La maratona (seconda parte)

baldini

Dopo aver analizzato nel post precedente quella che è la fisiologia che determina la periodizzazione dell’allenamento e la stima del ritmo gara (RMAR), in questa seconda parte ci focalizzeremo sui seguenti aspetti:

  • Le caratteristiche dei Lunghi (cioè gli allenamenti più importanti)
  • Le caratteristiche degli altri mezzi allenanti (Progressivi, Ripetute, ecc.)
  • Come affrontare il recupero post-maratona..
  • Come poter valutare la possibilità di correrne 2 nel giro di 4-6 settimane.

In particolar modo verranno analizzate le caratteristiche dei Lunghi, che rappresentano per gli amatori i mezzi di allenamento cruciali per portare a termine al meglio la competizione, senza tralasciare l’importanza di tutti gli altri allenamenti che contribuiscono a strutturare il RMAR, le capacità neuromuscolari, il recupero, ecc.

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Un’ultima considerazione: la maratona non è fatta solo di calcoli e teorie, è un format di gara particolarmente impegnativo, che richiede tenacia, capacità di soffrire e di gestire il proprio corpo. La costanza e la risolutezza con i quali vanno affrontati l’allenamento e la gara non sono da confondere con un approccio nevrotico (errato) di chi individua, con la partecipazione alla maratona, gran parte della propria autostima e dell’immagine che ha di se. Correrla con un livello di allenamento insufficiente significa “far del male” al proprio organismo. Malgrado chi decide di correre una maratona lo fa prima di tutto per passione, deve tenere in considerazione in primo luogo le condizioni probabilistiche di riuscire a correrla e prepararla in maniera adeguata; solo in questo caso, il “viaggio” intrapreso verso l’arrivo potrà “arricchire” il maratoneta. Per questo motivo, consigliamo sopratutto ai meno esperti di seguire piani di allenamento di tecnici particolarmente esperti in materia, come quelli di Orlando Pizzolato e Roberto Albanesi.

Autore: Melli Luca, istruttore atletica leggera GS Toccalmatto (melsh76@libero.it)

 

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