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  1. Analisi, video analisi e partite da esaminare

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    E’ importante definire quali e quante siano le partite della squadra avversaria da affrontare da prendere in considerazione sotto forma di analisi.

    Fino ad ora abbiamo parlato di gara in sé, tenendo conto degli aspetti tecnici e tattici da registrare; è opportuno tenere in considerazione che, nell’arco di una stagione sportiva, una squadra di calcio può cambiare modulo e sistema di gioco, può avere delle defezioni dal punto di vista dell’organico dovute a squalifiche o infortuni, può essere soggetta a dei cali di condizione o alla sostituzione dell’allenatore e può altresì essere soggetta inevitabilmente a sanzioni da parte del Giudice sportivo.

    Per questi motivi possiamo sostenere che non sarebbe sufficiente basare la nostra analisi solo ed esclusivamente sull’ultima gara disputata dalla squadra presa in esame.

    E allora: quante partite è opportuno considerare e quali devono essere sottoposte ad analisi tecnico-tattica?

    Una soluzione adottata dai più e che noi consigliamo è la seguente:

    Se la partita da giocare vede la nostra squadra in casa sarebbe opportuno visionare i video delle due ultime gare giocate in trasferta e l’ultima gara (giocata presumibilmente in casa).

    Con questo sistema si è orientati a comprendere se:

    • la squadra da affrontare assume lo stesso atteggiamento in casa e in trasferta;
    • se la stessa squadra è propositiva sia in casa che in trasferta;
    • se assume atteggiamenti difensivisti sia in casa che in trasferta;
    • se utilizza strategie diversa a seconda che giochi in casa o meno.

    Altro aspetto che si può evidenziare osservando almeno una rosa di cinque, sei gare delle ultime disputate, è la condizione fisica e psicologica degli avversari.
    Si può anche comprendere se l’allenatore avversario è propenso (tenuto conto di infortuni e squalifiche), a utilizzare sempre gli stessi giocatori o cambia formazione in funzione degli avversari.

    Oltre a questi accorgimenti, molti allenatori tendono a voler valutare quei filmati in cui le squadre avversarie si trovano difronte a compagini schierate con il modulo tattico della propria squadra.

    Ad esempio: la nostra squadra gioca con il modulo 1-4-3-1-2; si sarà propensi a visionare e analizzare i filmati della squadra “X” in gare in cui ha affrontato squadre schierate con questo modulo…

    Tratto dal libro: “Studiare gli avversari… e se stessi – Migliorare la prestazione con la Match Analysis”

    Autore: Claudio Damiani; Editore: www.allenatore.net (2014)

  2. Caratteristiche e doti di un osservatore – analista tattico

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    Si comprende bene che per essere un buon tattico, in grado di saper rendere l’idea dell’andamento di una gara di calcio, occorre avere un certo grado di preparazione, esperienza e capacità interpretative.

    Ricordiamoci che per essere un buon analista non è sufficiente guardare ma è fondamentale osservare, far propri dei dati, analizzarli, per poi creare un output utile alla causa da trasmettere all’allenatore e ai giocatori.
    Non sottovalutiamo inoltre l’utilizzo dei media, della tecnologia, che permettono di consultare banche dati, procacciare informazioni, reperire notizie e presentarsi alla gara da visionare già preparati su più di qualche elemento utile per l’imminente lavoro da intraprendere.

    Oltre alla capacità di reperire informazioni, stiliamo un elenco di caratteristiche e doti che un collaboratore tecnico che si dedica all’analisi, deve possedere:

