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  1. Combinazione per allenare il contro movimento e la trasmissione della palla

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    Esercitazione finalizzata al miglioramento della circolazione della palla e all’esecuzione del contro movimento per evitare (o quantomeno limitare), la marcatura dell’avversario, gesto molto difficile da far assimilare specialmente a livello di settore giovanile.

    Il giocatore “B” esegue un contro movimento per smarcarsi e ricevere un passaggio dal compagno”A”. Sempre “B” esegue un uno-due con il giocatore “F”, per poi servire “C”; da quest’ultimo a “D” e infine al gruppo di partenza continuando la sequenza.

    Ogni giocatore passa alla postazione successiva ad eccezion fatta per il giocatore “F” che viene sostituito dopo 1’.

    Curare i seguenti aspetti:

    • tutti i giocatori devono eseguire il contro movimento prima di ricevere;

    • precisione del passaggio, posizionamento del corpo;

    • eseguire l’esercizio a un tocco.

    Combinazione per allenare la trasmissione

     

    Varianti:

    1. eseguire l’esercitazione in entrambi i lati cambiando la posizione della sagoma;

    2. introdurne un’ulteriore nell’altro lato dell’area di addestramento (20x20mt).

    Giocatori coinvolti: 6;

    Durata dell’esercitazione: 10’;

    Materiale occorrente: palloni, delimitatori.

    A cura di Claudio Damiani

    Claudio Damiani

    premium calcio

     

  2. Esercizi tecnici, coordinativi e atletici

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    Trasmetto, mi muovo e gioco (1)

    Tecnico, passaggio e conclusione, controllo orientato; tattico, gioco e mi muovo; condizionale con palla.

    A passa palla a B (1) e segue la palla in A1, B, effettua un controllo orientato e trasmette a C (2), e segue in B1. C si orienta per scaricare su D (3) che si è portato in D1 dopo aver effettuato uno slalom tra paletti e un cambio di direzione su un altro paletto, che la ridà a C (4) che si è portato in C1 per concludere a rete (5)

    C si porta in C1 in coda a G che ricomincia con A1 e B1 e con E, D1 va in coda a I.

    Dopo un tempo prestabilito invertire le posizioni.

    Palloni, paletti, conetti.

    TRASMETTO, MI MUOVO E GIOCO 1

    Trasmetto, mi muovo e gioco (2)

    Tecnico, passaggio e conclusione, controllo orientato; tattico, gioco e mi muovo; condizionale con palla.

    A passa palla a B (1) e segue la palla in A1, B, effettua un controllo orientato e trasmette a C (2), e segue in B1. C si orienta per scaricare su D (3) che si è portato in D1 dopo aver effettuato uno slalom tra paletti e un cambio di direzione su un altro paletto, e conclude a rete (4).

    C si porta in C1 in coda a G che ricomincia con A1 e B1 e con E, D1 va in coda a I.

    Dopo un tempo prestabilito invertire le posizioni.

    Palloni, paletti, conetti.

     

    Trasmetto mi muovo e gioco 2

    Tecnica, passaggio, cross e conclusione

    A parte in slalom, e serve B1 che ha effettuato uno skip tra le aste o scaletta, A1, corre in sovrapposizione a B1 e viene servito in A2, dribbla il paletto e crossa per B2 che si è inserito per la conclusione tra i paletti (difensori). A va in coda a D e B va in coda a C che ricomincia.

    Paletti, conetti, scaletta o aste, palloni.

     

    TECNICA, PASSAGGIO, CROSS E CONCLUSIONE

    A cura di Nicola Amandonico

  3. Alleniamo il passaggio tramite il lungo-corto

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    Il “lungo-corto” è un’esercitazione che con le sue variabili (globali, analitiche e psicocinetiche) può essere utilizzata per allenare la trasmissione della palla (sopratutto a 1 tocco) in diverse fasce d’età.

     

    ESERCITAZIONE A CARATTERE GLOBALE

    lungo corto 1

    Corrisponde alla variante più semplice: si dispone un quadrato di circa 7-10m di lato con 1 giocatore per angolo (delimitato da un cinesino/cono) internamente alla figura. I 4 giocatori dovranno passarsi la palla alternando un passaggio corto (in diagonale alla destra o alla sinistra) ad un passaggio lungo (verticale o orizzontale). Se ricevo un passaggio lungo, dovrò di seguito effettuare un passaggio corto e viceversa. Nella figura sopra è rappresentato un esempio: il giocatore blu in basso esegue un passaggio corto (in diagonale) al giocatore rosso, che è obbligato ad effettuare un passaggio lungo al giallo che a sua volta dovrà effettuare un passaggio corto (in diagonale al blu in alto o al blu in basso). Questo tipo di variante è molto facile da eseguire soprattutto se si lascia il N° di tocchi liberi. Le difficoltà aumentano se si obbligano a giocate a 1 tocco: in questo caso risulterà particolarmente importante che il giocatore capisca con un minimo di anticipo da che angolo proverrà la palla (non è facile) e rimanga in movimento per adattare la propria postura (orientamento corporeo) ad un tocco corretto (cioè verso la direzione voluta) della palla, soprattutto, quando si riceve il passaggio corto, perché la “giocata” in questo caso sarà obbligatoria; quando invece si riceve un passaggio lungo è possibile trasmettere la palla (in diagonale) alla propria destra o alla propria sinistra.

     

    VARIANTE ANALITICA

    lungo corto 2

    Obbligando il piede di utilizzo e la giocata corta l’esercitazione diventa particolarmente impegnativa dal punto di vista tecnico. Supponiamo di vincolare ulteriormente l’esercizio dal punto di vista tecnico:

    “stessere regole di sopra (sempre ad 1 tocco, passaggio lungo alternato a passaggio corto in diagonale), ma si utilizza solo il piede destro e il passaggio corto dovrà sempre essere fatto alla destra”

    In questo modo le giocate saranno sempre vincolate e di conseguenza più prevedibili, ma il giocatore dovrà trovarsi sempre pronto “in movimento” perché con la giocata obbligata dovrà spostarsi avanti o indietro nel caso non riceva un palla precisa. Nella figura sopra è rappresentato l’esempio citato; il giocatore blu in alto la trasmette al giallo in diagonale/corto, il quale con un passaggio lungo la passa al rosso che a sua volta la trasmette al blu in altro, ecc. Ma cosa succederebbe se il giocatore rosso sbagliasse il passaggio con una traiettoria come nella figura sotto (cioè con palla che tende ad andare “dietro” al giocatore blu in alto)? Il giocatore blu dovrebbe essere abile nel fare qualche passo indietro per esser orientato nel momento di contatto con la palla per trasmetterla ad un tocco con il destro al blu in basso….e non è facile! È proprio questa l’essenza delle esercitazioni a carattere analitico,

    cioè un grado di difficoltà elevato che costringe il giocatore a gesti/movimenti anche particolarmente impegnativi dal punto di vista della precisione, al fine di “fissare” negli schemi motori dell’atleta un bagaglio di opzioni/varianti in grado di permettergli di trovarsi a proprio agio in qualsiasi contesto tecnico/tattico.

    lungo corto 3

    Sta poi all’allenatore dare i giusti consigli, affinché i calciatori le eseguano in maniera corretta in base al proprio livello; ad esempio nell’esempio sopra, è possibile consigliare di prediligere il passaggio leggermente avanti al compagno (ancor meglio nella direzione di passaggio di quest’ultimo). Altra indicazione potrebbe essere quella di “gestire” i passaggi corti con una sorta di “stop” avanti al compagno in maniera tale che abbia la possibilità di trasmettere il passaggio lungo con più facilità.

    Le varianti analitiche di questa esercitazione sono:

    • Uso sempre del piede destro (ad un tocco) con passaggio corto alla propria destra (esempio sopra).
    • Uso sempre del piede sinistro (ad un tocco) con passaggio corto alla propria sinistra (contrariamente alla variante sopra, il corto si “apre” a sinistra con il sinistro).
    • Uso sempre del piede destro (ad un tocco) con passaggio corto alla propria sinistra (tutti i passaggi sono a chiudere a sinistra).
    • Uso sempre del piede sinistro (ad un tocco) con passaggio corto alla propria destra (tutti i passaggi sono a chiudere a destra).

     

    VARIANTE PSICOCINETICA

    lungo corto 4

    Questa variante può tornare utile nel caso in cui questo esercizio venga posto nel riscaldamento. Infatti, è più intensa (dal punto di vista fisico) delle precedenti, che possono essere messe nella prima parte, seguite da quella psicocinetica. Com’è possibile vedere nella figura sopra, i giocatori sono 5 e si inserisce la regola “Passo (linea rossa) e Vado (linea nera) al posto del giocatore cui l’ho passata”. Obbligatorio 2 tocchi, ma con piede a piacere, mantenendo la regola dell’alternanza lungo/corto. Scopo primario dei giocatori è quello di abbattere il cono centrale durante il passaggio lungo (1 punto a chi lo abbatte, si possono anche allungare le distanze). Altra regola (riferendosi alla figura sopra): se la palla va a destra del cono, allora il giocatore che riceve (in questo caso il giallo) dovrà fare il corto dalla stessa parte (cioè al blu in altro)…viceversa se la palla va a sinistra. Questa variante è sicuramente più divertente, più intensa (perché si “corre dietro alla palla”) e con minori limiti tecnici (piede libero) in maniera tale che l’allenatore possa anche verificare lo stato dell’apprendimento tecnico dei propri giocatori. Per rendere ancor più motivante il mezzo si possono creare delle sfide tra le varie strutture (rombi); “qual è la prima squadra/struttura che raggiunge i 5 punti?

    figura 5

    CONCLUSIONI

    Abbiamo presentato un’esercitazione estremamente utile da diversi punti di vista (soprattutto dal punto di vista dell’attenzione riferita all’orientamento corporeo nella trasmissione della palla); l’unico limite è che deve (soprattutto la parte analitica) essere fatta su campi in quasi perfette condizioni, altrimenti sarebbe veramente difficile dare alla palla le giuste direzioni con un solo tocco (la variante psicocinetica invece si adegua anche in condizioni non perfette). Sotto riportiamo altre esercitazioni da noi presentate, che hanno scopi allenanti simili.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese (melsh76@libero.it)

     

     

  4. Allenamento aerobico e tecnica calcistica (esercizio)

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    Passaggio incrociato, allungo più conduzione di palla lineare.
    In un quadrato si dispongono quattro gruppi di giocatori come da figura; l’esercitazione prevede un numero di elementi che va da 12 a 20 (multipli di 4), perché abbia un’utilità aerobica. Inoltre, le dimensioni dell’area di addestramento variano secondo i partecipanti. I parametri da adottare per essere efficienti sono:
    • quadrato 15 x 15 m;
    • 16 giocatori coinvolti;
    • durata: 6’ per blocco.
    premium calcioLa partenza è data dai giocatori A e B, che simultaneamente effettuano un passaggio incrociato rispettivamente a D e C. Eseguito il passaggio A e B effettuano un allungo passando dietro ai tre coni posti alle loro spalle, percorrendo due lati dell’area di lavoro fino ad arrivare in A1 e B1; dopo aver ricevuto palla D e C condurranno palla rispettivamente a F ed E. Questi ultimi lavoreranno allo stesso modo con i compagni G e H.
    Materiale occorrente: palloni, delimitatori.
    Passaggio incrociato e allungo + conduzione lineare

    A cura di Claudio Damiani

    Claudio Damiani

  5. Dallo stop orientato ai possessi di palla

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    In diversi post, abbiamo descritto esercizi analitici e globali per la trasmissione/ricezione di palla unicamente all’aspetto analitico dell’orientamento del corpo e l’utilizzo del piede corretto per eseguire la giocata. Sotto, potete vedere l’elenco di alcuni mezzi.

