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  1. Dalla transizione alla ripartenza (seconda parte)

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    Alcuni esempi addestrativi riguardanti l’argomento delle transizione (offensive e difensive) e il conseguente ed eventuale sviluppo tattico di cui abbiamo parlato nella prima parte dell’articolo.

    Transizioni e ripartenze – Da 3vs2 a 3vs4 in ripiegamento

    I tre attaccanti partono dalla meta’ campo con l’obiettivo di segnare.
    Nel momento in cui i due difensori conquistano palla o la stessa termina fuori dal rettangolo di gioco per un tiro fuori o una deviazione in fallo laterale, i due difensori situati nella linea di fondo campo scatteranno nelle rispettive fasce laterali per dare vita ad un 4c3 e realizzare una meta in conduzione nell’area preposta.

    Si possono quindi verificare due casi in cui i difensori passano da 2 a 4:
    1) in caso di intercettamento;
    2) in caso di palla fuori campo per tiro sbagliato degli attaccanti o deviazione in fallo laterale. In questo caso il portiere dovra’ velocemente raccogliere un pallone preparato in fondo alla rete e passare molto velocemente la palla ai difensori esterni scattati lungo le fasce laterali.

    5vs5 – sviluppo possesso/transizioni offensive immediate con smarcamento preventivo

    5vs5 in un’area di gioco di 50x60m. nei due corridoi laterali giocano solo due giocatori per squadra.

    Ogni squadra dovrà attaccare e difendere le due mini porte; in caso di intercetto, contrasto vinto o anticipo far eseguire il passaggio immediato a uno dei due giocatori di esterni che dovrà immediatamente trasmettere palla in zona centrale per finalizzazione rapida.
    La squadra che ha perso palla dovrà rientrare nella propria metà campo nel più breve tempo possibile.

    Transizioni e ripartenze – Scappo e stringo (4vs3 più 1 a rincorrere)

    Si dispongono dei delimitatori in zone di campo “strategiche”: lo scopo è quello di simulare una situazione di tre difensori (larghi), contro quattro attaccanti in possesso di palla che possono improvvisamente partire da una delle quattro zone indicate in 1, 2, 3 e 4.
    Al comando vocale dell’allenatore, il giocatore inizia in veloce conduzione della palla con l’obiettivo di finalizzare nel più breve tempo possibile con l’aiuto dei compagni.

    A cura di Claudio Damiani

    Dalla transizione alla ripartenza (prima parte)

  2. La transizione offensiva

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    La transizione è una parte della tattica collettiva che deve essere ben esaminata in fase di analisi della gara della squadra da affrontare.

    Si è presa in esame una squadra in particolare, il Palermo allenato da Iachini che ha fatto di questa fase di gioco dinamico, uno dei punti di forza del suo team, da poco riapprodato nella massima serie del calcio italiano.

    Nello studio della fase di transizione offensiva, è opportuno interrogarsi riguardo diversi elementi chiave:

    • La squadra riesce a ripartire in velocità? Ovvero il “timing” relativo alla sua attuazione ( il tempo impiegato dal momento in cui viene conquistato il pallone al momento in cui si va alla finalizzazione o se ne riperde il possesso) è accettabile?;
    • In quali zone viene maggiormente conquistata la palla?;
    • Quali sono giocatori che più spesso conquistano palla?;
    • Quali sono i giocatori che partecipano attivamente alla fase di transizione con maggior frequenza?

    Nel video seguente si sono prese in considerazione cinque situazioni in cui si possono avere delle risposte concrete a quanto sopra ci siamo chiesti.

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    Dal libro “Studiare gli avversari… e se stessi – Migliorare la prestazione con la Match Analysis” di Claudio Damiani

    Un’azione improvvisa che può essere letale

    La transizione positiva e’ paragonabile al colpo da “knock down” sferrato dal pugile che coglie impreparato l’ avversario sbilanciato ad attaccare.

    Immaginiamo il pugile che sferra un diretto destro e che nell’ eseguirlo lascia scoperto il volto: se il difendente coglie l’ attimo giusto e anticipa puo’ trovare il colpo decisivo.

    Quindi, elementi fondamentali per una transizione efficace sono: la distrazione di chi offende; la capacita’ di prevedere e anticipare il movimento avversario; la scelta del tempo nell’ anticipo; la velocita’ nell’ eseguire il colpo risolutivo; la velocita’ di accoppiamento dei movimenti atti a concludere l’ azione (knock down/tiro in porta/gol).

    A volte si predilige un finto atteggiamento remissivo della squadra per portare l’ avversario a perdere gli equilibri tra i reparti durante la propria azione offensiva.

    A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst

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