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  1. Primi calci: seduta divertente per il tiro in porta

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    Oggi sappiamo che i processi d’apprendimento devono considerare il più possibile la situazionalità, cioè una progressione allenante che metta al centro il gesto atletico in un contesto il più possibile simile a quello che accade in partita.

    Questo vale sia per le prime squadre che per i primi anni della scuola calcio.

    Oggi vedremo 3 strutture allenanti di difficoltà progressiva adeguate ai primi calci che contribuiscono ad apprendere il tiro in porta in situazioni di giochi a tema, per poi vedere alcune regole per stimolare il gesto nelle partite a tema.

    Sono tutte esercitazioni estremamente divertenti e stimolanti, che con opportune modifiche possono essere adattate anche ai Pulcini ed Esordienti.

    Ovviamente non è detto che vadano fatte tutte nella stessa seduta, ma possono essere introdotte anche in allenamenti aventi scopi didattici diversi.

    Ripeto, l’obiettivo è quello di applicare tutte le determinanti del tiro (potenza, precisione, velocità, ecc.) all’interno della stessa seduta; ricordo che a livello professionistico è stato dimostrato come l’83% dei gol è preceduta da un’azione rettilinea di intensità elevata da parte di chi segna (soprattutto se attaccante) o di chi fa l’assist (Faude et al 2012).

    Questo significa che accanto al “fattore precisione” è da ricercare un contesto di velocità esecutiva e di spostamento. Solo in questo modo i giocatori saranno adeguatamente motivati ad apprendere il gesto motorio in situazione specifica.

    Tiro in porta ad oltranza

    Le esercitazioni ad oltranza sono ottimi mezzi allenanti per eseguire gesti motori sotto pressione dell’avversario. Quando si applicano al tiro in porta è fondamentale evitare che il pallone vada lontano, altrimenti si perderebbe troppo tempo a recuperarlo.

    Nell’immagine sotto è possibile vedere la struttura di partenza.

    Tiri in porta ad oltranza

    Ogni fila di giocatori dovrà segnare al portiere della squadra avversaria che si trova di fronte. Il gioco inizierà con l’allenatore che dirà uno dei 2 colori (ad esempio il rosso…vedi immagine sotto); il primo della fila dovrà avanzare e tirare al portiere della squadra avversaria (blu) prima della linea di tiro (quella formata dai cinesini). Non c’è ribattuta.

    Tiri in porta ad oltranza  1

    Appena tirato, l’allenatore dirà l’altro colore (blu), ed il primo di quella fila dovrà andare a tirare al portiere rosso; nel frattempo, il rosso che ha precedentemente tirato potrà ostacolare il blu (vedi immagine sotto).

    Tiri in porta ad oltranza  2

    Finita l’azione l’allenatore indicherà l’altro colore e così via…la sequenza che ogni giocatore dovrà fare sarà quella di tirare in porta – difendere – tornare in fila con una palla.

    Tiri in porta ad oltranza  3

    L’azione termina quando viene effettuato il tiro, o quando l’avversario riesce ad ostacolare chi sta tirando (portandogli via la palla o buttandola lontano).

    Il gioco termina quando una delle 2 squadre raggiunge un numero determinato di gol.

    Questa struttura permette di allenare il tiro in porta in maniera specifica, perchè sotto pressione temporale data dall’avversario; non solo, ogni azione sarà diversa dall’altra e per questo il giocatore sarà portato a fare esperienze il più diversificate possibili, consolidando dal punto di vista tecnico/tattico questo fondamentale.

    In più, sarà anche allenata la fase di transizione individuale nel momento in cui il giocatore, dopo aver tirato, dovrà immediatamente impedire all’avversario di fare gol.

    Ovviamente, vista la categoria per il quale è raccomandato, consiglio di cambiare spesso portiere affinchè tutti possano provare.

    Le varianti principali sono definite dalla distanza della partenza rispetto alla porta e della linea di tiro.

    3c0 in velocità

    Ricordando come la maggior parte delle segnature avviene dopo un tratto ad alta velocità di chi segna (o di chi fa l’assist), facciamo uno step successivo per ottenere uno stimolo ancor più specifico…per lo meno dal punto di vista atletico-coordinativo.

    Prenderemo la struttura di base dal Funino di Horst Wein.

    Le dimensioni del campo infatti, sono le stesse che trovate nel suo testo, ma non si gioca una partita, si deve far gol entro 7”.

    Al via dell’allenatore, partono 3 giocatori da fondocampo (vedi immagine sotto) e devono fare gol in una delle porticine in alto senza opposizione di avversari.

    Funino velocità con palla

    I vincoli per fare punto sono:

    • Fare gol entro 7”
    • Il tiro va fatto dentro l’area dei 6 metri
    • Tutti i giocatori devono toccare almeno una volta la palla
    • Alla scadenza dei 7” tutti devono essere dentro l’area dei 6 metri

    Vedrete che non sarà facile fare punto le prime volte, in particolar modo per i Primi Calci (dopo vedremo come aumentare le difficoltà per le altre categorie); sarà fondamentale che i giocatori imparino e verbalizzino le strategie migliori per riuscire a fare gol velocemente.

    È meglio fare tanti o pochi passaggi?

    La palla va passata addosso al compagno o sulla corsa?

    Sono tutte domande che l’allenatore deve porre; nell’immagine sopra potete vedere quella che è la soluzione ideale per arrivare a fare punto più facilmente…ma i giocatori devono arrivarci da soli!

