Allenamento per la Potenza Aerobica: meglio con palla o senza?

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Gli aneddoti sull’esclusivo utilizzo della palla nei mezzi di allenamento atletici (sopratutto sottoforma di mini-partite) sono sempre più diffusi; leggendo giornali e ascoltando interviste in TV sembra emergere il seguente scenario:

  • L’utilizzo esclusivo della palla consente una formazione tecnico-tattico più completa e permette di concentrarsi maggiormente sul possesso palla (migliorando tale fase).
  • Le squadre che utilizzano prevalentemente la palla nelle forme di allenamento atletico hanno una percentuale inferiore di infortuni.
  • Con la palla si riesce ad individualizzare meno l’allenamento e di conseguenza gli stimoli allenanti sono più eterogenei e difficilmente si riesce a raggiungere/mantenere il livello di Potenza Aerobica e Muscolare raggiunto con i mezzi a secco; conseguenza sarebbe un maggior decadimento prestativo nel finale di partita (fatica) e una maggior difficoltà nelle fasi di “non possesso”.

Quelle sopra enunciate sono considerazioni che possono nascere dal buon senso (o dall’interpretazione “non statistica” di quanto si vede sui campi), ma l’approccio all’allenamento deve avere primariamente base scientifica; in questo post andremo ad analizzare quello che attualmente dice la scienza dell’allenamento e di quelle che sono le attuali lacune sull’argomento.

 

ALLENAMENTO SENZA PALLA PER LE COMPONENTI NEUROMUSCOLARI

Come gia approfondito nel post sull’allenamento Generale, l’allenamento delle componenti neuromuscolari deve essere primariamente indirizzato verso la capacità di accelerazione e rapidità; senza addentrarci nei concetti fondamentali (espressi in precedenti post) è ovvio comprendere come solo effettuando azioni muscolari particolarmente intense e specifiche è possibile allenare al meglio queste qualità; ciò è possibile primariamente “senza palla”. I danni (cioè l’incremento del rischio di infortuni) si ottengono quando si dedica eccessivo spazio a mezzi che portano affaticamenti difficili da recuperare (come l’utilizzo di un medio-alto volume con i pesi) oppure quando si sfruttano metodi con poca specificità (macchine per la muscolazione) che modificano i pattern motori.
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ALLENAMENTO CON O SENZA PALLA PER LA POTENZA AEROBICA (QUALITA’ METABOLICHE DEL CALCIATORE)

Gia nel post in cui citavamo la ricerca di Dellal abbiamo introdotto il concetto di Potenza Aerobica Specifica in virtù del fatto che i professionisti riescono ad esprimere il loro potenziale metabolico con maggior efficienza energetica; in altre parole possono avere anche un potenziale aerobico paragonabile a quello dei dilettanti, ma riescono ad esprimerlo meglio in funzione del gioco. Di conseguenza

la capacità di adattarsi (sopratutto con i cambi di direzione in maniera efficiente e poco dispendiosa dal punto di vista energetico) alle situazioni e ai movimenti del calcio è l’abilità atletica che dal punto di vista metabolico differenzia maggiormente dilettanti  e professionisti!

Appare quindi evidente come “non sia possibile parlare d’allenamento atletico specifico (in particolar modo dal punto di vista metabolico) senza considerare l’uso della palla! Questo dovrebbe far riflettere chi somministra (soprattutto nei settori dilettantistici, dove il tempo a disposizione è limitato) pesanti sedute di ripetute a ritmo costante.

 

Come però accennato nelle note introduttive del post, l’utilizzo della palla non permette un allenamento omogeneo ed individualizzato della Potenza Aerobica, quindi diventano necessarie anche mezzi allenanti a secco, che però abbiano un’elevata specificità come l’Intermittente (con relative varianti), il 30-15 Intermittent Fitness Test, l’RSA based training, ecc. Ricordiamo che valori sufficienti (per un calciatore) di Potenza Aerobica trovano il razionale nel fatto che in alcuni momenti della partita e nella fase finale si assiste ad un decadimento della prestazione (sia dal punto di vista delle accelerazioni/decelerazione che dai metri percorsi ad alta velocità); i mezzi di allenamenti a secco dovrebbero quindi essere specifici ed utilizzati per “portare” la Massima Potenza Aerobica a valori “sufficienti” (per questo si dovrebbe lavorare a intensità fisiologiche prossime a questo valore) per poi essere trasformata in Potenza Aerobica Specifica con la palla tramite minipartite.

 

CONCLUSIONI

È ovvio che la risposta alla domanda del titolo è che “solo una corretta modulazione del lavoro generale (individualizzato) e specifico permette di ottenere il meglio dal punto di vista atletico da parte dei giocatori in relazione al fatto che il calcio è  prima di tutto uno sport situazionale”.

  • Le lacune (cui ci riferivamo sopra) della scienza dell‘allenamento nel calcio sono in relazione al fatto che i vari modelli di Match Analysis si basano ancora sulle velocità e non sui dati delle potenze metaboliche.
  • Altra lacuna consiste nel fatto che per diversi anni si è cercato di individuare il carico allenante delle minipartite tramite la frequenza cardiaca, rilevazioni che si sono poi rilevate inesatte (vedi ricerca di Crisafulli). La modalità attualmente più interessante per individuare il carico di un’esercitazione con la palla è il GPS (con rilevazione della potenza metabolica); purtroppo i dati presenti attualmente sono pochi (si possono trovare al sito http://laltrametodologia.com/).
  • In base ai dati presenti in bibliografia internazionale, il livello “sufficiente” di Massima Potenza Aerobica potrebbe essere identificato negli adulti in 16-17 km/h lineari, che corrisponde a circa 22 Watt/Kg e 12-12.5 Km/h nel Test Leger.

Un’ultima considerazione; com’è possibile intuire, è necessario un importante interdisciplinarietà tra  l’aspetto atletico e quello tecnico/tattico. Non sarebbe un’eresia impostare un maggiore lavoro atletico specifico per le squadre che puntano prevalentemente al possesso palla e un maggior lavoro generale (sempre in percentuale) per le squadre che sfruttano maggiormente le ripartenze.

Autore: Melli Luca, istruttore Scuola Calcio Audax Poviglio (melsh76@libero.it)

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