Tag Archive: scouting

  1. Le difficoltà dei club legate al Covid 19.

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    In Francia, la Ligue 1 per la stagione 2019/2020 non ripartirà. E in Italia?

    Che ne sarà delle competizioni, tra campionati e Coppe? Quali conseguenze sta avendo e potrebbe avere, per il futuro, l’emergenza Coronavirus nel  mondo del calcio?

    Ci saranno ancora i tanto contestati ingaggi e stipendi principeschi per i calciatori – almeno per alcuni di loro – oppure tutto potrebbe essere ridimensionato?

    E quale destino si prospetta per tutte quelle realtà lavorative che gravitano attorno, basti pensare ai dipendenti e collaboratori delle società sportive, dagli impiegati ai magazzinieri, per non parlare delle emittenti tv?

    Abbiamo cercato di capire questo e molto altro insieme con Claudio Damiani, Football Scout Analyst per il Chelsea in Italia, che abbiamo intervistato, in esclusiva, in conference-call.

    Segui l’intervista cliccando qui.

  2. Scouting: come e quando archiviare le partite

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    di Mauro Mirko Masoni

    Area Scouting U.S. Cremonese (fonte: mirkomasoni.com)

    Non ha senso guardare un numero spropositato di partite se non si possiede un metodo consolidato di archiviare le informazioni. Osservando almeno un paio di partite al giorno, (Art. Almeno due partite al giorno leggi qui) il cervello deve elaborare una serie di informazioni che sarà portato nel tempo a dimenticare.

    Tra la prima partita di lunedì e la seconda partita di venerdì c’è un intervallo di otto partite e, per quanto si possa avere una memoria di ferro, per ogni match che si osserva si cercano di cogliere le caratteristiche di 22 giocatori, per cui ne deriva l’urgenza di scrivere qualcosa al novantesimo dopo ogni partita.

    Dopo molti anni che utilizzo questo metodo, credo di poter dire che lo scrivere i miei appunti a partita terminata possa rivelarsi davvero il segreto. Ovviamente, il dato di fatto è la conoscenza dei propri limiti ed io, il massimo delle partite che riesco a seguire senza scrivere relazioni è due. L’eccezione che mi consente di derogare al metodo, è quando devo seguire nella stessa giornata più volte una squadra che gioca con la stessa formazione la partita successiva o che, varia al massimo uno o due uomini (e allora vado a scrivermi due righe sul o sui giocatori che non giocheranno, in modo che il tempo non ne cancelli il ricordo).

    Ci possono essere vari report che possono essere scritti e possono essere varie le richieste del responsabile dell’area tecnica o del direttore sportivo: nelle fasi cruciali del mercato si possono creare situazioni che possono rappresentare un’opportunità per la società, come la possibilità di uno scambio di giocatori, oppure il poter acquistare un giocatore a cui si avvicina la scadenza del contratto che viene offerto dal procuratore: in questo caso il calciatore va relazionato immediatamente e va scritto un report sulle caratteristiche fisiche e tecniche possibilmente che risponda a criteri di oggettività, con un giudizio finale che deve sintetizzare, ma soprattutto, deve evidenziare la soggettività dell’osservatore che deve dare il proprio giudizio. A costo di sbagliare, bisogna esprimere un parere.

    La stessa modalità nello scrivere relazioni deve avvenire quando l’osservatore ha visto un giocatore che lo ha colpito e vuole segnalarlo al responsabile dell’area tecnica: alla parte descrittiva delle caratteristiche fisiche e tecniche con criteri oggettivi, segue il giudizio dove si evidenziano le qualità che hanno convinto lo scout a scrivere una relazione “spontanea”, cioè non richiesta, ma che deriva da un’iniziativa personale – lo scout oltre al lavoro che gli viene assegnato, deve cercare di vedere altre partite di altri campionati per evitare il rischio di appiattirsi. In questo modo può “notare” altri giocatori e se ci crede davvero, segnalarli.

    Potrebbe anche bastare una telefonata per tessere le lodi di un giocatore, se il rapporto con il direttore sportivo o il responsabile scouting è diretto, ma bisogna sempre scrivere e mandare una mail perchè il dirigente potrebbe essere impegnato o potrebbe dimenticare il suggerimento, unicamente perché in quel momento ha altre priorità o urgenze da gestire.

    Oltre al report sul singolo calciatore è pratica solita nelle squadre di calcio più blasonate l’assegnazione di campionati allo scout che poi deve inoltrare i risultati del suo lavoro. C’è da guardare da un minimo di 10-12 squadre (come per la Super League Svizzera o la Bundesliga Austriaca) a 20-22 come alcune serie B Europee o addirittura, 30 compagini come è accaduto qualche anno fa per il Campionato Argentino.

    Ecco perché è fondamentale scrivere le proprie sensazioni subito dopo la visione di ogni match, come è determinante scrivere le formazioni prima della visione di una qualsiasi gara, corredate da moduli di gioco di entrambi i team fornite dal provider delle immagini: la prima cosa che faccio è vedere la fedeltà del modulo rispetto alle informazioni assunte, per poi cominciare a memorizzare i numeri di maglia.

    Dato il metodo generico, l’interpretazione diventa personale: io ho una memoria fotografica che abbisogna della scrittura su carta per svilupparsi al meglio. Le varianti sono ben accette purchè arrivino al risultato finale.

  3. ‘Formazione tecnica, padronanza della tecnologia e professionalizzazione’: la ricetta del buon osservatore del super esperto Luis Lainz

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    Ai tifosi italiani Lluis Lainz non dice molto, ma in Spagna, ed in particolare a Barcellona, è una specie di istituzione: ha fondato il primo ufficio scouting di un club professionistico, anni fa nel club azulgrana ed ora è docente nella Escuela Nacional de Entrenadores de la RFEF.
    In un interessante intervista al portale iberico zoomnews.es, Lainz racconta i passi per diventare un talent scout di successo nella quotatissima Spagna Campione del Mondo:

    1) Solida formazione tecnica: “Bisogna prepararsi bene come allenatore calcistico, bastano tre anni per diventare tecnico nazionale (se prima si è istruttore base e tecnico regionale, ndr) e si puo’ ottenere l’attestato tramite la Federazione o attraverso le scuole. Entrambe le vie sono valide, ma esser un allenatore non significa esser pronto per lo scouting”

    2) Padronanza delle nuove tecnologie: “Bisogna esser preparati tecnologicamente, con un pc fornito di DVD, una videocamera e un editor video si possono fare lavori di scoutung interessanti. Non sempre è necessario per un club spendere moltissimo: una societa professionistica puo’ mettere su uno staff con 4 tecnici, 4 videocamere e 4 pc. Niente di proibitivo”

    3) Professionalizzazione: “Questo aspetto ha aperto molte possibilità nel mondo del calcio, c’è chi si dedica ai portieri, alla psicologia dei giocatori, alla preparazione fisica”

    Una volta acquisite le giuste competenze resta il problema di trovare impiego, secondo l’esperto Lainz “anche nelle serie minori ci sono persone che si occupano di scouting, ad esempio il Barcellona B ha due scout e un altro lavora per le giovanili e studiano in maniera minuziosa la Segunda e la División de Honor.

