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  1. Betting online: le Value Bet di nuova generazione

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    Le ho definite Value Bet di nuova generazione perché si basano su procedimenti di calcolo che da poco sono disponibili in servizi in lingua italiana. Se sei interessato ai guadagni online o sei stanco di perdere alle scommesse, allora questo è l’articolo giusto.

    In questo post andremo a sviscerare quelle che sono le caratteristiche delle Value bet di nuova generazione, analizzando le differenze con le Value Bet classiche, con le Sure Bet, con il Matched Betting e l’eventuale profitto che è possibile ottenere (definito “certo a lungo termine” da Ninjasure). Vi spiegheremo poi qual è il miglior servizio di Value Bet di nuova generazione per chi risiede in Italia e la possibile integrazione con altri abbonamenti.

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    Com’è possibile ottenere profitti con Value Bet di nuova generazione

    Le Value Bet tradizionali si basano sostanzialmente sul pronostico di una scommessa; in altre parole, se riesco a percepire che la probabilità che si verifichi un determinato evento sia superiore a quella espressa dalla quota del Bookmaker, allora sono di fronte ad una scommessa di valore. Nel lungo/lunghissimo termine, puntare su scommesse di valore permette di avere un profitto; puoi leggere un approfondimento più dettagliato nel nostro articolo dedicato alle Value Bet. In questo caso da cosa dipende il profitto?  Fondamentalmente dipende dalla capacità dello scommettitore di effettuare un pronostico il più accurato possibile; come potete vedere nel nostro articolo specifico, non è assolutamente facile effettuare pronostici, perché consiste nel soppesare le molteplici informazioni che si possono ottenere su una partita e confrontarle con la quota, per poter discriminare se la scommessa è di valore oppure no.

    Visto che le quote sono formulate dai bookmaker in maniera estremamente precisa, e questi hanno a disposizione quotisti esperti e software avanzati (il tutto supportato da capitali molto elevati), possiamo realizzare quanto sia estremamente difficile ottenere un guadagno nel lungo termine effettuando scommesse pre-match.

    Le Value Bet di nuova generazione invece, funzionano diversamente ed hanno un approccio (a mio parere) estremamente più semplice e redditizio. Si basano sostanzialmente sul confronto delle quote di betfair.com con quelle dei vari bookmaker. Betfair.com è il sito di exchange con la più grande liquidità al mondo; le quote di questa piattaforma riflettono le quote più probabili (senza i margini dei bookmaker) di un determinato evento perché rappresentano un punto d’incontro tra domanda e offerta in un mercato grande e liquido come quello di betfair.com (se non sai cosa sia il betting exchange, ti invitiamo a leggere prima il nostro articolo sull’argomento).

    Se queste rappresentano le quote reali (o si avvicinano il più possibile ad esse), significa che tutte le volte che un qualsiasi bookmaker presenta una quota superiore a queste, vuol dire che siamo probabilmente davanti ad una scommessa di valore. Puntando su scommesse di valore, nel lungo termine si è certi di avere un guadagno (si possono avere però delle perdite parziali nel breve-medio periodo).

    Ovviamente è raro (in probabilità percentuale) che ciò accada, ma se si considerano tutti i mercati, di tutti gli eventi, di tutti gli sport quotati dai book è facile riscontrare diverse quote che hanno questa caratteristica. Come potrete intuire è comunque necessario avere a disposizione un programma in grado di confrontare tutte le quote dei Book con tutte le quote dell’exchange, al fine di individuare quelle dei Book che hanno quota superiore a quelle dell’exchange. Un servizio che fa tutto questo è Ninjasure; lo strumento value bet di Ninjasure effettua questo tipo di comparazione ed espone in maniera semplice la partita ed il mercato considerato oltre al Rendimento atteso.

    Il Rendimento atteso non è altro che un indice che permette di identificare di quanto la quota del Book supera quella dell’exchange. Ad esempio, se io giocassi tutte scommesse con un Rendimento atteso pari al 5% avrei probabilmente nel lunghissimo termine (dopo diverse centinaia di giocate) un guadagno approssimativamente del 5%. È quindi evidente come solo dopo un numero molto cospicuo di puntate avrei questo tipo di ritorno; nel breve termine (o per lo meno con poche scommesse) potrei avere un rendimento inferiore (quindi delle perdite parziali) o superiore. Ma facciamo alcuni esempi per chiarire al meglio come si configura il guadagno a lungo termine.

    Nell’immagine sopra sono raffigurate le sperimentazioni di 3 andamenti del capitale ottenuti con 3 servizi diversi; il primo (in alto a destra) è Ninjasure, mentre gli altri 2 sono Betburger e Rebelbetting (sezione Value Bet). Le 3 sperimentazioni hanno in comune un guadagno nel lungo termine, ma Ninjasure è l’unico che inserisce nel proprio servizio tutti Bookmaker AAMS (ricordiamo che i profitti ottenuti con i Book AAMS sono esentasse perché tassati alla fonte) oltre ad avere prezzo inferiore.

    Per chiarire ancor meglio quali sono le potenzialità di Ninjasure, andremo ora a confrontare questo tipo di servizio con 2 strategie attualmente molto utilizzate che permettono di avere un guadagno matematico, cioè le Sure bet e il Matched Betting.

    Confronto tra Value Bet di nuova generazione e Sure Bet

    Quella delle Sure Bet è una strategia molto utilizzata da chi vuole guadagnare online; queste non sono altro che abbinamenti di quote opposte dello stesso mercato (ad esempio under/over, 1X2, BTTS si/no, ecc) di Book diversi che permettono di avere un guadagno matematico indipendentemente dall’esito della partita.

    Anche per questa strategia esistono servizi in grado di scansionare tutte le partite e mercati offerti dai Book (e dagli exchange) al fine di individuare le Sure Bet. Ma quali sono le differenze con le Value Bet di seconda generazione?

    Partiamo con il punto in comune, cioè il fatto che in entrambi i casi si hanno dei guadagni; in maniera più specifica, con le Sure Bet il guadagno è matematico, mentre con le Value Bet di nuova generazione il profitto statisticamente (estremamente) probabile nel lungo termine (fonte Ninjasure). Ma cosa significa in parole semplici?

    Per guadagno matematico si intende che una volta piazzate le scommesse anche di una sola Sure Bet, si è certi di avere un profitto già definito ancor prima di sapere l’esito della partita.

    Per profitto statisticamente probabile nel lungo termine invece, si intende che puntando su Value bet di nuova generazione c’è un’altissima probabilità di avere un profitto nel lungo termine, cioè dopo un numero molto elevato di scommesse. In questo caso, non c’è la certezza matematica (come le Sure Bet) di avere un guadagno, ma tutte le sperimentazioni dei servizi da noi citati hanno avuto un ROI (ritorno dell’investimento) positivo nel lungo termine, dimostrando un’elevatissima affidabilità.

    Alla luce di queste considerazioni, è più proficuo affidarsi ad un servizio di Sure Bet o di Value Bet di nuova generazione?

    La risposta è solo una: Ninjasure!

    Ninjasure è il servizio ha al suo interno (con lo stesso abbonamento) sia un programma di Sure Bet che di Value Bet di nuova generazione. Ha un costo contenuto (nei confronti dei guadagni che permette di ottenere) e utilizza tutti i Bookmaker AAMS; in questo modo tutti i profitti saranno esentasse (perché tassati alla fonte).

    Nella tabella sotto è possibile vedere maggiormente nel dettaglio le ulteriori differenze tra queste 2 strategie.