    • La conoscenza del gioco del calcio. E’ la base da cui si deve partire. Occorre saper distinguere un sistema di gioco da un altro e soprattutto conoscerne le caratteristiche positive e negative dell’uno contrapposto all’altro.
    • L’intelligenza e l’elasticità mentale. Essenziali per l’analisi qualitativa, ovvero il comprendere il rapporto causa-effetto degli eventi che si succedono durante una gara.
    • L’intuizione: osservando si va oltre a ciò che si vede. Vi possono essere situazioni difficili da leggere che devono essere per forza interpretate.
    • Capacità di autocritica. A volte è strettamente necessario non inorgoglirsi su dei propri concetti delineati ma avere la capacità di rivederli per non mutare gli aspetti reali.
    • Capacità di proiezione. Immaginare i comportamenti della squadra osservata e le caratteristiche dei suoi giocatori contrapposta alla nostra.
    • Il vissuto. E’ una caratteristica che accomuna la maggior parte degli addetti ai lavori che ricopre questo ruolo. Il vissuto va inteso come qualità dell’esperienza e non come età anagrafica, ben inteso.
    • Capacità mnemonica. La memoria è un elemento imprescindibile, permette di ricordare e fissare i dati selezionati, e gli aspetti della gara non previsti e quindi… …inaspettati e potenzialmente sfuggevoli.
    • L’imparzialità di giudizio. E’ importante in quanto, in ambito di analisi di atleti o squadre, si rischia di creare degli alibi negativi per i giocatori stessi o per eventuali scelte tattiche o strategiche future:
      “qualunque cosa fatta da quel giocatore è corretta!”
      “Qualunque cosa fatta da quel giocatore è sbagliata!” (stigmatizzazione).
    • La lucidità: come in tutti i lavori, anche in questo è necessario essere al 100% delle proprie facoltà psico-fisiche in quanto l’osservazione della performance può essere seriamente compromessa da:
      • memoria sovraccarica;
      • influenze esterne;
      • effetto “abbaglio”;
      • superficialità;
      • “chiavi” di lettura scelte in modo sbagliato.

     

    Tratto dal libro: “Studiare gli avversari… e se stessi – Migliorare la prestazione con la Match Analysis”

    Autore: Claudio Damiani; Editore: www.allenatore.net (2014)

  3. Viz Libero: la grafica avanzata per la Match Analysis

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    SICS srl e VIZRT hanno siglato un accordo per la distribuzione ai club professionistici italiani del prodotto Viz Libero. E’ questo un sofisticato software di info-grafica televisiva finora utilizzato dai più noti broadcaster internazionali per produrre animazioni iperrealistiche a sostegno del commento giornalistico della partita.

     

    La spettacolare capacità di evidenziare graficamente le caratteristiche di gioco potrà ora essere utilizzata anche dai videoanalisti tattici delle squadre professionistiche per incrementare in modo significativo l’efficacia comunicativa dei video prodotti sia per lo studio della squadra avversaria che della propria squadra e presentati ai giocatori durante la seduta tecnica.

    Michele Crestani, CEO di SICS esprime la grande soddisfazione per avere inserito un prodotto di così elevata qualità nell’offerta di SICS, certo che molti allenatori dei principali club di Serie A e B vorranno sfruttare il vantaggio competitivo di una comunicazione graficamente così sofisticata ed efficace.

    fonte e info: www.sics.it

    [vimeo]https://vimeo.com/25231034[/vimeo]

     

  4. Il match analyst Damiani: “Ecco come studio i nostri avversari”

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    match-analysis-copiaDal presidente Tacopina, passando per il coach Inzaghi e l’esperto direttore Sportivo Perinetti: il Venezia Football Club ha uno staff di primissimo livello, che puo’ contare su un esperto di match analysis, quel Claudio Damiani che ha lavorato pure per il Napoli di Benitez ed è attivissimo sul web. Ecco l’intervista concessa da Damiani a footballscout24.it

    Claudio, hai più di una qualifica che ti consente di collaborare in una o più mansioni con qualsiasi club. Raccontaci brevemente i tuoi trascorsi.

