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  1. Come rendere l’11c0 più dinamico ed allenante

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    L’11c0 (undici contro zero) è una delle tipologie di esercitazioni più utilizzate per far apprendere ai propri giocatori i movimenti della partita; se da un lato permette ai giocatori di comprendere il compito di gioco in maniera estremamente chiara (per l’assenza di avversari), rischia comunque di diventare qualcosa di estremamente noioso, poco motivante, e soprattutto poco situazionale (a causa dell’assenza di avversari).

    Facendo il preparatore atletico nei settori dilettantistici, mi è capitato spesso di vedere minuti e minuti di 11c0 con un certo numero di giocatori intenti nello svolgere i movimenti indicati dall’allenatore ed altrettanti ai lati del campo ad osservare.  Quando il tempo per allenarsi è poco (come nei settori dilettantistici) sarebbe bene cercare soluzioni che, nella stessa unità di tempo, coinvolgano più giocatori in maniera dinamica e flessibile. La struttura allenante che andremo ad analizzare oggi, va proprio incontro a queste esigenze!

    Quando l’11c0 è essenziale

    Prima di andare a vedere il mezzo allenante che desidero proporre, ci tengo a precisare che l’11c0 non è necessariamente qualcosa che eviterei; infatti, nella fase iniziale dell’acquisizione dei movimenti di gioco, può essere (insieme alla lavagna) fondamentale per far visionare ai propri giocatori le idee dell’allenatore. Quello che a mio parere è errato, è riproporre questo metodo anche quando i giocatori hanno già compreso mentalmente i compiti da effettuare sul campo; infatti, in questi casi l’11c0 si rivelerebbe poco allenante e con una densità di gioco troppo bassa. Per densità di gioco intendo sia le giocate (per singolo giocatore) nell’unità di tempo, che la sollecitazione aerobica e neuromuscolare.

    Un mezzo ideale, una volta apprese le idee del mister, dovrebbe invece permettere ai giocatori di effettuare diverse volte le giocate in maniera più incalzante; non a caso, la ripetizione frequente del gesto (in contesti variabili) è la condizione essenziale per apprendere i movimenti. Andremo ora a proporre la nostra struttura, introducendola step by step, in maniera tale che possa raggiungere il massimo livello di utilità.

    Step N°1: scaglionamento

    Lo scaglionamento è il concetto di gioco che indica come non ci si debba mai trovare “piatti” (cioè in orizzontale) rispetto al compagno in possesso palla. È un concetto di base per un mantenimento del possesso di palla riducendo il rischio di perderla. Nel nostri post dedicati allo scaglionamento, abbiamo affrontato una struttura molto utile per apprendere questo criterio; questo esercizio rappresenta quindi il primo step da effettuare.

    Quante volte proporre l’esercizio sullo scaglionamento? Dipende ovviamente dal grado di “conoscenza” dei giocatori di questo fondamentale. Per una prima squadra di Promozione/Eccellenza, probabilmente è sufficiente somministrarlo nel riscaldamento, mentre per dei Giovanissimi provinciali possono essere necessarie più sedute.

    Step N° 2: struttura di base

    Una volta acquisito questo fondamentale, si passa alla struttura di base del nostro esercizio. Come potete vedere nella figura sotto, sono raffigurate le zone di campo per una squadra di adulti; per le categorie inferiori, è necessario ridurre gli spazi.

    La prima variante è molto semplice, e consiste nel riproporre i movimenti del primo step all’interno della nuova struttura di base. Si suddividono i giocatori in 3 gruppi di circa 5-6 giocatori ciascuno; ogni gruppo avrà 1 pallone. Ogni pallone dovrà andare da un’estremità all’altra del campo tramite passaggi “verticali”, alternandone uno in appoggio (in avanti) e uno a sostegno (indietro). Quando il pallone arriva ad un’estremità, il giocatore che la riceve entrerà in campo ed inizierà una nuova serie di passaggi con la stessa finalità. Nella figura sotto è rappresentato un esempio relativo ad un solo colore.