    Fermo restando che con  Ninjasure è possibile utilizzare entrambi i metodi e di conseguenza farsi un’idea estremamente precisa delle differenze, personalmente  preferisco le Value Bet di nuova generazione. Infatti, con le Sure Bet il rischio di andare incontro a limitazioni del proprio conto da parte dei Book è maggiore, con l’esigenza di utilizzare accorgimenti nelle puntate (ben specificati sul Ninjaclub di Ninjasure). Inoltre, con le Sure Bet è necessario utilizzare una liquidità estremamente superiore per avere dei profitti rilevanti, oltre a dover aver il conto aperto su tanti Bookmaker. Con le Value Bet di nuova generazione invece, il rischio di vedersi il conto chiuso dai Book è minimo, la liquidità necessaria è inferiore e non c’è l’esigenza di iscriversi ad un numero elevato di Bookmaker.

     Matched Betting, Value bet di nuova generazione e costi dei vari servizi

    Il Matched Betting è un’altra strategia di guadagno che permette di ottenere matematicamente un profitto (come le Sure Bet) sfruttando i Bonus messi a disposizione dai Bookmaker; i bonus dai quali è possibile trarre profitto sono quelli di benvenuto, ricorrenti ed esclusivi. Com’è possibile leggere dal nostro articolo sul Matched Betting, i bonus di benvenuto sono sicuramente quelli che permettono di avere un profitto evidente (da 700 a 1200 Euro; fonte Ninjabet) in un tempo abbastanza breve iniziando con almeno 300 Euro. Questi sono diversi da bookmaker a bookmaker; utilizzando le guide di Ninjabet è possibile ottenerne un 70-75% di ognuno, indipendentemente dall’esito delle scommesse (cioè garantiti matematicamente).

    Finiti i Bonus di Benvenuto, è possibile sfruttare quelli ricorrenti ed esclusivi, cioè quelli periodici, messi a disposizione dai Bookmaker; questi però consentono di ottenere rendite inferiori (anche dedicandoci diverso tempo) ed estremamente variabili.

    In confronto alle Value Bet di nuova generazione, il Matched Betting permette di ricavare un profitto iniziale abbastanza veloce, matematicamente certo e senza la necessità di un budget particolarmente elevato. Questo guadagno è però “finito”, cioè termina una volta che si è riusciti a sfruttare tutti i Bonus di benvenuto. Visto che i bonus ricorrenti ed esclusivi (cioè quelli che si possono sfruttare successivamente) sono limitati, è logico concludere come nel lungo termine l’utilizzo delle Value Bet di nuova generazione possa essere più proficua.

    Comunque nulla vieta di poter utilizzare entrambi metodi in maniera consequenziale. Con un budget di 300 euro è possibile iniziare con il Matched Betting ed ottenere un capitale da poter utilizzare successivamente per le Value Bet di nuova generazione (al limite anche per le Sure Bet, visto che sono compresi nello stesso servizio). Questo permetterà anche di avere già i conti aperti su diversi Bookmaker e di conseguenza il poter sfruttare tutte le puntate messe a disposizione dello strumento Value Bet delle Value Bet.

    Il servizio di Matched Betting più utilizzato in Italia è Ninjabet; ha un costo mensile contenuto (19.98 Euro) ed in parte il primo mese si paga da solo (con le guide gratuite si guadagnano già 9 Euro).

    Nell’immagine sopra è possibile vedere come con un approccio comprensivo di Matched Betting (nella fase iniziale) e di Value Bet di nuova generazione (a lungo termine) possa essere un’ottima strategia per ottenere statisticamente un profitto nel lungo periodo. Per fare tutto questo non è necessario essere degli scommettitori esperti, ma avere semplicemente 18 anni e seguire le guide messe a disposizione da Ninjabet e Ninjasure.  Questi sono due servizi dello stesso team che opera in diversi paesi Europei ed in America Latina; grazie al Ninjaclub poi, è possibile avere risposta a tutti propri dubbi e quesiti, oltre a partecipare alle discussioni con tutti gli altri utenti al fine di ottimizzare le strategie. Trustpilot (la piattaforma indipendente più grande al mondo che unisce le recensioni dei servizi) garantisce per la loro efficienza e reputazione.

    Quanto è possibile guadagnare con le Value Bet di nuova generazione

    È lecito chiedersi: che garanzia mi danno le value bet di nuova generazione di avere un profitto certo? La certezza non è possibile averla perché non si basa su una strategia matematica come avviene per le Sure bet (comunque comprensive nell’abbonamento) e per il Matched Betting, ma le sperimentazioni che abbiamo visto hanno tutte permesso di ottenere delle rendite. Se si seguono i semplici consigli delle guide (non è necessario studiare le partite) e del Ninjaclub, è possibile utilizzare le strategie più proficue (scommettere poco prima del match, preferire le partite dove c’è liquidità elevata, ecc.) incrementando ancor di più la possibilità di avere dei guadagni.

    Ovviamente più scommesse vengono eseguire (anche con puntate basse come di 2-5 euro) giornalmente più è possibile avvicinarsi al guadagno teorico. Ma facciamo un esempio pratico, riportato sulle guide Ninjasure.

    Immagine tratta dal sito ninjabet.it

    Con una media di 30 scommesse al giorno (di 10 Euro l’una) si è ottenuto un profitto mensile di circa 630 Euro, con un conseguente rendimento reale del 6.3%. Grazie a questo esempio è possibile rendesi conto di quanto sia necessario avere in termini di liquidità iniziale.

    Ma quanto tempo occorre dedicarci ogni giorno?

    Questo è probabilmente il punto più critico, sul quale è necessario riflettere prima di abbonarsi. Il tempo richiesto, è quello necessario per accedere ai Book sui quali è necessario puntare (con il link direttamente dallo strumento Value Bet), effettuare il log-in, cercare la partita e scommettere. Il tutto ripetuto per il numero di scommesse da effettuare (30 nel caso dell’esempio). Ovviamente, è sempre necessario aggiornare il Profit Tracker per tenere sott’occhio i guadagni (operazione essenziale e rapida).

    Come accedere a Ninjasure

    È molto semplice; vai su Ninjasure e clicca su REGISTRATI GRATIS; una volta registrato gratuitamente potrai visionare le 7 guide gratuite. Grazie a queste potrai comprendere al meglio come si opera con le Value bet di nuova generazione, con le Sure Bet e con le Middles (un servizio aggiuntivo che sfrutta i disallineamenti di quota che talvolta si generano tra i siti di scommesse). Una volta visionate le guide potrai decidere se abbonarti. Ninjasure è un servizio in continuo miglioramento; con il tempo saranno presenti sempre più sport e mercati sullo strumento Value Bet.

    Se invece hai bisogno di incrementare il tuo budget, puoi iniziare con i bonus di benvenuto del Matched Betting grazie al servizio Ninjabet.

    Per leggere tutti gli altri nostri contenuti sul betting online, vai alla nostra pagina principale dedicata alle scommesse

    Autore dell’articolo: Luca Melli ([email protected])

  2. Dropping Odds e trend nelle scommesse

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    (articolo aggiornato al 20/12/2019)

    I Dropping Odds (in Inglese: caduta delle quote) rappresentano una delle informazioni più facili da reperire in rete; sono veramente tanti i siti che propongono schermate con gli andamenti delle quote, alcuni dei quali estremamente dettagliati. Sono altrettanti i siti (anche in Italiano) in cui è possibile trovare consigli su come utilizzare questo tipo di informazione; ma sono veramente consigli affidabili? Le conclusioni a cui si può giungere dopo una lettura superficiale sono le seguenti:

    • Le dropping odds delineano una tendenza che può rappresentare un’informazione, ma non determina l’esito di un match.
    • Le dropping odds sono da considerarsi significative (cioè interessanti, al fine di un pronostico) soprattutto quando superano il 25% in un tempo di 24 ore.

    Se la prima affermazione è assolutamente corretta, in questo post vi spiegheremo perchè la seconda è errata! Per comprendere l’importanza e il peso che può avere nel pronostico, l’andamento della quota, è necessario capire il perché si muovono le quote, e quali sono i fattori che ne determinano il calo (e viceversa).

