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  1. Le rotazioni dei centrocampisti

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    Le rotazioni, sono dei movimenti coordinati tra tre o più giocatori che cambiano la loro posizione al fine di fornire più soluzioni di passaggio al giocatore in possesso di palla.

    Principi generali:

    • se il centrocampista è marcato, deve liberare lo spazio aprendo nuove zone di smarcamento per i compagni;
      lo smarcamento deve essere eseguito dal potenziale ricevente:
    • quando il compagno può eseguire il passaggio;
      in uno spazio (zona luce); ad esempio in zona di rifinitura, tra le due linee di centrocampo e difesa avversarie;
      con un postura che consenta un’adeguata visione periferica;
    • chi trasmette la palla deve muoversi per occupare un’altra zona di campo (ciò consente di non dare punti di riferimento fissi agli avversari).

    In base ai possibili schieramenti previsti dai sistemi di gioco andiamo ad analizzare alcuni tipi di soluzioni in fase di possesso.

    Centrocampo a 4 in linea.

    8 si abbassa a sostegno del Centrocampista Esterno 11che trasmette 4 smarcatosi in avanti tra le due linee avversarie, a dettare il passaggio. 7 attacca la profondità, solo dopo aver valutato il chiaro possesso del compagno 4.
    Sulla conduzione di 3 che imposta, 11 si muove incontro, 8 si inserisce largo e in profondità; 4 dà appoggio e successivamente In fase di sviluppo 8 mantiene l’ampiezza, 11 converge e va sotto 9 per eventuale passaggio di scarico, 4 fa azione di sostegno e allo stesso tempo di copertura preventiva; 7 si allarga per dare ampiezza ed eventualmente attacca la profondità.
    3 conduce, 11 si muove incontro; 8 si inserisce oltre la linea dei Centrocampisti avversari e 4 ruota internamente in appoggio a 3, ricevendo con una postura del corpo “aperta” che gli consenta una visione periferica adeguata.
    5 imposta in conduzione, 4 si allarga e 7 converge per la ricezione interna. 8 dà sostegno centrale. 2 può inserirsi in sovrapposizione.

    Centrocampo a 4 “a rombo”.

    5 imposta conducendo palla. 7 va in ampiezza, 4 si alza e detta il passaggio; 8 si abbassa e dà sostegno centrale. 10 attacca lo spazio e la profondità nel lato debole degli avversari.
    9 si accentra in conduzione, 8 si sovrappone mentre 11 taglia dietro la linea difensiva avversaria. 10 dà sostegno centrale.
    3 imposta conducendo e 8 si allarga sulla linea di trequarti senza andarsi ad “appoggiare” al Difensore Esterno avversario (non in profondità). Se quest’ultimo accorcia in pressione su 8 si “rompe” la linea difensiva aprendo nuovi spazi per gli attaccanti. In caso contrario la mezzala 8 può ricevere e puntare. 10 può ricevere tra le linee, mentre 9 attacca la profondità.

    Centrocampo a 3 con “vertice basso”.

    Imposta 3 in conduzione. 8 va in ampiezza e 4 va ad occupare il suo spazio. Sul passaggio alla punta 4 è pronto sullo scarico. Il movimento della mezzala opposta 7, va a dare sostegno all’azione offensiva e allo stesso tempo copertura preventiva. ( 8 può ricevere smarcato sulla trequarti esterna o può portare fuori dalla linea un difensore).
    Imposta 5 in conduzione; 8 si abbassa a ricevere consentendo inserimento dell’esterno 3. 4, marcato, si alza e va a sostegno dell’attaccante su eventuale filtrante o costruzione diretta. La mezzala opposta Il vertice basso 7 detta eventuale passaggio centrale corto.
    Palla al vertice basso 4; 7 si smarca alle spalle del centrocampista avversario; 8 si apre in smarcamento con la corretta postura che gli consenta un’accettabile visione periferica. 3 Può inserirsi ed eventualmente ricevere anche direttamente da 4.

    Centrocampo a 3 con “vertice alto”.

    La mezzala 8 è in possesso di palla; 10 taglia davanti a lui e 4 va ad occupare lo spazio lasciato libero. Dopo il passaggio, 8 si accentra in copertura preventiva.
    Il Difensore Esterno 3 imposta; la mezzala 8 si abbassa in appoggio. Il trequartista 10 va ad occupare lo spazio lasciato libero da 8. La mezzala opposta 4 si alza occupando lo spazio del trequartista.
    Palla al Difensore Esterno 3 che trasmette veloce sul movimento incontro di 8 che fa velo e prosegue la corsa in avanti. Il Centrocampista Centrale 4 va a coprire lo spazio lasciato da 8. Quando il vertice alto 10 riceve può fare sponda sul movimento di 8, oppure eseguire passaggio di scarico a 4 a sostegno (che dà anche copertura preventiva).

    Esercitazioni/esercizi

    Si creano tre settori di cui uno centrale che sarà utilizzato esclusivamente da tre centrocampisti “jolly” che giocheranno con la squadra in possesso di palla. In fase di costruzione, i quattro difensori devono eseguire costruzione manovrata con trasmissioni sicure sul cc smarcatosi. Se il centrocampista scende per la ricezione nell’area di costruzione ma è marcato, dovrà uscire: al suo posto dovrà scendere a ricevere uno degli altri due compagni di reparto (rotazione). Solo un cc alla volta può entrare nell’area di costruzione (5vs3). Dopo la ricezione, il cc svilupperà l’azione con i compagni di reparto o direttamente con gli attaccanti per la finalizzazione. Progressione: quando la palla entra nell’area di finalizzazione un cc può partecipare all’azione (4vs4).
    6vs3 finalizzato alla ricerca del Centrocampista che dovrà ricevere e con al massimo due tocchi trasmettere palla verso un altro giocatore blu. I rossi guadagnano un punto ogni qualvolta intercettano il pallone. Obiettivo tecnico tattico: ricerca e trasmissione al Centrocampista Centrale. Cura della postura del corpo in fase di ricezione (visione periferica, anticipazione motoria). Progressione: aumento del numero dei difensori.
    La costruzione manovrata parte sempre dal portiere che serve a uno dei Difensori Centrali. La palla dovrà passare per uno dei Centrocampisti che dovranno smarcarsi attraverso delle rotazioni in superiorità numerica (3vs2). Superati gli avversari verrà sviluppata l’azione di attacco con finalizzazione sfruttando i tre attaccanti ed eventualmente gli inserimenti dei giocatori esterni (a seconda del sistema adottato). Progressione: aumentare gradualmente il numero degli avversari fuori del quadrato.
    7vs7 senza attaccanti, per stimolare smarcamenti, rotazioni e inserimenti dei centrocampisti. Regola del fuorigioco. Progressione: – Si può iniziare l’esercitazione senza i portieri (area di meta). – Aggiunta di un attaccante centrale per squadra al fine di poter sfruttare anche inserimenti con le sponde.

  2. MOVIMENTO SPECIFICO FUNZIONALE: Recensione

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    L’anno scorso, mi venne chiesto da un collega (allenatore di Esordienti, II° anno) del materiale riguardante la gestualità tecnico/coordinativa del difensore; infatti, quando si inizia la didattica della difesa non è sufficiente focalizzare l’apprendimento sul “quando” muoversi, ma anche sul “come” muoversi. MSF (Movimento Specifico Funzionale, di Claudio Donatelli; Calzetti e Mariucci editori) rispendeva proprio a questa esigenza!

    L’atteggiamento posturale del difensore (in fase di non possesso palla) e il modo di muoversi deve essere appreso in maniera analitica, pena la perdita di istanti fondamentali nell’azione di gioco

    Ovviamente è necessario lavorare prima sui prerequisiti coordinativi e motori, e successivamente anche sull’applicazione di questa gestualità (analitica) in situazione.

    MSF bottone jpeg

    Il libro di Claudio Donatelli affronta proprio tutti questi aspetti, partendo dallo sviluppo delle catene muscolari attraverso esercizi di Resistenza Muscolare Locale specifici (come gli affondi ed andature), passando dagli elementi coordinativi (frequenza dei passi) per poi iniziare ad affrontare la gestualità analitica del difensore. Il tutto, viene poi “trasformato” con esercitazioni situazionali (fase tattica)!

    Ma il testo non è utile solamente per la didattica difensiva; all’interno sono presenti veramente tanti spunti sia per l’allenamento analitico, che globale della rapidità (per tutti i ruoli)! Elemento fondamentale è il DVD, (47’ con ottima definizione ed audio) che permettere di comprendere al meglio le esercitazioni proposte dall’autore. Ricordiamo inoltre che l’autore ha deciso di devolvere i propri proventi a Save The Children!

    MSF (Movimento Specifico Funzionale) è indispensabile per tutti gli staff delle categorie giovanili (in particolar modo Giovanissimi ed Esordienti) che per prime affrontano la didattica difensiva; non è comunque un libro di nicchia, ma veramente utile a tutti allenatori e preparatori che curano l’aspetto neuromuscolare del calciatore a secco e con palla. Qui sotto riportiamo la Tabella riassuntiva dei giudizi:

    MSF

    ORIGINALITA’ DEI CONTENUTI: la parte più interessante del video è proprio l’apprendimento della gestualità analitica dei movimenti difensivi, che sinceramente non ho mai trovato in altri testi.

    GRADO DI APPROFONDIMENTO DEI CONTENUTI: i contenuti più “curati” (soprattutto nel video) sono proprio gli elementi difensivi; di pregio, il link tra l’aspetto analitico dei movimenti a quello “situazionale!.

    FACILITA’ DI APPLICAZIONE DEI CONTENUTI: tutti i mezzi affrontati nel libro/video sono applicati in campo, quindi non richiedono nessuna attrezzatura esterna che non siano palloni e cinesini. Inoltre tutti i concetti sono spiegati con la massima chiarezza.

    RAPPORTO QUALITA’/PREZZO: anche non essendoci la versione digitale del libro i 20 Euro del formato cartaceo+DVD sono ottimamente spesi. Comprandolo su Amazon, si può avere un discreto sconto. Clicca sul pulsante qui sotto per acquistarlo su Amazon

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    RECENSIONI DI ALTRI PRODOTTI

    Importante: i giudizi dei libri che recensiamo riflettono quello che è la nostra opinione. Di conseguenza recensiamo solamente testi che abbiamo letto, approfondito e soprattutto che ci sono piaciuti.

    • L’ALLENAMENTO DELLA FORZA A BASSA
      VELOCITA’
      : analisi del metodo d’allenamento per la forza basato sul “Tempo sotto tensione muscolare”. Gli effetti sono su tutti i tipi di forza, con elevato impatto sulla prevenzione infortuni e rapido recupero funzionale dopo la seduta.
    • STUDIARE GLI AVVERSARI….E SE STESSI: il testo aiuta a comprendere come la Match Analysis può aiutare a migliorare l’allenamento e l’approccio alla partita.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese ([email protected])

  3. Libri calcio: “Cento proposte polifunzionali per tutti”

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    esercizio libroOttobre 2015.

    Esce il secondo libro di Claudio Damiani creato su suggerimento del Prof.Ferretti, Direttore de “Il Nuovo Calcio” e docente presso il Settore Tecnico di Coverciano, in collaborazione con l’amico e collega Nicola Amandonico.

    Di seguito la promozione fatta dalla redazione della rivista.

