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  1. Palle inattive: la rimessa dal fondo

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    Ultimamente nella nostra Serie A (ma non solo), si nota più di qualche squadra che si dispone a zona nella rimessa dal fondo a favore.

    Tale costruzione con i difensori larghi e molto bassi viene definita “costruzione ai 5,50” poiché la loro posizione va a stare lungo il prolungamento dell’area piccola (5,50 metri dal fondo, appunto).

    Lo studio delle palle inattive giunge quindi a considerare una situazione di “gioco statico” che finora non è era quasi mai stata considerata.

    C’è chi fa scendere il metodista, allarga i due difensori centrali e manda i difensori esterni a fungere da ali aggiunte come la Roma di Garcia (difesa a 4); chi invece allarga semplicemente i tre difensori formando una linea che passa al di sotto dei vertici dell’area di rigore come l’Inter (difesa a tre o cinque giocatori, dir si voglia).

    E’ ciò che si verifica ultimamente in occasione di palla in possesso del portiere, in particolar modo in occasione della rimessa del gioco dal fondo, con pallone fermo.

    Schermata 2014-05-11 alle 23.32.32

    L’obiettivo per chi attacca è quello di iniziare una manovra ragionata. Possono verificarsi due situazioni

    • la squadra difendente sale a negare le linee di passaggio ai tre giocatori posizionati al limite dell’area e si allunga negando il gioco basso ai tre avversari avvicinatisi all’area per ricevere ma lasciando larghi spazi (e lunghi) nella zona trequarti/centrocampo.
    • la squadra difendente non sale, rimane corta e stretta e attende l’inizio della manovra avversaria.

    Nella nostra massima serie, Juventus, Roma, Inter, Torino e Milan in particolare, non disdegnano a utilizzare questa partenza da dietro, a volte anche con sin troppa ostinazione.

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    A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst

    vm-logo

  2. Pressing ultraoffensivo: esercitazione ad alta intensità

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    3>4 per il pressing ultraoffensivo; Esercitazione tattica con integrazione della componente aerobica.

    Su un campo dalle dimensioni di 24×36 metri si affrontano 3 attaccanti contro 4 difensori. I difensori, due per ogni metà campo, possono giocare solo a due tocchi e non possono oltrepassare la stessa. In fase di possesso, possono giocare con i compagni posti nell’altra metà, inducendo gli attaccanti all’azione collettiva di pressing per la conquista del pallone.

    Obiettivi: per gli attaccanti, pressing, conquista e gol; per i difensori, coperture difensive e possesso di palla; intensità massima e limitazione assoluta delle pause di gioco.

    Quando la palla esce dalle linee laterali il gioco riprende velocemente dal portiere situato nella metà campo opposta a quella in cui è uscita che la giocherà con i difensori. Un punto per ogni rete siglata dagli attaccanti e per ogni sequenza di 8 passaggi consecutivi dei difensori.

    Durata dell’esercitazione: 2’ a ripetizione con recupero di 45” tra l’una e l’altra. Materiale occorrente: palloni, delimitatori, porta/e mobile/i.
    Variante: si può permettere a uno dei difensori di cambiare zona creando una situazione di 3>3.

    3vs4 per il pressing ultraoffensivo

    ss-logo

     

    A cura di Claudio Damiani

  3. Esercitazione per il possesso di palla

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    Esercitazione con duplice finalità:

    1. Tecnica, per affinare la circolazione della palla;
    2. aerobica.

    Viene diviso un campo di gioco in tre settori dei quali uno neutro come in figura e creati tre gruppi di giocatori.

    I 6 giocatori in possesso di palla in una delle due porzioni di campo più grandi devono effettuare 6 passaggi consecutivi per poi poter lanciare il pallone nel settore opposto.

    I due antagonisti che andavano alla caccia del pallone rientreranno nell’area “neutra” per essere sostituiti da due compagni del loro gruppo e andare a contrastare la circolazione di palla degli altri 6 giocatori.

    Tempi esercitativi: 2/3 blocchi da 2’/2’30” per ogni gruppo impegnato alla conquista della palla.

    Materiale occorrente: palloni, casacche di almeno due colori, cinesini.

