Tag Archive: test atletici

  1. La ricerca del “talento” nel calcio

    4 Comments

    Nel precedente post abbiamo analizzato cos’è la variabilità genetica e l’influenza delle doti individuali e delle ore di allenamento nello sviluppo del talento, concludendo che questi due elementi (talento ed allenamento) devono essere compresenti per chi raggiunge lo sport professionistico. Non solo, partendo dal presupposto che alcune variabili della performance sono più o meno modificabili grazie all’allenamento, abbiamo fatto una breve disamina di quali siano quelle maggiormente influenzabili da doti genetiche con risvolti importanti per la metodologia d’allenamento collettiva (cioè che non riguarda solo il talento). In un post successivo, andremo ad analizzare la casistica nel calcio, portando anche alla luce il fenomeno “apparentemente” opposto, cioè il Drop-out (abbandono della pratica sportiva).

    DEFINIZIONE E MODELLI PREDITTIVI

    Il talento è colui che ha potenzialità (in una determinata disciplina) in relazione ad un contesto (allenamento e gestione della vita) idoneo. Il rischio maggiore quando si studia a questo fenomeno è quello di creare/cercare un falso problema, cioè quello di creare dei “modelli predittivi” che non hanno validità, cioè che non portano ai risultati sperati. I modelli predittivi sono insiemi di indici prestativi ottenibili tramite test o semplicemente tramite l’osservazione di personale qualificato che (in linea teorica) che indipendentemente da altri fattori (età biologica, storia di allenamento, ecc.) possano permettere un’accurata predizione dello sviluppo sportivo del soggetto. Malgrado esistano “miti e leggende” di atleti considerati talenti futuri sin da giovanissima età, la ricerca scientifica parla sempre di più di Accorciamento dell’età di predizione. Cioè la precisione della predizione è inversamente proporzionale allo scalino di età considerata; in altre parole, tramite studi longitudinali di pochi anni è possibile selezionare con maggior precisione (rispetto ad una lunghezza maggiore) gli indici che nel giro di pochi anni (e non di un’intera carriera) determineranno la crescita dell’atleta. Quindi, per i 10 anni, il target saranno i 13 anni, per i 13 anni saranno i 15 anni, ecc.

    STUDIO DELLA DISCIPLINA E INDIVIDUAZIONE DEGLI INDICI PRESTATIVI

    Per costruire il “Modello predittivo” (che è formato dagli INDICI PRESTATIVI che in linea teorica dovrebbero individuare precocemente il soggetto di talento) occorre studiare 2 fenomeni: il primo è la differenza del modello funzionale di atleti di livello diverso, cioè cosa emerge dalla ricerca scientifica sulla differenze (tecniche, atletiche, tattiche, psico-sociologiche, ecc) tra dilettanti e professionisti. Il secondo è individuare quali test/valutazioni effettuati in età evolutiva possono indicare, possibilmente in anticipo, le doti innate (determinate prevalentemente dal corredo genetico) che indipendentemente dall’allenamento fanno la differenza tra atleti di livello diverso (come può essere la statura in sport come la pallavolo e il basket).

    DIFFERENZA TRA DILETTANTI E PROFESSIONISTI NEL CALCIO

    Ovviamente il nostro scopo non è quello di fare un “trattato” sulla materia, anche perché alcuni elementi sono gia stati approfonditi in precedenti post. In ogni modo, un elemento importante da considerare è che non esistono attualmente test che soddisfino criteri statistici nella valutazione tecnico-tattica del calciatore, per questo motivo

    questo tipo di valutazione è lasciata all’intuito osservazionale di chi effettua le selezioni, tenendo sempre in considerazione l’accorciamento dell’età di predizione citata sopra.

    Per quanto riguarda invece le qualità atletiche, è possibile cogliere alcune differenze tra calciatori di livello diverso, tramite test che soddisfano in parte i requisiti statistici. Sommariamente possiamo affermare che:

    • · Dal punto di vista del potenziale aerobico (Vo2max e MPA su corsa lineare), i professionisti non sono necessariamente più dotati dei dilettanti, ma hanno la capacità di adattarsi (sopratutto con i cambi di direzione in maniera efficiente e poco dispendiosa dal punto di vista energetico) alle situazioni e ai movimenti del calcio in maniera più efficiente ed economica (vedi post sulla Potenza aerobica).
    • I professionisti sono dotati di maggiore accelerazione sui 10m; nei primi 3 passi dello scatto c’è il 27% di differenza tra dilettanti e professionisti (vedi il terzo post sui Test atletici).
    • Nei test che analizzano le potenzialità metaboliche aerobiche-anaerobiche specifiche (vedi Test Capanna e Yo-Yo Intermitten recovery test) i professionisti hanno valori superiori ai dilettanti, anche se non è dato sapere se sia frutto di una maggiore efficienza-economia dei gesti (analogamente a quello che avviene per il potenziale aerobico) o ad una maggiore produzione di energia da parte dei metabolismi.
    • Altre variabili sulle quali è necessario un ulteriore approfondimento statistico (perché le ricerche attualmente sono poche) sono il rapporto tra flessori/estensori della coscia (influenzerebbe la predisposizione agli infortuni e la stabilizzazione del ginocchio durante i cambi di direzione), il controllo posturale (equilibrio) della stazione eretta e alcuni parametri antropometrici (somatotipo e altezza dei difensori).
    • Attualmente la rapidità non sembra essere un parametro che differenzia dilettanti e professionisti, ma ricordiamo che i metodi di valutazione di questa qualità hanno diverse lacune statistiche (è una variabile difficile da valutare) e che probabilmente, la capacità di cambiare direzione ha comunque influenza sull’efficienza energetica.

    VALUTAZIONE IN ETA’ EVOLUTIVA E PREDIZIONE DEL TALENTO

    In questo post tralasciamo volutamente test per elementi tecnico/tattici perché attualmente non si hanno basi scientifiche su questo tipo di valutazione che viene lasciata alla bravura e all’intuito degli osservatori; solamente sul Senso del gioco si ha qualche conoscenza, cioè sulla capacità di anticipazione e differente strategia attentiva.

    Per quanto riguarda i test fisici, durante lo sviluppo del calciatore la valutazione di molte variabili (altezza di salto, statura, accelerazione, RSA, qualità aerobiche) sono da contestualizzare rispetto al grado di maturazione. Come visto nel secondo capitolo dell’approfondimento, il posizionamento di maturazione rispetto alla massima velocità di crescita staturale è l’indice di velocità di crescita che meglio prediceva l’esito dei test neuromuscolari (ad esclusione della rapidità). Questo avviene perché durante la spinta puberale, la maggior parte dei parametri atletici segue l’andamento della statura, per questo motivo è fondamentale conoscere il posizionamento rispetto alla fase di crescita del calciatore. Discorso a parte vale per la rapidità, che come abbiamo visto diverse volte risente particolarmente degli stimoli allenanti nella fase prepuberale e che quindi “sembra” (anche se non esiste parere univoco per i motivi sopra elencati) sia meno influenzata (a pari età cronologica) dal grado di maturazione.

    CONCLUSIONI

    Possiamo affermare che la ricerca del talento nel calcio è ben lontana da avere basi scientifiche; lo dimostra il numero elevato di giocatori ritenuti tali che poi non riescono ad emergere; la valutazione delle componenti atletiche (normalizzate al livello di crescita biologica) può solo in parte aiutare a predirre lo sviluppo del potenziale atletico dei giocatori. Ambizione, motivazione, intelligenza motoria, cultura dell’impegno e del gruppo sono elementi della personalità senza i quali è difficile emergere. Allo stesso tempo le caratteristiche psico-sociali dell’ambiente nel quale è immerso il ragazzo (famiglia, squadra, scuola, amici, ecc.) rappresentano il “sostegno” sul quale poggia il giovane durante i vari momenti del suo sviluppo.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola calcio Audax Poviglio ([email protected])

  2. La somministrazione dei test atletici nell’ambito del calcio

    2 Comments

    (quarta parte)

    TEST PER I PARAMETRI ANTROPOMETRICI

    Sono importanti per 2 motivi fondamentali:

    1) Per accertare il grado di maturazione e confrontarlo con i dati dei test atletici nei settori giovanili ð valutazione più appropriata e “non penalizzazione” dei soggetti in ritardo di maturazione.

    2) Verificare l’aderenza al somatotipo tipico del calciatore ed eventualmente intervenire, per quanto possibile, tramite dieta/allenamento sulla composizione corporea (massa magra, massa grassa, ecc.).