    Il quarto libro della Collana “Gli indispensabili” de Il Nuovo calcio

    Un libro che suggerisce all’allenatore, di qualsiasi categoria e fascia d’età, una serie di proposte per combinare in una sola esercitazione diversi obiettivi, che possono essere fisici (metabolici, di forza e/o coordinativi), tecnici o legati alla tattica individuale.
    copertina libroUna raccolta di 100 esercizi, più un approfondimento finale con alcune partite a tema, in cui la presenza della palla, la progressività di lavoro e la possibilità di agire con un numero variabile di allievi sono le caratteristiche principali.
    Una modalità operativa di tipo polifunzionale che aiuta il mister ad allenare contemporaneamente la tecnica di base, le situazioni di gioco e le capacità condizionali/coordinative.

    Autori: Claudio Damiani, Nicola Amandonico
    Numero pagine: 132 – Ed.Correre

    Potete trovare il libro in vendita nello storesportivi.it

     

    Tutti gli esercizi contenuti nel libro sono stati eseguiti attraverso il miglior software di editing atto allo scopo: Superschemi (l’unico in grado di produrre sessioni animate e non), prodotto da Sics.

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  4. La video analisi dell’allenatore di calcio (la filosofia)

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    Con questo post si vuole presentare un esempio di analisi della filosofia di gioco dell’allenatore di calcio.

    Essa può essere rilevata da più parametri che il contributo dimostrativo intende riassumere in alcuni minuti di filmato composto da azioni di gioco estrapolate da gare diverse.

    Tale lavoro di profile-analysis non si discosta molto dallo “studio” della squadra avversaria ma è pur sempre un ottimo veicolo per poter conoscere l’identità tecnico-tattica che un allenatore vuole imprimere alla sua compagine.

    Per questo motivo è opportuno prendere in considerazione un numero consistente di gare per poter avere una cognizione più ampia della materia di analisi e poter rendere tali parametri ben fissi sull’identità oggetto dello studio.

    Lo spunto è stato preso dalle lezioni dei docenti Marco Zunino e Antonio Gagliardi al Corso Osservatori per società professionistiche tenutosi presso il Settore Tecnico FIGC a Coverciano nel maggio 2015 che, tra l’altro, ha costituito una delle tre prove d’esame (scritte).

    Il software utilizzato per il montaggio è VideoMatch di Sics e le immagini sono state scaricate da WyScout.

    [vsw id=”131064024″ source=”vimeo” width=”600″ height=”400″ autoplay=”no”]

    A cura di Claudio Damiani

    (Allenatore Uefa B, Video & Opponent team analyst, Osservatore professionista con licenza FIGC).

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  5. Variamo e rendiamo divertente il riscaldamento (seconda parte)

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    Nella prima parte sull’argomento abbiamo approfondito alcuni spunti da altre discipline che possono essere utilizzate come varie forme di riscaldamento, trovando vicarianza (prevalentemente cognitiva e coordinativa) con alcuni aspetti del calcio. Nel post odierno, affronteremo l’utilizzo di mezzi analoghi, ma con maggiore finalità atletico/coordinativa (analogamente al gioco Entriamo in porta).

    figura 3

    SPUNTI DAL RUGBY

    Escludendo la condizione del placcaggio (che non inseriremo in questo tipo di esercitazioni), le esercitazioni provenienti dal rugby permettono di dare stimoli importanti riguardo la rapidità cognitiva (cioè essere rapidi in un contesto “in divenire”, leggendo ed interpretando il contesto di gioco) e il concetto del “sostegno”. Infatti

    La chiave della rapidità nel calcio non è solamente l’esecuzione di movimenti alla massima intensità, ma anche l’abilità di aggiustare costantemente la propria posizione/postura in maniera tale da reagire velocemente ai determinati stimoli” (Ian Jeffreys)

    E giochi/attività in cui la palla viene dominata con le mani (piuttosto che con i piedi) accentuano ancor di più l’effetto allenante nei confronti di questa qualità atletico/specifica. Quindi via libera a giochi tipo acchiapparella, Entriamo in porta, e tutte quelle attività che, con adattamenti dovuti all’età, possono stimolare la rapidità dei calciatori. Partiamo da un’esercitazione molto semplice:

    Rugby 1

    La variante più semplice prevede la suddivisione in 2 squadre di 4-5 giocatori alla volta (vedi figura sopra); il regolamento è simile ad “acchiapparella”. Al numero indicato dall’allenatore (in questo caso il 2), i giocatori corrispondenti dovranno effettuare la curva dal loro cono più lontano; a questo punto l’allenatore lancerà il pallone ad uno dei 2 giocatori (in questo caso il giallo) che dovrà andare a fare meta nella “meta” dell’avversario. Il giocatore in “non possesso palla” (il blu, nella figura sopra) dovrà a sua volta toccare chi ha la palla con entrambe le mani; se ci riesce, otterrà il punto, altrimenti se il giallo riuscirà ad andare in meta sarà lui ad ottenerlo. Attenzione: il fatto di dover “prendere” l’avversario con entrambe le mani costituisce una difficoltà (rispetto al doverlo fare con solo una) non indifferente! È evidente che un’esercitazione del genere sollecita le qualità neuromuscolari in maniera “cognitiva” ed allo stesso modo difficile da riprodurre nel caso in cui venisse fatta “giocando con i piedi”. Inoltre è possibile somministrarla a qualsiasi età (dalla Scuola Calcio alle prime squadre). Consigli da dare a chi è in possesso palla sono di “non rimanere mai fermo” e di “non aver traiettorie di corsa troppo prevedibile” (cioè cambiare spesso direzione).

    SECONDA VARIANTE

    Rugby 2

    Questa prevede un maggior carico “cognitivo” rispetto alla prima, allenando anche il “Senso del gioco” e non solo “l’Agilità”. La parte iniziale è la stessa della variante precedente, solo che l’allenatore indicherà 2 numeri (di conseguenza si possono utilizzare 6-10 giocatori per squadra). Lo scopo di chi ottiene la palla (in questo caso i blu), è sempre quello di andare a fare meta; l’azione potrà durare non più di 15” e il passaggio potrà essere fatto sia in avanti che all’indietro. Se chi ha la palla viene “preso con entrambi le mani” dall’avversario, sarà obbligato a passarla al compagno arrestando la propria corsa (non sono ammessi placcaggi). Ovviamente la squadra senza palla può entrarne in possesso intercettando i passaggi o raccogliendo il pallone da terra (nel caso in cui dovesse cadere). In questa variante sono fondamentali i movimenti del compagno senza palla, per dare sempre una linea di passaggio “pulita”, in particolar modo quando il compagno deve arrestare la sua corsa…..in questo caso la “linea” migliore è a “sostegno”. Quando le dinamiche di gioco di questa variante sono comprese, è possibile utilizzare questa esercitazione per sviluppare la didattica delle traiettorie di smarcamento del 2c2 (taglio, sovrapposizione, passante, ecc.) e della corrispondente fase difensiva. Varianti che possono rendere più impegnativa l’esercitazione (ma sono consigliabili solamente a gruppi che rispondono molto bene alle prime 2 varianti) è il chiamare 3 giocatori alla volta (prolungando il tempo di gioco e le dimensioni del campo), ridurre la superficie di gioco, obbligare qualsiasi passaggio a “sostegno”, ecc.

    TERZA VARIANTE (CALCIO GAELICO)

    Cork v Donegal - GAA Football All-Ireland Senior Championship Semi-Final

    Il calcio gaelico è una disciplina di origine irlandese, che trova molte analogie con il calcio e con il rugby; proprio per questo motivo, trova collocazione ideale nel processo didattico che stiamo affrontando in questo post. Pur essendo una disciplina dalle regole abbastanza complesse (vedi la pagina di wikipedia), è sicuramente più facile da apprendere se si sono già fatte esercitazioni simili al rugby (come sopra). Da questo video, è possibile notare come sia una disciplina altamente spettacolare, atletica (si corre sempre a velocità elevate perché il dominio della palla è meno impegnativo) e coordinativa (si utilizzano parecchie abilità motorie). Sono presenti parecchie finte (con conseguenti cambi di direzioni), salti e contrasti, a testimonianza dell’elevato impatto allenante che può avere questo sport. È ovvio che la prima domanda che può sorgere è la seguente: ma è facile da insegnare, affinchè possa trovare un contesto allenante nel calcio?…ovviamente NO, ma può essere utile introdurre gradualmente le regole in relazione a:

    • Tipologia di guida della palla: con i piedi (palla a terra), con le mani palleggiando ogni 3 passi, palleggiando con i piedi, ecc.
    • Tipologia di trasmissione della palla: mano, piede, mano/piede.
    • Modi per segnare: al volo, dall’area, da fuori-area, ecc.
    • Placcaggio: è sconsigliato (per evitare contrasti), ma è possibile inserire la regola delle esercitazioni sopra (quando si viene presi dall’avversario si deve arrestare la corsa e passare immediatamente la palla).

    L’inserimento di queste regole può essere progressiva, sempre partendo da quelle simili al Rugby, che facilitano notevolmente l’acquisizione delle successive. È ovvio che il percorso didattico di questo tipo di esercitazioni è abbastanza lungo; per questo motivo è consigliabile introdurlo sin dai primi giorni di preparazione (e tenendole “vive” durante l’anno), partendo dalle prime varianti. L’intera progressione esecutiva è consigliabile prevalentemente a quei gruppi che rispondono bene variante dopo variante.

    figura 2

    CONCLUSIONI

    Le qualità di un allenatore/preparatore si vede anche in base alla capacità di variare (e rendere stimolanti) le tipologia di esercitazioni, mantenendo costanti gli obiettivi delle stesse (cioè la qualità degli stimoli allenanti). Se ciò viene fatto con competenza, è logico che i livelli di motivazione (e probabilmente anche la qualità degli stimoli) rimangano sempre ai massimi livelli. Quelle affrontate in questi 2 ultimi post, rappresentano solamente alcuni esempi di come da discipline diverse, si possano trovare stimoli interessanti anche per il gioco del calcio. Ovviamente sono condizioni che devono anche essere “sperimentate” per affinarne le regole (dimensioni campi, N° di giocatori per campo, regole, varianti, ecc)……a testimonianza che la voglia di sperimentare (cioè il non seguire sempre i soliti dettami “si è sempre fatto così….”) e la capacità di osservare rimangono sempre 2 qualità essenziali per chi vuole “trasmettere” competenze ad un gruppo!!!!!

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese ([email protected])

  6. La transizione offensiva

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    La transizione è una parte della tattica collettiva che deve essere ben esaminata in fase di analisi della gara della squadra da affrontare.

    Si è presa in esame una squadra in particolare, il Palermo allenato da Iachini che ha fatto di questa fase di gioco dinamico, uno dei punti di forza del suo team, da poco riapprodato nella massima serie del calcio italiano.

    Nello studio della fase di transizione offensiva, è opportuno interrogarsi riguardo diversi elementi chiave:

    • La squadra riesce a ripartire in velocità? Ovvero il “timing” relativo alla sua attuazione ( il tempo impiegato dal momento in cui viene conquistato il pallone al momento in cui si va alla finalizzazione o se ne riperde il possesso) è accettabile?;
    • In quali zone viene maggiormente conquistata la palla?;
    • Quali sono giocatori che più spesso conquistano palla?;
    • Quali sono i giocatori che partecipano attivamente alla fase di transizione con maggior frequenza?

    Nel video seguente si sono prese in considerazione cinque situazioni in cui si possono avere delle risposte concrete a quanto sopra ci siamo chiesti.