    È da ricordarsi che:

    • Quando si passa la palla ad un giocatore ad un’estremità, si prende il suo posto.
    • Quando un giocatore ad un’estremità riceve la palla, entra in campo e ricomincia una nuova serie di passaggi

    L’esercitazione è di per sé semplice dal punto di vista tecnico, ma con 14-15 giocatori in mezzo al campo che la effettuano contemporaneamente, è importante cercare linee di passaggio libere. Per questo motivo sarà necessario muoversi continuamente per trovare le linee di passaggio diminuendo il rischio di errori. Non è vincolante il numero di passaggi per arrivare da un’estremità all’altra, come non è vincolante il numero di passaggi che un giocatore può fare all’interno di ogni azione. Le varianti sono diverse, e possono essere riferite al numero di tocchi, oppure ai termini da utilizzare per indicare la ricerca del sostegno (“uomo”), oppure chiamare la palla per proporsi, ecc.

    È fondamentale che l’esecuzione di questa esercitazione (affinchè sia propedeutica per quelle successive) venga fatta con piglio deciso da parte dei giocatori, eseguendo passaggi e muovendosi con un’intensità paragonabile a quella della partita. Per questo motivo non è consigliabile effettuarlo come esercizio di riscaldamento. Lo stesso staff dovrà incitare continuamente i giocatori a ricercare il coretto scaglionamento minimizzando il rischio di errori. È ovvio che nel caso in cui si voglia incrementare la difficoltà del mezzo allenante, è sufficiente restringere gli spazi di gioco.

    Step N° 3: movimenti specifici senza finalizzazione

    Questo è lo step che va a sostituire il classico 11c0; è fondamentale che prima di affrontare questo step i giocatori abbiano compreso i compiti tecnici assegnati dall’allenatore alla lavagna o con qualche breve 11c0. La struttura del campo sarà la stessa, ma si utilizzeranno 2 gruppi (di 8-9 giocatori) con 1 pallone a gruppo che lavoreranno separatamente e contemporaneamente. Sotto riportiamo l’esempio di un movimento di sovrapposizione dell’esterno basso.

    La corsia laterale servirà proprio a far comprendere il concetto di ampiezza dell’esterno che si sovrappone; questa esercitazione è fondamentale per apprendere correttamente i tempi di gioco! Ovviamente durante il cross i giocatori dovranno andare ad occupare uniformemente le linee di ricezione della palla (primo palo, secondo palo, rimorchio, ecc.) al fine di riuscire a passare la palla (per ora non si tira in porta) al giocatore all’esterno del campo. Una volta giunta la palla al giocatore all’esterno, si ripartirà andando ad attaccare la parte opposta del campo (vedi figura sotto).

    Non è necessario che tutti i giocatori partecipino ad ogni azione (ad esempio, chi ha appena effettuato la sovrapposizione, può saltare l’azione successiva), ma è fondamentale il dialogo per comprendere chi effettuerà determinati movimenti. È come un copione a cui i vari attori si attribuiscono autonomamente i ruoli durante ogni scena. Questo è un grosso stimolo alla collaborazione.

    Un altro movimento possibile quello dell’esterno alto (o la mezz’ala) che si accentra tra le linee liberando lo spazio all’esterno basso per la sovrapposizione.

    Oppure lo stesso giocatore che in assenza di pressione effettua uno smarcamento per il taglio delle punte. 

    Ovviamente le combinazioni sono infinite, e lavorando con 2 gruppi separatamente si riesce ad avere un’ottima densità di gioco, cioè effettuare un numero elevato di azioni al fine di apprendere al meglio i tempi di gioco. Consiglio di non dare ruoli specifici all’interno di questo step, anche se è consigliabile che all’esterno della struttura rimanga chi poi in partita giocherà da esterno.

    Step N° 4: movimenti specifici con finalizzazione

    Rispetto al precedente, questo step richiede la presenza di 2 porte e portieri (oltre ai 2 gruppi dello step sopra); l’azione finirà sempre con una conclusione e non ci sarà più il giocatore che aspetta il pallone a fondocampo. Il gioco verrà sempre ripreso da un giocatore che prende un pallone dalla porta. In questo caso consiglio di allungare il campo e di mettere 2 righe di 4 sagome (o coni) che stanno ad indicare le linee della squadra avversaria per avere maggiore riferimento degli spazi e del fuorigioco

    In questo step è fondamentale l’intensità elevata affinchè il tutto venga svolto con la massima velocità e precisione; per questo è possibile concedere qualche pausa in più ai giocatori tra un’azione e l’altra. Non solo, è anche giusto che i vari movimenti e giocate siano fatte con maggiore specificità di ruoli rispetto al precedente step. Quindi i movimenti e giocate da esterni è giusto che li vadano a fare soprattutto chi in partita giocherà da esterno, ecc.

