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  1. E’ arrivato Honda al Milan: si parla di “jet lag”

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    E’ arrivato Honda al Milan e Galliani ha affermato ai media che sarebbe prematuro farlo giocare già da domenica contro il Sassuolo.

    Neanche fosse lui l’allenatore o facesse parte dello staff tecnico…

    galliani allegriFosse lui a palpare la stanchezza o le sensazioni dei giocatori, a seguirli durante la seduta, a vivere la settimana in campo.
    Viene da sorridere, anche se in realtà per ciò che riguarda il neo acquisto del Sol Levante un problema legato ai fusi orari potrebbe sussistere: il così chiamato “jet lag”.

    Ma cos’è il “jet lag”?

    Esso (spesso indicato come “mal di fuso”) o disritmia, discronia o ancora disincronosi circadiana, è una condizione clinica che si verifica quando si attraversano vari fusi orari (di solito più di due fusi orari), come avviene nel caso di un lungo viaggio in aereo.

    In questi casi, giunti a destinazione si è assonnati, stanchi o confusi. Il fenomeno si verifica a causa dell’alterazione dei normali ritmi circadiani; per ripristinarli, spesso viene utilizzata la melatonina. (fonte Wikipedia).

    Quindi, la preoccupazione dell’Amministratore delegato e vice presidente rossonero non è poi così infondata; resta un fatto: si presume che certe scelte tecniche debba eseguirle solo ed esclusivamente l’allenatore…

    La gravità delle manifestazioni del Jet lag può essere variabile e dipende da:

    • Numero di fusi orari attraversati: la probabilità di sviluppare il Jet lag aumenta proporzionalmente con il numero di meridiani attraversati.
    • Direzione del volo: il Jet lag si verifica solo in caso di voli trasversali, da ovest verso est e viceversa, e non quando si viaggia lungo lo stesso meridiano (nord-sud). Il disturbo si può avvertire maggiormente se si viaggia verso est, perché si “perdono” ore. Il problema del Jet lag è particolarmente pronunciato per i piloti di linea, gli equipaggi e chi viaggia con una certa frequenza. Le compagnie aeree hanno regolamenti volti a combattere la stanchezza dei piloti, causata da Jet lag.
    • Ora di partenza e di arrivo.
    • Fattori ambientali: la ridotta umidificazione dell’ambiente durante il viaggio aereo e la limitazione dei movimenti per periodi prolungati possono favorire la comparsa di alcuni sintomi del Jet lag.
    • Suscettibilità individuale: età, sesso e condizioni di stress.

    Solitamente la pausa per le nazionali restituisce ai club i giocatori impegnati, solo poche decine di ore prima dei vari impegni. E in qualche modo questo influenza le scelte degli allenatori, costretti già, soprattutto quelli impegnati in Europa, a districarsi in turnover più o meno accentuati. In realtà in casi è difficile parlare di giocatori stanchi, la differenza sostanziale la fa il jet-lag.

    Giocherà il nuovo acquisto del Milan?

    Utilizza il calcolatore di jet lag!

     

    A cura di Claudio Damiani

    Claudio Damiani

  2. “Il Nuovo Calcio” e MisterManager.it: una nuova sinergia

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    Sono lieto di annunciare la grande opportunità che mi ha dato il nuovo direttore de “Il Nuovo Calcio” Ferretto Ferretti, per poter esprimere le mie idee e metterle a confronto e a disposizione dei numerosissimi seguaci del “Top magazine” dedicato ad allenatori, preparatori ed addetti ai lavori del mondo del calcio e del calcio a 5.

    il mio compito sarà quello di proporre una serie di quesiti, esercitazioni, analisi e video su squadre, avversari e giocatori sempre in linea con lo stile affermato della pagina facebook e del sito ufficiale della rivista. Mi auguro di poter essere all’altezza e poter imparare molto anche da questa esperienza.

    Il professor Ferretti, docente di metodologia ai corsi allenatori del Settore Tecnico FIGC di Coverciano, allenatore di base e preparatore atletico professionista, che ha lavorato per più di 20 anni in serie A, è la nuova guida della rivista; un direttore che porta una grande quantità di esperienza vissuta sul campo. Egli conosce le dinamiche e le esigenze di chi lavora o si diletta in questo mondo in continua evoluzione, ma soprattutto cosa respira, cosa osserva e cosa vuole apprendere l’uomo di calcio moderno.

