10 Ottimi libri per la Scuola Calcio e per la Preparazione atletica

Quanti uomini hanno datato l’inizio di una nuova era della loro vita dalla lettura di un libro.”

HENRY DAVID THOREAU

Se leggere è il miglior investimento sulla crescita personale,  leggere libri sul calcio è sicuramente il metodo più sicuro per diventare tecnici, istruttori o preparatori atletici preparati. La lettura non aiuta solo ad apprendere cose nuove, ma stimola l’elaborazione e la creatività; tutte queste qualità sono fondamentali per dare quel qualcosa in più ai nostri atleti, in termine di competenze tecnico/tattiche, atletiche ed umane.

In questo post potrete trovare le brevi analisi dei 10 libri (tra i tanti che ho letto) che nella mia carriera di Istruttore Scuola calcio e Preparatore Atletico, mi hanno trasmesso maggiori competenze. Ovviamente l’elenco che troverete è completamente estraneo da influenze e sponsorizzazioni; sono semplicemente testi da cui ho ricevuto veramente tanto. Ma passiamo subito all’elenco dei testi divisi per argomento:

LIBRI PER LA SCUOLA CALCIO

  • Un mondo di giochi
  • Il calcio a misura dei ragazzi (Vol. 1)
  • Il calcio a misura dei ragazzi (Vol. 2)
  • A scuola di calcio
  • Settore giovanile: nuovi orientamenti

PREPARAZIONE ATLETICA

  • Allenare il movimento. Dall’allenamento funzionale all’allenamento del movimento.
  • Movimento specifico funzionale per il calcio
  • Yoga e Sport
  • Allenamento della forza a bassa velocità
  • laltrametodologia.com

LIBRI PER LA SCUOLA CALCIO

Un mondo di giochi

(Juan Carlos Mogni, Lucia Castelli, Stefano Bonaccorso)

Sinceramente non mi capacito come un testo di così alto valore di contenuti non venga più stampato; fortunatamente è ancora disponibile la versione digitale nel sito della casa editrice. Personalmente è il libro che più di altri mi ha trasmesso competenze sul come strutturare la didattica nei primissimi anni della Scuola Calcio; relazionarsi con giocatori molto piccoli implica il dover gestire il loro grosso carico emotivo e il trasmettere, per la prima volta, regole di convivenza all’interno dell’allenamento (aspetti per nulla facili). Se tutto questo vene fatto avvicinandosi alle esigenze ed al polo positivo dei giovani calciatori, allora è tutto molto più semplice. Per fare questo è necessario non solo essere empatici, ma avere alcune basi pratiche di pedagogia che questo testo trasmette, come la gestione dei conflitti, i vari tipi di incoraggiamento e introdurre la “competizione” in maniera graduale in base all’età. Gli stessi autori (probabilmente conosciuti da molti) sono una garanzia sul come questo testo “insegni ad allenare, e non fornisca solo esercizi”.

Un mondo di giochi è per tutti quegli istruttori che operano nei primi anni della scuola calcio, ma anche di altri sport, come nell’ambito dell’educazione fisica scolastica o dei Campi estivi; accanto ad una robusta base teorica vengono descritti in maniera dettagliata i vari esercizi, con le varianti e le strategie didattiche per fare in modo che vengano proposti al meglio ai giocatori.

L’unico “difetto” (ma più che altro è una “caratteristica”) che si può attribuire al libro è che tutte le proposte motorie sono a 360°; in altre parole, alcune trovano minore utilità nel calcio, perché ad esempio utilizzano il lancio della palla esclusivamente con le mani. In ogni modo, per gli spunti e la metodologia proposta, rappresentano il Top attualmente in circolazione.

“Sono sicuro che, 3000 anni fa, molte persone criticavano il papiro e rimpiangevano l’antico supporto in pietra: sono sereno sull’avvenire del libro e sulla sua digitalizzazione”

Russel Banks

Il calcio a misura dei ragazzi (Vol. 1)

(Horst Wein)

Personalmente non ho mai tratto così tanti spunti per i miei allenamenti (con la palla) come ne ho ricavati da questo libro; l’autore, Horst Wein (considerato l’ispiratore della Cantera del Barcellona), è il tecnico/coordinatore con il migliore curriculum per quanto riguarda le pubblicazioni e gli incarichi di formatore che ha rivestito in tutto il mondo; dall’Unione Sovietica al Sud America, dal Regno Unito,  alla Spagna, dalla Danimarca, all’Italia. Attualmente questo volume è Testo della Real Federacion Espanola de Futbol, punto di riferimento per la didattica dai 7 ai 9-10 anni.

