Calze compressive: quali scegliere?

(Aggiornato al 25/04/2020)

Le calze compressive sono diventate oggi parte integrante di gare ed allenamenti della maggior parte dei runner. Chi le utilizza, evidenzia come queste permettano di percepire un minor disagio a livello dei polpacci e una maggior resistenza all’affaticamento di questi gruppi muscolari. Non solo, diversi podisti le indossano anche per ridurre il rischio di infortuni ai muscoli della gamba.

Ma la percezione della loro efficacia è corredata da prove scientifiche?

È certo che queste non rappresentano solamente una “moda”, in quanto sono la categoria di accessori più utilizzata (ad esclusione di scarpe ed abbigliamento) da diverso tempo dai runner; di fatto, indubbiamente c’è del concreto sugli effetti che questi permettono di percepire, con differenze tra soggetto e soggetto.

Quello che credo sia importante invece, è cercare di capire quali possano essere le caratteristiche fondamentali affinchè si possa avere la garanzia di trovarsi davanti ad un prodotto di qualità. Infatti, inizialmente erano pochi i brand che le distribuivano, alcuni dei quali dedicavano l’intera produzione e ricerca a questa tipologia di prodotti (vedi BV Sport). Oggi troviamo le calze compressive anche tra i cataloghi dei marchi di scarpe ed abbigliamento; quindi credo sia più che mai necessario che l’utente sappia districarsi tra i vari prodotti facendosi le giuste domande (anche in relazione ai costi), ed avendo le risposte più adeguate. Più specificatamente:

  • Quando questi prodotti sono effettivamente utili?
  • Aiutano veramente a prevenire gli infortuni?
  • Come riconoscere un paio di calze compressive di qualità?
  • Quali sono i migliori prodotti?
  • Cosa dicono le varie ricerche sul loro utilizzo?

Bene, in questo post daremo la risposta a tutte queste domande; iniziamo dall’ultimo quesito, grazie al quale potremo successivamente avere gli elementi per soddisfare anche gli altri. Prima di passare alla rassegna bibliografica, preciso che andremo ad analizzare solo i prodotti specificatamente indicati per i runner (o sportivi in generale) e non le calze a compressione per uso medico e terapeutico.

Studi e razionale del loro utilizzo

Affinchè il mondo della ricerca possa dare risposte certe, sono necessari tantissimi studi con esiti univoci; le variabili che si possono trovare quando si effettua un protocollo sperimentale con questa tipologia di prodotti, sono diverse: superfice coperta dal prodotto, materiali, tipi di pressione, tipo di sforzo, lunghezza periodo considerato per l’utilizzo, protocollo di valutazione, ecc.

Per questo motivo, ad oggi abbiamo poche certezze, ed ancora diversi dubbi; ma andiamo ad analizzare nel dettaglio, prendendo spunto dalle ultime revisioni pubblicate, cioè quella di Engel et al 2016 e di Mota et al 2020.

Effetti di maggior rilevanza statistica

  • Riduzione delle vibrazioni muscolari: come abbiamo visto nel nostro articolo sull’argomento, un eccesso di vibrazioni è in grado di inibire l’elasticità muscolare, ma può avere anche implicazione nell’insorgenza di infortuni da sovraccarico (Broatch et al 2020). Indossare le calze compressive riduce le vibrazioni muscolari che, quando in eccesso, possono incrementare il rischio di infortuni e peggiorare la percezione della fatica.
  • Riduzione del livello di infiammazione ed accumulo di cataboliti se indossati dopo lo sforzo.
  • Riduzione del dolore/fastidio post esercizio se indossati dopo lo sforzo (probabilmente dovuto alla riduzione dell’infiammazione)

Effetti di minor (o ininfluente) rilevanza statistica

  • Riduzione della percezione della fatica ai muscoli delle gambe, con conseguente possibile miglioramento della resistenza allo sforzo.
  • Miglioramento dell’Economia di Corsa (che si può paragonare al consumo litri/Km di un’auto) dovuto anche ad una possibile influenza positiva nei confronti della biomeccanica di corsa.

calze compressive effetti

Da questi risultati, emerge come siano fondamentalmente 2 le variabili su cui hanno influenza questi accessori: cioè la riduzione delle vibrazioni e un miglior ritorno venoso (minor accumulo di edema); probabilmente, quest’ultimo fattore è anche associato ad un miglioramento del funzionamento della “pompa venosa”.  Ma gli effetti non sono gli stessi per tutti i podisti.

