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  1. Alleniamo la rapidità (e non solo) con la palla

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    La suddivisione dei mezzi allenanti in analitici/globali/cognitivi per lo sviluppo della rapidità ci ha permesso di fare chiarezza di quali possono avere un maggiore grado di “generalità” (e quindi sviluppare il potenziale neuromuscolare del calciatore) e quali di “specificità” (cioè permettono di applicare il potenziale in contesti di gioco). La trattazione teorica sull’argomento la potete trovare nei 3 post e nei 2 video dedicati all’argomento. I mezzi che utilizzano la palla (e quindi dotati di maggior grado di specificità) gli abbiamo inseriti nella terza classe di esercitazioni, cioè quelli per la RAPIDITA’ COGNITIVA. Tra questi, abbiamo gia analizzato

    Entrambe questi mezzi utilizzavano una parte finale di 1c1 per contestualizzare lo stimolo allenante al gioco. Oggi invece andremo ad analizzare un’altra struttura esercitativa che reputo estremamente utile e motivante (per i calciatori) a questo scopo.

     

    ESERCITAZIONE DI BASE

    Com’è possibile vedere nella figura sopra, il compito tecnico/motorio (vedi giocatore rosso) è quello di partire da un estremo del rombo di coni (con il pallone posizionato in un cerchio) ed arrivare all’estremo opposto (fermando il pallone nel cerchio frontale) passando per la destra della struttura. Analogamente alla variante dell’esercizio della settimana scorsa, la regola è che il pallone (all’altezza dei coni) fa il tragitto corto e il giocatore quello lungo; nella figura sopra sono rappresentati:

    • Con le righe rosse a zig-zag i tratti in cui il giocatore conduce la palla.
    • Con le righe nere i tratti di corsa senza palla
    • Con le righe rosse rettilinee le traiettorie della palla.

    L’esercitazione è un mix di tecnica veloce (condurre e colpire con veloce precisione la palla) e di rapidità in cui quest’ultima riceve lo stimolo principale! Com’è possibile vedere dalle righe nere, il giocatore effettua 2 cambi di direzione senza palla verso sinistra e 1 verso destra, 1 arresto con palla nel cerchio, 3 tocchi di palla e 2-3 brevissimi tratti di conduzione.

    Com’è possibile vedere dalla figura sopra, per stimolare adeguatamente i giocatori può essere effettuato sottoforma di gara con i 2 giocatori (rosso e blu) che partono in contrapposizione. Dopo un po’ di pratica, i più abili riusciranno ad effettuare (vedi sotto) il percorso con 2 soli tocchi di palla rendendo particolarmente intensi ed allenanti i cambi di direzione.

    VARIANTI

    La prima da considerare è quella di effettuare un numero analogo di percorsi sulla destra e sulla sinistra del quadrato di riferimenti. L’intensità dello stimolo allenante (dal punto di vista neuromuscolare) viene modulato tramite le dimensioni del rombo/quadrato; 12m di lato è la lunghezza di base. In base all’importanza (e al momento della stagione) che si vuole dare all’esercitazione è possibile anche portare a 15 o più metri, la lunghezza dei lati; per i campi sintetici è consigliabile accorciare di qualche metro le distanze di riferimento. In conclusione, il numero di ripetizioni e le distanze di riferimento permetteranno di modulare lo stimolo allenante.

    movimento specifico funzionale

    VARIANTI DI NATURA TECNICA

    Questa struttura esercitativa può essere sfruttata anche per allenare parzialmente la tecnica calcistica, in particolar modo la differenziazione del tocco di palla. Proponendo lo stesso compito (magari non sottoforma di gara) con adeguate varianti è possibile stimolare quest’aspetto della motricità. Sotto riporto alcuni esempi:

    • Obbligare a 3-4 tocchi di conduzione ogni volta che si “incontra” la palla: permette di migliorare la sensopercettività e la ritmicità del tocco.
    • Obbligare il giocatore ad utilizzare un solo piede.
    • Mettere degli ostacoli di riferimento sotto i quali è obbligatorio far passare la palla.
    • Effettuare il giro completo del quadrato per tornare alla situazione di partenza.
    • Diminuire a 8-10 metri la lunghezza dei lati.

    Nella figura sotto sono presente congiuntamente alcune di queste varianti.

    CONCLUSIONI

    Abbiamo visto come questa esercitazione sia in grado di stimolare la rapidità neuromuscolare con l’utilizzo della palla in maniera specifica; infatti, è da ricordare che la maggior parte delle esercitazioni a secco per la rapidità prevedono il termine dell’esercitazione una riga di riferimento (alla quale arrivare al massimo della velocità) o una frenata completa. Quanto invece è stato evidenziato dagli studi sulla potenza metabolica, è che in partita le frenate sono di intensità particolarmente eterogenea (contrariamente alle accelerazioni che dipendono dalla velocità del momento), per questo motivo

    l’allenamento specifico di questa qualità deve avere una contestualizzazione di natura dinamica e tecnica come nel mezzo proposto!