    Questi esercizi hanno validità puramente tecnica (anche se alcuni hanno variabili indotte da aspetti collaborativi) a causa dell’assenza di avversari. L’introduzione progressiva di avversari che tendono a velocizzare la trasmissione/ricezione di palla aiuta a contestualizzare l’aspetto tattico di questo fondamentale; l’aggiunta di queste difficoltà deve essere progressiva, in maniera tale da velocizzare l’esecuzione dei gesti, ma senza alterare in maniera profonda la struttura dei gesti. Con l’aspetto pratico descritto sotto, andremo a rendere più chiaro il concetto.

     

    ESERCIZIO DI BASE

    possesso 1

    È molto semplice, e prevede un quadrato di 8-12m di lato; 1 giocatore per vertice e 1 “lupetto” (si possono dare nomi diversi) al centro del quadrato che deve intercettare il pallone. Lo scopo dei 4 giocatori esterni è quello di trasmettersi la palla senza farla entrare nel quadrato e senza farla allontanare più di 4-5 metri dal vertice stesso; i giocatori esterni non possono entrare nel quadrato. Lo scopo del lupetto (che può uscire dal quadrato) invece è quello di intercettare (è sufficiente toccare la palla per considerarla “intercettata”) la palla. Si invertono i ruoli tra un giocatore esterno e il lupetto quando quest’ultimo gli intercetta la palla o quando il giocatore sbaglia la trasmissione/ricezione (fa entrare la palla dentro il quadrato o ne perde il controllo facendola allontanare eccessivamente dal quadrato). Com’è possibile intuire, quest’esercitazione è la logica conseguenza della struttura utilizzata nel riscaldamento prepartita 2013. Con la giusta progressione degli esercizi tecnici (relativi all’utilizzo corretto del piede di trasmissione/ricezione spesso approfondito) è possibile avere la rapida comprensione del compito motorio del mezzo odierno; è evidente che se la lettura dello spostamento del lupetto è corretta, dovrebbe esserci quasi un automatismo nel dominio corretto della tecnica (piede e parte del piede corretta). Ad esempio, se il lupetto è posizionato come in figura sopra, cioè in ritardo rispetto alla traiettoria della palla, si apre (stop di interno destro e trasmissione di interno destro) la traiettoria della palla a 2 tocchi con il piede destro.

    possesso2

    Se il lupetto invece tende ad anticipare l’apertura della palla (figura sopra), il giocatore chiuderà la traiettoria idealmente a 2 tocchi, stoppandola con l’interno destro a chiudere e trasmettendolo poi con l’interno sinistro (forzando questo tipo di movimento si allena con maggiore efficacia la protezione della palla). Se invece (figura sotto) il lupetto va in pressione su chi riceve e questo a poco spazio, sarà necessario (da parte del giocatore) fare 1-2 passi incontro alla palla, stopparla con l’esterno sinistro (frapponendo il proprio corpo tra palla e avversario) e ritrasmetterla (a chiudere) con il sinistro (interno o addirittura punta del piede se il lupetto è molto vicino).

    possesso 3

    L’esercitazione proposta è sostanzialmente semplice, ma la complessità insorge nel caso in cui si cerchi di effettuare i gesti correttamente come indicati sopra. Le varianti servono proprio per rendere progressivamente più difficile il mezzo. L’ideale è proporlo proprio dopo esercitazioni analitiche che utilizzano lo stessa struttura (quadrato); maggiore è la dimensione del quadrato e più facile sarà l’esecuzione dei gesti (perché il lupetto deve correre di più). Si può iniziare quindi con dimensioni di 12 x 12m fino a ridurre a 8x8m. Inizialmente si possono indicare “tocchi liberi”, poi “2 tocchi obbligatori” e infine “utilizzo obbligatorio dei piedi come indicato sopra nell’analisi dei movimenti” con le regole di sotto:

    • Se apro, uso a 2 tocchi il piede ad aprire.
    • Se chiudo e ho il lupetto sufficientemente lontano stoppo con il piede che apre e passo con quello che chiude.
    • Se chiudo perché c’è il lupetto in pressione, mi avvicino alla traiettoria della palla, stoppo con il piede che chiude e passo con il piede che chiude.

    È consigliabile incrementare la difficoltà, quando i giocatori riescono ad essere precisi e non riescono a far prendere la palla al lupetto. Per motivare adeguatamente i giocatori si può dare una penalità al lupetto, quando “subisce” 10 passaggi; al 10° passaggio, va in mezzo chi ha meno punti.

     

    VARIANTE CON 4 GIOCATORI

    possesso 4

    L’utilizzo di un giocatore in meno all’esterno allena anche i tempi di smarcamento di chi è fuori dal quadrato. Nella figura sopra è rappresentato l’esempio del giocatore blu a sinistra che, dopo essersi smarcato sul vertice sinistro/alto (per riceve l’eventuale passaggio ad aprire dal rosso), deve portarsi nel vertice basso/sinistro perché il rosso ha “chiuso” la traiettoria di passaggio. In questa struttura, i giocatori esterni possono spostarsi lungo il perimetro del quadrato, ma la palla non può entrare nel quadrato stesso. Anche in questo caso possono essere introdotte le varianti progressive dell’ESERCIZIO DI BASE (tocchi liberi, 2 tocchi, tocchi obbligati, restringimento del quadrato).

     

    CONCLUSIONI

    La didattica del concetto di possesso palla, tanto di moda oggi, è logico che segua una progressione esecutiva che inizi sin dai primi anni della scuola calcio e segua le seguenti tappe:

    • Prima tappa (Primi calci): gioco libero, sensopercettività della palla (guidare, calciare, fermare la palla).
    • Seconda tappa (Pulcini): gioco libero, concetto di smarcamento (zona luce, appoggio/sostegno, ampiezza, ecc.), esercitazioni analitiche per la trasmissione/ricezione della palla, possessi palla in forma semplice (come quelli del post odierno) e primi accenni ai “giochi di posizione” (a seconda del livello dei giocatori).
    • Terza tappa (Esordienti): gioco libero e con vincoli, consolidamento degli elementi sopra e approfondimento dei “giochi di posizione” (con particolare attenzione al posizionamento dei giocatori).
    • Quarta tappa (Giovanissimi): gioco libero e con vincoli, consolidamento degli elementi sopra, “giochi di posizione” (con particolare attenzione al posizionamento dei giocatori e alla finalizzazione) ed approfondimento globale/analitico dei movimenti di finalizzazione.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese (melsh76@libero.it)

  6. Tecnica di base: variazioni di trasmissione del pallone e della direzione della corsa

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    Passaggio in avanti e corsa diagonale

    Un esercizio di base per rendere semplice ed efficace la messa in moto della squadra.

    In questa prima variante i giocatori “A” e “C” hanno il possesso della palla. La consegnano rispettivamente ai compagni “B” e “D” andando in corsa in avanti alla coda dei loro gruppi.

    Una volta ricevuta palla sia “B” che “D” eseguiranno lo stesso tipo di azione trasmettendola al giocatore difronte a loro (appartenenti rispettivamente al gruppo “A” e “”C”).

    Passaggio in diagonale e corsa in avanti

    La seconda variante prevede al contrario, una trasmissione del pallone in diagonale e un corsa in avanti.

    Ciò comporterà una maggiore concentrazione da parte dei giocatori che dovranno evitare di far scontrare i due palloni.

    Quindi, simultaneamente, “A” passa a “C” e corre verso il gruppo davanti a lui; “D” passa a “B” e corre allo stesso modo verso il gruppo in cui si trova “C”.

    “C” e “B” passeranno la palla in diagonale rispettivamente a “E” e “F” eseguendo uno sprint in avanti.

    • Materiale occorrente: 2 palloni, delimitatori.
    • Tempi consigliati: a discrezione dell’allenatore.

    L’esercitazione pubblicata è stata creata con Easy Sports Graphics 5.0. Clicca qui per acquistarlo!

     

    A cura di Claudio Damiani

     

  7. Figure geometriche e riscaldamento: usiamo il quadrato

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    Gia in precedenti post (quello dedicato al riscaldamento pre-partita e quello del triangolo) abbiamo utilizzato le figure geometriche come stimolo allenante per la trasmissione/ricezione della palla. Oggi utilizzeremo il quadrato con 3 giocatori per figura.

    STRUTTURA DI BASE

    quadrato 3 giocatori 1

    Quadrato di 8-10 metri di lato con i 3 giocatori che occupano 3 dei 4 vertici della figura (vedi sopra). Chi ha la palla (giocatore rosso), la trasmette al giocatore alla sua destra (in questo caso il giallo, verso antiorario) e va ad occupare il vertice vuoto per ricevere successivamente la palla. In questo caso, il passaggio deve essere fatto a 2 tocchi usando esclusivamente il piede destro (sia per la ricezione che per la trasmissione).

    È fondamentale, affinché lo stimolo allenante sia adeguato, che il pallone rimanga sempre fuori dal quadrato e che il piede di utilizzo sia quello indicato con il N° di tocchi definiti! Eseguire l’esercitazioni in forma “pigra” usando il piede preferito e il N° di tocchi che “capitano” non costituisce nessun stimolo allenante.

    Per far capire ai giocatori l’importanza di questo concetto (soprattutto con i giovani), basta fare l’esempio del fatto che “solitamente chi è mancino viene fatto giocare a sinistra, e viceversa”; ciò significa che l’abilità di utilizzare entrambi i piedi allo stesso modo, rende un giocatore più versatile e quindi di maggior valore tecnico/tattico. Ovviamente, quando viene cambiato il giro della palla (verso orario) il piede da utilizzare è il sinistro.

     

    VARIANTE 1

    quadrato 3 giocatori 2

    Mantenendo le stesse dimensioni della struttura di base, si effettuerà il triangolo ad ogni trasmissione di palla, andando sempre ad occupare il vertice vuoto per ricevere successivamente la palla. Nella figura sopra la palla segue il senso antiorario; il giocatore rosso trasmette la palla al giallo (passaggio 1) che glie la ritrasmette a chiudere con il piede destro a 1 tocco (passaggio 2). Il “passaggio 3” consiste nella trasmissione da parte del rosso (con 1 tocco, ad aprire con il sinistro) al giallo in corsa verso il centro del lato per poi triangolare successivamente con il blu.

     

    VARIANTE 2

    quadrato 3 giocatori 3

    Ogni volta che un giocatore trasmette la palla, dovrà scegliere ed indicare verbalmente al ricevente l’azione successiva, cioè se continuare il giropalla (utilizzando la parola APRI) o se invertire il giro della palla (utilizzando la parola CHIUDI). Il terzo giocatore dovrà occupare spazi vuoti per assecondare il giro della palla. Nella figura sopra, il giocatore rosso trasmette la palla al giallo indicando la parola APRI!!; di conseguenza il giallo aprirà la traiettoria di passaggio per trasmetterla (a 2 tocchi, ad aprire con il piede destro) al blu. In questo esempio, anche il giallo indicherà APRI!!, di conseguenza il rosso dovrà portarsi nel vertice vuoto per riceverla dal blu. Nella figura sotto, il giocatore rosso trasmette la palla al giallo (passaggio 1) indicando CHIUDI!!; di conseguenza, il giallo dovrà chiudere la traiettoria di passaggio (passaggio 2) e ritrasmetterla al rosso (a 2 tocchi). In questo caso, il giallo indicherà di aprire al rosso (dicendo APRI!!!) e di conseguenza il blu dovrà farsi trovare sul vertice basso/sinistro del cono per ricevere la palla.

    quadrato 3 giocatori 4

    VARIANTE 3

    quadrato 3 giocatori 5

    In quest’ultima variante, sarà il terzo giocatore (cioè quello non coinvolto al momento della trasmissione/ricezione della palla) di volta in volta, ad indicare il senso del giro della palla. La regola dell’esercitazione è molto semplice:

    se vedo il vertice successivo (in base al giro della palla) vuoto prima di ricevere la palla, chiudo, altrimenti apro.

