Tag Archive: possesso

  1. Dallo stop orientato ai possessi di palla

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    In diversi post, abbiamo descritto esercizi analitici e globali per la trasmissione/ricezione di palla unicamente all’aspetto analitico dell’orientamento del corpo e l’utilizzo del piede corretto per eseguire la giocata. Sotto, potete vedere l’elenco di alcuni mezzi.

    Questi esercizi hanno validità puramente tecnica (anche se alcuni hanno variabili indotte da aspetti collaborativi) a causa dell’assenza di avversari. L’introduzione progressiva di avversari che tendono a velocizzare la trasmissione/ricezione di palla aiuta a contestualizzare l’aspetto tattico di questo fondamentale; l’aggiunta di queste difficoltà deve essere progressiva, in maniera tale da velocizzare l’esecuzione dei gesti, ma senza alterare in maniera profonda la struttura dei gesti. Con l’aspetto pratico descritto sotto, andremo a rendere più chiaro il concetto.

     

    ESERCIZIO DI BASE

    possesso 1

    È molto semplice, e prevede un quadrato di 8-12m di lato; 1 giocatore per vertice e 1 “lupetto” (si possono dare nomi diversi) al centro del quadrato che deve intercettare il pallone. Lo scopo dei 4 giocatori esterni è quello di trasmettersi la palla senza farla entrare nel quadrato e senza farla allontanare più di 4-5 metri dal vertice stesso; i giocatori esterni non possono entrare nel quadrato. Lo scopo del lupetto (che può uscire dal quadrato) invece è quello di intercettare (è sufficiente toccare la palla per considerarla “intercettata”) la palla. Si invertono i ruoli tra un giocatore esterno e il lupetto quando quest’ultimo gli intercetta la palla o quando il giocatore sbaglia la trasmissione/ricezione (fa entrare la palla dentro il quadrato o ne perde il controllo facendola allontanare eccessivamente dal quadrato). Com’è possibile intuire, quest’esercitazione è la logica conseguenza della struttura utilizzata nel riscaldamento prepartita 2013. Con la giusta progressione degli esercizi tecnici (relativi all’utilizzo corretto del piede di trasmissione/ricezione spesso approfondito) è possibile avere la rapida comprensione del compito motorio del mezzo odierno; è evidente che se la lettura dello spostamento del lupetto è corretta, dovrebbe esserci quasi un automatismo nel dominio corretto della tecnica (piede e parte del piede corretta). Ad esempio, se il lupetto è posizionato come in figura sopra, cioè in ritardo rispetto alla traiettoria della palla, si apre (stop di interno destro e trasmissione di interno destro) la traiettoria della palla a 2 tocchi con il piede destro.

    possesso2

    Se il lupetto invece tende ad anticipare l’apertura della palla (figura sopra), il giocatore chiuderà la traiettoria idealmente a 2 tocchi, stoppandola con l’interno destro a chiudere e trasmettendolo poi con l’interno sinistro (forzando questo tipo di movimento si allena con maggiore efficacia la protezione della palla). Se invece (figura sotto) il lupetto va in pressione su chi riceve e questo a poco spazio, sarà necessario (da parte del giocatore) fare 1-2 passi incontro alla palla, stopparla con l’esterno sinistro (frapponendo il proprio corpo tra palla e avversario) e ritrasmetterla (a chiudere) con il sinistro (interno o addirittura punta del piede se il lupetto è molto vicino).

    possesso 3

    L’esercitazione proposta è sostanzialmente semplice, ma la complessità insorge nel caso in cui si cerchi di effettuare i gesti correttamente come indicati sopra. Le varianti servono proprio per rendere progressivamente più difficile il mezzo. L’ideale è proporlo proprio dopo esercitazioni analitiche che utilizzano lo stessa struttura (quadrato); maggiore è la dimensione del quadrato e più facile sarà l’esecuzione dei gesti (perché il lupetto deve correre di più). Si può iniziare quindi con dimensioni di 12 x 12m fino a ridurre a 8x8m. Inizialmente si possono indicare “tocchi liberi”, poi “2 tocchi obbligatori” e infine “utilizzo obbligatorio dei piedi come indicato sopra nell’analisi dei movimenti” con le regole di sotto:

    • Se apro, uso a 2 tocchi il piede ad aprire.
    • Se chiudo e ho il lupetto sufficientemente lontano stoppo con il piede che apre e passo con quello che chiude.
    • Se chiudo perché c’è il lupetto in pressione, mi avvicino alla traiettoria della palla, stoppo con il piede che chiude e passo con il piede che chiude.

