraghi, Petkovic, Fedato, Boateng. All.: Maran 5,5.
    Juventus (3-5-2): Storari 6; Caceres 6,5, Bonucci 6, Chiellini 6; Lichtsteiner 6, Vidal 5,5, Pirlo 6,5, Padoin 6, Isla 5,5 (21′ st Asamoah 6); Osvaldo 6 (19′ st Llorente 6), Tevez 7 (42′ st Giovinco sv). A disp.: Buffon, Rubinho, Quagliarella, Romagna, Gerbaudo. All.: Conte 6,5
    Arbitro: Damato
    Marcatori: 14′ st Tevez
    Ammoniti: Gyomber, Rolin (C), Osvaldo (J)
    Espulsi: Bergessio (C) per doppio giallo
    Note: espulsi Conte (J) e Maran (C) per proteste

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    ss-logo

    A cura di Claudio Damiani

    A

  7. Nuova sinergia Sportanalisi -Sics

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    UNA NUOVA PARTNERSHIP TRA SPORTANALISI E SICS
    AL VIA LA SINERGIA PER DARE AL CALCIO DILETTANTISTICO UN SERVICE DI
    MATCH ANALYSIS CON GLI STESSI STRUMENTI DEI PROFESSIONISTI

    «Tutto il calcio è paese?». Se parliamo di tecnologia applicata al pallone la risposta oggi non può che essere affermativa, a maggior ragione grazie alla neonata sinergia tra gli specialisti di SportAnalisi e Sics.

    SportAnalisi, azienda veneziana forte di un gruppo di lavoro che promuove l’utilizzo di servizi di Match Analysis – in particolare con il match analyst Lorenzo Favaro, già referente per alcuni club militanti nel campionato di serie D-Lnd – diventa il service di riferimento per i contatti Sics provenienti dal movimento calcistico dei dilettanti.

    image

    L’obiettivo è quello di dar vita a un grande service di video analisi per far sì che anche i protagonisti del calcio meno esposto alle luci della ribalta possano usufruire degli strumenti già in uso nel calcio di vertice, abbinati a professionalità ed esperienze, per elevare con interventi mirati le prestazioni dei propri giocatori e della propria squadra.

    «Siamo entusiasti e convinti che sussistano tutti i requisiti necessari per garantire un lavoro di qualità – spiega Alvise Vivian, Responsabile SportAnalisi –. L’obiettivo è offrire una soluzione su misura per gli allenatori, fornendo dati, immagini e numeri di facile lettura tramite l’analisi video, sia in fase di gara sia di allenamento».

    Sics, società di Bassano del Grappa specializzata nella fornitura di servizi e tecnologie per il controllo degli allenamenti e la Match Analysis ai principali club professionistici italiani ed europei, metterà a disposizione di SportAnalisi i suoi servizi statistici e programmi software. Su tutti il prodotto software denominato VideoMatch© che consente di osservare e analizzare una partita catalogando gli eventi che la caratterizzano da un punto di vista tecnico/tattico. Strumenti di alta tecnologia che Lorenzo Favaro e SportAnalisi metteranno a disposizione, ad esempio, di mister Enrico Cunico, allenatore dell’A.C. Marano di Marano Vicentino (Vicenza), attuale capolista nel girone C della serie D e in corsa per la promozione nel nuovo campionato della Lega Pro unica 2014/15.

    Sics coinvolgerà SportAnalisi nelle iniziative “educational” relative alla Match Analysis e ne certificherà il lavoro quale società di servizi di analisi video, mettendo a disposizione VideoMatch© per le squadre militanti nei campionati calcistici dilettantistici e professionistici.

    Info su www.sportanalisi.it, www.youtube.com/user/SportAnalisi, www.facebook.com/sportanalisi.it, www.sics.it, www.facebook.com/sics.it.

  8. Scuola calcio: “Il gioco della bomba”

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    Dopo aver descritto il Gioco delle Piccole Tane, prevalentemente rivolto agli aspetti legati alla guida della palla e alla coordinazione (Agilità e Senso del Gioco), oggi approfondiamo un gioco che sviluppa prevalentemente il calciare (sia sottoforma di “tiro” che “trasmissione” della palla) e la coordinazione (Senso del Movimento, Senso del Gioco ed Agilità). Essendo sempre rivolto ai primi anni della Scuola Calcio (fino indicativamente alla 3° elementare), gli elementi tecnici sviscerati seguiranno quelle che sono le “esigenze” di questa categoria di età. Ad esempio, per insegnare la trasmissione e ricezione della palla a dei Piccoli Amici, è inutile focalizzarsi sul concetto tecnico del “Passare” la palla, perché a quest’età i giocatori hanno un rapporto egocentrico con il mezzo, che mal si sposa con questo tipo di fondamentale. Per questo motivo è bene allenare questo fondamentale tramite “tiri di precisione a bersagli” e ricezione di “palloni vaganti”.

    GIOCO DELLA BOMBA (VARIANTE CON TANTI BERSAGLI)

    bomba

    Disporre i giocatori come nella figura in alto. Lo scopo di ogni squadra è quello di abbattere più coni possibili tirando la palla con i piedi rispettando le seguenti regole:

    • Non si tocca mai la palla con le mani
    • Si tira da dietro la riga

    Vince la squadra che in più manches riesce ad abbattere più coni (si raccolgono i coni solo quando sono stati tutti abbattuti). È da porre attenzione inizialmente al fatto che i più piccoli, dopo aver tirato la palla cercheranno istintivamente di inseguirla per riprenderla; è da far capire che sarà inutile seguire la palla, perché arriveranno le palle “tirate” dalla squadra opposta. È ovvio che è un gioco da proporre in palestra, o in un campo recintato (es. da calcetto). Il fatto di aver dei bersagli bassi (coni) da abbattere stimolerà il calciare la palla con il collo (per dare forza al tiro) e allo stesso tempo con una certa precisione (senza alzare la palla); chi invece tende a ricevere la palla sarà stimolato ad impattare la palla con l’interno del piede, che è la parte che riesce meglio a smorzare l’intensità di una palla radente veloce. Infatti, i più piccoli tendono a non ricevere la palla con l’interno, ma questo tipo di esercitazione li stimola fortemente ad utilizzare questa parte, perché, anche istintivamente comprendono che è l’unico modo per smorzare una palla radente veloce. È possibile proporlo la prima volta utilizzando le mani, per insegnare (oltre alla meccanica del gioco) la rimessa laterale o la rimessa del portiere (ad una mano, alta o bassa).

     

    GIOCO DELLA BOMBA (VERSIONE ORIGINALE)

    bomba 1

    Rappresenta sicuramente la versione più entusiasmante del gioco: si mantengono palloni, righe di riferimento e regole generali, con l’unica variante che invece di tanti coni se ne usa solo 1 (detto “bomba”). Questo dovrà essere colpito da entrambe le squadre tante volte quante ne serviranno per “spingere” la bomba oltre la riga di tiro avversaria…… “vincerà la squadra che riuscirà a far arrivare la bomba oltre la riga avversaria”! Questa variante è particolarmente entusiasmante perché fa percepire con precisione chi vince (o chi sta vincendo) il gioco; inoltre avvicinando la bomba ad una delle due squadre, quest’ultima sarà maggiormente facilitata a colpirla e di conseguenza a capovolgere la situazione del gioco. Per rendere il gioco ancor più avvincente è possibile sostituire il cono con una tanica per l’acqua (vuota!) di 6-8 litri; sarà più facile da colpire, ma allo stesso tempo più difficile da spostare!

     

    SFIDE A COPPIE

    bomba 2

    Rappresenta la variante con maggiore impronta analitica, relativa alla trasmissione/ricezione della palla. Come nella figura sopra, si mantengono le righe di riferimento, ma i giocatori si sfideranno a coppie: 1 giocatore di una riga sfida quello di fronte, con 1 pallone e 1 cono da abbattere. Vince la sfida chi riesce ad abbattere più volte il cono (ogni volta che viene abbattuto, deve essere raccolto) nel tempo prestabilito. Per renderlo più entusiasmante è possibile anche utilizzare le seguenti attribuzioni di punteggi:

    • Se il cono viene abbattuto: 3 punti
    • Se il cono viene colpito dalla palla, ma non abbattuto: 1 punto.

    Una volta stabilite queste regole, è possibile anche ruotare i giocatori sfida dopo sfida, facendo un piccolo “minitorneo”, oppure non contare i punti individualmente, ma per coppia o per squadra/riga. È bene verbalizzare, durante l’esercitazione, le modalità tecniche di trasmissione della palla (colpire la palla d’interno, posizionamento del piede d’appoggio, ecc.) e della ricezione (interno piede leggermente sollevato per”smorzare” al meglio la palla). Questa variante può essere utilizzata anche nella categoria pulcini nei casi in cui si cerchi di stimolare l’utilizzo del piede non dominante (utilizzando la regola “si centra il cono solo con il piede debole”).

    CONCLUSIONI

    scheda bomba

    Concludiamo ribadendo un concetto molto importante che riguarda lo sviluppo dell’abilità del calciare/trasmettere e ricevere la palla nella categoria Piccoli Amici: esercitazioni in cui viene “forzato” il concetto di passaggio della palla ad un compagno non va particolarmente incontro (soprattutto in prima elementare) alle esigenze dei giocatori a quest’età. Per questo motivo è preferibile utilizzare (quando si vogliono stimolare i prerequisiti di questo fondamentale) giochi in cui sono presenti fondamentale tramite “tiri di precisione a bersagli” e ricezione di “palloni vaganti”. Dal punto di vista coordinativo vengono stimolati tutti gli aspetti della coordinazione: il Senso del Movimento per il fatto che si deve dosare la giusta intensità/direzione alla palla (oltre a saperla fermare), il Senso del Gioco perché si deve essere “veloci nel ricercare palle libere” e l’Agilità per muoversi velocemente tra compagni e palloni alla ricerca della migliore strategia di gioco.

    Di seguito, riportiamo altri giochi tecnici-coordinativi con stimoli allenanti sovrapponibili:

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola Calcio Audax Poviglio (melsh76@libero.it)

  9. 1° Corso per Video Analista Tattico organizzato da SICS

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    SICS organizza il primo corso in Italia dedicato alla formazione e certificazione del Video Analista Tattico, figura professionale sempre più importante e richiesta dalle società calcistiche. Il corso prevede il superamento di un esame finale e rilascerà ai partecipanti la certificazione di Video Analista.

     

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    Durata Corso:

    32 ore articolate su 4 giornate in due settimane consecutive (lunedi-martedi 28-29 Aprile e 5-6 Maggio) con esame finale da svolgersi durante l’ultima giornata del corso per conseguire la certificazione.

    Il corso si svolgerà nel Centro Tecnico FIGC di Coverciano presso la Sala Conferenze del Museo del Calcio.

    Programma del corso:

    • Teoria Calcistica (Maurizio Viscidi, 6 ore)

    • La tecnologia al servizio della Match Analysis (Michele Crestani, 4 ore)

    • Parte pratica e operativa (Antonio Gagliardi, 14 ore)

    • Esame (8 ore)

    Prerequisiti:

    Diploma di allenatore Uefa B o superiore e conoscenza uso Computer

    Il corso è di tipo teorico/pratico; i partecipanti dovranno portare al corso un proprio PC di tipo notebook (* vedi sezione caratteristiche minime PC) dove verranno installate a cura di personale SICS le licenze dei software VideoMatch Pro e SuperSchemi 2014, necessarie all’esecuzione delle esercitazioni e dell’esame finale.

    Ai partecipanti al corso verrà fornito:

    • Licenza software VideoMatch, software professionale per la Match Analysis, valida sei mesi

    • Licenza software SuperSchemi 2014, software per la schematizzazione sia statica che animata dei movimenti dei giocatori, valida sei mesi

    • Riconoscimento di uno sconto del 50% sul prezzo di eventuale acquisto della licenza definitiva di VideoMatch Pro e/o di SuperSchemi

    • Abbonamento annuale a rivista Il Nuovo Calcio

    • Attestato di partecipazione al corso

    In collaborazione con:

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    Certificazione

    Ai partecipanti al corso che supereranno l’esame finale verrà fornito:

    • Attestato di Certificazione SICS Match Analyst Pro

    • Iscrizione all’albo degli analisti video

    • La creazione dell’albo e i nominativi degli iscritti verrà comunicata a AIAC e a tutti i club professionistici italiani.

    * Caratteristiche minime PC corsisti

    • Sistemi Operativi supportati : Windows XP, Windows vista, Windows 7, Windows 8 e 8.1. I modelli Apple tipo Mac Book Pro vanno bene solo se dotati di una partizione in cui sia installato Windows o dotati di emulatore Parallels Desktop (http://www.parallels.com)
    • Risoluzione minima del monitor/scheda video: 1024 x 768
    • Spazio minimo libero su hard disk: 10 GB
    • Memoria RAM: 4 GB
    • Scheda di rete Wireless WLAN

    Per informazioni sui costi e per il modulo di pre-iscrizione collegati al sito SICS


  10. Varianti del “fartlek a colori”

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    In un vecchio post avevamo sviscerato le caratteristiche e l’utilità del fartlek a colori, cioè un mezzo “a secco” che si propone di allenare la Potenza Aerobica nei settori dilettantistici in maniera generale, ma seguendo alcuni criteri di specificità dovuti alle variazioni di intensità e direzione tipiche del gioco del calcio. Oggi presentiamo una versione semplificata, che può trovare utilità nel fatto che rispetto alle caratteristiche della versione originale:

    • Prevede una maggiore variabilità (a pari struttura esercitativa) degli stimoli allenanti, infatti i ritmi possono essere definiti in base allo spazio o al tempo (vedi varianti sotto) lasciando all’allenatore una certa libertà nell’adattare il mezzo alle condizioni di fatica e dallo stato di forma dei giocatori.
    • È più semplice da “costruire” perchè richiede meno materiale e meno tempo per essere strutturato nel campo.
    • Può essere realizzato anche su campi particolarmente fangosi (tipici di questo periodo), senza che i giocatori risentano particolarmente delle situazioni del terreno; infatti, rispetto alla versione tradizionale, i cambi di direzione sono minori, e i pochi attrezzi presenti (coni) possono essere spostati (di un metro alla volta) dall’allenatore/preparatore durante l’esercitazione stessa per evitare la formazione di solchi.