Quali possono essere le variabili che inducono un runner ad avere più benefici rispetto ad un altro?

Sostanzialmente sono 2:

  • La prima sono le caratteristiche neuromuscolari; nel nostro articolo dedicato alle vibrazioni/oscillazioni, abbiamo visto come soggetti con qualità neuromuscolari inadeguate presentino fenomeni vibratori muscolari eccessivi, che tendono ad inibire l’oscillazione (cioè la risposta elastica). Semplificando: le vibrazioni muscolari indotte dall’appoggio del piede al suolo stimolano la risposta elastica (cioè l’oscillazione muscolare), ma quando le vibrazioni sono eccessive (cioè per soggetti con qualità neuromuscolari inadeguate), tendono ad inibire l’elasticità. In questi casi, la compressione del ventre muscolare (delle calze) aiuta a ridurre le vibrazioni e quindi a percepire un minor disagio/fatica.
  • La seconda condizione nella quale può esserci un beneficio nell’indossare le calze compressive, è per quei soggetti che presentano un precoce affaticamento dei polpacci mentre corrono. Il miglioramento della circolazione indotto dall’utilizzo di queste calze può aiutare a smaltire i cataboliti che inducono la fatica nei soggetti con livelli di forza e resistenza muscolare inadeguata.
vibrazioni muscolari

Immagina tratta dal libro MOVIMENTO di G. Betti, A. Castellani e R. Piga

Com’è possibile intuire, in entrambi i casi citati sopra, l’utilità è riferita a situazioni in cui le componenti di forza, stiffness o resistenza muscolare locale dei polpacci sono inadeguate. Infatti, è estremamente raro vedere Top Runner (cioè soggetti adeguatamente allenati, anche dal punto di vista neuromuscolare) che utilizzano queste calzature. Questi prodotti sono spesso indossati invece da Trailer amatori (perché le sollecitazioni delle discese e la lunghezza di queste gare sollecitano particolarmente i polpacci) e in alcuni casi da saltatori/triplisti (per ridurre in parte le vibrazioni).

Queste considerazioni dovrebbero portare alla luce alcune lacune metodologiche dell’allenamento amatoriale, che spesso porta a trascurare le componenti neuromuscolari del movimento. Da qui è possibile comprendere come l’utilizzo degli indumenti compressivi, può portare (solo nei casi citati sopra) un vantaggio, che non va comunque a colmare le lacune neuromuscolari che, se presenti, incrementano il rischio di infortuni.

Per questo motivo, la cura dell’allenamento muscolare nelle varie forme (dedicato alla Forza e alla Velocità) è essenziale per ridurre il rischio di infortuni, migliorare le prestazioni e percepire minore fatica mentre si corre.

Ovviamente, questi accessori possono aiutare ad eseguire anche i lavori neuromuscolari riducendo parzialmente l’incidenza di infortuni per quei soggetti particolarmente a rischio, ricordandosi sempre che il lavoro di forza deve prevedere quello di velocità.

È utile anche la compressione dei muscoli della coscia?

Tra i prodotti in commercio, oltre alle calze troviamo anche scaldamuscoli compressivi o pantaloni lunghi;

ma che livello di efficacia hanno questi prodotti?

Attualmente è difficile dare una risposta, visto che non mai stata confrontata l’efficacia delle calze, con quella dei soli scaldamuscoli, o dei pantaloni interi. In ogni modo, l’ultima ricerca di Broatch et al 2020, fornisce indicazioni molto interessanti; infatti la maggior parte delle vibrazioni durante la corsa avviene a livello dei polpacci (più del doppio rispetto ai muscoli della coscia), a testimoniare come le calze siano quelle che potenzialmente possano avere un effetto maggiormente benefico.