    È consigliabile incrementare la difficoltà, quando i giocatori riescono ad essere precisi e non riescono a far prendere la palla al lupetto. Per motivare adeguatamente i giocatori si può dare una penalità al lupetto, quando “subisce” 10 passaggi; al 10° passaggio, va in mezzo chi ha meno punti.

     

    VARIANTE CON 4 GIOCATORI

    possesso 4

    L’utilizzo di un giocatore in meno all’esterno allena anche i tempi di smarcamento di chi è fuori dal quadrato. Nella figura sopra è rappresentato l’esempio del giocatore blu a sinistra che, dopo essersi smarcato sul vertice sinistro/alto (per riceve l’eventuale passaggio ad aprire dal rosso), deve portarsi nel vertice basso/sinistro perché il rosso ha “chiuso” la traiettoria di passaggio. In questa struttura, i giocatori esterni possono spostarsi lungo il perimetro del quadrato, ma la palla non può entrare nel quadrato stesso. Anche in questo caso possono essere introdotte le varianti progressive dell’ESERCIZIO DI BASE (tocchi liberi, 2 tocchi, tocchi obbligati, restringimento del quadrato).

     

    CONCLUSIONI

    La didattica del concetto di possesso palla, tanto di moda oggi, è logico che segua una progressione esecutiva che inizi sin dai primi anni della scuola calcio e segua le seguenti tappe:

    • Prima tappa (Primi calci): gioco libero, sensopercettività della palla (guidare, calciare, fermare la palla).
    • Seconda tappa (Pulcini): gioco libero, concetto di smarcamento (zona luce, appoggio/sostegno, ampiezza, ecc.), esercitazioni analitiche per la trasmissione/ricezione della palla, possessi palla in forma semplice (come quelli del post odierno) e primi accenni ai “giochi di posizione” (a seconda del livello dei giocatori).
    • Terza tappa (Esordienti): gioco libero e con vincoli, consolidamento degli elementi sopra e approfondimento dei “giochi di posizione” (con particolare attenzione al posizionamento dei giocatori).
    • Quarta tappa (Giovanissimi): gioco libero e con vincoli, consolidamento degli elementi sopra, “giochi di posizione” (con particolare attenzione al posizionamento dei giocatori e alla finalizzazione) ed approfondimento globale/analitico dei movimenti di finalizzazione.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese ([email protected])

  2. Una proposta di seduta d’allenamento con possessi palla e partitelle a tema

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    Oggi pubblichiamo un’interessante proposta di allenamento di Simone Benecchi; rappresenta una sequenza di esercitazioni di difficoltà tecnico/tattica progressiva da sviluppare in allenamento con le seguenti finalità

    • Possesso palla + Potenza aerobica
    • Possesso palla + Finalizzazione

    Figura 1

    L’autore identifica la progressione di esercitazioni come ideale per la categoria Esordienti, ma con lievi modifiche relative alle dimensioni, è possibile proporla anche nella categorie superiori, fino ai Dilettanti. La sequenza è possibile svilupparla all’interno dello stesso allenamento (perché sostanzialmente utilizza la stessa struttura esercitativa), ma nulla vieta di poterla riprodurre in più sedute, mantenendo la stessa filosofia tecnico-tattica. Per facilitarne la lettura, rendiamo disponibile il contenuto tramite documento scaricabile

    Scarica il documento

    Autore: SIMONE BENECCHI

    • Allenatore UEFA B, Dottore in scienze delle attività motorie e sportive.
    • Allenatore dell’ACD SALA BAGANZA di Terza categoria ed Esordienti 2002.
  3. Riscaldamento: vecchie e nuove concezioni

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    (Aggiornato al 30/10/2020)

    Dopo aver affrontato e aggiornato il Riscaldamento pre-partita, cerchiamo di valutare (per chi opera nei settori dilettantistici) quali sono le migliori soluzioni da proporre per un warm-up ottimizzato alla categoria e alle finalità allenanti della seduta. Lo scopo principale del riscaldamento è sempre stato considerato quello di

    preparare ed ottimizzare il giocatore dal punto di vista psico-tecnico-tattico-fisico al lavoro successivo, sia questo di partita o di allenamento!