    Valutazione del grado di maturazione (valutazione Auxologica)

    La Valutazione auxologica rappresenta una materia che compete prevalentemente l’ambito medico; per questo motivo le metodologie e l’aspetto pratico della valutazione devono essere effettuate da personale medico (solitamente il medico sociale o un medico dello sport). Solo successivamente i dati dovranno essere interpretati dalla squadra (può sempre essere il medico dello sport) alla luce di tutti i risultati disponibili con i test atletici.

    Ciò viene fatto perché durante la crescita, ed in particolar modo nella fase puberale, infatti l’altezza e il peso sono riferimenti fondamentali correlati a prestazioni di velocità, salto e resistenza (Wong e coll 2009; vedi Approfondimenti). Gli indici auxologici si possono racchiudere in 2 famiglie principali:

    • Indici di stato: che indicano l’età biologica dell’individuo al momento della valutazione; il mezzo più preciso, ma anche più costoso, è l’Età scheletrica (analisi della mano e polso ai raggi X). Altri indici più “economici”, ma meno precisi sono altezza, peso, massa magra, BMI ed altri, che però danno un’indicazione in “percentili
    • Indici di velocità di crescita: analizzano quello che è il tasso di crescita, cioè di quanto alcuni parametri variano (ad esempio altezza o peso) nell’arco di periodi definiti (solitamente mesi). Non è in grado di fornire indicazioni sull’età biologica, ma è in grado di individuare lo stato di crescita rispetto alla fase di “maggior incremento in altezza”, che corrisponde anche alla massima velocità di sviluppo delle qualità neuromuscolari.

    Entrambe gli indici sono importanti, quelli di stato perché analizzano l’età di maturazione del soggetto (che può avere differenze anche di 5 anni tra un ragazzo e l’altro) e quelli di velocità di crescita perché indicano il posizionamento della crescita rispetto alla fase puberale (cioè quegli anni in cui può esserci un incremento staturale di 10 cm/anno e di 8.5 Kg/anno di peso, con relativi incrementi prestativi).

    Valutazione antropometrica

    L’utilità della misurazione di parametri come peso, altezza, massa magra, BMI, ecc. è di importanza rilevante non solo per approfondire la maturazione del soggetto, ma anche perché a livello professionistico i giocatori delle migliori squadre sono più alti e tendenti ad un aspetto ectomorfico (Nevill e coll 2009) e con una massa grassa inferiore. Ovviamente alcuni dati come la massa magra (più che il peso) e altezza vengono utilizzati nei test per le qualità neuromuscolari (vedi sopra) ed insieme ad altri sono necessari per il calcolo del somatotipo (cioè la struttura corporea), che con la %massa grassa fornisce indicazioni importanti per eventuali interventi nutrizionali.

    è Peso ed altezza: soprattutto il peso (per evitare problemi di mancata Attendibilità) andrebbe effettuato utilizzando la stessa bilancia e in condizioni standard (distanza dai pasti, ora del giorno, ecc.). La misura del peso può essere utile anche per valutare lo stato di disidratazione dopo un allenamento/partita (la perdita superiore al 2% del peso corporeo peggiora la performance).

    è BMI (Body mass index): “indice di massa corporea”, si misura facendo il rapporto tra il peso (in Kg) e l’altezza (in metri) al quadrato ð P / H². È l’indice più semplice che aiuta a stabilire il grado di magrezza del soggetto e indirettamente lo stato di forma; considerando che i calciatori hanno solitamente un aspetto ectomorfico, si può considerare accettabile un BMI inferiore a 22. Utile anche perché è in grado di percepire (per un incremento del peso dovuto alla crescita muscolare) il grado di maturazione del calciatore in età evolutiva.

    è Composizione corporea: il dato più interessante è dato dalla valutazione della quantità percentuale di massa grassa (%MG) del soggetto. Per un adulto sportivo la %MG dovrebbe essere tra il 7% e il 12% (oltre sarebbe bene intervenire dal punto di vista nutrizionale). Il test maggiormente utilizzato è quello della misurazione della pliche. Gli scopi di questo test sono gli stessi del BMI, ma fornisce risultati più ricchi di significato (infatti il peso introdotto nel BMI non è dato sapere quanto sia di grasso o muscolo); purtroppo le formule che utilizzano queste misure rendono la valutazione della %MG poco Obiettiva ed Attendibile, per questo motivo è meglio riferirsi semplicemente alla “sommatoria delle pliche” piuttosto che alla %MG (vedi articolo di Sands e coll; vedi Approfondimenti).