     

     

  4. Principali differenze tra il gioco “a zona” e il gioco “a uomo”

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    A “uomo”

    A “zona”

    Piazzamento in base alla posizione dell’avversario diretto. Piazzamento in rapporto alla posizione del pallone, dei compagni e degli avversari.
    L’iniziativa del gioco è lasciata maggiormente in mano agli avversari. Si è più numerosi in prossimità del pallone. Pressing attuabile in maniera più semplice.
    E’ più difficile mantenere il contatto tra i reparti. Maggiore partecipazione collettiva tra i compagni tanto in fase difensiva quanto in fase offensiva.
    La squadra è più dispersa sul campo e consente spazi più ampi all’avversario, quindi più profondità. E’ più facile collegare i reparti, quindi tenere la squadra “corta”.
    Il gioco dei singoli è più individualista. Bisogna “scalare” la marcatura; serve la massima collaborazione tra i compagni si squadra.
    Gioco basato sul duello, sull’1>1. Gioco basato sull’aggressività collettiva.
    L’applicazione del fuorigioco è molto più difficile. Lo stesso vale per i raddoppi di marcatura ed il pressing. Consente più facilmente l’allineamento in difesa e l’attuazione della tattica del fuorigioco.
    L’asse del gioco è verticale: da dietro in avanti. L’asse del gioco è laterale: squadra raggruppata, corta.
    La responsabilità individuale fa determinare più facilmente i responsabili di una sconfitta. La responsabilità è generalmente collettiva.
    Comporta maggior dispendio energetico. Comporta minor dispendio energetico, ma un maggior impegno mentale.
  5. Il pressing: tattica difensiva collettiva (seconda parte)

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    Dopo aver descritto il significato del termine pressing e tutte le sue tipologie rivolgiamo l’attenzione a un paio di efficaci esercitazioni aventi lo scopo di allenare l’aggressività e l’intensità della nostra squadra quando si muove senza palla.

    Gol sui paletti. Su una metà campo si dispongono due squadre di egul numero di giocatori e si sistemano tante porticine quanti sono i giocatori di ogni squadra stessa + una. Ad esempio: per due squadre di 7 giocatori l’una si sistemano 8 porte (larghezza di 1mt circa).

    Si dà vita a un normale “possesso di palla”. con ‘obbiettivo di realizzare quanti più gol all’interno delle porte.

    Le squadre totalizzano un punto ogni qualvolta un giocatore di una squadra fa pervenire il pallone a un suo compagno posto dall’altra parte della porta. Effettuato il punto non è possibile segnare un gol nella stessa porta.

    Materiale occorrente: paletti, palloni, casacche.

    Tempo dell’esercitazione consigliato per una finalità metabolica aerobica accettabile: 2/3 blocchi da 6′ ciascuno.

     

    Meta su aree delimitate. su una metà campo si posizionano 6 cerchi o si compongono 6 quadrati con dei delimitatori come in figura.

    Verrà eseguito un possesso di palla nel quale una squadra deve attaccare le aree di meta opposte e quelle centrali andando a totalizzare un punto quando un giocatore riesce ad appoggiare la palla con la suola all’interno di una di esse.

    In figura:

    • La squadra rossa deve fare “meta” all’interno delle aree nere e blu, mentre deve difendere allo stesso tempo le stesse nere e le rosse;
    • La squadra bianca deve fare “meta” nelle aree nere e rosse di dovendo allo stesso tempo difendere le aree blu e nere.
    • In pratica: nelle aree nere centrali possono fare punti entrambe le squadre.

    Materiale occorrente: palloni, cerchi o delimitatori colorati, casacche.

    Tempi dell’esercitazione: come sopra.

    In entrambi i tipi di partite a pressione si possono far variare il numero dei tocchi consentiti.

     

  6. Il pressing: tattica difensiva collettiva (Prima parte)

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    DEFINIZIONE Dl PRESSING
    Il pressing è un’azione tattica collettiva (quindi portata a compimento da più giocatori) effettuata in situazione di non possesso palla (fase difensiva).
    E’ inoltre opportuno fare una distinzione tra i significati dei concetti di pressione e pressing. Mentre la pressione è un’azione individuale atta a togliere spazi e tempi di giocata al possessore di palla avversario, il pressing prevede, per la sua applicazione, la partecipazione di più giocatori che cooperano simultaneamente, per il raggiungimento di un obiettivo comune.
    Ovviamente, per portare a compimento un’azione di pressing collettivo efficace, può esser necessario utilizzare l’abilità di pressione individuale.
    Affinché sia possibile parlare di squadra in pressing è necessario che:
    • la palla sia in possesso degli avversari;
    • più giocatori, seguendo una strategia prestabilita, cooperino collettivamente alla riconquista della palla.