    Attraverso 2 interessanti studi statistici trovati in rete, andremo a vedere cosa dicono i big data sui dropping odds, ed il giusto peso da dare a queste nella formulazione di un pronostico.

    L’articolo è molto lungo, quindi è possibile leggerlo in più momenti; l’obiettivo della prima parte è quello di fornire le competenze per saper interpretare al meglio i movimenti delle quote e le relative “informazioni” che queste possono fornire. Nella seconda parte invece, condenseremo i consigli più utili, anche in relazione ai migliori siti e programmi da utilizzare.

    In fondo all’articolo potrete trovare tutte le fonti bibliografiche per ulteriori approfondimenti e l’infografica riassuntiva di tutti i concetti espressi nell’articolo.

    Importante: mistermanager.it è un sito di formazione, pertanto i contenuti del sito non rappresentano un incentivo al gioco d’azzardo né tantomeno costituiscono forma di pubblicità, come indicato dall’AGCOM al punto 5.6 delle proprie Linee Guida (allegate alla delibera 132/19/CONS).

    Il gioco è vietato ai minori di anni 18. Può causare dipendenza

    Se hai meno di 18 anni e sei uno scommettitore con problemi di gioco abbandona subito questa pagina!

    Perché variano le quote?

    Le quote non variano sempre per gli stessi motivi! Prima di comprenderne le cause, sarebbe importante capire come i Bookmaker fissano le quote di apertura. Ovviamente non è facile essere a conoscenza degli algoritmi e delle variabili di cui tengono in considerazione, ma una cosa è certa: i Bookmaker Europei (vedi Book AAMS) aprono le quote con anticipo rispetto a quelli Asiatici (Pinnacle, Sbobet, ecc.) per accaparrarsi precocemente le puntate di chi vuole scommettere in anticipo su determinati eventi; essendo però, quelli Asiatici, più precisi nella formulazione dei pronostici, può accadere che dopo l’uscita delle quote nei Book Asiatici, quelle dei Book Europei subiscano delle variazioni per adeguarsi alla controparte più competente. Non solo, ogni Book controlla minuziosamente le quote degli altri Book, per allinearsi ed evitare che si generino delle Sure bet.

    Prima di andare a fare l’elenco delle possibili variabili che influenzano le quote, è importante soffermarsi sull’attività degli Sharp Bettors; questi non sono altro che i Tipster (scommettitori) con maggiore rendimento al quale è riconosciuta la capacità di “spostare le quote”; cosa significa? Vuol dire che quando questi effettuano una scommessa, la quota su cui hanno puntato subisce un calo.

    Questo può avvenire per 3 motivi: il primo è dovuto al fatto che scommettono elevati volumi di denaro (visto che hanno un rendimento elevato), mentre il secondo è la liquidità scommessa da chi li segue. Infatti, un ulteriore modo per poter guadagnare dalla propria attività di tipster è quello di avere un servizio a pagamento (come, ad esempio, sulla piattaforma di Blogabet) in cui utenti seguono le scommesse del Tipster, copiandole a loro volta. Di conseguenza, quando c’è un forte afflusso di liquidità verso una determinata giocata, i Book tendono ad abbassare le quota di questa per tutelarsi. Un terzo motivo, potrebbe essere che gli stessi Bookmaker monitorano l’attività di alcuni Tipster per regolare le quote.

    In aggiunta è da considerare che alcuni Sharp Bettors (che potremmo definire gli “influencer” delle scommesse) effettuano le proprie giocate non appena escono le quote, cercando quelle che non rispecchiano il reale pronostico; altri invece studiano i pronostici man mano che sopraggiungono le informazioni (squalificati, infortunati, conferenze stampa, formazioni, ecc.) nei giorni e nei momenti che precedono il match.

    Ma andiamo ora a riassumere quali sono i motivi per i quali può cambiare una quota:

    • Aggiustamento in base alle quote degli altri Bookmaker: possono verificarsi in concomitanza dell’uscita delle quote dei Book Asiatici o a causa semplici movimenti per evitare che si generino Sure Bet.
    • Notizie ed informazioni sulle partite: infortunati, squalificati, turn-over, motivazioni, conferenze stampa ed altre notizie che possono influenzare l’esito di un match, generano spostamenti/aggiustamenti di quote (potete leggere un approfondimento nel nostro post sui pronostici). In linea teorica, i Book dovrebbero arrivare prima di altri a questo tipo di informazioni, ma ciò non sempre accade (o non sempre riescono a valutarle correttamente), in particolar modo per i campionati minori.
    • Liquidità scommesse: come abbiamo visto sopra, l’attività degli Sharp Bettors è in grado di influenzare le puntate degli altri scommettitori, portando il volume di denaro verso una quota piuttosto che sull’altra. Non solo, il volume di scommesse può essere anche sbilanciato verso quote che “emotivamente” possono essere più appetibili rispetto ad altre, anche se non sono necessariamente Value Bet (cioè scommesse di valore).
    • Quote esca: a volte i Book tendono ad abbassare eccessivamente le quote delle favorite per indurre a scommettere su quel determinato esito tramite il ragionamento “quota bassa = alta probabilità di vincita”; per un approfondimento vi invitiamo a leggere questo articolo di Gianluca Landi.
    • Altri fattori: solo chi lavora a stretto contatto con i Bookmaker è a conoscenza di tutte le variabili che possono influenzare le quote; per questo motivo è ragionevole ipotizzare che possano esserci altre cause (oltre a quelle elencate sopra) che possano modificarle.

    Da questi punti è facile comprendere che una dropping odd può avere una certa significatività nell’aiutarmi nel fare un pronostico solamente se la si configura nel terzo punto di sopra; in altre parole, un calo della quota può darmi un’informazione interessante solamente se è stata causata da un elevato volume di denaro verso quella determinata giocata, causata da Tipsters con un rendimento elevato (cioè Sharp Bettors), cioè abili nel fare i pronostici. Quindi il calo della quota è sempre da confrontare con il volume di liquidità. Grazie al sito odds-scanner (e tanti altri) è possibile confrontare l’andamento della quota con la liquidità scommessa. Nell’immagine sotto è possibile vedere 2 esempi.

    Immagine tratta dal sito http://www.odds-scanner.com/

    Nella partita del Mallorca c’è corrispondenza tra calo della quota (cerchio rosso) e liquidità scommesse (cerchio blu), mentre nella partita dell’Elche c’è discrepanza tra questi 2 dati. Da qui è possibile capire come non sempre l’andamento della quota riflette la liquidità!

    Cosa succede se la quota “cala troppo”?

    Solo con scommesse di “Valore” è possibile ottenere profitto! Prima di passare all’analisi di alcuni dati statistici pubblicati online sull’argomento è fondamentale comprendere come affiancare il concetto di Value Bet all’andamento della quota. Si è di fronte ad una Value Bet, quando la probabilità che si verifichi un determinato esito espresso dalla quota, è inferiore alla probabilità effettiva. Nell’ultima parte del nostro articolo sulle Value Bet, è spiegata molto bene la differenza tra Value Bet Grezza e Value Bet Effettiva; la prima di questa si ottiene tramite algoritmi, software o fogli di calcolo (basati sui risultati precedenti), mentre la seconda a seguito di un accurato studio della partita. Nell’immagine sotto, potete vedere il legame tra questi 2 concetti; se non è abbastanza chiaro, vi invito a leggere il capitolo Value Bet Grezze ed Effettive.

    Una volta chiarito il concetto di Value Bet, è facile comprendere come quando ci si trova davanti ad un calo di una quota (indotto da movimento di liquidità), la domanda successiva da farsi è la seguente “dopo quel calo, la quota ha ancora valore effettivo”?