    Riassunto concettuale valutazione antropometrica: i dati relativi a Peso, Altezza e BMI importanti per individuare lo status di crescita del soggetto (per i giovani calciatori) e da rapportare alla valutazione delle qualità neuromuscolari. Insieme ai/l test per la Composizione corporea sono invece importanti per individuare il Somatotipo e di conseguenza l’eventuale necessità di intervenire dal punto di vista nutrizionale (dimagrimento) o muscolare (aumento massa magra).

    Per Approfondire

    • Manina MM. La verifica dell’età nello sport giovanile: l’età scheletrica non funziona! “ATLETICA STUDI” n. 3 / 2010: 3-15.
    • Nevill A, Holder R, Watts A. The changing shape of “successful” professional footballers. J Sports Sci. 2009 Mar;27(5):419-26.
    • Philippaerts RM, Vaeyens R, Janssens M, Van Renterghem B, Matthys D, Craen R,
    • Bourgois J, Vrijens J, Beunen G, Malina RM. The relationship between peak height velocity and physical performance in youth soccer players. J Sports Sci. 2006 Mar;24(3):221-30.
    • Sands WA, Stone MH. Come si fa a sapere se miglioriamo. SDS N°69, 2006, pag. 21-27.
    • Wong PL, Chamari K, Dellal A, Wisløff U. Relationship between anthropometric and physiological characteristics in youth soccer players. J Strength Cond Res. 2009 Jul;23(4):1204-10.

    TEST PER INDIVIDUARE FATTORI DI RISCHIO DI INFORTUNIO E SOVRALLENAMENTO

    Gli infortuni rappresentano orami una delle importanti varianti per il rendimento di una squadra di calcio durante il campionato (vedi ricerca di Arnason e coll); allo stesso tempo il Sovrallenamento (o comunque le variazioni negative dello stato di forma) è un rischio è un rischio significativo in uno sport, come il calcio, in cui si compete settimanalmente. Un insieme di test/valutazioni che aiutino a prevedere questo tipo di inconvenienti è estremamente utile quanto lo sono quelli per analizzare i parametri responsabili della performance. Allo stesso tempo non bisogna perdere di vista quelli che sono i criteri statistici che ci possano permettere di includere o no un test in questo contesto.

    Anamnesi fattori di rischio

    Rappresenta il resoconto delle “variabili” dipendenti o indipendenti che possono incrementare la possibilità di un atleta ad infortunarsi, e di conseguenza le strategie di prevenzione. Sono solitamente raccolti dal medico societario o dal fisioterapista. Le variabili da analizzare sono:

    • Età: i giovani solitamente presentano rischi di infortuni a strutture corporee diverse a seconda dall’età, mentre per gli adulti, il passare dell’età è un fattore di rischio significativo.
    • Sesso: le femmine sono maggiormente soggette agli infortuni al ginocchio.
    • Infortuni precedenti: le recidive sono uno dei fattori di rischio più importante e causano una maggiore assenza rispetto all’infortunio iniziale.
    • Varianti dipendenti: la composizione corporea ed in particolar modo il peso (soprattutto quello relativo alla massa grassa) contribuiscono a rappresentare quello che è il carico sulle strutture muscolari e legamentose/articolari.

    Valutazione al dinamometro isocinetico dei muscoli della coscia

    Squilibri tra la componente anteriore (quadricipite) e posteriore (ischio/crurali) e tra la coscia destra e sinistra sono in grado di predirre la possibilità di infortunio agli ischiocrurali; per i dettagli sui valori vedere articolo di Dauty e coll 2003 (Approfondimenti). Questo tipo di valutazione è quello che ha raggiunto nel tempo la maggiore considerazione scientifica.

    Esami posturali

    Malgrado la valutazione posturale comprenda un insieme di test molto vario, è conveniente affidarsi a personale particolarmente esperto nei confronti della disciplina applicata al calcio. I test che maggiormente possono interessare i calciatori (perché vanno ad indagare “lacune” che hanno correlazioni con gli infortuni) sono:

    1) Quelli che vanno ad indagare la forza/flessibilità dei muscoli degli arti e del tronco (Core stability, vedi Willson e coll 2005); ricordiamo che il grado di allungamento di ogni catena muscolare dovrebbe essere compreso in un determinato intervallo, ma allo stesso tempo deve avere un livello di forza accettabile.