Questo non esclude come l’aggiunta di scaldamuscoli compressivi possa trovare un suo razionale, in particolar modo in gare con discese molto lunghe e/o impegnative; infatti, Ehrstrom et al 2018 videro come l’utilizzo di pantaloni (completi) compressivi riducevano le vibrazioni durante la corsa in discesa, ed il loro utilizzo velocizzava anche il recupero funzionale oltre a diminuire il dolore muscolare nei giorni successivi (anche se non indossati durante il recupero). Di conseguenza, è lecito ipotizzare come i soggetti che traggono vantaggio dall’utilizzo delle calze, possano trovare utilità anche negli scaldamuscoli (o pantaloni interi) in competizioni in cui sono presenti discese lunghe e/o particolarmente ripide; questo anche per ridurre il fastidio/dolore muscolare che può insorgere nei giorni successivi alla gara (solitamente il picco è intorno alle 24-48 ore).

Qual è la pressione ideale?

A livello concettuale, la differenza maggiore è tra le calze a compressione graduata e quelle a compressione compressiva, cioè in base a dove viene applicata la pressione maggiore (vedi figura a fianco).

compressione sportIn ogni modo, malgrado esistano differenze tra i vari prodotti, in letteratura scientifica non sono emerse differenze riguardo ad un tipo di pressione applicata rispetto ad altre (Beliard et al 2015). La difficoltà sta nel fatto che 2 calze uguali, possono ovviamente esercitare pressioni diverse su 2 individui che hanno un diametro del polpaccio diverso (Broatch et al 2020). È chiaro che avere a diposizione più taglie, è indice di qualità del prodotto; in questo modo sarà più facile “avvicinarsi” alla taglia ideale. È comunque da precisare, che le uniche calze a compressione progressiva, sono le BV Sport (perché brevettare), mentre tutte le altre presenti in commercio seguono la compressione graduata.

In ogni modo, attualmente non è possibile stabilire quale sia la migliore distribuzione delle pressioni; parte della scelta, dovrebbe essere quindi fatta in base alla percezione del confort, anche se per chi non è abituato ad utilizzarle, sarebbero da evitare compressioni superiori a 23 mmHg, in quanto potrebbero dare fastidio le prime volte che vengono indossate (Ali et al 2011).

Come scegliere i migliori prodotti

Nei precedenti paragrafi abbiamo visto come la percezione del comfort ed avere a disposizione un numero di taglie elevate (almeno 4) rappresentano 2 importanti variabili.

Dal punto di vista dei materiali utilizzati, lo standard ideale è il 70-75% di Poliammide (detto anche Nylon) e il 20-25% di Elastane (detto anche Spandex o Lycra). Al posto del Poliammide a volte è utilizzato il Poliestere, che è meno resistente e di conseguenza potrebbe conferire minor durata al prodotto. Se la % di elastane è troppo inferiore al 20%, potrebbe essere indice che la qualità della calza non sia eccelsa; questo perché lo spandex è in grado di allungarsi fino a 5 volte la propria dimensione originaria, conferendo elasticità al tessuto.

Altro aspetto importante è l’assenza del calzino (cioè la parte del piede); senza il calzino infatti la scelta della taglia è esclusivamente incentrata sulla larghezza e lunghezza del polpaccio (come è giusto che sia), piuttosto che del numero del piede. Inoltre, se il calzino dovesse rompersi, non si potrebbe più usare il prodotto.

Ultime 2 variabili che segnaliamo per orientare la propria scelta sono il giudizio dei consumatori (presenti in ogni e-commerce) e l’etica dell’azienda. Una ditta che nel proprio sito non mette a disposizione tutte le caratteristiche necessarie per potersi fare un’idea del prodotto, sicuramente pecca in affidabilità e trasparenza.