    Nella figura sopra, il terzo giocatore (cioè il blu) rimane nel vertice, quindi il giallo dopo aver ricevuto la palla apre la linea di passaggio per passarla al blu. Nella figura sotto invece, il blu cambia vertice, quindi il giallo chiude la traiettoria di passaggio ritrasmettendola al rosso che (vedendo il blu sul vertice basso/sinistro) può aprire. Per facilitare ai giocatori il senso dell’esercitazione si può indicare la regola: “Se posso (cioè c’è il giocatore nel vertice successivo) apro, altrimenti chiudo!”.

    quadrato 3 giocatori 6

    CONCLUSIONI

    Le varianti affrontate oggi (sopratutto l’ultima), sono fondamentali per comprendere e contestualizzare la tecnica analitica in base ad una semplice lettura della situazione. Gli step successivi (che analizzeremo in un successivo post) infatti, prevedranno la presenza di un avversario, in maniera tale da contestulizzare tatticamente in maniera progressiva le abilità relative al possesso palla. L’utilizzo continuativo nei settori giovanili di esercitazioni del genere e simili, contribuisce anche alla stabilizzazione di questi elementi in regime di rapidità. La stessa utilità la si può trovare anche per i settori dilettantistici applicando questi mezzi nelle fasi di riscaldamento. Di seguito, riportiamo i link di altri mezzi aventi finalità simili a quella descritta nel post odierno.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese (melsh76@libero.it)

  8. Circuiti tecnici

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    CIRCUITO COORDINATIVO E PASSAGGI

    A parte effettuando la corsa o saltelli tra gli over, raggiunge A1 prende palla e scarica su B (1), e poi riprende la corsa fintando di corpo sul paletto, effettuando degli skip e raggiungendo in coda E. B ricevuta palla effettua lo slalom tra i conetti, finta sul paletto e scarica su C che ricomincia con E.

    Variante:

    A1 scarica su B finta di corpo sul paletto e riceve da B per ridargliela con un 1 – 2, e B continua l’esercizio come in figura.

    Over bassi (o alti), paletti, conetti e palloni.

    CIRCUITO COORDINATIVO E PASSAGGI

     

    CIRCUITO ALLENANTE TECNICO ATLETICO

     

    Esercizio condizionale con l’uso del pallone, si possono allenare varie componenti atletiche, modulando l’intensità e le distanze, il numero dei calciatori per gruppo e i tempi, sia di recupero che tra un esercizio e l’altro. Tecnico, passaggio; Tattico, movimento per smarcarsi.

    Due circuiti:

     

    A parte in slalom tra i paletti, cambio di direzione sul conetto, slalom veloce tra i due conetti larghi a simulare lo smarcamento per ricevere il cross di B (1) e concludere a rete (2). A recupera palla e va in coda a D. mentre B va in coda a F. B e F continuano.

     

    Nell’altro circuito, D parte per una corsa o balzi tra gli over bassi, a seconda delle finalità volute, va in slalom tra i paletti a simulare lo smarcamento, per ricevere il cross di C (1), e concludere a rete (2). D recupera palla e va in coda a E, C va in coda a G. E e G continuano.

     

    Palloni, paletti, conetti, over bassi.

    CIRCUITO ALLENANTE TECNICO ATLETICO

     

  9. Riscaldamento: vecchie e nuove concezioni

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    (Aggiornato al 30/10/2020)

    Dopo aver affrontato e aggiornato il Riscaldamento pre-partita, cerchiamo di valutare (per chi opera nei settori dilettantistici) quali sono le migliori soluzioni da proporre per un warm-up ottimizzato alla categoria e alle finalità allenanti della seduta. Lo scopo principale del riscaldamento è sempre stato considerato quello di

    preparare ed ottimizzare il giocatore dal punto di vista psico-tecnico-tattico-fisico al lavoro successivo, sia questo di partita o di allenamento!

    Nel vecchio articolo dedicato al riscaldamento prepartita, abbiamo anche fatto una rapida carrellata dei meccanismi fisiologi responsabili di tale processo (turn-over di ATP, spostamento della curva della desossiemoglobina, diminuzione di viscosità ed aumento di elasticità delle fibre muscolari, ecc.), partendo dal presupposto che questi non rappresentano compartimenti “chiusi”, ma si integrano tra loro. Gli aspetti fisiologici che ritengo fondamentali da considerare ai fini pratici sono 2:

    • Il fattore che limita (dal punto di vista della velocità di attivazione) il massimo potenziale aerobico è il Complesso Piruvato Deidrogenasi, che richiede (a livello del mare) circa 7-8’ per andare a massimo regime. In altitudine questo tempo tende ad incrementare.
    • La temperatura finale raggiunta nel riscaldamento è un fattore fondamentale che indica la bontà di questo ed è dipendente dalla massima intensità raggiunta. In altre parole, non è possibile effettuare un riscaldamento adeguato basandosi esclusivamente sulla durata, soprattutto se si ha a che fare con discipline (come il calcio) in cui c’è la possibilità di dover effettuare sin da subito azioni di potenza elevata.

    Vecchie abitudini e nuove mode

    L’errore più grande, a mio parere, è di considerare il riscaldamento in allenamento come qualcosa che serve esclusivamente a “riscaldarsi” e prepararsi per la fase successiva. Come avviene nella Scuola Calcio (con le dovute proporzioni) sono convinto che il warm-up (in particolar modo a livello dilettantistico) debba essere strutturato in maniera tale da avere anche un effetto allenante. Ciò non deve avvenire in maniera scriteriata o casuale, ma seguire un criterio che tenga in considerazione che nella prima parte del riscaldamento il fisico non è ancora ottimizzato per tutte le tipologie di sforzo. Le correnti più gettonate attualmente sono 2:

    1) Quella di effettuare una routine di prevenzione infortuni ad ogni riscaldamento, che non abbia effetto solamente effetto preventivo nel contesto della seduta, ma anche a medio-lungo termine, lavorando sulla Mobilizzazione Attiva, sulla Resistenza Muscolare Locale e sulla Coordinazione. Non a caso, la FIFA ha strutturato un vero e proprio protocollo, di cui potete vedere il nostro commento nel post ad esso dedicato.

    2) Utilizzare esercitazioni per la tecnica, di difficoltà ed intensità progressiva al fine di lavorare su aspetti che, soprattutto a livello dilettantistico, sono spesso trascurati.

    Il primo dei 2 metodi può trovare estrema utilità a livello preventivo, ma sono convinto che ripeterlo continuamente durante l’anno, possa risultare estremamente noioso e di conseguenza possa essere eseguito con “sufficienza” da parte dei calciatori. Il secondo invece, permette ai giocatori di rimanere più concentrati e divertirsi maggiormente, a patto che chi somministra i mezzi sia competente in termini di Didattica della Tecnica analitica/globale e Tattica di base (per riuscire a contestualizzare le esercitazioni).

    Il nostro parere

    L’aspetto che ritengo fondamentale per un riscaldamento in allenamento è che non deve essere monotono!

    Il vedere i giocatori attenti ed incuriositi da quello che propone l’allenatore (o il preparatore…sostanzialmente chi dirige il riscaldamento) sin da subito, credo sia il modo migliore per iniziare l’allenamento!

    L’utilizzo di esercitazioni tecniche è un’ottima soluzione per sviluppare questo atteggiamento; poi importa relativamente se il riscaldamento dura 20’ o 25’, l’importante è che abbia un’impronta allenante nei confronti della tecnica con intensità e difficoltà progressive. Ancor meglio se il finale del riscaldamento sia propedeutico alla parte successiva. Ad esempio, se il primo esercizio dell’allenamento è un Gioco di Posizione (o qualcosa di simile, che abbia un’impronta sull’aspetto tattico di squadra), sarà ideale effettuare un riscaldamento sulla trasmissione/ricezione della palla, con un Possesso Palla finale (che sfrutta le strutture esercitative della prima parte del riscaldamento). Se invece il primo esercizio è dedicato alla rapidità (tipica seduta del Venerdì per i dilettanti) è possibile utilizzare come riscaldamento un mezzo che finisca con corse ad intensità quasi massimali.

    E la prevenzione infortuni? L’altra corrente di pensiero (sostanzialmente la routine di prevenzione infortuni, tipo FIFA11+) è altrettanto valida, ma implica e necessita la strutturazione di mezzi allenanti motivanti e non ripetitivi.

    In questi casi, solitamente preferisco inserire lavori di Rapidità coordinativa (a Bassa intensità ed elevata difficoltà esecutiva) nella prima parte, e lo stesso tipo di lavori (ma ad Elevata intensità) nella seconda.

    A livello dilettantistico, alternando riscaldamenti tecnici a riscaldamenti più coordinativi, si riesce a motivare adeguatamente i giocatori per tutto l’anno, dando anche impronte allenati che nel medio-lungo termine possono fare la differenza, rispetto a chi sottovaluta questa importante fase dell’allenamento. Quello che, a mio parere è importante tenere in considerazione, sono i 2 seguenti punti:

    • Anche se il riscaldamento viene fatto con la palla, è comunque importante inserire all’interno movimenti o posizioni (anche per breve durata) in grado di detendere le catene muscolari, secondo la funzionalità del movimento. Allo stesso tempo, è importante concluderlo con azioni (con o senza palla) di intensità tale da preparare nel migliore dei modi i giocatori ad affrontare le fasi successivi dell’allenamento.
    • La prevenzione infortuni, se non “coltivata” durante il riscaldamento, dovrà comunque trovare situazioni e mezzi allenanti in altri momenti della settimana, dedicando un tempo adeguato in base alla categoria, al tempo totale dell’allenamento ed ai mezzi a disposizione.
    Clicca sull’immagine per ingrandire

    Conclusioni e suggerimenti pratici

    Il riscaldamento deve essere funzionale alla parte successiva dell’allenamento e deve costituire (soprattutto nei dilettanti) uno stimolo che abbia degli scopi logici nei confronti della performance calcistica. Sotto potete trovare un elenco di mezzi allenanti che, con opportune modifiche, possono essere utilizzati come idee per riscaldamenti tecnici. Se invece preferite lavorare sull’aspetto coordinativo, troverete spunti nel nostro articolo dedicato alla rapidità coordinativa.

    Esercitazioni per la guida della palla

    Esercizi per la trasmissione/ricezione della palla

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    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico AC Sorbolo, istruttore Scuola Calcio A.S.D. Monticelli Terme 1960 ed Istruttore di Atletica leggera GS Toccalmatto. Email: melsh76@libero.it

  10. Mezzi di allenamento per la scuola calcio: “Da meta a meta”

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    Proponiamo oggi una struttura particolarmente interessante per lo sviluppo delle qualità coordinative specifiche del calciatore; come gia ricordato, l’allenamento della coordinazione deve essere specifico alla disciplina in cui è inserita e deve tenere in considerazione del senso dello sviluppo dell’agilità, del senso del movimento e del gioco. Il mezzo proposto oggi, con le sue varianti, si colloca come un’esercitazione ideale nei primi anni di scuola calcio nelle fasi propedeutiche alla guida e alla trasmissione/ricezione della palla.

    coordinative

    STRUTTURA DI BASE

    da meta a meta

    Prevede 3 zone rettangolari adiacenti di dimensioni analoghe; le misure dipendono dalla quantità e dall’età dei bambini. Indicativamente per un gruppo di 12 bambini ogni rettangolo può essere largo 5-7m e lungo 10-12m. Nel rettangolo centrale (detto Tana dei lupi) stazioneranno 4 lupi (1/3 dei giocatori presenti); gli altri 8 giocatori partiranno da una delle altre 2 mete (alle quali vengono attribuite dei colori, relativi alla caratteristica dei cinesini che li delimitano). Lo scopo dei giocatori sarà quello di passare da una meta all’altra senza farsi prendere dai lupi (che non possono uscire dalla propria tana) e senza uscire dai rettangoli di gioco; verrà attribuito un punto ogni volta che si riesce a passare da una meta all’altra senza essere presi. Se un giocatore viene preso (toccato) da un lupo, si invertono i 2 ruoli (il giocatore diventa lupo e il lupo diventa giocatore). Stessa cosa avviene se un giocatore esce dai rettangoli di gioco; si cambia ruolo con il lupo che segnala la sua “infrazione”.

    da meta a meta 1

    Nella figura sopra è riportato un esempio con 9 elementi: i lupi sono quelli di colore giallo e i giocatori sono di colore blu. Le varianti principali (tese ad incrementare o diminuire la difficoltà dell’esercitazione) sono relative alle dimensioni dei campi e al numero di lupi. Questa variante di base allena principalmente le capacità coordinative, in particolar modo l’agilità, qualità difficilmente allenabile con la palla in prima (e in alcuni casi) anche in seconda elementare; infatti il giocatore non solo dovrà essere in grado di “sfuggire” ai lupi, ma anche di trovare i “varchi” ideali (in base allo spazio disponibile e al focus attentivo dei lupi) per passare da una meta all’altra.

