Tag Archive: papà

  1. Il disagio di non essere un campione

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    “Sono già le 15, il tempo è volato, devo andare alla Scuola Calcio, ma anche oggi non ne ho voglia. Ma papà insiste, dice che se non vado, non imparo, è vero, lui dice che sono già bravo, ma devo comunque insistere negli allenamenti per migliorarmi e diventare il più bravo. Anche se ……., anche se il Mister non è che ne capisce più di tanto, dice il mio papà. La società non fa nulla perché io migliori, magari in un’altra scuola sarei già pronto per …..

    Bambini e pallone 2E poi il Mister che mi fa giocare quanto gli altri e magari qualche minuto in meno, io che, secondo lui dovrei giocare sempre e più di tutti, e che sempre secondo lui, se non gioco la squadra non gira.

    Io, io vorrei tanto dirgli una cosa.

    Vorrei dirgli che non mi sento tanto portato per il calcio, infatti non credo affatto di essere bravo come dice lui, e anche il mio Mister, ce la mette tutta per insegnarmi qualcosa, per farmi divertire, già divertire, è quello che il mio Mister dice sempre, vi dovete divertire, al calcio ci penserete dopo.

    Ma questo il mio papà non lo sa, altrimenti, mi porterebbe subito in un’altra scuola, una scuola dove veramente si diventa calciatori, e non qui dove sono ora, che ci si diverte.

    Ma io qua, anche se il calcio non tanto mi piace, ho i miei amici, con loro sto bene, sono simpatici e insieme facciamo passare l’ora che altrimenti per me sarebbe noiosa”

    Vorrei credere che questi pensieri, non passassero mai per la mente di un bambino, vorrei credere che lui faccia le sue scelte, la piscina, la pallacanestro, il rugby o chissà cos’altro.Mi piacerebbe credere che il bambino non veda l’ora di recarsi a fare SPORT, lo sport che diverte, che forma e che fa crescere, così come gli hanno insegnato i genitori.

    Vorrei credere, che il Mister di mio figlio sia bravo, se non il migliore, perché con lui mio figlio si diverte, si stanca e soprattutto si muove.

    Vorrei credere che tutto ciò che il Mister di mio figlio fa o dice è giusto, propedeutico, interessante e divertente.

    Vorrei credere …………………………….

    Bambini e palloneTutti, Genitori, Dirigenti e Mister sappiamo che non è così, certo qualche genitore “diverso” ci sarà pure, ma li abbiamo incontrati, in tutte le società in cui abbiamo prestato la nostra opera, li abbiamo sentiti, direttamente o indirettamente, li abbiamo sentiti. Loro hanno sempre preteso che il figlio fosse trattato da campione, che il figlio giocasse sempre e più di tutti, cronometro alla mano, pronti a contestarti il minuto in meno. Incuranti di alzare la voce di fronte ai compagni del proprio figlio, gli altri genitori. Ma soprattutto incuranti dello sguardo implorante del proprio figlio, che vorrebbe solo divertirsi, non importa se prendendo a calci un pallone, se cercando un canestro, o sguazzando nell’acqua, o ……già vorrebbe soltanto divertirsi come dice il suo Mister, vorrebbe non essere un CAMPIONE.

    Nicola Amandonico

  2. Lettera alla MAMMA: spettatrice … protagonista!

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    (L’emisfero destro … dei giorni nostri!)

    Salve a tutti, sono un bambino del XXI secolo, voglio raccontarvi una storia …

    In questo strano mondo del calcio (giovanile) troppo spesso si condanna preventivamente la figura del ‘genitore-papà’ reo sempre e comunque di tutti i comportamenti negativi diretti o indiretti veicolati al proprio figlio.

    Non nego, anzi avvaloro, l’enorme danno che tanti papà (molti dei quali coscienti del proprio delirio personale) arrecano ai propri figli tramite atteggiamenti infantili e gesti inconsulti …

    La premessa è d’obbligo, d’altronde se l’Italia è conosciuta, anche, per essere ‘la patria dei 60 milioni di allenatori’ (una delle tante medaglie del Bel Paese …) un motivo per queste strambe deviazioni identitarie dovrà pur esserci …

    Nei famosi 60 milioni, ovviamente, come avrete capito, non possono non esserci, abalotelli e mammanche, le tante mamme che accorrono spasmodicamente al ’capezzale ludico’ dei propri cuccioli …

    E’ inutile ma obbligatorio visti i tempi, rilevare di non voler fare di tutta l’erba un fascio, ma è inevitabile ricorrere a questa sottolineatura per evitare di incorrere nelle sabbie mobili del populismo (becero) da quattro soldi.