    Ho smesso di giocare presto iniziando ad allenare all’età di trent’anni prime squadre fino alla D, e squadre Giovanili Nazionali (Berretti, Allievi, Giovanissimi). Successivamente, ho deciso di sospendere l’attività di allenatore e dedicarmi allo studio tattico delle squadre; ho letto molto, svolto ricerche (soprattutto da letteratura anglosassone), da cui poi ne ho ricavato un libro. Nella stagione 2014/15 Riccardo Bigon mi ha poi dato la possibilità di lavorare sulle squadre avversarie per lo staff di Rafa Benitez. A inizio Stagione 2015/16 ho sposato il progetto del Direttore Perinetti in serie D, per la squadra della mia città per cui ho appena iniziato la seconda stagione

    Dal Napoli di Benitez al Venezia di Perinetti e Inzaghi; com’è avvenuto il cambio di club e come sono cambiate le tue metodologie di lavoro?

    tsmc_vfc_nike_black_fOgni staff ha il suo metodo, stabilito anche in base al numero dei componenti e al tipo di gerarchia. A Napoli lavoravo da esterno, andando negli stadi in cui giocava la nostra avversaria nel turno immediatamente precedente rispetto alla gara contro di noi. Stendevo un dettagliato report cartaceo e comunicavo col video analista (Enrico “Billy Allavena”, ora alla Lazio di Simone Inzaghi) per allineare meglio il suo video con il mio scritto. In Serie D a Venezia il problema principe era dato dall’ approvigionamento dei filmati. L’ultima gara della nostra avversaria andavamo a riprenderla noi stessi e altri filmati potevamo ottenerli attraverso dei buoni rapporti instaurati con altre società del girone. Il report veniva eseguito sulla base di due partite (a volte una) che a mio avviso non sono sufficienti per dare una vera e propria identità alla filosofia di gioco di una squadra. Nel corso di questa stagione, ottenuta la promozione in Lega Pro, non esiste più il problema legato al procacciamento dei video. Attraverso i server di Sics (Azienda di Servizi di video analisi per società prof., con cui ho una collaborazione indipendente) e di Wyscout si ha la possibilità di avere i filmati delle partite che interessano nel giro di alcune ore e l’analisi può avere come base tre gare e anche più, dei nostri avversari. Un dettagliato report cartaceo tattico e statistico sulla squadra (con descrizione di ogni singolo calciatore della rosa), un’analisi video correlata allo stesso, un filmato comprendente mini-clip dei giocatori più rappresentativi, un video delle reti fatte e subite dai nostri avversari e sugli specialisti dei calci piazzati: questo è il mio lavoro nella la stagione in corso.

    Com’è il rapporto con uno staff importante come quello di Pippo Inzaghi?

    Il mister ha portato competenza e entusiasmo oltre a uno staff di professionisti estremamente preparati. Premetto che giorno della gara non seguo il Venezia ma vado a osservare dal vivo i nostri antagonisti; almeno in un’occasione ciò è strettamente necessario per notare delle sfumature che la semplice ripresa video non potrebbe svelare. Il secondo giorno dopo il turno di campionato, mi confronto con allenatore e collaboratori discutendo su caratteristiche tattiche della nostra prossima avversaria: mi hanno subito messo a mio agio e si è creato un ottimo rapporto.

    Lavori anche con l’Area Scouting?

    Fondamentalmente farei parte dell’Area Scouting, con cui mi metto a disposizione nei momenti in cui il campionato è in sosta o verso fine stagione per seguire qualche giocatore “obiettivo”. Inoltre, lavorando su una base di 3-4 partite viste per intero a settimana, il Direttore sa che se vuole informazioni su un determinato calciatore del nostro girone, sono sufficientemente in grado di fornirla.

    Hai da poco ottenuto l’abilitazione di Allenatore Professionista Uefa A: non ti viene mai voglia di tornare in panchina?

    Da maggio 2016 a giugno 2017 ho ottenuto due abilitazioni a Coverciano (Osservatore e Allenatore Prof.) e una certificazione di Video Analista rilasciata da Sics. A breve sosterrò di mia iniziativa un incontro di aggiornamento sullo Scouting presso un importante club di Serie A. L’aggiornamento costante è per me fondamentale. Il mio obiettivo primario è quello di tornare a lavorare per un club della massima serie e spero di arrivarci col Venezia. In virtù delle esperienze vissute e dei titoli conseguiti, un giorno vorrei lavorare come analista degli avversari e della mia squadra attraverso una collaborazione diretta e quotidiana con lo staff anche sul campo.

    fonte: www.footballscout24.it

  5. Un’attività sempre più considerata: la performance analysis

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    Quello della Match Analysis è un settore in continua evoluzione, sempre più discusso e commentato da media e addetti ai lavori.