    Per esperienza posso dirvi che in questa esercitazione la velocità viene sviluppata in un contesto più specifico di uno sprint…ma non si raggiungono probabilmente le stesse velocità di uno sprint; per lo meno non tutti i giocatori.

    Varianti ed adattamento alle esigenze

    Non sempre capita di avere multipli di 3 per fare questo lavoro; ad esempio, se si hanno 11 giocatori, si possono fare 3 squadre da 3 ed una da 2 giocatori; le regole per la squadra da 2 giocatori saranno le stesse, ma saranno obbligati a fare almeno 3 passaggi.

    Per rendere la struttura più impegnativa, ed adattarla alle categorie di età superiori è possibile:

    • Ridurre a 6-5 i secondi per fare gol; è una variante che si può inserire senza modificare la struttura.
    • Allungare il campo
    • Fare 2 campi paralleli e proporla sottoforma di gara
    • Inserire 1 difensore

    L’ultima variante rende questa struttura molto specifica anche dal punto di vista tecnico-tattico; in tal caso consiglio di lasciare 10” per segnare, in maniera tale che i 3 giocatori possano trovare una soluzione alternativa nel momento in cui il difensore impedisca l’esecuzione veloce dell’azione.

    Se il primo esercizio proposto (quello ad oltranza) è prettamente individuale, questo presenta anche una forma di collaborazione, anche se senza (o con una modesta) opposizione; nella prossima struttura inseriremo quest’ultima variante per incrementare la specificità.

    Il 2c2 ad oltranza

    Questa esercitazione aggiunge la presenza della porta regolare e l’opposizione dei più avversari all’aspetto relativo alla velocità.

    Il principio è sempre quello di attaccare ad oltranza, e la struttura di base la vedete nella figura sotto.

    2c2 ad oltranza

    Il gioco inizia con l’allenatore che dice un colore, ad esempio blu (vedi immagine sotto); la prima coppia blu dovrà segnare nella porta opposta (quella dei rossi).

    2c2 ad oltranza 1

    Successivamente l’allenatore chiamerà il colore rosso e partiranno i primi 2 rossi (uno dei quali con palla), mentre i blu che hanno appena attaccato, dovranno difendere la loro porta (immagine sotto)

    2c2 ad oltranza 2

    Finita l’azione, l’allenatore chiamerà nuovamente i blu; in questo caso partiranno i primi 2 della fila blu, che avranno in opposizione i 2 rossi che hanno appena fino di attaccare…i 2 blu che invece avevano finito di difendere, torneranno in fila.

    Di fatto le regole sono le stesse della prima struttura dell’articolo.

    La regola di base consiste nel far finire l’azione (e chiamare il colore opposto) quando c’è un gol, quando la palla esce o quando la squadra in difesa ruba palla.

    L’esperienza mi ha portato però a capire come si potesse mantenere una maggiore densità di gioco dando la possibilità anche alla squadra in difesa di fare gol in caso di riconquista della palla; in altre parole, l’azione continua anche se la squadra in difesa ruba palla…e ovviamente potrà fare gol nella porta avversaria.

    Di conseguenza l’azione finisce con un gol o quando la palla esce!

    Ma perché questa struttura è così utile?

    Sicuramente le situazioni che si vengono a creare saranno sempre diverse, perché la squadra che parte con palla si dovrà adattare al posizionamento degli avversari nel momento in cui finisce l’azione precedente.

    Il campo ovviamente, dovrà avere dimensioni tali da permettere di ricercare lo spazio in velocità (con palla e senza); dovrà quindi essere adatto all’annata. Personalmente nel secondo anno dei Primi Calci uso un campo di circa 20x30m.

    Ma attenzione, l’alta velocità non sarà stimolata solo in condizioni di “possesso palla”, ma anche di “non possesso palla”, per evitare di subire il gol.

    La presenza del portiere sicuramente aumenta la densità di gioco, perché evita che la palla esca sistematicamente ad ogni tiro; non solo, partecipando all’azione, si creeranno dei 3c3.

    Se questo è un bene perché stimola la situazionalità del gioco, è da prestare attenzione a non farlo con troppi giocatori, in quanto ci sarebbero delle pause eccessive dei giocatori in fila. Il numero di giocatori ideale è di circa 11-13.

    Ovviamente regole, dimensioni e varianti di questa struttura allenante vanno adeguate al numero di giocatori ed al tema che si vuole dare all’esercizio. Ad esempio:

    • Se voglio lavorare sull’aspetto offensivo, utilizzerò portieri e porte regolari (versione di base indicata sopra)
    • Se voglio lavorare sulla velocità, metterò porte piccole ed area di tiro (come nell’esercizio precedente)
    • Se voglio lavorare sull’aspetto difensivo metterò 1-2 porte piccole senza area di tiro.

    Se ho un numero di giocatori superiori, posso utilizzare altri mezzi sfruttando tutta la dimensione del campo. Un esempio è quello dell’1c1 che diventa 2c2 se sono in 14; con 18 e più giocatori si possono organizzare anche 3 gruppi di 1c1 che diventano un 3c3. Con 15-17 giocatori si può utilizzare il 2c1 che diventa 3c3 (lo trovate nella seconda parte di questo articolo).