    Scopo del pressing è quello di comprimere gli spazi ed i tempi di giocata agli elementi della squadra in possesso palla in modo da rendere complicato lo sviluppo della manovra offensiva avversaria e facilitare la riconquista della palla.

    TIPOLOGIE Dl PRESSING
    Una delle classificazioni più utilizzate per definire il tipo di pressing attuato da una squadra riguarda la zona di campo dove tale tattica collettiva viene applicata in modo sistematico. Si è soliti quindi parlare di pressing ultraoffensivo, offensivo o difensivo a seconda che il disturbo attivo, attuato nei confronti dell’azione avversaria, parta da una delle linee ben identificate nella figura 1.
    Altre possono essere però le classificazioni utili ad indicare le modalità con cui una squadra pressa in fase difensiva. E’ possibile distinguere il pressing settoriale da quello a tutto campo, il pressing a soggetto da quello generale, il pressing in avanti da quello all’indietro.

    • Il pressing settoriale si differenzia da quello a tutto campo perché la squadra, impegnata in fase difensiva, va a ridurre tempi e spazi a disposizione degli avversari in possesso palla principalmente quando la stessa si trova in determinati settori (ad esempio nei pressi delle linee laterali).
    • Il pressing a soggetto si differenzia rispetto a quello generale per il fatto che la squadra concentra la propria azione collettiva principalmente quando la palla è in possesso di determinati giocatori (solitamente quelli più in difficoltà da un punto di vista tecnico oppure quelli più pericolosi). Il pressing in avanti si differenzia da quello all’indietro perché la squadra per la sua attuazione esegue in un caso movimenti collettivi ad avanzare (ad esempio nel pressing ultra-offensivo) e nell’altro movimenti a scendere (ad esempio nel pressing difensivo con i centrocampisti che si abbassano, avvicinandosi ai difensori, per raddoppiare o coprire determinate zone).

    Al di là del tipo di pressing praticato, una delle pietre miliari su cui si fonda l’organizzazione del movimento collettivo è indubbiamente la scalata.
    E’ proprio grazie agli scivolamenti difensivi organizzati, fatti verso la zona della palla, che si può generare quel movimento collettivo-collaborativo identificato come pressing.

    E’ importante considerare che l’efficacia del pressing può esser legata alla zona in cui si trova il possessore di palla. E’, infatti, indubbiamente più agevole pressare gli avversari quando la palla è in zona esterna piuttosto che in zona centrale. Tutto questo per le seguenti ragioni:

    • quando la palla è nei pressi della linea laterale le direzioni di giocata del possessore vengono appunto limitate a quelle verso l’interno o lungolinea, viceversa quando la palla è in zona centrale il giocatore può orientare la manovra a 360°;
    • in secondo luogo, l’avvicinamento della palla alla zona laterale consente di creare un lato forte (quello della palla) ed uno debole (quello lontano dalla palla), permettendo alla squadra che si difende di allentare le marcature sul lato debole e favorire le scalate dei reparti verso il lato forte dove sarà più agevole andare a creare situazioni di superiorità numerica e/o pressione individuale massimale.

    QUANDO FARE PRESSING
    Ma oltre alla zona di campo, esistono importanti fattori da considerare per massimizzare l’efficacia del pressing. Le condizioni favorevoli per ottenere buoni risultati si realizzano quando il pressing è portato:

    • su un giocatore di non eccelse qualità tecniche;
    • su un giocatore che si appresta a ricevere una palla di “difficile gestione” (alta, veloce, ecc.);
    • su un giocatore che riceve in “zona difficile” (scarsamente assistita dai compagni o dove costui non può permettersi di perder palla).