    Ne è una testimonianza il contributo trasmesso dalla trasmissione di Rai 1 “Superquark” del 10 luglio nel corso, con il quale si è descritto il “modus operandi” (a livello di analisi della performance), della squadra del Los Angeles Galaxy, impegnata nella M.S.L. Statunitense.

    Il club a stelle e strisce utilizza un sistema dato in concessione a tutte le società del massimo campionato di cui ho già parlato in un paragrafo del mio libro “Studiare gli avversari… e se stessi – Migliorare la prestazione con la Match Analysis”.

    Esso è basato su un sistema di telecamere a presa grandangolare denominato “K2”, che consente sulla falsa riga del sistema a breve in commercio e distribuito da Sics (Tactical Camera), di prendere in considerazione tutto il terreno di gioco e non soltanto la porzione di esso esclusivamente limitrofo alla palla (come accade con la ripresa video tradizionale).

    E’ un sistema già utilizzato da qualche tempo, anche da altre Aziende, ma che produce un’incidenza qualitativa della performance analysis, sicuramente maggiore sia a livello tecnico-tattico, che fisico del singolo giocatore.

    Il filmato:

    [vimeo]https://vimeo.com/100525165[/vimeo]

    A cura di Claudio Damiani, Allenatore Uefa B, Match & Video Analyst

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  6. Rombi, triangoli e palle inattive: il Milan fa suo il derby! (Video analysis)

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    Una gara dai contenuti tecnici piuttosto deludenti non nega la rilevazione di qualche spunto a livello tecnico tattico, anzi. Nel’analisi filmata si è voluto fare luce sugli aspetti che hanno contraddistinto la fase difensiva del Milan e in particolare:

    • la novità del modulo dei rossoneri schierati con un centrocampo “a rombo” con de Jong vertice basso e Taarabt dietro le due punte Kakà e Balotelli;
    • la difficoltà che ha creato l’Inter con continui cambi di gioco nella zona di Jonathan a De Sciglio e Poli specialmente nel primo tempo;
    • due situazioni, molto interessanti a livello didattico: uno “scappo e stringo” ben eseguito e una copertura “a triangolo” su un pallone lungo;
    • due situazioni dai palla inattiva (tra cui quella relativa alla rete del Milan).
    Schermata 2014-05-06 alle 07.24.05
    La disposizione iniziale delle due squadre contrapposte: 1-4-3-1-2 vs 1-3-5-2

    Qualche dato statistico (fonte Opta):

    • andando a osservare il numero dei tiri verso la porta, scopriamo che il Milan ha eseguito 14 tentativi, 4 dei quali nello specchio della porta, 6 fuori e 4 bloccati; di contro l’Inter ha tirato 7 volte delle quali 4 nello specchio e 3 bloccati.
    • equilibrio per ciò che concerne il possesso di palla: 52,5% Milan, 47,5% Inter;
    • il Milan ha effettuato 26 cross, dei quali solo 4 positivi; Inter: 18/3.
    • palloni recuperati: Milan 50, Inter 33.
    • il dato dei duelli aerei vene una fisiologica superiorità nel gioco aereo dei nerazzurri: su 17 palloni, 7 vinti dal Milan e 10 dall’Inter.

     

    [videojs mp4=”http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2014/05/analisi-milan-inter.mp4″ preload=”true”]

    A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst

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  7. La Juventus soffre ma doma il Sassuolo (video analisi)

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    Parte con freschezza atletica e la giusta dose di concentrazione il Sassuolo; le motivazioni erano alte su entrambe le sponde: la Juve per avvicinarsi sempre più all’obiettivo scudetto, i neroverdi per conquistare punti salvezza.

    Ma gli uomini di Conte, pur evidenziando qualche sbavatura soprattutto a livello difensivo, ha portato a casa l’intera posta in palio.