    Ultima variante è quella di gestire le giocate e movimenti in base alle indicazioni dei compagni; ad esempio, nella figura sotto nel momento in cui l’esterno (o la mezz’ala) riceve palla dopo il contromovimento, dovrà effettuare la giocata in base alla situazione “uomo-solo” indicata dai compagni.

    Nel caso in cui venga detto “uomo” (vedi immagine sopra) la rigioca ad un compagno a sostegno per il cambio di gioco e successiva sovrapposizione dell’esterno basso.

    Nel caso in cui venga detto “solo” (cioè palla scoperta) opterà per un passaggio ad un giocatore che ha tagliato in profondità (vedi immagine sotto).

    Ovviamente quelli riportati sopra sono solamente degli esempi; ogni mister potrà configurare i movimenti desiderati nella struttura, al fine di far apprendere ai giocatori i giusti tempi di smarcamento e di passaggio desiderati.

    Ultimi consigli ed errori da evitare

    Il primo consiglio nel proporre questo tipo di esercitazione è quello di avere pazienza, e passare allo step successivo solamente quando tutti abbiano ben appreso i movimenti e le regole del mezzo allenante. Per questo motivo, è sempre meglio partire con il primo step durante la preparazione pre-campionato o il richiamo invernale, in maniera tale da avere più tempo per apprendere il tutto senza fretta. Una volta arrivati al quarto step, si dovrà richiedere sempre maggiore intensità e precisione, e l’eventuale introduzione di nuovi movimenti sarà molto più facile.

    Ma quanto tempo dedicare a questa struttura allenante? Ovviamente non esiste un dosaggio universale; sta alla sensibilità dell’allenatore comprendere gli effetti allenanti e di conseguenza la durata ottimale. Dividere il tempo totale in serie di 2-4’ può servire per controllare il carico atletico (pause più frequenti permettono di renderlo meno faticoso).

    Una volta raggiunto il 4° step, i giocatori saranno in grado di padroneggiare i movimenti in partita  in maniera efficace? Ovviamente no! A mio parere, per essere sicuri di applicare in partita i movimenti fatti a secco è necessaria (potrebbe rappresentare lo step successivo) l’introduzione di partite (o mini-partite) situazionali o a tema, in grado di vincolare le giocate (magari in maniera facilitata) in presenza di avversari. Non ci dilunghiamo ulteriormente su questo ulteriore step, ma vi consigliamo un mezzo allenante universale (tra i tanti che si possono utilizzare) nel quale possono essere modificate le regole e le zone di campo al fine di raggiungere gli obiettivi voluti.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola Calcio A.S.D. Monticelli Terme 1960 e preparatore Atletico AC Sorbolo ([email protected])

  2. Esercitazione tecnica globale per il passaggio e scaglionamento (seconda parte)

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    Nella prima parte dedicata a questo mezzo d’allenamento abbiamo descritto la struttura di base e la prima variante di questa struttura. Nel post odierno, analizzeremo ulteriori varianti, in ordine di difficoltà progressiva. La prima è quella di ridurre le giocate dei centrali ad 1 solo tocco (le sponde devono mantenerne 2, per garantire lo smarcamento contemporaneo di entrambi i centrali); in questo caso sarà fondamentale aumentare le dimensioni del campo fino a 12m per lato. Questo per garantire una superficie maggiore di “zona luce”, necessaria quando si gioca ad un tocco. Nel caso in cui si dovessero trovare difficoltà iniziali con questa variante, è possibile inserire la regola dell’abbinamento del passaggio sponda-centrale (la sponda deve passarla sempre allo stesso centrale); in questo modo i 2 centrali potranno giocare in maniera più stazionaria, concentrandosi meglio sulla precisione della presa di posizione e del passaggio.