    2) Quelli che vanno ad indagare l’equilibrio statico: solitamente vengono utilizzate pedane propriocettive (o semplici pedane di forza); scarsi livelli di equilibrio (soprattutto monopodalico) possono essere in grado di predirre distorsioni a caviglie e lesioni ai crociati del ginocchio (Hrysomallis e coll 2007).

    Registrazione carico allenante e percezione della fatica

    È un metodo sviluppato e indagato in particolar modo per le squadre dilettantistiche e settori giovanili. Rimandiamo a pubblicazioni specifiche per i dettagli metodologici. In breve rappresenta l’indice soggettivo del livello di affaticamento, che in linea teorica, permetterebbe di stabilire a breve-medio termine il grado di affaticamento del soggetto (e della squadra) per poi poter adattare il carico allenante. Si basa sulla registrazioni dei dati soggettivi (forniti a voce) dei giocatori; malgrado qualche ricerca abbia confermato la possibilità che possa essere utilizzabile nell’ambito del calcio rappresenta alcuni limiti:

    • Presenta ovvie lacune di Attendibilità che necessita un lungo periodo di familiarizzazione al test.
    • Malgrado permetta di avere un’idea complessiva del carico interno del soggetto, in uno sport come il calcio non consente di individuare le localizzazione anatomo/fisiologiche (organico, muscolare, metabolico, ormonale, psicologico, ecc.) dei livelli di affaticamento.

    Tra i pregi invece c’è da riconoscere:

    • L’elevata economicità della valutazione e la possibilità di utilizzarlo sia dai settori giovanili.
    • Nelle società professionistiche è in grado di individuare gli stati di sovrallenamento/sovraffaticamento (quando il carico interno rimane alto malgrado l’abbassamento di quello esterno) meglio di altri test.

    Considerazioni conclusive: è sicuramente un metodo di valutazione che nelle squadre dilettantistiche (e nei settori giovanili) può rappresentare una fonte di importanti indicazioni sui livelli del carico interno, mentre per le squadre professionistiche è da considerare un ottimo metodo di valutazione complementare.

    Esami ematochimici

    Come in tutti gli sport rappresentano un’importante fonte di informazioni sullo stato fisiologico del soggetto; in ogni modo va a fornire un’integrazione a quelli che sono i dati degli altri test. Il quesito che sorge spontaneo è: quali esami di routine (cioè al di fuori di quelli che potrebbero confermare ipotesi medica di malattia) fare? Alcuni autori raccolgono i risultati di alcuni esami in gruppi in grado di dare un’analisi globale di alcuni status fisiologici (come quelli legati al metabolismo del ferro o dell’azoto), mentre altri si limitano ad analizzare i rapporti tra i livelli ormonali. Ovviamente non è nostra attenzione addentrarci in una materia prettamente medica, ma credo sia opportuno puntualizzare:

    • Effettuare i prelievi in elevate condizioni di standardizzazione (per evitare problemi di Attendibilità): orari, distanza da pasti, da allenamenti impegnativi, ecc.
    • Non confrontare (o attenzione nel farlo) dati ottenuti da laboratori diversi (per alcuni valori esiste una grande variabilità).
    • Considerare l’utilizzo di test salivari (sono meno invasivi) per quelle valutazioni in cui è stata verificata la corrispondenza con quelli ematici.
    • Confrontarli con quelli che sono i dati delle valutazioni funzionali e del carico interno.

    Riassunto conclusivo

    La valutazione relativa al rischio di infortuni e sovrallenamento, contrariamente agli altri test, è estremamente complessa (prevede l’integrazione di diverse figure professionali), ma altrettanto importante per l’impronta che possono avere queste variabili sul rendimento dei giocatori.

    Per le squadre dilettantistiche la “Anamnesi dei fattori di rischio” e la “Registrazione del carico allenante” permettono di dare informazioni aggiuntive all’allenatore sulla “risposta” dei giocatori all’allenamento, mentre le squadre di livello professionistico possono permettersi tutti i tipi di valutazione (integrandoli con i test atletici) individualizzando i carichi di lavoro. Tutto questo ovviamente non esonera lo staff (allenatore, preparatori, ecc.) dall’effettuare un’accurata programmazione dell’allenamento (che tiene conto delle conoscenze fisiologiche legate alla performance) senza la quale questi dati sarebbero solamente numeri.