    In questo estratto di video analisi si vogliono evidenziare a scopo puramente didattico:

    • l’atteggiamento accorto del Sassuolo che tende a non far partire bassi gli avversari, con una manovra ragionata;
    • la contraddizione nel vedere Pirlo libero di ricevere tra la prima e la seconda linea emiliana e di impostare come mai come nelle ultime gare (specialmente di Europa League) gli riusciva.
    • L’arma vincente del primo tempo del Sassuolo: conquista e ripartenza veloce
    • le disposizioni delle due squadre nella fase di possesso e non possesso
    • i calci d’angolo non particolarmente efficaci battuti dalla squadra di casa.

    Annotiamo inoltre, specie nella prima frazione una particolare imprecisione nei passaggi da parte di Pirlo & C. negli ultimi 30 mt e una relativa poca pressione e densità da parte del Sassuolo proprio in questa zona di campo per tutta la durata della gara (evidenziata anche dalle immagini).

    Schermata 2014-04-30 alle 06.24.40
    La disposizione delle due squadre contrapposte a inizio gara

    Addirittura a Ogbonna (negativa la sua prestazione contro avversari con un passo nettamente diverso dal suo), era consentito di portare palla sino alla trequarti offensiva in modo indisturbato!

    Alcuni dati statistici (fonte: Opta)

    • Tiri totali: 14 a 12 per il Sassuolo, in porta 4 a 6, fuori 7 a 5, bloccati 1 a 3;
    • Possesso di palla: Sassuolo 36,4%, Juventus 63,6%;
    • Passaggi Sassuolo: 219 completati su un totale di 303 (72%); Juventus 474/550 (86%).
    • Passaggi in fuori gioco: Sassuolo 2, Juventus 6.
    • Anticipi: Sassuolo 21, Juventus 9.

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    A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst

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  8. Roma – Milan: pillola di video analysis (tiki-taka e gol!)

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    Dalla video analisi di Roma-Milan del 25 aprile 2014, ho estratto una fase di gioco emblematica di cosa sta producendo la Roma di Garcia a livello tecnico-tattico.

    Lo scambio di ruoli effettuato dai giallorossi sia in fase di possesso che in fase difensiva ha oramai raggiunto una sincronia e un’efficacia importante!

    I difensori esterni sono due attaccanti aggiunti che coprono le fasce laterali nell’ 85/90% delle azioni offensive; le tre punte spaziano a destra e sinistra su tutto il fronte difensivo avversario rimanendo costantemente imprevedibili; i tre centrocampisti hanno capacità tecniche che li rendono molto spesso dare inizio alle azioni ragionate dalle retrovie (un po’ meno Nainggolan).

    Roma - Milan disp
    Il modulo della Roma: in campo regna efficace l’imprevedibilità vincente!

    E’ il sistema di gioco che fa vincere la Roma, la filosofia ben inculcata da Garcia ai suoi giocatori; il modulo è molto poco indicativo, è roba da carta stampata e siti web.

    Il modulo di gioco è il posizionamento dei giocatori in campo; il sistema di gioco è l’interpretazione dei ruoli che l’allenatore dà partendo da esso.

    [videojs mp4=”http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2014/04/tikitaka-Roma-Milan.mp4″]

    Alcune statistiche (Fonte Opta)

    Tentativi. Roma: 14 tiri, 2 gol, 4 in porta. Milan: 13 tiri, 5 in porta.

    Possesso palla: Roma: 63,8%. Milan 36,2%.

    Passaggi totali: Roma 560/639. Milan 282/353. Percentuali passaggi completati: Roma 88%, Milan 80%.

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    A cura di Claudio Damiani

  9. Roma – Atalanta: giallorossi a trazione anteriore!

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    La mentalità offensiva della Roma è apparsa palesemente superiore al “pacchetto” tecnico-tattico offerto dagli avversari di turno.

    Difensori esterni a fungere da attaccanti aggiunti, tre punte a spaziare nel fronte offensivo a riempire spazi vuoti e quindi senza dare punti fissi di riferimento agli orobici, con Toloi e Castan sempre attenti e assistiti dalla costante copertura preventiva di Taddei.