Il valore di questo libro risiede in 2 punti fondamentali:

  1. Il primo è l’assecondare le esigenze e i gradi di sviluppo dei bambini; è inutile scimmiottare atteggiamenti tattici dalle età superiori, quando il ragazzo non è ancora in grado di comprenderne le complessità. Il gioco è fondamentale per la salute fisica e mentale del bambino, ed è tramite il gioco semplificato (e le sue progressioni) che il calciatore affronta difficoltà adeguate che gli permettono di essere stimolato, prima che istruito; tutto questo infonde una grande autostima e motivazione!
  2. Il secondo punto è la presenza di un modello (un riferimento step by step), che permetta in questi anni della scuola calcio di seguire una progressione logica delle difficoltà al fine di far crescere il calciatore nel migliore dei modi, permettendo quindi di sviluppare appieno le sue potenzialità.

In questo video è possibile trovare un’intervista all’autore che spiega in maniera estremamente semplice la sua filosofia d’insegnamento. Molte Scuole Calcio non hanno un direttore tecnico che dia indicazioni didattiche condivise e graduali agli istruttori; in questi casi, sarebbe sufficiente regalare questo testo a chi allena le annate dai 7 ai 9-10 anni, per fornire ai tecnici un supporto valido al fine di instaurare una didattica adeguata e progressiva in questa fase importantissima dello sviluppo.

Unico neo che è possibile trovare a questo testo, è la scarsità di mezzi a secco (cioè diversi da attività calcistiche) dedicati allo sviluppo della coordinazione; la parte teorica rimarca come sia fondamentale (soprattutto intorno ai 5-6 anni) dedicarsi a queste attività, ma purtroppo le esercitazioni presentate sono in numero limitato. Per questo motivo, è possibile abbinare la lettura di questo libro con quello di Juan Carlos Mogni (Un mondo di giochi), presentato proprio sopra.

Un tecnico che ha vinto tutto con i giovani non ha lavorato per il futuro dei ragazzi, ma per il proprio

Horst Wein

Il calcio a misura dei ragazzi (Vol. 2)

(Horst Wein)

Il secondo testo di Horst Wein è dedicato alla fascia d’età che va dai 10 ai 14 anni. Fondamentalmente si passa dal Funino (con propedeutiche e varianti) del libro precedente, al FORMino (5c5), ed a strutture di gioco che con un numero di giocatori limitato, replicano i movimenti e le situazioni del calcio su campo intero. Sono i così detti “schemi frattali”, cioè l’autosomiglianza che c’è tra una parte e l’intero, dimostrati già nel 2014 dallo studio di Yamamoto et al 2014. In parole più semplici, nelle esercitazioni proposte, le modalità di gioco (spazi, tempi, lavoro fisico, difficoltà tecnico/tattiche, ecc.) riflettono quello che accade in partita, anche se con un numero di giocatori inferiori. Questo ha una grande importanza a livello didattico, perché permette di lavorare con una densità di gioco (ed un conseguente stimolo allenante) nettamente superiore.

Non solo, Horst Wein si avvale anche della collaborazione con Franco Anglana, autore del metodo Brain Kinetic che mira allo sviluppo dell’intelligenza tattica dei giocatori. Tutto questo, senza mai trascurare il divertimento e il rispetto delle tappe dello sviluppo dell’atleta.

Anche se non leggete, state vicino a chi lo fa. Che al contrario del fumo, la lettura passiva fa benissimo”

nicolabrunialti (Twitter)

A scuola di calcio

(Bignami L. Mingardi M.)

È possibile considerarlo un piccolo bignami che affronta la metodologia d’allenamento dai primi anni della scuola calcio fino ai 10 anni. Il fatto di concentrare in solo 142 pagine una mole di contenuti così importanti (e relativi esercizi) implica la necessità di riassumere alcuni concetti che nei testi che abbiamo elencato precedentemente sono più approfonditi.

In ogni modo, la parte teorica iniziale è molto utile, soprattutto per chi allena da poco, perché fornisce anche nozioni sulla gestione di allenamenti e partite dal punto di vista logistico.