     

    VARIANTE 1 (FARTLEK A TEMPO)

    fartlek 3

    È una variante gia approfondita nel primo articolo sul fartlek; si tratta di correre il percorso ad “M” sopra disegnato alternando tratti “veloci” (corsa veloce, ma non massimale) a tratti “lenti” (corsa lenta) di recupero. Variando direzione e intensità, si ottiene una sviluppo abbastanza multilaterale della Potenza Aerobica generale del calciatore. Ma che intervalli utilizzare? Ovviamente dipende dalle condizioni del campo (con il fango, il rendimento della corsa peggiore, quindi sono da accorciare leggermente gli intervalli veloci), dal momento dell’allenamento, ma soprattutto dallo stimolo allenante che l’allenatore/preparatore ha intenzione di dare. Ad esempio, se viene proposto nel primo allenamento settimanale e dopo il riscaldamento, è probabile che i giocatori affaticati facciano fatica a tenere ritmi elevati per molto tempo, quindi è meglio utilizzare per i primi minuti un rapporto “1:2” tra fasi “intense:lente” (ad esempio 20” veloci + 40” lenti); con il passare del tempo si possono ridurre gli intervalli (mantenendo un rapporto 1:2) chiedendo una velocità maggiore nei tratti intensi. Ad esempio possono essere divisi 20’ in 2 serie da 10’ così strutturati:

    • I° serie: 5’ alternando 20” veloci a 40” lenti + 5’ alternando 15” veloci a 30” lenti.
    • Pausa attiva di 2’
    • II° serie: 4’ alternando 15” veloci a 30” lenti + 4’ alternando 10” veloci a 20” lenti + 2’ alternando 5” veloci a 10” lenti

    Ovviamente ogni atleta dovrà essere in grado di gestire le intensità “veloci” e “lente” in base alle proprie caratteristiche e al grado di fatica. Ricordiamo che l’accorciamento degli intervalli permette di tenere un ritmo leggermente maggiore (durante le fasi intense) perché è minore l’attivazione della glicolisi: per una trattazione più completa di questo dettaglio, vedi il post sull’allenamento intermittente. Nulla toglie, per aumentare la difficoltà dell’esercitazione, di utilizzare un rapporto 1:1 tra fasi intense e lente; in questo caso è consigliabile utilizzare intervalli di 15” per periodi non superiori ai 6’ alla volta.

     

    VARIANTE 2 (FARTLEK A DISTANZA)

    fartlek colori 4

    Analogamente alla versione originale del fartlek a colori, la determinazione del ritmo viene data dal tratto percorso; nella figura sopra viene utilizzata la stessa struttura della variante precedente, ma alcuni tratti (quelli rossi tratteggiati) vengono corsi velocemente, quelli “neri continui” di corsa lenta e quelli “neri tratteggiati” di corsa media. In questo modo si aggiunge una velocità (media) che arricchisce ulteriormente la variabilità dello stimolo aerobico. In particolar modo per i giocatori più giovani, è da prestare attenzione a quando vengono effettuati i tratti di corsa media; infatti, chi è meno esperto, tende a mantenere abbastanza elevata la frequenza dei passi, tenendo una falcata corta. In questo modo, la corsa (a pari velocità) risulta abbastanza dispendiosa soprattutto dal punto di vista mentale; incitando i giocatori a “mantenere la stessa frequenza della corsa lenta, ma allungando il passo” si ottiene un rendimento di corsa leggermente più economico e meno faticoso.

    fartlek colori 5

    Nel caso in cui si volesse somministrare uno stimolo allenante più specifico per giocatori fisicamente abbastanza freschi, è possibile utilizzare una struttura come in figura sopra. I tratti veloci non vengono percorsi di corsa rettilinea, ma con cambi di direzione; sopra abbiamo raffigurato un esempio con 1 tratto con percorso “ad 8”, 1 tratto in slalom tra paletti, e l’altro con corsa tra ostacoli (stando attenti ad alternare la gamba di stacco). Nulla vieta di utilizzare altre forme di corsa a patto che le condizioni del campo lo concedano.

    fartlek colori 6

    Questa ultima proposta (vedi figura sopra) la mettiamo solo per i casi di “emergenza: campi devastati dal fango”. Come si vede dalla figura, la strutturazione è molto semplice: si correre trasversalmente per il campo avanti/indietro senza fermarsi, e ogni zona (delimitata da coni o cinesini) viene percorsa all’intensità corrispondente (lenta, media o veloce).

    CONCLUSIONI

    La semplicità dei mezzi somministrati, (nel giusto rispetto di una certa specificità) quando si ha a che fare con i dilettanti o i più giovani, è un fattore fondamentale che chi allena deve tenere in considerazione. L’utilizzo di mezzi poco monotoni (cioè che permettono delle variazioni all’interno della stessa struttura) rappresenta un’ulteriore fonte di motivazione per i giocatori.

    immagine

    Campi rovinati e rinvii delle partite ufficiali causati dal maltempo, come avviene in questo periodo, richiedono una ristrutturazione dell’allenamento che può mettere in difficoltà gli allenatori dei settori dilettantistici; un utilizzo attento e corretto di un mezzo come il fartlek, quando si vuole lavorare sulla Potenza Aerobica Generale può fare la differenza! Ad esempio, dopo un rinvio, i giocatori si troveranno nel primo allenamento settimanale meno stanchi del solito (perché non hanno giocato), quindi l’eventuale somministrazione di un mezzo Generale deve tenere in considerazione anche l’utilizzo di Intensità elevate e diversi Cambi di Direzione. Viceversa, quando si gioca e le partite vengono giocate su terreni particolarmente rovinati.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese (melsh76@libero.it)

  11. Alleniamo il passaggio tramite il lungo-corto

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    Il “lungo-corto” è un’esercitazione che con le sue variabili (globali, analitiche e psicocinetiche) può essere utilizzata per allenare la trasmissione della palla (sopratutto a 1 tocco) in diverse fasce d’età.

     

    ESERCITAZIONE A CARATTERE GLOBALE

    lungo corto 1

    Corrisponde alla variante più semplice: si dispone un quadrato di circa 7-10m di lato con 1 giocatore per angolo (delimitato da un cinesino/cono) internamente alla figura. I 4 giocatori dovranno passarsi la palla alternando un passaggio corto (in diagonale alla destra o alla sinistra) ad un passaggio lungo (verticale o orizzontale). Se ricevo un passaggio lungo, dovrò di seguito effettuare un passaggio corto e viceversa. Nella figura sopra è rappresentato un esempio: il giocatore blu in basso esegue un passaggio corto (in diagonale) al giocatore rosso, che è obbligato ad effettuare un passaggio lungo al giallo che a sua volta dovrà effettuare un passaggio corto (in diagonale al blu in alto o al blu in basso). Questo tipo di variante è molto facile da eseguire soprattutto se si lascia il N° di tocchi liberi. Le difficoltà aumentano se si obbligano a giocate a 1 tocco: in questo caso risulterà particolarmente importante che il giocatore capisca con un minimo di anticipo da che angolo proverrà la palla (non è facile) e rimanga in movimento per adattare la propria postura (orientamento corporeo) ad un tocco corretto (cioè verso la direzione voluta) della palla, soprattutto, quando si riceve il passaggio corto, perché la “giocata” in questo caso sarà obbligatoria; quando invece si riceve un passaggio lungo è possibile trasmettere la palla (in diagonale) alla propria destra o alla propria sinistra.

     

    VARIANTE ANALITICA

    lungo corto 2

    Obbligando il piede di utilizzo e la giocata corta l’esercitazione diventa particolarmente impegnativa dal punto di vista tecnico. Supponiamo di vincolare ulteriormente l’esercizio dal punto di vista tecnico:

    “stessere regole di sopra (sempre ad 1 tocco, passaggio lungo alternato a passaggio corto in diagonale), ma si utilizza solo il piede destro e il passaggio corto dovrà sempre essere fatto alla destra”

    In questo modo le giocate saranno sempre vincolate e di conseguenza più prevedibili, ma il giocatore dovrà trovarsi sempre pronto “in movimento” perché con la giocata obbligata dovrà spostarsi avanti o indietro nel caso non riceva un palla precisa. Nella figura sopra è rappresentato l’esempio citato; il giocatore blu in alto la trasmette al giallo in diagonale/corto, il quale con un passaggio lungo la passa al rosso che a sua volta la trasmette al blu in altro, ecc. Ma cosa succederebbe se il giocatore rosso sbagliasse il passaggio con una traiettoria come nella figura sotto (cioè con palla che tende ad andare “dietro” al giocatore blu in alto)? Il giocatore blu dovrebbe essere abile nel fare qualche passo indietro per esser orientato nel momento di contatto con la palla per trasmetterla ad un tocco con il destro al blu in basso….e non è facile! È proprio questa l’essenza delle esercitazioni a carattere analitico,

    cioè un grado di difficoltà elevato che costringe il giocatore a gesti/movimenti anche particolarmente impegnativi dal punto di vista della precisione, al fine di “fissare” negli schemi motori dell’atleta un bagaglio di opzioni/varianti in grado di permettergli di trovarsi a proprio agio in qualsiasi contesto tecnico/tattico.

    lungo corto 3

    Sta poi all’allenatore dare i giusti consigli, affinché i calciatori le eseguano in maniera corretta in base al proprio livello; ad esempio nell’esempio sopra, è possibile consigliare di prediligere il passaggio leggermente avanti al compagno (ancor meglio nella direzione di passaggio di quest’ultimo). Altra indicazione potrebbe essere quella di “gestire” i passaggi corti con una sorta di “stop” avanti al compagno in maniera tale che abbia la possibilità di trasmettere il passaggio lungo con più facilità.

    Le varianti analitiche di questa esercitazione sono:

    • Uso sempre del piede destro (ad un tocco) con passaggio corto alla propria destra (esempio sopra).
    • Uso sempre del piede sinistro (ad un tocco) con passaggio corto alla propria sinistra (contrariamente alla variante sopra, il corto si “apre” a sinistra con il sinistro).
    • Uso sempre del piede destro (ad un tocco) con passaggio corto alla propria sinistra (tutti i passaggi sono a chiudere a sinistra).
    • Uso sempre del piede sinistro (ad un tocco) con passaggio corto alla propria destra (tutti i passaggi sono a chiudere a destra).

     

    VARIANTE PSICOCINETICA

    lungo corto 4

    Questa variante può tornare utile nel caso in cui questo esercizio venga posto nel riscaldamento. Infatti, è più intensa (dal punto di vista fisico) delle precedenti, che possono essere messe nella prima parte, seguite da quella psicocinetica. Com’è possibile vedere nella figura sopra, i giocatori sono 5 e si inserisce la regola “Passo (linea rossa) e Vado (linea nera) al posto del giocatore cui l’ho passata”. Obbligatorio 2 tocchi, ma con piede a piacere, mantenendo la regola dell’alternanza lungo/corto. Scopo primario dei giocatori è quello di abbattere il cono centrale durante il passaggio lungo (1 punto a chi lo abbatte, si possono anche allungare le distanze). Altra regola (riferendosi alla figura sopra): se la palla va a destra del cono, allora il giocatore che riceve (in questo caso il giallo) dovrà fare il corto dalla stessa parte (cioè al blu in altro)…viceversa se la palla va a sinistra. Questa variante è sicuramente più divertente, più intensa (perché si “corre dietro alla palla”) e con minori limiti tecnici (piede libero) in maniera tale che l’allenatore possa anche verificare lo stato dell’apprendimento tecnico dei propri giocatori. Per rendere ancor più motivante il mezzo si possono creare delle sfide tra le varie strutture (rombi); “qual è la prima squadra/struttura che raggiunge i 5 punti?

    figura 5

    CONCLUSIONI

    Abbiamo presentato un’esercitazione estremamente utile da diversi punti di vista (soprattutto dal punto di vista dell’attenzione riferita all’orientamento corporeo nella trasmissione della palla); l’unico limite è che deve (soprattutto la parte analitica) essere fatta su campi in quasi perfette condizioni, altrimenti sarebbe veramente difficile dare alla palla le giuste direzioni con un solo tocco (la variante psicocinetica invece si adegua anche in condizioni non perfette). Sotto riportiamo altre esercitazioni da noi presentate, che hanno scopi allenanti simili.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese (melsh76@libero.it)

     

     

  12. Il colpo del ko: la transizione

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    La transizione e’ paragonabile al colpo da knock down di un pugile che coglie impreparato l’avversario sbilanciato ad attaccare.

    Immaginiamo il pugile che sferra un diretto dx e che nell’ eseguirlo lascia scoperto il volto: se il difendente coglie l’ attimo giusto e anticipa puo’ trovare il colpo decisivo.

    Quindi elementi fondamentali per una transizione efficace sono:

    1. la distrazione di chi offende;

    2. la capacita’ di prevedere e anticipare il movimento avversario;

    3. la scelta del tempo nell’ anticipo;

    4. la velocita’ nell’ eseguire il colpo risolutivo;

    5. la velocita’ di accoppiamento dei movimenti atti a concludere l’ azione (knock down/tiro in porta/gol).

    A volte si predilige un finto atteggiamento remissivo della squadra per portare l’ avversario a perdere gli equilibri tra i reparti durante la propria azione offensiva.

    Viene scelto inoltre un lato debole dove affondare il colpo. Per esempio il giocatore tecnicamente meno abile e si attende che il gioco arrivi da quel lato per pressare- recuperare- verticalizzare-concludere.

    La transizione puo’ essere un ko : ma e’ la capacita’ di attenzione che determina se subirlo o farlo subire.