    [videojs mp4=”http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2014/05/transizioni-offensive-palermo.mp4″ preload=”true”]

    Dal libro “Studiare gli avversari… e se stessi – Migliorare la prestazione con la Match Analysis” di Claudio Damiani

    Un’azione improvvisa che può essere letale

    La transizione positiva e’ paragonabile al colpo da “knock down” sferrato dal pugile che coglie impreparato l’ avversario sbilanciato ad attaccare.

    Immaginiamo il pugile che sferra un diretto destro e che nell’ eseguirlo lascia scoperto il volto: se il difendente coglie l’ attimo giusto e anticipa puo’ trovare il colpo decisivo.

    Quindi, elementi fondamentali per una transizione efficace sono: la distrazione di chi offende; la capacita’ di prevedere e anticipare il movimento avversario; la scelta del tempo nell’ anticipo; la velocita’ nell’ eseguire il colpo risolutivo; la velocita’ di accoppiamento dei movimenti atti a concludere l’ azione (knock down/tiro in porta/gol).

    A volte si predilige un finto atteggiamento remissivo della squadra per portare l’ avversario a perdere gli equilibri tra i reparti durante la propria azione offensiva.

    A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst

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  7. Palle inattive: la rimessa dal fondo

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    Ultimamente nella nostra Serie A (ma non solo), si nota più di qualche squadra che si dispone a zona nella rimessa dal fondo a favore.

    Tale costruzione con i difensori larghi e molto bassi viene definita “costruzione ai 5,50” poiché la loro posizione va a stare lungo il prolungamento dell’area piccola (5,50 metri dal fondo, appunto).

    Lo studio delle palle inattive giunge quindi a considerare una situazione di “gioco statico” che finora non è era quasi mai stata considerata.

    C’è chi fa scendere il metodista, allarga i due difensori centrali e manda i difensori esterni a fungere da ali aggiunte come la Roma di Garcia (difesa a 4); chi invece allarga semplicemente i tre difensori formando una linea che passa al di sotto dei vertici dell’area di rigore come l’Inter (difesa a tre o cinque giocatori, dir si voglia).

    E’ ciò che si verifica ultimamente in occasione di palla in possesso del portiere, in particolar modo in occasione della rimessa del gioco dal fondo, con pallone fermo.

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    L’obiettivo per chi attacca è quello di iniziare una manovra ragionata. Possono verificarsi due situazioni

    • la squadra difendente sale a negare le linee di passaggio ai tre giocatori posizionati al limite dell’area e si allunga negando il gioco basso ai tre avversari avvicinatisi all’area per ricevere ma lasciando larghi spazi (e lunghi) nella zona trequarti/centrocampo.
    • la squadra difendente non sale, rimane corta e stretta e attende l’inizio della manovra avversaria.

    Nella nostra massima serie, Juventus, Roma, Inter, Torino e Milan in particolare, non disdegnano a utilizzare questa partenza da dietro, a volte anche con sin troppa ostinazione.

    [videojs mp4=”http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2014/05/INIZIO-BASSO-SERIE-A.mp4″ preload=”true”]

    A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst

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  8. La rapidità del Venerdì (terza parte)

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    Con la fine dei campionati dilettantistici finiscono anche gli articoli dedicati alla Rapidità del Venerdì. Nella prima parte abbiamo approfondito il razionale e le caratteristiche di questi mezzi, mentre nella seconda l’adeguamento tecnico (con palla). In questa terza parte evidenzieremo le ultime 4 varianti con un breve accenno alle situazioni metodologiche che vengono affrontate, quando si gioca infrasettimanalmente.

    VARIANTE 9

    Figura 9

    Rispetto a quelli precedenti è un mezzo che punta particolarmente all’aspetto coordinativo della rapidità; infatti si tratta di gesti di una certa complessità coordinativa eseguiti in spazi non troppo ampi. Analogamente alle varianti precedenti, noi raffiguriamo un solo mezzo (cioè una fila) a scopo esplicativo, ma sarebbe bene impostare sempre 2 mezzi (2 file) in maniera tale che l’esercitazione venga fatta con 2 giocatori alla volta a forma di gara. I giocatori, sempre alla massima intensità, dovranno prima eseguire un “8” tra 2 coni e successivamente (a cavallo di 2 paletti sdraiati) “2 passi avanti e 2 indietro”. Osservando l’esecuzione di questa variante, è evidente come la “rapidità di gambe” (piuttosto che “la capacità di esprimere potenze elevate”) sia fondamentale per eseguire l’esercizio correttamente e velocemente. L’allenatore/preparatore dovrà focalizzarsi soprattutto sulla correttezza esecutiva (i coni non devono cadere e i paletti non devono essere toccati), somministrando anche 1-2 serie in più nel caso in cui le prime non venissero eseguite correttamente.

    VARIANTE 10

    Figura 10

    Con questa variante torniamo a raffigurare in mezzo in cui anche la potenza muscolare rappresenta un elemento fondamentale. Si tratta di una doppia navetta 8+5+10m: è fondamentale richiedere ai giocatori di girarsi (in ogni ripetizione) dalla stessa parte, in maniera tale da utilizzare (per cambiare direzione) entrambi i piedi per il cambio di direzione. Valgono gli stessi discorsi fatti per le esercitazioni analitiche per i cambi di direzione (asse del piede perpendicolare alla direzione di corsa, modulazione di frequenza/ampiezza dei passi, ecc.).

    VARIANTE 11

    Figura 11

    Figura proposta da Sassi nelle esercitazioni per l’RSA, che con opportuni accorgimenti è possibile utilizzarla anche per la rapidità. La figura può essere proposta con 2 varianti principali:

    • La prima, prevede di rimanere direzionati sempre dalla stessa parte, cioè si alternano (per ogni settore) andature “avanti” ad andature di “scivolamento laterale/dietro”. Non verranno raggiunte intensità particolarmente elevate, ma sarà particolarmente levato lo stimolo coordinativo.
    • La seconda prevede di eseguire il percorso (cioè le frecce della figura) direzionando liberamente il corpo. L’unico vincolo sarà quello di toccare tutti i coni con le mani, obbligando quindi i giocatori a non effettuare dei “tagli” ed abbassare correttamente il baricentro.

    VARIANTE 12

    Figura 12

    Altra variante con aspetto prevalentemente coordinativo: nei 15m totali si devono effettuare 2 giri completi di coni (una volta girando da destra e una volta girando da sinistra…i cinesini servono proprio ad indicare quello); anche in questo caso, la massima precisione dei gesti (non far cadere i coni) rappresenta un aspetto fondamentale.

     

    CONCLUSIONI

    Ma se si gioca infrasettimanalmente (ad esempio il Mercoledì) una partita ufficiale, i volumi e le intensità devono essere le stesse? Ovviamente la domanda è riferita a quei giocatori che hanno giocato partite intere (o quasi) nei 2 match precedenti. Dipende molto da quanti allenamenti sono abituati a fare nella settimana; a mio parere, se si è abituati a fare 3 allenamenti, il primo dovrà essere prevalentemente aerobico a bassa intensità, il secondo è sostituito dalla partita, ed il terzo potrà essere dedicato alla rapidità, ma con la prevalenza di mezzi ad aspetto coordinativo (ad esempio Variante 9 e 12) per non affaticare eccessivamente la muscolatura. Poi, il fatto di giocare 3 partite in 7 giorni rappresenta pur sempre un forte incremento del rischio di infortuni, quindi nella metodologia d’allenamento è da considerare anche la settimana prima e quella successiva. Ricordiamo che tutte le esercitazioni analitiche per i cambi di direzione, oltre a rappresentare stimoli importanti per la rapidità, sono anche la base per ridurre sbilanciamenti atletico/coordinativi e quindi abbassare il rischio di infortuni (quindi ideali da utilizzare nei periodi in cui si gioca molto)

    fin fondo

    Concludiamo dicendo che la metodologia d’allenamento settimanale per la rapidità deve tenere in considerazione che questa variabile ha in se aspetti:

    • Di natura atletico/coordinativo: cioè potenze muscolari elevate nel rispetto del modello prestativo (a secco) del gioco del calcio.
    • Di natura tecnico/atletica: (come evidenziato nel post precedente) in questo modo si permette di gestire la palla ad alta velocità.
    • Di natura tattico/atletica: infatti “La chiave della rapidità nel calcio non è solamente l’esecuzione di movimenti alla massima intensità, ma anche l’abilità di aggiustare costantemente la propria posizione/postura in maniera tale da reagire velocemente ai determinati stimoli” (Ian Jeffreys). In altre parole, non è importante solamente quanto velocemente si esegue un movimento (con o senza palla), ma quando si inizia un determinato movimento (capacità di anticipazione motoria).

    Libri che potrebbero interessarti:

    • MFC (Movimento Specifico Funzionale): indispensabile per tutti gli staff delle categorie giovanili (in particolar modo Giovanissimi ed Esordienti) che per prime affrontano la didattica difensiva; non è comunque un libro di nicchia, ma veramente utile a tutti allenatori e preparatori che curano l’aspetto neuromuscolare del calciatore a secco e con palla.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese ([email protected])

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  9. Roma – Milan: pillola di video analysis (tiki-taka e gol!)

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    Dalla video analisi di Roma-Milan del 25 aprile 2014, ho estratto una fase di gioco emblematica di cosa sta producendo la Roma di Garcia a livello tecnico-tattico.

    Lo scambio di ruoli effettuato dai giallorossi sia in fase di possesso che in fase difensiva ha oramai raggiunto una sincronia e un’efficacia importante!

    I difensori esterni sono due attaccanti aggiunti che coprono le fasce laterali nell’ 85/90% delle azioni offensive; le tre punte spaziano a destra e sinistra su tutto il fronte difensivo avversario rimanendo costantemente imprevedibili; i tre centrocampisti hanno capacità tecniche che li rendono molto spesso dare inizio alle azioni ragionate dalle retrovie (un po’ meno Nainggolan).

    Roma - Milan disp
    Il modulo della Roma: in campo regna efficace l’imprevedibilità vincente!

    E’ il sistema di gioco che fa vincere la Roma, la filosofia ben inculcata da Garcia ai suoi giocatori; il modulo è molto poco indicativo, è roba da carta stampata e siti web.

    Il modulo di gioco è il posizionamento dei giocatori in campo; il sistema di gioco è l’interpretazione dei ruoli che l’allenatore dà partendo da esso.

    [videojs mp4=”http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2014/04/tikitaka-Roma-Milan.mp4″]

    Alcune statistiche (Fonte Opta)

    Tentativi. Roma: 14 tiri, 2 gol, 4 in porta. Milan: 13 tiri, 5 in porta.

    Possesso palla: Roma: 63,8%. Milan 36,2%.

    Passaggi totali: Roma 560/639. Milan 282/353. Percentuali passaggi completati: Roma 88%, Milan 80%.

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    A cura di Claudio Damiani

  10. Roma – Atalanta: giallorossi a trazione anteriore!

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    La mentalità offensiva della Roma è apparsa palesemente superiore al “pacchetto” tecnico-tattico offerto dagli avversari di turno.

    Difensori esterni a fungere da attaccanti aggiunti, tre punte a spaziare nel fronte offensivo a riempire spazi vuoti e quindi senza dare punti fissi di riferimento agli orobici, con Toloi e Castan sempre attenti e assistiti dalla costante copertura preventiva di Taddei.

