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  1. L’aspetto ludico della seduta: il “foot-golf”

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    Una proposta ludica per affinare la calibrazione della trasmissione del pallone e quindi la sensibilità del piede di calcio. E’ un ottima esercitazione per le scuole calcio ma costituisce altresì un valido contributo per giocatori di fascia d’età più evoluta in quanto mette in sana competizione i singoli.

    I giocatori si posizionano nell’angolo di campo scelto come partenza;

    1. il pallone deve passare sotto l’ostacolo medio; qualora il pallone lo oltrepassi esternamente, il giocatore deve tornare indietro nel punto da cui ha calciato;

    2. si deve far giungere il pallone all’interno del rombo di un metro e mezzo per lato; fino a quando il pallone non è entrato, non è possibile riprendere il tragitto (potrebbero essere quindi necessari più tiri;

    3. colpo sotto per oltrepassare il nastro legato ai due paletti e posto a 50 cm di altezza dal terreno;

    4. gioco di sponda. Si utilizza una sponda o una panchina rovesciata e il fine è quello di far rimbalzare il pallone in prossimità del successivo obiettivo;

    5. la palla deve superare il “canale” costituito dai coni senza farne cadere alcuno; in tal caso si riporta il pallone nel punto da cui si è calciato;

    6. Altra “buca” (vedi punto 2); anche in questo caso il pallone deve essere piazzato all’interno dell’esagono costituito da 6 paletti con 6 cinesini posti in “bilico” alla loro sommità”. Se dovesse cadere anche un solo cinesino, il giocatore dovrà tornare nel punto da cui ha calciato;

    footgolf

    7. pallone tra i due ostacoli;

    8. pallone tra gli ostacoli;

    9. obiettivo finale: il giocatore conclude la gara facendo cadere il cono sostenuto dai tre paletti, calciando forte e deciso. In caso di errore ripeterà il tiro dal punto precedente.

    Il pallone non dovrà mai uscire dal rettangolo di gioco (o area di addestramento), pena la ripetizione del tiro. In caso di partecipazione numerosa si può creare una progressione dei tiri in base all’ordine alfabetico dei giocatori o in alternativa, dividere il gruppo in squadre e far calciare tutti i componenti di esse in blocco.

    Questa esercitazione rappresenta una semplice proposta e sicuramente ognuno potrà modellarla in base alle proprie esigenze e disponibilità di giocatori, mezzi e strumenti.

    A cura di Claudio Damiani

    ss-logo

  2. Riscaldamento tecnico: Guido e passo (seconda parte)

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    Quella di oggi è un’esercitazione tecnica che sfrutta la stessa struttura esercitativa proposta più un anno fà. In essa troviamo anche elementi psicocinetici semplici, utilizzati nell’esercitazione dedicata allo sviluppo del lungo/corto. Quella odierna presenterà maggiori difficoltà tecniche relative alle “distanze e precisione dei gesti”, che detteranno i tempi dei vari passaggi della palla. Divideremo in 2 parti la descrizione dell’intera struttura esercitativa, partendo dagli elementi più semplici, per poi arrivare (nel prossimo intervento) a quelli più complessi.

    VARIANTE 1

    guido e passo 1

    La struttura esercitativa (vedi figura sopra) prevede 2 porte di cinesini distanti 12-18m (a seconda dell’intensità) e 2 porte di coni distanti 10-15m. Idealmente, 1 pallone e 4-6 giocatori per struttura. La prima variante è estremamente semplice (se si utilizza come primo esercizio del riscaldamento, è consigliabile utilizzare le distanze minori); il primo giocatore rosso trasmette la palla al primo blu, che dopo uno stop orientato alla sua destra, la scarica sul rosso che la guida o la passa al secondo blu (che a questo punto ricomincia l’esercitazione dalla sua parte); il primo giocatore blu corre dietro la fila opposta. Appare ovvio l’obbligo dell’esecuzione analitica (passaggi a 1-2 tocchi ad aprire):