     

    Mister Giacomo Bizzarri (altro…)

  13. Una proposta di seduta d’allenamento con possessi palla e partitelle a tema

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    Oggi pubblichiamo un’interessante proposta di allenamento di Simone Benecchi; rappresenta una sequenza di esercitazioni di difficoltà tecnico/tattica progressiva da sviluppare in allenamento con le seguenti finalità

    • Possesso palla + Potenza aerobica
    • Possesso palla + Finalizzazione

    Figura 1

    L’autore identifica la progressione di esercitazioni come ideale per la categoria Esordienti, ma con lievi modifiche relative alle dimensioni, è possibile proporla anche nella categorie superiori, fino ai Dilettanti. La sequenza è possibile svilupparla all’interno dello stesso allenamento (perché sostanzialmente utilizza la stessa struttura esercitativa), ma nulla vieta di poterla riprodurre in più sedute, mantenendo la stessa filosofia tecnico-tattica. Per facilitarne la lettura, rendiamo disponibile il contenuto tramite documento scaricabile

    Scarica il documento

    Autore: SIMONE BENECCHI

    • Allenatore UEFA B, Dottore in scienze delle attività motorie e sportive.
    • Allenatore dell’ACD SALA BAGANZA di Terza categoria ed Esordienti 2002.
  14. I consigli per il fantacalcio dal 23/11/2013 al 25/11/2013

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    Finalmente la sosta per le nazionali è passata e ritorna anche questa settimana il nostro amatissimo gioco del fantacalcio.Questo periodo di riposo ha permesso a molti giocatori di poter recuperare dai propri infortuni come ad esempio El Sharawy ma soprattutto Mario Gomez sul quale moltissimi fantallenatori avevano puntato all’inizio del campionato ottenendo poco o niente fino ad adesso.senza ulteriori perdite di tempo andiamo ad analizzare le singole partite:

    Hellas Verona-Chievo Verona (Sabato 23/11/2013 ore 18.00)

    DA SCHIERARE: Luca Toni, il bomber modenese sta vivendo una seconda giovinezza nella speranza di essere convocato da Prandelli per il mondiale brasiliano.Nei derby l’esperienza è importantissima e lui ne ha quasi da vendere;Sergio Pellissier, il nuovo mister Corini ha detto che si affiderà alla vecchia guardia per risalire la classifica e chi meglio del capitano è chiamato a guidare la squadra nel derby della sua città.

    DA EVITARE: Fabrizio Cacciatore, è sicuramente una delle sorprese della squadra ma la sua foga potrebbe portarlo a commettere degli errori in una partita molto sentita e delicata dove il sangue freddo conta molto;Dario Dainelli, al rientro dopo un lungo infortunio se la vedrà con il suo ex compagno di squadra Luca Toni che sta attraversando un eccellente momento di forma.
    Milan-Genoa (Sabato 23/11/2013 ore 20.45)
    DA SCHIERARE: Kakà, l’asso brasiliano potrebbe essere spostato nella posizione di playmaker che potrebbe garantirgli ancora tanti anni di ottima carriera visto che il cambio passo non è più quello di una volta ma la tecina sopraffina è sicuramente intatta; Mattia Perin, azzardiamo col giovane e promettente portiere che potrebbe subire diversi reti ma che siamo convinti farà numerose parate prima di un eventuale
    DA EVITARE: Sulley Muntari, il centrocampista rossonero sembrava essere entrato in forma quando aveva segnato l’inutile doppietta allo Juventus Stadium, ma le ultime prestazioni hanno fatto un pò ricredere chi credeva che il ghanese potesse diventare uno dei cardini della formazione di Allegri;Francelino Matuzalem, è uno dei giocatori preferiti da Gasperini ma potrebbe soffrire la qualità del centrocampo rossonero che potrebbe farlo innervosire.
    Napoli-Parma (Sabato 23/11/2013 ore 20.45)
    DA SCHIERARE: Dries Mertens, una delle maggiori sorprese della squadra di Benitez, sta impressionando per velocità e qualità, anche in nazionale ha mostrato di essere in gran forma, contro la Colombia ha fatto due azioni personali eccellenti culminate in un clamoroso palo; Antonio Cassano, nello stadio che fu di Maradona il fantasista barese si esalterà sicuramente e cercherà di colpire la lenta retroguardia partenopea.
    DA EVITARE: Pablo Armero, il terzino colombiano è chiamato da un po di tempo a sostituire l’infortunato connazionale Zuniga, ma al momento sono molti i rimpianti, non sta certamente sfruttando l’occasione al meglio;Amauri, il centravanti brasiliano è probabilmente una delle maggiori delusioni di quest’inizio campionato, al San Paolo non avrà vita facile.
    Udinese-Fiorentina (Domenica 23/11/2013 ore 15.00)
    DA SCHIERARE: Luis Muriel, l’avanti colombiano è chiamato a riscattare il parzialmente deludente inizio di stagione, visto che quest’anno in molti aspettano il definitivo salto di qualità; Giuseppe Rossi, il centravanti ha effettuato una grande partenza e questa settimana è rientrato in nazionale andando anche a segno nell’amichevole contro la Nigeria, cercherà di far continuare il suo magic-moment.
    DA EVITARE: Thomas Heurtaux, sembrava destinato a sostituire degnamente Benatia ma sta un pò deludendo le attese, e Domenica avrà di fronte un Giuseppe Rossi in formissima; Stefan Savic, il centralone montenegrino potrebbe soffrire la velocità degli attacanti friuliani.
    Sassuolo-Atalanta (Domenica 23/11/2013 ore 15.00)
    DA SCHIERARE: Gaetano Berardi, sulle ali dell’entusiasmo scommettiamo sul talento neroverde che dopo la tripletta di Marassi contro la Sampdoria ha segnato il gol decisivo che ha determinato il pareggio della squadra all’Olimpico contro la Roma; Luca Cigarini, il cervello della squadra orobica sta giocando ad alti livelli e sta cercando di entrare nel giro della nazionale come vice-Pirlo.Sempre molto pericoloso sui calci piazzati.
    DA EVITARE: Ezequiel Schelotto, il laterale argentino è al rientro dall’infortunio e potrebbe soffrire la non ottimale condizione e sopratutto la mancanza del ritmo partita; Giacomo Bonaventura, idem per il fantasista bergamasco che rientra dopo un lungo stop, tra l’altro fino ad oggi sta giocando molto al di sotto del livello mostrato l’anno scorso che lo aveva portato anche ad essere convocato in nazionale.
    Sampdoria-Lazio (Domenica 23/11/2013 ore 15.00)
    DA SCHIERARE: Manolo Gabbiadini, il giovane attacante è chiamato a guidare la sua squadra fuori da una situazione delicata, dopo un ottimo inizio è in evidente calo nelle ultime giornate ma la squadra blucerchiata ha bisogno dei suoi gol per raggiungere la salvezza; Antonio Candreva, il forte centrocampista biancoceleste è in formissima come dimostrato dalle buone prestazioni fornite in nazionale dove sta ottenendo un ruolo sempre più importante nel gruppo di Prandelli.

    DA EVITARE: Andrea Costa, il laterale mancino verrà schierato dal neo-allenatore Mihajlovic come quarto di sinistra della difesa a quattro, faticherà a dimenticare la partitaccia contro il Sassuolo; Keita, il giovane attacante a cui Petkovic affida un importante ruolo, la giovana età e l’inseperienza potrebbe prevalere in una delicata trasferta come quella di Marassi.

    Livorno-Juventus (Domenica 23/11/2013 ore 15.00)
    DA SCHIERARE: Andrea Luci, il capitano labronico è sempre l’ultimo a mollare e Domenica dovrà lottare e soffrire molto contro i campioni d’Italia ma darà tutto quello che ha in mezzo al campo; Paul Pogba, il fortissimo centrocampista bianconero sta disputando la stagione della definitiva consacrazione, ottenendo il posto da titolare sia nella Juventus che nella nazionale francese con la quale ha ottenuto il pass per Brasile 2014 rimontando in settimana l’Ucraina, è sicuramente in un momento straordinario.
    DA EVITARE: Innocent Emeghara, il centravanti nigeriano naturalizzato svizzero sarà chiamato a sostituire bomber Paulinho assente per squalifica.Il compito sarà arduo sia per la forza della difesa bianconera sia per le prestazioni deludenti che ha fornito finora soprattutto nelle ultime giornate, ha difatti perso il posto da seconda punta che è passato al giovane Siligardi; Simone Padoin, il jolly di Conte sarà chiamato a sostituire gli infortunati Lichtsteiner e Isla, sicuramente la mancanza di minuti e ritmo partita si farà sentire.
    Torino-Catania (Domenica 23/11/2013 ore 15.00)
    DA SCHIERARE: Ciro Immobile, il giovane attacante granata dopo un inizio stentato sta trovando la via del gol con una discreta continuità.Ha difatti segnato sia nella trasferta di Livorno che in quella di Cagliari.I suoi tifosi aspettano un gol anche nello stadio Olimpico e questa è sicuramente un ottima occasione; Gino Peruzzi, il laterale destro argentino è al debutto dopo il lungo infortunio che non gli ha ancora permesso di scendere in campo con la squadra siciliana.Gli etnei si aspettano molto da questo prospetto che è definito come l’erede di Javier Zanetti.
    DA EVITARE: Matteo Darmian, il laterale destro della formazione di Ventura sembra l’anello debole della squadra, difatti molti gol ed occasioni nascono proprio dal suo lato, non convince; Maxi Lopez, l’infortunio di Bergessio gli ha aperto le porte della formazione titolare ed ha subito sfruttato l’occasione segnando il rigore decisivo nella vittoria al Massimino contro l’Udinese, Le vicende extra-calcistiche e le chiacchere di queste settimane potrebbero però condizionarlo.
    Bologna-Inter (Domenica 23/11/2013 ore 20.45)
    DA SCHIERARE: Rolando Bianchi, il gol segnato all’Atalante dovrebbe aver sbloccato il bomber che stava deludendo i tifosi rossoblù.Lui ha dichiarato di aver avuto diversi guai fisici che non gli hanno permesso di esprimersi al meglio, se questi sono veramente alle spalle ci aspettiamo tanti gol dal bomber che verrà innescato da capitan Diamanti; Rodrigo Palacio, l’attaccante argentino è sempre micidiale, in particolar modo in trasferta quando gli avversari si sbilanciano e lasciano un pò di campo che viene immediatamente sfruttato da “El Trenza”.
    DA EVITARE: Diego Fernando Perez,il centrocampista tornato all’ultimo momento non è ancora riuscito a trovare la forma migliore e sta facendo molto fatica, gli anni iniziano a farsi sentire; Fredy Guarin, il centrocampista colombiano sta giocando a corrente alternata anche se fino ad oggi hanno prevalso le prestazioni negative, sembra non riuscire ad integrarsi negli schemi di Mazzarri.
    Roma-Cagliari (Lunedì 24/11/2013 ore 20.45)
    DA SCHIERARE: Miralem Pjanic, il forte centrocampista bosniaco sta finalmente mettendo in mostra tutto il suo valore con continuità, cosa gli era sempre mancata.Ha preso per mano la squadra dopo l’infortunio di Totti e proprio l’assenza del capitano gli consentirà di tirare tutti i calci piazzati della squadra capitolina; Victor Ibarbo, l’attaccante colombiano ha segnato un gran gol in Belgio con la sua nazionale, e potrebbe sfruttare la sua velocità negli spazi che inevitabilmente la squadra di casa lascerà agli avanti sardi.
    DA EVITARE: Federico Balzaretti, dopo il gol segnato nel derby e la conseguente convocazione in nazionale, sembrava di rivedre il Balzaretti dei tempi migliori, ma le ultime deludenti prestazioni hanno mostrato di nuovo il deludente giocatore dell’anno scorso.Ha perso anche la nazionale venendo sostituito da Criscito; Luca Rossettini, il centrale sardo non sta giocando bene ma ha la fortuna che il suo naturale sostituo Ariaudo ha grossi problemi con la società relativi al rinnovo del contratto.Lunedì sera soffrirà sicuramente la velocità e l’imprevedibilità degli attaccanti

  15. Tapling: la nuova App per calciofili e appassionati di giochi

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  16. Mezzi di allenamento per la scuola calcio: “Da meta a meta”

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    Proponiamo oggi una struttura particolarmente interessante per lo sviluppo delle qualità coordinative specifiche del calciatore; come gia ricordato, l’allenamento della coordinazione deve essere specifico alla disciplina in cui è inserita e deve tenere in considerazione del senso dello sviluppo dell’agilità, del senso del movimento e del gioco. Il mezzo proposto oggi, con le sue varianti, si colloca come un’esercitazione ideale nei primi anni di scuola calcio nelle fasi propedeutiche alla guida e alla trasmissione/ricezione della palla.

    coordinative

    STRUTTURA DI BASE

    da meta a meta

    Prevede 3 zone rettangolari adiacenti di dimensioni analoghe; le misure dipendono dalla quantità e dall’età dei bambini. Indicativamente per un gruppo di 12 bambini ogni rettangolo può essere largo 5-7m e lungo 10-12m. Nel rettangolo centrale (detto Tana dei lupi) stazioneranno 4 lupi (1/3 dei giocatori presenti); gli altri 8 giocatori partiranno da una delle altre 2 mete (alle quali vengono attribuite dei colori, relativi alla caratteristica dei cinesini che li delimitano). Lo scopo dei giocatori sarà quello di passare da una meta all’altra senza farsi prendere dai lupi (che non possono uscire dalla propria tana) e senza uscire dai rettangoli di gioco; verrà attribuito un punto ogni volta che si riesce a passare da una meta all’altra senza essere presi. Se un giocatore viene preso (toccato) da un lupo, si invertono i 2 ruoli (il giocatore diventa lupo e il lupo diventa giocatore). Stessa cosa avviene se un giocatore esce dai rettangoli di gioco; si cambia ruolo con il lupo che segnala la sua “infrazione”.

    da meta a meta 1

    Nella figura sopra è riportato un esempio con 9 elementi: i lupi sono quelli di colore giallo e i giocatori sono di colore blu. Le varianti principali (tese ad incrementare o diminuire la difficoltà dell’esercitazione) sono relative alle dimensioni dei campi e al numero di lupi. Questa variante di base allena principalmente le capacità coordinative, in particolar modo l’agilità, qualità difficilmente allenabile con la palla in prima (e in alcuni casi) anche in seconda elementare; infatti il giocatore non solo dovrà essere in grado di “sfuggire” ai lupi, ma anche di trovare i “varchi” ideali (in base allo spazio disponibile e al focus attentivo dei lupi) per passare da una meta all’altra.

