Mezzi allenanti per l’1c1: “L’1c1 ad oltranza”

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Come evidenziato nel post sull’1c1, i mezzi allenanti questo elemento tecnico-tattico possono avere caratteristiche analitiche e globali. I primi sono organizzati in maniera tale da ricreare situazioni similari (solitamente con partenze fisse da parte dei giocatori) e quindi abituare il giocatore a “trovare” le giuste soluzioni in base a contesti limitati (ad esempio difensore che proviene da destra, da sinistra, frontalmente, ecc.) come evidenziabile nella figura sotto. Sono mezzi utilizzati prevalentemente nella categoria Pulcini.

Quelli a carattere globale invece hanno il doppio scopo di essere il mezzo con il quale il giocatore durante la fascia Primi Calci si relaziona con palla-avversari-campo e successivamente (solitamente dalla categoria Pulcini) riesce a mettere in pratica il patrimonio analitico appreso.

L’1c1 ad oltranza rappresenta un forma di allenamento globale per l’1c1 che analogamente ad altre esercitazioni sviluppa anche le componenti cognitive della rapidità e la Capacità di reazione ed adattamento. Le relative varianti permetteranno di modulare questo mezzo, indirizzando gli stimoli allenanti maggiormente verso uno o più aspetti della performance calcistica.

STRUTTURA BASE

2 file di giocatori (una contrassegnata dal colore rosso e l’altra dal colore blu) sono disposti a centrocampo o a 40-50m dalla riga di fondocampo (vedi figura sotto).

 

L’esercizio inizia con l’allenatore che dice un colore (ad esempio “ROSSO”); il primo della fila del colore corrispondente dovrà andare a fare gol in una delle 2 porticine di coni tirando oltre la riga di cinesini gialli. Immediatamente dopo aver segnato, l’allenatore indicherà l’altro colore (cioè “BLU”) che dovrà andare a segnare in una delle 2 porticine, mentre il giocatore rosso che ha appena finito l’azione dovrà impedirglielo (1c1). Appena finita l’azione (gol o palla che esce) l’allenatore indicherà ancora il colore Rosso; a questo punto (vedi figura sotto), il giocatore rosso chiamato precedentemente dall’allenatore (dopo aver difeso) uscirà dal gioco, recupererà un pallone e si rimetterà in fila. Nel mentre, il giocatore Rosso che si trova davanti alla fila dovrà andare cercar di segnare con il giocatore BLU (che ha appena finito di attaccare) che andrà a difendere.

E via via si continua senza soluzioni di continuità fino a quando l’allenatore indica la fine dell’esercitazione. È importante che i giocatori si focalizzano sul seguente ordine di ruoli: “attacco” – “difendo” – “recupero pallone e torno in fila”. In questo modo l’esercitazione diventerà fluida e i giocatori si troveranno sempre in situazioni diverse, stimolando le capacità tecniche e tattiche di aggiustamento alla situazione contingente.

  • Materiali necessari: 1 pallone per giocatore (o almeno 3 per fila), 4 coni e una serie di cinesini.
  • Dimensioni del campo: da metacampo a campi di dimensioni 20x20m. Campi di dimensioni maggiori necessitano di almeno 5-6 giocatori per fila e sollecitano particolarmente le componenti neuromuscolari, mentre campi di dimensioni minori sollecitano prevalentemente le componenti tecniche.
  • Verbalizzazione: far capire a chi è in possesso palla di leggere la direzione e velocità di corsa del difensore per scegliere in maniera opportuna la conduzione veloce o l’eventuale “finta” di situazione. Per chi invece sta per tirare è importante cambiare direzione velocemente per passare alla fase difensiva.