    VARIANTE 1

    da meta a meta 2

    Si raddoppia la larghezza del campo di gioco e viene dato un pallone ad ogni giocatore (ad esclusione dei lupi); inoltre vengono posizionati 2-3 cerchi dentro ad ogni meta. Lo scopo dei giocatori sarà quello di portare la palla da un cerchio di una meta ad un cerchio dell’altra meta, senza farsi prendere il pallone dai lupi e senza farlo uscire dai campi di gioco. Verrà attribuito un punto ogni volta che si riesce a portare un pallone da un cerchio all’altro. Se un lupo riuscirà a prendere (o buttare fuori) il pallone ad un giocatore, si invertiranno i ruoli. Se ad un giocatore uscirà la palla dal campo di gioco, dovrà darlo ad un lupo invertendo con lui i ruoli. È ovvio che, rispetto alla variante precedente, l’impiego del pallone limiti lo stimolo coordinativo, ma incrementi quello tecnico. Il giocatore dovrà essere in grado di effettuare gli stessi movimenti della variante precedente (cercando i ”varchi” più opportuni), ma senza farsi prendere la palla dai lupi; non solo, dovrà anche avere la capacità di controllare la palla adeguatamente (tenendola sempre vicino al corpo) per evitare che questa esca dal campo. Infatti, il rischio principale (soprattutto nella categoria “Piccoli amici”) sarebbe quello di calciare la palla da una meta all’altra rincorrendola, ma senza riuscire a fermarla prima che questa esca dal campo. Le varianti principali (come sopra) sono relative alle dimensioni di gioco e al N° di lupi; un’altra variante interessante è quella di far giocare “a terra” i lupi (chiamandoli per esempio “ragni”) che devono prendere/afferrare la palla in mano per poter invertire i ruoli.

    VARIANTE 2

    da meta a meta 3

    Rappresenta sicuramente la più impegnativa, perché coinvolge la trasmissione/ricezione della palla oltre che allo smarcamento in zona luce; per questo motivo, è opportuno inserirla dopo che è stato affrontato quest’ultimo concetto. Ogni giocatore (oltre ai lupi) rimane nella propria zona, e si ottiene un punto ogni volta che si riesce a passare un pallone al compagno nell’altra meta, senza che questo esca o venga intercettato da un lupo; si invertono i ruoli tra giocatore/lupo quando quest’ultimo intercetta la palla (si invertono il lupo con il giocatore che ha passato la palla) o quando un giocatore non riesce a ricevere la palla (si cambiano lupo con giocatore che non ha ricevuto la palla). I giocatori (soprattutto quelli senza palla) dovranno essere abili ad uscire dal “cono d’ombra” (cioè la zona coperta dai lupi che non permette di far arrivare il passaggio ai compagni) per portarsi in “zona luce” a ricevere la palla. Allo stesso tempo i giocatori dovranno essere “abili” tecnicamente nel trasmettere/ricevere la palla senza che questa esca. Per i più piccoli sarà fondamentale il dialogo (chiamare il compagno per attirare l’attenzione del portatore di palla), mentre una volta migliorato questo fondamentale tecnico (sopratutto dal punto di vista cognitivo), sarà lo svolgimento delle “manovre” in silenzio (cioè basandosi solo su stimoli visivi) a rendere il gioco difficile ai lupi.

    CONCLUSIONI

    scheda da meta a meta

    Il mezzo proposto oggi rappresenta sicuramente una delle esercitazioni più complete (per la coordinazione e la tecnica globale di base) da proporre ai giocatori della categoria Piccoli Amici e in parte per i Pulcini. Sotto riportiamo gli altri mezzi sviscerati nei mesi precedenti.

  11. Esercitazioni atletiche con palla

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    Esercizio atletico e tecnico. Le distanze determinano la finalità atletica voluta. Si può utilizzare anche come riscaldamento.

    Proseguimento dell’altro esercizio, A porta palla fino al primo conetto e scarica su B (1), A corre in allungo o effettua uno sprint, a seconda delle distanze stabilite in funzione degli obiettivi voluti, fino al secondo conetto e riceve da B (2), conduce sino al successivoconetto e scarica nuovamente su B (3), A effettua il rientro in corsa lenta, B ricomincia con C.

    Palloni e conetti.

    ATLETICA CON PALLA 1

    2) Esercizio atletico e tecnico. Le distanze determinano la finalità atletica voluta. Si può utilizzare anche come riscaldamento.

    A porta palla fino al primo conetto, scarica su B (1) ed effettua un allungo o uno sprint fino al conetto successivo, riceve palla da B (2) la porta fino al successivo conetto, per scaricare nuovamente su B (3), allunga o sprinta fino al successivo conetto, e riceve da B (4), per ridargliela (5) e tornare in recupero in postazione, B ricomincia con C.

    Palloni e conetti.

    ATLETICA CON PALLA 2

    3) Esercizio atletico e tecnico. Le distanze determinano la finalità atletica voluta, i cambi di direzione possono avere una valenza ancora atletica sulla forza. Si può utilizzare anche come riscaldamento.

    A porta palla fino al primo conetto, scarica su B (1) ed effettua un allungo o uno sprint fino al conetto successivo, con cambio di direzione all’esterno del conetto, riceve palla da B (2) la porta fino al successivo conetto, per scaricare nuovamente su B (3), allunga o sprinta fino al successivo conetto sempre con un cambio di direzione, e riceve da B (4), per ridargliela (5) e tornare in recupero in postazione, B ricomincia con C.

    Palloni e conetti.

    ATLETICA CON PALLA 3

    4) Esercizio atletico e tecnico. Le distanze determinano la finalità atletica voluta. Si può utilizzare anche come riscaldamento.

    A guida palla velocemente fino al primo birillo, e scarica su B e poi esegue uno sprint o un allungo sul secondo birillo per tonare in postazione in corsa lenta.

    A seconda del numero di calciatori si hanno le finalità e i recuperi atletici voluti.

    Palloni e conetti.

    ATLETICA CON PALLA

    Nicola Amandonico

  12. L’importanza del passaggio e della ricezione

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    Tutti sappiamo dell’importanza nel gioco del calcio, del passaggio e della ricezione della palla. Per questo, molte esercitazioni , dalla Scuola Calcio in poi, devono essere mirate a migliorare tali gesti tecnici. Siccome oggi, come non mai prima, i suddetti obiettivi, dovranno essere abbinati al movimento dinamico, qui di seguito, propongo alcune esercitazioni che ho messo in atto con la formazione esordienti professionisti dell’U.S. Grosseto, di cui sono l’allenatore :

    passaggio e ricezioneOROLOGIO: esercitazione come da disegno, i coni sono posti a 13 metri di distanza uno dall’altro. La postazione con il pallone, parte in senso anti orario e di interno piede passa il pallone al compagno il quale controlla con l’interno piede dx e calcia con l’interno piede sx. ogni volta che si passa il pallone si corre dietro allo stesso e si prende la posizione al cono successivo. Naturalmente dopo qualche minuti si inverte il giro e si va in senso orario impegnando di conseguenza i piedi giusti. Al fine di aumentare il ritmo e la difficoltà tecnica , basta aggiungere un secondo pallone e poi un terzo.

    passaggio e ricezioneiiCORRIDOIO: esercitazione come da disegno, i coni sono posti a 15 metri uno dall’altro. La postazione con la palla posta sul lato sx parte con un passaggio di interno piede al compagno posto al cono di contro, il quale controlla con l’interno piede sx e passa con l’interno dx. ogni volta che si calcia la palla, si corre dietro la stessa e si prende la posizione al cono opposto. L’esercitazione prosegue andata e ritorno per almeno 10’. Si cura anche in questa postazione l’esatta esecuzione tecnica del gesto, la postura, il piede di appoggio. Al fine di aumentare il ritmo e la difficoltà tecnica , basta aggiungere un secondo pallone e poi un terzo.

    passaggio e ricezioneiiiDOPPIO QUADRANTE: esercitazione come da disegno, i coni sono posti a 15 metri uno dall’altro e a 10 metri dal giocatore posto di fronte al cono. Si parte in contemporanea con il passaggio di interno piede al compagno di fronte il quale controlla e passa di interno piede ricordando di invertire la sequenza ovvero, controllo con il dx e passaggio con il sx e poi viceversa. L’esercitazione prosegue per almeno 10’. Si cura anche in questa postazione l’esatta esecuzione tecnica del gesto, la postura, il piede di appoggio ecc.ecc. Al fine di aumentare il ritmo e la difficoltà tecnica , basta aggiungere un secondo pallone

    passaggio e ricezioneiiiiTRIPLO QUADRANTE: esercitazione come da disegno, i coni esterni sono posti a 15 metri uno dall’altro. Tra quelli esterni e quelli interni ci sono 4 metri. I giocatori centrali sono posti a 6 metri dal primo cono e 15 dal secondo. L’esercitazione parte in contemporanea dal cono esterno con passaggio di interno piede al giocatore centrale, il quale controlla e passa di interno piede ricordando di invertire la sequenza ovvero, controllo con il dx e passaggio con il sx e poi viceversa al compagno posto al cono corto . L’esercitazione prosegue per almeno 10’. Ogni volta che si passa la palla si corre dietro la stessa. Asi cura con attenzione la esecuzione esatta del gesto tecnico , la postura, il piede di appoggio ecc.ecc. Al fine di aumentare il ritmo e la difficoltà tecnica , basta aggiungere un secondo pallone. Si possono utilizzare anche sue sole postazioni o 3 in base ai giocatori presenti all’esercitazione.

    passaggio e ricezioneiiiiiQUADRATO TECNICO: Esercitazione come da disegno, il quadrato ha lati da 13 mt. La postazione con la palla parte con il passaggio di interno piede al compagno di fronte il quale controlla con l’interno sx e passa con l’interno dx . ogni volta che si passa il pallone si segue lo stesso. Il compagno che riceve dopo il primo passaggio da il pallone in diagonale e così via per 10’’. Si cura anche in questa postazione l’esatta esecuzione tecnica del gesto, la postura, il piede di appoggio ecc.ecc. Al fine di aumentare il ritmo e la difficoltà tecnica , basta aggiungere un secondo e poi un terzo pallone.

    passaggio e ricezioneiiiiiiVIENI INCONTRO: esercitazione come da disegno, i coni grandi sono posti uno di fronte all’altro a 15 metri mentre a 5 metri di larghezza . di fronte ai coni grandi vengono posizionati i cunesini a formare una distanza di 3 metri. L’esercitazione parte come da disegno con il passaggio di interno piede al compagno di fronte il quale viene incontro subito fuori dai cinesini, controlla con l’interno piede sx e passa con il dx al compagno della postazione di fronte laterale. Il giocatore in questa postazione viene incontro ed effettua l’esercitazione di sua pertinenza. Si va in avanti e indietro per 10’ . si cura anche in questa postazione l’esatta esecuzione tecnica del gesto, la postura, il piede di appoggio ecc.ecc. Al fine di aumentare il ritmo e la difficoltà tecnica , basta aggiungere un secondo pallone.

    A cura di Maurizio Bruni – Allenatore UEFA B – Allenatore Esordienti Professionisti U.S.Grosseto

  13. Esercitazioni per la conclusione con finalità tecniche, tattiche e metaboliche

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    AZIONE D’ATTACCO CON CHIAMATA COLORE

    Esercitazione tattica, movimento ad incrocio e conclusione; tecnico, passaggio e ricezione orientata; attenzione.