Personalmente ho molto apprezzato l’elevato numero di esercizi proposti (2 ogni pagina nella seconda parte del testo) nella quale si possono trovare tanti spunti utili per evitare di ripetere (durante l’anno) gli stessi esercizi, e dare di conseguenza stimoli allenanti meno monotoni. Il valore del testo, a mio parere, è dato dal numero elevato di esercizi accoppiato al prezzo ridotto; ritengo che l’ideale sia leggerlo dopo quello di Horst Wein e quello di Juan Carlos Mogni per arricchire il proprio bagaglio di mezzi allenanti.

Ogni volta che si legge un buon libro, in qualche parte del mondo, una porta si apre per lasciare entrare più luce.

Vera Nazarian

Settore giovanile: nuovi orientamenti

(Maurizio Giordani)

È il testo ideale per chi si occupa di coordinare i Settore Giovanili! Non tutte le società hanno questa figura professionale, cioè una persona che sia in grado di fornire linee guida ai tecnici, annata per annata, al fine di far crescere nel modo migliore i giovani calciatori, sia per il loro bene (permettendo di realizzare il loro potenziale, favorendo la loro autostima, ecc.) che per la propria società (cioè avere atleti pronti quando sarà il momento di giocare per il risultato).

Lo scopo di una moderna ed efficace didattica calcistica è quello di formare giocatori che siano versatili ed abili nelle 4 fasi di gioco (possesso, non possesso e le 2 transizioni) e che siano in grado di dare il meglio di sé nell’età in cui è più difficile rimanere concentrati sul calcio; per questo motivo è importante l’unione d’intenti tra il Coordinatore (che si dimostri autorevole), i tecnici e le altre figure che possono interagire con i ragazzi, come il preparatore atletico e lo psicologo.

Questo libro ripercorre in maniera sintetica, ma essenziale, le varie tappe delle varie categorie (dai primi anni della scuola calcio, fino ai Giovanissimi) al fine di fornire il percorso didattico più appropriato per formare il calciatore moderno e realizzare il potenziale di ogni ragazzo.

Leggendo il libro si nota con piacere come l’autore prenda spunto da importanti figure come Horst Wein e Renzo Ulivieri, come conosca diverse teorie sull’allenamento come quella che si basa sui neuroni a specchio e dimostri di essere attuale prediligendo la formazione di giocatori in grado di recuperare la palla in zona alta in fase di transizione negativa. Inoltre, sono presenti esercizi esemplificativi per chiarire come i concetti didattici possano essere trasmessi all’atto pratico.

Ma perché è importante avere un testo di orientamento per chi coordina l’attività giovanile?

A parte il fatto di avere un riferimento di contenuti di qualità, può capitare che un coordinatore non sia sempre seguito dagli istruttori/allenatori della propria società; confrontandosi può succedere che gli venga risposto “io la penso diversamente…”. Come comportarsi questi casi?  Semplice, presentando questo libro si fa capire all’istruttore/allenatore i motivi delle scelte del coordinatore (ricordo che questo testo è usato nei corsi di allenatore Uefa C di diversi comitati); stesse considerazioni possono essere fatte quando ci si confronta con i genitori.

Ma per chi non è questo libro? Questo testo non è per istruttori/tecnici che allenano una sola annata, in quanto è troppo generico; in questi casi, a mio parere, sono da preferire testi più specifici per piccoli gruppi di annate, come quelli di Horst Wein (vedi sopra).

Non smettere mai di leggere, studiare e approfondire: solamente così è possibile combattere l’ignoranza

Erik Lazzari

LIBRI PER LA PREPARAZIONE ATLETICA

Allenare il movimento. Dall’allenamento funzionale all’allenamento del movimento.

(Alberto Andorlini)

La prima volta che trovai qualcosa di veramente interessante sull’allenamento funzionale fu nel 2013, quando vidi questo video di Alberto Andorlini sul blog di Roberto Colli. Volli subito approfondire l’argomento leggendo il libro dell’autore per studiare a fondo una tematica estremamente importante per chi si occupa di preparazione atletica. Questo mi permise di andare uno step avanti, per quanto riguarda la competenza sulla preparazione di atleti di sport individuali e di squadra.