    La video analisi vuole sottolineare:

    • L’inizio basso della Roma con De Rossi a scendere tra i due difensori centrali a impostare; Dodo con Maicon già posizionati da “ali” aggiunte a occupare zone che difficilmente sono state percorse da Totti & C.
    • La capacità di corsa di Gervinho autentica spina nel fianco.
    • La conquista e successiva transizione offensiva da “manuale del calcio” che ha scaturito la terza segnatura della Roma.
    Roma - Atalanta Disposizione Iniziale
    La disposizione a inizio gara

    Alcuni dati statistici:

    Possesso palla nettamente a vantaggio dei capitolini (65,6%), che di conseguenza hanno eseguito il maggior numero di passaggi (697 a 360) completati rispettivamente per il 92% contro il 76% dell’Atalanta. Nel computo degli assist vince 3 a 1 la Roma; La Roma ha tirato 7 volte in porta contro le 5 conclusioni nello specchio da parte degli avversari (Dati Opta)

    [videojs mp4=”http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2014/04/Analisi-Roma-Atalanta.mp4″]

    Il tabellino:

    Roma-Atalanta 3-1

    Roma (4-3-3): De Sanctis 6; Maicon 6 (79′ Romagnoli 6), Toloi 6, Castan 6, Dodò 6,5; De Rossi 7, Nainggolan 6, Taddei 7; Gervinho 7, Totti 7 (75′ Bastos 6), Ljajic 6,5 (86′ Ricci sv)

    Atalanta (4-4-1-1): Consigli 6,5; Benalouane 5, Stendardo 5 (73′ Lucchini 6), Yepes 5, Brivio 6; Estigarribia 5,5 (66′ Baselli 6), Cigarini 5,5, Migliaccio 5,5, Bonaventura 6,5; De Luca 6 (59′ Livaja 6); Denis 5,5

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    A cura di Claudio Damiani

  10. Differenziazione e classificazione della Match Analysis

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    La classificazione e le tipologie di analisi legate al calcio tratte da un diagramma del libro di Claudio Damiani “Studiare gli avversari… e se stessi – Migliorare la prestazione con la match analysis”,

    La Match analysis è una branca della Performance analysis. Può essere legata allo studio del movimento (Motion), o alla gestione dei dati quantitativi o qualitativi (Analisi Notazionale) e allo stesso tempo manuale o computerizzata.

    Dal libro: “L’analisi quantitativa tratta di dati numerici, di quantità e di frequenza (quanti sono e quante volte si ripetono), ma hanno un limite importante in quanto non consegnano una spiegazione scientifica: non spiegano il perchè di una situazione, la causa; non esprimono il dettaglio e il motivo dominante, elementi di studio fondamentali per un allenatore preparato e attento.

    Diagramma Match Analysis

    Lo scopo è il poter rispondere in modo adeguato all’avversario stesso nel corso della gara attraverso soluzioni tattiche da preparare a mezzo di allenamenti “strategici” nel corso della settimana”.

    Con l’analisi qualitativa si produce una relazione riguardo il modulo di gioco (e sistema)1 di una o più squadre o giocatori analizzando le situazioni che si ripetono frequentemente sia in fase di possesso di palla che in fase di non possesso di palla e nella gestione delle palle inattive.

  11. Video Analysis. Milan – Chievo: i rossoneri confermano la momentanea ripresa

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    Tanto ha fatto il Milan per guadagnare i tre punti; molto meno il Chievo (a tratti intimidito dal divario tecnico palese tra alcuni singoli).

    Di questa gara possiamo sottolineare il giusto e forse ritrovato assetto del Milan con un 1-4-2-3-1 con reparti stretti e corti in fase di non possesso, difensori esterni con una discreta propensione offensiva e un gioco d’interscambio tra Kakà e Balotelli che ha dato pochi punti di riferimento ai difensori veneti.

    I due mediani de Jong e Muntari (sostituito poi da Essien), hanno garantito una sufficiente costruzione del gioco e una più che discreta attività in fase di rottura.

    [vimeo]https://vimeo.com/90526638[/vimeo]

    Lo spiccato utilizzo della sovrapposizione finalizzata alla conquista del fondo del campo, ha inoltre dato il “la” alla realizzazione dei primi due gol del Milan. Da rilevare la buona prestazione di Taarabt che conferma quanto di buono fatto nella gara di Firenze partendo largo a sinistra per eseguire con e senza palla una costante ed efficace conversione verso la porta avversaria.