Prima di andare a vedere i migliori articoli in commercio, è doveroso rispondere alla domanda: “quanto durano?”…cioè “ogni quanto vanno cambiati?”. Non si può dare una risposta che sia valida per tutti, perché la durata dipende dalla qualità del prodotto (vedi sopra), da quanto il polpaccio tiene in tensione la fibra della calza e, ovviamente, dai Km effettuati. Il mio consiglio è di comprarne inizialmente 2 paia; uno si utilizza in allenamento e l’altro solo in gara. Di conseguenza, quello utilizzato in allenamento si usurerà più velocemente; in questo modo, si potrà sempre avere un termine di comparazione del grado di usura tra i 2 capi. Non solo, ciò permette di tenere per la gara, quello più “performante”; quando si percepirà che quello utilizzato in allenamento non sarà più efficiente (dipende molto dalla soggettività), lo si sostituirà con quello utilizzato in gara (che avrà un livello di usura minimo) e si comprerà un solo paio di calze compressive nuove per la gara.

Ovviamente nulla vieta di usare questi prodotti solo in gara, soprattutto in quei casi in cui i benefici si percepiscano solo in competizione; in ogni modo, la prima volta che vengono utilizzati, è sempre meglio provarli qualche volta in allenamento.

I migliori 3 in commercio

Partiamo dai Booster della BV Sport che, commercializzati sin dal 2003, hanno rappresentato i pionieri di questa tipologia di accessori; questo brand Francese, è esclusivamente dedicato a questo tipo di prodotti ed è l’unico che utilizza una compressione progressiva (maggiore nel polpaccio e inferiore nella caviglia). I primi 2 prodotti usciti infatti (“Booster Original” e “Booster One”) avevano una pressione dichiarata di 7 mmHg nella caviglia e 18 mmHg nei polpacci ed una composizione del 79% di Poliammide e 21% di Elastane. L’ultima edizione uscita (Elitè Evo 2), la composizione è 15% elastane e 85% poliammide e le pressioni sono di 10 mmHg a livello della caviglia e 18 al polpaccio. La casa produttrice ci tiene comunque a sottolineare come in quest’ultimo modello “la pressione viene distribuita in maniera specifica nelle varie zone per rispettare la fisiologia muscolare dell’atleta”, ma non c’è ancora nessuna prova scientifica che questo approccio sia migliore di altri. Personalmente ritengo quelli della BV Sport un’ottima soluzione per chi non ha mai utilizzato questa tipologia di prodotti, consigliando di acquistare (sul sito della casa produttrice) i modelli più datati (Booster Original e Booster One) in quanto hanno un costo inferiore e si ha la certezza che siano prodotti di qualità. Per chi volesse invece provare l’ultima tipologia di modelli (Elitè Evo 2), è anche possibile trovali su Amazon (per le taglie dell’elitè Evo 2, potete vedere in fondo a questa pagina). Il pregio di questa marca, è che mette a disposizione molte taglie (6 o 10, a seconda dei prodotti), permettendo al consumatore di fare una scelta più accurata.

calze bv sport

Ma passiamo ora all’altra tipologia di calze, cioè quelle a compressione graduata; tra le migliori troviamo le Blaze della Rockay (74% Poliammide e 26% Elastane), con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Infatti, sono dotate di una garanzia a vita, sono estremamente durevoli (aspetto non banale) e lavorate con la tecnologia Polygene, un trattamento antibatterico che previene la formazione di odori e limita la necessità dei lavaggi, preservandone quindi la durevolezza. All’interno di ogni prodotto, inoltre, viene inserita la certificazione del test sulla pressione esercitata dalla calza, che è di 23 mmHg a livello della caviglia e 16 mmHg a livello del polpaccio. L’unico difetto, è che sono disponibili solamente 4 taglie; è acquistabile anche su Amazon.

blaze rockay

Altri ottimi prodotti sono quelli della 2XU; ne esistono 2 modelli, sempre a compressione graduata (maggiore alla caviglia). Il primo è il Guard, formato dal 73% di poliammide e dal 27% elastane; di questo sono disponibili 7 taglie ed il livello di compressione è di 20 mmHg a livello della caviglia e 17 mmHg al polpaccio. Il modello MCS Guard invece, ha un livello di compressione maggiore (25 mmHg alla caviglia e 22 mmHg a livello del polpaccio), presente il 6 taglie e formato dall’80% di poliammide e 20% elastane. Questa ditta è sicuramente una di quelle che investe maggiormente in sperimentazione e ricerca, grazie anche a collaborazioni con diverse federazioni sportive Australiane.