    La video analisi vuole sottolineare:

    • L’inizio basso della Roma con De Rossi a scendere tra i due difensori centrali a impostare; Dodo con Maicon già posizionati da “ali” aggiunte a occupare zone che difficilmente sono state percorse da Totti & C.
    • La capacità di corsa di Gervinho autentica spina nel fianco.
    • La conquista e successiva transizione offensiva da “manuale del calcio” che ha scaturito la terza segnatura della Roma.
    Roma - Atalanta Disposizione Iniziale
    La disposizione a inizio gara

    Alcuni dati statistici:

    Possesso palla nettamente a vantaggio dei capitolini (65,6%), che di conseguenza hanno eseguito il maggior numero di passaggi (697 a 360) completati rispettivamente per il 92% contro il 76% dell’Atalanta. Nel computo degli assist vince 3 a 1 la Roma; La Roma ha tirato 7 volte in porta contro le 5 conclusioni nello specchio da parte degli avversari (Dati Opta)

    [videojs mp4=”http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2014/04/Analisi-Roma-Atalanta.mp4″]

    Il tabellino:

    Roma-Atalanta 3-1

    Roma (4-3-3): De Sanctis 6; Maicon 6 (79′ Romagnoli 6), Toloi 6, Castan 6, Dodò 6,5; De Rossi 7, Nainggolan 6, Taddei 7; Gervinho 7, Totti 7 (75′ Bastos 6), Ljajic 6,5 (86′ Ricci sv)

    Atalanta (4-4-1-1): Consigli 6,5; Benalouane 5, Stendardo 5 (73′ Lucchini 6), Yepes 5, Brivio 6; Estigarribia 5,5 (66′ Baselli 6), Cigarini 5,5, Migliaccio 5,5, Bonaventura 6,5; De Luca 6 (59′ Livaja 6); Denis 5,5

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    A cura di Claudio Damiani

  11. Differenziazione e classificazione della Match Analysis

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    La classificazione e le tipologie di analisi legate al calcio tratte da un diagramma del libro di Claudio Damiani “Studiare gli avversari… e se stessi – Migliorare la prestazione con la match analysis”,

    La Match analysis è una branca della Performance analysis. Può essere legata allo studio del movimento (Motion), o alla gestione dei dati quantitativi o qualitativi (Analisi Notazionale) e allo stesso tempo manuale o computerizzata.

    Dal libro: “L’analisi quantitativa tratta di dati numerici, di quantità e di frequenza (quanti sono e quante volte si ripetono), ma hanno un limite importante in quanto non consegnano una spiegazione scientifica: non spiegano il perchè di una situazione, la causa; non esprimono il dettaglio e il motivo dominante, elementi di studio fondamentali per un allenatore preparato e attento.

    Diagramma Match Analysis

    Lo scopo è il poter rispondere in modo adeguato all’avversario stesso nel corso della gara attraverso soluzioni tattiche da preparare a mezzo di allenamenti “strategici” nel corso della settimana”.

    Con l’analisi qualitativa si produce una relazione riguardo il modulo di gioco (e sistema)1 di una o più squadre o giocatori analizzando le situazioni che si ripetono frequentemente sia in fase di possesso di palla che in fase di non possesso di palla e nella gestione delle palle inattive.

  12. Le contrapposizioni dell’1-4-4-2 rispetto agli altri moduli (prima parte)

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    Il 4-4-2

    Immaginiamo dunque che la nostra squadra sia schierata con il sistema di gioco 1-4-4-2

    1-4-4-2 vs 1-4-4-2

     

    4-4-2 vs

    Dopo una prima analisi è opportuno sottolineare che i reparti difensivi giocano in situazione di parità numerica contro gli attaccanti avversari. A centrocampo, invece, c’è parità numerica “statica”.

    Se suddividessimo il campo con due linee verticali e due orizzontali noteremo come si crea un “gioco di coppie”, anche sulle corsie esterne dove 7 e 2 dovranno occuparsi di 3 e 11, e così via per gli altri calciatori.

    Definita la situazione naturale statica che consegue allo schieramento tattico analizziamo ora gli adattamenti tattici e le modalità per affrontare questo sistema di gioco, sia dal punto di vista difensivo sia da quello offensivo.

    Difensivo

    Scalate difensive: E’ indubbiamente il punto focale della fase difensiva di questo sistema di gioco.

    La scalata ha l’obiettivo di creare superiorità numerica in zona palla con lo scopo di riconquistarla.

    Non vuol dire solo creare superiorità numerica nel raddoppio ma anche e soprattutto nelle zone limitrofe alla posizione della palla, in modo da indurre il possessore a forzare la giocata e dunque a potenziali errori.

    Nei meccanismi di scalata ci sono degli aspetti a dir poco fondamentali.

    Innanzitutto il timing, ossia il tempismo con cui i calciatori effettuano i movimenti tattici richiesti per adempiere al loro compito, con la massima velocità ed aggressività visto che si tratta di un adattamento difensivo.

    Altrettanto importanti sono le distanze che intercorrono tra i calciatori che, collettivamente, scalano. Se le distanze non sono giuste gli avversari possono trovare uno “sbocco” ed uno spazio da occupare o attaccare per uscire dal pressing.

    Dunque la squadra dovrà muoversi sempre come un unico blocco, curando al massimo i principi di tattica individuale difensiva soprattutto riguardanti la presa di posizione e la scelta dei punti chiave di riferimento (porta, palla, avversario) secondo il gioco a zona.

    FIG1: Esempio di scalata con palla in zona laterale

    4-4-21 vs

    Il numero 2 rosso trasmette a 7; I difensori blu, con il giusto timing, si spostano in blocco velocemente verso la zona della palla.

    3 accorcia in avanti su 7 concedendogli trenta centimetri di spazio con l’obiettivo di poter temporeggiare, il suo compagno di catena laterale 11 va subito al raddoppio per creare una superiorità numerica in zona palla.

    Con il giusto timing ed in maniera altrettanto aggressiva i calciatori adiacenti alla linea della palla accompagnano i loro compagni blu chiudendo tutti i possibili sbocchi e spazi.

    6 effettua una copertura preventiva su 9rosso con 5 e 2 che gli danno adeguata copertura, 8 agisce in pressione sul sostegno 4 con il raddoppio di 9 che è pronto anche ad aggredire il giro palla difensivo.

    FIG2: Esempio di scalata con palla in zona centrale.

    4-4-22 vs

    Il numero 4 rosso riceve palla per impostare il gioco in zona centrale del campo.

    A seconda di quelli che siano i principi ed i sotto-principi di gioco della nostra squadra, le scalate difensive dovrebbero così essere eseguite:

    8 accorcia immediatamente in avanti su 4 ed attende il raddoppio di 9, qualora 4 sia lento nel girare palla. 4 si occupa di 8 ed attende l’arrivo di 10 in aiuto al pressing.

    Visto che lo sguardo di 4 è orientato verso il suo lato sinistro,11 accentra la sua posizione per venire a creare superiorità numerica in mezzo al campo inducendo 4 ad una giocata difficile o lunga.

    7 arretra fino ad occuparsi di 11 consentendo a 2 di mantenersi sulla stessa linea di 5 e 6 che devono occuparsi dei due attaccanti avversari.

    Offensivo

    Come mettere in difficoltà un sistema di gioco 4-4-2 utilizzandone uno simile?

    A seconda del modello di gioco della nostra squadra, e dunque dei relativi principi e sotto-principi di gioco, un modo per mettere in difficoltà una squadra schierata con un 4-4-2 con un sistema di gioco simile è quella di “adattarsi” ad un 4-2-3-1.

    4-4-23 vs

    Generalmente questo adattamento è utilizzato con squadre con vocazione offensiva. I terzini, infatti, partono all’altezza dei due mediani, ed i 4 giocatori offensivi giocano molti alti e molto larghi, costringendo i propri difensori e centrocampisti centrali ad accettare la parità numerica.

    Dunque la posizione avanzata dei terzini, unita a quella molto avanzata delle due ali, consente alla squadra di essere sempre pericolosa sulle corsie esterne. Altro punto importante è la posizione del numero 10. Egli può essere un centrocampista offensivo, un trequartista, un rifinitore, un attaccante di sostegno o una seconda punta. La sua posizione, al centro del castello, costringerà gli avversari a degli adattamenti difensivi sicuramente non previsti.

    Altro aspetto importante è quello composto dalla coppia trequartista-punta; questi calciatori possono disporsi in verticale, in orizzontale o in diagonale. La qualità e la complementarietà dei loro movimenti potrà arrecare danni importanti alla struttura organizzativa difensiva.

    Schierare la squadra in questo moto costringerebbe gli avversari ad adottare un baricentro basso ed ad utilizzare con più prudenza i due mediani vista la posizione di partenza di 10.

    FIG1: Sviluppo di gioco con il sistema 4-2-3-1 in grado di mettere in difficoltà una squadra schierata con il 4-4-2

    4-4-24 vs

    Il portiere inizia il gioco verso 5 che si allarga come il suo compagno 6 ai bordi dell’area di rigore. Immediatamente i terzini 2 e 3 sopravanzano la linea bassa dei due mediani effettuando un lungo corto per ricevere.

    Il mediano 8 lato palla si allarga e riceve in posizione atipica.

    E’ necessario sottolineare come la posizione di 10 all’interno del castello, impedisca ai due mediani avversari 4 e 8 di uscire in pressing sui nostri centrocampisti in quanto potrebbero mettere in luce il suddetto 10.

    Una volta ricevuta la sfera 8 la gioca di pria per il taglio convergente di 7.

    Controllata la sfera 7 ha tre opzioni di passaggio:

    -una derivante dal movimento asimmetrico ( o a incrocio) della coppia trequartista-attaccante

    -una derivante dall’attacco della zona cieca dell’esterno offensivo opposto 11

    -una derivante dalla sovrapposizione del terzino 2

    I quattro calciatori offensivi possono dar vita ad una serie notevole di combinazioni offensiva con lo scopo di creare adattamenti non naturali nel meccanismo difensivo avversario.

    FIG2 e 3:

    4-4-25vs

    4-4-25vs

    (Leggi la prima parte dell’articolo cliccando qui)

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    A cura di Giuseppe Maiuri

  13. Video Analysis. Milan – Chievo: i rossoneri confermano la momentanea ripresa

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    Tanto ha fatto il Milan per guadagnare i tre punti; molto meno il Chievo (a tratti intimidito dal divario tecnico palese tra alcuni singoli).

    Di questa gara possiamo sottolineare il giusto e forse ritrovato assetto del Milan con un 1-4-2-3-1 con reparti stretti e corti in fase di non possesso, difensori esterni con una discreta propensione offensiva e un gioco d’interscambio tra Kakà e Balotelli che ha dato pochi punti di riferimento ai difensori veneti.

    I due mediani de Jong e Muntari (sostituito poi da Essien), hanno garantito una sufficiente costruzione del gioco e una più che discreta attività in fase di rottura.

    [vimeo]https://vimeo.com/90526638[/vimeo]

    Lo spiccato utilizzo della sovrapposizione finalizzata alla conquista del fondo del campo, ha inoltre dato il “la” alla realizzazione dei primi due gol del Milan. Da rilevare la buona prestazione di Taarabt che conferma quanto di buono fatto nella gara di Firenze partendo largo a sinistra per eseguire con e senza palla una costante ed efficace conversione verso la porta avversaria.

    Andando a verificare alcuni dati statistici possiamo evidenziare, attraverso il numero dei passaggi effettuati, la non eclatante supremazia nel possesso palla della squadra di casa (56%): 505 passaggi Milan contro i 393 dei Clivensi; completati? Rispettivamente 82% e 78%.

