Preparazione atletica calcio: la potenza è nulla senza controllo

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Con il post odierno vogliamo riprendere un concetto molto importante, che riguarda la preparazione atletica, in particolar modo per lo sviluppo della potenza aerobica specifica del calciatore; andando a sviscerare una recente pubblicazione (vedi ricerca di Buchheit nell’Approfondimento Bibliografico) ne approfitteremo per ribadire alcuni importanti concetti riguardanti una visione più moderna di Match Analysis e la Potenza metabolica.

 

LA RICERCA

Un gruppo di ricerca della ASPIRE (Accademy for Sports Excellence) del Quatar ha confrontato su un gruppo di 124 giovani calciatori (intorno ai 14 anni) appartenenti a diverse squadre professionistiche europee, l’andamento annuale della condizione atletica (Massima Potenza Aerobica e Massima Velocità nello sprint) con alcuni dati della match analysis (numero di sprint ed attività intense eseguite ripetutamente, cioè con intervalli inferiori a 60”). Gli obiettivi principali della ricerca erano:

  • Verificare se nell’arco di un anno il cambiamento della condizione atletica era in grado di modificare i parametri della Match Analisys interessati (cioè attività di gara ad alta intensità).
  • Se i ruoli di gioco avevano un ruolo significativo sugli stessi parametri.

Com’è possibile vedere dalla presentazione di uno degli autori, la variazione dello stato di forma influiva solo in minima parte (o non influivano minimamente) sul numero di sprint ed attività intense eseguite ripetutamente. Ciò ha portato a concludere gli autori che nel gruppo di atleti considerato (giovani calciatori di squadre professionistiche con 14 ore di attività  settimanali):

  • Lo stato di forma non è il determinante principale dell’alta intensità ripetuta in partita quanto invece lo è la richiesta di gioco (ruoli, caratteristiche avversari, risultato, ecc.).
  • Lo stato di forma potrebbe (senza riscontro scientifico nella ricerca stessa) influenzare il carico interno e di conseguenza la precisione dei gesti tecnici e il rischio di infortuni.

A parte il secondo punto (che è solamente una considerazione probabilistica) i ricercatori hanno concluso che

l’allenamento atletico non influenza in termini dose/risposta la performance atletica, quindi è consigliabile dedicare ad esso il tempo necessario per avere un livello minimo “di soglia”

 

LACUNE DELLA RICERCA

Le considerazioni della pubblicazione possono indurre gli staff a dare meno importanza alle componenti atletiche (in particolar modo nei settori giovanili) di quanto viene dato attualmente. È però sufficiente contestualizzare la ricerca (o solo semplicemente leggere la presentazione) che emergono lacune che possono mettere in dubbio (oppure svuotare di scientificità) tali affermazioni. Ad esempio:

  • L’esito della ricerca è in contrasto con i risultati di altre pubblicazioni che hanno analizzato parametri diversi della Match Analisys (pur sempre relativi all’alta intensità) in relazione all’allenamento aerobico: vedi ricerche di Rampinini, Helgerud e Impellizzeri.
  • Il campionamento della Match Analisys è a 1 Hz (cioè un campionamento al secondo), assolutamente inaccettabile, in quanto dovrebbe essere almeno di 5 Hz (vedi approfondimenti del professor Colli).
  • Viene ancora utilizzato il vecchio metodo di analisi della Match Analisys basato sulla velocità (assolutamente insufficiente per “cogliere” tutti i momenti di alta intensità di una partita) e non sulla Potenza Metabolica.
  • I test utilizzati per verificare la Condizione di forma erano protocolli non specifici per valutare l’effettiva specificità atletica del calciatore. Infatti, la Potenza Aerobica è misurata tramite un test di corsa lineare, mentre ormai è risaputo che le differenze principali tra calciatori avvengono primariamente per le differenze dovute al costo energetico nei cambi di direzione (di conseguenza sarebbe stato più giusto usare il YYIRT).  Per quanto riguarda invece le componenti neuromuscolari, viene fatto un test lineare massimale sui 40m estrapolando capacità di accelerazione (che può avere un senso) e velocità massima (che non ha mai trovato correlazioni con la talentuosità nel calcio).
  • Vengono invece trascurati completamente test che misurano l’agilità, la capacità esplosiva (anche in relazione al grado di maturità) e il rapporto tra estensori/flessori della coscia, che in alcune ricerche hanno trovato correlazione con il livello dei giocatori.

CONCLUSIONI

Dalla lettura della presentazione della ricerca in questione si possono fare delle considerazioni estremamente interessanti; la prima è che è necessario leggere approfonditamente le ricerche prima di “dare per buone” le conclusioni di chi effettua le pubblicazioni. I test, come l’allenamento, nel calcio devono seguire un criterio di specificità; infatti,

l’attività di gioco, in alcuni ruoli più che in altri, limita di una certa percentuale l’applicazione del potenziale massimale (aerobico e neuromuscolare) di corsa lineare “premiando” gli aspetti coordinativi della corsa e l’efficienza energetica nei cambi di direzione (che nella ricerca non vengono minimamente citati).

Di conseguenza, il dosaggio dell’allenamento Generale e Specifico deve essere adeguato all’età, al livello (Dilettanti o Professionisti) dei giocatori, nel rispetto della crescita atletica, della prevenzione degli infortuni e del recupero tra le partite. Mi permetto di fare un’ultima considerazione, che deriva dalla mia esperienza personale: i calciatori poco “sopportano” l’esecuzione di test aerobici incrementali (cioè che si concludono ad esaurimento) di natura continua (da quelli lineari al Leger); ciò porta alcuni (soprattutto nei settori dilettantistici) a non dare il massimo in questi protocolli, rendendo inutile la lettura dei risultati. Per questo motivo, la valutazione delle qualità aerobiche dovrebbe essere fatta ogni volta che è possibile farla in allenamento (meglio se tramite i parametri della potenza metabolica), analogamente a quello che viene fatto in atletica leggera, ma senza la somministrazione di carichi che portino all’esaurimento delle risorse psico-fisiche del calciatore. Nel caso in cui si vogliano comunque effettuare Test funzionali, sono preferibili quelli ad andatura intermittente (come lo YYIRT e il 30-15 Intermittent Fitness Test) che meglio sono tollerati e sono Attendibili.

 

Approfondimenti bibliografici

Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese (melsh76@libero.it)

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