    Molti allenatori/preparatori riportano di non gradire le esercitazioni di rapidità con palla; infatti, la maggior parte di queste sono proposte con la parte conclusiva di tiro in porta. Il difetto di fondo sta nel fatto che se ad un giocatore viene proposta un’esercitazione con un tiro in porta (anche se con componenti di rapidità), questo focalizzerà spontaneamente la sua attenzione sul gesto del calciare la palla trascurando l’intensità della parte a secco. In quest’esercitazione invece non essendoci tiri in porta ma scopo di “meta nel cerchio”, il calciatore sarà stimolato prevalentemente dalla “velocità della palla” alla quale si dovrà adeguare ottenendo il 100% dell’impegno. L’utilità di questo mezzo è data anche dall’accoppiamento con la variante di natura tecnica; proponendo per prima quella tecnica e per seconda quella di rapidità offre un’idea interessante per un accoppiamento di esercitazione “riscaldamento + rapidità” nell’ultima seduta della settimana.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese ([email protected])

  2. Sensibilità percettiva del piede e cambi di direzione

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    In precedenti post abbiamo analizzato la didattica analitica e globale dei cambi di direzione, in particolar modo dei cambi di senso (cioè “cambi di direzione di 180°”). Oggi approfondiremo un altro mezzo (cambi di direzione di 270°), il cui fine non sarà tanto quello di apprendere questo specifico movimento, ma quello di migliorare la sensopercettività dell’interno e dell’esterno del piede dominante e del controlaterale.

    STRUTTURA DI BASE

    Molto semplice: come nella figura sotto si utilizza una struttura triangolare delimitata da 2 coni e una porta di cinesini. La distanza tra i vertici è di circa 5-7m; distanze maggiori potranno essere utilizzate per categorie di età maggiori con ulteriore richiesta di velocità esecutiva. Sempre per i giocatori più tecnici deve essere richiesto un numero di tocchi definito per effettuare i tratti rettilinei e le curve. Verranno utilizzati 3 giocatori per struttura.

    VARIANTI

    Oltre a quelle elencate sopra (distanze e N° di tocchi) le varianti strutturali di base, sono quelle che permettono di fare i cambi di direzione di 270° nei vari modi, cioè la direzione di corsa iniziale (cono destro o sinistro), il piede utilizzato e il senso del giro (orario/antiorario). Nella figura sopra è presentata la seguente richiesta:

    direzione iniziale sinistra, piede sinistro, giro antiorario: utilizzo esterno del piede sinistro

    In questo caso si allenerà la propriocettività della parte esterna del piede sinistro. Sotto è presentata un’altra variante:

    direzione iniziale destra, piede destro, giro orario: utilizzo esterno del piede destro

    Al fine di stimolare tutte e 4 le parti del piede interessate (piede destro/sinistro, interno/esterno) le varianti principali saranno 4:

    • Direzione iniziale sinistra, piede sinistro, giro antiorario: utilizzo esterno del piede sinistro
    • Direzione iniziale sinistra, piede destro, giro antiorario: utilizzo interno del piede destro
    • Direzione iniziale destra, piede destro, giro orario: utilizzo esterno del piede destro
    • Direzione iniziale destra, piede sinistro, giro orario: utilizzo interno del piede sinistro

    Può sembrare un’esercitazione banale, ma in questo modo sarà allenata la propiocettività di tutte le parti del piede responsabili dei cambi di direzione; in particolar modo per i calciatori più giovani (come della categoria Pulcini) l’utilizzo del piede debole sarà particolarmente impegnativo e di conseguenza molto stimolante.

     

    ALTRE VARIANTI

    Come più volte ripetuto, le esercitazioni con finalità tecniche, utilizzate nei settori giovanili, possono essere sfruttate anche come forme di riscaldamento nei settori dilettantistici, a patto che venga rispettata una progressività in termini di difficoltà ed intensità!

    Una delle varianti che stimola particolarmente l’intensità dell’esercizio è quella della figura sopra. Alla massima velocità esecutiva, il giocatore guida la palla in direzione destra (linea rossa a zig-zag); all’altezza del cono la palla segue una traiettoria interna (linea rossa diritta) e il giocatore, una traiettoria esterna (riga nera); di seguito (sempre con la massima velocità esecutiva), si effettua la stessa cosa sul cono di sinistra e si trasmette successivamente la palla al compagno. Stessa variante può essere fatta sul lato sinistro del triangolo. Per facilitare la comprensione dei gesti, si può anche specificare il compito motorio nel seguente modo: mi dirigo verso il cono di sinistra e successivamente quello di destra; la palla esegue la “strada più corta” e il giocatore la “strada più lunga”. Com’è facile notare, non sono specificati numero di tocchi e piede di utilizzo, proprio per lasciare al giocatore la possibilità di esprimere la massima velocità esecutiva (cioè quello che viene ricercato nella parte finale del riscaldamento).

    Ulteriore variante che per intensità-difficoltà può essere utilizzata per giocatori con una certa esperienza, è quella di effettuare il compito motorio di sopra con una finta. Ad esempio: mi dirigo verso il cono di sinistra effettuo una finta “forbice sinistro-esterno destro”; la palla esegue la “strada più corta” e il giocatore la “strada più lunga. Immediatamente dopo mi dirigo verso il cono di destre ed eseguo lo stesso compito. In questo caso le varianti sono molteplici e non solo riferite alla direzione iniziale (destra/sinistra), ma anche alla tipologia di finta.

     

    CONCLUSIONI

    Quella rappresentata sopra rappresenta una struttura esercitativa particolarmente interessante che nelle varie forme può essere utilizzata in tutte le fasce d’età per migliorare la sensopercettività delle parti interna/esterna del piede. Nella categoria Pulcini può essere introdotta nelle varianti più semplici, per poi contribuire nella didattica delle finte (Pulcini-Esordienti) tramite le varianti più impegnative ed essere utilizzata nei dilettanti come forma di riscaldamento.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese ([email protected])

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