    La miglior qualità dei cross effettuati dal Milan ha portato al gol di Balotelli e al secondo di Kakà; ad ogni modo il computo dei cross è pari a 18 Milan (3 andati a buon fine), contro i 19 degli ospiti (2).

    Tiri: in porta, 5 a 1 per il Milan; fuori 5 a 6.

    Milan-Chievo 3-0
    Milan: Abbiati 6, Bonera 6,5, Zaccardo 6, Rami 6,5, Emanuelson 6, De Jong 6,5 (59′ Poli 6), Muntari 6 (43′ Essien 6), Honda 6, Kakà 7,5 (73′ Robinho 6), Taarabt 6,5, Balotelli 7. A disposizione: Gabriel, Coppola, Silvestre, Zapata, Birsa, Saponara, Pazzini. Allenatore: Seedorf 7
    Chievo: Agazzi 5,5, Sardo 5,5, Dramé 5 (67′ Cesar 6), Frey 5, Dainelli 5,5, Bernardini 5,5, Radovanovic 5, Bentivoglio 5, Hetemaj 6 (77′ Guarente sv), Obinna 5 (62′ Thereau 5), Paloschi 5,5. A disposizione: Puggioni, Squizzi, Do Santos, Canini, Kupisz, Lazarevic, Paredes, Stojan, Pellissier. Allenatore: Corini 5
    Marcatori: Balotelli, Kakà, Kakà
    Ammoniti: –

    Milan - Chievo disposizione iniziale
    La disposizione iniziale delle due squadre: il Chievo ha mantenuto l’1-5-3-2 per tutta la durata del match

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    A cura di Claudio Damiani

  14. 1° Corso per Video Analista Tattico organizzato da SICS

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    SICS organizza il primo corso in Italia dedicato alla formazione e certificazione del Video Analista Tattico, figura professionale sempre più importante e richiesta dalle società calcistiche. Il corso prevede il superamento di un esame finale e rilascerà ai partecipanti la certificazione di Video Analista.

     

    corso-ma1

    Durata Corso:

    32 ore articolate su 4 giornate in due settimane consecutive (lunedi-martedi 28-29 Aprile e 5-6 Maggio) con esame finale da svolgersi durante l’ultima giornata del corso per conseguire la certificazione.

    Il corso si svolgerà nel Centro Tecnico FIGC di Coverciano presso la Sala Conferenze del Museo del Calcio.

    Programma del corso:

    • Teoria Calcistica (Maurizio Viscidi, 6 ore)

    • La tecnologia al servizio della Match Analysis (Michele Crestani, 4 ore)

    • Parte pratica e operativa (Antonio Gagliardi, 14 ore)

    • Esame (8 ore)

    Prerequisiti:

    Diploma di allenatore Uefa B o superiore e conoscenza uso Computer

    Il corso è di tipo teorico/pratico; i partecipanti dovranno portare al corso un proprio PC di tipo notebook (* vedi sezione caratteristiche minime PC) dove verranno installate a cura di personale SICS le licenze dei software VideoMatch Pro e SuperSchemi 2014, necessarie all’esecuzione delle esercitazioni e dell’esame finale.

    Ai partecipanti al corso verrà fornito:

    • Licenza software VideoMatch, software professionale per la Match Analysis, valida sei mesi

    • Licenza software SuperSchemi 2014, software per la schematizzazione sia statica che animata dei movimenti dei giocatori, valida sei mesi

    • Riconoscimento di uno sconto del 50% sul prezzo di eventuale acquisto della licenza definitiva di VideoMatch Pro e/o di SuperSchemi

    • Abbonamento annuale a rivista Il Nuovo Calcio

    • Attestato di partecipazione al corso

    In collaborazione con:

    Schermata 2014-02-25 alle 18.03.35

    Certificazione

    Ai partecipanti al corso che supereranno l’esame finale verrà fornito:

    • Attestato di Certificazione SICS Match Analyst Pro

    • Iscrizione all’albo degli analisti video

    • La creazione dell’albo e i nominativi degli iscritti verrà comunicata a AIAC e a tutti i club professionistici italiani.

    * Caratteristiche minime PC corsisti

    • Sistemi Operativi supportati : Windows XP, Windows vista, Windows 7, Windows 8 e 8.1. I modelli Apple tipo Mac Book Pro vanno bene solo se dotati di una partizione in cui sia installato Windows o dotati di emulatore Parallels Desktop (http://www.parallels.com)
    • Risoluzione minima del monitor/scheda video: 1024 x 768
    • Spazio minimo libero su hard disk: 10 GB
    • Memoria RAM: 4 GB
    • Scheda di rete Wireless WLAN

    Per informazioni sui costi e per il modulo di pre-iscrizione collegati al sito SICS


  15. Juventus-Inter 3-1: alcune considerazioni di cui far tesoro

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    Credo che mai come nella partita Juventus – Inter (3 – 1) giocata il 2 febbraio, sia stata dimostrata l’importanza della seconda palla, cioè la conquista delle ribattute.

    Infatti il secondo e terzo gol della Juventus sono stati segnati grazie alla riconquista immediata delle respinte dell’Inter.

    La conquista delle ribattute oltre ad indicare il carattere di un giocatore e della squadra di appartenenza, indica anche la forza fisica (quindi la preparazione) e la voglia di vincere del giocatore e di tutto il gruppo e della società.

    Quindi, allenare la propria squadra a questa specifica caratteristica implica a mio parere una combinazione fisica allenabile sul campo, e una allenamento mentale, allenabile sul campo, durante le esercitazioni, incitando e motivando sempre tutto ciò che il proprio calciatore compie, e anche negli spogliatoi e nei frequenti colloqui che l’allenatore o altri rappresentanti della società hanno con i propri atleti.

    Tutti possono notare la voglia, la “cattiveria” agonistica che i calciatori della Juventus mettono in campo in ogni partita.

    Quando si parla di demotivazioni, di abitudine a vincere (che può essere controproducente), si cerca di giustificare il calo di una squadra che poco tempo prima aveva vinto sempre e tutto.

    lichsteiner Ma questo non è il caso della Juventus o di altre grandi squadre tipo Bayern Monaco che sta continuando a vincere in Germania ed è avanti nella Champions.

    Penso che questa attitudine, sia anche insito nei ragazzi, ma si può, secondo me “allenare” dando la giusta intensità agli allenamenti e alle esercitazioni, che possono essere adattate al recupero della seconda palla, ma anche “spingendo” il ragazzo a non mollare mai.

    Da notare anche che parecchi calciatori, anche di livello stentano ad andare incontro al passaggio dei compagni, cosa peraltro che a me hanno insegnato quando ero piccolo e apprendevo i primi rudimenti di questo sport.

    Andare incontro alla palla trasmessa dai nostri compagni di squadra, quindi al passaggio, allo scarico, significa in primis aggredire la palla, impedendo all’avversario di arrivare in anticipo; e poi guadagnare quei pochi istanti e quei pochi metri di campo che nel calcio di oggi possono significare tanto.

    Quindi anche in questo possiamo intervenire negli allenamenti coi nostri ragazzi, incoraggiandoli ad andare incontro alla palla trasmessa dai loro compagni.

     

    Nicola Amandonico

  16. “Il Nuovo Calcio” e MisterManager.it: una nuova sinergia

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    Sono lieto di annunciare la grande opportunità che mi ha dato il nuovo direttore de “Il Nuovo Calcio” Ferretto Ferretti, per poter esprimere le mie idee e metterle a confronto e a disposizione dei numerosissimi seguaci del “Top magazine” dedicato ad allenatori, preparatori ed addetti ai lavori del mondo del calcio e del calcio a 5.

    il mio compito sarà quello di proporre una serie di quesiti, esercitazioni, analisi e video su squadre, avversari e giocatori sempre in linea con lo stile affermato della pagina facebook e del sito ufficiale della rivista. Mi auguro di poter essere all’altezza e poter imparare molto anche da questa esperienza.

    Il professor Ferretti, docente di metodologia ai corsi allenatori del Settore Tecnico FIGC di Coverciano, allenatore di base e preparatore atletico professionista, che ha lavorato per più di 20 anni in serie A, è la nuova guida della rivista; un direttore che porta una grande quantità di esperienza vissuta sul campo. Egli conosce le dinamiche e le esigenze di chi lavora o si diletta in questo mondo in continua evoluzione, ma soprattutto cosa respira, cosa osserva e cosa vuole apprendere l’uomo di calcio moderno.

    Il suo avvento ha portato a un notevole cambio organizzativo a livello di immagine e di protagonisti; queste le sue parole pronunciate al momento dell’investitura:

    ferrettiÈ un grande piacere e un onore assumere la direzione de’ Il Nuovo Calcio, rivista che ho visto nascere nei lontani anni ’90. E ho contribuito a far crescere nelle prime stagioni. Sono passati più di vent’anni, il calcio è cambiato radicalmente nelle metodologie d’allenamento, negli aspetti tecnico-tattici, per quanto concerne le componenti psicologiche e di comunicazione. Fortunatamente, sono rimasti immutati l’interesse e la passione dei molti addetti ai lavori, in particolar modo il desiderio di conoscere, apprendere e migliorare da parte di allenatori e preparatori di qualsiasi livello ed età. Anzi è cresciuto! Lo percepisco tutti i giorni in campo e in aula: da Coverciano a quelli periferici.

    Per questo motivo, il primo obiettivo che mi sono posto è quello di rendere il più interessante possibile il nostro mensile. Un mensile per tutti coloro che vivono il calcio in prima persona: giocatori, allenatori, preparatori, sia di giovani, sia di adulti. Per riuscire in questo scopo, penso sia importante che ognuna di queste figure trovi qualcosa dedicato, qualcosa che lo aiuti a migliorare realmente. Quindi, come accade spesso quando vi è un cambio in panchina, servono delle novità. La prima, l’avrete sicuramente notata, è la veste grafica, più attuale e fresca. A volte anche la “maglietta” fa la differenza. Poi ci sono i contenuti: se avete sfogliato le pagine con curiosità ancora prima di “studiarle”, sono gr premium calcioiffate da nuovi e soprattutto autorevoli uomini di calcio. Uomini di campo! Perché questa è la seconda delle finalità che mi sono posto: cercare di creare il giusto mix tra lavori pratici e quel pizzico di scientificità che deve sottendere l’universo dell’allenamento. In modo che, come ha detto l’amico Fulvio Fiorin nella sua opinione, Il Nuovo Calcio diventi un punto di riferimento per chi fa… calcio.

    Come accennato, tutti devono trovare qualcosa. Qualcosa di qualità! Quindi, in ogni numero vi saranno articoli incentrati sugli aspetti tecnico-tattici, per adulti e settore giovanile, di metodologia, tecnica e coordinazione per l’attività di base, di preparazione fisica, di allenamento per i portieri, di medicina, alimentazione e regolamento/carte federali, nonché di calcio a cinque e femminile.

    Non vogliamo dimenticare certo l’attualità, con l’analisi tattica dei top team dei principali campionati europei, firmata Giovanni Galli; l’intervista al giocatore (il primo è Alessandro Diamanti) e quello che a mio parere più rappresenta il nostro mondo: l’approfondimento con l’allenatore e il suo staff, redatto a più mani da addetti ai lavori. E in questo numero, i protagonisti sono Vincenzo Montella e i suoi collaboratori, che ringrazio per la disponibilità. È solo l’inizio. L’inizio di un nuovo corso. Che vuole coinvolgere sempre di più tutti voi lettori. Perché si migliora solo nel confronto.