    Nella ricerca effettuata da Betaminic.com si evince che se giocassi le quote prima del loro calo avrei un ROI (rendimento) positivo. In altre parole, possiamo semplificare dicendo che facendo la giocata prima che la quota cali (cioè scommettendo sulla quota di apertura, quando quella di chiusura è più bassa), si è probabilmente di fronte ad una Value Bet Effettiva. Ovviamente questo è possibile solo se si possiede una macchina del tempo. Scherzi a parte, dall’immagine sotto è possibile vedere una semplificazione che spero possa chiarire come un calo della quota non sempre sia sinonimo di scommessa di valore.

    Un esempio reale, lo possiamo trovare leggendo questo articolo su assopoker.com in cui viene citato uno Sharp Bettor talmente seguito (perché ha un ROI estremamente alto) da far crollare in pochi minuti la quota su cui ha puntato; in diversi casi, il Tispter stesso ha consigliato di scommettere sulla giocata opposta, perché la quota opposta era salita talmente tanto da avere valore effettivo.

    Nell’immagine sotto vediamo un esempio fittizio, in cui la quota del Pronostico Effettivo (linea bianca) è di circa 3.1. A 24 ore dall’inizio della partita la quota è 4.5 ed è di Valore Effettivo (cioè sopra la linea bianca) fino a 14 ore dal fischio d’inizio; successivamente, la quota cala e perde valore. Questo significa che un calo della quota non è sempre accompagnato da una scommessa di valore.

    Purtroppo non è possibile predire il futuro (cioè il calo di una quota), ma sarebbe interessante avere strumenti in grado di affiancare in maniera immediata l’andamento della quota con il suo valore grezzo (cioè quello ottenibile con software ed algoritmi); questa non sarebbe una condizione sufficiente per determinare in toto una giocata, ma mi aiuterebbe a selezionare le partite su cui successivamente studiare il pronostico. Uno strumento che mi permette di fare questo confronto esiste! Nell’ultimo capitolo di questo articolo potrete trovare indicazioni più precise.

    Come i Big Data risolvono molti dubbi

    Online è possibile trovare 2 interessanti analisi (quella di betaminic.com e di checkbestodds.com) di quelli che sono, su grande scala, i risultati di ipotetiche scommesse effettuate sui Dropping Odds.

    Preciso che quando si utilizzano questi dati, si considerano Dropping Odds tutte quelle quote di chiusura che sono inferiori a quelle di apertura, mentre le Rising Odds sono tutte quelle in cui le quote di chiusura sono superiori a quelle di apertura. In base ai dati analizzati:

    • Se avessi scommesso stabilmente sui dropping odds, avrei un ROI negativo; stessa cosa se scommettessi sui rising odds (cioè le quote che aumentano). Questo è dovuto a margine dei bookmaker e al fatto che un calo od un aumento di una quota, da solo, non è un’informazione sufficiente per effettuare un pronostico.
    • I dropping odds più redditizi sono quelli che hanno un calo minimo, cioè tra lo 0 e il 5%.
    • Se avessi scommesso sulla squadra di casa quando c’è un aumento della quota (rising odds) e quando la salita di questa è superiore al 25%, avrei avuto un ROI positivo (cioè un guadagno); questo è esattamente il contrario di quanto viene consigliato genericamente online. Attenzione, questo non significa genererei profitto certo utilizzando questi parametri (cioè puntare squadra di casa con rising odds superiore al 25%) per determinare una scommessa; infatti si parla sempre di big data che coinvolgono tanti campionati, alcuni dei quali probabilmente rispecchiano questo andamento, mentre altri no! I pronostici vanno fatti con molta più accuratezza se si vuole generare profitto!

    Tutti questi dati vanno a smentire la credenza che i dropping odds diventano “interessanti” quando superano il 25% nell’arco di 24 ore.

    Quali partite studiare sfruttando i dropping odds?

    Alla luce delle considerazioni di sopra, come considerare l’andamento della quota all’interno di un pronostico?

    Se il calo della quota è accompagnato da un incremento della liquidità scommessa, allora significa che questo andamento rappresenta il trend degli Sharp Bettors (è possibile verificarlo nel sito odds-scanner); seguire questo tipo di puntate, ha senso solamente se ci si trova davanti ad una Value Bet effettiva! Se è una Value Bet effettiva, posso saperlo solamente studiando attentamente il pronostico da tutti i punti di vista; nel nostro articolo specifico, potete leggere come effettuare un pronostico.

    Per scegliere le partite da studiare, è estremamente utile l’utilizzo di strumenti in grado di confrontare l’andamento delle quote con almeno il Valore Grezzo (cioè quello ottenuto tramite l’analisi delle partite precedenti). Betpractice è un programma che permette tutto questo (è anche in lingua Italiana). Nell’immagine sotto è possibile un esempio del Coupon di Betpractice.

    Immagine tratta dal programma Betpractice

    La grafica è molto semplice: le quote blu sono quelle (1X2) del Bookmaker, mentre le marroni sono quelle che il programma definisce le “quote reali”, cioè la stima della quota ottenuta dalla probabilità che si verifichi l’evento, basandosi sui risultati precedenti e sull’andamento in campionato delle 2 squadre; in altre parole, è il Pronostico grezzo che definisce il Valore Grezzo (quando presente). Le frecce (rosse o verdi) indicano l’ultimo adeguamento della quota (calo o aumento), mentre il numero a fianco indica il Valore grezzo: se questo è positivo (colore verde) significa che la scommessa ha valore grezzo. Andando a cliccare sulla freccia (rossa o verde) è possibile vedere l’andamento totale della quota dall’apertura della stessa (vedi esempio sotto); infatti la freccia indica solamente l’ultima variazione. La quota può anche oscillare, quindi è necessario controllare sia l’ultima variazione che la differenza con quella di apertura.

    Nell’esempio sotto, siamo di fronte ad un calo di una quota: infatti la quota di apertura è 2.8 (cerchio verde), mentre quella attuale è 2.5 (cerchio blu). Il pronostico grezzo (cerchio rosso, linea gialla) è 2.24, quindi la quota attuale conserva ancora Valore grezzo. Ma in che modo possono essermi utili questi dati?

    Immagine tratta dal programma Betpractice

    È semplice, se mi trovo davanti ad una quota di Valore grezzo (colore verde nel Coupon) corrispondente ad un calo della stessa (freccia rossa in basso), può essere interessante andare a vederne l’andamento nel tempo per confrontarla con la quota iniziale (è sufficiente cliccare sulla freccia). Nel caso in cui fossimo davanti ad una dropping odds, allora potrebbe essere interessante studiare effettivamente il pronostico. Ma perché questo passaggio è utile?

    Lo è, perché davanti ad un palinsesto di partite estremamente ampio, è importante selezionare sin da subito i pronostici che possono essere interessanti da approfondire (per non perdere tempo). Grazie al Coupon di Betpractice è possibile visionare tutte le partite della settimana (56 campionati a disposizione) andando a vedere quelle che possono esser state gettonate dagli Sharp Bettors (quota in calo) ed allo stesso tempo hanno ancora una quota sufficientemente elevata (Valore Grezzo – colore verde).

    Questa non è una condizione sufficiente per effettuare una giocata, ma possiamo considerarla una sorta di “consiglio” per andare a studiare attentamente il pronostico e valutare se val la pena giocarlo (con stake relativo). Il riuscire ad ottenere tante informazioni sulla partita e il saper dare ad ognuna di esse il giusto peso, sarà il fattore cruciale per avere, nel lungo termine, un profitto con le scommesse.

    Altri consigli importanti

    Indipendentemente dall’uso di Betpractice, l’andamento della quota è un’informazione utile per strutturare un pronostico, da confrontare con tutte le altre. In fondo a questo paragrafo, potrete trovare un’infografica riassuntiva che potrete salvare come immagine da promemoria.