    • Il giocatore blu utilizza 2 tocchi obbligatori (piede destro nell’esempio), scegliendo il giusto tempo di passaggio in base alla corsa del giocatore rosso.
    • Il giocatore rosso, una volta entrato nella porta di coni utilizza 2 tocchi (piede sinistro) per controllare la palla e passarla al secondo giocatore blu. Per incrementare le difficoltà, obbligare la giocata ad 1 tocco.
    • Il secondo giocatore blu (quello che riceve il passaggio 3, e di conseguenza ricomincia l’azione) giocherà a 2 tocchi con il piede sinistro. Per incrementare le difficoltà, obbligare la giocata ad 1 tocco.

    L’esercitazione dovrà essere eseguita per metà su un lato della struttura e per metà sull’altro.

     

    VARIANTE 2

    guido e passo 2

    Ci sarà l’introduzione del terzo uomo, con maggiori difficoltà esecutive relative ai tempi di passaggio. Il giocatore rosso trasmette la palla frontalmente e corre nella porta di coni di sinistra (vedi figura sopra); il giocatore blu passa la sfera al giallo (che in questo caso è il terzo uomo) che la scarica di prima intenzione al rosso che è corso dentro la porticina di coni e di seguito la passerà al secondo giocatore blu della fila (vedi figura sotto). Il primo giocatore blu finirà dietro la fila del giocatore giallo (vedi riga tratteggiata) e il rosso dietro la fila blu; il giallo rimane nella sua porticina. Una volta finita l’azione, il tutto riprende dal secondo giocatore blu nelle stesse modalità.

    guido e passo 3

    Anche in questo caso, l’esecuzione deve essere analitica, nel rispetto dei tempi della giocata (passaggi a 1-2 tocchi ad aprire):

    • Il giocatore blu (passaggio 2) gioca ad 1 tocco.
    • Il giallo (passaggio 3), a 2 tocchi (piede sinistro) per controllare la palla e passarla al rosso. Per incrementare le difficoltà, dare la possibilità di giocarla ad un tocco, se il tempo di inserimento del rosso è corretto.
    • Il rosso, una volta entrato nella porta di coni, utilizzerà il piede sinistro (stop orientato a seguire e passaggio). Per incrementare le difficoltà, obbligare la giocata ad 1 tocco.
    • Il secondo giocatore blu (quello che riceve il passaggio 4, e di conseguenza ricomincia l’azione) giocherà a 2 tocchi con il piede sinistro. Per incrementare le difficoltà, obbligare la giocata ad 1 tocco.

    L’esercitazione dovrà essere eseguita per metà su un lato della struttura e per metà sull’altro.

     

    VARIANTE 3

    guido e passo 4

    La struttura è la stessa della variante precedente (con l’aggiunta di un cinesino giallo al centro); l’unica differenza è che il lato di gioco (e di conseguenza le linee di passaggio e i piedi di utilizzo) verrà deciso dal passaggio del giocatore rosso (figura sopra). Se la palla andrà alla sinistra del cinesino giallo, allora l’esercitazione si svolgerà su quel lato (vedi figura sotto), viceversa se la palla andrà a destra. Ovviamente, lo scopo di chi effettua il primo passaggio sarà quello di indirizzare la palla verso il centro del cinesino giallo (si può mettere un cono sul cinesino, che se abbattuto darà un punto al giocatore che ha trasmesso la palla), al fine di rendere l’esercitazione meno scontata e più allenante.

    guido e passo 5

     

    CONCLUSIONI

    Finiamo questa prima parte con le varianti più semplici della struttura esercitativa; come considerato per altri esercizi per la tecnica, questi possono essere utilizzati sia nei settori giovanili (per lo sviluppo della tecnica calcistica) che nei dilettanti durante la fase di riscaldamento. L’obbligo dell’esecuzione analitica, l’inserimento del “terzo uomo” e le componenti psicocinetiche permettono di modulare le difficoltà esecutive (in relazione alla precisione e ai tempi di passaggio) al fine di rendere questi mezzi adatti al gruppo che si sta allenando. Consigliamo di non eseguire tutte le esercitazioni nelle stessa seduta (quando affrontate per la prima volta) in maniera tale da sviscerare tutte le varianti (in particolar modo aumentando le distanze e riducendo il N° di tocchi) possibili nel dettaglio. Sotto, riportiamo altri mezzi (precedentemente affrontati) con stimoli allenanti sovrapponibili a quello odierno.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese ([email protected]).