    A inizia l’azione con B (1), che trasmette a C (2); C contemporaneamente chiama un colore (blu o giallo) collocati sugli esterni, e la scarica sul colore chiamato, che inizia un’azione di attacco per arrivare alla conclusione.

    Variante: inserire un altro giocatore di altro colore in zona centrale, esempio verde.

    Palloni e casacche di colore diverso

    AZIONE DI ATTACCO CON CHIAMATA COLORE

    1 VS 1 E CONCLUSIONE COMBINATA

    I tre gruppi nei quadrati effettuano degli 1 vs 1, alla chiamata del Mister (M), colore rosso o blu, i chiamati corrono per ricevere il passaggio dallo stesso M, e iniziano un’azione per arrivare alla conclusione.

    Cinesini e palloni.

    Tattica individuale, forza e tecnica.

    1 VS E CONCLUSIONE COMBINATA

    Nicola Amandonico

     

  14. La circolazione della palla

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    CIRCOLAZIONE DELLA PALLA FINALIZZATA ALLA CONCLUSIONE

    Tattica, circolazione della palla e movimento a smarcarsi; tecnico. Passaggio e controllo orientato.

    circolazione della palla

    A inizia l’azione con un passaggio ad uscire (dal pressing avversario, i paletti) con B (1), che gliela restituisce sul movimento, appunto ad uscire (2). C si è portato in C1 e riceve(3), per trasmettere a B (4), B la scarica sul movimento di D in D1(5), che la da A E1 (6). Intanto A1 ha effettuato dei movimenti per liberarsi in A3 e riceve (7). D1 va in sovrapposizione a E1e riceve in D2 (8), per metterla su A4 che conclude a rete. Contemporaneamente C1 si è portato in C2 grazie al movimento ad entrare di F in F1 che poi si porta in F2, e1 va in E2, tutti pronti per ricevere.

    Palloni, paletti.

    CIRCOLAZIONE DELLA PALLA E RICERCA DELLO SPAZIO

    Tattica di possesso, ricerca dello spazio utile.

    CIRCOLAZIONE DELLA PALLA CON RICERCA DELLO SPAZIO

    I giocatori rossi in superiorità numerica, fanno girare la palla (2) cercando di creare lo spazio per entrare palla al piede e conquistare lo spazio all’interno dei paletti, cambiare ogni tot minuti, lasciando invariati i jolly (blu, possiamo utilizzare gli attaccanti), oppure cambiarli.

    Palloni, casacche colorate, conetti e paletti.

    Nicola Amandonico

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  15. Circuiti tecnici

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    circuiti

    Tecnica unita alla coordinazione e alla corsa.

    I 3 circuiti:

    A scarica su B (1) e va ad effettuare una corsa tra le aste (scaletta), e si porta in A1, riceve da B (2) e scarica su C (3). A1 si porta in A2 per ricevere il passaggio di C1 (4). C1 effettua una corsa tra gli over bassi e si porta in C2 e riceve da A2 (5). C2 scarica lungo su D e si porta in C3 per ricominciare con lo stesso D ed E. B è andato in coda a D, e A2 va in coda ad E.

    A passa a B (1) e si porta in A1 dopo aver effettuato uno slalom stretto tra i paletti, riceve da B (2), e scarica su C (3), e si porta in A2 per ricevere il passaggio di ritorno (4), C effettua uno scivolamento sui conetti e si porta in C1 per ricevere da A2 (5). C1 scarica lungo su D e si porta in C2, per ricominciare con lo stesso D ed E. A2 si porta in A3 in coda ad E e B si porta in coda a D.

    A passa a B (1) e si porta in A1 dopo aver effettuato una corsa differenziata tra gli over bassi posti a distanze diverse, e riceve (2), scarica su C (3) e si porta in A2 per ricevere ancora da C (4). C si porta in C1 smarcandosi dal conetto e riceve ancora da A2 (5). Ricevuto il passaggio C1 scarica lungo su D e si porta in C2 per ricominciare con lo stesso D ed E. A2 si porta in A3 in coda ad E, B va in coda a D.

    Paletti, over, bassi, aste o scaletta, coni e palloni.

    Nicola Amandonico

  16. Figure geometriche e riscaldamento: usiamo il triangolo (seconda parte)

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    Nella prima parte dedicata a questo mezzo, abbiamo approfondito le variabili più semplici, cioè quelle che vengono affrontate a bassa intensità e con livelli progressivamente elevati di attenzione. Oggi definiremo le variabili che, mantenendo elevata l’attenzione dei giocatori, permettono anche di incrementare progressivamente l’intensità, assecondando quella che è la giusta progressione che viene richiesta nei mezzi tecnici e finalizzati al riscaldamento.

    VARIANTE 1: TRASMISSIONE DELLA PALLA DOPO TRIANGOLO

    triangolo e riscaldamento 3

    Si mantengono le stesse dimensioni della struttura di base, anche se è possibile allungare di qualche metro ogni lato del triangolo. Analogamente a quanto fatto in altre tipologie di esercitazioni, si effettuerà il triangolo ad ogni trasmissione di palla, con la regola “passo e vado al posto del compagno a cui l’ho passata”. Nella figura sopra la palla segue il senso antiorario; il giocatore rosso trasmette la palla al giallo (passaggio 1) che glie la ritrasmette a chiudere con il piede destro a 1 tocco (passaggio 2). Il “passaggio 3” consiste nella trasmissione da parte del rosso (con 1 tocco, ad aprire con il sinistro) al giallo in corsa verso il vertice basso del triangolo. Il giallo con un tocco (piede destro) stopperà la palla in corsa e con un successivo tocco la trasmetterà (passaggio 4) al blu per un successivo triangolo…e così via. Iniziare con 4 giocatori e 1 pallone per triangolo; l’inserimento di un successivo pallone (per almeno 5-6 giocatori totali) renderà l’esercitazione più impegnativa ed intensa. L’esecuzione analitica (cioè rispettando il N° di tocchi e il piede di utilizzo) è fondamentale affinché l’esercitazione abbia un corretto stimolo allenante per lo sviluppo della tecnica calcistica (quando l’esercizio viene svolto a velocità moderata) e la stabilizzazione della stessa (in regime di velocità ed eventualmente di fatica).

    VARIANTE 2: “VAI” O “CHIUDI”

    triangolo e riscaldamento 4

    In questa variante è necessario allungare le distanze di 4-5m per lato. L’esecuzione è in parte analoga a quella precedente: nella figura sopra, il giocatore Rosso riceve la palla. Dopo il primo tocco (che serve a stoppare la palla) indicherà al giocatore successivo (il Giallo) cosa fare, dicendo “Vai” o “chiudi”. In questo caso indica “Vai”; il Giallo dovrà quindi andare nello spazio (tra i 2 coni, analogamente alla variante precedente) per ricevere la palla in corsa e indicare a sua volta al Blu in basso a sinistra “Vai” o “Chiudi”. Nella figura sotto è spiegato cosa dovranno fare i giocatori quando gli viene detto “Chiudi”: il Rosso, dopo il primo tocco, indica “Chiudi” e la passa al Giallo (passaggio 1) che si orienterà per ritrasmetterla al Rosso con un passaggio a chiudere (passaggio 2). Il Rosso a questo punto dovrà allargarsi per stoppare la palla orientato (piede sinistro) e trasmetterla al giocatore Blu in basso a destra dopo avergli indicato “Vai” o “Chiudi”…in questo caso il Rosso dice “Vai!”.

    triangolo e riscaldamento 5

    Questa variante può apparire complicata, ma una volta acquisiti i meccanismi di quelle precedenti sarà abbastanza semplice da comprendere. Sostanzialmente, al primo tocco di palla il giocatore deve indicare al successivo cosa fare; nel caso in cui dica “vai”, il compagno dovrà smarcarsi (meglio se dopo un contromovimento) in corsa sul lato del triangolo per proseguire il giro della palla. Nel caso in cui venga indicato “Chiudi”, il compagno dovrà chiudere la traiettoria della palla al giocatore da cui ha ricevuto la palla che invertirà il giro della palla. L’unico particolare a cui prestare particolare attenzione (che può mettere in difficoltà lo svolgimento dell’esercizio) è che “vado la posto del giocatore a cui l’ho passata solamente quando dico “vai!”. Quando indico “Chiudi” rimango sul lato del triangolo. È evidente che sono fondamentali il numero di tocchi e il piede di utilizzo (analogamente a quanto detto sopra) affinché il mezzo abbia il massimo stimolo allenante. In particolar modo quando si riceve il passaggio di chiusura (lungo il lato del triangolo) è fondamentale allontanarsi sufficientemente (vedi giocatore Rosso nella figura sopra) per avere la visuale di entrambi i compagni e riuscire a stoppare la palla in maniera orientata.

     

    VARIANTE 3

    Quest’ultima variante è analoga alla precedente, ma la scelta della giocata (“vai” o “chiudi”) la effettua il giocatore che riceve la palla senza parlare. Si invertiranno i ruoli di chi decide la scelta della giocata che la determinerà smarcandosi lungo il lato successivo del triangolo, oppure rimanendo sul vertice del triangolo per chiudere la traiettoria di passaggio (ed invertire il giro della palla). Questa variante rappresenta sicuramente quella più divertente e stimolante, soprattutto perché in silenzio, tutte le scelte di giocate saranno dettate dai movimenti dei giocatori, evidenziando (ed allenando) i meccanismi attentivi di chi gioca. Chi effettua il movimento (cioè colui che inizia la giocata) dovrà essere in grado di iniziarlo nel giusto momento (eventualmente anche tramite contromovimenti) in maniera tale che chi ha la palla comprenda le sue intenzioni al momento di “presa di visione del compagno”, cioè dopo aver stoppato la palla. Ovviamente va proposta per giocatori maturi dal punto di vista tecnico (cioè che non si vengano a trovare in difficoltà nella gestione della palla quando l’attenzione è concentrata sui movimenti dei compagni).

    CONCLUSIONI

    figura 1

    Tutto quello che abbiamo trattato in questi 2 post, può essere effettuato anche in figure geometriche diverse, come quadrati e rettangoli; questo comporterà linee di smarcamento leggermente diverse (tendenzialmente più aperte), ponendo maggiormente lo stimolo allenante sulla velocità, piuttosto che sulla precisione. Ricordiamo (questo vale per tutte le figure geometriche) che dimensioni di gioco limitate permettono di lavorare principalmente sulla tecnica esecutiva, mentre spazi maggiori sull’applicazione della tecnica in regime di rapidità. Per questo motivo, un corretto iter didattico parte da dimensioni limitate per aumentarle progressivamente. Se la tecnica di base di un calciatore adulto è pressoché appresa (e quindi poco allenabile), la stabilizzazione dei gesti tecnici in regime di rapidità e di fatica è estremamente meno stabile nel tempo e di conseguenza più allenabile; infatti in partita, la maggior parte dei gesti tecnici viene effettuata in queste condizioni (rapidità e fatica). Ovviamente tutte le esercitazioni di natura tecnico-tattica (giochi di posizione, attacchi contro difesa schierata, possessi palla, minipartite a pressione, ecc.) allenano queste componenti, ma in maniera globale; solo le esercitazioni analitiche (come quella presentata oggi) permettono di perfezionare la tecnica in tutte le sue componenti/variabili incrementando il potenziale del giocatore di calcio.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese (melsh76@libero.it)

  17. Schede di allenamento tecnico per esordienti (prima parte)

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    grossetogiovaniLa tecnica allenata nel progetto “Grosseto Giovani”

    Pubblichiamo con gioia la prima serie di 7 schede di allenamento di un nostro caro, affezionato ed esperto amico tenuti presso la scuola calcio “Grosseto giovani”: l’allenatore e responsabile tecnico della Scuola calcio Maurizio Bruni.