    • Di norma, è meglio evitare quote che presentano un aumento sia rispetto alla quota di apertura, sia come ultima variazione, ed allo stesso tempo abbiano una liquidità più bassa rispetto alla giocata opposta. Facciamo un esempio: se la quota della vittoria della squadra in trasferta è in aumento, se è maggiore rispetto a quella di apertura e se è maggiore la liquidità per la vittoria della squadra in casa, allora è indice che questo tipo di informazione “sconsiglia” di giocare il “2”; il tutto, va poi messo a confronto con le altre informazioni sulla partita.
    • I mercati 1X2 (e asian handicap) sono quelli in cui lo studio dell’andamento della quota (abbinata alla liquidità) può avere un discreto peso, soprattutto per i campionati minori. Nei mercati Under/Over e BTTS, il suo peso è molto inferiore soprattutto per l’imprevedibilità di questi mercati; leggi il nostro articolo sull’under/over per capirne il motivo.
    • Ogni dropping odds è sempre da riferire non solo rispetto alla quota di apertura, ma anche alla distanza dell’inizio della partita; più si è vicini all’inizio del match e più l’andamento diventa interessante, soprattutto se mantiene ancora valore ed il trend (di calo) è abbastanza costante; questo perché le informazioni che si hanno in questi momenti hanno una maggiore certezza (ad esempio, si parlerà di “formazioni ufficiali” e non più di “formazioni probabili”). Di contro, quando si è distanti temporalmente dalla partita e le quote oscillano, non mi consentirà di avere informazioni interessanti da questo punto di vista.
    • Un ultimo consiglio: se odds-scanner è l’ideale per un primo controllo dell’andamento della quota rispetto alla liquidità, successivamente è importante valutare la differenza tra le quote dei Book Asiatici (come Pinnacle) e quelli Europei (ad esempio Bet365). Infatti, le variazioni delle quote avvengono prima su quelli Asiatici (perché sono più sensibili alla liquidità e a tutte le altre informazioni) e successivamente sugli altri. È quindi da verificare, una volta decisa la giocata, dove si trova la quota più alta (tramite betexplorer) per avere una maggiore opportunità di profitto.

    Conclusioni finali

    Se fosse facile scommettere sfruttando solamente le dropping odds, diventeremmo tutti ricchi con le scommesse; di fatto, non è così! L’andamento della quota rappresenta solamente un tassello di quello che è il puzzle che va a costituire un pronostico; rappresenta un’informazione che può avere un peso dipendente dalle variabili citate sopra.

    Studiare un pronostico partendo dal calo della quota può essere interessante se viene confrontata con il Valore Grezzo; grazie al Coupon di Betpractice è possibile proprio questo! Betpractice è un programma che non ha rivali, in quanto mette a disposizione non solo il Coupon, ma una serie di analisi statistiche utilissime per chi effettua scommesse pre-match e trading online. Non solo, Betpractice è anche una community che condivide strategie (anche Live!) e pronostici, sfruttando l’enorme mole di dati in suo possesso. Tra gli sviluppatori del programma c’è un team di Trader tra i più competenti in Europa, tra i quali Gianluca Landi (sì, quello del Landi Cash basic); lo stesso autore indica come il programma (per com’è stato strutturato l’algoritmo di calcolo) sia performante tra la 10° giornata di campionato, fino a 5-6 giornate dalla fine.

    Ovviamente non è un programma per chi è alle prime armi con le scommesse, in quanto richiede un minimo di esperienza, ed è indispensabile per chi fa trading online; on-line si possono trovare i tutorial di Gianluca Landi e tantissimi altri video esplicativi in lingua spagnola (facili da comprendere). Il costo annuale è estremamente concorrenziale con tutti gli altri prodotti simili, ma che offrono sicuramente meno contenuti; inoltre puoi provarlo gratuitamente per 7 giorni!

    Bibliografia dell’articolo

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    Autore dell’articolo: Luca Melli ([email protected])

  3. Scommesse: come utilizzare al meglio gli Asian Handicap

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    (Ultimo aggiornamento 09/03/2020)

    Gli asian handicap (o handicap asiatici) rappresentano un’arma in più per lo scommettitore che sa riconoscere le value bet, permettendo di modulare le quote e riducendo i rischi. Mettetevi comodi perchè, anche se lungo, questo post vi fornirà delle nozioni che su altri siti è difficile trovare; prendendo spunto dal sito bettingnews24 andremo a descrivere come funzionano gli handicap asiatici e cercheremo, con pratici esempi, di darvi i consigli migliori per il loro utilizzo. Spero che l’articolo possa essere utile per tutti, sia per chi non ha mai sentito parlare di Asian Handicap (che d’ora in avanti abbrevieremo in AH), sia per chi li utilizza già con disinvoltura. Ma iniziamo a capire prima di tutto il funzionamento: fondamentalmente con l’AH

    è possibile modulare le abilità delle 2 squadre, iniziando la partita con un punteggio virtuale; si vince la scommessa se la squadra su cui si è puntato finisce in vantaggio sommando i punteggi parziali e reali. La scommessa viene rimborsata nel caso in cui la somma sia un pareggio.

    Ma facciamo un esempio per comprendere al meglio.

    Nella colonna centrale dell’immagine sopra, sono raffigurati gli abbinamenti tra quote e opzioni tradizionali (1X2) della partita Udinese-Atalanta su Pinnacle Sports: la vittoria dell’Udinese è data a 4.810, il pareggio a 3.930, ecc. Nella parte cerchiata in rosso invece è riportato l’AH dell’Udinese; in questo caso la vittoria dell’Udinese è data a 1.636 partendo da +1, cioè da 1-0 (punteggio virtuale). Di conseguenza:

    • Vincerò la scommessa se l’Udinese vince la partita reale o se pareggia.
    • Perderò la scommessa se l’Atalanta vincerà la partita reale con 2 o più gol di scarto
    • In caso di vittoria dell’Atalanta con un solo gol di scarto, la somma tra il punteggio virtuale e quello reale sarà un pareggio, e di conseguenza la scommessa sarà rimborsata.

    Attenzione: è importante non confondere gli AH con le “scommesse ad handicap” tradizionali (detti anche handicap europei), cioè quelli praticati dalla maggior parte dei bookmaker. La differenza principale tra gli AH e le “scommesse ad handicap” è che, pur partendo da dei risultati virtuali (+1, -1, ecc.), con gli AH c’è rimborso in caso di pareggio, mentre con la controparte europea no (cioè si perde la scommessa)! Ovviamente le quote (tra AH e le “scommesse ad handicap”) saranno diverse perché le diciture delle giocate hanno significati differenti.

    Importante: mistermanager.it è un sito di formazione, pertanto i contenuti del sito non rappresentano un incentivo al gioco d’azzardo né tantomeno costituiscono forma di pubblicità, come indicato dall’AGCOM al punto 5.6 delle proprie Linee Guida (allegate alla delibera 132/19/CONS).

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    COME FUNZIONANO GLI AH

    Prima di andare a vedere gli altri pregi di questo metodo di scommettere, credo sia necessario osservare nel dettaglio il regolamento degli AH. Per evitare di appesantire il post con una tabella chilometrica con tutte le varianti, vi lascio il link di una pagina in cui sono spiegati molto bene. Ad un primo approccio la tabella può sembrare eccessivamente complessa, ma vi riporto sotto alcuni consigli per gestire e comprendere al meglio i vari numeri. Nell’immagine sotto, potete vedere come funziona la dicitura di base.