    Nato negli Stati Uniti per il Football e il Baseball lo scouting in Europa si è diffuso a partire dal 1996, secondo Lluis Lainz i guadagni sono importanti a certi livelli: “Un buon osservatore in Spagna puo’ guadagnare 300 mila euro all’anno.

    Fonte: footballscout24.it

  4. Caratteristiche e doti di un osservatore – analista tattico

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    Si comprende bene che per essere un buon tattico, in grado di saper rendere l’idea dell’andamento di una gara di calcio, occorre avere un certo grado di preparazione, esperienza e capacità interpretative.

    Ricordiamoci che per essere un buon analista non è sufficiente guardare ma è fondamentale osservare, far propri dei dati, analizzarli, per poi creare un output utile alla causa da trasmettere all’allenatore e ai giocatori.
    Non sottovalutiamo inoltre l’utilizzo dei media, della tecnologia, che permettono di consultare banche dati, procacciare informazioni, reperire notizie e presentarsi alla gara da visionare già preparati su più di qualche elemento utile per l’imminente lavoro da intraprendere.

    Oltre alla capacità di reperire informazioni, stiliamo un elenco di caratteristiche e doti che un collaboratore tecnico che si dedica all’analisi, deve possedere:

    • La conoscenza del gioco del calcio. E’ la base da cui si deve partire. Occorre saper distinguere un sistema di gioco da un altro e soprattutto conoscerne le caratteristiche positive e negative dell’uno contrapposto all’altro.
    • L’intelligenza e l’elasticità mentale. Essenziali per l’analisi qualitativa, ovvero il comprendere il rapporto causa-effetto degli eventi che si succedono durante una gara.
    • L’intuizione: osservando si va oltre a ciò che si vede. Vi possono essere situazioni difficili da leggere che devono essere per forza interpretate.
    • Capacità di autocritica. A volte è strettamente necessario non inorgoglirsi su dei propri concetti delineati ma avere la capacità di rivederli per non mutare gli aspetti reali.
    • Capacità di proiezione. Immaginare i comportamenti della squadra osservata e le caratteristiche dei suoi giocatori contrapposta alla nostra.
    • Il vissuto. E’ una caratteristica che accomuna la maggior parte degli addetti ai lavori che ricopre questo ruolo. Il vissuto va inteso come qualità dell’esperienza e non come età anagrafica, ben inteso.
    • Capacità mnemonica. La memoria è un elemento imprescindibile, permette di ricordare e fissare i dati selezionati, e gli aspetti della gara non previsti e quindi… …inaspettati e potenzialmente sfuggevoli.
    • L’imparzialità di giudizio. E’ importante in quanto, in ambito di analisi di atleti o squadre, si rischia di creare degli alibi negativi per i giocatori stessi o per eventuali scelte tattiche o strategiche future:
      “qualunque cosa fatta da quel giocatore è corretta!”
      “Qualunque cosa fatta da quel giocatore è sbagliata!” (stigmatizzazione).
    • La lucidità: come in tutti i lavori, anche in questo è necessario essere al 100% delle proprie facoltà psico-fisiche in quanto l’osservazione della performance può essere seriamente compromessa da:
      • memoria sovraccarica;
      • influenze esterne;
      • effetto “abbaglio”;
      • superficialità;
      • “chiavi” di lettura scelte in modo sbagliato.

     

    Tratto dal libro: “Studiare gli avversari… e se stessi – Migliorare la prestazione con la Match Analysis”

    Autore: Claudio Damiani; Editore: www.allenatore.net (2014)

  5. Come effettuare il monitoraggio di un campionato

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    Molto spesso si pensa che l’attività dello scout sia solo sui campi, in realtà molto oggi nasce con la ricerca e la raccolta dei dati.

    Una di queste attività è sicuramente il “monitoraggio”; in realtà questa attività non ha un nome univoco: qualcuno potrebbe chiamarla come “monitoraggio”, altri potrebbero definirla “scrematura” altri ancora possono definirlo “scrub” oppure solo e semplicemente ricerca. Personalmente credo che i nomi che maggiormente la contraddistinguono siano proprio monitoraggio e scrematura (con differenti nomi a seconda delle differenti attività che si svolgono).

    Come nasce un monitoraggio? Un monitoraggio nasce fondamentalmente da una richiesta, da una necessità, da una domanda che necessità una risposta che si può ottenere solo raccogliendo, ed elaborando, informazioni. Una domanda che potrebbe necessitare un monitoraggio potrebbe essere la seguente:

    “Vorrei conoscere quali siano i giocatori eleggibili per la nazionale del Guyana che abbiano più di 18 anni; questi giocatori devono militare in un campionato europeo e possono appartenere sia alla categoria pro che semi-pro oltre che amatoriali”.

    Da questa necessità può nascere quindi un attività di monitoraggio: provando a scomporre la richiesta in piccole parti si riesce a comprendere come impostare un monitoraggio fatto in maniera professionale.

    Scomponendo la richiesta indicata sopra otteniamo quanto segue:

    • Eleggibili per la nazionale del Guyana: saranno giocatori di nazionalità guyanense (prima o seconda)
    • Più di 18 anni: cerchiamo solo nelle prime squadre
    • militare in un campionato europeo: ricerchiamo nei campionati della UEFA
    • possono appartenere sia ai pro che semi-pro che amatoriali: andiamo a scansionare tutti i campionati disponibili

    Questo tipo di richiesta, come potete immaginare, è molto generica: il suo essere generico la rende da un lato “impossibile” da soddisfare (sono almeno 50 le nazioni UEFA, moltiplicate da un 3 alle 6 leghe monitorabili per stato), quindi un modo per renderla soddisfabile potrebbe essere renderla maggiormente più specifica.