  3. Scuola calcio: “Il gioco della bomba”

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    Dopo aver descritto il Gioco delle Piccole Tane, prevalentemente rivolto agli aspetti legati alla guida della palla e alla coordinazione (Agilità e Senso del Gioco), oggi approfondiamo un gioco che sviluppa prevalentemente il calciare (sia sottoforma di “tiro” che “trasmissione” della palla) e la coordinazione (Senso del Movimento, Senso del Gioco ed Agilità). Essendo sempre rivolto ai primi anni della Scuola Calcio (fino indicativamente alla 3° elementare), gli elementi tecnici sviscerati seguiranno quelle che sono le “esigenze” di questa categoria di età. Ad esempio, per insegnare la trasmissione e ricezione della palla a dei Piccoli Amici, è inutile focalizzarsi sul concetto tecnico del “Passare” la palla, perché a quest’età i giocatori hanno un rapporto egocentrico con il mezzo, che mal si sposa con questo tipo di fondamentale. Per questo motivo è bene allenare questo fondamentale tramite “tiri di precisione a bersagli” e ricezione di “palloni vaganti”.

    GIOCO DELLA BOMBA (VARIANTE CON TANTI BERSAGLI)

    bomba

    Disporre i giocatori come nella figura in alto. Lo scopo di ogni squadra è quello di abbattere più coni possibili tirando la palla con i piedi rispettando le seguenti regole:

    • Non si tocca mai la palla con le mani
    • Si tira da dietro la riga

    Vince la squadra che in più manches riesce ad abbattere più coni (si raccolgono i coni solo quando sono stati tutti abbattuti). È da porre attenzione inizialmente al fatto che i più piccoli, dopo aver tirato la palla cercheranno istintivamente di inseguirla per riprenderla; è da far capire che sarà inutile seguire la palla, perché arriveranno le palle “tirate” dalla squadra opposta. È ovvio che è un gioco da proporre in palestra, o in un campo recintato (es. da calcetto). Il fatto di aver dei bersagli bassi (coni) da abbattere stimolerà il calciare la palla con il collo (per dare forza al tiro) e allo stesso tempo con una certa precisione (senza alzare la palla); chi invece tende a ricevere la palla sarà stimolato ad impattare la palla con l’interno del piede, che è la parte che riesce meglio a smorzare l’intensità di una palla radente veloce. Infatti, i più piccoli tendono a non ricevere la palla con l’interno, ma questo tipo di esercitazione li stimola fortemente ad utilizzare questa parte, perché, anche istintivamente comprendono che è l’unico modo per smorzare una palla radente veloce. È possibile proporlo la prima volta utilizzando le mani, per insegnare (oltre alla meccanica del gioco) la rimessa laterale o la rimessa del portiere (ad una mano, alta o bassa).

     

    GIOCO DELLA BOMBA (VERSIONE ORIGINALE)

    bomba 1

    Rappresenta sicuramente la versione più entusiasmante del gioco: si mantengono palloni, righe di riferimento e regole generali, con l’unica variante che invece di tanti coni se ne usa solo 1 (detto “bomba”). Questo dovrà essere colpito da entrambe le squadre tante volte quante ne serviranno per “spingere” la bomba oltre la riga di tiro avversaria…… “vincerà la squadra che riuscirà a far arrivare la bomba oltre la riga avversaria”! Questa variante è particolarmente entusiasmante perché fa percepire con precisione chi vince (o chi sta vincendo) il gioco; inoltre avvicinando la bomba ad una delle due squadre, quest’ultima sarà maggiormente facilitata a colpirla e di conseguenza a capovolgere la situazione del gioco. Per rendere il gioco ancor più avvincente è possibile sostituire il cono con una tanica per l’acqua (vuota!) di 6-8 litri; sarà più facile da colpire, ma allo stesso tempo più difficile da spostare!