    VARIANTE 1

    da meta a meta 2

    Si raddoppia la larghezza del campo di gioco e viene dato un pallone ad ogni giocatore (ad esclusione dei lupi); inoltre vengono posizionati 2-3 cerchi dentro ad ogni meta. Lo scopo dei giocatori sarà quello di portare la palla da un cerchio di una meta ad un cerchio dell’altra meta, senza farsi prendere il pallone dai lupi e senza farlo uscire dai campi di gioco. Verrà attribuito un punto ogni volta che si riesce a portare un pallone da un cerchio all’altro. Se un lupo riuscirà a prendere (o buttare fuori) il pallone ad un giocatore, si invertiranno i ruoli. Se ad un giocatore uscirà la palla dal campo di gioco, dovrà darlo ad un lupo invertendo con lui i ruoli. È ovvio che, rispetto alla variante precedente, l’impiego del pallone limiti lo stimolo coordinativo, ma incrementi quello tecnico. Il giocatore dovrà essere in grado di effettuare gli stessi movimenti della variante precedente (cercando i ”varchi” più opportuni), ma senza farsi prendere la palla dai lupi; non solo, dovrà anche avere la capacità di controllare la palla adeguatamente (tenendola sempre vicino al corpo) per evitare che questa esca dal campo. Infatti, il rischio principale (soprattutto nella categoria “Piccoli amici”) sarebbe quello di calciare la palla da una meta all’altra rincorrendola, ma senza riuscire a fermarla prima che questa esca dal campo. Le varianti principali (come sopra) sono relative alle dimensioni di gioco e al N° di lupi; un’altra variante interessante è quella di far giocare “a terra” i lupi (chiamandoli per esempio “ragni”) che devono prendere/afferrare la palla in mano per poter invertire i ruoli.

    VARIANTE 2

    da meta a meta 3

    Rappresenta sicuramente la più impegnativa, perché coinvolge la trasmissione/ricezione della palla oltre che allo smarcamento in zona luce; per questo motivo, è opportuno inserirla dopo che è stato affrontato quest’ultimo concetto. Ogni giocatore (oltre ai lupi) rimane nella propria zona, e si ottiene un punto ogni volta che si riesce a passare un pallone al compagno nell’altra meta, senza che questo esca o venga intercettato da un lupo; si invertono i ruoli tra giocatore/lupo quando quest’ultimo intercetta la palla (si invertono il lupo con il giocatore che ha passato la palla) o quando un giocatore non riesce a ricevere la palla (si cambiano lupo con giocatore che non ha ricevuto la palla). I giocatori (soprattutto quelli senza palla) dovranno essere abili ad uscire dal “cono d’ombra” (cioè la zona coperta dai lupi che non permette di far arrivare il passaggio ai compagni) per portarsi in “zona luce” a ricevere la palla. Allo stesso tempo i giocatori dovranno essere “abili” tecnicamente nel trasmettere/ricevere la palla senza che questa esca. Per i più piccoli sarà fondamentale il dialogo (chiamare il compagno per attirare l’attenzione del portatore di palla), mentre una volta migliorato questo fondamentale tecnico (sopratutto dal punto di vista cognitivo), sarà lo svolgimento delle “manovre” in silenzio (cioè basandosi solo su stimoli visivi) a rendere il gioco difficile ai lupi.

    CONCLUSIONI

    scheda da meta a meta

    Il mezzo proposto oggi rappresenta sicuramente una delle esercitazioni più complete (per la coordinazione e la tecnica globale di base) da proporre ai giocatori della categoria Piccoli Amici e in parte per i Pulcini. Sotto riportiamo gli altri mezzi sviscerati nei mesi precedenti.

  17. I consigli per il fantacalcio dal 26/10 al 27/10/2013

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    Buon giorno e un bentornato a tutti i fantallenatori, l’ultima giornata di campionato è stata molto ricca di gol ma anche di spiacevoli sorprese come l’infortunio che fermerà capitan Totti per almeno un mese, mettendo in difficoltà tutti quelli che avevano puntato forte su di lui.
    Ma senza perdere altro tempo passiamo subito alla prossima giornata di campionato che si aprirà Sabato alle ore 18.00 con la partita Sampdoria-Atalanta per poi chiudersi col posticipo della Domenica sera che si disputerà all’Olimpico di Roma tra Lazio e Genoa.fantacalcio
    Sampdoria-Atalanta (Sabato 26/10/2013 ore 18.00)
    DA SCHIERARE: Lorenzo De Silvestri, il laterale destro sta fornendo ottime prestazioni per potersi garantire un posto tra i 23 nazionali che andranno in Brasile.Domenica se la vedrà o con Del Grosso o con Brivio che non sono assolutamente alla sua altezza soprattutto dal punto di vista fisico;German Denis, el Tanque dopo essersi sbloccato sembra non fermarsi più, sta attraversando un momento di forma psico-fisica eccezionale.
    DA EVITARE: Nenad Krsticic, il giovane centrocampista ha quest’anno l’occasione della vita visto che Delio Rossi gli ha affidato le chiavi del gioco blucerchiato, ma finora ha sicuramente deluso sia la squadra che i fantallenatori che si aspettavano voti migliori e forse anche qualche bonus; Maxi Moralez, sembrava essere tornato quello della prima sorprendente stagione ma purtroppo già Domenica ha dimostrato la regressione che ha imboccato a partire dall’ultima stagione.
    Inter-Verona (Sabato 26/10/2013 ore 20.45)
    DA SCHIERARE: Rodrigo Palacio, il vero top player della squadra di Mazzarri come ha dimostrato la doppietta realizzata nell’ultima partita di Torino.Potrebbe sfruttare l’anello debole della squadra scaligera che è rappresentato dai centrali di difesa;Juan Iturbe, il fantasista argentino, se vuol fare il salto di qualità, deve dimostrare il suo talento anche contro le grandi squadre, quale occasione migliore della partita alla scala del calcio?.
    DA EVITARE:Esteban Cambiasso, el Cuchu dopo un sorprendente inizio sembra essere un pò in calo fisicamente e Domenica se la vedrà col dinamico centrocampo gialloblù che potrebbe metterlo molto in difficoltà;Vangelis Moras, al rientro dall’infortunio potrebbe pagare a caro prezzo la mancanza di condizione.
    Napoli-Torino (Domenica 27/10/2013 ore 12.30)
    DA SCHIERARE: Josè Maria Callejon, lo spagnolo sarà sicuramente gasato a mille per il goal segnato a Marsiglia e potrebbe così continuare il suo buon momento di forma; Danilo D’Ambrosio, l’esterno di origine campane cercherà sicuramente di ben figurare vicino alla sua terra di origine anche perchè le voci di mercato lo accostano proprio alla squadra di De Laurentis.
    DA EVITARE: Pablo Armero, il sostituto dell’infortunato Zuniga non sta certamente sfruttando l’occasione visto che sta fornendo prestazioni al di sotto della sufficienza; Daniele Padelli, il portiere è sembrato molto incerto nell’ultima partita col Milan, purtroppo per lui sono previsti molti gol al San Paolo.
    Bologna-Livorno (Domenica 27/10/2013 ore 15.00)
    DA SCHIERARE: Alessandro Diamanti, il grande ex della partita dovrà prendere per mano la sua squadra e portarla fuori da una situazione che sta diventando sempre più pericolosa; Luca Siligardi, il gioiellino di scuola Inter si è finalmente sbloccato Domenica al Picchi contro la Sampdoria e sembra proprio che mister Nicola gli voglia dare fiducia, dovrà sfruttare l’occasione per superare Emeghara nelle gerarchie.
    DA EVITARE: Petr Cech, il terzino della nazionale ceca sta molto deludendo in questo inizio di campionato e forse si capisce anche il motivo per cui un titolare di una buona nazionale europea sia sbarcato a Bologna; Andrea Luci, il capitano potrebbe essere condizionato dal grave errore commesso all’ultimo minuto nella sfida contro la Sampdoria, ha difatti causato il rigore che ha condannato la squadra labronica alla sconfitta in un importante scontro diretto.
    Catania-Sassuolo (Domenica 27/10/2013 ore 15.00)
    DA SCHIERARE: Gonzalo Bergessio, il bomber etneo si è finalmente sbloccato e cercherà con la sua esperienza di continuare la sua striscia positiva contro il modesto Sassuolo; Antonio Floro Flores, il goal segnato al Bologna lo ha sicuramente galvanizzato e soprattutto gli dà la certezza di aver scavalcato Zaza nelle gerarchie di Di Francesco.
    DA EVITARE: Panagiotis Tachtsidis, il giovane centrocampista greco sta buttando all’aria la grande possibilità di affermarsi nel massimo campionato italiano giocando al di sotto delle aspettative; Ezequiel Schelotto, l’esterno argentino sta deludendo chi sperava che potesse riproporsi ai buoni livelli che lo avevano portato addiritura alla convocazione in nazionale.
    Parma-Milan (Domenica 27/10/2013 ore 15.00)
    DA SCHIERARE: Antonio Cassano, il talento barese sembra aver trovato una condizione fisica come dimostrato dall’ultima partita giocata a Verona. Cercherà sicuramente di farsi rimpiangere da una delle sue ex squadre; Riccardo Montolivo, il nuovo capitano ha dimostrato contro il Barcellona di attraversare un buon momento di forma e cercherà di andare anche in rete visto che il centrocampo ducale sembra soffrire gli inserimenti.
    DA EVITARE: Alessandro Lucarelli, il capitano della squadra di Donadoni è perennemente ammonito e sempre molto nervoso potrebbe soffrire la velocità e l’imprevedibilità di Robinho; Cristian Zapata, il centrale colombiano sembra proprio essere l’anello debole della squadra di Allegri e anche contro il Barcellona ha mostrato tutte le sue difficoltà.
    Udinese-Roma (Domenica 27/10/2013 ore 15.00)
    DA SCHIERARE: Andrea Lazzari, il centrocampista mancino è sembrato uno dei più in palla Sabato a San Siro e Domenica cercherà di colpire i giallorossi con la sua arma che è il tiro dalla distanza; Adem Ljajic, l’avanti serbo ha finalmente la grande occasione di dimostrare che può essere titolare in questa ambiziosa squadra visto che Gervinho si è infortunato, non deve sprecare quest’occasione.
    DA EVITARE: Luis Muriel, quello che dovrebbe essere un nuovo top player sembra proprio in difficoltà soprattutto fisiche come dimostrato nelle ultime deludenti prestazioni, come a San Siro dove è entrato nel secondo tempo e lo si è solo notato per un’ottima occasione sprecata; Alessandro Florenzi, il giovane centrocampista è stato sicuramente protagonista di un ottimo inizio di campionato ma già contro il Napoli è parso un pò in difficoltà, è in naturale calo di condizione fisica.
    Chievo-Fiorentina (Domenica 27/10/2013 ore 15.00)
    DA SCHIERARE: Sergio Pellissier, l’esperto centravanti sarà chiamato in causa per l’ennesima volta per cercare di far uscire dalla brutta classifica che occupa la sua squadra; Joaquin, il goal segnato alla Juventus lo avrà sicuramente galvanizzato, cercherà di continuare il buon momento di forma.
    DA EVITARE: Luca Rigoni, il centrocampista clivense sta giocando al di sotto delle prestazioni offerte nella passata stagione ed è anche spesso ammonito; Juan Cuadrado, il pedalino colombiano potrebbe essere condizionato dal grave errore commesso contro la Juventus che ha provocato il goal di Pogba.
    Juventus-Genoa (Domenica 27/10/2013 ore 15.00)
    DA SCHIERARE: Arturo Vidal, il centrocampista cileno cercherà di far dimenticare il ritardo del rientro dalla nazionale della scorsa settimana che gli è costata la panchina al Franchi di Firenze; Juraj Kucka, il centrocampista non ha iniziato benissimo il campionato ma proverà a fare una gran partita in uno stadio importante come lo Juventus Stadium.
    DA EVITARE: Kwadwo Asamoah, il laterale ghanese è sembrato in grosse difficoltà a Firenze; Alberto Gilardino, il centravanti biellese difficilmente riuscirà a segnare alla retroguardia bianconera che sarà attenta soprattutto a non prendere gol dopo le pesanti critiche subite in seguito alla sconfitta del Franchi.
    Lazio-Cagliari (Domenica 27/10/2013 ore 20.45)
    DA SCHIERARE: Miroslav Klose, il centravanti è finalmente al rientro e dovrà portare la sua squadra fuori da questo brutto periodo di crisi che sta attraversando; Victor Ibarbo, l’avanti colombiano sfrutterà i probabili spazi che la difesa biancoceleste lascerà nel tentativo di vincere la partita.
    DA EVITARE: Lorik Cana, essendo piuttosto lento potrebbe soffrire la velocità degli attacanti sardi; Luca Rossettini, il rientro di Klose non è sicuramente una buona notizia per il centrale della squadra sarda che potrebbe pagare prezzo l’esperienza e la qualita del bomber tedesco.
    Anche per questa settimana abbiamo finito non mi resta che augurare un grosso in bocca al lupo a tutti i fantallenatori e ci risentiamo Martedì visto che c’è il turno infrasettimanale