    Ferretto Ferretti

    Non perdere tempo! Abbonati a PREMIUM CALCIO! Potrai usufruire di uno sconto del 10% sulla quota di iscrizione dei tradizionali Master in Tattica e strategia calcistica, con allenatori professionisti, organizzati dal Nuovo Calcio. Scopri tutti i vantaggi!

    A cura di Claudio Damiani

    Claudio Damiani

    NCMontella

     

     

     

     

     

     

     

     

  17. Il colpo del ko: la transizione

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    La transizione e’ paragonabile al colpo da knock down di un pugile che coglie impreparato l’avversario sbilanciato ad attaccare.

    Immaginiamo il pugile che sferra un diretto dx e che nell’ eseguirlo lascia scoperto il volto: se il difendente coglie l’ attimo giusto e anticipa puo’ trovare il colpo decisivo.

    Quindi elementi fondamentali per una transizione efficace sono:

    1. la distrazione di chi offende;

    2. la capacita’ di prevedere e anticipare il movimento avversario;

    3. la scelta del tempo nell’ anticipo;

    4. la velocita’ nell’ eseguire il colpo risolutivo;

    5. la velocita’ di accoppiamento dei movimenti atti a concludere l’ azione (knock down/tiro in porta/gol).

    A volte si predilige un finto atteggiamento remissivo della squadra per portare l’ avversario a perdere gli equilibri tra i reparti durante la propria azione offensiva.

    Viene scelto inoltre un lato debole dove affondare il colpo. Per esempio il giocatore tecnicamente meno abile e si attende che il gioco arrivi da quel lato per pressare- recuperare- verticalizzare-concludere.

    La transizione puo’ essere un ko : ma e’ la capacita’ di attenzione che determina se subirlo o farlo subire.

     

    Mister Giacomo Bizzarri (altro…)

  18. Un semplice modello di analisi video di una gara

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    Dopo aver pubblicato un modello di relazione scritta sulla squadra da affrontare, vogliamo continuare a dedicarci alla Match Analysis pubblicando un semplice esempio di analisi video relativo al primo tempo della finale di Tim Cup (Coppa Italia) edizione 2012/13, disputatasi tra Roma e Lazio e vinta da quest’ultima (1 a 0 il risultato).

    L’attenzione è stata focalizzata sulla performance della Lazio, attraverso l’analisi di alcune situazioni particolari della fase di possesso e di non possesso, nonchè sulle palle inattive (nella prima frazione di gara molto mal gestite).

    Il lavoro presentato costituisce un esempio di come la video analisi può lasciare meglio impresse alcune situazioni tattiche che possono essere punti deboli o forti degli avversari.

    [youtube]http://youtu.be/jMevmY3RM8Q[/youtube]

    E’ implicito pensare che una gara visionata non contribuisce pienamente a darci un panorama completo delle caratteristiche dei nostri avversari e per questo possiamo tranquillamente affermare che solo una rosa di 5/6 gare può darci un’idea della compagine, dei suoi giocatori e anche del comportamento assunto dall’allenatore.

    Il filmato presentato si riferisce al primo tempo della gara la sua durata è di circa 9′. La media è giusta in quanto il filmato da presentare alla squadra non dovrebbe mai essere di durata superiore ai 15/18′ per evitare un calo di attenzione da parte del gruppo squadra durante la riunione tecnica.

    Altro particolare da considerare: la relazione scritta molto dettagliata da presentare allo staff o da eseguire a supporto del filmato; ma sarebbe meglio dire che il filmato è un’integrazione dell’analisi scritta che va consegnata all’allenatore e con lui discussa, anche se nel video proposto sono state inserite delle didascalie a descrivere le situazioni più significative.

     

    A cura di Claudio Damiani

    Claudio Damiani

     

  19. Corso di formazione “Calcio 4D” a Bologna

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    calcio $D bannerD’intesa con UISP e CSI parte a Bologna un corso di formazione di Calcio 4D di 20 ore. Il corso inizia sabato 26 ottobre e si prolungherà per tutto il mese di novembre presso le aule didattiche dell’UISP e il centro Isokinetic.

    Il progetto è stato presentato da Adriano Bacconi e Ivan Zazzaroni all’Hotel Savoia Regency insieme al referenti di progetto per la UISP Umberto Molinari e al Vice Presidente UISP Emilia-Romagna Carlo Balestri.

    Promo calcio4dSono intervenuti il Presidente della Ventura Research Insitute Prof. Mauro Alvisi che si sta occupando della certificazione accademica del percorso didattico Calcio 4D, Daniele Corazza, Resp. Settore Giovanile del Bologna FC 1909 e che da anni lavora seguendo queste linee guida, il Dott. Roi del centro medico-sportivo Isokinetic, Aldo Montinaro, Resp. Inter Campus, che segue il progetto Calcio 4D da tempo e Elena Boni, Vice Presidente CSI Bologna.
    Il Prof. Alvisi ha spiegato la piramide formativa di Calcio 4D davanti allo sguardo attento di Ivan Zazzaroni Hanno partecipato anche i responsabili di Calcio 4D di Pisa, Torino e Asti. Il modulo per l’iscrizione, saranno accettate un numero massimo di 50, è scaricabile sul sito www.calcio4D.com e www.uispbologna.it. Molte le testate giornalistiche presenti alla presentazione.

     

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    CALCIO 4D si appoggia su due pilastri, la metodologia e la tecnologia, che hanno come radice comune l’innovazione e la ricerca, un sistema aperto a idee ed esperienze anche apparentemente lontane.
    CALCIO 4D segue la case history di successo della Pisa Soccer School e vuole qualificare, attraverso un nuovo modello formativo, gli istruttori delle Scuole Calcio e dei Settori Giovanili della città che sposi e divulghi sul territorio i valori fondanti dello sport come l’integrazione, l’aggregazione, il benessere psico-fisico.
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  20. Tre schemi di palla inattiva adottati dall’Inter

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    Abbiamo registrato tre situazioni di “gioco statico” nel corso della gara Inter – Juventus del 14.9.2013 finita 1-1

    IL CALCIO D’INIZIO DELL’INTER

    IL CALCIO D'INIZIO DELL'INTERA (Palacio) e B (Alvarez) sulla palla, A passa a B (1) e B scarica su C (2), C (Guarin) lancia sulla corsa di D (Campagnaro) ed E (Jonathan) che si lanciano alle spalle della squadra avversaria schierata. L’intento è innanzitutto, cercare di sorprendere la squadra avversaria, e quindi di portare subito la squadra in zona d’attacco.

    CALCIO D’ANGOLO DELL’INTER

    calcio d'angolo interA (Alvarez) sulla palla, effettua un passaggio in diagonale (1) B (Jonathan) effettua un movimento ad inganno, e finta, la palla è diretta a C (Guarin) che ho calcia in porta o lancia i suoi compagni (2).

    SCHEMA PUNIZIONE INTER

    SCHEMA PUNIZIONE INTERA (Alvarez) sulla palla, i suoi compagni schierati come in figura, con la linea degli attaccanti (i più alti per ingannare gli avversari) oltre quella dei difensori avversari che effettuano un contro movimento ad uscire per buttarsi sul lancio del compagno in area, gli esterni schierati larghi. Alvarez però lancia su B (1) Cambiasso che a volo la mette in area per i compagni.

    Nicola Amandonico

     

  21. Situazioni di gioco: Chelsea – Bayern Monaco (finale Supercoppa europea 2013)

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    GIOCO “DINAMICO”

    MOVIMENTI D’ATTACCO DEL BAYERN

    MOVIMENTI D'ATTACCO DEL BAYERN

    Sulla fascia destra, Lahm, in possesso palla, scarica su Krossche taglia alle spalle di Robben che va incontro a Lahm portandosi il difensore e aprendo il varco per il compagno che mette a centro o conclude a rete.

    MOVIMENTI SULLA FASCIA SINISTRA DEL BAYERN

    MOVIMENTI SULLA FASCIA SINISTRA DEL BAYERN Sulla fascia sinistra Ribery oltre che a scambiarsi con Robben, il più delle volte ricevuta palla, forte nell’uno contro uno si accentrava, lasciando lo spazio all’inserimento di Alaba, per servirlo sul taglio (1), oppure concludere a rete (2) o sul taglio degli altri compagni.

    Da notare che Ribery è destro, quindi accentrandosi da sinistra può calciare bene in porta o servire con il piede naturale i compagni.

    MOVIMENTO DA ATTACCANTE

    MOVIMENTO DA ATTACCANTE

    Mi è piaciuto un movimento di Torres, che ha ingannato i due difensori e gli ha permesso di calciare in porta.

    Azione: Schuurle sulla destra arriva quasi sul fondo e pur contrastato da Alaba, riesce a far arrivare la palla a Torres (1), che con un movimento palla al piede, ad uscire si porta appresso i due difensori, ma che con un contro movimento cambia direzione e si porta alla conclusione (2).

    Secondo me un azione da grande attaccante.

     

    gIOCO “STATICO”

    CALCI D’ANGOLO BAYERN

    CALCI D'ANGOLO BAYERN

    A (Gotze) va sulla palla, finta di crossare e la passa (1) a B (Kross) che la mette in mezzo (2) di prima per i colpitori.

    SCHEMA DI PUNIZIONE BAYERN

    SCHEMA DI PUNIZIONE BAYERN

    A che da destra era Robben finta di crossare a centro, ma passa a B (1) Ribery che si alternava con Kross che poteva calciare in porta (più Ribery) oppure metterla sul secondo palo sul movimento del compagno.

    Da sinistra s’invertono le posizioni con Ribery o Kross che vanno sulla palla e Robben che va a calciare.

    La seconda soluzione prevede un passaggio in più (3) per C (Lahm) che la mette sul secondo palo per un compagno che con un contro movimento si libera dalla marcatura.

    L’avversario viene indotto a pensare al cross immediato perché n area vanno tutti i “lunghi” a saltare.

    Variante: C invece di crossare calcia direttamente in porta. In questo caso in posizione C si posiziona Ribery.

    Nicola Amandonico

  22. Un calcio al… futuro (1)

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    CAPITOLO 1

    Tutto cominciò proprio in una lontana notte del 2004. Erano circa le 3 e davano il Super Bowl se non ricordo male tra i Patriots ed i Panthers. Avevo da qualche tempo cominciato ad apprezzare il football sia per la sua spettacolarità e sia per il suo particolarissimo aspetto tattico.

    300px-Pats-Eagles-2007-GiletteStadium Da 7/8 anni già sedevo sulle panchine ed il calcio per me non aveva rivali ma questo football aveva qualcosa di attraente…sentivo che nascondeva qualcosa che poteva essermi utile nella mia esperienza di allenatore…..qualcosa che si sarebbe tramutato quasi in ossessione….qualcosa che avrebbe da lì a poco cambiato il mio modo di vedere il calcio.

    Bisogna dire che In quel periodo, tra l’ altro, ero assorbito da continue riflessioni sulla Transizione negativa e positiva e dai ragionamenti sull’ analisi delle due fasi di gioco Offensiva e Difensiva .