     

    SFIDE A COPPIE

    bomba 2

    Rappresenta la variante con maggiore impronta analitica, relativa alla trasmissione/ricezione della palla. Come nella figura sopra, si mantengono le righe di riferimento, ma i giocatori si sfideranno a coppie: 1 giocatore di una riga sfida quello di fronte, con 1 pallone e 1 cono da abbattere. Vince la sfida chi riesce ad abbattere più volte il cono (ogni volta che viene abbattuto, deve essere raccolto) nel tempo prestabilito. Per renderlo più entusiasmante è possibile anche utilizzare le seguenti attribuzioni di punteggi:

    • Se il cono viene abbattuto: 3 punti
    • Se il cono viene colpito dalla palla, ma non abbattuto: 1 punto.

    Una volta stabilite queste regole, è possibile anche ruotare i giocatori sfida dopo sfida, facendo un piccolo “minitorneo”, oppure non contare i punti individualmente, ma per coppia o per squadra/riga. È bene verbalizzare, durante l’esercitazione, le modalità tecniche di trasmissione della palla (colpire la palla d’interno, posizionamento del piede d’appoggio, ecc.) e della ricezione (interno piede leggermente sollevato per”smorzare” al meglio la palla). Questa variante può essere utilizzata anche nella categoria pulcini nei casi in cui si cerchi di stimolare l’utilizzo del piede non dominante (utilizzando la regola “si centra il cono solo con il piede debole”).

    CONCLUSIONI

    scheda bomba

    Concludiamo ribadendo un concetto molto importante che riguarda lo sviluppo dell’abilità del calciare/trasmettere e ricevere la palla nella categoria Piccoli Amici: esercitazioni in cui viene “forzato” il concetto di passaggio della palla ad un compagno non va particolarmente incontro (soprattutto in prima elementare) alle esigenze dei giocatori a quest’età. Per questo motivo è preferibile utilizzare (quando si vogliono stimolare i prerequisiti di questo fondamentale) giochi in cui sono presenti fondamentale tramite “tiri di precisione a bersagli” e ricezione di “palloni vaganti”. Dal punto di vista coordinativo vengono stimolati tutti gli aspetti della coordinazione: il Senso del Movimento per il fatto che si deve dosare la giusta intensità/direzione alla palla (oltre a saperla fermare), il Senso del Gioco perché si deve essere “veloci nel ricercare palle libere” e l’Agilità per muoversi velocemente tra compagni e palloni alla ricerca della migliore strategia di gioco.

    Di seguito, riportiamo altri giochi tecnici-coordinativi con stimoli allenanti sovrapponibili:

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola Calcio Audax Poviglio ([email protected])

  4. Tiro in porta e preparazione atletica (seconda parte)

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    Nel precedente post, abbiamo approfondito come la precisione e la potenza data alla palla durante un tiro è intimamente legato, nella fase puberale e pre-puberale di un calciatore, al livello di maturazione. Per calciatori maturi (lo abbiamo fatto notare confrontando dilettanti e professionisti) invece, i livelli di forza muscolare specifica delle catene muscolari responsabili di quel movimento rappresentano il fattore limitante (dal punto di vista atletico) più importante.

    figura 1

    Partiamo da un semplice esempio: prendiamo 2 giocatori dotati di diversa forza specifica nell’atto del calciare. Semplifichiamo dicendo che il giocatore A abbia una forza (sempre intesa come forza specifica della catena muscolare responsabile del tiro) di 100, mentre il giocatore B una forza di 70. Mettiamo che per riuscire ad eseguire un tiro efficace (cioè in grado di segnare al portiere da fuoriarea) serva un livello di forza pari a 70. In questo caso, il giocatore A effettuerà il fondamentale reclutando il 70% della sua forza massima, mentre il giocatore B dovrà utilizzare il 100% di tale risorsa. A pari livello tecnico, chi sarà più preciso (e quindi riuscirà a mirare con più precisione i punti “scoperti” della porta) dei 2? Ovviamente il giocatore A, in quanto dovrà utilizzare solamente il 70% della forza massima, tenendo in considerazione che

    più si è costretti ad utilizzare una percentuale elevata della propria risorsa di forza specifica, e meno si riesce a modulare velocità e precisione nel movimento!