    scaglionamento trinagoli 4

    Ovviamente non sempre si hanno a disposizione 8 giocatori o “multipli di 8”; dovendo gestire un numero diverso di giocatori è opportuno fare delle modifiche all’esercitazione al fine di ottimizzare l’allenamento per tutti (fermo restando, che “8” è il numero di elementi ideale per questo mezzo allenante). Nel caso di 9 giocatori, si può inserire 1 jolly (giocatore giallo, vedi immagine sopra), che può essere utilizzato da entrambe i 2 gruppi a giocate alterne: in altre parole, dopo aver fatto una giocata con il gruppo dei blu, si smarcherà per effettuare una giocata per i rossi. Essendo l’ordine dei passaggi lo stesso (3 in tutto), nei passaggi 1-2, una volta ricevuta la palla, ogni giocatore si troverà ad avere 2 opzioni (il jolly e il compagno). Importante in questo caso è insistere, da parte dell’allenatore, sulla scelta del passaggio più consono alla situazione e al dialogo tra i vari giocatori; in questo caso il campo andrà allargato a 12x12m (giocando a 2 tocchi) o 15x15m nel caso delle giocate ad 1 tocco.

    scaglionamento trinagoli 5Nel caso in cui si abbiano a disposizione 10 giocatori, è consigliabile dividerli in 2 gruppi (senza jolly). In questo caso, i passaggi da effettuare saranno 5 (1-2 tocchi, a scelta dei giocatori) su campo grande 20x20m. Essendo l’esercizio più impegnativo, è importante inizialmente focalizzarsi sugli aspetti di base dell’esercizio (mai rimanere “orizzontali” e uscire dal cono d’ombra); una volta eseguito con una certa disinvoltura, sarà possibile chiedere che i movimenti siano tali che il 3° e 5° passaggio siano effettuati dallo stesso giocatore (vedi figura sopra).

    scaglionamento trinagoli 6Tornando alla struttura di base (campo 10x10m), è possibile utilizzare la stessa modalità di gioco aggiungendo le seguenti regole (vedi figura sopra):

    • Quando una sponda la passa ad un giocatore centrale, questa entra in campo.
    • Quando un giocatore centrale la passa ad una sponda, questo va a fare la sponda.

    In questo modo c’è un continuo turnover dei ruoli, con la possibilità di prolungare le serie di gioco, in quanto diventa meno faticoso. In questo caso si utilizzeranno 5 giocatori per gruppo e la giocata d’inizio (per evitare confusione) deve prevedere 2 giocatori (sponde) sulla palla.

    scaglionamento trinagoli 7L’ultima variante prevede sempre la struttura di base e 8 giocatori (eventualmente anche 9, di cui 1 jolly); quando la sponda passa la palla al giocatore centrale dovrà indicare “solo” o “uomo”. Nel caso in cui dica “solo”, il giocatore centrale dovrà girarsi e passare immediatamente la palla alla sponda. Nel caso in cui la sponda dica “uomo”, il giocatore centrale dovrà scaricare la palla all’altro centrale (come nella versione di base). Le uniche difficoltà possono insorgere nel caso in cui la sponda dica “solo”; in questo caso il giocatore centrale dovrà essere abile nel comprendere da che parte si trova la sponda opposta e con 2 tocchi (stop con l’interno e passaggio con l’interno dell’altro piede) trasmettergli la palla. Nella figura sopra viene riportato un esempio.

    CONCLUSIONI

    Contrariamente a diverse esercitazioni tecniche dedicate alla trasmissione/ricezione della palla, questa non è adatta alle prime fasi del riscaldamento (al limite nella seconda parte), in quanto richiede una piena attivazione da parte dei giocatori. Lo stimolo d’allenamento principale di questo mezzo è nei confronti della “capacità di anticipazione di gioco” nello stretto, in relazione al posizionamento dei giocatori con lo stesso colore e di quelli di colore diverso; in particolar modo è importante la ricerca della “reciprocità” tra i 2 centrali e il posizionamento in “zona luce” nei movimenti di smarcamento. La riduzione del N° di tocchi comporta ad un incremento ulteriore della difficoltà. La naturale evoluzione “in situazione” di questo mezzo è il “2c2 con le sponde”. Sotto riportiamo alcuni mezzi per lo sviluppo della tecnica analitica e globale per la trasmissione/ricezione della palla.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese ([email protected])

  3. Esercitazione tecnica globale per passaggio e scaglionamento (prima parte)

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    Lo scaglionamento offensivo è un fondamentale tattico in possesso palla; il concetto è quello che non bisogna mai farsi trovare piatti (cioè in orizzontale) rispetto al compagno in possesso palla, ma formare tanti triangoli per dare al compagno con la palla la possibilità di avere più opzioni di gioco. Questa necessità deriva dal fatto che i passaggi orizzontali sono più facili da intercettare da parte della squadra avversaria. Per questo, nella situazione di possesso palla (prima di una verticalizzazione o di un cambio di gioco) si cerca di farla avanzare tramite passaggi più lunghi verso la porta avversaria (didatticamente detti “appoggio”) alternati a passaggi più brevi all’indietro (detti “sostegno”).

