Fasi sensibili della tecnica calcistica

tecnica

(prima parte)

Introduzione

Tra gli allenatori e istruttori che lavorano nei settori giovanili ci sono anche molti diplomati ISEF e Laureati in Scienze Motorie che nel loro percorso formativo si sono trovati a studiare le Fasi sensibili di Martin

http://www.calciogiovanile.net/le_fasi_sensibili.htm .

Per chi non conoscesse l’argomento (dai grafici la comprensione è comunque immediata) si tratta delle conclusioni dello studioso tedesco Martin che nel 1982 stabilì quelle che erano le “fasi sensibili” delle varie Capacità Coordinative e Condizionali, cioè i “momenti” dello sviluppo nei quali queste sono più allenabili.

Questi grafici ovviamente vanno presi “cum grano salis”, perché rappresentano conclusioni ottenute in situazioni che per realtà territoriali e distanza di tempo non sono proprio identiche alle nostre. Ciò ci permette comunque di arrivare a conclusioni che sono significativi anche per le nostre realtà:

  • La capacità di apprendere il “senso del movimento”, cioè la qualità che permette di avere una certa precisione dei movimenti, è particolarmente allenabile in fase pre-puberale (fino 11-12 anni). Nella fase puberale si assiste ad un peggioramento temporaneo (per l’incremento della forza e della lunghezza degli arti), per poi ritornare particolarmente allenante nell’adolescenza.
  • Le capacità di apprendere le dinamiche cognitive del movimento (orientamento, anticipazione motoria, intelligenza motoria, ecc.) sono tanto più allenanti quanto il giovane calciatore matura, raggiungendo un picco nella fase puberale (12-14 anni).
  • Tra le capacità condizionali, la rapidità è allenabile soprattutto nella fase pre-puberale, mentre la forza nelle fasi successive.

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Queste considerazioni non devono passare inosservate per 2 motivi:

1)      Queste capacità rappresentano le basi (presupposti) sulle quali si forma l’allenabilità delle capacità tecnico/tattiche dei giovani calciatori; ad esempio, un calciatore potrà imparare a fare un “cambio di gioco” solo quando avrà raggiunto un livello forza tale da potersi permettere di calciare con violenza la palla (fase puberale o post-puberale). Un altro esempio: l’incremento della velocità di corsa avviene nella fase-prepuberale prevalentemente a carico di un aumento della frequenza dei passi (rapidità dei movimenti), mentre dalla fase puberale prevalentemente tramite un aumento della lunghezza degli stessi (forza esplosiva); è ovvio pensare che queste considerazioni debbano avere ripercussioni importanti sull’allenamento.

2)      Permettono di dare indicazioni importanti anche per l’allenabilità delle qualità tecnico/tattiche dei giovani calciatori.

 

Sotto viene presentata quella che è un’ipotesi di quanto sopra formulato (tabella); nel prossimo articolo andremo a spiegare quali sono i criteri (e come adattare queste considerazioni ai contesti) tenuti in considerazione per effettuare questo schema.

Autore: Melli Luca allenatore settore giovanile Audax Poviglio (melsh76@libero.it)

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