    Un esempio potrebbe essere: è necessario monitorare tutti i campionati europei? Probabilmente un giocatore guyanense (che parlerà probabilmente inglese od olandese) giocherà in un campionato dove si parlerà quella lingua: escludendo la possibilità di trovare un giocatore guyanense nelle leghe maggiori, considerando le leghe minori probabilmente un giocatore sarà arrivato nella città in cui gioco per altre ragioni (lavoro extra-calcistico) trovando poi nel calcio una seconda possibilità di introito.

    Abbassando il livello della richiesta è poi possibile riuscire a concludere il nostro monitoraggio e provare, a questo punto, a filtrare una lista di giocatori a nostra disposizione.

    A cura di Paolo Riva, collabora come scout in Serie D per società di primo livello come Piacenza Calcio, partecipa come contributore per diverse testate sportive online quali footballscouting.it e mistermanager.it. E’ inoltre Co-Founder di Sports Open Data, organizzazione no-profit per la raccolta e l’elaborazione di statistiche sportive.

  6. Il “Personality scouting”

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    Ai più, lo scouting è quel sistema di ricerca-analisi volto a cercare i talenti del domani per la propria squadra e, in relazione alla compagine con la quale abbiamo a che fare, si cercano anche giocatori in grado di contribuire da subito al raggiungimento degli obiettivi societari. Di cosa si avvale un sistema scouting d qualità e. soprattutto, che evoluzioni ha subito?

    Senza tornare troppo indietro nel tempo, negli ultimi anni la ricerca dei giocatori è cambiata, ed anche profondamente. Non si è più di fronte ad osservatori che visionano le gesta sul campo di un giocatore. Non bastano più 3 gol in una partita per essere selezionato, per intenderci. Un osservatore non deve più tener conto delle capacità tecniche di un ragazzo ma anche di ciò che combina fuori dal campo. Il motivo? Semplicemente intuibile. Sono tantissimi i casi di talenti pagati milioni di euro e che, nonostante ottime capacità tecniche, rovinano tutto con atteggiamenti poco professionali fuori dal rettangolo verde (che spesso finiscono poi per influenzare le prestazioni di gioco ed il rapporto con tifosi e società). Ecco che una corretta ricerca del talento deve prevedere una corretta analisi di tante componenti, all’apparenza banali, ma necessarie ai fini di una approfondita conoscenza del giocatore oggetto del desiderio.

    Vi proponiamo un caso palese: nel maggio 2011 il Manchester City mandò osservatori in Italia a visionare l’allora tesserato dell’Udinese Alexis Sanchez, che sicuramente non necessita di ulteriori presentazioni. Un dossier di 56 pagine sul cileno, contenente informazioni quali tempo libero passato a suonare il pianoforte, partite di tennis con amici, un’analisi che assomigliava più ad un tentativo di spionaggio, che seguiva questo modello di seguito riportato dal sito www.fourfourtwo.com:

    Obiettivo: Alexis Sanchez

    15:00 – Ultimo ad uscire dal campo di allenamento, il soggetto sale a bordo di una macchina sportiva (Audi R8 bianca), scherza con i membri dello staff e sembra molto sereno.

    15:20 – Dopo essere rincasato da pochi minuti, il soggetto appare con due cani (entrambi Labrador, uno giallo ed uno bianco) e va a fare jogging per la città. Ancora vestito in tenuta da allenamento

    16:30 – Gioca a tennis con un amico. Vince le partite con qualità, se rilassato (il servizio necessita allenamento)

    Tutto questo fino a quando Sanchez non va a dormire, e questo tipo report è stato stilato diverse volte. A cosa può servire sapere che il servizio a tennis necessita di pratica?

    Dossier Approfondito

    alexis-sanchez-dan-valentina_20150310_130300Se quanto riportato sopra suona come spionaggio – il tipo di indiscreta sorveglianza portata avanti da un investigatore privato o tabloid di far sbarcare nelle proprie squadre un calciatore viziato ed agiato – non fatevi ingannare. Non è così. Queste note sono alquanto romanzate (anche se, a dir la verità, solo un po’) e presse dal rapporto dello scout a quei tempi del Manchester City, ora al Liverpool, Barry Hunter, durante della sua missione in Italia, quanto i Citizens trattarono l’acquisto di Alexis Sanchez, calciatore a quei tempi in forza all’Udinese.

    L’originale investigazione (che davvero conteneva informazioni riguardanti le partite a tennis e il tempo libero passato a suonare il pianoforte) formò parte dell’esauriente dossier di 56 pagine sul giocatore cileno, condotto con il permesso del club e, in misura minore rispetto a quanto poi realmente portato in Inghilterra, del giocatore. Ma, come voi sicuramente saprete, questo spionaggio risultò alla fine inutile, con il giocatore che firmò per il Barcellona (prima del trasferimento all’Arsenal nel 2014). Tuttavia, sebbene in questo caso l’operazione si sia conclusa con un insuccesso, questo è solo un esempio per testimoniare come la strategia dei club per visionare e portarsi a casa i propri obiettivi sia cambiata.

    Al giorno d’oggi, l’abilità sul campo è solo un pizzo di un ampissimo puzzle con sempre nuovi aggiornamenti. Con le società che continuamente sperperano somme di denaro talmente ingenti da poter sostenere l’economia di una piccola nazione, le caratteristiche fuori dal campo del giocatore stanno diventando sempre più importanti ai fini della conoscenza approfondita dello stesso, con qualsiasi debolezza caratteriale/psicologica o presunta tale che viene analizzata di continuo. Osservare un giocatore in una partita in trasferta e consegnare il report al manager è un punto, ma cosa si sa, o cosa si può sapere circa una temperata notte estiva nell’Algarve (Portogallo)? E che tipo è il suo agente? Siamo sicuri che la sua fidanzata, modella, non sarà troppo una distrazione durante la stagione?

    Benvenuti nell’età del “personality-scouting”. I calciatori con segreti da nascondere avranno bisogno di non metterli in pratica.