    Fatta eccezione per l’ Intercetto capii immediatamente che il Football americano non aveva quella fluidità nelle transizioni tipica del Calcio e del Basket e che le due fasi erano addirittura scisse in mini periodi di attacco e difesa durante i quali entravano in campo o solo i giocatori della DIFESA o solo i giocatori dell’ ATTACCO a seconda di quale fase si stava giocando. Questo particolare tattico del football americano mi fece porre questo quesito:

    come sarebbe il calcio se avesse questa regola tecnica di suddivisione temporale delle due fasi?

    Mi risposi all’ italiana: sarebbe un pastrocchio. Mi immaginai questa caricatura di sport e decisi di abbandonare questa flebile idea.

    Solo dopo aver visto un gran Touchdown dei Patriots così, quasi per incanto, feci anche io “Touchdown” ……..

    Pensai: se non si può concretamente dividere il calcio in due fasi regolamentari nette e distinte , posso però farlo idealmente, virtualmente immaginando ad ogni transizione il cambio di giocatori che avviene nel Football americano…..

    Per concretizzare tutto ciò, era però necessario l’ ausilio di un’ altro punto di vista…non potevo certo pensare di poter creare dei fotogrammi nella mia testa senza confonderli ed analizzarli come se io fossi un pc.

    In quel tempo allenavo una squadra di Allievi ed a inizio anno mi presentarono un mio coetaneo che doveva fare esperienza d’ allenatore . Si creò quasi subito sintonia( 4-3-3, pressing ultraoffensivo, mentalità aggressiva- ecc). Gli esposi la mia teoria e lui fu subito interessato:

    lavagna si trattava di dividerci le due fasi…nello specifico io avrei curato la Fase Difensiva mentre lui avrebbe curato la Fase Offensiva, io avrei quindi posto la mia attenzione esclusivamente sui movimenti senza palla della mia squadra mentre il mio collaboratore sui movimenti in possesso di palla.

    Durante una gara, per rendere meglio l’ idea con un esempio …immaginiamo che la nostra squadra fosse in possesso di palla …in quel momento la mia attenzione era esclusivamente riversata su tutti i giocatori lontani dalla palla e non partecipanti alla fase offensiva…se invece perdevamo il possesso la mia attenzione si faceva massimale su tutti i reparti della squadra con l’ obiettivo di recuperarla velocemente riducendo al minimo i rischi di subire. Al contrario il mio aiutante focalizzava la sua attenzione solo nel momento di recupero del pallone e nel momento di possesso palla mentre distoglieva in caso di transizione negativa ..rimanendo in attesa di un eventuale recupero del pallone.

    Questo modo bifocale di” vedere “ il calcio creò nuovi spunti anche nella programmazione dell’ allenamento.

    Giacomo Bizzarri

    Segue cap 2

  23. La presentazione video della squadra da affrontare – quarta parte

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    Di Daniele Zoratto – Relatore Prof. E. Ferrari – Tesi dl Corso Master F.I.G.C. 2005/06; Fonte: Settore Tecnico

    Gia’ pubblicati la Presentazione della squadra da affrontare prima, seconda, terza parte.

    PRESENTAZIONE FATTA DAL COLLABORATORE

    imageLa mia opinione è che la presentazione del video deve essere fatta dall’allenatore in quanto i giocatori prestano maggior attenzione ai dettagli. L’allenatore sentendo “sue” le immagini riesce a trasmettere il suo pensiero tattico, o nel caso decida di mostrare parti estese della partita, focalizzare gli aspetti più importanti di essa. Quando questo avviene generalmente ad una azione positiva quasi contemporaneamente viene suggerita e sovrapposta verbalmente una contromossa tattica della propria squadra. Se invece la presentazione viene fatta dal collaboratore, l’allenatore al termine di essa dovrà intervenire per focalizzare e rafforzare quali sono gli aspetti più importanti su cui i giocatori dovranno fissare l’attenzione. Questo commento di fine presentazione deve avvenire non principalmente per l’aspetto “tattico” ma per ridare la leadership al tecnico, quindi un aspetto psicologico. Per far sì che l’allenatore dia la mansione al proprio collaboratore di fare la presentazione è necessario un rapporto di fiducia e deve riconoscere nel collaboratore alcune capacità didattiche ed espressive. D’altra parte il collaboratore deve saper riconoscere il proprio ruolo senza sovrastare e prevaricare l’allenatore stesso. Il suo è un ruolo delicato che deve essere interpretato dai giocatori come un supporto di collaborazione.

    PRESENTAZIONE CON COINVOLGIMENTO DEI GIOCATORI

    Uno dei metodi “rafforzativi” per rendersi conto se i giocatori hanno capito le azioni positive o negative della squadra avversaria e quindi saper interpretare le contromosse da mettere in atto in quelle determinate situazioni è quella di far intervenire i giocatori durante la presentazione del video. Ciò “costringe” il giocatore ad un’attenzione costante in quanto durante la visione può sempre essere richiesta la sua opinione. In realtà questo intervento viene richiesto dopo un certo periodo di tempo in cui i giocatori abbiano già conosciuto quali siano orientativamente le strategie dell’allenatore. Questo metodo penso che sia il più redditizio in quanto “obbliga” il giocatore a pensare e lo fa compartecipare alla “costruzione” di un progetto strategico per battere la squadra avversaria. Inoltre diventa un ripasso verbale-mentale di ciò che verrà poi successivamente provato sul campo.

    DURATA DEL VIDEO

    imageAnche in considerazione delle osservazioni fatte in precedenza ritengo che la durata del video debba essere orientativamente di 15 minuti. Al termine del video spesso viene aggiunto un commento globale e di conseguenza i giocatori dovrebbero mantenere la loro attenzione all’incirca per 20 minuti. Questo tempo rispecchia i tempi di concentrazione-attenzione che molti Autori hanno dimostrato con ricerche scientifiche. Un’analisi della partita più lunga mi ha fatto evidenziare che i giocatori non riuscivano ad apprendere e memorizzare gli aspetti tecnico- tattici che io cercavo di comunicare. Questo lo si può notare dalle domande che vengono poste allo Staff Tecnico tra la visione del filmato e l’inizio della partita.

    QUANDO PRESENTARLO

    Anche la scelta del giorno in cui deve essere presentato il VIDEO ha una certa importanza. Per la mia esperienza ritengo che il giorno idoneo possa essere il mercoledì prima dell’allenamento del pomeriggio. Questa mia scelta e’ dettata dal fatto che in questo modo si ha la possibilità di iniziare a dare informazioni alla squadra in concomitanza dell’inizio dell’allenamento tattico. In questo modo si ha un tempo maggiore affinché si possa discutere e mettere in pratica con i giocatori le diverse strategie applicative in funzione di ciò che si e’ potuto apprezzare durante la visione della partita. Molte squadre generalmente il giovedì effettuano partite con squadre avversarie di livello inferiore, per mettere in pratica la strategia che verrà poi riproposta la domenica successiva. Ciò permette di creare situazioni simulate in allenamento facendo giocare la squadra titolare contro la squadra allenatrice, che si muoverà secondo le caratteristiche sopra citate. L’applicazione di questo metodo si riflette non solo nell’analisi e nella preparazione della tattica più conveniente da usare contro un avversario concreto, ma anche nella sua estrema importanza come elemento di preparazione psicologica e tecnico – tattica. Questo lasso di tempo avvantaggia la memorizzazione della strategia se confrontato con quello di altri Staff che propongono di mostrare ai giocatori il video in giorni successivi o addirittura il giorno prima o il giorno stesso della partita. Con questa scelta praticamente si hanno a disposizione almeno altri 4 allenamenti per poter preparare sul campo la partita.

    In questo periodo tutto lo Staff Tecnico supportato dalle conoscenze ed esperienze personali oltre che da quelle video presentate inizia un serie di colloqui individuali, di reparto e di gruppo al fine di evidenziare le carenze degli avversarie preparare le strategie tattiche da utilizzare per colpire l’avversario e la squadra soprattutto sui suoi punti deboli.

    CONCLUSIONI

    Ritengo che mostrare alla propria squadra un video degli avversari sia un ottimo supporto visivo per poter preparare al meglio la strategia tattica da affrontare. La possibilità di avere oggigiorno i filmati di tutte le partite delle squadre e di avere tecnologie avanzate per il montaggio delle immagini che si reputano più importanti aiuta lo Staff Tecnico a preparare l’allenamento in funzione degli avversari. Queste considerazioni sono indipendenti da chi prepara il video o da chi o come viene presentato. Anche se meno utilizzato sono dell’opinione che mostrare o consegnare in aggiunta il video con le caratteristiche individuali del singolo giocatore sia un modo per completare e finalizzare questo tipo di informazione. Sono cosciente che per questo tipo di organizzazione necessita molto tempo da parte dei tecnici, per questo molte volte o ci si affida a ditte specializzate o in alcuni casi si assumono persone che si specializzano in questo tipo di lavoro seguendo i suggerimenti dei Tecnici.

    imageSpero di aver esposto quali sono i principi che generalmente sono seguiti per questo tipo di lavoro e quali sono le mie opinioni al riguardo. Per completare la mia tesi ho allegato una tabella fatta dal Sig. Zaccheroni che ho molto apprezzato modificandola in alcune parti.

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    DIZIONARIO – GLOSSARIO UTILIZZATO IN QUESTA TESI

    • Taglio = movimento del giocatore nello spazio in profondità o laterale
    • Scarico = passaggio effettuato a un compagno
    • Giocatore a sostegno = giocatore in aiuto al compagno e posizionato dietro la linea della palla
    • Ri-partenza = passare dalla fase di non possesso a quella di possesso avviando velocemente l’azione offensiva per tentare la via della rete
    • Pressing = e’ un modo di cercare di riconquistare la palla con l’azione coordinata di più di due giocatori o di reparti o dell’intera squadra.
    • Due contro uno = creare superiorità numerica
    • Palla libera = possibilità di calciare per chi e’ in possesso di palla
    • Palla coperta = giocatore impossibilitato dal calciare palla liberamente.
    • Staccare = movimento a ritroso di due giocatori o di un intero reparto o di più reparti
    • Uomo tra le linee = Giocatore posizionato tra i reparti
    • Attacco alla profondità = conquistare spazio in avanti e arrivare prima possibile nei pressi della porta avversaria

    A cura di Claudio Damiani

    Claudio Damiani

  24. La presentazione video della squadra da affrontare – terza parte

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    Di Daniele Zoratto – Relatore Prof. E. Ferrari – Tesi dl Corso Master F.I.G.C. 2005/06; Fonte: Settore Tecnico

    Riprendiamo l’esplorazione iniziata nella prima parte e proseguita nel secondo contributo, relativa alla redazione (raccolta dati, analisi ed elaborazione, esposizione), di un’analisi video riguardante l’avversaria da affrontare. La video analisi tecnico-tattica rapportata alla figura e la personalità dell’allenatore è l’aspetto trattato in modo particolare in questa parte, da Daniele Zoratto, ex giocatore del Parma e attuale tecnico della Nazionale U17.