    Per Approfondire

    CONCLUSIONI FINALI

    Credo che le considerazioni finali che si possono fare dopo questa carrellata sui test atletici per il calcio sono relative alla complessità della materia. La difficoltà di reperire una Validità (cioè di “correlazione” con i parametri della partita) statistica della maggior parte dei test rende particolarmente importante il “confronto” tra i dati (pochi o tanti che siano) e la conoscenza della programmazione e della fisiologia dell’allenamento; non a caso molti tendono a definire l’allenamento maggiormente come “un’arte” piuttosto che un “scienza”. Ciò non significa che “l’esperienza” deve aver la precedenza sulla “conoscenza”, ma che l’abilità di comprendere e applicare i dati “utili” in possesso ad ogni staff (piccolo o grande che sia) può veramente rappresentare la differenza tra un “team di lavoro” efficiente (e per certi versi vincente) e uno che non lo è!

    Autore: Melli Luca allenatore settore giovanile Audax Poviglio ([email protected])

     

     

  3. La somministrazione dei test atletici nell’ambito del calcio

    1 Comment

    (terza parte)

    Nella seconda parte di questo articolo abbiamo analizzato quelli che sono i test che hanno una maggior validità (cioè che hanno ricevuto consensi scientifici riguardo alle correlazioni con la Match Analisys) nel mondo del calcio, cioè quelli per la componente aerobica e la RSA.

    Essendo comunque uno sport multifattoriale, non è possibile limitarsi esclusivamente a questi tipi di valutazione per “indagare” e “valutare” le attitudini e lo stato di forma del calciatore; in questa ultima parte andremo quindi a verificare l’utilizzo di test per alti variabili importanti come:

    • Le qualità neuromuscolari come rapidità (cambi di direzione), forza massima ed esplosività (Accelerazione).
    • I parametri antropometrici per verificare lo stato di maturazione del soggetto e la possibile aderenza al modello prestativo.
    • Altri elementi come l’individuazione del rischio di infortuni o sovrallenamento.

    N.B.: rimandiamo alla prima parte di quest’articolo per i vari significati di Validità (correlazione con i parametri della match analisys), Obiettività (protocollo effettuabile da tutti), Attendibilità (ripetibilità), Economicità e Sensibilità (capacità di rilevare cambiamenti stato di forma, atleti di livello di verso, ecc).

    TEST PER LE QUALITA’ NEUROMUSCOLARI

    Le qualità neuromuscolari particolarmente indagate nel calcio sono accelerazione, abilità nei cambi di direzione (CdD) e velocità massima.

    • Dalla Match analisys si è visto che la maggior parte dei movimenti che effettuano a calciatori ad altissima intensità sono della lunghezza di 15-16m, per questo motivo si ritiene inutile indagare, coni Test, distanze superiori ai 20-30m. In ogni modo, in partita, i valori di accelerazione e velocità sono del 70-90% di quelli massimali ottenibili nei test a secco (mancanza di Validità).
    • Dalla ricerca scientifica è emersa che la velocità lineare e l’abilità nel cambiare direzione sono qualità a se stanti, difficilmente influenzabili le une dalle altre (Young e coll 2001; vedi Approfondimenti), per questo vanno allenate e valutate i maniera separata.

    Alla luce di queste considerazioni, con quali criteri vengono scelti i test per le qualità neuromuscolari?

    1) Dal punto di vista statistico devono almeno rispondere ai criteri di Obiettività e Attendibilità.

    2) Per quanto riguarda la Sensibilità devono essere soprattutto in grado di discriminare le qualità di atleti di livello diverso e di cogliere le variazioni di forma durante l’anno.

    3) Nei settori giovanili è necessario saperle valutare parallelamente ai test antropometrici per correlare i dati con gli indici di maturazione (per evitare di scartare “a priori” soggetti in ritardo di maturazione).

    4) Devono valutare qualità che si presume (visto che non esiste Validità) possano essere importanti per il gioco del calcio (ad esempio l’agilità) o forniscano indicazioni importanti per gli allenamenti (vedi Forza massima).