    Partite a tema per focalizzarsi sulla finalizzazione

    Come spesso indicato, per creare transfert tra le capacità tecniche (come il calciare) e la situazione di gioco, occorre strutture esercitative che siano il più possibili simili alla partita, ma che allo stesso tempo pongano l’accento sulla qualità che vogliamo allenare…in questo caso il tiro in porta.

    Per fare questo è necessario trovare delle “facilitazioni” al tiro in porta nel contesto di partita; ovviamente variare regole e spazi è la prima indicazione per allenare nel migliore dei modi questo fondamentale.

    Ma vediamone ora alcune:

    • Regola “chi si trova, para: nella propria area tutti i giocatori che difendono la porta possono usare le mani; questo stimola la “lettura” delle situazioni da parte di chi attacca! Variante “opposta” è quella di giocare senza portiere, con la porta grande circa 2-3 metri.
    • Regola “tutti devono fare gol: vince la squadra che riesce, per prima, a far fare gol a tutti i propri componenti. Questo stimola particolarmente i giocatori meno dotati, in quanto dovendo fare gol anche loro per far vincere la squadra saranno maggiormente considerati dai compagni e di conseguenza serviti più spesso. È possibile organizzare il tutto come un mini-torneo d’allenamento (4 squadre), dando punteggi di vittoria non solamente alla prima squadra (tra le 4 che fa far gol prima a tutti i giocatori), ma anche in base alle regole del fair-play.
    • Gol valido solamente di prima intenzione: questo stimola fortemente la collaborazione in maniera spontanea anche tra i più piccoli. In caso di difficoltà è comunque possibile utilizzare i jolly per incrementare il numero di situazioni che possono dare origine alle segnature.
    • Tiro solamente da determinate zone del campo: limitando il gol sono da dentro o furi dall’area, permette di stimolare in maniera selettiva determinati fondamentali. Ad esempio, tirando solamente da fuori area si allena particolarmente il calciare, mentre da dentro l’area la rapidità con palla o il gioco aereo. Anche in questo caso, l’utilizzo di jolly semplifica il compito.
    • Porte piccole stile “Funino: (vedi le regole del Funino) dovendo segnare in una di 2 porticine da un’area piccola, viene particolarmente stimolato il concetto di “rapidità con la palla”, elemento spesso associato ai giocatori di maggiore talento.

    Come potete immaginare, esistono tante altre varianti possibili per variare e facilitare i contesti in cui è possibile fare gol.

    Consigli finali e conclusioni

    L’osservazione e la pratica sono fondamentali per comprendere l’effetto allenante di una struttura; la prima volta che si utilizza un’esercitazione, non sempre si riescono a raggiungere gli scopi prefissati…a volte il campo è troppo piccolo, a volte i giocatori non intuiscono quale possa essere la giocata corretta, ecc.

    Osservando ed adattando la struttura (e le regole), si riuscirà nel tempo a gestire nel modo migliore gli stimoli allenanti…ricordando che “ripetere troppe volte le stesse cose” limita i meccanismi di apprendimento.

    L’ultima parte dell’articolo lo dedico alla parte più analitica dell’apprendimento del calciare la palla; in questo articolo infatti, avete visto proposte in cui il tiro era inserito in un contesto. Di seguito riporto come solitamente sviluppo la didattica analitica del tiro in porta nei primissimi anni della scuola calcio, senza aver la pretesa che sia la migliore soluzione.

    Nella categoria piccoli amici, prima dell’inizio dell’allenamento raggruppo 3-5 giocatori alla volta che fanno dei semplici tiri in porta da fermo da una linea. Questo permette di far fare un’attività ordinata ed autogestita prima dell’inizio dell’allenamento. In questa fase imparano soprattutto a calciare a “caviglia dura”; cerco di correggere saltuariamente la rincorsa ed il modo di colpire la palla. Se noto molte difficoltà, utilizzo palloni più leggeri o più piccoli. Ovviamente chi segna va in porta.

    Successivamente avvicino la linea di tiro, ed obbligo a calciare con il piede debole; per motivarli, faccio capire che in partita non si ha sempre la possibilità di calciare sul lato forte. Parallelamente inserisco la regola che il portiere può parare esclusivamente con le mani. Se para la palla con una parte diversa del corpo è da considerare gol; questo stimola anche gli aspetti coordinativi del tuffo, facendo vincere la paura di andare a terra. Aumenta anche il numero dei giocatori a cui piacerà poi giocare in porta.

    Dai primi calci inserisco altre regole per rendere l’attività più motivante; la prima è la possibilità di effettuare la “ribattuta” in caso di parata del portiere. La seconda di fare il cross (ai propri compagni) nel caso in cui il portiere effettui la parata respingendo la palla lateralmente.

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    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola Calcio MT1960 ed Istruttore di Atletica leggera GS Toccalmatto. Email: melsh76@libero.it

  2. Esercizi per la scuola calcio: il gioco delle casacche

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    Le esercitazioni per i primi anni della scuola calcio (piccoli amici e primi calci) devono avere determinate caratteristiche per motivare adeguatamente i giocatori: devono essere divertenti, non limitare la libertà espressiva, ma soprattutto favorire l’entusiasmo. Solo in questo modo la partecipazione sarà massima e l’apprendimento significativo.

    Anche le neuroscienze ormai vengono incontro a questi concetti, indicando come il gioco a tema abbia un transfert superiore rispetto alle esercitazioni analitiche.