    Guido Marco

  18. I consigli per il fantacalcio dal 18-10 AL 20-10-2013

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    Un bentornato a tutti i fantallenatori, finalmente la Domenica senza il nostro gioco preferito è ormai alle spalle e finalmente possiamo tornare ai nostri fantacampionati.La prossima giornata presenta diverse partite d’alta classifica, tra le quali Fiorentina-Juventus e Roma-Napoli, attenti a quest’ultima che si giocherà in anticipo Venerdì alle 20.45.
    Senza perdere altro tempo andiamo subito ad analizzare ogni singola partita:
    Roma-Napoli (Venerdi 18/10/2013 ore 20.45)
    DA SCHIERARE: Francesco Totti, il capitano giallorosso sta attraversando un periodo di forma eccezionale e, anche quando non segna, sa essere decisivo con i suoi voti e i suoi assist.Ha giovato sicuramente della sosta per ricaricare le batterie; Marek Hamsik,il fuoriclasse partenopeo ha saltato gli impegni con la sua Slovacchia poichè era già fuori dalla lotta per i playoff e sicuramente il riposo delle due settimane lo farà presentare all’Olimpico in grandi condizioni.
    DA EVITARE: Gervinho, rischio mettendo l’uomo che è probabilmente più in forma ma, secondo me, il doppio impegno con la Costa d’Avorio, i lunghi viaggi potrebbero minare la condizione della sorpresa di questo inizio di campionato; Raul Albiol, il centrale spagnolo sarà rischiato anche se non è al massimo della forma e in big match come questo la condizione approsimativa potrebbe essere pagata a caro prezzo.
    Cagliari-Catania (Sabato 19/10/2013 ore 18.00)
    DA SCHIERARE: Radja Naingollan, il forte centrocampista belga ha iniziato nel migliore dei modi il campionato e potrebbe sicuramente continuare la sua striscia positiva contro la squadra etnea che ha nel centrocampo il suo punto debole; Pablo Barrientos, il “Pitu” è sicuramente l’uomo più pericoloso rimasto a Catania ed è già stato decisivo più di una volta soprattutto in trasferta.
    DA EVITARE: Nicola Murru, il giovane laterale mancino se la vedrà proprio contro Barrientos e potrebbe soffrire molto la velocità e la tecnica del “Pitu”; Nicola Legrottaglie, il centrale etneo, come tutta la squadra,aveva disputato un ottimo campionato ma quest’anno sta pagando a caro prezzo gli anni che avanzano come dimostra anche lo sfortunato autogoal causato al Massimino contro il Genoa
    Milan-Udinese (Sabato 19/10/2013 ore 20.45)
    DA SCHIERARE:Sulley Muntari il centrocampista ghanese ha realizzato una bella ma inutile doppietta allo Juventus Stadium, si è ripetuto anche in settimana con la sua nazionale con la quale ha realizzato un rigore, chissà che il momento fortunato non continui anche contro l’Udinese; Dusan Basta, il laterale serbo è reduce da una super prestazione in nazionale con la sua Serbia, cercherà di sfondare il lato sinistro del Milan che è sempre molto perforabile.fantacalcio
    DA EVITARE: Cristian Zaccardo, l’ex campione del mondo, da quando si è trasferito alla squadra rossonera ha collezionato 2 presenze mostrando molte difficoltà anche nell’amichevole infrasettimanale col Caen, la mancanza di continuità lo sta condizionando in negativo; Gabriel Silva, l’esterno brasiliano sembrava essere giunto alla definitiva consacrazione ma in questo inizio di campionato sta molto deludendo soprattutto i fantallenatori che avevano puntato molto su di lui.
    Atalanta-Lazio (Domenica 20/10/2013 ore 12.30)
    DA SCHIERARE: German Denis, “el Tanque” dopo un inizio in sordina, ma dopo essersi sbloccato sembra aver ritrovato la via del gol con continuità e potrebbe far male anche alla retroguardia biancoceleste che si sta mostrando molto più fragile rispetto allo scorso campionato; Antonio Candreva, il talentuoso laterale ha iniziato il torneo nel migliore dei modi, assicurandosi anche un posto fisso nella nazionale di Prandelli, la sua velocità potrebbe mettere in difficoltà la lenta difesa orobica.
    DA EVITARE: Davide Brivio, il laterale mancino ha strappato il posto al più quotato Del Grosso ma Domenica dovrà vedersela con un velocissimo Candreva che potrebbe metterlo seriamente in difficoltà; Ederson, il fantasista brasiliano quest’anno sta giocando sempre più però ha mostrato molte difficoltà soprattutto in trasferta dove fatica a trovare spazi per esprimere tutta la sua qualità.
    Livorno-Sampdoria (Domenica 20/10/2013 ore 15.00)
    DA SCHIERARE: Paulinho, il bomber brasiliano, pur giocando discretamente, è a secco da qualche giornata, oggi cercherà in tutti i modi di tornare alla rete; Eder, l’avanti brasiliano è rientrato nell’ultima giornata di campionato da un infortunio realizzando all’ultimo minuto un rigore importante.La sosta per le nazionali gli ha permesso di tornare ad una buona condizione e con la sua velocità potrebbe creare molti pericoli alla retroguardia labronica.
    DA EVITARE: Ibrahima Mbaye, il laterale sinistro della squadra guidata da Nicola se la vedrà contro De Silvestri,che sta attraversando un ottimo momento di forma culminato con la presenza da titolare in Danimarca con la nazionale, e potrebbe andare in seria difficoltà; Manolo Gabbiadini, il giovane attacante blucerchiato aveva iniziato nel migliore dei modi il campionato segnando alcuni bei gol ma nelle ultime partite è sembrato un pò in difficoltà soprattutto dal punto di vista fisico.
    Hellas Verona-Parma (Domenica 20/10/2013 ore 15.00)
    DA SCHIERARE: Juan Iturbe, tra i tanti che potevo consigliarvi della sorprendente squadra scaligera vi segnalo chiaramente l’uomo del momento, il nuovo idolo della tifoseria gialloblù che viene addirittura accostato all’inarrivabile Messi.Il suo magic moment potrebbe continuare contro la lenta difesa ducale; Marco Parolo, il centrocampista parmense, dopo una deludentissima ultima stagione, ha iniziato molto bene questo campionato e cercherà di ben figurare al Bentegodi anche se non sarà facile visto la forza del centrocampo della squadra allenata da Mandorlini.
    DA EVITARE: Alessandro Agostini, il laterale mancino dovrà scontrarsi probabilmente contro l’uomo più in forma della squadra di Donadoni e cioè Aleardo Rosi che ha mostrato nelle ultime uscite una condizione fisica eccellente; Amauri, il centravanti brasiliano sperava sicuramente in un inizio diverso, dato che sognava ancora la convocazione in nazionale, rientra dalla squalifica e sicuramente non avrà il ritmo partita.
    Sassuolo-Bologna (Domenica 20/10/2013 ore 15.00)
    DA SCHIERARE: Luca Marrone, il centrocampista di scuola juventina, dopo aver risolto i suoi problemi fisici, esordisce finalmente in maglia neroverde e Di Francesco spera che possa dare un po di ordine alla manovara della sua squadra; Diego Laxalt, il giovane centrocampista in prestito dall’Inter ha mostrato, anche nell’ultima debacle contro il Verona, di avere personalità e voglia di dimostrare di poter giocare in una grande squadra.
    DA EVITARE: Reto Ziegler, il terzino svizzero sta molto deludendo in questo campionato e sicuramente il viaggio con la nazionale non gli avrà giovato.Domenica si troverà davanti il forte laterale austriaco Garics che potrebbe metterlo in difficoltà; Andrea Mantovani, il difensore rossoblù sta cambiando ruolo perchè da terzino sinistro adesso sta facendo il centrale nella difesa a 3 di Pioli, mostrando però ancora molte lacune e difficoltà di adattamento.
    Fiorentina-Juventus (Domenica 20/10/2013 ore 15.00)
    DA SCHIERARE: Juan Cuadrado, il “pedalino” colombiano ha potuto saltare l’impegno con la sua nazionale e con la sua velocità e freschezza potrebbe creare molti problemi alla retroguardia bianconera che ha evidenziato difficoltà contro i giocatori veloci; Carlos Teves, l'”Apache” si esalta nelle grandi partite e questo è forse più importante del derby col Torino.La sosta gli ha fatto sicuramente visto che, nelle ultime uscite, ha mostrato un pò di stanchezza.
    DA EVITARE: Joaquin, il centrocampista spagnolo, visto le molte assenze, dovra addatarsi al ruolo di seconda punta che non gli è sicuramente congeniale; Mauricio Isla,il laterale cileno avrà l’occasione visto l’infortunio accorso Lichtsteiner ma non sarà una situazione facile dato che ha giocato in nazionale 90 minuti e l’importanza della partita potrebbe condizionarlo psicologicamente.
    Genoa-Chievo (Domenica 20/10/2013 ore 15.00)
    DA SCHIERARE: Mario Santana, il laterale argentino sembra godere della fiducia del nuovo allenatore Gasperini e cercherà di sfruttarla per dimostrare di essere ancora un giocatore da serie A; Cyril Thereau, il centravanti francese sta entrando in condizione e, soprattutto in trasferta, sa essere micidiale.
    DA EVITARE: Luca Antonini, il pesante errore commesso al Massimino di Catania potrebbe condizionare l’ex terzino milanista che sembra già essere un lontano parente dall’Antonini che aveva esordito segnando nel derby; Ivan Radovanovic, il centrocampista serbo sta sprecando la grande occasione offertagli dal Chievo perchè, pur giocando quasi sempre titolare, non sta fornendo delle prestazioni all’altezza.Tra l’altro è quasi sempre ammonito.
    Torino-Inter (Domenica 20/10/2013 ore 20.45)
    DA SCHIERARE: Paulo Vitor Barreto, l’attacante brasiliano è al rientro dalla squalifica per il calcioscommesse e Ventura, che lo adora, gli darà subito un’occasione.La voglia maturata in questi mesi di squalifica sarà la sua arma in più per fare una grande partita e magari anche un gol; Mateo Kovacic, il fantasista croato ha ormai lasciato alle spalle il brutto infortunio che lo ha condizionato nelle prime uscite del campionato.Mazzarri ha deciso di avanzarlo e dargli così la possibilità di esprimere liberamente tutto il suo talento.
    DA EVITARE: Matteo Darmian, il difensore granata dovrà addattarsi al ruolo di centrale difensivo e questo sicuramente gli impedirà di giocare una partita sufficiente, visto che è praticamente all’esordio in questo ruolo; Fredy Guarin,il nervosismo mostrato a San Siro quando ha risposto ai fischi dei tifosi, continua come ha dimostrato in nazionale dove è riuscito a farsi espellere rimediando due cartellini gialli in solo 4 minuti, è sicuramente una delle più grosse delusioni di questo inizio di campionato.

    Vi saluto augurandovi un buon fantacampionato a tutti e in bocca al lupo a tutti i fantallenatori.

     