    Scritto da Francesco Fedele

    Fonte: footballscout24

  7. Scouting: utilizzare un linguaggio comune per identificare i calciatori

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    Progetto di linguaggio comune: un modello metodologico per la ricerca veloce del ‘calciatore obiettivo’ su piattaforma informatica – tesi finale del corso 2013/2014 per l’abilitazione a Direttore sportivo

    Autore: Marco Zunino, Coordinatore dello Scouting S.S.C. Napoli

    “Una tesi semplicemente unica! Molto buono il modo di presentare il modello metodologico, chiaro ed esaustivo in ogni suo punto. Da prendere in seria considerazione per chi vuole fare questo mestiere con professionalità ad alti livelli. Ottimo.
    Da una tesi cosi specifica, dettagliata e chiaramente spiegata c’è solo da imparare. Complimenti a Marco Zunino, uno dei massimi esponenti dello Scouting e ottimo metodo di ricerca del “calciatore obiettivo”. Un’importante guida per chi sogna di diventare un osservatore professionista”.
    Andrea La Spisa

    “La valutazione e la selezione dei giocatori è spesso un problema, soprattutto se i criteri di selezione non sono stati chiaramente definiti”. Metodi&Sistemi di scouting specifici coadiuvati da osservatori “specializzati” capaci di utilizzare queste nuove metodiche saranno fondamentali per il calcio sostenibile del futuro.
    Con questa tesi illuminante Marco Zunino ci indica la strada da seguire…..complimenti!
    Strada che sto percorrendo anch’ io…..”
    Gianni Rovereti

    “Credo sia la prima volta che l’argomento scouting venga affrontato in modo così approfondito. Il prof. Zunino è riuscito a colmare una lacuna e nel frattempo con questo scritto offre l’occasione di seguire una strada affinché la ricerca dei calciatori possa venire effettuata con metodo e precisione. Codificare, al di là di ogni possibile soggettiva valutazione, comparare ed infine selezionare secondo le proprie esigenze: questo in sintesi il lavoro di scouting. Ma prima di ogni singola procedura la necessità di comunicare senza fraintendimenti, quindi l’esigenza di creare un linguaggio comune che diventa la base da cui partire per abbattere l’improvvisazione. Mi auguro che questa tesi faccia da traino, affinché lo scouting possa venire considerato essenziale e non opzionale, all’interno di ogni struttura calcistica.
    Complimenti al prof.Marco Zunino”.
    Alberto Panigatti

    Scarica il documento “[download id=”33456″]”

    Fonte: Settore Tecnico – F.I.G.C.

    A cura di Claudio Damiani, Coach Uefa B, Match & Video analyst, collaboratore tecnico S.S.C. Napoli

     

  8. Video Analysis. Milan – Chievo: i rossoneri confermano la momentanea ripresa

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    Tanto ha fatto il Milan per guadagnare i tre punti; molto meno il Chievo (a tratti intimidito dal divario tecnico palese tra alcuni singoli).

    Di questa gara possiamo sottolineare il giusto e forse ritrovato assetto del Milan con un 1-4-2-3-1 con reparti stretti e corti in fase di non possesso, difensori esterni con una discreta propensione offensiva e un gioco d’interscambio tra Kakà e Balotelli che ha dato pochi punti di riferimento ai difensori veneti.

    I due mediani de Jong e Muntari (sostituito poi da Essien), hanno garantito una sufficiente costruzione del gioco e una più che discreta attività in fase di rottura.

    [vimeo]https://vimeo.com/90526638[/vimeo]

    Lo spiccato utilizzo della sovrapposizione finalizzata alla conquista del fondo del campo, ha inoltre dato il “la” alla realizzazione dei primi due gol del Milan. Da rilevare la buona prestazione di Taarabt che conferma quanto di buono fatto nella gara di Firenze partendo largo a sinistra per eseguire con e senza palla una costante ed efficace conversione verso la porta avversaria.

    Andando a verificare alcuni dati statistici possiamo evidenziare, attraverso il numero dei passaggi effettuati, la non eclatante supremazia nel possesso palla della squadra di casa (56%): 505 passaggi Milan contro i 393 dei Clivensi; completati? Rispettivamente 82% e 78%.

    La miglior qualità dei cross effettuati dal Milan ha portato al gol di Balotelli e al secondo di Kakà; ad ogni modo il computo dei cross è pari a 18 Milan (3 andati a buon fine), contro i 19 degli ospiti (2).

    Tiri: in porta, 5 a 1 per il Milan; fuori 5 a 6.

    Milan-Chievo 3-0
    Milan: Abbiati 6, Bonera 6,5, Zaccardo 6, Rami 6,5, Emanuelson 6, De Jong 6,5 (59′ Poli 6), Muntari 6 (43′ Essien 6), Honda 6, Kakà 7,5 (73′ Robinho 6), Taarabt 6,5, Balotelli 7. A disposizione: Gabriel, Coppola, Silvestre, Zapata, Birsa, Saponara, Pazzini. Allenatore: Seedorf 7
    Chievo: Agazzi 5,5, Sardo 5,5, Dramé 5 (67′ Cesar 6), Frey 5, Dainelli 5,5, Bernardini 5,5, Radovanovic 5, Bentivoglio 5, Hetemaj 6 (77′ Guarente sv), Obinna 5 (62′ Thereau 5), Paloschi 5,5. A disposizione: Puggioni, Squizzi, Do Santos, Canini, Kupisz, Lazarevic, Paredes, Stojan, Pellissier. Allenatore: Corini 5
    Marcatori: Balotelli, Kakà, Kakà
    Ammoniti: –

    Milan - Chievo disposizione iniziale
    La disposizione iniziale delle due squadre: il Chievo ha mantenuto l’1-5-3-2 per tutta la durata del match

    ss-logo

     

    vm-logo

     

    A cura di Claudio Damiani

  9. Match analysis: un libro per dilettanti e professionisti del calcio

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    E’ imminente l’ uscita dell’esclusivo progetto editoriale intitolato “ Studiare gli avversari… e se stessi – migliorare la prestazione con la Match Analysis” in prevendita a prezzo scontato e in vendita dal 20 marzo all’interno del portale per allenatori di calcio allenatore.net
    Analizzare la performance in partita, studiare gli avversari e la propria squadra attraverso la match analysis è oggi una competenza fondamentale sia in ambito professionistico che dilettantistico.
    Sono ormai molteplici gli strumenti ad alto contenuto tecnologico a disposizione di questo tipo di analisi, alcuni dei quali a costo limitato o addirittura gratuiti.

