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  1. Tecnica calcio: orientiamoci nel quadrato

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    Per l’apprendimento della tecnica calcistica non è sufficiente richiedere precisione, ma stimolare altri processi come la pressione temporale (velocità dei movimenti) o i processi attentivi (scelta tecnica).

    Infatti, se la ripetitività gestuale non viene variata, si assiste ad un decadimento dei meccanismi d’attenzione e di conseguenza dell’apprendimento.  Se si vedono i giocatori “annoiati” è un campanello d’allarme. Inoltre, quando la frequenza degli stimoli di vigilanza è troppo bassa, e i giocatori diventano meno precisi (Proietto 2020).

    Questo significa che il consolidamento dei gesti tecnici, diventa più efficace se nelle fasi più avanzate dell’apprendimento viene coinvolto il meccanismo dell’attenzione ed eventualmente anche della velocità.

    Nel post odierno, vedremo un mezzo allenante che sfrutta questi meccanismi per l’apprendimento la trasmissione della palla e dello stop orientato.

    Con le relative modifiche, questa esercitazione può essere somministrata dalla categoria Pulcini, fino agli adulti (come riscaldamento).

    Struttura di base

    La struttura di base l’ho estrapolata da un’altra esercitazione più semplice, ma che sfruttava lo stesso meccanismo. Il mio obiettivo era quello di stimolare la trasmissione della palla all’interno del quadrato che solitamente usavo nel riscaldamento pre-partita, per intenderci quello in cui solitamente vengono fatti i classici “giropalla”.

    La struttura di base è rappresentata da un quadrato 10x10m, 4 giocatori e 2 palloni; 3 giocatori (tra cui i 2 con la palla) partono dai 3 vertici, mentre uno è posizionato centralmente.

    Tecnica calcio esercizi

    Le regole esecutive sono abbastanza semplici:

    • Si passa prima un pallone e poi l’altro sempre al giocatore che in quel momento è nel centro del quadrato.
    • Il giocatore al centro del quadrato, una volta ricevuta la palla, la passerà ad uno senza palla ed andrà in un vertice libero
    • Chi passa la palla al centro del quadrato, si posiziona al centro.

    L’esercizio è più semplice da comprendere di quanto si possa pensare. Vediamo ora un esempio nell’immagine sotto.

    Il giocatore Rosso la passa al Blu (freccia tratteggiata 1) e corre al suo posto; il Blu riceve la palla, la scarica a quello senza palla (Verde, freccia tratteggiata 2) e va ad occupare il vertice libero.

    Trasmissione palla calcio esercizio

    A questo punto, si effettueranno gli stessi movimenti con l’altro pallone; il giocatore Giallo la passerà al Rosso (al centro del quadrato) ed andrà al suo posto; il Rosso la scaricherà a quello libero (cioè il Blu) ed andrà ad occupare il vertice libero.

    esercizio tecnica giovanissimi

    …e così via, si riprenderà con il pallone in possesso del giocatore verde.

    La prima volta non sarà facile comprendere le dinamiche da parte dei giocatori (anche per i più grandi), ma proprio per questo, l’effetto allenante è maggiore.

    Se si intende somministrare questo esercizio nella categoria Pulcini, è meglio farlo precedere dalla variante più semplice; per le categorie di età superiore, ovviamente dipende dall’abitudine dei giocatori a fare questo tipo di esercitazioni.

    Fondamentalmente, lo ritengo un esercizio molto utile anche per la collaborazione da parte dei giocatori, nel caso in cui non tutti, inizialmente, capiscano l’esecuzione. In questo caso verrebbe stimolato il “chiamare” la palla (una sorta di empatia) per aiutare il compagno che non ha ancora compreso l’esercizio; sembra un concetto banale, ma questo tipo di aiuti e collaborazioni stimolano lo spirito di squadra.

    Chi somministra l’esercitazione invece (mister, collaboratore, preparatore atletico, ecc.), dovrà stimolare continuamente il giocatore al centro ad orientarsi il più velocemente possibile (anticipando la ricezione della palla) verso la direzione del compagno a cui deve passare la palla; anche questo è uno stimolo particolarmente utile, perché molto giocatori (soprattutto a livello giovanile, e non solo) tendono ad orientarsi troppo tardi.

    Variante a 5 giocatori

    Visto che non è sempre possibile avere multipli di 4, si possono anche usare 5 giocatori all’interno della struttura.

    esercizio tecnica pulcini

    Le regole esercitative rimangono le stesse, ma (non essendoci vertici liberi), il giocatore centrale va ad occupare il vertice del giocatore dal quale ha ricevuto la palla.

    tecnica individuale calcio esercizi

    In questo caso (visto che un giocatore avrà sempre 2 opzioni di passaggio) sarà possibile vincolare le giocate ad un tocco, incrementando anche la velocità esecutiva e la velocità di orientamento del corpo.