    Questo è un aspetto estremamente importante nella preparazione atletica, spesso trascurato; ovviamente è da ricordarsi che sono i livelli di forza delle catene muscolari specifiche a determinare questo aspetto e non la forza dei singoli muscoli. In altre parole, è il “collettivo” (cioè come vengono organizzate le risorse specifiche dal sistema neuromuscolare) a fare la differenza e non la somma della forza dei singoli muscoli.

    figura 2

    INTENSITA’ DEL MOVIMENTO E TIRO IN PORTA

    Nella pubblicazione di Dorge (vedi sotto in Bibliografia) è stato visto che la velocità con la quale viene calciata la palla, dipende:

    • Dalla velocità con la quale il piede impatta sulla palla
    • Dal coefficiente di restituzione del complesso piede-caviglia (cioè dalla rigidità della caviglia e della parte del piede che impatta sulla palla).

    Del complesso piede-caviglia ne abbiamo parlato nel post precedente (in quanto fattore limitante durante la fase pre-puberale e puberale); la velocità con la quale il piede colpisce la palla invece dipende dalla forza della catena muscolare di cui abbiamo parlato sopra. Sarebbe comunque un errore ipotizzare che solo i muscoli estensori del ginocchio (in primis il quadricipite) e i flessori dell’anca (in primis l’ileo-psoas) siano protagonisti di questa catena cinetica, trascurando i posteriori della coscia (cioè gli ischio-crurali).

    È infatti da ricordare che il funzionamento biomeccanico del gesto sportivo è molto complesso e tiene in considerazione dell’integrità delle strutture articolari e scheletriche. Gli ischio-crurali lavorano, nella fase finale del calcio al pallone, con unazione frenante per evitare che l’azione del quadricipite comprometta l’integrità dell’articolazione del ginocchio a causa di un’estensione della gamba troppo violenta. In altre parole, se gli ischio-crurali sono deboli, l’estensione della gamba (che determina la velocità del calcio al pallone) sarebbe interrotta precocemente per consentire la frenata in tempo utile; viceversa, ischio-crurali forti consentono di ottenere una maggior velocità nel calcio al pallone in quanto sono in grado di frenare l’azione del quadricipite anche nell’ultima fase del movimento, garantendo una completa estensione dell’arto calciante. Questa è un’ulteriore dimostrazione di come, quando si lavora sulla muscolatura, è necessario tenere in considerazione tutti i parametri biomeccanici del movimento.
    figura 3

    Una conseguenza molto pratica di questo concetto è data dallo stiramento dei muscoli posteriori durante il calcio al pallone; uno dei movimenti più tipici che generano questo tipo di lesione (cioè lo stiramento ai posteriori della coscia), è proprio questo. Non a caso, anche quando si hanno delle lievi contratture ai posteriori, è proprio il movimento del “calciare” che da primariamente “fastidio” alla zona interessata. Tutte queste considerazioni porterebbero ad ipotizzare come questi muscoli possano essere considerati il “collo di bottiglia” che limita l’intensità (e di conseguenza anche la precisione) del tiro in porta; ma in un’attività sportiva aciclica e di situazione come il calcio è da considerare il “movimento” e non i singoli muscoli.