    Claudio Damiani già collaboratore de “Il Nuovo Calcio”, Sics e di aziende informatiche produttrici di software per allenatori, ha realizzato una guida estremamente dettagliata che evidenzia gli strumenti ed i benefici che l’utilizzo della match analysis porta nella programmazione degli allenamenti.

    Un lavoro accurato utile sia all’analista del club professionista ma anche al tecnico che opera in maniera professionale con i dilettanti o nel settore giovanile.

    Nel calcio professionistico il tecnico è sempre più spesso affiancato da figure professionali che svolgono mansioni specifiche all’interno dello staff.
    Una di queste è l’analista tattico che, attraverso la rilevazione di specifici parametri, collettivi ed individuali, elabora una serie di report che vengono forniti al tecnico per consentirgli di valutare in maniera oggettiva sia le caratteristiche dell’avversario da affrontare che la prestazione della propria squadra

    L’utilizzo della match analysis avviene però anche nel calcio dilettantistico e di settore giovanile.

    In questo ambito sono gli allenatori giovani ed emergenti che, amando lavorare sui dettagli, apprezzano e sono in grado di utilizzare nel migliore dei modi le nuove strumentazioni a supporto del tecnico.

    L’attenzione in questi casi è principalmente rivolta alla propria squadra e la match analysis aiuta l’allenatore a verificare gli aspetti che devono essere perfezionati.

    Ma qual’è la funzione complessiva della match analysis? Quali benefici possiamo avere dall’utilizzo di apparecchiature professionali per la valutazione di singoli e squadra? Quali sono i parametri da considerare con più attenzione durante l’analisi? Quali sono i software disponibili sul mercato e che caratteristiche possiedono?

    Claudio Damiani, grande esperto in materia, espone una analisi dettagliata ed approfondita della match analysis, fornendo i criteri, linee guida e modalità operative per coloro che vogliono approfondire l’argomento.

    Per usufruire di uno sconto speciale puoi prenotare il libro cliccando qui prima del 20 marzo.

  10. 1° Corso per Video Analista Tattico organizzato da SICS

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    SICS organizza il primo corso in Italia dedicato alla formazione e certificazione del Video Analista Tattico, figura professionale sempre più importante e richiesta dalle società calcistiche. Il corso prevede il superamento di un esame finale e rilascerà ai partecipanti la certificazione di Video Analista.

     

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    Durata Corso:

    32 ore articolate su 4 giornate in due settimane consecutive (lunedi-martedi 28-29 Aprile e 5-6 Maggio) con esame finale da svolgersi durante l’ultima giornata del corso per conseguire la certificazione.

    Il corso si svolgerà nel Centro Tecnico FIGC di Coverciano presso la Sala Conferenze del Museo del Calcio.

    Programma del corso:

    • Teoria Calcistica (Maurizio Viscidi, 6 ore)

    • La tecnologia al servizio della Match Analysis (Michele Crestani, 4 ore)

    • Parte pratica e operativa (Antonio Gagliardi, 14 ore)

    • Esame (8 ore)

    Prerequisiti:

    Diploma di allenatore Uefa B o superiore e conoscenza uso Computer

    Il corso è di tipo teorico/pratico; i partecipanti dovranno portare al corso un proprio PC di tipo notebook (* vedi sezione caratteristiche minime PC) dove verranno installate a cura di personale SICS le licenze dei software VideoMatch Pro e SuperSchemi 2014, necessarie all’esecuzione delle esercitazioni e dell’esame finale.

    Ai partecipanti al corso verrà fornito:

    • Licenza software VideoMatch, software professionale per la Match Analysis, valida sei mesi

    • Licenza software SuperSchemi 2014, software per la schematizzazione sia statica che animata dei movimenti dei giocatori, valida sei mesi

    • Riconoscimento di uno sconto del 50% sul prezzo di eventuale acquisto della licenza definitiva di VideoMatch Pro e/o di SuperSchemi

    • Abbonamento annuale a rivista Il Nuovo Calcio

    • Attestato di partecipazione al corso

    In collaborazione con:

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    Certificazione

    Ai partecipanti al corso che supereranno l’esame finale verrà fornito:

    • Attestato di Certificazione SICS Match Analyst Pro

    • Iscrizione all’albo degli analisti video

    • La creazione dell’albo e i nominativi degli iscritti verrà comunicata a AIAC e a tutti i club professionistici italiani.

    * Caratteristiche minime PC corsisti

    • Sistemi Operativi supportati : Windows XP, Windows vista, Windows 7, Windows 8 e 8.1. I modelli Apple tipo Mac Book Pro vanno bene solo se dotati di una partizione in cui sia installato Windows o dotati di emulatore Parallels Desktop (http://www.parallels.com)
    • Risoluzione minima del monitor/scheda video: 1024 x 768
    • Spazio minimo libero su hard disk: 10 GB
    • Memoria RAM: 4 GB
    • Scheda di rete Wireless WLAN

    Per informazioni sui costi e per il modulo di pre-iscrizione collegati al sito SICS


  11. Nuovo dominio .eu per Generazione di Talenti, il paradiso dei talent scout

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    In ottica rinnovamento e ingrandimento del portale, la redazione di Generazione di Talenti ha deciso di cambiare dominio e lo fa entrando dalla porta principale in Europa diventando raggiungibile dall’indirizzo www.generazioneditalenti.eu.

    Inutile ribadire come i contenuti e la linea editoriale rimarranno i medesimi di sempre se non più forti di prima con le notizie più importanti sul calcio giovanile ed i giovani talenti.
    Approfitto per ringraziare a nome di tutta la redazione i numerosi visitatori, amici e addetti ai lavori che sempre di più seguono con interesse il nostro progetto.

    Per visualizzarci vi preghiamo di mettere tra i preferiti il nuovo dominio .eu e di cancellare il vecchio dominio .com, grazie!

    A tutti buona continuazione di navigazione sul nuovo dominio generazioneditalenti.eu!