    Sotto riportiamo alcune indicazioni di base per comprendere meglio i numeri:

    • Quando sono presenti i numeri interi (+1, 0, -1, -2, ecc.) si vince quando la squadra su cui ho puntato, fa più gol degli avversari (risultato virtuale + risultato reale). Se il risultato (virtuale + reale) è un pareggio, viene rimborsata la scommessa. Ad esempio Udinese Atalanta 1 AH+1 data a 1.64. Vinco la scommessa se l’Udinese nel risultato sul campo vince o pareggia; se perde di un gol ho il rimborso; se perde di 2 o più gol, ho perso la scommessa.
    • Di conseguenza, lo 0 (ad esempio 1 AH 0) non è altro che il rimborso in caso di pareggio.
    • Quando ho -0.5, non è altro che una scommessa normale; vinco la scommessa se la squadra su cui ho puntato vince sul campo.
    • Quando ho +0.5, non è altro che la doppia chance, cioè vinco la scommessa se la mia squadra vince o pareggia sul campo.

    Discorso a parte, meritano i punteggi con 0.25 o 0.75. In questi casi, la scommessa si divide in 2 parti, considerando il numero intero più vicino e il numero decimale (0.5) più vicino. Ma facciamo un esempio. Juve-Torino 1 AH -0.75 dato a 1.7: significa che il montepremi su cui ho scommesso si dividerà in 2 parti, cioè:

    • 1 AH -0.5: vinco questa porzione se la mia squadra vince sul campo
    • 1 AH -1: vinco questa porzione se la mia squadra vince con 2 o più gol di scarto sul campo. Se vince con 1 gol di scarto, la porzione di scommessa è rimborsata.

    Quindi se la Juve vince con 2 o più gol di scarto, vincerò l’intera scommessa (1.7); se vince con 1 gol di scarto, una porzione la vinco e l’altra le la rimborsano, cioè 1.35 totali. In caso di pareggio o vittoria del Toro, perdo la scommessa.

    QUALI SONO I VANTAGGI DEGLI AH

    Il vantaggio più evidente è quello di avere un rischio inferiore; ma perché? Semplicemente perché nella maggior parte dei casi, con questo tipo di scommesse avrò 3 tipi di esiti (vittoria, sconfitta, rimborso/perdita parziale e rimborso/vincita parziale), e di conseguenza se ho effettuato un buon pronostico, potrò avere anche 2 opzioni su 3 per non perdere totalmente (o vincere parzialmente) la scommessa. Ovviamente, se si sbaglia il pronostico, non si può avere nessun vantaggio.

    Ma a mio parere l’opportunità principale è un’altra; utilizzando gli AH con scommesse di valore, si riesce a modulare quota e pronostico al fine di avere quota e probabilità di vincita desiderata. Ma facciamo un esempio per chiarirci al meglio:

    Consideriamo la partita Fiorentina-Brescia; ipotizzando che ci possa essere una Value Bet a vantaggio del Brescia, cioè la quota del Brescia sia molto alta in relazione alle sue possibilità di vincita, ma allo stesso tempo non ce la sentiamo di giocare il 2 secco (dato a 4.75), perché vogliamo avere una probabilità di vincita superiore al 50%.

    linea asiatica

    Dall’immagine sopra, è possibile vedere come modulando l’handicap del del Brescia sia possibile modificare la quota (e di conseguenza le probabilità di vincita) al fine di renderla adattabile alle nostre necessità. Quindi, se vorrò puntare su una scommessa con quota intorno a 1.5 (perché voglio attuare una giocata con medio-alta probabilità di vincita) potrò usare l’AH “+1.25”  data a 1.52; mentre se invece desidero una quota vicino a 2, punterò punterò l’AH “+0.75”. a quota 2.05. Quindi con l’AH è possibile modulare la quota voluta, al fine di utilizzare la strategia preferita, che comunque

    sarà efficace (come negli altri casi) solamente se si utilizzano scommesse di valore ottenute tramite pronostici accurati.

    Ovviamente è possibile utilizzare gli AH anche per gli Under/Over, secondo le stesse modalità; anche in questo caso, lo scommettitore potrà modulare quota e puntata (Over 2.5, over 2.25, Under 2, ecc.) sempre se in presenza di scommessa di valore.

    ALTRI ESEMPI PRATICI

    Partiamo con la partita Connah’s Quay FC – TNS del 21/03/2017 della serie A del Campionato Gallese; il TNS è stato sin dall’inizio della stagione una squadra che ha vinto quasi tutte le partite con diversi gol di scarto, ma da qualche settimana aveva cominciato a vincere con minor margine e facendo qualche pareggio. Nonostante tutto, le sue quote rimangono sempre molto basse; in questo caso, malgrado fosse in trasferta, veniva data a 1.45, contro la 5° in classifica (Connah’s Quay FC, data in questo caso a 6.5). Modulando la quota con gli AH, la seguente condizione 1 AH +1 veniva data a 2.04.

    In altre parole, se il Connah’s Quay FC avesse vinto o pareggiato, avrei vinto la scommessa, mentre se avesse perso di 1 gol di scarto, mi sarebbe stata rimborsata. Il risultato finale è stato (un po’ a sorpresa) 2-1 per la squadra di casa (scommessa vinta).

    Altro esempio è della partita Drogheda United – Sligo Rovers (serie A Irlandese) del 28/04/2017; la squadra di casa era, in base alle partite precedenti, leggermente favorita, ma le era attribuita una quota elevata (perché neopromossa). Non sentendocela comunque di giocare l’1 fisso (dato a 3, vedi immagine sotto), abbiamo optato per un 1 AH +0.25 in cui la quota scendeva ad 1.833, ma in caso di pareggio si sarebbe avuta comunque una vincita parziale. Infatti la partita è finita in pareggio (1-1) e abbiamo vinto parzialmente con la quota di 1.416.

    COS’E’ LA LINEA ASIATICA

    Tradotto dall’Inglese “Asian line”, non è altro che la coppia di asian handicap (con relative quote) più vicina a 2 in una determinata partita, a favore di una o dell’altra squadra; in altre parole è la situazione più vicina all’equilibrio secondo il Bookmaker.

    Prendendo ad esempio l’immagine sotto, la coppia di valori è quella rappresentata dal “-0.75 della Fiorentina” e dal “+0.75 del Brescia”.  Ma perché questa coppia di valori è importante? Prima di tutto lo è perché indica il pronostico del Bookmaker; infatti nel caso specifico, mostra come secondo il Bookmaker, la Fiorentina sia la squadra favorita. Non solo, consentendo queste quote di raddoppiare (più o meno) quanto giocato, sono ovviamente tra le giocate più utilizzate da molti tipster, come dimostrato su Blogabet.

    COME TROVARE SCOMMESSE DI VALORE

    Proprio nell’articolo dedicato alle Value bet abbiamo visto come sia necessario, per avere un rendimento positivo a lungo termine di una determinata strategia, saper individuare scommesse di valore, cioè situazioni nelle quali la probabilità reale del verificarsi di un determinato evento sia superiore da quello auspicato dalla quota del bookmaker; in questo articolo, potete leggere una spiegazione estremamente più chiara sull’argomento. Ma attenzione, malgrado molti software e fogli di calcolo permettano di ricavare un valore matematico per il risultato di una partita (pronostico grezzo), non sono assolutamente condizioni sufficienti al fine di stabilire un valore effettivo di una partita, ottenibile solamente dopo la rifinitura del pronostico. Nel nostro post specifico dedicato al come fare pronostici, potete trovare molti consigli interessanti. Di conseguenza, la ricerca di scommesse di valore, è possibile solamente tramite analisi dettagliate della partita (pronostico), di cui possiamo vedere una semplice infografica sotto, tratta dal nostro post specifico dedicato ai pronostici.

    pronostico calcio

    CONCLUSIONI

    L’utilizzo degli AH permette di modulare quote e probabilità di vincita al fine di poter utilizzare il metodo preferito; ovviamente l’efficacia di qualsiasi strategia dipende prevalentemente dal valore della scommessa, che deve essere il primo passo nell’effettuare un pronostico vincente.