    Scarica qui di seguito il documento pdf:

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  18. Figure geometriche e riscaldamento: usiamo il triangolo (prima parte)

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    Continuiamo la rassegna dedicata all’uso delle esercitazioni a carattere tecnico (analitiche e globali) come forme di riscaldamento per i dilettanti. I mezzi proposti seguono una progressione (dal punto di vista dell’intensità e della difficoltà) necessaria durante il riscaldamento, ma possono essere utilizzati anche come esercitazioni per lo sviluppo della tecnica nei settori giovanili.

    ESERCITAZIONE DI BASE

    triangolo e riscaldamento 1

    La struttura di partenza è rappresentata da un triangolo isoscele (vedi figura sopra), con 2 lati lunghi 10m e un lato corto di 5m; 4 giocatori e 1 pallone per struttura. Si utilizza la semplice regola del “passo e vado al posto del compagno a cui l’ho passata” seguendo il giro antiorario. Inizialmente, l’unico vincolo è che sul vertice alto (giocatore giallo) si gioca a 2 tocchi ad aprire (nel caso della figura sopra si usa solo il piede destro), mentre negli altri 2 vertici ad 1 tocco (sempre ad aprire); la palla deve sempre rimanere esternamente alla figura geometrica. L’unica difficoltà è rappresentata dalla precisione dei movimenti; è fondamentale orientarsi (distanziandosi opportunamente dai coni di riferimento) in maniera corretta nei vertici bassi perché si ha un solo tocco a disposizione per la trasmissione della palla. È possibile semplificare l’esecuzione, imponendo i 2 tocchi anche al vertice basso di destra (nel caso di giro antiorario della palla). Si possono utilizzare 5-6 giocatori per triangolo, con 2 palloni totali per struttura; in questo caso ci sarebbe l’ulteriore difficoltà di gestire la velocità di trasmissione di una palla in base all’altra.

    VARIANTI SU INDICAZIONI DEL COMPAGNO

    triangolo e riscaldamento 2

    Esercitazione analoga a sopra (tutti i passaggi sono ad aprire), ma la palla viene trasmessa senza spostarsi; l’ideale è quindi quello di avere 3 giocatori per triangolo (1 fisso per vertice). Se il compagno che trasmette la palla dice “chiudi”, quello che la riceve chiude la traiettoria del passaggio e inverte il senso di trasmissione della palla; se non viene detto nulla, allora si continua ad aprire mantenendo il senso del giro della palla. Un esempio è proposto nella figura sopra: il giocatore rosso passa la palla al giallo (non indicando nulla, si prosegue il senso di trasmissione ad aprire) che a 2 tocchi la passa al blu dicendo “CHIUDI”; questo stoppa la palla e la ritrasmette al giallo invertendo il senso della trasmissione della palla fino a quando un altro giocatore cambierà vocalmente il giro. Rispetto all’esercitazione di base, viene maggiormente stimolata l’attenzione dei giocatori. Affinché lo stimolo sia sufficientemente allenante, è da considerare l’aspetto tecnico in termini esclusivamente analitici: di conseguenza,

    • I movimenti ad aprire si effettueranno tutti a 2 tocchi con lo stesso piede (se il giro è antiorario, si utilizzerà esclusivamente il piede destro…e viceversa se il giro è inverso).
    • I movimenti a chiudere si effettueranno obbligatoriamente a 2 tocchi; il primo tocco sarà con lo stesso piede che si userebbe ad aprire (ad esempio, se il giro è orario si utilizzerà il piede sinistro), mentre come secondo il piede opposto.

    Quest’ultimo dettaglio permette di abituare i giocatori ad orientare il corpo in maniera corretta quando si chiude il passaggio. Ulteriore variante (per stimolare ulteriormente i meccanismi attentivi) è quella di indicare/comandare sempre ed obbligatoriamente l’atteggiamento tecnico del giocatore a cui si passa la palla tramite le parole “apro” (si continua il giro) e “chiudo” (si inverte il giro).

    figura 1

    CONCLUSIONE ALLA PRIMA PARTE

    La struttura di base e le prime variati sono esercitazioni sostanzialmente semplici e poco dispendiose dal punto di vista fisico. Rappresentano stimoli allenanti che si possono usare nella prima parte di un riscaldamento o per giocatori della categoria Pulcini nel caso in cui si voglia lavorare sulla trasmissione della palla. Nella seconda parte andremo ad analizzare varianti più impegnative, sia dal punto di vista tecnico che atletico, utili nelle categorie successive ai Pulcini e come seconda parte del riscaldamento per i settori dilettantistici.

    Altri mezzi affrontati in precedenza con finalità allenanti simili sono riportati sotto:

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese (melsh76@libero.it)

  19. Riscaldamento tecnico: usiamo lo stop orientato (seconda parte)

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    Nel precedente post abbiamo presentato un mezzo per la trasmissione/ricezione della palla, proponendolo con difficoltà ed intensità progressive al fine di renderlo ideale per il riscaldamento nei settori dilettantistici, ma anche come esercizio tecnico nei settori giovanili. Con il post odierno, andremo a svilupparlo a tuttocampo, tramite una serie di varianti che lo rendono maggiormente accattivante e abbinabile ad altri elementi tecnici come la conclusione a rete.

     

    ESERCITAZIONE DI BASE

    Com’è possibile dalla figura sopra, si identificano nel campo diverse strutture analoghe a quelle del post precedente, in cui il giocatore nella porticina di coni riceve la palla facendola entrare nella porticina di coni per poi passarla (tutto in 2 tocchi) al compagno nella struttura successiva. Ogni volta che si passa la palla si va al posto del giocatore al quale si è passata. Invitiamo a leggere attentamente le varianti e le raccomandazioni esecutive di questo esercizio (piede di utilizzo, numero tocchi, orientamento del corpo, ecc.) affinché questo mezzo abbia uno stimolo allenante adeguato (vedi post precedente). Arrivati alla fine della serie di strutture (angolo in alto a destra della figura sotto), l’ultimo giocatore rosso stopperà la palla orientato per entrare nella porticina di coni corrispondente e la trasmetterà con un passaggio lungo al compagno rosso al centro dell’area. Questo porterà la palla in guida dietro alla fila dei giocatori gialli lasciando la palla al primo della fila che riprenderà gli stessi elementi nella fila in diagonale opposta (quella dei giocatori gialli).

    Com’è possibile vedere dalla figura sopra, la palla verrà trasmessa lungo una diagonale, per poi esser portata all’inizio dell’altra diagonale e seguire l’altro insieme di giocatori; tutto questo avverrà senza soluzione di continuità. Ricordo che in questo mezzo è presente la regola “passo la palla e vado al posto del giocatore al quale l’ho passata”, quindi anche i vari giocatori effettueranno tutte le stazioni di entrambe le diagonali. Nell’immagine sopra sono rappresentati 13 giocatori; se saranno di più, all’inizio di ogni diagonale (a fondocampo) ci sarà la fila di giocatori in attesa di “partire”. L’ideale (utilizzando la struttura analoga a quella in figura) è avere 18-20 giocatori con 5-7 palloni utilizzati contemporaneamente; in questo modo, la densità di gioco sarà adeguata. Nel caso in cui il numero di giocatori fosse inferiore, si può ridurre la lunghezza del campo (da area ad area o utilizzando metacampo trasversalmente) e il numero di stazioni; queste varianti permetteranno all’allenatore di modulare la densità di gioco in base al N° di giocatori. Ricordo che anche con 18-20 giocatori è possibile utilizzare il campo trasversalmente a patto di mantenere lo stesso numero di stazioni; in questo caso ci sarà un maggiore numero di tocchi di palla, ma meno metri di corsa percorsi.

    VARIANTI

    La prima variante che intuitivamente può essere inserita è quella del tiro in porta del giocatore al centro dell’area (l’ultimo passaggio dovrà essere un cross). Dopo il tiro, raccoglierà la palla, si posizionerà dietro alla diagonale più vicina e lascerà il pallone al primo della fila. Questa modalità è la naturale successione della versione di base all’interno della stessa seduta; è consigliabile inserirla dopo 10-12’ per evitare di tirare in porta e crossare quando non si è sufficientemente riscaldati. Ricordo che anche tutte le varianti del precedente post (orientamento del corpo, piede di utilizzo, numero di passaggi) possono essere utilizzate.

    Altra variante è quella di togliere l’ultima stazione e di portarsi dentro ad un rettangolo per tirare in porta come nella figura sopra. Questo rappresenta un mezzo interessante da utilizzare per allenare la conclusione a rete anche in maniera analitica; infatti, le esercitazioni classiche questa finalità sono caratterizzate da una densità molto bassa, per il fatto di dover recuperare il pallone dopo il tiro e riposizionarsi verso il centro del campo. Con questo mezzo invece, dopo aver recuperato la palla, l’esercitazione ricomincia (anche se con elementi tecnici diversi) e la densità rimane alta (caratteristica necessaria per chi allena i dilettanti).

    Ulteriori varianti possono essere riferite (sempre con questa “modalità di percorso”) alla tipologia di preparazione al tiro:

    • Entro nel rettangolo e tiro
    • Esco a destra/sinistra del rettangolo e tiro
    • Triangolo prima di tirare
    • Affronto il portiere
    • Ecc.

    Ultima possibile finalità di questa tipologia di esercitazioni è riferita alla possibilità di utilizzarla come mezzo di allenamento per la potenza aerobica, congiuntamente all’uso della palla. In questo caso si eseguirà la Modalità di base (cioè quella senza tiro in porta) e chi propone l’esercitazione dovrà essere in grado di modulare il numero di stazioni e palloni in maniera tale da dare un adeguato stimolo aerobico all’esercitazione. È difficile dare indicazioni precise, perché il carico dovrà essere adeguato alle caratteristiche tecniche (categoria), fisiche (età) del gruppo e alle qualità del campo (erba, sintetico, sabbia, compattato, ecc.), quindi sarà l’allenatore a dover sperimentare le varianti in base al proprio gruppo e al numero di giocatori e trovare i giusti compromessi.

     

    CONCLUSIONI

    Questo secondo post ha permesso di sviscerare ulteriori varianti (oltre a quelle riferite agli elementi tecnici/analitici) del mezzo in questione, in relazione alla possibile finalità allenante per il tiro in porta (sia in forma analitica che globale) e modulazione del carico aerobico. Ripeto che rimane fondamentale, affinché l’impatto allenante nei confronti della tecnica sia sufficiente, focalizzarsi sulle consegne tecniche relative al piede di utilizzo, orientamento del corpo e numero di tocchi.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese (melsh76@libero.it)

  20. Riscaldamento tecnico: usiamo lo stop orientato (prima parte)

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    Abbiamo più volte ripetuto come le esercitazioni di natura tecnica, con opportune modifiche, possono esser utilizzate come forme di riscaldamento per i dilettanti a patto che rispettano i criteri di progressività dell’intensità e delle difficoltà. Il mezzo che analizzeremo oggi si differenzia in 2 parti, la prima che si svolgerà a gruppi di 4 giocatori, mentre la seconda (prossimo post) a tuttocampo.

     

    ESERCITAZIONE DI BASE

    È un classico esercizio “passo e vado al posto del giocatore a cui l’ho passata”; com’è possibile vedere dalla figura sopra, il giocatore blu con la palla la trasmette al giallo che, con un primo tocco (stop orientato ad aprire con il piede sinistro), la fa entrare nella porticina e poi la trasmette con il piede destro al giocatore rosso che a 2 tocchi (dalla porticina di cinesini) riprenderà la serie di passaggi. Ogni giocatore, dopo aver trasmesso la palla, andrà al posto del giocatore a cui l’ha passata. L’esercizio stimola molto bene la capacità di orientare il corpo e la sensibilità del tocco orientato a patto che siano rispettate le consegne tecniche del N° di tocchi e del piede di utilizzo. La variante principale sarà quella di alternare, come consegna tecnica, lo stop orientato con il piede sinistro o con il destro (vedi figura sotto).