    TEST PER L’ACCELERAZIONE/VELOCITA’

    Come specificato sopra è inutile valutare velocità massime su distanze superiori ai 20m, perché non rientrano nel modello prestativo del calcio e perché non sono in grado di cogliere “differenze” tra atleti di livello diverso. Per questo motivo verranno scelte:

    • Tempo impiegato sui 10m: è una delle poche variabili in grado di discriminare le qualità di calciatori di livello diverso (Comettì e coll 2001; vedi Approfondimenti). In particolare nei primi 3 metri (Marella, Baraldo 2004; dati non pubblicati) può esserci il 27% di differenza tra dilettanti e professionisti.
    • Tempo impiegato sui 20m: ha una modesta correlazione con diversi indici di forza e potenza muscolare (Kawamori e coll 2006; NCSA 2006 Conference Abstract), quindi può essere un test interessante (confrontandolo i dati con quello sui 10m) per vedere lo sviluppo delle varie qualità neuromuscolari durante la stagione

    Aspetti pratici del test: è ovvio che la rilevazione dei tempi debba essere fatta con fotocellule (altrimenti non risponderebbe ai criteri di Obiettività). Rimandiamo a riviste e pubblicazioni specifiche le modalità esecutive del test (riscaldamento compreso), che rivestono un aspetto fondamentale per l’attendibilità.

    Lettura dei risultati e selezione del talento: diverse ricerche (giocatori in fase puberale) hanno appurato che i valori di velocità/accelerazione erano migliori in soggetti appartenenti a squadre professionistiche (Gil e coll 2007; vedi Approfondimenti), ma allo stesso tempo questi giocatori avevano indici di maturazione più avanzata. Si conclude che nei settori giovanili (soprattutto prima dei 15-16 anni) la valutazione della velocità/accelerazione debba essere fatta parallelamente a quella antropometrica (indice dello stato di maturità) per non penalizzare i soggetti in ritardo di sviluppo.

    TEST PER LA FORZA MUSCOLARE

    Non è nostra intenzione addentrarci sull’utilità o meno dell’utilizzo (spesso dibattuto) dei pesi per lo sviluppo della performance del calciatore, ma approfondire quelli che sono gli indici di forza (misurati con i vari metodi) che possono discriminare giocatori di livello diverso o dare indicazioni per la prevenzione degli infortuni.

    • Test per la forza massima: in alcune ricerche (Wisloff e coll 2004, Comettì e coll 2006 – vedi Approfondimenti) è stato visto il miglioramento dei parametri di accelerazione e di RSA potevano essere ottenuti con metodi rivolti all’incremento della forza massima. Utilizzare il mezzo squat sia in ambito di valutazione che di training.
    • Test isocinetici per flessori del ginocchio: sempre nello studio di Comettì del 2001 è stato visto che la forza isocinetica dei flessori del ginocchio è in grado di discriminare le qualità di calciatori di livello diverso; si presume sia dovuto alla maggiore capacità stabilizzativa che si otterrebbe con livelli di forza maggiore di questi muscoli e di conseguenza una maggiore gestione della stabilità durante i cambi di direzione. Lo studio della forza isocinetica dei muscoli che agiscono sul ginocchio può dare anche informazioni interessanti per la prevenzione degli infortuni (vedi capitolo successivo).

    TEST PER LA MISURAZIONE DELLA CAPACITA’ DI SALTO

    L’utilizzo del CMJ (counter moviment jump), dello SJ (squat jump) o altri salti analoghi misurate con pedane a pressione o ottiche (pedana di Bosco, Optojum, pedana di forza, ecc.) sono sempre stati considerati metodi di valutazione importanti per le qualità esplosive del calciatore. Nonostante questo non sono mai state trovate correlazioni tra prestazioni di salto e le attività della Match analisys e pochi studi hanno rilevato differenze tra questi indici in squadre di livello diverso. L’unico aspetto interessante di questi test (in particolar modo il CMJ) è che possono rilevare differenze tra calciatori di livello diverso nei settori giovanili, anche se i risultati andrebbero “normalizzati” con indici antropometrici (altezza, peso, ecc.) e di maturazione (età biologica).

    Essendo test semplici, ma richiedenti attrezzature non facilmente reperibili da tutti, è nata l’esigenza di trovare test che hanno le stesse credenziali statistiche (sopratutto Attendibilità, Obiettività e Sensibilità), ma meno costosi. Tra questi è da ricordare il Salto in lungo da fermo, il Salto triplo a piedi uniti e non, il Test dei 5 salti, ecc. Purtroppo l’Attendibilità di questi mezzi di valutazione non è stata sufficientemente indagata, quindi sono consigliabili solamente se non si hanno altri test a disposizione.