Ma quale di questi è il migliore?

Acquistando i prodotti indicati sopra, si ha la certezza di avere delle calze compressive di qualità; la preferenza dipende molto dalla soggettività. Alcuni possono trovarsi meglio con quelle a compressione progressiva (cioè quelle della BV Sport), mentre altri con quelle a compresisone graduata; di norma sono portato a consigliare, le prime volte, di provare un paio che abbia un livello di compressione bassa ed un ottimo rapporto qualità prezzo, come le BV Sport Booster One, le Rockay o le 2XU Guard. Articoli più costosi e che hanno una compressione maggiore come le MCS Guard della 2XU, andrebbero provati se si ha la percezione di poter trarre giovamento da un livello di compressione leggermente maggiore; stessa cosa vale per le Elitè Evo 2 della BV Sport, nel caso si voglia provare un articolo più innovativo ma senza la certezza attuale che possa dare una maggiore efficacia.

Attenzione: prima di acquistare controllare sempre la taglia e se sono da uomo/donna (molti sono comunque unisex). Verificare anche il tipo di lavaggio indicato e come riconoscere (quando specificato) qual è la calza destra e sinistra.

Conclusioni

L’acquisto delle calze compressive non dovrebbe essere fatto con sufficienza in quanto rappresentano articoli che, avendo strutture elastiche tenute sotto tensione, vanno incontro ad un certo grado di usura; per questo percezione soggettiva dell’efficacia e qualità del prodotto sono i criteri di scelta fondamentali.

È importante comunque comprendere che la percezione positiva nell’indossarle (soprattutto in riferimento alla riduzione del fastidio indotto dalle vibrazioni muscolari) è inversamente proporzionale al livello delle qualità neuromuscolari dell’atleta; in altre parole, più ho lacune di stiffness e forza, e più ne trarrò giovamento. Questo significa che in questo caso, anche un lavoro accurato su queste qualità, è verosimile che mi permetta di migliorare la tecnica di corsa e prevenire gli infortuni. È invece probabile che chi non ha lacune di tipo neuromuscolare, non tragga nessun beneficio dall’indossare le calze compressive.

Questi prodotti vanno ovviamente indossati solamente in gara o in allenamento, per minimizzare il grado di usura. L’eventuale utilizzo per migliorare il recupero può trovare efficacia solo in alcuni casi (per approfondire leggi il nostro articolo sul recupero) e con modelli specifici che, in base alla marca, non sono sempre gli stessi che si usano per fare attività sportiva.

Un’ultima considerazione la facciamo per i pantaloni a compressione (scaldamuscoli o completi); questi possono tornare utili in competizioni in cui sono presenti discese lunghe e/o impegnative, per quei soggetti che vanno in difficoltà quando la strada scende. In questi casi, i benefici che se ne possono trarre sono riferiti alla minor percezione di fastidio muscolare (soprattutto in discesa) ed un recupero più veloce del dolore muscolari i giorni successivi alla gara. I prodotti migliori sono quelli della 2XU e della BV Sport.

Bene, qui si conclude la nostra recensione sulle calze compressive; se ti è piaciuta (o se ti è stata utile) iscriviti al nostro Canale Telegram, potrai scaricare la nostra guida alla scelta delle scarpe da running.

Dopo averla letta sarai in grado di conoscere quali sono le caratteristiche e gli elementi fondamentali per scegliere la scarpa più adeguata alle tue caratteristiche; troverai anche la scheda per cercare, trovare e scegliere on-line la calzatura ideale in pochi minuti. Non solo, sarai informato tutte le volte che pubblicheremo nuovi articoli ed ogni volta che ci saranno aggiornamenti e novità provenienti dal mondo della corsa.

Autore dell’articolo: Luca Melli (melsh76@libero.it), Istruttore di Atletica leggera GS Toccalmatto, istruttore Scuola Calcio A.S.D. Monticelli Terme 1960 e preparatore atletico AC Sorbolo.

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