    Guido Marco

  19. Consigli per il fantacalcio dal 06-10-2013 al 07-10-2013

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    fantacalcioSiamo ormai già giunti alla settima giornata di fantacampionato che finalmente si svolge senza il turno infrasettimanale che ha causato non pochi problemi a tutti i fantallenaori e che presenta diverse partite di cartello,come ad esempio Inter-Roma,Lazio-Fiorentina e Juventus-Milan.
    L’ultimo turno è stato caraterizzato dalla goleada della Roma contro il Bologna che ha permesso a ben 4 giocatori giallorossi (De Sanctis,Benatia,Florenzi e Gervinho) di finire nel top 11 di giornata. Nella formazione pertanto troviamo nell’ordine:De Sanctis (Roma);Benatia (Roma),Dias (Lazio),Gobbi (Parma);Candreva (Lazio),Castro (Catania),Florenzi (Roma),Vargas (Fiorentina);Gervinho (Roma),Denis (Atalanta),Pandev (Napoli).
    La Flop 11 di settimana ha solo due elementi della squadra felsinea ed è un po più varia: Curci (Bologna),Dramè (Chievo),Antonsson (Bologna),Gabriel Silva (Udinese),Gavazzi (Sampdoria),Kucka (Genoa),Aquilani (Fiorentina), Alvarez (Inter), Immobile (Torino), Matri (Milan), Calaiò (Genoa).
    Ma, senza ulteriori indugi, passiamo subito ad analizzare la prossima fantagiornata.
    Chievo Verona-Atalanta (Sabato 06/10/2013 ore 18.00)
    DA SCHIERARE: Cyril Thereau.L’attaccante francese sta attraversando un buon momento di forma come dimostra il bel gol realizzato alla Juve.Come la propria squadra sembra trasformato quando gioca al Bentegodi;Luca Cigarini.Il forte centrocampista dell’Atalanta ha dimostrato domenica, con una convincente prestazione, di aver dimenticato la squalifica inflittagli per l’ingiusta espulsione di Napoli, servendo anche un bel assist per il 2 a 0 di Denis.
    DA EVITARE: Boukary Dramè, il laterale sinistro della formazione scaligera non riesce ad esprimersi agli alti livelli mostrati la scorsa stagione e Domenica ha giocato una pessima partita a Catania che gli è anche valsa la presenza nel flop 11 settimanale; Guglielmo Stendardo, il centrale dopo un inizio scoppiettante caratterizzato anche da due gol, sta adesso attraversando un momento non molto brillante.Potrebbe soffrire molto Thereau.
    Inter-Roma (Sabato 06/10/2013 ore 20.45)
    DA SCHIERARE: Esteban Cambiasso, il capitano della squadra guidata da Mazzarri sta vivendo una seconda giovinezza,gioca a tutto campo ed è anche tornato a segnare.Sarà tra quelli che beneficerà del riposo di una settimana intera dopo il tour de force della scorsa settimana; Daniele De Rossi, capitan futuro sta tornando ai livelli di gioco
    che gli appartengono.Nelle grandi partite sono gli uomini di forte personalità che devono prendere per mano la squadra e Sabato sera dovrà guidare la compagine giallorossa nella difficile trasferta di San Siro.
    DA EVITARE: Jonathan, il laterale brasiliano, dopo un inizio travolgente, è parso in evidente fase di flessione causata probabilmente dalla stanchezza e dal fatto che non era abituato a giocare ogni tre giorni con una tale intensità; Dodò, il giovane terzino avrà l’arduo compito di sostituire l’infortunato e grande ex della partia Maicon.Sabato sera si troverà davanti una squadra di qualità che vuol dimostrare a tutti che può competere le prime tre posizioni da Champions League se non addirittura per lo scudetto.
    Parma-Sassuolo (Domenica 07/10/2013 ore 12.30)
    DA SCHIERARE: Ludovic Biabiany, la freccia nera del Parma sta dimostrando, in questa inizio di stagione, come, le attenzioni di grandi squadre come la Juventus, siano giustificate.Nel posticipo di Lunedì ha fornito, negli ultimi minuti, un gran assist a Gobbi ed ha quindi dimostrato di essere fisicamente al top.Tra l’altro, probabilmente, verrà spostato dalla fascia destra in attacco al fianco di Cassano; Simone Zaza, il giovane centravanti neroverde, dopo il gran gol segnato al San Paolo di Napoli, sembra essersi ambientato nella massima categoria e potrebbe creare molti grattacapi alla lenta difesa ducale.
    DA EVITARE: Antonio Cassano, per la seconda settimana consecutiva il talento barese finisce in questa rubrica perchè anche a Firenze ha dimostrato di essere in difficoltà atletiche evidenti che lo portano anche a commettere errori banali che non appartengono ad un talento come lui; Davide Missiroli, il centrocampista calabrese fatica ad adattarsi alla nuova categoria ed ha mostrato, in queste prime giornate di campionato, notevoli difficoltà, peccato per i fantallenatori che speravano su una buona media voto e soprattutto a qualche gol che aveva sempre segnato nelle ultime stagioni.
    Bologna-Hellas Verona (Domenica 07/10/2013 ore 15.00)
    DA SCHIERARE: Panagiotis Kone, il forte centrocampista ellenico sta confermando, questa stagione, di essere un giocatore fondamentale per la squadra di Pioli.I suoi inserimenti e il l’abilità aerea sui calci piazzati potrebbe permettergli anche di segnare; Juan Manuel Iturbe, il fantasista argentino giunto in prestito dal Porto ha subito dimostrato Domenica, all’esordio, tutte le sue qualità compresa quella balistica culminata con un gran gol su punizione.Con la sua velocità potrebbe sfruttare gli spazi che si creeranno per la necessità dei padroni di casa di ottenere i 3 punti.
    DA EVITARE: Mikael Antonsson, il centralone svedese ha fatto una disastrosa partita a Roma Domenica sera, causando direttamente almeno 3 gol giallorossi. Domenica se la vedrà con Toni che, per caratteristiche, dovrebbe agevolargli il lavoro ma potrebbe comunque pagare l’esperienza del centravanti gialloblù che sta attraversando una seconda primavera; Matteo Bianchetti, il difensore che è anche capitano dell’Under 21 ha esordito Domenica scorsa a causa dell’infortunio di capitan Moras e a Bologna ha l’occasione per guadagnare definitivamente un posto in squadra. Potrebbe soffrire la voglia dei padroni di casa di ottenere i 3 punti ma soprattutto la paura di sbagliare la grande occasione di guadagnare definitivamente il posto in squadra.
    Catania-Genoa (Domenica 07/10/2013 ore 15.00)
    DA SCHIERARE: Gonzalo Bergessio, il centravanti argentino deve ancora trovare la via della rete in questo campionato, ma già Domenica, ci è andato vicino mancando di poco l’invitante pallone di Leto che poi si è tramutato nel gol del vantaggio. La forma ritrovata lo aiuterà probabilmente a trovare il gol contro i grifoni; Sime Vrsaljko il laterale croato ha iniziato il campionato in modo esemplare attirando anche le attenzioni dei grandi club italiani ed europei. Al Massimino si troverà di fronte il giovanissimo Biraghi e gli potrebbe far pesare la maggiore esperienza maturata anche nella nazionale croata.
    DA EVITARE: Mariano Izco, il capitano etneo è al rientro dopo un infortunio e dovrà cercare di limitare il suo ex compagno di squadra Francesco Lodi che, invece, proverà a farsi rimpiagere dai suoi ex sostenitori; Sebastian De Maio, il difensore francese è chiamato, per l’ennesima volta, a sostituire l’infortunato Manfredini.A differenza dell’esperto difensore italiano, il giovane centrale fatica ad inserirsi nella nostra massima serie.
    Napoli-Livorno (Domenica 07/10/2013 ore 15.00)
    DA SCHIERARE: Marek Hamsik, l’asso slovacco ha faticato, come tutta la squadra, Martedì sera all’Emirates Stadium a Londra dopo aver saltato la vittoriosa trasferta di Genova contro i grifoni. Il Livorno si barricherà dietro e allora ci vorrà un invenzione o una magia del centrocampista slovacco per scardinare la retroguardia labronica; Andrea Luci, il capitano, dopo aver segnato un gol importantissimo al Picchi contro il Cagliari ha fornito un altra ottima prestazione a Verona, nonostante la sconfitta. La partita è molto complicata ma il 10 livornese, grazie alla sua personalità, fara sicuramente bella figura al San Paolo.
    DA EVITARE: Paolo Cannavaro, l’ormai storico capitano partenopeo ha definitivamente perso il posto da titolare a favore del brasiliano Britos. Le poche occasioni che ha avuto le ha sprecate malamente dimostrando di soffrire molto la mancanza di continuità e ritmo; Leandro Greco, il centrocampista scuola Roma era atteso da una stagione che rappresenta un importante crocevia per la sua carriera. Fino ad ora sono forse più le ombre delle luci. I fantallenatori si aspettano sicuramente ben altro e sperano anche in qualche gol visto che le punizioni dovrebbero essere una sua specialità.
    Sampdoria-Torino (Domencia 07/10/2013 ore 15.00)
    DA SCHIERARE: Nicola Pozzi, il centravanti blucerchiato ha la grande occasione, davanti al pubblico amico, di dimostrare che lui è una pedina fondamentale per la squadra allenata da Delio Rossi; Ciro Immobile, il giovane attacante granata non può, ormai, permettersi di sbagliare ancora, visto che nelle prime sei giornate non è riuscito ancora ad andare a segno e soprattutto non ha fornito prestazioni all’altezza della categoria.
    DA EVITARE: Gianluca Sansone, sono ormai diverse giornate che sta giocando al posto dell’infortunato Eder, ma non sta assolutamente sfruttando l’occasione dato che non è ancora andato in rete e non ha ancora raggiunto una sufficienza; Cesare Bovo, il difensore granata è obbligato a giocare questa partita, a causa di numerosi infortuni nella squadra di Ventura, nonostante non sia in perfette condizioni e questo potrebbe penalizzarlo notevolmente.
    Udinese-Cagliari (Domenica 07/10/2013 ore 15.00): Thomas Hertaux, il difensore francese, dopo un inizio di stagione condizionato da un infortunio, sta trovando la migliore condizione e gli alti voti ricevuti nelle ultime uscite confermano che questa potrebbe essere la sua definitiva consacrazione; Radja Naingollan, il forte centrocampista rossoblù è andato a segno nell’ultima partita nei minuti finali permettendo alla squadra sarda di raggiungere un insperato quanto importante pareggio contro l’Inter. Domani, sulle ali dell’entusiasmo, cercherà in ogni modo di ripetersi.
    DA EVITARE: Luis Muriel, strano trovare il talento colombiano in questa rubrica ma molto probabilmente Guidolin lo manderà in campo nonostante non abbia ancora recuperato al 100% dall’infortunio che gli ha fatto saltare la trasferta di Bergamo e lui ha sempre dimostrato che, quando non è al massimo della condizione, fatica a mostrae il suo enorme potenziale; Gabriele Perico, il terzino destro sta sostituendo Pisano che è ancora infortunato ma non sta mettendo in difficoltà mister Lopez perchè le prestazioni non sono state all’altezza della situazione.

    Juventus-Milan (Domenia 07/10/2013 ore 20.45)
    DA SCHIERARE: Arturo Vidal, il fortissimo centrocampista cileno sa esaltarsi nelle grandi partite soprattutto nello stadio di casa e potrebbe far male alla squadra di Allegri con i suoi inserimenti; Robinho, l’attaccante brasiliano potrebbe mettere in difficoltà, con la sua agilità, la compassata retroguardia bianconera che soffre sempre i giocatori rapidi come il “pedalino” rossonero.
    DA EVITARE: Mauricio Isla, il laterale bianconero sarà chiamato a sostituire il titolarissimo Lichtsteiner che si è infortunato durante la partita pareggiata contro il Galatasaray e già, in quella occasione ha mostrato di non riuscire ad interpretare il ruolo del quinto di centrocampo in maniera adeguata; Alessandro Matri, ex dal dente avvelenato cercherà in tutti i modi di segnare, ma nelle ultime due uscite ha mostrato di avere le polveri bagnate, fallendo numerose occasioni da gol.
    LAZIO-FIORENTINA (Domenica 07/10/2013 ore 20.45)
    DA SCHIERARE: Sergio Floccari, il bomber ponentino sta sostituendo Klose da alcune settimane ma non è ancora riuscito a segnare in campionato, Giovedì, in Turchia, ha segnato due fondamentali reti in pochi minuti, dimostrando di essere in gran forma; Alberto Aquilani, il centrocampista romano sente particolarmente la partita che per lui è un derby, si è potuto riposare Giovedi sera in Ucraina e pertanto potrebbe sfruttare il riposo concessogli per riscattare l’opaca prestazione dell’ultima partita pareggiata col Parma a Firenze.
    DA EVITARE: Luis Pedro Cavanda, il terzino angolano è sottoposto ad un vero e proprio tour de force causato dai numerosi infortuni che stanno attanagliando la retroguardia biancoceleste e, gia nelle ultime uscite, ha dimostrato che una crescente stanchezza che ne condiziona il rendimento; Joaquin, il centrocampista spagnolo sta faticando ad inserirsi nel nostro campionato, e Domenica faticherà molto contro la rocciosa difesa biancoceleste.

    Non mi resta che salutarvi augurare un buon fantacampionato a tutti e mandare un grosso in bocca al lupo a tutti i fantallenatori.

    Guido Marco

  20. L’utilizzo delle salite per il miglioramento delle qualità neuromuscolari nel calcio (fondamenti teorici)

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    La metodologia d’allenamento del calcio ha sempre riconosciuto l’utilizzo di questi mezzi per il miglioramento delle componenti neuromuscolari; le salite garantiscono un maggior reclutamento delle fibre muscolari e di conseguenza uno stimolo allenante superiore per le qualità accelerative dell’atleta.

    Ma l’utilizzo di questo tipo di esercitazioni non deve solamente tenere in considerazione degli effetti allenanti, ma anche di quello che “non allenano”…questo in particolar modo a livello dilettantistico.

    Mi spiego meglio: per utilizzare delle salite, a volte occorre spostarsi in zone in cui queste sono presenti. È quindi da considerare il tempo che questa struttura allenante porta via all’interno della programmazione dell’allenamento.

    Bisogna quindi chiedersi: vale la pena utilizzare le salite in base al tempo a disposizione, agli stimoli allenanti che offrono, ed in base a quello che “non allenano”?

    Ovviamente ogni casistica è diversa dall’altra, e di conseguenza non tutti si daranno la stessa risposta.

    Quello che è importante, è capire cosa allenano in base alle modalità esecutive.

    Lo vedremo bene in questo articolo, cercando di trovare anche quelle varianti che permettano di sfruttare le pendenze in maniera tale da fornire stimoli maggiormente diversificati. In questo modo andremo incontro alle esigenze del modello funzionale del calciatore che prevede un’estrema variabilità dei gesti motori.

    Ma partiamo con quello che emerge dalla bibliografia internazionale.

    Sprint in salita: studi e ricerche

    Attualmente l’unica pubblicazione apparsa su riviste indicizzate è quella di Kavaliauskas et al 2017; i ricercatori indagarono l’effetto di 2 sedute settimanali di 10 sprint massimali di 10” con 60” di recupero, su una salita del 7%. In 6 settimane il gruppo che effettuò questo programma (calciatori semiprofessionisti) migliorò diversi parametri della prestazione, ed in maniera più significativa (di oltre il 10%) la forza dei muscoli di schiena e gambe e la prestazione dello YoYo Intermittent recovery test, cioè un protocollo incrementale che misura l’abilità di effettuare navette con brevi intervalli di recupero.

    Questi miglioramenti sono stati ottenuti durante la stagione (non in preparazione).

    Si può quindi concludere come questo tipo di lavori abbia un impatto sulla resistenza specifica del calciatore e sulle qualità neuromuscolari maggiormente legate alla forza (accelerazione).

    I risultati di questa ricerca sono molto interessanti, perché lasciano intuire che le salite svolte nella modalità indicata sono in grado di incidere sia sulle qualità neuromuscolari che metaboliche!

    Altre indicazioni giungono da altri studi e ricerche non indicizzate o effettuare su altri tipi di atleti. Ad esempio, Okudaira et al 2021 video come al 16% di pendenza venissero stimolate le qualità necessarie alla primissima fase di un’accelerazione, mentre con pendenze inferiori al 10% la fase più “avanzata” dell’accelerazione di uno sprint sui 100m.

    Ibba et al 2014 videro invece come utilizzando la stessa salita 20-22m ma modulando intensità e pause, fosse possibile agire su componenti leggermente diverse della performance.

    Altro aspetto da considerare è la pratica e l’esperienza di tanti anni, che ha portato preparatori e membri degli staff ad affinare questa metodica. Riporto le considerazioni di Fabio Cavargini su un suo interessante post di linkedin; Fabio indica come nel calcio siano solitamente utilizzate distanze che vanno dai 10 ai 30m (massimo 7” di durata). Pendenze elevate (oltre il 20%) agiscono particolarmente sulla forza massima dinamica, cioè quel tipo di forza responsabile dei primissimi passi di un’accelerazione; pendenza intorno al 14% invece influiscono prevalentemente sulla forza esplosiva reattiva, responsabile prevalentemente della fase più “avanzata” dell’accelerazione.

    Quali i parametri considerare?

    Nel prossimo post vedremo alcuni esempi di programmazione di lavori con salite, ma prima credo sia giusto capire come le varianti possano influire sugli stimoli allenanti, in maniera tale da poter strutturare autonomamente un programma.

    • Lunghezza della salita: per la maggior parte si utilizzano distanze che vanno dai 20m ai 30m; nel caso di salite molto ripide (oltre il 20%) ci si limita anche a 10-15m.
    • Pendenza: come abbiamo visto sopra, pendenze elevate stimolano principalmente i primi sitanti delle fasi accelerative, mentre gradienti più leggeri i momenti “successivi”. Maggiore è la pendenza e minore deve essere la lunghezza del tratto in salita.
    • Intensità e recupero: come abbiamo visto nel nostro post sulla speed endurance, variando questi parametri è possibile modulare le qualità che si vogliono allenare. Ad esempio, se voglio incidere anche sulla componente aerobica, sceglierò salite non molto ripide e fatte ad un’intensità non elevatissima; il recupero non sarà fatto da fermo, ma tornando alla base della salita in corsetta; di conseguenza si potrebbe utilizzare un rapporto 1:4-1:5, cioè per ogni secondo di allungo in salita ne farò 4-5 di recupero; ad esempio 5” in allungo e 20-25” di recupero. Se invece voglio lavorare solo sulle componenti neuromuscolari, i recuperi dovranno essere di almeno 60” e le intensità massimali.
    • Movimenti: molti approcci danno per scontato di sfruttare le salite solo correndo linearmente. Con un po’ di creatività ed intuito, è possibile inserire altri movimenti come navette, wicket runs, andature, ecc. Le vedremo nel dettaglio nel secondo articolo. Questo permette di sfruttare al meglio la “salita” e fornire stimoli allenanti più completi, invece che solamente “accelerazioni”.