    Se nelle categorie superiori le “partite a tema” sono le strutture più allenanti, i “giochi a tema” sono le strutture ideali da affiancare all’attività specifica delle mini-partite per quanto riguarda i piccoli amici e primi calci.

    Guida, protezione della palla, passaggio, ed altre abilità si apprendono meglio nei “giochi a tema” rispetto alle strutture più analitiche, non solo per un fatto di motivazione/divertimento, ma anche perché simulano un contesto più simile a quello del gioco del calcio.

    Il “gioco delle casacche” è una struttura (molto semplice) con numerose varianti che permette di stimolare le capacità coordinative, come diversi elementi tecnici come la guida, il passaggio, la protezione della palla ed il tiro in porta.

    Ma andiamo ora a vedere tutte le varianti, da quella senza palla a quelle con palla.

    Il gioco delle casacche (versione classica)

    La mia intenzione era quella di trovare un gioco in cui si deve scappare o prendere l’avversario, ma che fosse allo stesso tempo collaborativo. Inizialmente l’ho proposto per i primi calci, ma successivamente mi sono accorto che è possibile farlo fare anche ai piccoli amici.

    Come dimensioni partenza si può partire da un rettangolo di circa 20x15m con circa 12-14 giocatori; ovviamente lo spazio può essere modificato in base al numero di giocatori ed alla categoria.

    Si mettono i giocatori a coppie (ogni coppia è una squadra); dei 2, un giocatore avrà la casacca in mano (o un cinesino); per comodità chiameremo lupo. L’altro sarà senza casacca/cinesino (per comodità chiameremo giocatore).

    Ogni squadra sarà quindi formata da un giocatore ed un lupo (vedi immagine sotto).

    esercizi scuola calcio

    Lo scopo di chi ha la casacca (lupo) sarà quello di prendere quelli senza casacca (giocatori), che a loro volta dovranno scappare senza uscire dal rettangolo…ogni lupo, ovviamente, non potrà prendere il proprio compagno giocatore e neanche gli altri lupi….sostanzialmente, “chi ha la casacca può prendere solo chi non ha la casacca…ad esclusione del proprio compagno”.

    Quando un giocatore viene preso da un lupo, si dovrà sedere dov’è stato preso.

    L’unico modo che ha per liberarsi (e di tornare a giocare) è quello di ricevere la casacca dal proprio compagno (lupo).

    Una volta ricevuta la casacca, potrà alzarsi e tornare a giocare…ma avendo la casacca (datagli dal compagno di squadra per liberarlo), diventerà un lupo (e dovrà comportarsi di conseguenza). Il suo compagno che gli ha ceduto la casacca per liberarlo diventerà di conseguenza un giocatore (e dovrà scappare dagli altri lupi) perché non avrà più la casacca.

    gioco delle casacche

    Al fischio dell’allenatore, per ogni giocatore in piedi ogni squadra farà un punto…di conseguenza, chi ha la casacca sarà ovviamente stimolato a prendere gli altri giocatori, ma dovrà prestare anche attenzione a liberare il proprio compagno nel caso in cui sia seduto (cioè sia stato preso).

    Questo gioco piace molto perché aggiunge la collaborazione ed il cambio di ruolo ad un gioco classico in cui si si deve scappare o prendere l’avversario.

    Le prime volte, l’allenatore potrà fare il contro alla rovescia (“5…4…3…ecc.”) prima di fischiare, in maniera tale da stimolare i 2 compagni a liberarsi e fare punti facilmente. Con il passare delle ripetizioni, potrà poi contare sempre da un numero più basso (ad esempio da 4, poi da 3, ecc.) dando meno tempo ai compagni per liberarsi, per poi fischiare senza contare, mantenendo più viva l’attenzione.

    Una variante per incrementare ulteriormente l’attenzione potrebbe essere quella di fare squadre con 3 giocatori ed una sola casacca a disposizione.

    Guida e passo a coppie (più difensore)

    Questa esercitazione è nata dalla necessità di accoppiare il gesto della guida a quello del passaggio, in un contesto semplice come i primi anni della scuola calcio; la variante è quella di introdurre anche la protezione della palla favorendo anche la collaborazione verbale. Ma vediamo subito la struttura.

    Nel campo del gioco precedente (leggermente ingrandito) si inizia con una variante propedeutica, che permetterà di comprendere meglio il gioco vero e proprio (vedi immagine sotto).

    I giocatori si dispongono a coppie con un pallone per coppia. Questi dovranno guidare la palla, facendo 4-6 tocchi nello spazio (senza scontrarsi con gli altri) e poi passandola al compagno…e così via. La regola fondamentale è che “la palla non dovrà mai essere ferma”…quindi dovrà essere guidata e passata al compagno dopo 4-6 tocchi. Quindi l’attenzione dovrà essere focalizzata sugli spazi liberi (dove condurla) e sul posizionamento del compagno.

    Per i primi calci, si potrà anche stimolare il fatto di effettuare un passaggio non troppo corto (cioè non eccessivamente vicino), ma ricercando la zona luce.

    Dopo questa prima fase propedeutica si può passare al gioco vero e proprio che consiste nello stesso contesto, ma con 2 coppie che hanno una casacca (o cinesino) al posto del pallone (difensori)….attenzione, una casacca per coppia (in mano), non una casacca per giocatore!