    L’analisi di tutti questi fattori porta a considerare come il pressing possa esser applicato a tutto campo o, in modo che potremmo definire “chirurgico”, solo in determinate circostanze.
    Fondamentale è riuscire proporre la giusta didattica in modo che i giocatori riescano a recepire e rispondere adeguatamente alle direttive volute dall’allenatore.

    Bibliografia: “Pressing” ed. Allenatore.net

  7. Alleniamo il pressing: dislocazioni e coperture.

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    Esercitazione finalizzata al movimento difensivo di tutta la squadra in relazione alla localizzazione del pallone nelle zone laterali del campo (e non).

    Vengono schierati 10 giocatori in un’area di 40x50mt schierati in base al sistema di gioco più comunemente utilizzato; altri 7 giocatori disposti come in figura faranno girare il pallone.

    I compagni schierati dovranno effettuare le opportune uscite con le relative “scalate” e “coperture” cercando di mantenere le giuste distanze tra i reparti.

    Si consigliano blocchi da 3′ esclusi gli eventuali intervalli “a correggere” dell’allenatore.

    L’intensità massimale dell’esercizio permette inoltre di arrivare a una giusta componente aerobica dello stesso.

    Scambiare i giocatori tra un blocco e l’altro per affinità di ruolo.

    Materiale occorrente: delimitatori e palloni.

    • Variante 1: inserire degli altri riferimenti visivi all’interno del rettangolo esercitativo (colori).
    • Variante 2: inserire anche giocatori attivi, a simulare altri avversari da andare ad attaccare in azione di pressing o di “assorbire” in marcatura.

    Claudio Damiani [skype-status]

  8. Pressione e coperture.

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    I giocatori che compongono il cerchio con il perimetro inferiore fanno girare palla (senza passarla al compagno immediatamente vicino a dx e sx), mentre i due giocatori posti all’interno dello stesso devono andare in pressione e darsi copertura reciproca facendo in modo che la palla non passi mai in mezzo a loro (tra i due coni centrali).

    I giocatori che compongono il cerchio più grande vanno a turno in pressione dall’esterno ogni qualvolta il pallone arriva nella loro zona.

    Tempo consigliato per l’esercitazione: 1’00” a coppia di difendenti.

    Materiale occorrente: delimitatori, casacche, palloni.

    [skype-status]

  9. 4-4-2: pensieri sulla fase difensiva.

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    Il sistema di gioco 4-4-2 più comunemente utilizzato dalla maggioranza dei tecnici è quello classico che prevede lo schieramento di quattro difensori e quattro centrocampisti disposti in linea, più due punte.
    In questa disposizione tattica vengono alla luce più di una coppia e terna di giocatori costituite da:
    • i due difensori centrali;
    • i due centrocampisti centrali;
    • il difensore esterno destro con il centrocampista esterno destro;
    • Il difensore esterno sinistro con il centrocampista esterno sinistro;
    • le due punte;
    • La terna composta da difensore esterno destro, centrocampista esterno destro e centrocampista centrale destro;
    • L’altra terna, opposta, costituita da difensore esterno, centrocampista esterno e centrocampista centrale sinistri.

    La didattica della fase di non possesso risulta più facilmente eseguibile rispetto a qualsiasi altro sistema di gioco in quanto, il movimento dei quattro difensori coincide molto con i movimenti che pochi metri più avanti vanno ad eseguire quattro centrocampisti in relazione alla posizione del pallone in fase di non possesso.

    Concetto essenziale da trasmettere per iniziare un gruppo al gioco “a zona” è quello relativo alla “copertura” reciproca tra compagni di squadra durante la fase di pressione esercitata da un giocatore nei confronti di un avversario.
    E’ altresì importante ricordare che la pressione, a differenza dell’azione di pressing, costituisce un’azione individuale o, al massimo di due o tre elementi, che contrastano il portatore di palla avversario; il pressing è invece un’azione collettiva e organizzata, finalizzata a rallentare la manovra degli avversari, indurli all’errore o ancor meglio a conquistare il possesso della palla.

    E’ comunque attraverso l’assimilazione del concetto di copertura che la didattica relativa alla fase difensiva ha inizio: se, ad esempio, il centrocampista esterno destro va ad affrontare il portatore di palla avversario, egli godrà della copertura del difensore esterno omologo e del centrocampista centrale posizionato al suo fianco, leggermente più arretrato.

