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  1. Addio a Mediaset e Sky?

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    Ciò che Mediaset e Sky temevano si sta verificando. Con la soddisfazione della Lega. Il tutto grazie alla garanzia degli introiti per la vendita dei diritti televisivi assicurati dal 2015 al 2021(quindi per ben 6 stagioni) per ben 5,5 miliardi! E’ questa, in breve, la proposta formulata dal presidente di Infront Italy Marco Bogarelli all’assemblea della Lega di Serie A tenuta quest’oggi.

    Infront assicurerà almeno 900 milioni a stagione con la proroga fino al 30 giugno 2021 dell’accordo siglato il 27 gennaio 2009 che originariamente prevedeva gli stessi accordi economici fino al 2018. In linea di massima, quindi, l’accordo è alle stesse condizioni del precedente con una sola eccezione migliorativa per le società: il minimo garantito salirà da 900 a 930 milioni per ciascuna delle 3 stagioni sportive 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021. Per l’esattezza, quindi, la garanzia di Infront è dunque di 5.490 milioni per sei anni. Gli importi che Infront garantisce sono quindi considerevoli e il rischio di non essere in grado di recuperarli sul mercato attuale non è irrilevante. Per questo chiede alla Lega un mandato più lungo, che permetta di recuperare le eventuali perdite nel periodo fino al 2021.

    Pertanto Infront ha commissionato a Eurisko una ricerca per valutare le potenzialità di un canale dedicato alla Serie A, con l’obiettivo di identificare e dimensionare il target di quanti potrebbero essere gli utenti paganti per il nuovo canale. La ricerca ha fatto riferimento a una platea di circa 23,3 milioni di individui “interessati al calcio”. Tra i dati più significativi emersi ci sono i circa 1,4 milioni di famiglie abbonate a Mediaset Premium che chiuderebbero il proprio abbonamento e i 2,3 milioni di famiglie abbonate a Sky che rinnuncerebbero al proprio (il 95% di questi lo chiuderebbero entro 6 mesi), mentre 1.9 milioni di famiglie che non hanno la PayTv acquisterebbero un canale dedicato alla serie A.

    Nel frattempo gli italiani “pallonari” restano in attesa di questa nuova rivoluzione che sconvolgerebbe il sistema delle pay per view… incrociando le dita sulla qualità dei nuovi servizi che potrebbe offrire la nuova piattaforma.

    Michele Rea

     

     

  2. Diritti televisivi: un passo dal tracollo…

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    diritti_tvLa serie A trema: il quasi miliardo di euro l’anno che tiene a galla la barca con le pay tv è fortemente a rischio. Lo scenario è quanto mai preoccupante, poiché all’orizzonte questo budget potrebbe essere tagliato del 30%, con conseguente collasso difficile da evitare. L’ultimo contratto fatto dalla Infront scade nel 2015 e la Lega di A deve pubblicare il nuovo bando d’asta, pieno di dubbi e incognite.

    I presidenti sperano che si faccia avanti Al Jaazera, con tanti petroldollari. Ma anche negli Emirati hanno imparato dai napoletani ca “nisciuno ‘e fesso”…
    Con la situazione attuale, con Sky per il satellitare e Mediaset Premium nel digitale, le due tv di nuovo in accordo, sarebbero pronte ad una sorta di coalizione per evitare l’araba e scomoda concorrenza e sborsare non più di 700 milioni l’anno. Un tracollo annunciato che la crisi non potrà evitare.

    Difficile anche che l’anno prossimo le offerte delle piattaforme in Italia confermino Premier League e Liga spagnola, il che significa molte disdette di abbonamento e nuovi fortissimi sconti molto scorretti per i vecchi clienti.

    Sky aveva rinunciato a trasmettere Barça e Real per 600.000 euro, ha riacquistato la Bundesliga e ripensa alla Premier, di alto appeal in Italia. Il 2012 di Sky è stato nero: da 5.200.000 abbonati è scesa a 4.870.000: un -10% pesante. Mediaset Premium a soli 2,2 milioni.

    La società di Murdoch si è tuffata sulla F.1, riacquisendo 80.000 abbonati. Però il calcio tedesco non basterà a soddisfare i tifosi di calcio.
    Secondo le previsioni, la prossima asta per i diritti tv della Serie A, prevista per marzo 2014, potrebbe aprire nuovi scenari, con clamorose sorprese, e l’arrivo di nuove offerte di broadcaster stranieri: Discovery Channel, divenuto terzo operatore del mercato e YouTube (Google), che sarebbe pronto ad invadere il mercato europeo della pubblicità.

    Il modello ricalcherebbe il Basket NBA negli USA, visibile anche su consolle Playstation, portali web, mobile e internet tv.

    Forti preoccupazioni anche per Uefa, che sconta la contrazione di mercato e la centralizzazione della vendita dei diritti tv, rifiutata in Spagna, che ha deluso un po’ tutti. I diritti delle Nazionali di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda sono stati ceduti all’Uefa per appena 240 milioni ma rivenduti addirittura a 80!
    Stessa situazione nei Paesi dell’Ubu, escluse Germania e Italia, nazionali forti.

    E se “Le Roy” Platini incasserà di meno, di meno pagherà i club di Champions ed Europa League, che hanno condizionato tutte le strategie di mercato ed agonistiche sopratutto in Italia.

    Insomma, Juve, Napoli e Milan, potrebbero ritrivarsi con un pugno di mosche, mentre Lazio e Udinese addirittura con pochi spiccioli.
    Calcio sull’orlo del crack…e non è più un avvertimento!

    Michele Rea

     

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