Che sia chiaro, il libro in questione non è un semplice eserciziario, ma è dedicato agli addetti ai lavori, non tanto per la difficoltà nel comprenderne i concetti (spiegati in maniera estremamente semplice e dettagliata), ma per la complessità della tematica. Infatti, per approfondire con padronanza la materia, è necessario non solo leggerlo, ma anche segnarsi i concetti fino a quel momento non posseduti e riassumere il tutto (vista la lunghezza della parte teorica). In altre parole, è un testo che va studiato; non è per chi non ha tempo e dedizione per dedicarsi al suo approfondimento!

Non a caso, l’autore espone in modo estremamente dettagliato la sua conoscenza sull’argomento, in maniera tale da trasmettere, a chi legge, un insieme di competenze tali da farsi le domande giuste (esempio: “come posso migliorare i miei atleti in questo aspetto….ecc.?”) e le risposte più opportune (“il percorso da fare è…questo…questo…e questo”).  Io stesso, visto i miei ambiti di applicazione (calcio ed atletica leggera) ho contestualizzato la teoria in protocolli estremamente specifici e relativi all’allungamento funzionale.

Ovviamente il libro presenta anche una parte di esercizi ed un CD con 74’ di spiegazione ed approfondimento (come se fosse una vera lezione universitaria).

Leggere un libro non significa solo sfogliare le pagine. Significa riflettere, individuare le parti su cui tornare, interrogarsi su come inserirle in un contesto più ampio, sviluppare le idee

Noam Chomsky

Movimento specifico funzionale per il calcio

(Claudio Donatelli)

Prima di leggere questo testo non mi sarei mai aspettato che la tecnica/tattica individuale del difensore potesse essere allenata in maniera così specifica e dettagliata. Sia chiaro, l’argomento principale del libro è la ricerca del miglioramento atletico neuromuscolare specifico del calciatore, ma quello che ha in più rispetto ad altri volumi simili, è proprio l’approfondimento e il perfezionamento delle qualità atletiche del difensore.

Infatti, il testo parte da un’analisi dei movimenti tipici del calciatore, per poi passare all’allenamento funzionale generale, all’allenamento neuromuscolare intenso, per poi concludere con diversi mezzi allenanti relativi alla presa di posizione e agli spostamenti del difensore. Sempre più spesso si sentono allenatori lamentarsi della difficoltà dei giocatori di oggi nel saper “marcare a uomo nella propria zona”; ovviamente questo testo non sarà in grado di far diventare tutti i difensori come Virgil van Dijk, ma aiuterà a migliorare 3 aspetti importanti: le qualità neuromuscolari, la presa di posizione e lo spostamento nello spazio. La tempistica, la precisione dell’intervento e il contrasto dovranno essere affidati prevalentemente ad altri mezzi allenanti.

Il libro inoltre è corredato da un CD che permette di ripercorrere la progressione dello sviluppo delle abilità neuromuscolari (non solo del difensore), dall’allenamento funzionale (squat, affondi, multibalzi, ecc.) a quello estremamente specifico con la palla. Per questo motivo, lo ritengo adatto a tecnici e preparatori atletici che operano dalla categoria Giovanissimi fino agli adulti.

Il testo, rispetto a quello di Andorlini (sull’allenamento funzionale) è estremamente più specifico per il calcio e non è necessario uno studio approfondito, visto che è quasi interamente composto da esercizi.

Ultima annotazione, ma non meno importante, è che l’autore ha deciso di rinunciare ai propri proventi della vendita del libro per devolverli a Save the Children.

Leggere molto è uno dei cammini che conducono all’originalità; uno è tanto più originale e peculiare quanto più conosce ciò che gli altri hanno detto.”

Miguel de Unamuno

Yoga e Sport

(B.K.S. Iyengar)

Nell’estate del 2019 mi misi alla ricerca di idee e contenuti che mi permettessero di ridurre il rischio di infortuni durante la preparazione pre-campionato nella squadra di cui ero preparatore atletico. Trovandoci in Promozione, il tempo a disposizione prima di affrontare la prima partita ufficiale (Coppa Italia) era di soli 8-9 giorni di allenamento, con circa 1 allenamento al giorno. Per questo andai alla ricerca di pratiche che permettessero di ridurre il rischio di rigidità muscolari e di facilitare il recupero.