 

VARIANTE 1 (porte frontali)

In questa variante la tempistica delle azioni e le regole rimangono le stesse, solo che le porte sono poste frontalmente e ogni giocatore deve segnare nella porta che ha di fronte e difendere quella adiacente alla propria fila. Com’è possibile vedere nella figura sopra, dopo che il giocatore Blu segna nella porta avversaria, l’allenatore indica il colore Rosso che dovrà andare a segnare nella porta dei Blu con il giocatore (Blu) che ha appena segnato che dovrà difendere la propria porta. In questo caso si consiglia di utilizzare campi della lunghezza di 35-45m con un numero di giocatori di circa 5-7 per fila. In questo modo, diventa un esercizio che sollecita particolarmente la Potenza Aerobica. Rispetto alla versione originale dell’esercizio, non ci sono riferimenti di tiro (si può tirare da dove si vuole), quindi è importante che chi attacca si trovi in condizioni di concludere non troppo vicino alla porta, altrimenti rischierebbe di non raggiungere il successivo giocatore attaccante. Un’ulteriore variante a questo esercizio può essere rappresentato dall’obbligo del giocatore che parte con palla, di passarla immediatamente all’allenatore (che si troverebbe al centro del campo) e successivamente riceverla prima di andare a far gol. In questo caso, sarebbe l’allenatore (con il suo passaggio) a scegliere se “velocizzare” o “rallentare” l’azione.

VARIANTE 2 (entro nella porta piccola per segnare)

In questo caso, le posizioni di partenza rimangono quelle dell’esercizio di base (con la relativa tempistica), ma lo scopo di chi ha la palla è quella di entrare in una delle 2 porte di coni per andare a far gol al portiere; dal momento in cui si entra nella porta di coni, si può essere contrastati solo dal portiere. Nella figura sopra, dopo che il giocatore rosso ha cercato di segnare, l’allenatore indicherà il colore Blu che cercherà di entrare in una delle 2 porte di coni con il giocatore Rosso (che ha appena cercato di segnare) che cercherà di impedirglielo (linee nere). In questa variante, il numero di giocatori ideali è 3-4 per fila, con campo largo 30-40m e lungo 30-40m. Rispetto alla precedente, questa variante sollecita maggiormente l’aspetto tecnico e meno quello atletico.

VARIANTE 3 (2c2)

Quest’ultima variante vede gli stessi elementi della prima, ma con 2 giocatori per squadra, diventando un’esercitazione globale per il 2c2. Nella figura sopra, dopo che il giocatore Blu ha cercato di segnare, l’allenatore indicherà il colore Rosso che cercherà di andare a far gol nella porta avversaria in collaborazione con il compagno con i giocatori Blu (che hanno appena segnato) che difenderanno. Le dimensioni del campo saranno leggermente superiori di quelle della seconda variante. I giocatori in possesso palla dovranno cercare di  finalizzare il prima possibile con il giocatore in “non possesso palla” che dovrà immediatamente cercare una “zona luce” per ricevere la palla, mentre in fase difensiva dovranno cercare in primis di ritardare l’azione offensiva avversaria per potersi disporre meglio a protezione della propria porta.

CONCLUSIONI

La somministrazione dell’1c1 ad oltranza deve prendere in considerazione che, essendo un mezzo globale, le sollecitazioni di tipo atletico e tecnico-tattiche possono avere una risposta eterogenea per il fatto che alcune azioni possono durare molto ed altre poco. Di conseguenza, l’allenatore dovrebbe prestare anche attenzione alla variabili che, per il gruppo considerato, permettono di dare le sollecitazioni volute (tecniche, atletiche, ecc.) in maniera più omogenea possibile. In ogni modo, rappresenta sempre una forma di allenamento che permette all’allenatore di valutare il lavoro svolto nelle sedute precedenti (soprattutto quelle analitiche e quelle atletiche). Per questo motivo è fondamentale conoscere non solo il gruppo che si allena, ma anche le possibili risposte (metaboliche, muscolari, tecniche, ecc.) dei giocatori alle varianti considerate. Per questo motivo sono necessarie alcune sedute per ottimizzare l’esecuzione e i parametri dell’esercizio.

Autore dell’articolo: Melli Luca allenatore Scuola calcio Audax Poviglio (melsh76@libero.it)

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