    Le distanza tra i vari attrezzi (coni, cinesini) permette di modulare le componenti di rapidità e precisione. Nel caso di giocatori imprecisi (Pulcini o Esordienti) è maggiormente consigliabile utilizzare distanze brevi (6m) e porte di dimensioni di circa 1.5m; stessa cosa se si vuole lavorare maggiormente sulla frequenza dei movimenti. Se invece si vuole puntare l’accento sulla precisione, è possibile utilizzare fino a 8-9m di distanza (tra porticina di cinesini e di coni) e ridurre ad 1 metro la porta di coni. Altre possibili varianti sono quelle di utilizzare l’esterno del piede come primo tocco di controllo o addirittura di mettere un ostacolo al posto della porta di coni (in questo caso il giocatore dovrebbe far passare la palla sopra l’ostacolo).

     

    VARIANTE CON MAGGIORE IMPEGNO DI RAPIDITA’

    In questo caso, le traiettorie della palla saranno le stesse, ma il giocatore nella porticina, dopo il primo tocco, dovrà passare all’esterno della porta di coni prima di trasmettere la palla. Ovviamente l’impegno di natura coordinativa-rapida sarà maggiore, in quanto si dovrà arrivare sulla palla per il secondo tocco facendo un percorso più lungo, quindi con maggiore velocità. Per giocatori particolarmente tecnici è necessario utilizzare lunghezze di 8-9m.

     

    VARIANTE CON MAGGIORE IMPEGNO TECNICO

    Questa variante impone maggiori difficoltà tecniche: il giocatore giallo chiuderà con un tocco la traiettoria della palla (passaggio 2) con il piede destro ritrasmettendola al giocatore blu. Di seguito il giallo entrerà nella porta orientandosi in maniera tale da ricevere la palla dal blu (passaggio 3) stoppandola con il sinistro e trasmettendola con lo stesso piede al rosso (passaggio 4). I passaggi in questo caso saranno 4 e i tocchi del giocatore giallo 3; quest’ultimo dovrà essere in grado di orientarsi velocemente per il secondo tocco cercando una certa distanza dalla porta di coni per avere una sufficiente visuale degli altri 2 compagni coinvolti nella giocata.

     

    CONCLUSIONI

    Finiamo questa prima parte ribadendo l’importanza del N° di tocchi e del corretto piede di utilizzo affinché queste esercitazioni abbiano un impatto allenante sulla tecnica calcistica. Nel prossimo post analizzeremo come questo mezzo operativo può essere inserito in un’esercitazione altrettanto semplice, ma sfruttando l’intero campo (o metà) con relativo tiro in porta. Sotto indichiamo alcuni link di altri mezzi con finalità simile:

  21. Tecnica: esercitazione apro/chiudo con più varianti

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    Proseguiamo l’analisi delle esercitazioni con finalità tecnica dedicata alla trasmissione della palla, più precisamente ai movimenti di apro/chiudo con particolare attenzione all’orientamento del corpo e alla sensopercettività del tocco della palla. Nelle CONCLUSIONI di questo post verrà fatto un breve elenco delle altre esercitazioni che affrontano l’argomento.

     

    STRUTTURA DI BASE

    È un classico esercizio “passo e vado al posto del compagno a cui l’ho passata”: nella struttura esercitativa della figura sopra, il giocatore rosso in basso trasmette la palla al compagno di sinistra (all’esterno del paletto) e va al suo posto. Chi riceve la palla dovrà, in 2 tocchi con il piede sinistro, stoppare la palla orientandosi verso il compagno rosso in alto e trasmettergliela. Il rosso in alto, con un solo tocco di piede sinistro dovrà far entrare la palla nella porta di coni ed eseguire uno slalom con il piede sinistro tra i 4 coni con 2 tocchi tra ogni cono e trasmettere la palla al giocatore rosso in basso.

    La stessa cosa sarà fatta nella parte destra della struttura (vedi giocatori blu della figura sopra) mantenendo il numero di tocchi nelle varie stazioni, ma utilizzando il piede destro (ed un secondo pallone). È ovvio immaginare che il vincolo del N° di tocchi e il piede utilizzato siano fattori fondamentali affinché l’esercitazione funga da adeguato stimolo allenante. Le varianti proposte sotto permettono di modificare ed intensificare gli stimoli allenanti. Inizialmente l’ideale sarà abbinare 1 pallone ad un lato della struttura con 4 giocatori (per comprendere il senso dell’esercitazione). Successivamente, per aumentare la densità del gioco, è consigliabile (per ogni lato) utilizzare 2 palloni con 5 giocatori. La prima variante sarà quella di invertire i giocatori sui lati della struttura.

     

    VARIANTI RELATIVE AL N° DI TOCCHI

    Mantenendo la forma del materiale sistemato (cinesini, coni, paletti, ecc.) al primo passaggio del giocatore in basso, quello di sinistra chiuderà la traiettoria della palla con il piede sinistro ripassandola al compagno (possibilmente ad 1 tocco). Il rosso in basso ripasserà al compagno di lato che di prima intenzione la trasmetterà al rosso in alto.

    Stessa tipologia di “scambio” avverrà tra il giocatore laterale e quello in alto che poi effettuerà, come nella struttura di base, lo slalom tra i coni per portare la palla al compagno in basso. Questa variante presenta il triplo passaggio tra i compagni, tutto con il piede sinistro ed a 1 tocco. Le prime volte si può lasciare libero il N° di tocchi (1 o 2), ma utilizzando sempre il sinistro. Per atleti maturi, che hanno automatizzato il contromovimento nelle esercitazioni, può essere richiesto questo fondamentale prima di ricevere palla.

     

    VARIANTE “TRIANGOLO”

    In questa variante si mantiene il N° di passaggi, ma è da effettuare un triangolo a cavallo del paletto (figura sopra) e della porticina (vedi figura sotto). Anche in questo caso, i passaggi sono preferibilmente ad 1 tocco; quelli di chiusura ed apertura andranno fatti (sul lato sinistro della struttura) con il sinistro, mentre quelli di ritorno (il N° 3 e il N° 6) con il piede che permette, di volta in volta, la trasmissione più veloce.

    ALTRE VARIANTI

    È opportuno partire con strutture con lati di circa 10m; variando le dimensioni si lavora preferibilmente sulla precisione (allungando le distanze) o sulla velocità dei movimenti (accorciando). Altra variante è relativa alla parte centrale della figura; io ho inserito 4 coni dove eseguire uno slalom, ma nulla vieta di inserire elementi di guida più (finte) o meno complessi.

     

    CONCLUSIONI

    Ripetiamo che il N° di tocchi e il piede di utilizzo sono elementi fondamentali affinché l’esercitazione abbia i giusti stimoli allenanti. Le varianti più semplici possono essere introdotte verso la fine della categoria Pulcini, quando si inizia a lavorare sullo stop orientato, per poi proseguire fino agli adulti, proponendo questa tipologia di mezzi nelle fasi di riscaldamento.

    Esercitazioni precedentemente analizzate che affrontano scopi didattici sovrapponibili sono:

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola Calcio Audax Poviglio (melsh76@libero.it)

  22. Guido e Passo: accoppiamento tra Condizione/Trasmissione/Ricezione della palla

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    Nei primi anni di scuola calcio, l’utilizzo di esercitazioni analitiche in cui viene affrontata la guida unitamente alla trasmissione/ricezione rappresentano le fonti di allenamento ottimali per quest’ultima qualità. Nel proseguo della categoria Pulcini verranno poi incrementate le difficoltà di tipo analitico man mano che migliorano le qualità dei giocatori.

     

    STRUTTURA DI BASE

    Com’è possibile vedere dalla figura sopra, si inizia con una semplice esercitazione di guida e passo; 3 giocatori per struttura con 1 pallone. Aggiungendo 1 pallone si può arrivare fino a 4-5 giocatori per struttura. La distanza tra le 2 porte di cinesini può essere compresa tra 12-18m. Il compito motorio per iniziare può essere quello di guidare la palla con il piede destro, fino alla porta di coni alla propria destra partendo dalla propria porta di cinesini (giocatore blu) in 8 tocchi (usando l’esterno collo), fermare la palla tra i coni e trasmetterla al giocatore (giallo) della porticina di cinesini di fronte; nel caso in cui si riesca a far entrare il pallone nella porticina si otterrà 1 punto (condizione necessaria per motivare i giovani calciatori). Il giocatore giallo, una volta ricevuta la palla (che se precisa, dovrà essere stoppata in maniera orientata con il piede destro), effettuerà la stessa cosa sulla sua destra. Com’è possibile intuire, è un’esercitazione molto semplice, ma per giocatori di II° elementare rappresenta gia una grossa difficoltà, soprattutto quando viene eseguita con il piede debole. In questo caso sarà importante da parte dell’allenatore “semplificare” l’esercitazione (modificando le dimensioni delle porte, le distanze, i numeri di tocchi ed eventualmente togliendo vincoli relativi al piede di utilizzo). Le prime varianti da introdurre sono:

    • Dominanza/Lateralità: seguire tutto il compito motorio con il piede destro (conducendo sempre palla verso destra) o sinistro (conducendo sempre palla verso sinistra).
    • Trasmettere la palla in movimento; sempre da dentro la porta di coni, ma senza fermare la palla.
    • Variare le modalità della guida della palla: a zig-zag ad 1 tocco (alternando interno ed esterno dello stesso piede), a 2 tocchi (alternando 2 tocchi di interno e 2 di esterno dello stesso piede), utilizzando la suola, ecc.
    • Passare la palla con la rimessa laterale; utile in quelle sedute in cui si insegna a leggere e dominare le traiettorie alte.

     

    ALTRE VARIANTI

    Sono riferite a dettagli tecnici leggermente più impegnativi, come effettuare un triangolo di passaggi (vedi figura sopra) ogni volta che si passa la palla; in questo caso, la parte relativa alla guida della palla potrà essere parzialmente trascurata, chiedendo una maggiore velocità e precisione esecutiva in relazione alle traiettorie della palla.

    Altre varianti esecutive sono relative all’esecuzione tecnica prima della trasmissione della palla. Nella figura sopra è presentata dal cambio di direzione “suola/interno”: il giocatore guida verso la porticina di coni di destra con il piede sinistro. Appena entrato nella porticina riporterà il pallone verso di se con la suola del sinistro e con l’interno dello stesso piede direzionala palla verso il compagno per trasmettere la palla.

    Sopra è presentata un’altra variante; sempre in guida con il piede sinistro verso la porta di destra, appena prima di entrare tra i coni, con la suola destra porterà la palla immediatamente sul piede sinistro per trasmettere la palla di prima intenzione al compagno.

    Quando viene affrontata la didattica delle finte, questa struttura può essere utile per accoppiare questo fondamentale a quello della trasmissione/ricezione. Come nella figura sopra, le porte di coni devono essere poste verticalmente. La variante più semplice è quella di condurre la palla verso l’esterno della porticina di destra ed effettuare una “forbice destra con uscita con esterno sinistro”; viceversa se la palla verrebbe condotta verso sinistra. Ovviamente possono essere utilizzati altri tipi di finte, contestualmente alla direzione di ingresso della porta di coni.

    Infine la porta posta verticalmente può essere utilizzata anche per accoppiare il passaggio ad elementi di rapidità: la palla passa all’esterno della porticina di coni, il giocatore all’interno per poi trasmetterla di prima intenzione al compagno di fronte.

     

    CONCLUSIONI

    La semplicità delle prime varianti di questa esercitazione la rende utilizzabile sin dal II° anno della categoria Piccoli Amici; l’incremento delle difficoltà esecutive permette che questa venga utilizzata anche nella categoria Pulcini, in particolar modo durante il lavoro per le finte, stop orientato, gioco di prima e i cambi di direzione con palla. Può essere abbinato ad altre esercitazioni di rapidità con palla o utilizzato (a difficoltà/intensità progressive) come riscaldamento nei settori dilettantistici.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese (melsh76@libero.it)

  23. Stop orientato: esercitazione a carattere globale

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    In uno dei post precedenti abbiamo descritto un’esercitazione a carattere analitica per la fase iniziale dell’apprendimento dello stop orientato. Oggi proseguiamo con un secondo mezzo (in parte analitico e in parte globale) da inserire successivamente quando i giocatori hanno strutturato in maniera sufficiente lo schema motorio di questo gesto con entrambi piedi. Ricordiamo che lo stop orientato prevede una fase didattica analitica, una globale/analitica per contestualizzare in situazioni tecniche quanto appreso e infine una parte situazionale (contestualizzazione tattica) al fine di automatizzare questo fondamentale nelle situazioni di gioco (partita).