    Si creerà inoltre una linea di giocatori in cui, tanto i difensori quanto i centrocampisti, si daranno copertura reciproca formando le rispettive diagonali difensive e di centrocampo.
    Con palla situata nelle zone laterali del campo, sarà l’allenatore a impartire il tipo di diagonale che dovranno eseguire i quattro difensori, e di conseguenza il numero di linee difensive:
    • Si ha una linea difensiva nel caso si porti sulla zona del portatore il solo difensore esterno e i suoi compagni di reparto costituiscono un’unica linea difensiva di copertura, schierandosi appunto perfettamente in linea. (utile per la tattica del fuorigioco, ma rischiosa sui tagli delle punte avversarie.
    • Si creano due linee difensive allorquando la copertura del giocatore esterno che va in pressione, ad esempio il terzino destro, è eseguita dal centrale omologo, il quale è a sua volta coperto dal centrale sinistro (ultimo uomo), mentre il difensore esterno sinistro si trova sulla stessa linea del difensore centrale destro. (diagonale “eagle”).
    • Si creano tre linee difensive nel caso in cui il difensore esterno destro va in pressione sul portatore di palla avversario, il difensore centrale destro gli dà copertura, a questi dà copertura il difensore centrale sinistro e a quest’ultimo darà copertura il difensore laterale sinistro che fungerà da ultimo uomo. Quindi, reciproche coperture per ognuno dei quattro difensori. Con questa disposizione la squadra sarà concettualmente più lunga ma toglierà senza dubbio profondità agli avversari.

    Il discorso cambia quando il portatore di palla è localizzato nelle zone centrali del campo.
    In questo caso bisogna inoltre analizzare se chi è in possesso di palla sia in una situazione di palla “scoperta” o di palla “coperta”:
    Si crea una situazione di palla “scoperta” quando un avversario porta palla frontalmente verso la nostra porta senza essere contrastato, godendo della possibilità di poter effettuare una giocata senza subire pressione alcuna.
    Vi è invece situazione opposta di palla “coperta” nel caso in cui il portatore di palla avversario non ha “luce” per poter effettuare la giocata verso la nostra porta in quanto contrastato oppure si trovi in una situazione di possesso palla con le spalle rivolte verso la nostra porta non potendo fare altro che un retropassaggio in quanto pressato. In questi casi, la squadra sale compatta e stretta nella direzione del pallone.

    Anche un lungo cambio di gioco degli avversari (orizzontale), da un lato all’altro del campo è considerato palla “scoperta”.
    E ancora. Nel caso di palla “scoperta” come occorre comportarsi in una situazione in cui:

    1. il portatore di palla avversario si trova difronte alla nostra linea di centrocampo?
    2. la linea di centrocampo è già stata superata e spetta ai nostri difensori contrastare la sua avanzata?

    Nel primo caso, il centrocampista più vicino al portatore di palla deve andare in pressione godendo della copertura dei compagni (stretti) di reparto, mentre i difensori dovranno temporeggiare stretti o in alcuni casi neutralizzare l’imminente lancio lungo (decifrabile dalla postura del corpo del possessore stesso), per cercare di togliere profondità agli avversari arretrando lentamente stretti verso la propria porta. La corsa a ritroso dovrà essere laterale e non all’indietro.

    Nel secondo caso, i difensori dovranno disporsi stretti e:
    – in situazione di superiorità numerica o quantomeno di parità numerica un difensore dovrà scegliere il tempo di andare in pressione godendo delle coperture dei compagni.
    -In situazione di inferiorità numerica, (ripartenza avversaria ), dovranno scappare all’indietro stretti cercando di togliere profondità per eventuali tagli o sovrapposizioni improvvisi sino alla fatidica “linea di fuoco” del limite dell’area di rigore, ove, al comando, dovranno aggredire insieme il portatore di palla cercando di lasciare in fuorigioco gli altri avversari.

    Partendo dalla condizione che la nostra squadra deve essere in tutti i casi stretta in fase di non possesso (e larga in fase di costruzione del gioco), ad affrontare il portatore di palla sarà il giocatore ad esso più vicino; i compagni di squadra dovranno impegnarsi a dargli copertura.
    Si creeranno così dei piccoli triangoli difensivi.