Dopo un a prima ricerca, mi trovai a dover scegliere tra 3 tipi di testi: il primo riguardava il Thai Chi, il secondo la Rieducazione posturale e il terzo lo Yoga; dopo un successivo approfondimento optati per lo Yoga, e non me ne pentii. Infatti, durante la preparazione pre-campionato il numero di infortuni si ridusse rispetto all’anno prima; in particolar modo, riscontrai un numero inferiore di contratture e rigidità nei muscoli del bacino, anca e posteriori della coscia.

Ma come può aiutare, lo Yoga, a migliorare la performance del calciatore?

Malgrado non sia possibile approfondire l’argomento in così poco spazio, potete leggere il nostro articolo sul recupero, per comprendere i 2 ambiti (i 2 capitoli dell’articolo) in cui può avere le migliori ripercussioni, cioè:

  • Stretching e recupero
  • Pratica del rilassamento

Quando ho provato lo yoga, ho capito subito che mi aiutava. Lo yoga non mi ha solo protetto i muscoli, ma mi ha anche allungato la carriera. È una parte importante della mia vita negli ultimi dieci anni.

Ryan Giggs

Voglio però precisare che non ho fatto fare Yoga ai calciatori: questo avrebbe dovuto essere eseguito da personale qualificato (per diventare istruttore Yoga è necessario fare diversi corsi) e per sedute di lunga durata. Quello che ho effettuato, è stato prendere alcune posizioni dello Yoga (fondamentalmente quelle che allungavano tutte le catene muscolari) e farle eseguire durante la fase iniziale e finale dell’allenamento. Per tutto ciò ho avuto bisogno di un testo che spiegasse in maniera estremamente semplice (ma dettagliato) come inserire questi asana (cioè le posizioni dello Yoga) nel programma d’allenamento. Il libro Sport e Yoga di B.K.S. Iyengar è stato la soluzione di tutto questo; il testo applica lo Yoga a tutte le necessità degli sportivi (recupero, stabilità articolare e posturale, flessibilità/estensibilità, jet lag, ecc.) con spiegazioni chiare e dettagliate in maniera tale da rendere questa pratica adatta a tutti, con posizioni semplificate per gli asana più complessi.

Non solo, il testo si divide in 2 parti: nella prima vengono accoppiate le diverse esigenze degli sportivi agli asana; nel secondo invece è possibile trovare spiegazioni molto più dettagliate degli stessi asana, raccolti però per tipologia di posizioni.

Ovviamente non è possibile considerare lo Yoga come la panacea di tutti gli infortuni, ma un approfondimento del testo è in grado di contribuire alla formulazione (ed al perfezionamento) di protocolli preventivi. Ma facciamo un esempio: il Supta Baddha Konasana (a pag. 266 del testo) è un asana in grado di avere effetti profondi nei confronti del recupero (vedi sotto).

La posizione di sopra, può trovare efficacia a fine allenamento (defaticamento) o, ancor meglio, come pratica da effettuare a casa insieme al Malasana con sgabello (posizione semplificata a pagina 249) e l’Uttanasana al tavolo (posizione semplificata a pagina 223); è sufficiente fare un pdf con le 3 immagini (corredate da brevi descrizioni) e metterle sul gruppo whatsapp della squadra. In questo modo, durante la preparazione e durante l’anno, i giocatori avranno a disposizione un protocollo da effettuare in caso di affaticamenti o anche solamente per migliorare il recupero.

Ci tengo comunque a precisare che non si tratta di un testo scientifico (malgrado in questi anni le ricerche sugli effetti dello Yoga siano aumentate esponenzialmente), ma comunque di pratiche consolidate da 4000-5000 anni; se sono arrivate fino ai nostri giorni, ci sarà pur un motivo. Il testo inoltre è stato scritto da B.K.S. Iyengar, uno dei massimi esperti di applicazione dello Yoga in ambito sportivo.

Concludo con un’importante precisazione: per applicare con un minimo di efficacia queste pratiche ai propri giocatori sono necessari 2 prerequisiti:

  1. La voglia di approfondire una tematica dedicando diverse ore di studio al libro in questione; è necessario leggerlo e rileggere le parti che riteniamo più interessanti per trovare i riscontri pratici in riferimento alla funzionalità del movimento (allenamento funzionale e catene muscolari). Non è un testo con esercizi pronti all’uso; se non si ha tempo per studiare ed approfondire questo volume, allora è meglio lasciarlo perdere.
  2. È necessario provare e riprovare (prima su sé stessi) gli asana che si ritengono utili per i propri giocatori, per comprenderne gli effetti, difficoltà e possibili progressioni esecutive.

