Scopriamo Edu Vargas, l’oggetto del desiderio di tante big, e che il Napoli potrebbe aver già fatto suo

SCHEDA TECNICA EDU VARGAS

 

( Di Antonio Cupparo) Da nuovo “Nina Maravilla a il nuovo “Pocho” già si stanno sprecando paragoni illustri. Per adesso Edu Vargas è solo “El Varguiturro” che grazie alle sue prodezze ha fatto entrare nella storia l’Universidad De Chile nella Copa Sudamericana, e che rischia tra l’altro di “rubare” lo scettro di miglior calciatore del sudamerica a Neymar Santos (non uno qualunque). Gli addetti ai lavori lo hanno già inserito nella squadra del Napoli del prossimo anno, anche se non tutte le firme sono state ufficializzate. Per adesso parliamo di Vargas ancora attaccante della squadra cilena vincitrice dell’equivalente della Europa League sudamericana.

Vargas agli inizi

Eduardo Jesus Navas Vargas è nato a Santiago del Cile il 20 novembre 1989, a 16 anniè entrato a far parte delle giovanili dell’Universidad Catolica prima, e del Palestino poi. Nel 2005 insieme al “genoano” Felipe Seymour ha partecipato ad un reality patrocinato dall’adidas, dove si giocav a calcio a 7: l’obiettivo principale degli organizzatori era quello di selezionare i migliori giovani. Edu si mise subito in luce affrontando diverse scuole dei quartieri di Santiago del Cile. Un’anno più tardi partecipò ad un torneo amatoriale divendendo capocannoniere e guadagnandosi l’occhio interessato di Oscar Hurtado che in lui vedendo qualità interessanti, lo ha consigliato alla squadra del Cobreloa, guarda caso appena la partenza di Alexis Sanchez direzione Udine. Dopo aver iniziato nelle formazione riserve, non ci ha messo poi tanto ad entrare in pianta stabile tra “i grandi” e dopo nemmeno aver compiuto la maggiore età ha segnato il primo gol, proprio col Palestino, club con cui ha mosso i primi passi da calciatore. Nel 2009 dopo aver giocato ottimamente il Torneo di Tolone, una vetrina importante per tutti i talenti mondiali, ecco che l’Universidad de Chile lo acquistò per la cifra di 700.000 dollari (prima il 40%), poi a gennaio dopo rilevando per intero il cartellino. Nell’ultimo hanno è stato il trascinatore per la conquista del suo club dell‘Apertura 2011, e vincendo sia il premio come miglior attaccante, che come miglior giocatore cileno in assoluto nel campionato. Il merito di tutto ciò, come stampa cilena sottolineò, è stato il cambiamento di ruolo che mister Sampaoli gli ha fatto fare: non più come centrocampista, bensi da seconda punta. In questo modo a saputo dimostrare tutto il suo repertorio, in ruolo quello precedente che gli precludeva anche compiti più difensivi.

La sua descrizione è ben presto fatta: rapidità palla al piede, impressiona sopratutto in progressione, abilità nel saltare l’avversario e inserimento negli spazi, concretezza negli ultimi 16 metri, in prospettiva in poche parole: un’altro “Maravilla”. Non è uno che da sempre spettacoloo, come a prima vista uno potrebbe pensare: Edu bada al sodo, e l’egoismo non fa parte del dna, anzi se c’è da fare un assist a scapito di una sua azione probabile da gol, ci pensa due volte ad aiutare i suoi compagni di squadra. La stampa cilena lo ha etichettato anche col nome di “Superman” dopo le gare di andata e ritorno della finale della Copa Sudamericana. Se si vuole trovare un difetto, possiamo dire che non è un bomber di razza, e che potrebbe soffrire un po’ le difese arcigne e chiuse come quelle della Serie A italiana, il fisico non è di ferro, e dovrà imparare a reggere l’impatto con i classici contrasti, contro difensori che non le mandano certo a dire. 

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