    Altro concetto da non tralasciare è quello della neutralizzazione della sovrapposizione: se il portatore di palla avversario sta godendo della sovrapposizione del compagno di squadra sulle zone laterali del campo, il giocatore più esterno seguirà l’avversario largo senza palla, mentre il giocatore più centrale andrà veloce in pressione sul portatore stesso effettuando una veloce “scalata”.
    Fino ad ora le punte non sono state menzionate, ma anch’esse svolgono un preciso ruolo nella fase difensiva.
    Nelle situazioni di rimessa dal fondo o di rinvio da parte del portiere avversario (o comunque di palla in possesso degli avversari in zona difensiva), le punte debbono trovarsi preferibilmente una a fianco dell’altra posizionate dietro la linea della palla. Nel caso in cui la palla sia gestita dai difensori centrali avversari, esse devono agire d’attesa eseguendo i tipici movimenti difensivi di copertura reciproca in uscita (uno esce l’altro copre); nel momento in cui i difensori avversari allargano il gioco nelle zone esterne del campo nel 4-4-2 classico dovrà uscire in pressione il centrocampista esterno (pressing ad invito), con una delle due punte in copertura e l’altra che si posizionerà sulla traiettoria di un eventuale retropassaggio al portiere.
    Le punte sono i primi difensori di una squadra che vuole attuare il pressing ultraoffensivo.
    Nel corso della mia attività ho adottato spesso questo sistema di gioco in quanto lo considero un ottimo punto di partenza per poi cercare di fare assimilare soluzioni “alternative”.

    In caso di pressing ultraoffensivo e’ fondamentale fare in modo che se la palla va da un difensore centrale, pressato da una nostra punta, al difensore esterno, questa non deve più tornare al difensore centrale che ha fatto partire l’azione.

    Questo per fare in modo che non vengano effettuati troppi “giro palla” e vengano sprecate troppe energie dai nostri due attaccanti.

    Le “nozioni” che ho sempre cercato di sottolineare nell’immediata vigilia della gara (dieci minuti prima di entrare in campo), ai miei giocatori sulla base del modulo 4-4-2 ma non solo, sono le seguenti:

    1)COPERTURE E DIAGONALI
    Coperture reciproche tra i due difensori centrali (i difensori devono attaccarsi ai diretti avversari se questi sono situati in prossimità dell’area di rigore senza farsi portare fuori posizione), e i centrocampisti centrali, i quali una volta superati dovranno subito posizionarsi dietro la linea della palla.
    Diagonali dei difensori esterni e dei centrocampisti esterni che in fase di non possesso dovranno fungere da quinto difensore.
    2)PUNTE
    rientro delle punte sino al cerchio di centrocampo nelle situazioni di rimessa dal fondo e calcio di rinvio del portiere avversario.
    3)AGGRESSIVITA’
    Massima aggressività sin dal primo minuto di gioco sul portatore di palla per non permettere agli avversari di pensare troppo per le giocate.
    4)PRESSING
    L’azione di pressing è un’azione collettiva che deve aver luogo in determinate circostanze che devono essere lette ed interpretate:
    • quando il gioco degli avversari si sviluppa sulle fasce laterali ed hanno quindi una visuale di campo limitata a 180°;
    • quando un avversario esegue un controllo difettoso o sta per essere raggiunto da una traiettoria alta che sicuramente lo metterà in difficoltà;
    • quando un avversario si trova in una situazione di “palla chiusa” e gli riesce difficile girarsi verso la nostra porta, o quando sentitosi pressato effettua un retropassaggio che ci permette di “accorciare”.
    • invita al pressing il giocatore esterno più vicino al possessore di palla avversario dopo che l’azione difensiva delle punte ha obbligato gli avversari a girare palla sugli esterni; l’azione di pressione si svolge dirigendosi verso il possessore di palla avversario con lo scopo di conquistare palla, di limitargli la visuale di campo o quantomeno di fargli eseguire un lancio lungo senza mai essere saltati. E’ quindi fondamentale l’azione di temporeggiamento.
    Per eseguire un’azione di pressing è necessario avere la squadra “corta” (fondamentali in tal senso i compiti di difensori e punte), e che ogni giocatore vada ad attaccare l’avversario libero a lui più vicino.