Sintetizzando, è un libro che può ampliare la comprensione dei diversi aspetti (non solo atletici) che ruotano intorno al calciatore, ma è necessario studio e dedizione.

Il buon lettore è come un viaggiatore curioso: ogni libro scelto rappresenta l’inizio di un viaggio dove poter esplorare nuovi mondi e arricchire la propria mente.”

Emanuela Breda

Allenamento della forza a bassa velocità

(Alberti G – Garufi M – Silvaggi N)

Appena letto il libro sull’allenamento della “Forza a Bassa Velocità”, trovai subito l’analogia con una tipologia di esercizi descritti da un articolo (di Victor Seluyanov) tradotto dal Russo apparso su SDS, definiti “esercizi statico-dinamici”. Cercai quindi di approfondire queste 2 metodiche e scrissi un articolo sull’argomento, aggiornato successivamente nel 2019 dopo aver approfondito il potenziamento finalizzato allo sviluppo selettivo delle fibre lente; questo mi permise di sperimentare e di attuare successivamente un protocollo di potenziamento ad hoc per runner e podisti.

Ma cosa c’entra una metodologia di allenamento a bassa velocità con il calcio, dove la maggior parte degli sforzi sono di natura rapida ed esplosiva? Leggete il prossimo paragrafo e lo capirete.

Premetto che non mi voglio dilungare sulla metodologia d’allenamento in sé (che ha richiesto un intero libro per essere sviscerata ed approfondita) ma su quelli che sono i tecnici e gli atleti che l’hanno utilizzata con profitto ed i motivi per cui ne hanno trovato piena utilità. Tra i testimonial più conosciuti abbiamo Fabrizio Donato (ricordato sia per la sua longevità atletica che per il suo record Italiano del triplo), Nicola Vizzoni e Micol Cattaneo, oltre a diversi atleti di altri sport di tutti i livelli. Tra gli addetti ai lavori, troviamo invece molti tecnici dell’atletica leggera e preparatori di importanti squadre di Basket come Varese, Cantù e Milano; tutte discipline di importante componente esplosiva, la cui base è comunque la forza.

Quello che accomuna la maggior parte di questi atleti e tecnici che hanno iniziato ad utilizzare questo metodo, è la ricerca del miglioramento (o mantenimento) dei livelli di forza contestualmente ad un tentativo di riduzione della sintomatologia dolorosa a carico di tendini ed articolazioni.

Infatti, l’inserimento di questa metodica nei vari programmi d’allenamento ha avuto come conseguenza un aumento (o mantenimento) di forza dell’atleta, contestualmente ad una riduzione della sintomatologia dolorosa (quando presente) ad articolazioni e tendini.

Altro aspetto molto importante riportato dagli atleti che l’hanno utilizzata, è il fatto di percepire un completo recupero della seduta già 24 ore dopo l’esecuzione della seduta, cosa che raramente accade dopo sedute di forza classiche.

Che sia chiaro, si parla di “inserimento” di questa metodica nel programma d’allenamento, a volte in sostituzione degli altri mezzi rivolti all’incremento della forza; l’allenamento della “forza a bassa velocità” rimane comunque un “approccio generale” all’allenamento della forza, da preferire quindi nella prima parte della stagione e come mantenimento (se necessario) nella parte restante.

Questo non è un libro di “esercizi”, ma spiega il dettaglio fisiologico e metodologico che permette di comprendere se (e come) è possibile inserire questa metodica nell’intera programmazione dell’allenamento dell’atleta. Per questo, lo possiamo considerare un testo per “addetti ai lavori” che vogliono approfondire e sperimentare una variante dell’allenamento della forza.

Ma perché inserirlo nell’allenamento del calciatore? In quali casi può trovare utilità?

Ormai è risaputo e confermato da revisioni scientifiche che un adeguato allenamento alla forza è in grado di migliorare la performance del calciatore (Silva et al 2015) ed aiutare a prevenire gli infortuni (Brunner et al 2019); l’allenamento della forza a bassa velocità può tornare utile nei casi in cui:

  1. Non si riesca ad effettuare i lavori tradizionali a causa di fastidi e dolori ad articolazioni e tendini. Usando carichi ridotti e lente tempistiche di contrazione (tipiche del lavoro di forza a bassa velocità) si diminuisce il rischio di andare incontro a fastidi e dolori durante l’esecuzione dei sollevamenti.
  2. Si desidera effettuare un lavoro di forza che venga necessariamente recuperato (se somministrato nei giusti dosaggi) entro le 24 ore.