    figura 4

    CONCLUSIONI ED APPLICAZIONI PRATICHE

    Durante il calcio al pallone, i muscoli posteriori della coscia lavorano in contrazione eccentrica per frenare (possibilmente il più tardi possibile) il movimento di estensione della gamba. Dinamicamente parlando, all’interno della catena, devono avere elevati livelli di forza eccentrica, cioè di “essere forti mentre si allungano velocemente”. Il fatto che in diverse ricerche è stato visto che tra dilettanti e professionisti esistono differenze significative di forza eccentrica di questi muscoli, potrebbe portare a pensare che rinforzando questi muscoli si riesca a colmare il gap in questo tipo di fondamentale (tra dilettanti e professionisti). Ovviamente questa è utopia, perché le variabili che influenzano questo fondamentale sono diverse: dall’elemento tecnico-coordinativo in sé, alla capacità di combinare diversi fondamentali (guida e tiro, ricezione e tiro, elementi acrobatici, ecc.) e alla capacità di effettuarli in regime di velocità e fatica. Spero, in ogni modo, che questo post possa aiutare ad accrescere la competenza di natura biomeccanica e neuromuscolare dei movimenti, per dare ai preparatori ulteriori spunti metodologici.

    Approfondimenti bibliografici

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese ([email protected])

  5. Precisione del lancio e cross intelligente

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    Un’altra esercitazione che contiene finalità atletiche e tecniche e allo stesso tempo diverte i giocatori in quanto è inclusa la possibilità di concludere a rete.

    Nelle zone laterali del campo si dispongono i giocatori di fascia (terzini e centrocampisti o punte esterne), mentre un altro gruppo di giocatori si sistema nella zona centrale.

    Premettendo che la situazione deve essere svolta in alternanza a destra e sinistra, il giocatore “A” apre il gioco per il compagno “B” osservando la posizione dell’ostacolo dato dalla sagoma ed effettuando il lancio sopra la “testa” della stessa.

    Il lancio deve essere eseguito sulla corsa di “B”, il quale controllerà la palla, la porterà sul fondo e in “B1” eseguirà il cross per “A1” che dovrà segnare.

    Un’altra considerazione da fare è sulla modalità in cui deve essere effettuato il traversone: sempre alle spalle del difensore (se nella reale situazione di gioco c’è ancora campo per poterlo fare), in questo caso dato da una seconda sagoma situata come da figura.

    Materiale occorrente: delimitatori, palloni, quattro “sagome” o altri strumenti da utilizzare come ostacolo (coppie di paletti incrociati possono andare bene).

    A cura di Claudio Damiani

    Claudio Damiani

  6. Esercizio tecnico per la precisione della trasmissione della palla.

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    “Tocco in avanti e sprint a riprendere palla”.

    I giocatori “1” e “2” partono contemporaneamente in senso orario oppure antiorario.

    L’obiettivo per il giocatore “1” è quello di allungare il pallone al di là del paletto “A” (nella sequenza in figura) e andarlo a prendere per ripetere lo stesso gesto anche nel paletto “B” e “C”. Il tutto con l’ausilio di 4 tocchi.

    Il giocatore 2 allo stesso modo e contemporaneamente a “1” agirà nei paletti “C”, “D” e “A”.

    Eseguito l’esercizio i due daranno palla rispettivamente ai gg “4” e “3” che svolgeranno lo stesso lavoro.

    Dopo un determinato numero di ripetizioni in un senso fare eseguire l’esercizio nel senso opposto.

    Claudio Damiani [skype-status]

  7. A due porte: “scarico e conclusione”.

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    Quattro gruppi di egual numero di giocatori si posizionano all’altezza dei quattro coni come in figura.

    I palloni vengono inizialmente utilizzati dal gruppo “A” e dal gruppo “C”.

    Il giocatore del gruppo “A” passa la palla al primo del gruppo “B” che si è opportunamente allargato per ricevere; questi scarica all’indietro per il compagno sopraggiunto che calcia in porta.

    Dall’altra parte di campo partirà il gruppo “C” che giocherà con “D”.

    Cambiare la posizione dei palloni dopo il primo blocco: da “A” a “B” e da “C” a “D” per calciare con l’altro piede.

    Materiale occorrente: palloni, delimitatori, una porta mobile.

    A cura di Claudio Damiani

    Claudio Damiani

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