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    BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

    Autore dell’articolo: Luca Melli ([email protected])

  4. Il metodo Martingala applicato alle scommesse sportive

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    (Ultimo aggiornamento: 11/03/2020)

    Nella ricerca dei metodi più efficaci per vincere nelle scommesse sportive, il Martingala (detto anche Progressivo al raddoppio) è sicuramente uno dei più conosciuti. Purtroppo questa strategia (per lo meno nella sua forma originale) è nata per essere attuata nei giochi tipo “testa o croce”, cioè in quei contesti in cui si vince il doppio della propria giocata e si ha il 50% di probabilità di vincere. È ovvio che nel mondo dello sport, quando si trovano delle quote pari a 2, non è detto che la possibilità di vincita sia del 50%; in ogni modo, partendo dal Valore di una scommessa, è possibile (tramite lo studio del pronostico) avvicinarsi il più possibile a conoscere questo dato.

    In questo post, faremo inizialmente una rapida spiegazione del metodo Martingala classico, e poi cercheremo di capire se e in che modo può essere applicato alle scommesse sportive.

    Importante: mistermanager.it è un sito di formazione, pertanto i contenuti del sito non rappresentano un incentivo al gioco d’azzardo né tantomeno costituiscono forma di pubblicità, come indicato dall’AGCOM al punto 5.6 delle proprie Linee Guida (allegate alla delibera 132/19/CONS).

    Il gioco è vietato ai minori di anni 18. Può causare dipendenza

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    Se invece siete alla ricerca di un metodo per guadagnare con le scommesse in maniera matematica e senza azzardo, vi consigliamo di leggere il nostro post sul Matched Betting.

    MARTINGALA CLASSICO

    La strategia progressiva (cioè 1 singola alla volta) prevede di raddoppiare la propria puntata ogni volta che si perde e di ritornare alla puntata singola ogni volta che si vince. Ma facciamo ora un esempio molto pratico con il tiro della monetina;

    • Iniziamo con una cassa simbolica di 20 Euro
    • Consideriamo la puntata di base di 1 Euro (cioè il 5% della Cassa).

    Le regole di base sono molto semplici, e sono le seguenti:

    • Quando si vince, la puntata successiva sarà di 1 Euro
    • Quando si perde, la puntata successiva sarà il doppio della puntata precedente.
    • Si esegue il cash-out (cioè il ritiro della vincita) quando si arriva a vincere la metà (50%) della cassa, cioè 10 Euro (corrispondenti a 30 Euro di cassa).

    Nell’immagine sopra è rappresentata una prova che ho fatto semplicemente con una moneta (testa o croce). Quotando a 2 la vittoria (testa o croce) e giocando con questo metodo (vi invito a provare) è evidente che si “avanza” di 1 quota (nel nostro caso 1 Euro) ogni volta che si vince. Quindi dopo 10 vittorie si arriva al 50% della nostra cassa iniziale (che è il nostro obiettivo); tenendo in considerazione che ogni volta la probabilità di vittoria del 50%, è ragionevole ipotizzare che servano “in media” 20 giocate per arrivare al 50% della propria cassa iniziale. Sembra molto facile, ma questa strategia (senza opportune modifiche) nasconde parecchie insidie; infatti, il motivo per cui è consigliabile fare un Cash-out (cioè ritirare la vincita della giocata e ripartire da zero) è relativa alla pericolosità (partendo con una cassa di 20 unità) di perdere 4 giocate consecutive (evento con la probabilità che si verifichi il 12.5% delle volte).

    Com’è possibile vedere dalla parte inferiore dell’immagine sopra, alla 4° perdita consecutiva, si necessita una giocata di 16 unità (euro nel nostro caso) quando in cassa si ha una quota non sufficiente (13 nel nostro caso) per coprirla. Allora cosa fare in questo caso? Le opzioni sono 2:

    OPZIONE 1

    La prima è quella di rimpinguare la cassa con una quota sufficiente a coprire la scommessa successiva (nel nostro caso 3 Unità); in caso di vittoria, si rivinceranno anche i soldi utilizzati per rimpinguare la cassa (vedi immagine sotto). Questo tipo di strategia è consigliabile attuarla quando il valore della cassa è particolarmente esiguo; infatti, se la cassa è di 20 Euro, nel nostro caso abbiamo dovuto rimpinguarla di soli 3 euro (tanto alla prima vincita li recupereremo).

    Il problema è quando la cassa ha un valore elevato (ad esempio 1000 Euro); in questi casi, non è facile rimpinguare con quote elevate, soprattutto nel caso di sequenze di sconfitte consecutive superiori a 4. Infatti noi consigliamo la seconda opzione.

    OPZIONE 2

    In questa strategia si utilizza la regola che “quando non si ha cassa sufficiente per fare la puntata, si gioca metà della cassa”. Nell’immagine sotto è rappresentata una parte di una progressione in cui si perde per 5 volte consecutivamente. Com’è possibile vedere, dalla 4° “non vincita” invece di giocare il doppio di quanto perso nella giocata precedente (com’è nella regola base del Martingala), si gioca metà della cassa fino alla vincita successiva….e poi si riprende con le normali regole del martingala.

    In questo modo, non c’è l’obbligo di rimpinguare la cassa, ma il numero di giocate necessarie per arrivare a guadagnare il 50% della cassa iniziale incrementa parecchio; scaricando l’esempio da cui è tratta l’immagine sopra, è possibile notare come siano state necessarie 55 giocate, anziché le 20 “di media”, per arrivare al nostro obiettivo.

    A questo punto è possibile comprendere perché si fissino obiettivi parziali (ad esempio un cash-out del 50% della cassa iniziale, ma si possono utilizzare anche percentuali inferiori), proprio per effettuare di tanto in tanto dei prelievi ad obiettivo raggiunto (intanto si guadagna qualcosa), per poi minimizzare i disagi quando ci sono 4 o più “sconfitte” consecutive. Riassumiamo quindi sotto le caratteristiche del Martingala classico:

    • Si effettua una giocata alla volta
    • Si punta il 5% della cassa iniziale, considerata un’unità iniziale di gioco
    • Quando si vince, si continua a giocare il valore di un’unità iniziale.
    • Quando si perde, si gioca il doppio della puntata precedente.
    • Si esegue il cash-out ad una percentuale (massimo 50%) della cassa iniziale

    Nel caso in cui ci fossero 4 o più sconfitte consecutive (oppure se non c’è sufficiente quota nel conto):

    • Opzione 1: si rimpingua la cassa fino ad arrivare alla quota necessaria per la giocata
    • Opzione 2: si gioca la metà di quanto rimanente nel conto fino alla prima vittoria, e poi si riprende con le normali regole.

    APPLICAZIONE DEL MARTINGALA AL CALCIO

    È ovvio che in ambito sportivo è possibile trovare delle quote pari a 2, ma non è possibile conoscere con certezza le reali probabilità di vincita (come lo è per il lancio della moneta ad esempio). È comunque possibile affidarsi a pronostici più o meno affidabili; ovviamente le condizioni ideali sono quelle di trovare quote simili a 2, con pronostici il più possibile superiori al 50% (scommessa di valore).

    Attenzione, il Martingala è stato nel tempo causa di elevate perdite per molti scommettitori; infatti l’utilizzo in un contesto non adeguato, è causa di rendimenti particolarmente negativi. Questo avviene quando non si effettuano correttamente i pronostici o quando si utilizza male il metodo. Per questo motivo, consigliamo di fare prima una lunga sperimentazione senza scommettere realmente e di utilizzarlo solo con strategia che abbiano un ROI (ritorno dell’investimento, che in questo post useremo come sinonimo di Yield) positivo.