    Cara mamma, è inutile che tu stia lì a guardarmi ore e ore … sarebbe più opportuno che tu mi aspettassi a casa, come facevano le nonne di oggi con i figli di allora: VOI, i genitori moderni …

    Non è necessario che tu venga a fare una sfilata di moda a ogni partita che gioco … e butta quella sigaretta ché ti fa male …

    La mamma, nel XX secolo, era di solito a casa, non s’interessava di quello che non conosceva (il calcio)… per indole, riteneva il gioco del calcio un esercizio noioso e incomprensibile!

    Faceva da mangiare: il ragù cuoceva per oltre 3 ore … oggi dispensa consigli e varianti tattiche secondo quello che le ‘passa’ per l’emisfero destro del proprio cervello …[citazione scientifica: nel cervello femminile, il corpo calloso (una struttura composta da fibre nervose che connettono l’emisfero di destra con quello di sinistra) è molto più complesso. Nella donna, quindi, i due emisferi comunicano più facilmente tra loro.

    Conseguenze? L’uomo tende a elaborare la realtà basandosi soprattutto sull’emisfero sinistro, razionale, logico e rigidamente lineare. La donna utilizza in misura maggiore l’emisfero destro che permette di compiere operazioni mentali in parallelo, ed è più legato alla sfera emozionale e al linguaggio analogico.]

    Secondo la scienza, quindi, la donna sarebbe addirittura sprecata nel seguire l’andamento irregolare e poco ortodosso di una sfera presa a calci!

    Capito mamma? Ci sono cose appropriate per ogni emisfero … non è un discorso sessista e non deve neanche sembrare una forzatura alla quotidianità cui ci stiamo abituando …

    “Mio figlio deve giocare dietro, davanti deve giocare quell’altro … mio figlio non può giocare in porta: è sprecato …” Musica e parole ‘rubate’ ai papà (l’altro emisfero dei milioni di allenatori) sciorinate a uso e consumo della platea (ipocrita) compiacente che le deglutisce senza soluzione di continuità …

    Cari genitori, non è bello vedervi dietro le reti di recinzione come foste delle scimmie allo zoo in cerca della nocciolina che in questo caso sarebbe un mio gol … mio e solo mio, sconfessando la natura primordiale del gioco del calcio che nasce come gioco di squadra!

    Commentate sacentemente, e di solito senza le basi del mestiere, la prestazione di questo o quel bambino … ritenendolo più o meno pronto per entrare a far parte del primo o del secondo gruppo …

    chiccocalcio3La moda del momento è: parlare di bambini più o meno pronti, è il nuovo modo di giudicare, senza infierire più di tanto, sulle qualità ‘calcistiche’ di bambini di 10 anni …

    Non si usa più il termine ‘bravo’ o ‘pippa’… Si è trovato un modo politically correct per definire un bambino in rampa di lancio, o meno, per l’universo indefinito del professionismo …

    Lo stratagemma è chiaro: ‘c’è una speranza per tutti’! Con la celata approvazione di chi gestisce il sistema…

    Se, cari Mamma e Papà non siete riusciti a imporvi, ai vostri tempi, nello sport (sempre che ci abbiate provato), non è detto che debba riuscirci IO … è vero che oggigiorno è sempre più difficile trovare lavoro e che diventare famosi e ricchi aprirebbe a me, e forse anche a voi, prospettive di vita fantasmagoriche … ma penso che dobbiate darvi, TUTTI, una ridimensionata così da permettere a noi bambini di ritagliarci qualche ora di svago in questa vita frenetica che anche a noi, a 10 anni, cerca di rubare la spensieratezza che voi avete perso e che sembra non vogliate concederci col vostro atteggiamento …

    Ok mamma? Non te la prendere … e se non ti senti parte integrante di questo quadro che ho descritto, ti dedico queste ultime righe …

    “Le donne provano la temperatura del ferro da stiro toccandolo. Brucia ma non si bruciano. Respirano forte quando l’ostetrica dice “non urli, non è mica la prima”.Imparano a cantare piangendo, a sciare con le ossa rotte.”

    Concita De Gregorio, Malamore – (ed. Mondadori)

    Luca Sbarbaro per mistermanager.it

    Claudio DamianiA cura di Claudio Damiani

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