    Il Direttore

    Massimo Tanzillo

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  12. Un semplice modello di analisi video di una gara

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    Dopo aver pubblicato un modello di relazione scritta sulla squadra da affrontare, vogliamo continuare a dedicarci alla Match Analysis pubblicando un semplice esempio di analisi video relativo al primo tempo della finale di Tim Cup (Coppa Italia) edizione 2012/13, disputatasi tra Roma e Lazio e vinta da quest’ultima (1 a 0 il risultato).

    L’attenzione è stata focalizzata sulla performance della Lazio, attraverso l’analisi di alcune situazioni particolari della fase di possesso e di non possesso, nonchè sulle palle inattive (nella prima frazione di gara molto mal gestite).

    Il lavoro presentato costituisce un esempio di come la video analisi può lasciare meglio impresse alcune situazioni tattiche che possono essere punti deboli o forti degli avversari.

    [youtube]http://youtu.be/jMevmY3RM8Q[/youtube]

    E’ implicito pensare che una gara visionata non contribuisce pienamente a darci un panorama completo delle caratteristiche dei nostri avversari e per questo possiamo tranquillamente affermare che solo una rosa di 5/6 gare può darci un’idea della compagine, dei suoi giocatori e anche del comportamento assunto dall’allenatore.

    Il filmato presentato si riferisce al primo tempo della gara la sua durata è di circa 9′. La media è giusta in quanto il filmato da presentare alla squadra non dovrebbe mai essere di durata superiore ai 15/18′ per evitare un calo di attenzione da parte del gruppo squadra durante la riunione tecnica.

    Altro particolare da considerare: la relazione scritta molto dettagliata da presentare allo staff o da eseguire a supporto del filmato; ma sarebbe meglio dire che il filmato è un’integrazione dell’analisi scritta che va consegnata all’allenatore e con lui discussa, anche se nel video proposto sono state inserite delle didascalie a descrivere le situazioni più significative.

     

    A cura di Claudio Damiani

    Claudio Damiani

     

  13. La presentazione video della squadra da affrontare – seconda parte

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    Di Daniele Zoratto – Relatore Prof. E. Ferrari – Tesi dl Corso Master F.I.G.C. 2005/06; Fonte: Settore Tecnico

    Riprendiamo il discorso iniziato nella prima parte relativo alla redazione (raccolta dati, analisi ed elaborazione, esposizione), di un’analisi video riguardante l’avversaria da affrontare, sulla base dell’esperienza dell’ex giocatore del Parma e attuale tecnico della Nazionale U17, Daniele Zoratto.

    L’ESPERIENZA – Cosa​ il​ giocatore ​vuol ​vedere​ dal ​video ​di​ una​ squadra​ avversaria? Considerando l’esperienza fatta da giocatore e da collaboratore tecnico con diversi allenatori ritengo la preparazione video importante per:

    • ​avere un quadro completo dei concetti di gioco della squadra che si andrà ad affrontare;
    • ​valutare la condizione psico-fisica;
    • ​individuare e selezionare le azioni che tendono a ripetersi durante la gara;
    • ​il comportamento della difesa, del centrocampo e dell’attacco in fase di possesso palla o di non possesso palla;
    • ​individuare come la squadra difende e come attacca; come effettuano le situazioni di palle inattive a favore e contro; individuare i movimenti più importanti dei singoli giocatori e capirne le caratteristiche tecnico-tattiche e fisiche;

    imageQueste situazioni devono essere selezionate per poi spiegare ai giocatori le strategie da attuare in funzione delle caratteristiche individuali e di squadra per evitare il più possibile le sorprese durante la competizione. Per catalogare in maniera razionale tutte le variabili ho trovato interessante la scheda che ha preparato il Sig. A. Zaccheroni da me modificata in alcuni punti.

    Questo tipo di lavoro richiede competenza, esperienza e tempo. Un aspetto importante nella ricerca e montaggio delle immagini riguarda il rapporto strategico interpersonale che si instaura tra allenatore e collaboratore in quanto la presentazione del VIDEO deve soprattutto rispecchiare la filosofia dell’allenatore.

    Durante questo lavoro mi avvalgo di un collaboratore per poter essere più preciso nell’analisi delle immagini, avendo così la possibilità di confrontarmi ed essere aiutato nella parte tecnica del montaggio.

    Il giocatore generalmente dal video vuole vedere: qual è il sistema di gioco della squadra avversaria, ​quali​ sono le caratteristiche del giocatore che andrà ad affrontare nella sua zona, quali i movimenti che l’avversario potrebbe ripetere più spesso nel corso della partita,​capire se questi movimenti saranno fatti in combinazione con altri giocatori.

    Maggiori informazioni riceve il giocatore sugli avversari e sulle strategie adottate dalla squadra avversaria, minori saranno le sorprese che potrà avere il giocatore durante la partita. Queste considerazioni portano anche il giocatore ad avere minori ansie e più sicurezze per se stesso e per il gruppo.

    La tecnologia che oggigiorno viene utilizzata nel preparare le partite da’ ovviamente dei vantaggi sia allo Staff Tecnico che hai giocatori, e’ quindi difficile, soprattutto per squadre di alto livello, effettuare delle partite senza avere delle conoscenze approfondite sugli avversari.

    FASI DI PREPARAZIONE AL VIDEO

    Prima fase:

    Analisi dei dati. Si analizzano i dati dell’Analisi quantitativa (1.a) per passare successivamente all’Analisi qualitativa attraverso la visione di alcune partite giocate dalla squadra avversaria identificando i principi del gioco degli avversari su situazioni offensive, difensive e di palle inattive.

    Seconda fase:

    Preparazione del video. Ci si riunisce con i collaboratori cercando di focalizzare le immagini in video che corrispondono ai principi di gioco precedentemente identificati (3.1.). Il video è preparato affinché sia breve ed obbiettivo; è inoltre fondamentale che trasmetta esattamente lo stile di gioco della squadra avversaria.

    Terza fase:

    Analisi individuale. Quindi si cercano sia le informazioni individuali quantitative tecnico-tattiche (per esempio quante volte il giocatore si sovrappone sulla fascia destra, se dribbla o porta palla) che video qualitative sul singolo giocatore con le caratteristiche individuali e sui comportamenti offensivi e difensivi.