    Quante partite utilizzare e quali utilizzare

    Se la partita che si deve effettuare deve essere giocata in casa i video che analizzo della squadra avversaria sono le ultime due partite giocate in trasferta e l’ultima giocata in casa. In caso contrario viceversa. Questa scelta e’ dettata dal fatto che cerco di capire se la squadra che si deve affrontare ha:

    • lo stesso atteggiamento tattico in casa o fuori casa
    • se la squadra e’ propositiva sia in casa che in trasferta
    • se la squadra utilizza strategie diverse in funzione del fatto che si giochi o meno in casaUn altro aspetto che detta questa scelta e’ che analizzando i video delle ultime partite e’ possibile valutare anche la condizione fisica dell’ultimo periodo visionato, in quanto si possono anche valutare alcune variazioni nel rendimento della squadra. Non prendendo in considerazione infortuni ed espulsioni e’ possibile capire se l’allenatore sceglie gli stessi giocatori o alcune scelte sono dettate dalla strategia tattica della squadra avversaria. Posso però affermare che dalle mie analisi spesso la scelta dei giocatori non e’ condizionata dalla squadra da affrontare. Una valutazione a parte deve essere fatta per le squadre di alta classifica spesso impegnate nelle competizioni Internazionali. In questi casi negli ultimi anni si e’ iniziato ad attuare quello che in gergo tecnico viene definito il “turnover”.

    Allenatore che presenta tutta o una parte della partita.

    squadre schierate“Nella mia carriera calcistica ho incontrato Allenatori che mi presentavano la squadra avversaria in diverse maniere:
    Allenatori che mi mostravano circa 15 minuti di una partita, senza evidenziare nessun aspetto tecnico-tattico, ne’ individuale, ne’ collettivo. Presumibilmente questi allenatori volevano mostrare il modo di giocare della squadra da affrontare. Questo presupponeva da parte mia e dei miei compagni un’analisi soggettiva di chi si andava ad affrontare.
    Allenatori che mostravano un montaggio delle azioni che ritenevano importanti della squadra avversaria senza effettuare alcun commento durante la proiezione. L’analisi veniva effettuata al termine del video. Questo metodo a mio giudizio non da’ la possibilità di focalizzare nel particolare la singola azione, e di conseguenza mi portava a non capire esattamente il feedback che io avrei dovuto utilizzare per quella specifica azione. Anche all’allenatore nella sua sintesi o commento finale potevano sfuggire alcuni particolari che a volte sono importanti per preparare le giuste contro-risposte alle specifiche situazioni.
    Allenatori che mostravano al massimo un tempo della partita. Il video era seguito da un commento generale sulla squadra da affrontare. Al di là del piacere di vedere una parte della partita mi sembra che questo metodo sia innanzitutto troppo lungo per richiedere l’attenzione dei giocatori. Perdendo la concentrazione spesso non si memorizzano le azioni tattiche
    che sono il fine della proiezione”.

    Allenatore che si affida ai montaggi di aziende esterne

    Oggigiorno esistono aziende che effettuano questo lavoro di montaggio di azioni delle squadre avvalendosi del loro personale. Spesso questi tecnici assemblano azioni di gioco che spesso non sono ritenute necessarie, (o in eccedenza, o senza che queste siano tatticamente rilevanti), secondo il modo di vedere dell’allenatore che le riceve. In questo caso, in un periodo del campionato in cui anch’io come collaboratore dell’allenatore ricevevo questo video, cercavo di eliminare le azioni ritenute da me non idonee ed inserivo altre azioni prese da altri video per completare il montaggio. Si deve anche dire che queste aziende oggigiorno nelle loro presentazioni hanno la possibilità, utilizzando macchinari costosi di evidenziare le immagini di video (movimento dei giocatori) con l’ausilio di scritte e frecce che focalizzano i movimenti dei giocatori dando una visione a volte molto più chiara della disposizione dei vari reparti o dei singoli giocatori. Questo tipo di visione avvantaggia maggiormente quei giocatori che hanno una visione limitata dello sviluppo dell’azione o delle conseguenze di una disposizione errata.

    Allenatore che direttamente effettua il montaggio

    Ho collaborato con Allenatori che svolgevano questo compito personalmente. Ritengo che questa scelta sia dettata dal fatto che l’allenatore stesso voleva conoscere in maniera diretta la squadra avversaria. E’ anche vero che se un Allenatore prepara il video per la propria squadra ha fatto maggiormente sue le conoscenze della squadra avversaria. Un’altro motivo per cui il montaggio viene fatto dall’Allenatore stesso e’ che il rapporto con il proprio collaboratore non e’ del tutto completo anche se di fiducia.

    Allenatore che da’ consegne al suo collaboratore per le immagini che richiede

    Nelle quattro esperienze personali come collaboratore di Allenatori con altrettanti Staff Tecnici ho notato che serve del tempo, più o meno lungo, affinché si creino alcune condizioni di empatia e di collaborazione che danno la possibilità a chi collabora di avere mansioni che spesso e’ l’Allenatore stesso ad assolvere. Questo feeling deriva da diversi aspetti:
    La dimostrazione di professionalità

    L’esperienza vissuta

    Il fatto di vedere o di avere idee tattiche simili. Questo aspetto però non deve trarre in inganno perché l’avere visioni di gioco e strategie tattiche a volte differenti arricchisce il bagaglio culturale di entrambi i Tecnici che va sicuramente a migliorare i suggerimenti che verranno dati successivamente ai giocatori per affrontare la partita.

    A cura di Claudio Damiani

    Claudio Damiani

  25. “2vs2 con le sponde”: un mezzo universale per la tattica e la preparazione atletica (prima parte)

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    (Aggiornato al 22/02/2021)

    Abbiamo più volte ribadito l’importanza dell’allenamento atletico specifico con la palla, per rispondere alle esigenze di uno sport di situazione come il calcio. In altri post è stato accennato come il 2c2 fosse il mezzo di partenza per le collaborazioni difensive ed offensive. Oggi analizzeremo il “2c2 con le sponde” e l’inserimento di questo nella formazione tattica ed atletica nel calcio. Valuteremo il suo inserimento nella didattica del:

    • Gioco in ampiezza nella scuola calcio
    • Apro/chiudo e Giropalla
    • Movimenti difensivi copro/marco
    • Movimenti delle punte
    • Allenamento atletico specifico

    Com’è possibile vedere dalla figura sopra, la struttura di base è formata da un quadrato di dimensioni di 18x18m; all’interno si gioca un 2c2 (questi giocatori non possono uscire dal quadrato) e ad ogni lato si trova una “sponda” (deve rimanere all’esterno del quadrato lungo il suo lato). 2 sponde (situati sui lati opposti) giocano con una squadra e 2 sponde con gli altri. Tutti giocano a “3 tocchi-massimo”; una squadra ottiene un punto quando riesce a far arrivare la palla (non tramite passaggio diretto tra sponde) da una sponda all’altra senza che gli avversari la toccano. È ammesso il passaggio diretto tra le sponde, ma non permette di conseguire il “punto”.

    Ad una prima osservazione appare un’esercitazione a densità di gioco molto elevata (per i giocatori all’interno del quadrato) e viene spontaneo considerarlo un mezzo per la preparazione fisica specifica organizzandolo in serie (da 1’30” a 3’), scambiando i giocatori dentro (fase attiva) con le sponde (recupero) tra una serie e l’altra. Modificando dimensioni del campo e soprattutto la “verbalizzazione del compito” da parte dell’allenatore è possibile considerarlo anche un mezzo fondamentale per la didattica di diversi aspetti tecnico-tattici, mantenendo l’elevata densità di gioco; questo permetterebbe di allenare (stabilizzando) i fondamentali in regime di rapidità e fatica. Sotto sono riportate le varianti.

    Variante per il gioco in ampiezza nella scuola calcio

    Sin dalla categoria Pulcini si insegna il gioco in ampiezza per allargare le linee di passaggio e quindi le opportunità di gioco. In questa categoria è possibile paragonare la situazione di “palla alla sponda” come di “palla al portiere”: Cosa si fa in questo caso? Si ricerca la posizione (possibilmente lontano dagli avversari che spontaneamente si collocano davanti alla palla) che permette di vedere il portiere (cioè la sponda), gli avversari e la porta avversaria (rappresentata dall’altra sponda). Ovviamente è una condizione di gioco che deve essere stimolata dall’allenatore tramite un processo di “verbalizzazione” e non un “obbligo di giocata”, altrimenti i giocatori non farebbero proprio questo tipo di atteggiamento. Infatti, lo stimolo principale (a quell’età) sarebbe quello di andare incontro alla sponda per farsi dare la palla finendo per dare le spalle ai compagni/avversari con la conseguente limitazione della giocata. Ogni serie di gioco continuo può essere fatta durare circa 3’ (poi si cambiano i giocatori centrali con le sponde) senza interruzioni, ma verbalizzando gli elementi fondamentali tra una serie e l’altra. Sempre in questa categoria, viene stimolato il concetto di “smarcamento in zona luce” da parte delle sponde che devono cercare di spostarsi lungo il proprio lato per essere ben visibili da parte dei compagni.

    Variante per il concetto di apro/chiudo e giropalla

    L’elemento didattico successivo a quello dell’ampiezza è in concetto di “apro/chiudo” in base alla situazione contingente; in un recente post abbiamo anche indicato come una lacuna di molti giocatori dilettanti fosse quella di sbagliare piede e l’orientamento del corpo nello stop orientato. Nell’immagine sopra è raffigurata la situazione in cui il giocatore rosso di sinistra è obbligato a “chiudere” il passaggio della sponda per l’impossibilità di “aprire”.

    Sopra, invece è raffigurata la situazione in cui il giocatore rosso di sinistra ha la possibilità di “aprire”, ma senza il movimento di apertura con il piede sinistro, l’azione sarebbe eccessivamente rallentata e disturbata dall’avversario; da qui l’importanza di insegnare il giusto orientamento del corpo e relativo piede di utilizzo. Una volta appresi i concetti di “apro/chiudo” il passo successivo è quello di approfondire dal punto di vista tecnico/tattico il concetto di giropalla che può essere introdotto parallelamente al 3c1, come visto nel post dedicato.

    Com’è possibile vedere dalla figura sopra, a seguito di un passaggio di chiusura del giocatore rosso di sinistra, la sponda la passa al rosso di destra dall’altra parte del campo in una zona meno presidiata dagli avversari con la possibilità di aprire il passaggio verso l’altra sponda (concetto di Giropalla).

    Conclusioni e considerazioni metodologiche

    Il “2c2 con le sponde” può essere adattato a qualsiasi categoria di età per lo sviluppo contestuale delle abilità tattiche, tecniche (in regime di pressione temporale e in regime di fatica) ed atletiche. La verbalizzazione dell’allenatore dei movimenti adeguati alla situazione didattica è fondamentale per l’efficacia di questo mezzo. L’incremento del carico avviene prevalentemente tramite l’aumento delle dimensioni di gioco, l’incitamento esterno e la riduzione di tocchi. In caso di difficoltà tecniche (palla esce troppo spesso in maniera ingovernabile da parte delle sponde) invece si consiglia di aumentare le dimensioni del campo, aumentare il numero di tocchi possibili o l’introduzione di 1 jolly. Nella seconda parte approfondiremo le seguenti varianti:

    • Movimenti difensivi copro/marco
    • Movimenti delle punte
    • Allenamento atletico specifico

    Se invece vuoi approfondire ulteriormente l’utilità degli Small Side Games come parte integrante della preparazione atletica specifica del calciatore, consigliamo il webinar Small Sided Games: evidenze scientifiche ed esercitazioni pratiche di Andrea Licciardi. Puoi accedere a questo ed altri Webinar sottoscrivendo uno dei piani d’abbonamento mensili ed annuali a Performance Lab (garanzia 14 giorni). Applicando il Codice Promozionale MISTERMANAGER al momento dell’acquisto, avrai lo sconto del 10%.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico AC Sorbolo, istruttore Scuola Calcio A.S.D. Monticelli Terme 1960 ed Istruttore di Atletica leggera GS Toccalmatto. Email: [email protected]

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