    La prestazione atletico/motoria nel calcio è multifattoriale, per questo motivo è importante comprendere anche cosa non allenano le salite; lo vedremo nel prossimo capitolo.

    Cosa non allenano le salite?

    Ovviamente mi riferisco alla versione classica, cioè quando queste vengono affrontare in forma lineare.

    Abbiamo detto che allenano prevalentemente le capacità accelerative (potenza muscolare) e possono stimolare le qualità aerobiche (con recuperi più brevi ed intensità inferiori). È evidente che l’aspetto su cui non incidono sono le abilità di cambiare direzione, qualità fondamentali per il calciatore. Questo aspetto è quindi da tenere in considerazione.

    Sicuramente l’impatto su tendini ed articolazioni è inferiore rispetto ai cambi di direzione, per questo le salite possono tornare particolarmente utili in preparazione (quando i giocatori non sono al massimo della condizione) o in quei momenti in cui si vuole lavorare sulla potenza muscolare (e metabolica) minimizzando i danni dati dalle contrazioni eccentriche ed avere un recupero più veloce.

    Possono essere utilizzate anche per effettuare un lavoro di carico per incrementare la condizione durante la stagione; è quello che era stato fatto nella pubblicazione che abbiam recensito sopra.

    Per chi ha un facile accesso alle salite (cioè quando sono adiacenti al campo d’allenamento), è possibile sfruttarle in maniera estremamente versatile all’interno dell’allenamento, magari spesso e con volumi non elevati. Poche ripetizioni di distanze brevi possono avere anche un effetto “facilitativo” che si recupera molto velocemente, a tal punto da poter essere effettuati anche nell’allenamento di rifinitura.

    Per chi invece deve effettuare degli spostamenti per effettuarle, allora è meglio organizzarsi in sedute in cui vengono fatte con un volume maggiore (meglio se in maniera multilaterale), ma tenendo conto di cosa “allenano” e di cosa “non allenano” per stabilire il resto del programma settimanale. In questi casi è da considerare anche il tempo necessario per il recupero.

    Conclusioni prima della parte pratica

    Se si vogliono utilizzare le salite, è importante sfruttarle in maniera tale che lascino stimoli allenanti che su un campo da calcio non è possibile dare!

    Prima di passare alla parte pratica, ritengo importante sottolineare anche l’importanza di “come” vengono fatte da parte dei giocatori, soprattutto quando si sfruttano pendenze medio-alte.

    Mi è capitato in passato di farle fare a degli Juniores regionali in fase di preparazione, più precisamente il giorno dopo la prima squadra (Promozione); questo mi ha permesso di fare un confronto sull’esecuzione tra i vari gruppi.

    Quello che è emerso, è che in caso di pendenze medio-alte, non tutti gli juniores erano in grado di estendere la gamba dietro correttamente nella fase di spinta; questo probabilmente per l’immaturità atletica ed il fatto di essere agli inizi della stagione.

    Quello che mi sono chiesto è: “in questi casi vanno fatte comunque, oppure è meglio scegliere altri mezzi allenanti?

    La risposta che mi sono dato (anche se non ho la certezza che sia quella corretta), è che se non vengono fatte correttamente, allora è meglio destrutturare lo stimolo allenante, cioè effettuare un protocollo più semplice in maniera tale da colmare il tipo di lacuna riscontrata.

    Con il senno di poi, al posto delle salite avrei fatto l’insieme dei mezzi che riporto sotto:

    • Movimenti funzionali in cui viene enfatizzato il movimento della catena estensoria da posizioni di allungamento (vedi affondo a passo breve e derivati) per incentivare il reclutamento delle fibre muscolari da posizioni sfavorevoli.
    • Lavori coordinativi per migliorare la frequenza dei movimenti; questi in particolar modo nel riscaldamento
    • Brevi sprint ed accelerazioni (anche solo 7-10m, a forma di gara) con partenza da posizioni diverse (seduti su un pallone, pancia a terra, ecc.).

    Prima di concludere faccio una considerazione, magari banale, ma importante se si somministrano le salite durante la stagione; non tutti rispondono allo stesso modo a questi mezzi allenanti se si fanno dei volumi elevati. Alcuni possono necessitare di maggior tempo di recupero; ripeto, questo vale se si fanno dei volumi elevati (più di 10-12 ripetizioni). Con volumi ridotti ed in buone condizioni di forma, raramente si percepisce di essere affaticati dopo 36-48 ore.

    Prima di passare alla seconda parte dell’argomento, ricordo che è possibile scaricare la guida sulla preparazione atletica nei dilettanti nel nostro canale Telegram. L’accesso al canale è gratuito e vi permetterà anche di essere aggiornati sulle nuove pubblicazioni, sulla revisione di quelle già presenti e di leggere i contenuti esclusivi per i soli iscritti al canale.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola Calcio MT1960 ed Istruttore di Atletica leggera GS Toccalmatto. Email: melsh76@libero.it

  21. Stopper e libero contro la filosofia del calcio a zona

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    IL PIU' TECNICO
    IL PIU’ TECNICO

    E’consuetudine, al giorno d’ oggi, emulare da un punto di vista tecnico-tattico la serie A senza preoccuparsi minimamente del contesto dove si opera. Troviamo spesso delle applicazioni metodologiche dell’ allenamento completamente estrapolate dal professionismo ed inserite nelle pianificazioni della scuola calcio o delle prime squadre agonistiche. Sin dai primi calci vi sono società che avallano esasperazioni tattiche a discapito dello sviluppo tecnico del giovane, dimenticando che alla base di ogni movimento tattico è preesistente la corretta realizzazione di un gesto tecnico : facendo il classico esempio …non esiste sovrapposizione senza un corretto gesto tecnico di stop o passaggio del pallone. La fase difensiva e di riflesso i difensori sono la parte maggiormente penalizzata da questa filosofia nell’ insegnamento del gioco calcio. Ci si lamenta ovunque , ed anche in serie A di non vedere più giocatori capaci di marcare il proprio avversario….e non a caso aumentano i guru delle palle inattive che approfittano delle carenze difensive di tutte le squadre. La marcatura a zona applicata nei settori giovanili determina nel tempo un impoverimento tecnico/tattico nell’ applicazione della fase difensiva. Se si considera poi l’ assioma che è più facile trasferire ad un giocatore che ha sempre marcato a uomo il concetto di zona piuttosto che l’ esatto contrario, si capisce quanto sia importante non dimenticare mai la metodologia difensiva della marcatura ad uomo.

    IL PIU' GRANDE
    IL PIU’ GRANDE

    Tra gli 8 e i 15 anni si ha il periodo di maggior sensibilità all’ apprendimento di alcuni schemi motori semplici e complessi da parte del giovane calciatore. La marcatura ad uomo necessita di alcuni principi base che se non acquisiti nella giovane età si rischia di non apprendere mai:
    1) Capacità spazio-temporale di anticipazione in riferimento all’ uomo da marcare, in rif. al pallone e in rif. al giocatore che effettua il passaggio;
    2) Capacità di anticipare il gesto dell’ avversario con : Colpo di testa, contrasto di piede rasoterra e mezz’altezza;
    3) Capacità di leggere le intenzioni dell’ attaccante senza cadere nelle finte o nei movimenti a tranello;
    4) Abitudine al contatto fisico, al contrasto, alle malizie permesse dal regolamento;
    5) Attenzione focalizzata in primo piano sull’ uomo da marcare ed in secondo sulla palla;
    6) Abitudine allo stress che la marcatura ad uomo comporta nell’ acquisizione di responsabilità diretta;
    7) Saper interpretare il gioco maschio senza cadere nella ripetizione di gesti fallosi.

    IL LIBERO ZONISTA
    IL LIBERO ZONISTA

    Superati i 15 anni di età tutti i gesti tecnico- motori che costituiscono la specialità della marcatura ad uomo , sia nella tattica individuale e sia nella tecnica applicata alla situazione di marcatura, diventano difficilmente migliorabili. Ed è proprio superata la soglia dei 15 anni, quando i concetti scolastici divengono più complessi e la mente del giovane più recettiva ai movimenti geometrici da disegnare in campo che si possono inserire dettami tattici più esasperati e modificare l’ atteggiamento difensivo dalla marcatura a uomo alla marcatura a uomo…. nella propria zona di competenza.

  22. Lassù qualcuno… non ci ama!

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    Qualcuno che abita ai piani alti, si è mai chiesto cosa succede ai piani bassi ?

    Come si vive, come si sopravvive nel calcio minore ?

    Ogni giorno è una battaglia, su più fronti, presidenti, genitori, allenatori, dirigenti, figure istituzionali e non ultimi i ragazzi. Un cocktail esplosivo che rischia ogni attimo di distruggere tutto il movimento.

    Ma la passione, questa maledetta passione, ci fa ancora restare in piedi, annullando di volta in volta l’effetto deflagrante di questo ordigno.

    AbeteNoi continuiamo a guardare i nostri fratelli più grandi che litigano per una torta, mentre noi continuiamo a vedere solo le briciole e alle volte nemmeno quelle.

    Eppure il calcio dilettantistico è un’onda enorme, che muove migliaia e migliaia di persone, che ogni giorno, sacrificando tempo e denaro si danno da fare per far si che i loro ragazzi corrano dietro ad un pallone.

    Loro, i nostri fratelli più grandi, con i loro vizi e i loro capricci, che indossano più maglie insieme, pronti a sfilarsele appena gli conviene.

    Loro, i nostri fratelli più grandi, che hanno dimenticato, hanno cancellato i ricordi di chi li ha fatti arrivare lì.

    Noi fratelli più piccoli che tra un mare di fango e polvere, con acqua fredda per le docce, con campi che ci sono e non ci sono, che troviamo chiusi per un capriccio politico.

    Noi fratelli più piccoli che sudando e facendo cattivo sangue facciamo si che qualche presunto “campione” salga nella casa dei fratelli maggiori, senza che nessuno ci dica grazie, senza che nessuno ci incoraggi, sconosciuti, soli con la nostra maledetta e infinita passione.

    Nicola Amandonico

  23. Match analysis qualitativa: “caratteristiche atletiche” delle finalizzazioni in Bundesliga

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    La Match analysis moderna (per intendersi, quella che utilizza i criteri della potenza metabolica) ha permesso di approfondire molti più aspetti rispetto a quella tradizionale (che si limitava a riportare esclusivamente distanze e velocità); ciò ha consentito di comprendere al meglio il modello funzionale atletico del calciatore e di fornire informazioni fondamentali per l’allenamento. Questa Match Analysis può essere considerata “quantitativa”, cioè analizza la “quantità totale delle informazioni” (in termini di potenza, velocità, % dei metabolismi utilizzati, cambi di direzione, ecc.) ed estrapola un modello funzionale estremamente dettagliato di quelle che sono (in media) le attività del calciatore in partita.

    Tale approccio, non è ancora in grado di fornire dati su quelle che sono le attività “qualitative” della partita, cioè quelle che determinano le finalizzazioni (cioè le segnature). È facile comprendere che sia fondamentale e primario avere una visuale globale delle attività di un calciatore in partita (Match analysis quantitativa), ma una volta approfondito questo aspetto è anche utile avere informazioni sulle caratteristiche motorie/atletiche delle azioni che dal punto di vista delle segnature determinano le partite (Match analysis quantitativa).


    figura 1

    Ma facciamo un esempio paradossale: supponiamo che tramite la Match analysis quantitativa emerga che in partita la stragrande maggioranza delle azioni non superi i 50w di intensità (ricordiamo che alla massima intensità, cioè un’accelerazione massimale, un calciatore può superare tranquillamente gli 80w) e che siano solamente 3 o 4 le azioni ad intensità superiori. Ad un’analisi poco approfondita, si sarebbe propensi ad ipotizzare di non dedicare tanto tempo ai mezzi dedicati allo sviluppo specifico della massima potenza; ma se dalla Match analysis qualitativa emergesse che sono proprio quelle, le azioni che determinano le segnature quelle in cui i marcatori superano i 50w, allora i dati andrebbero visti sotto un’ottica diversa.

    Quello citato sopra è solamente uno scenario immaginario (e sicuramente imperfetto), ma spero dia un’idea di cosa sia la Match analysis qualitativa e di quali “informazioni” supplementari possa dare agli allenatori/preparatori. Ma passiamo ad analizzare un’interessante ricerca, per avere un po’ di “carne al fuoco”.

     

    RICERCA DI FAUDE E COLL. (2012)

    Ricordo che gli estremi della bibliografia li potete trovare in calce al post. In questa ricerca sono stati analizzati 409 gol della Bundesliga Tedesca nella seconda parte della stagione 2007/08, e scomposti dal punto di vista motorio delle gestualità (cambi di direzione, salti, rotazioni, ecc.) e delle intensità. I risultati che ritengo più significativo sono i seguenti:

    • L’83% dei gol è preceduta da un’azione rettilinea di intensità elevata da parte di chi segna (soprattutto se attaccante) o di chi fa l’assist.
    • La maggior parte (45%) delle azioni di chi segna sono caratterizzate da sprint rettilinei, il 16% da salti, 16% rotazioni e 6% Cambi di direzione.
    • La maggior parte degli sprint di chi segna (68%) viene effettuato senza avversario diretto a fianco e il 75% senza la palla (cioè lanciati a rete).
    • Il profilo dell’ultimo giocatore che passa la palla (colui che fa l’assist) è simile, ad eccezione che la maggior parte degli sprint viene effettuata con la palla.

    Appare evidente che le finalizzazioni sono caratterizzate prevalentemente da elevate intensità di corsa rettilinea, sia in fase di accelerazione che di gestione della palla (guida della palla o segnature). Sono presenti in maniera minore altre gestualità come salti (colpi di testa), rotazioni e cambi di direzione. Questi dati possono offrire interessanti spunti per l’allenamento in due direzioni.

    figura 2

    La prima è data dal punto di vista atletico, cioè che è fondamentale, per gli attaccanti (oltre a tutti i giocatori che vengono spesso a trovarsi in condizione di segnatura) riuscire ad accelerare in maniera rettilinea con elevati livelli di potenza e saper gestire (tirare ed eventualmente condurre) a tali intensità la palla; di conseguenza è anche necessario saper reiterare tali sforzi più volte nella partita.

