La preparazione della gara (Prima parte)

Preparare la partita è da sempre questione importante a cui dedicarsi durante la settimana di lavoro e di conseguenza è necessario esaminare non pochi fattori di studio, quali:

  • caratteristiche degli avversari (filosofia di gioco, atteggiamento e peculiarità dei singoli);
  • caratteristiche della nostra squadra;
  • stato di forma psico-fisica in un determinato momento della stagione;
  • eventuali assenze legate a squalifiche e infortuni che possono condizionare l’abituale atteggiamento o filosofia di gioco della nostra squadra o di quella antagonista.

Le caratteristiche della squadra da affrontare vengono oramai studiate sulla base di almeno 3/4 gare osservate a video, più una (l’ultima o la penultima prima del match) dal vivo, per poter meglio identificare se vi sia un diverso atteggiamento in casa piuttosto che in trasferta.

E’ altresì fondamentale valutare gli avversari contro compagini che adottano il nostro stesso sistema di gioco per meglio comprendere i meccanismi nella fase di possesso e che tipo di organizzazione difensiva adottino.

Tutto ciò che viene preparato durante la settimana è definita “tattica di principio”: l’esercitazione situazionale tattica, l’esercizio “a tema” viene proposto con finalità e attinenza a ciò che si vorrà portare in campo nel giorno della gara.

Il tutto verrà eseguito sulla base della conoscenza dell’avversario, ma senza mai tralasciare la propria filosofia di gioco, imprescindibilmente legata alle caratteristiche di squadra e dei singoli che la compongono.

Nel corso della gara potrà però capitare che parte, o tutto ciò che è stato preparato, non possa essere applicato in campo: la squadra avversaria può aver schierato a sorpresa un sistema di gioco inaspettato (o può averlo mutato nel corso della partita); lo staff avversario ci ha studiati a sua volta e ha optato per scelte tattiche differenti rispetto alle nostre previsioni.

Sono solitamente avvisaglie percepibili già alla consegna delle distinte nei minuti precedenti il fischio d’inizio sulla base delle ultime 4-5 formazioni studiate; in tal senso si dovrebbe già essere in grado di “indovinare” che tipo di formazione ci troveremo difronte, con il relativo sistema di gioco, già prima dell’ inizio della gara.

In questi e in altri casi, l’allenatore e il suo staff dovranno essere in grado di mostrare quella “flessibilità” che si concretizza attraverso la “tattica applicata” sia prima che durante la gara: la capacità di leggere la partita e adottare le strategie (contromosse) con lucidità, ma soprattutto con velocità di pensiero.

Un altro particolare da non sottovalutare e spesso tralasciato è la gestione della gare nel caso in cui o la nostra squadra, o quella avversaria rimanga in inferiorità numerica: anche in questo caso si presentano molte variabili legate al risultato in essere, al minuto di gara in cui si è verificato l’evento e alla condizione fisica generale delle due squadre.

Le contrapposizioni dei sistemi di gioco

Tralasciando l’aspetto non meno importante legato alla gestione delle palle inattive, andiamo ad esaminare degli aspetti legati al gioco dinamico.

Si possono presentare molteplici ed infinite combinazioni di contrapposizioni di sistemi di gioco. Facciamo un esempio: non è detto che in due gare diverse, in cui si affrontano un sistema 1-4-3-3 contro un sistema 1-4-4-2, le contrapposizioni tattiche nelle due fasi avvengano alla stessa maniera, sulla base di comportamenti codificati e assoluti.

Subentrano infatti i fattori variabili descritti sopra: l’atteggiamento (attesa, marcatura “a scalare, aggressività a tutto campo) gli obiettivi tecnici, le caratteristiche dei singoli, lo stato di forma.

Atteggiamento di attesa.

Prendiamo ad esempio i due sistemi di gioco citati; un sistema di gioco basico 1-4-3-3 può anche tramutarsi in 1-4-5-1 in fase difensiva (fig.1).

Figura 1

Il modo di difendere scelto dalla squadra rossa fa trasparire una condotta prudente, con baricentro basso, orientata alla conquista di palla in zona offensiva/difensiva.

E’ una tattica generalmente utilizzata da squadre che preparano la gara sulle transizioni offensive rapide, con giocatori d’attacco veloci e specialisti nel contropiede.

Il Centrocampista Esterno Destro blu non si allunga, ma rimane largo e arretrato; su di lui può accorciare gli spazi l’Attaccante Esterno Sinistro rosso con l’uscita in pressione del Centrocampista Laterale Sinistro sul Difensore Esterno Destro che riceve palla (fig.2).

Figura 2

Se il Centrocampista Esterno Destro blu si allunga sul Difensore Esterno Sinistro rosso, il nostro Attaccante Esterno Sinistro può uscire sul Difensore Esterno Destro avversario e il Centrocampista Laterale Sinistro rimanere sulla zona di competenza. (fig.3)

Difesa “a scalare”.

In altri casi può essere adottata una difesa più “alta” (baricentro medio) con l’1-4-3-3 eseguendo una prima pressione con i 3 attaccanti sui 4 difensori avversari e lavorando “a scalare” in un centrocampo in situazione di partenza, di inferiorità numerica.

Il Difensore Esterno Sinistro va in pressione sul Centrocampista Esterno avversario nel lato forte e la difesa lavorerà in 3 contro 2 attaccanti avversari. (fig.4).

Si va a fare quindi a fare densità in zona palla attraverso azione di “marco e copro”.

Figura 4

“A uomo” a tutto campo.

E’ situazione in cui le caratteristiche condizionali dei nostri giocatori (forza fisica, resistenza) ci consentono di adottare una strategia più aggressiva in fase difensiva, andando ad eseguire un pressing alto su avversari magari non straordinariamente abili a controllare la gara, anche marcando a uomo a tutto campo.

Occorrerà, a meno che non si sia già schierati a specchio (es. 4-2-4 vs 4-2-4, 3-4-3 vs 3-4-3), agire in modo elastico sul nostro sistema di gioco basico.

Nel caso dell’1-4-3-3 che difende contro l’1-4-4-2 vengono alzati i Difensori esterni sui Centrocampisti Esterni avversari accettando il 2vs2 dei due Difensori Centrali contro i due Attaccanti; il Centrocampista Centrale si alza e di conseguenza uno dei due Centrocampisti Laterali può andare in pressione aggressiva sul Difensore Esterno di parte (fig.5).

Figura 5

Flessibilità anche in fase di possesso.

Squadre particolarmente dotate nel palleggio e che vogliano “fare la partita”, possono utilizzare una strategia che consenta di attaccare con un centrocampista in più: considerando l’1-4-3-3 di base preso ad esempio, non poche squadre lo trasformano abitualmente in 1-3-4-3 in fase di costruzione, alzando uno dei due Difensori Esterni sulla linea dei centrocampisti. (fig.6).

E’ opportuno anche puntualizzare come possono essere differenti le filosofie di gioco in fase di possesso che può avvenire attraverso:

  • la costruzione manovrata (o indiretta);
  • la costruzione diretta;
  • la ripartenza su riconquista (intercetto, contrasto, anticipo)
  • l’attacco di mischia (utilizzato soprattutto nei minuti finali con risultato da recuperare)

Non esistono quindi situazioni per cui un determinato sistema di gioco debba affrontare secondo determinate regole e schemi, il sistema avversario. L’allenatore moderno deve avere cognizioni allargate e la capacità di saper reagire con elasticità nel corso della partita. Nella seconda parte dell’articolo andremo a vedere come.

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