Ma quali esercizi preferire?

Di norma si possono usare gli stessi esercizi dei normali allenamenti di forza, ma è altamente consigliabile preferire movimenti che derivano dall’allenamento funzionale, in quanto sono maggiormente specifici e hanno probabilmente un miglior impatto sulla prevenzione degli infortuni.

Leggere significa prendere in prestito; tirare fuori qualcosa di nuovo da ciò che si è letto, significa ripagare il debito.”

Georg Chistoph Lichtenberger

laltrametodologia.com

(Roberto Colli)

Chiudiamo questo elenco con un “consiglio a 5 stelle”, cioè il sito laltrametodologia.com di Roberto Colli; non è un libro, ma un blog con contenuti audio-video didattici sulla preparazione atletica del calciatore (e non solo) di altissima qualità. Il costo dell’abbonamento è estremamente ridotto (20 Euro annui), e permette l’accesso, per tutta la durata dell’abbonamento, a tutti gli audio-video didattici dal 2011 (con 40-45 nuovi audio-video ogni anno) ad oggi.

Ma quali sono i contenuti così unici che offre questo blog?

È difficile rispondere in poche righe, per questo mi limiterò a indicare cosa è significato per me, avere l’opportunità di seguire questo blog: prima di tutto, già dal 2011, mi ha fatto comprendere il modello funzionale del calciatore grazie una visione moderna della match analisys basata su tanti parametri, primo tra tutti la potenza metabolica; il tutto in un periodo in cui, per diversi anni, diverse ricerche basavano ancora le fasi intense della partita solamente sulla velocità.

Comprendere il come si sposta un calciatore in campo ed a quali intensità, è un elemento fondamentale per strutturare gli allenamenti, al fine di non rischiare di perdere tempo in stimoli allenanti poco proficui; gli strumenti che permettono di avere questi dati sono estremamente sofisticati, ma nel blog sono trattati con semplicità, come in una lezione universitaria.

Non solo, sono approfonditi anche i mezzi allenanti (a secco e con palla) monitorati con GPS (e software per il trattamento dei dati) al fine di comprendere quanto questi aderiscono al modello funzionale del calciatore. Anche gli aspetti biomeccanici dei gesti del calciatore vengono approfonditi con moderni strumenti valutativi.

Per me che lavoro in ambito dilettantistico (con pochi mezzi e tempo a disposizione), è stato fonte di ispirazione di tantissimi protocolli allenanti e valutativi (di tipo rettangolare); grazie ai 2 file sull’intermittente (quello a navetta e quello lineare) sono riuscito a strutturare programmi per la potenza aerobica che mi permettono di mantenere la potenza metabolica costante, ma variare le fasi intese, le pause, le distanze, sfruttando tratti rettilinei o a navetta. Grazie al file sui cambi di direzione, sono riuscito a modulare questi mezzi allenanti al fine di dare più risalto alla forza o alla rapidità.  Mi ha permesso di capire quali sono le varianti che possono incidere sul carico allenante e di conseguenza sul rendimento del giocatore.

Ma come gestire l’elevata mole di informazioni presente in questo blog? Semplice, usando il motore di ricerca interno e inserendo le parole chiave, altrimenti scorrendo il menù Categorie.

Chi ha conseguito il proprio percorso universitario è necessario che continui a studiare (anche su supporti video) per rimanere aggiornato, ed abbinare le nuove conoscenze, all’esperienza che man mano arricchisce le competenze di ogni preparatore atletico.

Allenare è un’arte che non si basa solo sulla scienza, ma anche sull’intuito e sull’osservazione non codificabile

laltrametodologia.com

Per le case editrici

Potete inviare le vostre pubblicazioni contattando Luca (melsh76@libero.it); sicuramente verranno lette, ma le recensioni verranno pubblicate solamente nel caso in cui rientrino nei criteri da noi stabiliti.

Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola Calcio A.S.D. Monticelli Terme 1960, preparatore atletico AC Sorbolo ed Istruttore di Atletica leggera GS Toccalmatto. Email: melsh76@libero.it