    Chi ha la casacca (solo quello che ha la casacca) dovrà andare a prendere la palla delle altre coppie; sarà sufficiente toccare un pallone per impossessarsene. In questo caso, si scambieranno la palla con la casacca, scambiandosi anche i ruoli.

    Il giocatore della coppia di difensori che non ha la casacca, dovrà semplicemente aspettare (senza interagire con gli altri) che il proprio compagno conquisti un pallone (vedi immagine sotto).

    esercizi primi calci

    Questo gioco introduce il concetto di protezione della palla, che può essere sia “individuale” (non farsi prendere la palla dai difensori) che “collaborativo” (passo la palla al compagno per evitare che il difensore la prenda); ovviamente è coinvolto anche il principio della zona luce. Non solo, viene incentivata anche la collaborazione verbale, cioè avvisare il compagno che ha la palla (dicendo “uomo”) quando il difensore si sta avvicinando a lui.

    Quest’ultima variante è adeguata alla categoria Primi calci, in quanto presenta anche il principio dello smarcamento.

    Guida e tiro in porta (con difensori)

    Lo scopo di questa variante è quella di proteggere individualmente la palla per poi andare a tirare, sempre con il possibile disturbo da parte del difensore.

    Anche in questo caso si inizia brevemente con un gioco propedeutico; nello stesso spazio delle varianti precedenti, tutti i giocatori hanno la palla (si gioca individualmente, non a coppie) tranne 3-4 che invece hanno una casacca in mano o un cinesino (sono i difensori).

    Ai difensori basterà toccare la palla di un giocatore per prenderne possesso e scambiarsi di ruoli, compresi gli attrezzi (pallone e casacca).

    Se ad un giocatore esce la palla, dovrà scambiarsi di ruolo con un difensore (compresa casacca/pallone).

    allenamento primi calci

    L’introduzione del tiro in porta viene fatto nella stessa struttura indicata sopra (vedi immagine sotto); in base al numero di giocatori si possono mettere 2-3 porte di coni (o paletti) contrassegnate da un colore. Ogni porta avrà un portiere.

    Si gioca come nell’esercizio propedeutico (giocatori/difensori), ma l’istruttore ogni tanto dirà il nome di un giocatore associato ad un colore di una porta; a questo punto il giocatore dovrà andare a tirare nella porta del colore indicato, ma senza uscire dal rettangolo (cioè tirerà dietro la linea di cinesini).

    Ma attenzione, anche dopo essere stato nominato, al giocatore i difensori potranno prendere la palla…quindi non è detto che riesca a tirare.

    esercizi piccoli amici passaggio

    Lo scopo quindi, non è solo quello di proteggere la palla, ma anche quello di tirare sotto pressione ed in condizioni di velocità.

    In un lato del rettangolo di gioco (vedi immagine sopra) ho inserito anche dei cerchi; questi sono delle “tane” nelle quale i difensori non possono prendere palla ai giocatori, e nelle quali i giocatori possono riposarsi senza perdere palla. La ritengo una soluzione necessaria per evitare che i giocatori si stanchino eccessivamente.

    La linea dell’allenatore sarà comunque quella di chiamare a tirare solo chi è fuori dai cerchi e solo chi guida la palla correndo; in questo modo (grazie ai cerchi) potranno alternare momenti di media-alta intensità a momenti di pausa.

    Considerazioni conclusive e dove trovare ulteriori spunti

    Nei primi anni della scuola calcio è fondamentale motivare i giocatori tramite strutture allenanti prevalentemente ludiche; queste permettono non solamente un maggior coinvolgimento, ma anche un miglior apprendimento. Infatti, dalle neuroscienze sappiamo come la tecnica si allena meglio in situazioni il più possibile vicini alla partita, e non tramite lavori analitici (peraltro noiosi).

    Di conseguenza, utilizzare questa forma di esercitazioni (giochi a tema o mini-partite) rende molto più facile il compito all’istruttore di scuola calcio.

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    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico ASD Monticelli Terme, istruttore Scuola Calcio MT1960 ed Istruttore di Atletica leggera GS Toccalmatto. Email: melsh76@libero.it

  3. Guida della palla situazionale nei Primi Calci

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    Oggi gli studi sulle neuroscienze ci hanno insegnato molti aspetti da cui prendere spunto per il miglioramento della tecnica in contesto di situazione; ad esempio, è stato visto come i neuroni attivati durante la flessione del dito, quando si cerca di afferrare qualcosa, non sono gli stessi di quando fletto il dito per grattarmi (Albertini 2019); in entrambi i casi si flette il dito, ma visto che lo scopo è diverso, non si attivano gli stessi neuroni.

    Cosa significa questo se applicato nel contesto dell’apprendimento della tecnica calcistica?

    Vuol dire che se io guido la palla tra i conetti, non mi farà imparare a condurla nello spazio di gioco durante una partita!

    A dire la verità, anch’io all’inizio ho fatto fatica a “digerire” questo concetto, ma mi ha comunque aiutato a comprendere alcuni errori metodologici fatti nella prima parte della mia carriera di istruttore, quando dedicavo diverso tempo all’apprendimento dei gesti tecnici in modalità troppo diversa da quella situazionale.

    Attenzione, non vuol dire che gli esercizi di natura analitica non siano utili, ma lo sono prevalentemente per apprendere nuovi movimenti o per colmare lacune; non a caso, anche la didattica di Horst Wein (considerata come punto di riferimento) utilizza i mezzi analitici solo per aumentare la densità di un determinato stimolo necessario per riuscire affrontare una situazione di gioco.