    STRUTTURA DI BASE (ANALITICA)

    Ci si suddivide in gruppi di 3 giocatori; queste vanno affiancati come sopra, dove sono rappresentate 2 strutture di base formate da 1 giocatore rosso, uno blu e uno giallo (ovviamente si può arrivare ad unire fino a 6-7 strutture). Il giocatore blu passa la palla al giocatore rosso con il piede destro cercando di mirare il cinesino arancione; il giocatore rosso (vedi figura sotto) stoppa la palla orientato (ad aprire) con il piede destro, la conduce oltre il cono alla propria destra e la passa al giocatore giallo: dopo aver passato la palla, ogni giocatore deve andare dietro alla postazione a cui l’ha passata.

    La stessa cosa poi fa fatta con il piede sinistro (passaggio con il sinistro, stop orientato con il sinistro e vado verso il cono di sinistra).

    VARIANTI IN FORMA GLOBALE

    Prevede le stesse regole (dopo aver trasmesso la palla vado dietro alla postazione a cui l’ho passata), ma si posiziona un cono sopra al cinesino di riferimento (figura sotto); se la palla passata dal giocatore blu (che deve cercare di colpire il cono) va a sinistra del cono, allora il giocatore rosso stopperà la palla orientata con il sinistro, la porterà a sinistra del cono e la passerà con il sinistro al giocatore giallo. Discorso opposto se la palla andrà a destra del cono. Se la palla invece abbatterà il cono, il giocatore blu avrà un punto e il rosso potrà condurre la palla dalla parte che preferisce. Questa variante può essere fatta a forma di gara: vince la squadra che colpisce più coni nel tempo prestabilito. Il giocatore che passa la palla cercando di colpire il cono deve giocare a 2 tocchi (con 1 piede stoppa la palla e con l’altro la passa).

    Ulteriori varianti sono relative all’allungamento della distanza di passaggio per abbattere il cono.

    Ultima variante, ma più impegnativa, è quella di “tirare” la palla al cono dopo un triangolo (3 passaggi) con il giocatore che ha doppiato il cono (le altre regole sono le stesse) giocando obbligatoriamente a 1 o 2 tocchi (nel caso in cui si giochi a 2 tocchi, si stoppa con un piede e si passa con l’altro).

    CONCLUSIONI

    L’esercitazione presentata in questo post è utile nei settori giovanili nella seconda fase della didattica dello stop orientato. Non presentando ancora elementi di natura situazionale (e quindi non richiede abilità tecnico-tattiche particolari) è possibile proporla anche nella categoria pulcini, a patto che abbiano consolidato lo schema corporeo del fondamentale con entrambe i piedi almeno in regime analitico. È anche un’ottima esercitazione per il riscaldamento nelle categorie dilettantistiche.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese (melsh76@libero.it)

  24. Giochiamo con lo stop orientato: esercitazione a carattere globale

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    Dopo aver analizzato la didattica analitica e globale dei Cambi di direzione e del Gioco ad 1 tocco, proponiamo un’altra esercitazione ludico-didattica per lo stop orientato. Ricordiamo l’importanza di questo tipo di esercitazioni (cioè a carattere globale) per stabilizzare in regime di velocità un determinato gesto tecnico appreso in regime analitico (cioè di precisione); sono le varianti ludiche (cioè sottoforma di gare e punteggi) che stimolano questo aspetto.

     

    STRUTTURA DI BASE

    Il giocatore blu passa la palla al rosso (distante circa 15 metri) che stoppa la palla in maniera orientata con il piede sinistro verso il giocatore giallo con il quale triangola per trasmetterla successivamente alla fila dei giocatori blu. Ad eccezione del giocatore giallo (che rimane stazionato a pochi metri da cinesino), gli altri seguono la regola “trasmetto la palla e vado al posto del giocatore a cui l’ho passata”, quindi il giocatore blu andrà al posto del rosso e quest’ultimo si posizionerà dietro la fila blu. La porta (circa 1-1.5m) di coni che si vede in figura serve per direzionare la trasmissione della palla del giocatore blu e lo stop orientato del rosso.

    Varianti:

    • Direzione dello stop orientato del giocatore rosso: a destra o a sinistra.
    • Uso del piede forte/debole del giocatore blu. In ogni modo dovrebbe giocare sempre a 2 tocchi.
    • Posizionamento del giocatore giallo: nel caso della figura sopra deve giocare a 2 tocchi di sinistro (stop orientato ad aprire e passaggio). Viceversa nel caso in cui fosse posizionato sotto la struttura di gioco.
    • Distanze di passaggio: allontanando la fila dei giocatori blu (fino a 25-30m) si lavora maggiormente su intensità e precisione della trasmissione della palla.

     

    VARIANTE LUDICA CON STOP ORIENTATO

    La struttura e l’ordine di passaggi rimangono gli stessi, ma si inserisce l’aspetto ludico per stimolar ulteriormente la velocità esecutiva. Si pone un cono (sopra un cinesino) in mezzo alla porta (che viene allargata a 3-4 metri) che deve essere colpita dai giocatori della fila blu.

    Analogamente ad un esercizio gia fatto in precedenza, se la palla passa a destra del cono di riferimento, la palla verrà stoppata orientandosi verso destra e viceversa se la palla andrà a sinistra. Nel caso in cui venisse abbattuto il cono, il giocatore rosso andrà dalla parte che preferisce e la sua squadra avrà un punto; vince la squadra che nel tempo stabilito totalizza più punti. In questo contesto, i giocatori dovranno ricercare la massima precisione (per colpire il cono centrale) senza penalizzare la velocità esecutiva di tutti i gesti (più sono veloce e più “opportunità” avrò di colpire i coni).

    Le varianti di questa struttura sono le stesse di quella precedente (piede di trasmissione, posizionamento del giocatore giallo e distanze di passaggio).

     

    VARIANTE LUDICA A FORMA DI GARA

    La porta di coni viene ridotta a 1 metro ed allontanata (fino a 25-30m di distanza); lo scopo di chi trasmette la palla è quello di “centrare” la porta di coni (come nella figura sotto) per ottenere il punto. Questa variante ovviamente concede maggiore libertà nella gestione della tecnica individuale della palla, ma viene maggiormente allenata la velocità esecutiva di tutti i gesti e la precisione del passaggio “lungo”.

    Il posizionamento del giocatore giallo (a destra o a sinistra della linea di passaggio) stimolerà il giocatore a stoppare la palla a destra o a sinistra, mentre il “piede” indicato dall’allenatore sarà quello che utilizzerà il giocatore blu (che giocherà sempre a 2 tocchi).

    RIASSUNTO CONCLUSIVO

    Questo mezzo può essere introdotto una volta appreso in maniera analitica lo stop orientato quindi dalla categoria Pulcini in avanti. Può essere un’esercitazione utile e motivante come riscaldamento nei settori dilettantistici.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese (melsh76@libero.it)

  25. Esercitazioni per la trasmissione e la ricezione della palla a difficoltà progressiva

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    In uno dei precedenti post abbiamo fatto notare come tra i calciatori dilettanti fossero presenti alcune lacune di natura tecnica sulle quali si lavora ampiamente nei settori giovanili, ma poi cadono nel dimenticatoio nelle fasi successive. Abbiamo anche segnalato come alcuni elementi tecnici (come la ricezione di palla alta in maniera orientata) siano particolarmente impegnativi e andrebbero allenati anche tra gli adulti. In questo post analizzeremo una struttura esercitativa gia proposta su Mistermanager, ma con le varianti che lo rendono un mezzo efficace sia per l’apprendimento (nei settori giovanili) della trasmissione/ricezione della palla alle varie intensità, che per la ricezione di palla alta in maniera orientata.

    ESERCITAZIONI DI BASE

    Il quadrato di riferimento è di 20x20m (per i settori giovanili si può usare 15x15m) strutturato come nella figura sopra. Il primo giocatore Rosso prende la palla e la conduce (linea nera a zig-zag) in avanti con il piede opposto ai cinesini (in questo caso il destro). All’altezza del paletto lascia correre il pallone internamente a questo mentre lui fa il giro esterno e di prima intenzione “calcia” verso la porta di coni presente nell’altra fila; successivamente torna senza palla dietro la propria fila. Il giocatore Blu che ha ricevuto la palla, la stoppa in maniera orientata (possibilmente interno sinistro) e conduce con il sinistro lungo il suo lato di cinesini in maniera complementare a quanto fatto dal giocatore Rosso.

    È ovvio che lo stimolo allenante principale di questo esercizio è nei confronti della trasmissione/ricezione della palla. In ogni modo è consigliabile assegnare alla conduzione lungo il lato di cinesini, un numero di tocchi preciso (da 7 a 12) in maniera tale da focalizzare l’attenzione del giocatore anche su questo dettaglio. Il numero standard di giocatori è 6-7 con 2 palloni; modificando questi parametri (vedi VARIANTI sotto) si va ad influenzare l’intensità dell’esercitazione.

    VARIANTI

    Il portare a 3 palloni per quadrato è la variante che più di altre incide sull’intensità, sia dal punto di vista atletico che attentivo. Incrementando la lunghezza del tratto in conduzione (quello dei cinesini) si aumenta la difficoltà esecutiva del passaggio/ricezione (oltre che l’intensità) portandolo progressivamente verso la tipologia del “lancio lungo”. Altra variabile è costituita dalla tipologia di conduzione della palla; mantenendo lo stesso piede, è possibile variare il N° di tocchi (solitamente con meno tocchi si è più veloci), oppure condurre la palla a zig-zag (alternando l’interno e l’esterno del piede) o con la suola. L’alternanza di 2-3 tocchi con un piede e 2-3 con l’altro, costituisce un’ulteriore difficoltà.

    VARIANTE PER LA RICEZIONE ORIANTATA DEL LANCIO LUNGO

    Questa rientra nelle esercitazioni ideale per colmare una delle lacune dei calciatori dilettanti precedentemente citate.

    La struttura esercitativa di base prevede la trasmissione di palla del giocatore rosso a quello blu che dopo uno stop orientato dovrà trasmettere (lancio lungo) la palla verso lo stesso giocatore rosso scattato lungo il lato di cinesini che a sua volta dovrà stoppare la palla in maniera orientata per farla entrare nella porta di paletti (possibilmente ad 1 tocco). Una volta entrato nella porta di paletti potrà ripassare la palla ad uno dei propri compagni e tornare in fila. La distanza del lato di cinesini (da 30 a 40m) sarà quello che determinerà l’intensità e soprattutto la difficoltà della ricezione della palla. È consigliabile utilizzare 2 palloni, ponendo 2 giocatori nel quadrato di coni (blu) e 5 giocatori nell’altro lato; ovviamente si ruotano i ruoli dei giocatori all’interno dell’esercitazione.

    CONCLUSIONI

    È possibile inserire questo mezzo sin dai settori giovanili a patto che i ragazzi riescano ad effettuare con sufficiente disinvoltura la trasmissione della palla con il piede debole sulla distanza richiesta. L’incremento delle difficoltà esecutive rappresentano ulteriori step, man mano che si passa di categoria. L’ultima variante (quella del lancio lungo) a mio parere è possibile inserirla solo dagli Juniores e per gruppi sufficientemente dotati tecnicamente. Per le squadre dilettanti è, a mio parere, un ottimo mezzo per il riscaldamento, perché modificando poche variabili sul posto è possibile creare un riscaldamento ad intensità e difficoltà progressiva in maniera variata, divertente e motivante.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese (melsh76@libero.it)

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