    Importante: i dati ottenuti da questi test andrebbero analizzati (oltre al valore assoluto) in riferimento all’altezza e al peso del giocatore (anche per gli adulti). Per i settori giovanili la valutazione deve essere fatta assolutamente in parallelo anche agli indici di maturazione.

    TEST DI VALUTAZIONE PER LA RAPIDITA’

    I test che valutano la rapidità possono essere considerati particolarmente interessanti perché non trova correlazione con le altre qualità muscolari, quindi la sua valutazione è quanto mai importante. Inoltre, durante tutte le fasce d’età dei settori giovanili è una componente che è in grado di discriminare il livello del calciatore.

    Purtroppo in letteratura scientifica sono stati utilizzati diversi test, quindi è difficile stabilire se qualcuno di questi possa rispondere ai criteri statistici (almeno Obiettività e Attendibilità) da noi considerati per ritenere un test “utile”.

    Applicazioni pratiche: sembra che attualmente il metodo statisticamente migliore per valutare l’agilità sia il rilevamento del tempo migliore durante il Test Capanna. Per chi volesse provarne qualcuno più specifico, consigliamo il “T-Test”. Per la precisione con la quale devono essere effettuate queste misurazioni è necessaria almeno una fotocellula ed utilizzare superfici che rimangano stabili durante l’arco dell’anno.

    Per approfondire

     

     

     

     

     

  4. Test “navetta” di Léger

    1 Comment

    Il Test Navetta (chiamato anche Test di Luc Léger o Beep Test) è un test ideato da Luc Léger al fine di determinare la VAM (Velocità massima aerobica) dell’atleta.

    • Svolgimento.

    Per poter effettuare il test è necessario disporre due coni ad una distanza di 20 metri l’uno dall’altro e possedere un’apposita registrazione per lo svolgimento della prova. La registrazione, contenente i cosiddetti “beep”, è necessaria affinché la prova venga svolta in modo corretto, in quanto l’intervallo tra un beep ed il successivo deve essere accurato. Questi avvisi sono infatti disposti, a seconda del livello, ad intervalli sempre decrescenti. Al momento dell’inizio della prova, ovvero al primo beep della registrazione, l’atleta dovrà iniziare a correre e raggiungere il cono opposto entro il secondo avviso sonoro, a questo punto dovrà ritornare al cono di partenza entro il suono del beep successivo, e così via. Il test termina nel momento in cui l’atleta non riesce a percorrere la distanza nel tempo previsto. È ammesso non raggiungere il cono entro l’avviso sonoro, ma solo nel caso in cui entro il successivo si riesca a coprire la distanza rimanente (massimo 1 metro) e il tragitto successivo, ovvero a recuperare il ritardo entro il tempo necessario a coprire una sola distanza.

    • Tempi e valutazione

    Il tempo tra un suono e il successivo decresce in base al livello: alla partenza (livello 1) corrispondono 7 “stages” da percorrere in 8,5 secondi ciascuno; ad ogni livello c’è una diminuzione del tempo di percorrenza con conseguente aumento di velocità, sino ad arrivare al 21º ed ultimo livello che prevede 16 stages da 3,75 secondi. Per quanto concerne la valutazione del test per la determinazione della V.A.M. si verifica la velocità nell’ultimo periodo completato; conseguentemente è possibile ricavare la VO2max=5,857 x velocità(km/h) – 19,458.

    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

    Rappresentazione video del test.

    [flv]http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2010/12/Video-test-di-Leger-o-test-a-navetta-Sportbrain.flv[/flv]

    Scarica la traccia sonora per eseguire il test;

    Per farlo è necessaria la registrazione o il login al blog: utilizza il menu qui sopra!

    Entrato nel pannello di controllo, esegui questa sequenza cliccando in alto a sinistra:

    mistermanager.it —–> Visualizza sito —–> UTILITA’ GRATIS

    [download id=”27844″ template=”Traccia sonora per i 20mt”]

    A cura di Claudio Damiani

     

Mistermanager.it © 2021 - Tutti i diritti riservati - Privacy Policy - Realizzazione siti internet www.christophermiani.it

In qualità di Affiliato Amazon io ricevo un guadagno dagli acquisti idonei