    Faccio un semplice esempio riferito proprio alla scuola calcio: uno degli elementi tecnici che difficilmente apprendono spontaneamente, è lo stop orientato con il piede debole. L’istintività, se non si ha una buona proprietà tecnica del gesto, porta ad utilizzare l’esterno del piede dominante (rischiando di non controllare bene la palla), o ancor peggio l’interno (non permettendo di “aprire” lo stop orientato).

    Esercizi come questo, sono quindi necessari per apprendere lo stop orientato con il piede debole, ma una volta sensibilizzato il gesto, solo la ripetizione in diversi contesti di situazione (partite a tema, situazioni, ecc.) permetteranno di apprendere il gesto in situazione di partita.

    Stesso discorso si potrebbe fare per la guida con l’esterno del piede debole (proprio nella categoria Primi calci) o per le finte.

    Ma andiamo ora a vedere l’esercizio odierno che parte da un contesto globale (cioè senza particolari vincoli), per poi passare ad una variante analitica (limiti di piede e numero tocchi) ed infine arrivare ad un contesto di situazione.

    Struttura di base (primo step)

    Per la categoria Primi calci si delimita un quadrato di 20x20m (se sono pochi, è possibile anche 15x15m).

    esercizio guida palla primi calci

    Come potete vedere nell’immagine, si organizzano in terzetti (vedi colori); ogni terzetto ha una palla. Il giocatore con la palla, la guida fino al compagno di fronte a cui lascia la palla; successivamente si posiziona dietro l’altro compagno dello stesso terzetto. Il nuovo possessore di palla, dovrà successivamente condurla sempre di fronte allo stesso modo…e così di continuo.

    L’obiettivo dell’esercitazione è quello di guidare la palla senza che questa tocchi altri palloni o giocatori; in tal caso, si ottiene un punto per la propria squadra. Un calciatore di ogni terzetto, dovrà contare i punti fatti…vince la squadra che fa più punti.

    guida palla scuola calcio esercizio

    In questa prima variante, i giocatori dovranno semplicemente limitarsi a guidare la palla il più velocemente possibile senza scontrarsi.

    La variante successiva è quella di obbligare un determinato numero di tocchi; si fa punto solo se si effettuano 10 tocchi di palla e non ci si scontra con nessun avversario. Incrementando ulteriormente il numero di tocchi, sarà sempre più necessario che i giocatori imparino ad utilizzare l’esterno collo, altrimenti la palla non andrebbe dritta; questo concetto si può verbalizzare come in altri esercizi che stimolano questa qualità (non è necessario che lo imparino immediatamente).

    Un’ulteriore variante (lasciando i tocchi liberi) potrebbe essere quella di inserire degli ostacoli e/o delle porte di coni con la seguente regola; la palla deve passare sotto un ostacolo prima di essere trasmessa ad un compagno.

    esercizio guida della palla

    Secondo step: uso del piede debole

    L’approccio analitico è fondamentale per imparare ad usare il piede debole; questo perché, in un contesto di situazione, la maggior parte delle volte viene usato il piede forte, e di conseguenza la densità di tocchi necessaria a stimolare la lateralità non viene soddisfatta.

    Si aggiunge quindi la regola: si può guidare la palla solo con il piede debole, sempre senza scontrarsi.

    Successivamente si aggiungeranno altri vincoli, come il numero di tocchi o l’obbligo di passare sotto gli ostacoli.

    Per stimolarli ad utilizzare il piede non dominante, solitamente dico questa frase: “siamo già bravi ad utilizzare il piede forte, perché non impariamo ad utilizzare anche il debole?…così diventeremo il doppio più bravi”.

    Dopo che questa frase viene ripetuta in qualche allenamento, saranno loro ad utilizzare il piede non dominante anche quando non viene richiesto.

    La variante successiva è quella di vincolare a 3 passaggi di palla tra i giocatori (mantenendo le regole precedenti); se la palla esce, non si ottiene il punto.

    esercizi guida e passaggio della palla

    Anche in questo caso, sarà giusto verbalizzare il fatto che si ottiene un passaggio più preciso usando l’interno, che si aspetta la palla in movimento, che si stoppa se è difficile da controllare, ecc.

    Ultimo step: situazione

    Senza variare la struttura, si potrà passare ad una fase più situazionale.

    A questo punto si eliminano tutti i “vincoli”, rimane solo la regola di portare la palla al giocatore di fronte (contando i punti), e si inseriscono dei “difensori”.

    In sostanza, 2 o 3 squadre saranno senza palla, ed un giocatore per squadra (di quelle senza palla) dovrà cercare di toccare con i piedi i palloni delle altre squadre; quando un difensore ci riesce, il pallone diventa suo (e della sua squadra), e potrà utilizzarlo per fare più punti possibili passandola ad uno dei suoi compagni.

    Faccio un esempio con l’immagine sotto per chiarire meglio: nella situazione sotto, il giallo ed il viola (dentro il campo) sono i difensori perché non hanno la palla (i loro compagni aspettano a bordo capo); è possibile dar loro una casacca in mano per comprendere meglio.   

    Se un difensore riuscirà a toccare con i piedi un pallone, si invertiranno i ruoli (pallone e casacca) e potrà andare a passare la palla ad un suo compagno (stesso colore) per riprendere la serie di “guida e passo”.