    TIPO DELLE IMMAGINI

    I giocatori​ ricevono da parte dell’ allenatore una vera lezione di tutte le caratteristiche della squadra avversaria:

    • ​di gruppo (situazioni tattiche collettive)
    • di ​tattica individuale o tecnica applicata
    • ​passaggio dall’analisi singola a quella tattica di squadra

    imageSi devono preparare informazioni ed immagini individuali da dare ad ognuno dei giocatori con le caratteristiche degli avversari che giocano vicino alla propria zona. Durante il montaggio delle azioni ritengo che si debba seguire una sequenzialità di immagini che ripetano almeno per due o tre volte la stessa finalità di azioni individuale o collettiva.​Per​esempio per quanto riguarda le azioni individuali:

    • ​tagli degli attaccanti
    • ​attacco alla profondità
    • ​inserimento “da dietro”

    Mentre per quanto riguarda le azioni collettive l’esempio potrebbe essere:

    • ripartenze
    • due contro uno in fascia
    • pressing

    Nel montaggio delle immagini si deve fare molta attenzione a quelli che in gergo tecnico vengono definiti dei “segnali”. I segnali sono delle situazioni che si ripetono e indicano una determinata azione specifica. Quando un giocatore per esempio in fase di trequarti campo “scarica palla dietro”, quindi verso la propria porta, a un giocatore che e’ andato a “sostegno” può essere il segnale per il giocatore della zona opposta di effettuare un taglio.

    A cura di Claudio Damiani

    Claudio Damiani

  14. La presentazione video della squadra da affrontare – Prima parte

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    Di Daniele Zoratto – Relatore Prof. E. Ferrari – Tesi dl Corso Master F.I.G.C. 2005/06; Fonte: Settore Tecnico

    PRESENTAZIONELa presentazione video della squadra da affrontare e’ un’analisi che generalmente viene effettuata solo in squadre di alto livello. Negli ultimi anni si ha la possibilità attraverso la televisione e soprattutto attraverso SKY di vedere e registrare le partite del Campionato e delle varie manifestazioni Internazionali.

    E’ possibile avere le registrazioni delle ultime partite della squadra che si dovrà affrontare, inoltre in due o tre stadi italiani e’ stato installato un sistema di registrazione visiva (SICS Digital Stadium) che attraverso una elaborazione computerizzata da’ la possibilità di analizzare non solo le immagini visive da varie angolazioni che permettono di vedere i movimenti di alcuni reparti, ma anche gli aspetti statistici delle prestazioni fisiche. Inoltre con questo sistema e’ possibile tracciare linee che evidenziano le distanze tra due o più giocatori, tra i reparti e di tutta la squadra.

    Mentre nel video si vede il movimento tecnico-tattico del giocatore o di una zona di gioco in prossimità della palla con questa particolare analisi si ha una visione globale reale dei movimenti tattici di tutti i giocatori delle due squadre. Questo tipo di analisi e’ poco utilizzata in Italia a causa dell’alto costo di gestione, solo negli stadi di Parma e Milano sono installate le apparecchiature, in Spagna la metà delle squadre hanno queste apparecchiature gestite da AMISCO, mentre in Inghilterra la ProZone fornisce le informazioni a quasi tutte le squadre Inglesi.

    imageEssendo questo tipo di analisi abbastanza recente ho pensato di sviluppare la mia presentazione analizzando i diversi aspetti che un allenatore deve affrontare per preparare le immagini da presentare alla squadra. Alla presentazione scritta mi sono proposto di allegare un montaggio video di una squadra da affrontare. Oltre alle immagini parziali o globali della squadra avversaria è bene preparare anche quelle che si riferiscono al singolo giocatore.

    Queste informazioni di solito rappresentano alcune azioni del singolo giocatore che vengono assemblate e mostrate ai giocatori che fanno parte di uno specifico reparto e consegnate successivamente su un DVD a livello individuale. Non sempre e’ possibile effettuare questo tipo di informazione. Alcune squadre internazionali come ad esempio il Fulham, il Liverpool o il Chelsea, oltre a consegnare al giocatore il video, trasmettono in circuito chiuso nello spogliatoio questo tipo di immagini.

    INTRODUZIONE – L’analisi individuale e collettiva delle squadre avversarie è un processo di raccolta di informazioni sull’avversario unito a un’analisi sull’effetto che questa informazione potrà avere nella nostra squadra; un processo di raccolta e trattamento di informazioni dei punti forti e deboli degli avversari, al fine di utilizzarli per la preparazione delle partite. La relazione non dovrà essere molto esaustiva e di difficile analisi dal momento che il tempo destinato alla preparazione di una partita è alquanto ridotto. L’allenatore oltre a preparare attentamente il lavoro specifico per le caratteristiche individuali e collettive degli avversari, deve occuparsi di raggiungere l’obbiettivo principale di ogni sessione di allenamento: migliorare le capacità della squadra.

    La definizione di scouting è “un processo comune di osservazione e di analisi delle squadre basato su tre fasi fondamentali di utilizzo della conoscenza.

    • Osservazione – l’obbiettivo di questa prima fase è ottenere un’informazione dettagliata sui comportamenti individuali e collettivi delle squadre durante la competizione analizzata;
    • Preparazione – questa seconda fase è incentrata sul trattamento dell’informazione raccolta;
    • Applicazione – la terza fase è incentrata sull’utilizzazione dell’informazione trattata al fine di adeguare le strategie tecniche esistenti”

    Categorie di informazione. I vari aspetti e questioni relazionate ci portano a raggruppare gli elementi di controllo suddivisi in quattro categorie.

    • Caratteristiche individuali dei giocatori: sono qui inclusi tutti gli elementi di osservazione relativi ai giocatori;
    • Attacco – Tutti gli elementi di osservazione relativi alla squadra quando ha il possesso della palla
    • Difesa – Tutti gli elementi di controllo relativi alla squadra quando non ha il possesso della palla.
    • Ambiente circostante – In questa categoria sono inclusi gli elementi che non sono direttamente collegati alla partita in sé, bensì alle condizioni cui essa si svolge.