    A questo link potete scaricare una nostra sperimentazione-esempio partendo dall’utilizzo di quote pari o leggermente superiori a 2, con pronostici il più possibile superiori al 50%. Riassumendo, i risultati ottenuti nell’immagine sotto sono stati ottenuti utilizzando i dati di un pronostico grezzo, cioè basato esclusivamente dai dati matematici ottenuti dal sito prosoccer.eu.

    Quello che emerge, è che è stato possibile possibile incrementare il ROI della strategia originaria, utilizzando il progressivo al raddoppio. Tutto questo però, non deve assolutamente illudere che il martingala applicato al calcio possa essere una facile strategia per fare profitti. Infatti, per utilizzarlo è assolutamente necessario:

    • Applicarlo ad una strategia di base (cioè scommesse singole) che di per sè permetta già di ottenere un ROI positivo (e non è facile!).
    • Utilizzare scommesse di valore (Value Bet) con quote intorno a 2, e pronostico percentuale (cioè probabilità di azzeccare la scommessa) superiore al 50%.
    • Utilizzarlo solo per i periodi in cui si è sicuri che la strategia di base permetta di avere ROI positivi (attenzione alla stagionalità delle scommesse); nel nostro esempio, abbiamo applicato il metodo solamente dai primi di Ottobre al 19 Aprile (con il senno di poi sarebbe stato meglio finire prima); in altri periodi dell’anno, avrebbe dato risultati fallimentari.
    • Sperimentare il metodo (senza scommettere realmente) prima di utilizzarlo; questa è un’indicazione che vale ovviamente per tutti i tipi di strategia, ma in particolar modo per il Martingala, perchè, come è in grado di migliorare un ROI positivo, è in grado di peggiorare un ROI negativo. La stessa nostra sperimentazione che abbiamo pubblicato sopra, e ha dato ipotetici “frutti” per la stagione 2016/2017, non è detto che possa dare gli stessi risultati anche nelle annate future.
    • Effettuare sempre con la massima accuratezza i pronostici; nella nostra prova abbiamo utilizzato (per comodità e velocità) pronostici grezzi (cioè ottenuti solamente da calcoli matematici); è chiaro che invece è sempre necessario rifinire il pronostico (cioè analizzare la partita al di là dei numeri). Nel nostro post specifico puoi vedere i concetti di pronostico grezzo e rifinitura. Non solo, è sempre meglio scommettete sui mercati classici (1X2 o al limite gli Asian handicap), piuttosto che sugli Over2.5.

    RIASSUNTO CONCLUSIVO E RIFERIMENTI PRATICI

    Il progressivo al raddoppio non è altro che un metodo di scommesse in cui lo stake (cioè “quanto” giocare in base alla mia disponibilità) viene deciso in base al risultato della partita precedente; questo potrebbe essere in contrasto con la normale e corretta formulazione dello stake (cioè, a pari quota, gioco uno stake maggiore quando la probabilità di vincita è maggiore). Utilizzare più catene di Martingala (cioè più sequenze di gioco), permette comunque di adottare una strategia di stake maggiormente adeguata. Ad esempio, visto che le quote sono sempre intorno a 2, avendo più progressioni, potrò giocare le scommesse di 4-8 unità solamente su partita in cui la probabilità di vincita (in base al mio pronostico) è particolarmente superiore al 50%; le scommesse a 1 unità invece, le potrò giocare quando le probabilità sono anche non troppo superiori al 50% (su puntate comunque di valore). Rimane comunque ovvio che maggiori sono le scommesse utilizzate con alta probabilità di vincita (particolarmente superiore al 50%) e migliore sarà il rendimento della mia strategia. Giocare partite in cui non si è certi che la probabilità di vincita sia superiore al 50%, incrementa notevolmente il rischio di avere grosse perdite.

    COSA FARE SE LA QUOTA NON È PARI A 2?

    Può succedere di trovarsi davanti ad una scommessa di elevato valore, ma con una quota diversa da 2; in questi casi c’è da desistere o è possibile trovare una soluzione per inserire il pronostico nel progressivo? Se la quota è superiore a 2 non ci sono problemi, è sufficiente utilizzare la linea asiatica a favore della squadra che ha valore nel proprio risultato. Mi spiego meglio: detta anche asian line, la linea asiatica è quella coppia di valori (l’uno a vantaggio di una squadra e l’uno a vantaggio dell’altra) con handicap asiatico, più vicino al 2 (potete vedere sotto un esempio).

    linea asiatica

    Se ipotizzo (per svariati motivi) che ci possa essere valore per il risultato del Brescia (cioè la quota della squadra in trasferta è più alta di quello che mi aspetto), per il mio progressivo non potrò comunque usare il “2 fisso”, visto che la quota è troppo altra, cioè 4.75 (e il Brescia non ha comunque più del 50% di probabilità di vincita). La linea nera della figura evidenza la linea asiatica, cioè i 2 valori più vicini a “2” a vantaggio dell’una o dell’altra squadra (per chi non ha dimestichezza con questa terminologia, è sufficiente leggere il nostro post sugli asian handicap). Di conseguenza, se ipotizzo che ci sia valore dalla parte della squadra fuori casa, giocherò il +0.75 per il Brescia: in altre parole, vincerò la scommessa se il Brescia vince o pareggia; nel caso in cui perda con un gol di scarto, metà della scommessa verrà rimborsata. Con la vittoria della fiorentina con 2 o più gol di scarto, perderò la scommessa.

    Cosa fare invece se la quota è inferiore a 2? Ad esempio, se ritengo ci sia un elevato valore per un risultato (come “1” fisso) pari a 1.65, come posso fare? Personalmente mi sono dato alcune regole per utilizzare anche questo tipo di quote, in maniera tale da poter implementare nei progressivi anche value bet, ma con quote inferiori a 2; le riporto sotto:

    • Se la quota è comunque superiore a 1.75, utilizzo le normale regole del Martingala; in altre parole, se vinco, la scommessa successiva sarà di 1 unità.
    • Se la quota è compresa tra 1.5 e 1.75 e vinco la scommessa, la volta successiva giocherò metà di quanto appena giocato. Ad esempio se scommetto 4 unità su una giocata (ad esempio 1 fisso) e vinco, la volta successiva giocherò 2 unità.
    • Se la quota è inferiore a 1.5 e vinco la scommessa, abbasserò leggermente lo stake fino a quando arriverò al valore di cassa che precede le perdite.
    • Se la quota viene rimborsata a metà (ad esempio gioco 1 AH -0.25 e si verifica un pareggio) la volta successiva giocherò “1.5 x l’unità di giocata precedente”; ad esempio, se gioco 2 unità ed ho un rimborso parziale, la volta successiva giocherò 3 unità.

    Ovviamente queste sono semplici regole per ottimizzare gli stake all’interno del progressivo; nulla vieta di trovare altre soluzioni, a patto che non vadano ad incrementare il rischio di perdite.

    Il Martingala rimane un metodo che può ottimizzare una strategia di per sé positiva (cioè on ROI superiore a 0 e andamento abbastanza costante nel tempo); non fa miracoli e soprattutto aumenta il rischio di perdite se la strategia di base non è efficiente. Di conseguenza, è consigliabile utilizzarla solo dopo un lungo periodo di sperimentazione e solamente per chi riesce ad avere con certezza un rendimento positivo a stake fisso.

    Un’alternativa molto più efficace (perchè sfrutta anche le giocate Live) del Martingala è il Landi Cah Basic di Gianluca Landi strategia a quote elevate.

    Se invece vuoi essere certo (dal punto di vista matematico) di avere dei profitti con le scommesse, ti consigliamo il Matched Betting o le sure bet. Per un guadagno statistico nel lungo termine, prova le value bet di nuova generazione.

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    BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

    Autore dell’articolo: Luca Melli ([email protected])

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