    Altra regola: se un pallone esce (in guida o per un passaggio sbagliato), dovrà essere consegnato ad un difensore, invertendosi i ruoli.

    In questa variante la situazione impone al giocatore di controllare immediatamente dopo aver ricevuto la palla (se non prima) dove sono i difensori, per guidarla negli spazi vuoti ed effettuare velocemente il passaggio al compagno di fronte. Lo stesso compagno in attesa della palla dovrà essere concentrato, in movimento e stoppare la palla in maniera orientata in maniera tale da evitare di mandarla incontro al difensore.

    Ricordo che la proposta è per la categoria Primi calci; questo mezzo allenante può anche essere somministrato nel primo anno della categoria Pulcini (magari come gioco inziale), ma incrementando le difficoltà. Ad esempio è possibile:

    • Modulare il rapporto tra il numero di difensori ed il numero di palloni
    • Usare una palla in più per squadra, che dovrà però essere composta da 4-5 giocatori.
    • Inserire dei vincoli (ostacoli, numero di tocchi, o numero di passaggi) anche nella variante con i difensori.
    • Restringere gli spazi

    Conclusioni e prospettive successive

    L’apprendimento avviene per obiettivi, e non per movimenti (Albertini 2019), di conseguenza le situazioni (adeguate alla categoria di riferimento) dovrebbero rappresentare il volume maggiore dell’allenamento.

    Le neuroscienze oggi ci insegnano che i lavori analitici dovrebbero essere utilizzati esclusivamente per apprendere (dal punto di vista tecnico/tattico) concetti nuovi, o per colmare lacune esistenti.

    A mio parere, soprattutto nei Piccoli Amici (e parzialmente nei Primi Calci) giochi ludici come da meta a meta possono essere considerati a tutti gli effetti lavori situazionali altamente specifici, quindi con alta validità allenante; questo perché stimolano l’attenzione, il focus attentivo (restringimento ed allargamento) e le componenti emotive che sono primarie in qualsiasi fase della crescita calcistica.

    Non solo, prediligendo i mezzi situazionali, si riesce a coinvolgere maggiormente i giocatori nella loro crescita calcistica ed umana, perché il gioco ha insito tutte quelle componenti emotive tipiche delle relazioni sociali.

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    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico Monticelli Terme, istruttore Scuola Calcio MT1960 ed Istruttore di Atletica leggera GS Toccalmatto. Email: melsh76@libero.it

  4. Scuola calcio: il gioco dei postini per la coordinazione e la tecnica

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    Ritengo estremamente utili (soprattutto nei primi anni della scuola calcio) tutti quei mezzi allenanti che stimolano insieme coordinazione e tecnica. Questo perché permettono (con le giuste varianti) di sfruttare un unico esercizio, limitando le spiegazioni e le perdite di tempo. L’esercizio che presenteremo oggi, si adatta ad un numero di giocatori estremamente vario (da 10 a 20 circa); personalmente, lo utilizzo fino alla terza elementare.

    Tra i tanti pregi del “Gioco dei postini”, c’è anche la possibilità di stimolare l’uso del piede debole, difficile da allenare senza mezzi di natura analitica. Ma andiamo subito a vedere la struttura principale.

    Struttura di base 1

    La prima struttura di base prevede un campo a struttura simile ad un quadrato; è molto simile al “da meta a meta”, ma con la differenza che la zona centrale è molto più grande. Le dimensioni dipendono dal numero dei giocatori e dall’età.

    I giocatori dovranno andare da una tana laterale (detta “tana dei giocatori”) all’altra senza farsi prendere dai lupi; i lupi invece, non potranno uscire dalla tana centrale (detta “tana dei lupi”). Se prenderanno un giocatore, si invertiranno i ruoli. I giocatori, per entrare/uscire nella tana centrale, dovranno necessariamente passare attraverso le porticine di coni (altrimenti saranno considerati “presi” dai lupi).

    Per incrementare la difficoltà dell’esercizio, è possibile incrementare il numero dei lupi, oppure inserire la regola “se entro in una porticina di un colore, poi dovrò uscire da quella dello stesso colore”. In caso di errore, il giocatore sarà considerato “preso” dai lupi.

    Variante con palla

    La stessa esercitazione può essere fatta con la palla (entrambe le varianti). In questi casi, inseriremo i “difensori” (anziché i “lupi”) che avranno lo scopo di toccare con i piedi il pallone dei giocatori; se si verifica, si invertono i ruoli. Un giocatore dovrà dare la palla ad un difensore anche tutte le volte che gli uscirà dal campo (da qualsiasi lato del quadrato) o quando non riuscirà ad attraversare la porticina di coni.

    Anche in questo caso si potrà usare la variante “entro ed esco da porte dello stesso colore”. Con la palla è molto importante verbalizzare il fatto di guardare (prima di entrare nella tana centrale) dove sono i difensori e guidare la palla di conseguenza; non solo, sarà anche stimolato il fatto di tenere la “testa alta” per controllare continuamente la posizione di questi nei confronti della porta di uscita.

    Struttura di base 2

    Questo è il “gioco dei postini” vero e proprio; il campo sarà formato da un rettangolo abbastanza lungo (dipende sempre dal numero di giocatori e dall’età).