    Per far ciò occorre essere pronti dal punto di vista psico-fisico.
    5) RIBATTUTE
    Squadra “corta”, cosicché i centrocampisti saranno agevolati nel recupero di respinte o ribattute di entrambe le difese.

    Claudio Damiani [skype-status]

  10. Possesso palla a due squadre e quattro colori.

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    Esercitazione con doppia finalità: il possesso di palla e il pressing; e inoltre il fattore “psicocinetico” dato dal fatto che le due squadre sono a loro volta suddivise in due gruppi con casacca di colore diverso.
    Grigi e bianchi vs rossi blu.

    A tre tocchi, i grigi possono solo passare ai bianchi e viceversa;
    I rossi possono passare solo ai blu e viceversa.
    10 passaggi consecutivi = 1 punto.

    Esercitazione eseguita in fase di preparazione pre-campionato, lontano da
    gara amichevole attraverso 4 blocchi da 3’ l’uno.

    Ottima alternativa alla seduta aerobica del primo allenamento della settimana (o secondo, a seconda dei punti di vista).

    Materiale occorrente: palloni, casacche di quattro colori.

    Claudio Damiani

  11. “Palla avanti, scarico, terzo uomo!”

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    Allenamento del possesso di palla finalizzato alla ricerca della giocata in verticale.

    4vs4 all’interno del perimetro delimitato (24x32mt) a 3 tocchi, con l’ausilio delle sponde poste nei lati corti dello stesso.

    I giocatori rossi giocano con i rossi e i bianchi con i bianchi.

    Le sponde giocano a 1 tocco e

    • non possono scambiare la palla tra loro;
    • non possono ricevere dallo stesso compagno.

    L’obiettivo è cercare, dopo un passaggio corto, il giocatore sul lungo.

    1 punto ogni volta che una squadra riesce a eseguire questa situazione.

    Numero di giocatori consigliato: 4vs4 all’interno del rettangolo di gioco e 4 sponde per squadra.

    Tempo dell’esercitazione: a discrezione dell’allenatore (4 blocchi da 2’30”, per le prime squadre a intensità massimale costituisce un buon lavoro). E’ opportuno incaricare un collaboratore tecnico pronto a rimettere in gioco il pallone in modo immediato quando questo esce dal campo.

    A cura di Claudio Damiani

    Claudio Damiani

  12. Tabelle delle variabili consigliate per le partitelle a pressione.

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    Nella prima tabella vi è la rappresentazione di alcune variabili che determinano l’intensità del lavoro svolto in partite di allenamento.

    Esercizio Dimensioni del campo
    Piccolo (mt) Medio (mt) Grande (mt)
    3vs3 12×20 15×25 18×30
    4vs4 16×24 20×30 24×36
    5vs5 20×28 25×35 30×42
    6vs6 24×32 30×40 36×48

    Nella tabella sottostante le dimensioni del campo consigliate per le partite in base al numero dei giocatori coinvolti.

    Numero di giocatori < giocatori > intensità
    Dimensioni del campo > dimensioni > intensità
    Incoraggiamento > incitazioni > intensità

    A cura di Claudio Damiani


  13. Allenamento della fase di transizione – Valencia F.C.

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    L’esercitazione si disputa su una trequarti campo, divisa in due.

    In una metà, due squadre di sette giocatori ciascuna, nell’altra un’altra squadra di sette giocatori che aspetta. Il gioco consiste nel segnare un gol nella porta difesa dalla squadra difendente che tenta di conquistare palla.

    Non appena la palla è conquistata dalla squadra difendente, quest’ultima organizzerà la manovra offensiva per attaccare la squadra che attende nell’altra metà campo e così via.

    Se una squadra realizza un gol, tiene il possesso e attacca la porta opposta.

    L’obiettivo è lo sviluppo del possesso di palla e della fase di transizione, obbligando la velocità d’esecuzione delle giocate e condizionando l’esercitazione con l’obbligo dei tre, due tocchi, ecc.

    Durata dell’esercitazione: 45′ (divisa in tre blocchi da 15′).

    Materiale occorrente: casacche di due colori, delimitatori, palloni.

    [skype-status]

    A cura di Claudio Damiani.

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