    Vi sono due forme di analisi delle partite che se bene sono complementari, è interessante analizzarle singolarmente per poi trarre delle conclusioni:

    • Analisi quantitativa. Come citato nel libro del Dott. F. Ferrari “I dati numerici trattano di quantità (quanti sono) e di frequenza (quante volte si ripetono), ma hanno un grande limite: non spiegano il perché di una situazione, di un risultato: non esprimono il dettaglio ed il motivo contingente, indagini che rappresentano l’argomento fondamentale per un allenatore”. Questa analisi viene definita SCOUTING e sono per esempio imagequante occasioni da gol vengono create; in che modo vengono realizzati i goal (sui tagli su ripartenze ecc.); si analizzano la quantità di passaggi corti, lunghi o alternati per individuare il tipo di gioco, la zona di inizio dell’azione dove il gioco si sviluppa maggiormente; le palle inattive (azione giocata a palla ferma). Queste statistiche possono essere prese in considerazione solamente dopo aver analizzato molte partite della squadra da affrontare.
    • Analisi qualitativa. Oggigiorno sostituisce o si preferisce per la maggior parte delle informazioni e viene effettuata attraverso l’assemblaggio di immagini video. Viene valutata in base al modulo di gioco (o sistema) degli avversari analizzando in primo luogo le situazioni di gioco o combinazioni che si ripetono frequentemente per poter dare una risposta adeguata in partita all’avversario.

    La raccolta di queste informazioni da’ la possibilità di preparare un serie di allenamenti “strategici” prima di ogni partita per mettere in pratica le principali giocate degli avversari e poter così trovare soluzioni.. Questi allenamenti è come se fossero spezzoni di partita contro la squadra da affrontare dove tutto è studiato e simulato. Il calcio non è una scienza esatta, ma questi dati e immagini aiutano molto i giocatori sul campo affinché non si facciano trovare impreparati. Oltre ai giocatori anche l’allenatore acquista maggiore sicurezza nella preparazione della strategia tattica della partita.

    Claudio Damiani

    A cura di Claudio Damiani

  15. Il mestiere dell’osservatore: “Obiettivi da ricercare e metodi per esprimerli nel redigere una relazione”

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    Personalmente classificherei in questo modo le tipologie di relazione che mi sono trovato ad elaborare in qualità di “osservatore”:

    1. gara generica;
    2. uno o più giocatori;
    3. squadra da affrontare nel turno o nei turni successivi.

    Ogni qualvolta sono andato ad osservare una gara, un giocatore, un’avversaria da affrontare la domenica successiva, ho sempre ritenuto importante calcolare bene quali fossero gli obiettivi da raggiungere per poi esaminarli ed esporli attraverso una relazione tanto precisa quanto comprensibile.

    Non è semplice nell’arco di una gara stendere una relazione accurata riguardo un oggetto di cui sopra.

    Ad esempio: noi possiamo sicuramente osservare un singolo giocatore nel corso di una partita e trarne anche delle prime impressioni, ma ciò che ne deduciamo non sempre può portarci ad esprimere dei giudizi definitivi, in quanto in quel frangente tal giocatore avrebbe potuto vedere condizionata la sua prestazione per fattori diversi, di forma, di spostamento di ruolo piuttosto che di carenza di condizione dovuta magari ad un infortunio appena allontanato.

    E’ per questo che bisogna considerare due fasi:

    1. andare a vedere una gara per vedere se c’è qualche giocatore interessante.
    2. andare a seguire uno/due giocatori in particolare, già “addocchiati” in precedenza.

    Ma andiamo ad analizzare un po’ più nel dettaglio le tre tipologie di relazione elencate all’inizio di questo articolo.

    Gara generica

    Nel primo caso, è necessario osservare attentamente le due squadre, prendendo in considerazione il loro schieramento iniziale, gli eventuali cambi di modulo a gara in corso e a sostituzioni eseguite; successivamente ci si concentra su quel giocatore o su quei giocatori che hanno particolarmente impressionato in senso positivo “spuntandone” il ruolo, le caratteristiche fisiche, le capacità tecniche, le capacità condizionali (forza, resistenza, velocità), espresse nel corso della gara disputata, il piede preferito, senza dimenticare ovviamente i dati anagrafici, quali l’età e la carriera sin qui disputata con presenze, reti segnate e minuti disputati.

    Ma per capire se veramente possiamo considerare interessante un giocatore è necessario considerare l’obiettivo del nostro lavoro per più volte, al fine di poter veramente valutare le sue caratteristiche generali e specifiche per un lasso di tempo ben determinato.

    Saremo così realmente in condizione di poter dire:”Sì, questo giocatore farebbe al caso nostro!”.

    Visionare uno o più giocatori

    Nel caso in cui si andasse a visionare un giocatore già “toccato”, e quindi meritevole di un’analisi più accurata la relazione va sicuramente approfondita.

    1. Dati anagrafici
    2. Ruolo
    3. Caratteristiche fisiche
    4. Fattori ambientali
    5. Condotta tecnica, tattica e comportamentale nel corso della gara
    6. Tecnica individuale
    7. Caratteristiche atletiche
    8. Caratteristiche tattiche
    9. Considerazioni finali (e personali).

    Squadra da affrontare nel turno o nei turni successivi.

    Il terzo punto e forse anche il tipo di relazione più “laboriosa”, ma allo stesso tempo affascinante, è quella che ha lo scopo di fornire gli elementi di “studio” della squadra da affrontare nel turno o nei turni successivi.

    1. Formazioni
    2. Organizzazione di gioco:
      • fase di possesso
      • fase di non possesso
    3. Punti deboli e punti di forza della squadra da affrontare
    4. Condizione fisica
    5. Suggerimenti
      • per la fase offensiva
      • per la fase difensiva
    6. Andamento tattico della gara con variazioni annesse (in caso di sostituzioni o cambio sistema di gioco)
    7. Descrizione delle caratteristiche dei giocatori (fisicità, caratteristiche tecnico tattiche, ecc.) e descrizione generale dei reparti (portiere, difesa, centrocampo, attacco)
    8. Particolari situazioni di gioco riproposte in gara nella fase di possesso con rappresentazione grafica
    9. Particolari situazioni di gioco riproposte in gara nella fase di non possesso con rappresentazione grafica
    10. Rappresentazione grafica della disposizione dei giocatori nelle situazioni di palle inattive a sfavore.
    11. Gestione delle palle inattive a favore (con rappresentazione grafica).
    12. Note e considerazioni generali sulla gara (primo e secondo tempo)

    Claudio Damiani

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