    scaglionamento trinagoli 1

    La strutturazione di esercitazioni stile “gioco di posizione”, difficilmente ripropongono questa situazione analogamente ai possessi palla, in quanto lo scopo è quello di mantenere la palla il più possibile (e non di farla avanzare). Questo tipo di concetto invece è spesso approfondito nelle partite a tema (solitamente si divide il campo in settori orizzontali), ma la densità di gioco per giocatore è ovviamente bassa (e di conseguenza lo stimolo tecnico). L’esercitazione di oggi invece si propone di sviluppare questo concetto in fase didattica, in forma globale, ma non in situazione; in questo modo, la densità diventa superiore e viene stimolata oltre alla tecnica anche la “formazione” e il “riconoscimento” dei triangoli.

    STRUTTURA DI BASE

    scaglionamento trinagoli 2

    Com’è possibile vedere sopra, la figura di base è formata da un quadrato (8x8m o 10x10m), 8 giocatori (2 gruppi da 4) e 2 palloni (1 pallone per gruppo). Ogni gruppo (esempio i rossi) sarà formato da 2 “sponde” (al di fuori del campo, sui lati opposti del quadrato) e 2 giocatori all’interno del quadrato. Lo scopo sarà quello di far arrivare la palla da una sponda all’altra (per ogni gruppo senza che ci sia influenza tra l’uno e l’altro) tramite 3 passaggi, senza trasmettere la palla in orizzontale; inoltre, ci si smarcherà in modo di essere sempre in “zona luce” e “frontalmente” (cioè non dietro alla schiena) al portatore di palla.

    scaglionamento trinagoli 3

    Gli elementi da verbalizzare da parte dell’allenatore saranno:

    • Quando ha palla la sponda, entrambi i giocatori si devono smarcare lontano da essa; l’unica attenzione sarà quella di uscire dal cono d’ombra dei giocatori dell’altro gruppo che sta facendo la stessa esercitazione. È fondamentale che entrambi i giocatori centrali si smarchino velocemente (non solo quello più lontano dalla sponda) e che la sponda effettui il passaggio a quello meglio posizionato, anche in relazione alla presenza dei blu (zona luce).
    • Quando il primo giocatore riceverà la palla (passaggio 1), l’altro giocatore blu dovrà andare in “zona luce a sostegno”, cioè fuori dal cono d’ombra dei blu e di fronte al giocatore che ha ricevuto la palla, per riceverla (passaggio 2).
    • Una volta ricevuta la sfera, il secondo giocatore rosso la trasmetterà all’altra sponda rossa (passaggio 3) per poi riprendere la stessa modalità di passaggi.

    È fondamentale che l’allenatore stimoli entrambi i giocatori centrali a smarcarsi in maniera ottimale, anche quando la palla è alla sponda, in maniera tale che l’ordine dei passaggi non sia sempre lo stesso. Affinchè la serie di passaggi avvenga in maniera corretta, sono fondamentali non solo i movimenti di smarcamento, ma anche l’atteggiamento posturale nella ricezione/trasmissione della palla, affinchè il passaggio successivo avvenga con la massima precisione. La prima volta che si somministra questo mezzo è possibile lasciare la trasmissione a tocchi liberi; appena compreso il senso dell’esercitazione è possibile inserire le varianti. Essendo, quelli dei giocatori centrali, movimenti abbastanza dispendiosi, è consigliabile scambiare i ruoli tra sponde e centrali ogni 1’/1’30”.

    da aggiungere

    VARIANTE

    Il primo “scalino” è quello di limitare a 2 tocchi (stop con un piede e trasmetto con l’altro) la giocata di tutti i giocatori. In questo modo, ci sarà la massima ricerca dell’atteggiamento posturale corretto nello stop della palla. Inizialmente non ci sarà comunque da dare una grossa pressione temporale alla giocata, quanto invece focalizzarsi sulla precisione dei passaggi. Una volta ottenuto questo scopo, è possibile richiedere (da parte dell’allenatore) una maggiore velocità di esecuzione.

    Ulteriori varianti saranno approfondite nella Seconda parte.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese ([email protected])

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