    Nel vecchio articolo dedicato al riscaldamento prepartita, abbiamo anche fatto una rapida carrellata dei meccanismi fisiologi responsabili di tale processo (turn-over di ATP, spostamento della curva della desossiemoglobina, diminuzione di viscosità ed aumento di elasticità delle fibre muscolari, ecc.), partendo dal presupposto che questi non rappresentano compartimenti “chiusi”, ma si integrano tra loro. Gli aspetti fisiologici che ritengo fondamentali da considerare ai fini pratici sono 2:

    • Il fattore che limita (dal punto di vista della velocità di attivazione) il massimo potenziale aerobico è il Complesso Piruvato Deidrogenasi, che richiede (a livello del mare) circa 7-8’ per andare a massimo regime. In altitudine questo tempo tende ad incrementare.
    • La temperatura finale raggiunta nel riscaldamento è un fattore fondamentale che indica la bontà di questo ed è dipendente dalla massima intensità raggiunta. In altre parole, non è possibile effettuare un riscaldamento adeguato basandosi esclusivamente sulla durata, soprattutto se si ha a che fare con discipline (come il calcio) in cui c’è la possibilità di dover effettuare sin da subito azioni di potenza elevata.

    Vecchie abitudini e nuove mode

    L’errore più grande, a mio parere, è di considerare il riscaldamento in allenamento come qualcosa che serve esclusivamente a “riscaldarsi” e prepararsi per la fase successiva. Come avviene nella Scuola Calcio (con le dovute proporzioni) sono convinto che il warm-up (in particolar modo a livello dilettantistico) debba essere strutturato in maniera tale da avere anche un effetto allenante. Ciò non deve avvenire in maniera scriteriata o casuale, ma seguire un criterio che tenga in considerazione che nella prima parte del riscaldamento il fisico non è ancora ottimizzato per tutte le tipologie di sforzo. Le correnti più gettonate attualmente sono 2:

    1) Quella di effettuare una routine di prevenzione infortuni ad ogni riscaldamento, che non abbia effetto solamente effetto preventivo nel contesto della seduta, ma anche a medio-lungo termine, lavorando sulla Mobilizzazione Attiva, sulla Resistenza Muscolare Locale e sulla Coordinazione. Non a caso, la FIFA ha strutturato un vero e proprio protocollo, di cui potete vedere il nostro commento nel post ad esso dedicato.

    2) Utilizzare esercitazioni per la tecnica, di difficoltà ed intensità progressiva al fine di lavorare su aspetti che, soprattutto a livello dilettantistico, sono spesso trascurati.

    Il primo dei 2 metodi può trovare estrema utilità a livello preventivo, ma sono convinto che ripeterlo continuamente durante l’anno, possa risultare estremamente noioso e di conseguenza possa essere eseguito con “sufficienza” da parte dei calciatori. Il secondo invece, permette ai giocatori di rimanere più concentrati e divertirsi maggiormente, a patto che chi somministra i mezzi sia competente in termini di Didattica della Tecnica analitica/globale e Tattica di base (per riuscire a contestualizzare le esercitazioni).

    Il nostro parere

    L’aspetto che ritengo fondamentale per un riscaldamento in allenamento è che non deve essere monotono!

    Il vedere i giocatori attenti ed incuriositi da quello che propone l’allenatore (o il preparatore…sostanzialmente chi dirige il riscaldamento) sin da subito, credo sia il modo migliore per iniziare l’allenamento!

    L’utilizzo di esercitazioni tecniche è un’ottima soluzione per sviluppare questo atteggiamento; poi importa relativamente se il riscaldamento dura 20’ o 25’, l’importante è che abbia un’impronta allenante nei confronti della tecnica con intensità e difficoltà progressive. Ancor meglio se il finale del riscaldamento sia propedeutico alla parte successiva. Ad esempio, se il primo esercizio dell’allenamento è un Gioco di Posizione (o qualcosa di simile, che abbia un’impronta sull’aspetto tattico di squadra), sarà ideale effettuare un riscaldamento sulla trasmissione/ricezione della palla, con un Possesso Palla finale (che sfrutta le strutture esercitative della prima parte del riscaldamento). Se invece il primo esercizio è dedicato alla rapidità (tipica seduta del Venerdì per i dilettanti) è possibile utilizzare come riscaldamento un mezzo che finisca con corse ad intensità quasi massimali.