    Conclusioni ed altri contenuti

    L’allenamento della tecnica stimolando continuamente l’attenzione e la velocità, porta ad un più rapido apprendimento di questa nei contesti di gioco (Pesce et al 2015); ovviamente un esercizio non può fare la differenza, ma utilizzando con costanza esercitazioni di questo tipo permette di avere giocatori più abituati ad adattarsi alle situazioni di gioco, e di conseguenza più creativi.

    È l’esempio di altri mezzi allenanti come l’esercitazione per lo scaglionamento, l’11c0 dinamico e l’esercitazione universale a tuttocampo. Nella scuola calcio invece, trovano largo spazio il Funino e le esercitazioni per mantenere alta l’intensità

    Questo non significa che esercitazioni meno impegnative dal punto di vista cognitivo siano “da buttare”; infatti, nella “curva d’apprendimento” esiste una fase in cui può essere necessario anche l’utilizzo di esercitazioni analitiche, cioè rivolte prevalentemente alla “precisione del gesto”. Sono tutti quei casi in cui il giocatore deve apprendere la corretta gestualità.

    Faccio alcuni esempi: difficilmente nella categoria Pulcini un giocatore imparerà spontaneamente a stoppare in maniera orientata la palla con il piede debole se non viene stimolata in maniera analitica; stessa cosa vale per la guida con il piede debole, con l’esterno collo, il colpo di testa e le finte.

    Per questo non sono da demonizzare alcuni metodi piuttosto di altri, ma contestualizzare l’uso che se ne fa!

    Detto questo, sia nei primissimi anni della Scuola calcio (dove l’aspetto ludico e globale dovrebbe avere la precedenza), sia una volta appresa la tecnica di un determinato gesto, i mezzi globali (con richiesta di attenzione e velocità) dovrebbero essere quelli preponderanti per lo sviluppo e la stabilizzazione della tecnica.

    apprendimento tecnica calcistica

    Immagine tratta e modificata da Pesce et al 2015

    Nell’immagine sopra è possibile vedere una semplificazione degli stadi dell’apprendimento motorio di un determinato gesto tecnico (come può essere la guida, la ricezione, la trasmissione, ecc.) secondo la visione più adeguata per gli sport di squadra. Come potete vedere, il basso impegno mentale (tipico dei mezzi analitici) è considerato nella fase in cui si ricerca esclusivamente la massima precisione del gesto motorio. In tutte le altre fasi, l’impegno mentale dovrebbe essere medio-alto al fine di finalizzare la prestazione motoria al contesto di gioco.

    Ovviamente questa rappresenta una semplificazione che non determina nessun vincolo metodologico, ma tende a far comprendere come diversi aspetti (analitico e globale) siano necessari per raggiungere performance tecniche di alto livello.

    Andando nella nostra sezione “TECNICA” del nostro sito (la trovate nel menù) potete trovare tantissime altri mezzi allenanti sia analitici (in cui piede di utilizzo e numero di tocchi viene vincolato) che globali (in regime di attenzione e velocità), che misti (dove si parte in maniera analitica per poi passare al globale). Se invece siete alla ricerca di contenuti specifici, è sufficiente utilizzare il motore di ricerca interno del sito (in alto a destra nella versione desktop ed alla fine dell’articolo nella versione mobile).

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    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola Calcio A.S.D. Monticelli Terme 1960, preparatore atletico AC Sorbolo ed Istruttore di Atletica leggera GS Toccalmatto. Email: melsh76@libero.it

  2. Doppio circuito tecnico organico (es. animata)

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    Proponiamo un’esercitazione che adatta delle finalità di miglioramento della tecnica (conduzione, precisione della trasmissione), a delle componenti organiche dettate da resistenza alla velocità e coordinazione.

    Due gruppi di giocatori con diverso colore di casacca (rossi e blu), si posizionano con il pallone, di fronte a un gruppo di quattro paletti. Essi partiranno in alternanza: es. rosso-blu-rosso-blu, ecc.