    Solitamente lo inizio subito con la palla, anche se è possibile farlo precedere da una variate senza palla, in maniera simile alla struttura precedente.

    Sotto potete vedere la struttura di base; l’esercizio si articola in più step. Che vedremo di seguito; consiglio di tenere le dimensioni abbastanza grandi (20-25 per 10-15 metri), in maniera tale da dare possibilità ai giocatori di “prendere velocità” con la palla, incrementando lo stimolo allenante.

    Step n° 1: porta la lettera da una posta all’altra

    È molto semplice, si porta la “lettera” (cioè il pallone) da una posta (cerchi sui lati opposti del rettangolo) all’altra con i piedi, e la si lascia al giocatore nel cerchio…che farà la stessa cosa portandola verso la posta opposta. Unica attenzione, sarà quella di chiamare ed avere la certezza che il compagno sia pronto a ricevere la palla nel momento del passaggio (cosa non semplice al primo anno). Non ci sono difensori al momento.

    Ovviamente questo primo step è maggiormente adatto ai Piccoli amici perché non ha difficoltà, ma può essere stimolante anche per l’annata successiva (Primi calci); infatti, starà poi all’allenatore sottolineare positivamente l’impegno dei giocatori che corrono veloce, che tengono la palla vicino al corpo, che evitano di scontrarsi con gli altri (testa alta) e che chiamano con maggiore puntualità i giocatori che attendono la palla.

    Per stimolare l’uso del piede debole, solitamente pongo questa sfida: “chi riesce a condurre la palla esclusivamente con il piede debole?”, oppure “diventiamo più bravi se ci alleniamo usando solo un piede, o entrambi?”. Poi, ovviamente, l’impegno andrà sempre sottolineato, perché i feedback positivi sono più efficaci di quelli negativi.

    Per dare un’impronta competitiva, si può assegnare un punto ogni volta che un giocatore passa la palla ad un compagno, sottolineando che i punti vanno detti ogni volta ad alta voce; in questo caso, l’allenatore dovrà sempre sottolineare positivamente l’impegno piuttosto che i punti fatti.

    Step n° 2: porta la lettera attraverso la città

    A questo punto si mettono delle file di coni nella parte centrale del rettangolo (metaforicamente saranno i “grattacieli della città”); lo scopo sarà sempre quello dello step precedente (magari incitando sempre l’utilizzo del piede debole), ma passando tra le file di coni (non facendo lo slalom). Chi abbatte un cono o esce dal campo, starà fermo un minuto (o 30”); questo stimolerà i giocatori a trovare un compromesso tra la massima velocità (per fare più punti) ed il giusto controllo (per evitare di abbattere i coni e uscire) mantenendo l’uso del piede debole.

    Ovviamente, con le stesse regole, può essere inserita la variante di fare lo slalom tra i coni; per i più grandi, può essere richiesto anche un approccio più analitico allo slalom (solo interno, solo esterno, suola-interno, ecc.).

    Ultima variante di questo step è quella di lasciare libera la guida (mantenendo lo slalom) ed inserendo un paio di difensori; questi ovviamente dovranno toccare la palla dei giocatori coi i piedi per invertire i ruoli. I difensori non potranno comunque intervenire nella zona dei coni, in maniera tale da lasciar effettuare lo slalom liberamente.

    Anche in questo caso sarà molto importante stimolare il più possibile la visione del gioco (e non focalizzarsi solo sulla palla) per evitare che venga presa dai difensori. Per renderlo più impegnativo, sarà possibile vincolare il numero dei passaggi a 3, tra il giocatore con la palla e quello nel cerchio; in questo modo, verrà stimolato anche lo smarcamento nel caso in cui il difensore decida di intervenire nel momento del passaggio.

    Step n° 3: “poste” centrali

    In questo step verranno tolti i coni ed inseriti dei cerchi sparsi a caso; lo scopo dei giocatori sarà quello di portare la palla ad un giocatore posto nel cerchio centrale (e prendere il suo posto). Quest’ultimo poi, in guida della palla dovrà portare il pallone dal lato opposto…e così via.

    In altre parole, ci saranno “poste” centrali; saranno sempre presenti i difensori, che potranno prendere la palla (nelle stesse modalità delle varianti precedenti), a meno che questa sia posizionata dentro un cerchio. Si va sempre al posto del giocatore a cui si ha passato la palla.

    Quest’ultimo step è sicuramente quello più impegnativo ed allenante, adatto fino a giocatori di terza elementare. La verbalizzazione prevede sempre il sensibilizzare a guidare la palla con la testa alta per vedere dove sono posizionati i difensori, e chiamare i compagni ai quali viene passata la palla.

    Conclusioni e consigli finali

    Nei primi anni della scuola calcio, solitamente prediligo mezzi allenanti non analitici (cioè senza vincolo di tocchi e parti del piede) ma altamente ludici; nonostante questo, tendo ad incentivare (non vincolare) l’uso del piede debole tramite rinforzi e feedback positivi, in maniera tale che i giocatori (per lo meno nelle varianti più semplici, senza “difensori”) siano stimolati a lavorare sulla lateralità.

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    coordinazione scuola calcio

    Autore dell’articolo: Luca Melli (melsh76@libero.it) preparatore atletico AC Sorbolo, istruttore Scuola Calcio A.S.D. Monticelli Terme 1960 ed Istruttore di Atletica leggera GS Toccalmatto.

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