    E la prevenzione infortuni? L’altra corrente di pensiero (sostanzialmente la routine di prevenzione infortuni, tipo FIFA11+) è altrettanto valida, ma implica e necessita la strutturazione di mezzi allenanti motivanti e non ripetitivi.

    In questi casi, solitamente preferisco inserire lavori di Rapidità coordinativa (a Bassa intensità ed elevata difficoltà esecutiva) nella prima parte, e lo stesso tipo di lavori (ma ad Elevata intensità) nella seconda.

    A livello dilettantistico, alternando riscaldamenti tecnici a riscaldamenti più coordinativi, si riesce a motivare adeguatamente i giocatori per tutto l’anno, dando anche impronte allenati che nel medio-lungo termine possono fare la differenza, rispetto a chi sottovaluta questa importante fase dell’allenamento. Quello che, a mio parere è importante tenere in considerazione, sono i 2 seguenti punti:

    • Anche se il riscaldamento viene fatto con la palla, è comunque importante inserire all’interno movimenti o posizioni (anche per breve durata) in grado di detendere le catene muscolari, secondo la funzionalità del movimento. Allo stesso tempo, è importante concluderlo con azioni (con o senza palla) di intensità tale da preparare nel migliore dei modi i giocatori ad affrontare le fasi successivi dell’allenamento.
    • La prevenzione infortuni, se non “coltivata” durante il riscaldamento, dovrà comunque trovare situazioni e mezzi allenanti in altri momenti della settimana, dedicando un tempo adeguato in base alla categoria, al tempo totale dell’allenamento ed ai mezzi a disposizione.
    Clicca sull’immagine per ingrandire

    Conclusioni e suggerimenti pratici

    Il riscaldamento deve essere funzionale alla parte successiva dell’allenamento e deve costituire (soprattutto nei dilettanti) uno stimolo che abbia degli scopi logici nei confronti della performance calcistica. Sotto potete trovare un elenco di mezzi allenanti che, con opportune modifiche, possono essere utilizzati come idee per riscaldamenti tecnici. Se invece preferite lavorare sull’aspetto coordinativo, troverete spunti nel nostro articolo dedicato alla rapidità coordinativa.

    Esercitazioni per la guida della palla

    Esercizi per la trasmissione/ricezione della palla

    Se trovi utili i contenuti del nostro sito e vuoi rimanere informato su ogni aggiornamento, connettiti al mio profilo linkedin.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico AC Sorbolo, istruttore Scuola Calcio A.S.D. Monticelli Terme 1960 ed Istruttore di Atletica leggera GS Toccalmatto. Email: [email protected]

  4. Il riscaldamento pre-partita

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    La scorsa estate abbiamo pubblicato un primo documento sul riscaldamento pre-partita con almeno 2 varianti (con e senza palla). Dopo un anno di utilizzo ci è sembrato estremamente più utile e gradita dai giocatori la versione “con la palla”; in ogni modo, sono emersi alcuni aspetti che possono essere migliorati, soprattutto in relazione alla variabilità della prima esercitazione e all’utilizzo di un gioco di posizione (che può includere anche il portiere). Di conseguenza oggi pubblichiamo la versione più aggiornata. Ricordiamo che la spiegazione razionale/fisiologica del protocollo e l’adattabilità alle varie categorie potete trovarle nel post dell’anno scorso.

    Scarica il documento sul RISCALDAMENTO PREPARTITA

    Germany's national soccer player Bender and Schweinsteiger warm-up during a training session in Gdansk

    Concludiamo con un’ultima precisazione; dovendo preparare alla partita, questo tipo di riscaldamento deve essere di intensità progressiva e comunque estremamente impegnativa dal punto di vista tecnico/tattico nella parte finale. Infatti, la differenza tra un riscaldamento pre-partita fatto bene ed uno fatto male (o in maniera superficiale dal punto di vista tecnico-tattico) si coglie nei primi 5-10’ della partita (poi ovviamente svanisce con il passare del match). Pochi minuti sono comunque sufficienti per mettere in difficoltà la squadra avversaria e riuscire ad essere pericolosi in zona rete. Consigliamo quindi di provare questo metodo almeno 1-2 volte in allenamento (in maniera tale da automatizzare gli atteggiamenti) e in un’amichevole.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese ([email protected])

    Un ringraziamento particolare al Mister Michael Soncini (allenatore Allievi US Povigliese) che ha fornito gli esercizi con la palla per il riscaldamento.

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