    • Il giocatore blu, effettuato uno slalom in conduzione di palla tra gli stessi paletti, si dirige verso il gruppo di delimitatori posti alla sua sinistra per eseguire dei dribbling simulati;
    • Il giocatore rosso condurrà il pallone verso destra per (variante in base al materiale tecnico utilizzato):
    1. lanciare il pallone facendolo passare sotto ostacoli alti da affrontare in corsa per poi riprenderlo;
    2. lanciare allo stesso modo il pallone, ma esternamente rispetto a degli over da affrontare in skip;
    3. lanciare sempre il pallone esternamente e eseguire degli esercizi di reattività e coordinazione tramite l’utilizzo di una scaletta “ladder”

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    Entrambi i giocatori aggireranno in conduzione alla massima intensità, i coni posti in prossimità degli angoli del campo fino a raggiungere il successivo da cui tenteranno di centrare la porta sistemata nei pressi della linea di metà campo.

    Va fatta rispettare la sincronia relativa all’alternanza dell’esecuzione da parte di giocatori (rosso-blu-rosso-blu); dopo un numero congruo di ripetizioni stabilite dall’allenatore in base alla fascia d’età allenata e gli obiettivi da perseguire, invertire gli esercizi da far svolgere ai gruppi.

    Materiale occorrente: palloni, delimitatori, paletti. coni, ostacoli alti (in alternativa ladder o over).

    A cura di Claudio Damiani

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  3. Tecnica, coordinazione e aspetto condizionale

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    Il giocatore A parte palla al piede attraversando i due paletti, fintando sulla sagoma, scarica (1) su B1 che dopo aver effettuato una corsa (o dei saltelli) tra gli over bassi, effettua uno sprint sino al cono poi un altro, con cambio direzione sino ad evitare la sagoma (si smarca) per ricevere (1).

    A1 si smarca a sua volta sulla sagoma e riceve il passaggio di ritorno dal compagno B1 (2), che corre (in allungo) in coda ad H, A1 scarica su C1 (3) che ha effettuato una corsa tra i cerchi, che riceve ed effettua uno slalom tra i coni e si porta in C2 per scaricare (4) sul compagno D che dopo aver effettuato una capriola va incontro in D1.

    Ricevuta palla D1 corre veloce in guida palla ad effettuare due slalome portarsi in coda al giocatore E, che nel frattempo ha ricominciato con F – H – G. A1 si è portato in coda ad F con un allungo, dopo aver effettuato una corsa (o degli skip) nella scaletta.

    N.B. agendo sulle distanze e in funzione di ciò che si vuole allenare l’esercitazione può essere anche condizionale.

    TECNICA, COORDINAZIONE E CONDIZIONALE

    Materiale occorrente: palloni, paletti, coni, scaletta, over bassi, sagome, materasso, cerchi.

    Durata esercizio: 12 minuti

    Numero di serie: 2

    Recupero: 4 minuti

    Numero recuperi: 3

    Numero giocatori: 18

    Fasce interessate: Esordienti, Giovanissimi, Allievi e Prima squadra

    A cura di Nicola Amandonico

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  4. Esercitazioni tecniche per la Scuola Calcio: “Il giro del cerchio”

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    Nei post più recenti abbiamo visto esercitazioni come Il gioco dello scalpo o La battaglia di palloni, mezzi che allenano prevalentemente le qualità coordinative. Oggi andremo ad approfondire invece un mezzo con effetti allenanti prevalentemente sulla qualità tecnica di Conduzione della palla.

     

    ESERCITAZIONE DI BASE

    Le prime volte (in particolar modo il primo anno della categoria “Piccoli amici”) andrebbe proposta in forma globale, in maniera che i bambini imparino ad orientarsi all’interno dell’esercizio. Com’è possibile vedere dalla figura sopra, si disegna con dei cinesini un cerchio di diametro di 15-25m (non è importante che sia un cerchio perfetto, anzi sarebbe bene se la circonferenza fosse irregolare), poi si posizionano i giocatori in terzetti (per avere una densità di lavoro ideale) in fila dietro a delle porticine di coni con un pallone a gruppo. Lo scopo dell’esercitazione è quella di percorrere la circonferenza esterna del cerchio in conduzione della palla e riportare il pallone ai propri compagni; quando si “riconsegna” la palla alla propria fila il giocatore successivo parte ed effettua lo stesso compito. Malgrado l’esercizio sia a carattere globale (quindi la palla può essere condotta senza vincoli analitici), per ottimizzarne la difficoltà e stimolare la guida a “testa alta” è opportuno attribuire dei punteggi di penalità a chi:

    • Esce dalle righe del campo (o della palestra) perché non conduce la palla vicino al corpo.
    • Si scontra con i compagni perché si concentra esclusivamente sulla palla.
    • Tocca i cinesini (o entra nel cerchio) perché si concentra esclusivamente sulla palla e/o non la tiene vicino al corpo.