    Andando a verificare alcuni dati statistici possiamo evidenziare, attraverso il numero dei passaggi effettuati, la non eclatante supremazia nel possesso palla della squadra di casa (56%): 505 passaggi Milan contro i 393 dei Clivensi; completati? Rispettivamente 82% e 78%.

    La miglior qualità dei cross effettuati dal Milan ha portato al gol di Balotelli e al secondo di Kakà; ad ogni modo il computo dei cross è pari a 18 Milan (3 andati a buon fine), contro i 19 degli ospiti (2).

    Tiri: in porta, 5 a 1 per il Milan; fuori 5 a 6.

    Milan-Chievo 3-0
    Milan: Abbiati 6, Bonera 6,5, Zaccardo 6, Rami 6,5, Emanuelson 6, De Jong 6,5 (59′ Poli 6), Muntari 6 (43′ Essien 6), Honda 6, Kakà 7,5 (73′ Robinho 6), Taarabt 6,5, Balotelli 7. A disposizione: Gabriel, Coppola, Silvestre, Zapata, Birsa, Saponara, Pazzini. Allenatore: Seedorf 7
    Chievo: Agazzi 5,5, Sardo 5,5, Dramé 5 (67′ Cesar 6), Frey 5, Dainelli 5,5, Bernardini 5,5, Radovanovic 5, Bentivoglio 5, Hetemaj 6 (77′ Guarente sv), Obinna 5 (62′ Thereau 5), Paloschi 5,5. A disposizione: Puggioni, Squizzi, Do Santos, Canini, Kupisz, Lazarevic, Paredes, Stojan, Pellissier. Allenatore: Corini 5
    Marcatori: Balotelli, Kakà, Kakà
    Ammoniti: –

    Milan - Chievo disposizione iniziale
    La disposizione iniziale delle due squadre: il Chievo ha mantenuto l’1-5-3-2 per tutta la durata del match

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    A cura di Claudio Damiani

  12. Un semplice modello di analisi video di una gara

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    Dopo aver pubblicato un modello di relazione scritta sulla squadra da affrontare, vogliamo continuare a dedicarci alla Match Analysis pubblicando un semplice esempio di analisi video relativo al primo tempo della finale di Tim Cup (Coppa Italia) edizione 2012/13, disputatasi tra Roma e Lazio e vinta da quest’ultima (1 a 0 il risultato).

    L’attenzione è stata focalizzata sulla performance della Lazio, attraverso l’analisi di alcune situazioni particolari della fase di possesso e di non possesso, nonchè sulle palle inattive (nella prima frazione di gara molto mal gestite).

    Il lavoro presentato costituisce un esempio di come la video analisi può lasciare meglio impresse alcune situazioni tattiche che possono essere punti deboli o forti degli avversari.

    [youtube]http://youtu.be/jMevmY3RM8Q[/youtube]

    E’ implicito pensare che una gara visionata non contribuisce pienamente a darci un panorama completo delle caratteristiche dei nostri avversari e per questo possiamo tranquillamente affermare che solo una rosa di 5/6 gare può darci un’idea della compagine, dei suoi giocatori e anche del comportamento assunto dall’allenatore.

    Il filmato presentato si riferisce al primo tempo della gara la sua durata è di circa 9′. La media è giusta in quanto il filmato da presentare alla squadra non dovrebbe mai essere di durata superiore ai 15/18′ per evitare un calo di attenzione da parte del gruppo squadra durante la riunione tecnica.

    Altro particolare da considerare: la relazione scritta molto dettagliata da presentare allo staff o da eseguire a supporto del filmato; ma sarebbe meglio dire che il filmato è un’integrazione dell’analisi scritta che va consegnata all’allenatore e con lui discussa, anche se nel video proposto sono state inserite delle didascalie a descrivere le situazioni più significative.

     

    A cura di Claudio Damiani

    Claudio Damiani

     

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