    La seconda è relativa alle caratteristiche che deve avere un allenamento di natura tecnico-tattica per le finalizzazioni; conoscendo le caratteristiche di queste azioni può aiutare l’allenatore a stabilire quali siano i mezzi più idonei (tenendo in considerazione l’intera casistica con le giuste proporzioni) ad allenare la componente offensiva, oltre a capire quanto, in allenamento, un’azione è più o meno “aderente” al contesto di partita. Ciò non fornisce indicazioni utili esclusivamente per “gli attaccanti”, ma per tutti i reparti coinvolti nel gioco, compresa la difesa (che deve essere in grado di contrastare questa tipologia di azioni).

    figura 3

    CONCLUSIONI ED APPLICAZIONI PRATICHE

    Malgrado le interessanti conclusioni della ricerca, i dati sono da contestualizzare all’interno dell’intero modello funzionale del calciatore. Ad esempio, malgrado l’elevato numero di accelerazioni rettilinee che caratterizzano le finalizzazioni, non significa che non sia importante l’allenamento dei cambi di direzione nel calcio; questi determinano l’abilità dei giocatori non solo di essere “rapidi” nel breve, ma anche efficienti dal punto di vista metabolico (che abbiamo visto essere la qualità metabolica maggiore che distingue un professionista da un dilettante). Un altro aspetto che sarebbe interessante da analizzare, è la gestualità atletica/motoria che precede l’azione intensa delle segnature; in altre parole, chi è coinvolto nelle finalizzazioni, accelera da velocità molto basse? Accelera dopo cambi di direzione (ad esempio contromovimenti)? Un’altra considerazione importante da fare è la contestualizzazione della ricerca; i dati riportati sono del campionato 2007/2008 (anche se pubblicati nel 2012) e della Bundesliga….ciò non significa che siano specularmene validi per altri ambiti, come campionati dilettantistici o per la Champions League.

    Juventus' Pepe scores against Napoli during their Italian Serie A soccer match at San Paolo stadium in Naples

    Spero che la ricerca di Faude e colleghi possa contribuire a mettere un piccolo tassello nella conoscenza gestuale/motoria ed atletica delle finalizzazioni, senza comunque far perdere la visuale specifico/complessiva del modello funzionale del calcio (di cui abbiamo parlato più volte). Spero anche che sia di spunto per gli staff (sopratutto dei settori dilettantistici) per creare un database di questa tipologia di azioni (anche in relazione all’analisi della squadra avversaria da affrontare) per cominciare ad approfondire anche in maniera statistica “il come si prende gol” e “il come lo si fa” senza andare “ad occhio ed a memoria” come si è sempre fatto fino ad oggi.

    N.B.: per chi fosse interessato, ricordiamo anche i 2 post (prima parte, seconda parte) dedicati all’aspetto atletico/biomeccanico del tiro in porta.

    Riferimento bibliografico principale

    Faude O, Koch T, Meyer T. Straight sprinting is the most frequent action in goal situation in professional football. J Sports Sci. 2012;30(7):625-31

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese (melsh76@libero.it)

  24. La presentazione video della squadra da affrontare – seconda parte

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    Di Daniele Zoratto – Relatore Prof. E. Ferrari – Tesi dl Corso Master F.I.G.C. 2005/06; Fonte: Settore Tecnico

    Riprendiamo il discorso iniziato nella prima parte relativo alla redazione (raccolta dati, analisi ed elaborazione, esposizione), di un’analisi video riguardante l’avversaria da affrontare, sulla base dell’esperienza dell’ex giocatore del Parma e attuale tecnico della Nazionale U17, Daniele Zoratto.

    L’ESPERIENZA – Cosa​ il​ giocatore ​vuol ​vedere​ dal ​video ​di​ una​ squadra​ avversaria? Considerando l’esperienza fatta da giocatore e da collaboratore tecnico con diversi allenatori ritengo la preparazione video importante per:

    • ​avere un quadro completo dei concetti di gioco della squadra che si andrà ad affrontare;
    • ​valutare la condizione psico-fisica;
    • ​individuare e selezionare le azioni che tendono a ripetersi durante la gara;
    • ​il comportamento della difesa, del centrocampo e dell’attacco in fase di possesso palla o di non possesso palla;
    • ​individuare come la squadra difende e come attacca; come effettuano le situazioni di palle inattive a favore e contro; individuare i movimenti più importanti dei singoli giocatori e capirne le caratteristiche tecnico-tattiche e fisiche;

    imageQueste situazioni devono essere selezionate per poi spiegare ai giocatori le strategie da attuare in funzione delle caratteristiche individuali e di squadra per evitare il più possibile le sorprese durante la competizione. Per catalogare in maniera razionale tutte le variabili ho trovato interessante la scheda che ha preparato il Sig. A. Zaccheroni da me modificata in alcuni punti.

    Questo tipo di lavoro richiede competenza, esperienza e tempo. Un aspetto importante nella ricerca e montaggio delle immagini riguarda il rapporto strategico interpersonale che si instaura tra allenatore e collaboratore in quanto la presentazione del VIDEO deve soprattutto rispecchiare la filosofia dell’allenatore.

    Durante questo lavoro mi avvalgo di un collaboratore per poter essere più preciso nell’analisi delle immagini, avendo così la possibilità di confrontarmi ed essere aiutato nella parte tecnica del montaggio.

    Il giocatore generalmente dal video vuole vedere: qual è il sistema di gioco della squadra avversaria, ​quali​ sono le caratteristiche del giocatore che andrà ad affrontare nella sua zona, quali i movimenti che l’avversario potrebbe ripetere più spesso nel corso della partita,​capire se questi movimenti saranno fatti in combinazione con altri giocatori.

    Maggiori informazioni riceve il giocatore sugli avversari e sulle strategie adottate dalla squadra avversaria, minori saranno le sorprese che potrà avere il giocatore durante la partita. Queste considerazioni portano anche il giocatore ad avere minori ansie e più sicurezze per se stesso e per il gruppo.

    La tecnologia che oggigiorno viene utilizzata nel preparare le partite da’ ovviamente dei vantaggi sia allo Staff Tecnico che hai giocatori, e’ quindi difficile, soprattutto per squadre di alto livello, effettuare delle partite senza avere delle conoscenze approfondite sugli avversari.

    FASI DI PREPARAZIONE AL VIDEO

    Prima fase:

    Analisi dei dati. Si analizzano i dati dell’Analisi quantitativa (1.a) per passare successivamente all’Analisi qualitativa attraverso la visione di alcune partite giocate dalla squadra avversaria identificando i principi del gioco degli avversari su situazioni offensive, difensive e di palle inattive.

    Seconda fase:

    Preparazione del video. Ci si riunisce con i collaboratori cercando di focalizzare le immagini in video che corrispondono ai principi di gioco precedentemente identificati (3.1.). Il video è preparato affinché sia breve ed obbiettivo; è inoltre fondamentale che trasmetta esattamente lo stile di gioco della squadra avversaria.

    Terza fase:

    Analisi individuale. Quindi si cercano sia le informazioni individuali quantitative tecnico-tattiche (per esempio quante volte il giocatore si sovrappone sulla fascia destra, se dribbla o porta palla) che video qualitative sul singolo giocatore con le caratteristiche individuali e sui comportamenti offensivi e difensivi.

    TIPO DELLE IMMAGINI

    I giocatori​ ricevono da parte dell’ allenatore una vera lezione di tutte le caratteristiche della squadra avversaria:

    • ​di gruppo (situazioni tattiche collettive)
    • di ​tattica individuale o tecnica applicata
    • ​passaggio dall’analisi singola a quella tattica di squadra

    imageSi devono preparare informazioni ed immagini individuali da dare ad ognuno dei giocatori con le caratteristiche degli avversari che giocano vicino alla propria zona. Durante il montaggio delle azioni ritengo che si debba seguire una sequenzialità di immagini che ripetano almeno per due o tre volte la stessa finalità di azioni individuale o collettiva.​Per​esempio per quanto riguarda le azioni individuali:

    • ​tagli degli attaccanti
    • ​attacco alla profondità
    • ​inserimento “da dietro”

    Mentre per quanto riguarda le azioni collettive l’esempio potrebbe essere:

    • ripartenze
    • due contro uno in fascia
    • pressing

    Nel montaggio delle immagini si deve fare molta attenzione a quelli che in gergo tecnico vengono definiti dei “segnali”. I segnali sono delle situazioni che si ripetono e indicano una determinata azione specifica. Quando un giocatore per esempio in fase di trequarti campo “scarica palla dietro”, quindi verso la propria porta, a un giocatore che e’ andato a “sostegno” può essere il segnale per il giocatore della zona opposta di effettuare un taglio.

    A cura di Claudio Damiani

    Claudio Damiani

  25. Lettera alla MAMMA: spettatrice … protagonista!

    2 Comments


    (L’emisfero destro … dei giorni nostri!)

    Salve a tutti, sono un bambino del XXI secolo, voglio raccontarvi una storia …

    In questo strano mondo del calcio (giovanile) troppo spesso si condanna preventivamente la figura del ‘genitore-papà’ reo sempre e comunque di tutti i comportamenti negativi diretti o indiretti veicolati al proprio figlio.

    Non nego, anzi avvaloro, l’enorme danno che tanti papà (molti dei quali coscienti del proprio delirio personale) arrecano ai propri figli tramite atteggiamenti infantili e gesti inconsulti …

    La premessa è d’obbligo, d’altronde se l’Italia è conosciuta, anche, per essere ‘la patria dei 60 milioni di allenatori’ (una delle tante medaglie del Bel Paese …) un motivo per queste strambe deviazioni identitarie dovrà pur esserci …

    Nei famosi 60 milioni, ovviamente, come avrete capito, non possono non esserci, abalotelli e mammanche, le tante mamme che accorrono spasmodicamente al ’capezzale ludico’ dei propri cuccioli …

    E’ inutile ma obbligatorio visti i tempi, rilevare di non voler fare di tutta l’erba un fascio, ma è inevitabile ricorrere a questa sottolineatura per evitare di incorrere nelle sabbie mobili del populismo (becero) da quattro soldi.

    Cara mamma, è inutile che tu stia lì a guardarmi ore e ore … sarebbe più opportuno che tu mi aspettassi a casa, come facevano le nonne di oggi con i figli di allora: VOI, i genitori moderni …

    Non è necessario che tu venga a fare una sfilata di moda a ogni partita che gioco … e butta quella sigaretta ché ti fa male …

    La mamma, nel XX secolo, era di solito a casa, non s’interessava di quello che non conosceva (il calcio)… per indole, riteneva il gioco del calcio un esercizio noioso e incomprensibile!

    Faceva da mangiare: il ragù cuoceva per oltre 3 ore … oggi dispensa consigli e varianti tattiche secondo quello che le ‘passa’ per l’emisfero destro del proprio cervello …[citazione scientifica: nel cervello femminile, il corpo calloso (una struttura composta da fibre nervose che connettono l’emisfero di destra con quello di sinistra) è molto più complesso. Nella donna, quindi, i due emisferi comunicano più facilmente tra loro.

    Conseguenze? L’uomo tende a elaborare la realtà basandosi soprattutto sull’emisfero sinistro, razionale, logico e rigidamente lineare. La donna utilizza in misura maggiore l’emisfero destro che permette di compiere operazioni mentali in parallelo, ed è più legato alla sfera emozionale e al linguaggio analogico.]

    Secondo la scienza, quindi, la donna sarebbe addirittura sprecata nel seguire l’andamento irregolare e poco ortodosso di una sfera presa a calci!

    Capito mamma? Ci sono cose appropriate per ogni emisfero … non è un discorso sessista e non deve neanche sembrare una forzatura alla quotidianità cui ci stiamo abituando …

    “Mio figlio deve giocare dietro, davanti deve giocare quell’altro … mio figlio non può giocare in porta: è sprecato …” Musica e parole ‘rubate’ ai papà (l’altro emisfero dei milioni di allenatori) sciorinate a uso e consumo della platea (ipocrita) compiacente che le deglutisce senza soluzione di continuità …

    Cari genitori, non è bello vedervi dietro le reti di recinzione come foste delle scimmie allo zoo in cerca della nocciolina che in questo caso sarebbe un mio gol … mio e solo mio, sconfessando la natura primordiale del gioco del calcio che nasce come gioco di squadra!

    Commentate sacentemente, e di solito senza le basi del mestiere, la prestazione di questo o quel bambino … ritenendolo più o meno pronto per entrare a far parte del primo o del secondo gruppo …

    chiccocalcio3La moda del momento è: parlare di bambini più o meno pronti, è il nuovo modo di giudicare, senza infierire più di tanto, sulle qualità ‘calcistiche’ di bambini di 10 anni …

    Non si usa più il termine ‘bravo’ o ‘pippa’… Si è trovato un modo politically correct per definire un bambino in rampa di lancio, o meno, per l’universo indefinito del professionismo …

    Lo stratagemma è chiaro: ‘c’è una speranza per tutti’! Con la celata approvazione di chi gestisce il sistema…

    Se, cari Mamma e Papà non siete riusciti a imporvi, ai vostri tempi, nello sport (sempre che ci abbiate provato), non è detto che debba riuscirci IO … è vero che oggigiorno è sempre più difficile trovare lavoro e che diventare famosi e ricchi aprirebbe a me, e forse anche a voi, prospettive di vita fantasmagoriche … ma penso che dobbiate darvi, TUTTI, una ridimensionata così da permettere a noi bambini di ritagliarci qualche ora di svago in questa vita frenetica che anche a noi, a 10 anni, cerca di rubare la spensieratezza che voi avete perso e che sembra non vogliate concederci col vostro atteggiamento …

    Ok mamma? Non te la prendere … e se non ti senti parte integrante di questo quadro che ho descritto, ti dedico queste ultime righe …

    “Le donne provano la temperatura del ferro da stiro toccandolo. Brucia ma non si bruciano. Respirano forte quando l’ostetrica dice “non urli, non è mica la prima”.Imparano a cantare piangendo, a sciare con le ossa rotte.”

    Concita De Gregorio, Malamore – (ed. Mondadori)

    Luca Sbarbaro per mistermanager.it

    Claudio DamianiA cura di Claudio Damiani

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