    Varianti: conduzione oraria/antioraria della palla o inserimento di piccoli minicircuiti all’interno (slalom, giri di coni, tratti sotto ostacoli) come in figura sotto per incrementare il carico tecnico ed attentivo del mezzo, rimanendo in regime globale. Anche in questi casi è da predisporre l’utilizzo delle penalità per incentivare i meccanismi attentivi dei giocatori.

    È importante considerare che l’attribuzione delle “penalità” non deve essere un meccanismo punitivo; infatti l’allenatore/istruttore dovrebbe essere in grado di stimolare i giocatori gratificando le azioni in cui manifesta attenzione e cura dei particolari, minimizzando quelle in cui invece sbaglia per immaturità tecnica nel condurre la palla. Una regola successiva potrebbe essere quella di togliere una penalità ogni volta che viene effettuato un giro “senza incorrere in penalità”.

     

    VARIANTI ANALITICHE

    Se l’esercitazione di base presentata sopra è ideale per bambini di prima elementare e nella fase autunnale per quelli di seconda, dagli 8 anni in poi è possibile proporla in maniera analitica, in modo tale che il carico tecnico diventi maggiore. La struttura di base è la stessa (prima figura), ma vengono richiesti almeno 3 compiti tecnici analitici alla volta usando le seguenti variabili:

    • Giro orario o antiorario
    • Conduzione piede destro o sinistro
    • N° di tocchi prestabilito

    Ad esempio il primo compito (5’ di esercitazione) potrebbe essere: percorrere la circonferenza (senza scontrarsi con compagni, senza uscire dal campo, senza entrare nel cerchio) in 25 tocchi, con piede sinistro in verso antiorario. Ovviamente il N° di tocchi contribuirà ad allenare la differenziazione tecnica (“più tocchi devo fare e più piano devo toccare il pallone per condurlo”), mentre il verso e il piede utilizzato a indicare “la parte del piede da usare”; nel caso sopra citato sarebbe da utilizzare l’esterno sinistro. Variando i compiti tecnici dell’esercitazione l’allenatore è in grado di stimolare la differenziazione di tutte le parti del piede. Un’ulteriore variante più impegnativa potrebbe essere quella di alternare 2 tocchi con un piede e 2 con l’altro.

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    ULTERIORI VARIANTI

    L’ultimo step, per difficoltà, potrebbe essere quello di incrementare il carico tecnico relativo alla trasmissione della palla ai compagni della fila; infatti, fino ad ora non era stato preso in considerazione perché ci si focalizzava sulla conduzione. Quindi è possibile aggiungere altri compiti (oltre a quelli sopra, che permangono) in relazione alla trasmissione della palla (tra i 2 coni) al primo compagno della fila una volta finito il giro del cerchio. Tra queste possiamo ricordare:

    • Numero di passaggi obbligatorio (3-5-7) prima di iniziare il giro.
    • Passaggi ad 1 o 2 tocchi.
    • Passaggi a 2 tocchi usando solo un piede, oppure stoppandola con un piede e passarla con l’altro.
    • Incrementare la distanza del passaggio (in questo caso sono da usare 4 coni per fila) sempre senza abbattere i coni che servono da riferimenti.
    • Fermarsi alla fila successiva (senza compiere il giro per intero).

    Ovviamente non sarà possibile lavorare in maniera particolarmente analitica sul passaggio, ma sarà importante che l’allenatore stimoli lo stop orientato “almeno sull’ultimo tocco” di chi riceve la palla per partire in conduzione.

     

    CONCLUSIONI

    Come visto nel secondo post sulle fasi sensibili della tecnica calcistica, ogni esercitazione ha la potenzialità di lavorare sulle 3 componenti principali della tecnica (Tiro, Conduzione, Passaggio). Nella scheda sopra sono indicati i carichi tecnici di questa esercitazione; la conduzione è molto sviluppata, in particolar modo la differenziazione del tocco, la lateralità e la ritmica dei movimenti, mentre sono trascurati altri aspetti come i cambi di direzione e del dominio della palla sotto il corpo. Il passaggio invece è stimolato solo nell’ultima variante in maniera globale (trascurando quindi il concetto di apro/chiudo, smarcamento,ecc.) allenando la sensopercettività del tocco e la precisione del passaggio corto. Come detto sopra, la prima variante analitica è possibile introdurla dall’ottavo anno di età, mentre quella relativa la passaggio dal I-II° anno Pulcini. Dal III° anno Pulcini questo mezzo diventa meno allenante, ma può comunque essere utilizzato nella fase di riscaldamento/attivazione o come esercitazione per la resistenza ottimizzando N° giocatori e diametro del cerchio alla condizione atletica dei giocatori.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola calcio Audax Poviglio (melsh76@libero.it)

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