    Il suo avvento ha portato a un notevole cambio organizzativo a livello di immagine e di protagonisti; queste le sue parole pronunciate al momento dell’investitura:

    ferrettiÈ un grande piacere e un onore assumere la direzione de’ Il Nuovo Calcio, rivista che ho visto nascere nei lontani anni ’90. E ho contribuito a far crescere nelle prime stagioni. Sono passati più di vent’anni, il calcio è cambiato radicalmente nelle metodologie d’allenamento, negli aspetti tecnico-tattici, per quanto concerne le componenti psicologiche e di comunicazione. Fortunatamente, sono rimasti immutati l’interesse e la passione dei molti addetti ai lavori, in particolar modo il desiderio di conoscere, apprendere e migliorare da parte di allenatori e preparatori di qualsiasi livello ed età. Anzi è cresciuto! Lo percepisco tutti i giorni in campo e in aula: da Coverciano a quelli periferici.

    Per questo motivo, il primo obiettivo che mi sono posto è quello di rendere il più interessante possibile il nostro mensile. Un mensile per tutti coloro che vivono il calcio in prima persona: giocatori, allenatori, preparatori, sia di giovani, sia di adulti. Per riuscire in questo scopo, penso sia importante che ognuna di queste figure trovi qualcosa dedicato, qualcosa che lo aiuti a migliorare realmente. Quindi, come accade spesso quando vi è un cambio in panchina, servono delle novità. La prima, l’avrete sicuramente notata, è la veste grafica, più attuale e fresca. A volte anche la “maglietta” fa la differenza. Poi ci sono i contenuti: se avete sfogliato le pagine con curiosità ancora prima di “studiarle”, sono gr premium calcioiffate da nuovi e soprattutto autorevoli uomini di calcio. Uomini di campo! Perché questa è la seconda delle finalità che mi sono posto: cercare di creare il giusto mix tra lavori pratici e quel pizzico di scientificità che deve sottendere l’universo dell’allenamento. In modo che, come ha detto l’amico Fulvio Fiorin nella sua opinione, Il Nuovo Calcio diventi un punto di riferimento per chi fa… calcio.

    Come accennato, tutti devono trovare qualcosa. Qualcosa di qualità! Quindi, in ogni numero vi saranno articoli incentrati sugli aspetti tecnico-tattici, per adulti e settore giovanile, di metodologia, tecnica e coordinazione per l’attività di base, di preparazione fisica, di allenamento per i portieri, di medicina, alimentazione e regolamento/carte federali, nonché di calcio a cinque e femminile.

    Non vogliamo dimenticare certo l’attualità, con l’analisi tattica dei top team dei principali campionati europei, firmata Giovanni Galli; l’intervista al giocatore (il primo è Alessandro Diamanti) e quello che a mio parere più rappresenta il nostro mondo: l’approfondimento con l’allenatore e il suo staff, redatto a più mani da addetti ai lavori. E in questo numero, i protagonisti sono Vincenzo Montella e i suoi collaboratori, che ringrazio per la disponibilità. È solo l’inizio. L’inizio di un nuovo corso. Che vuole coinvolgere sempre di più tutti voi lettori. Perché si migliora solo nel confronto.

    Ferretto Ferretti

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    A cura di Claudio Damiani

    Claudio Damiani

    NCMontella

     

     

     

     

     

     

     

     

  3. Garcia, multa scampata per il cellulare. Se nel calcio irrompe la tecnologia…

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    Il caso Rudi Garcia, “sorpreso” in panchina durante una comunicazione al cellulare con il suo vice non appena arrivato in Italia, aveva riaperto il dibattito sull’invadenza della tecnologia nel calcio e nello sport. L’allenatore della Roma non fu stato multato dal giudice sportivo, perché il contatto “vietato” non era stato trascritto nel referto arbitrale.

    «Non sapevo che da voi in Italia non si potesse parlare al cellulare in panchina», si è giustificato dopo Livorno-Roma l’ex tecnico capitolino Rudi Garcia, che nel primo tempo aveva telefonato al suo collaboratore tattico Frederic Bompard. Scena che non è sicuramente passata inosservata ai media che, alla fine della partita, hanno avvisato Garcia sul probabile arrivo di una multa. «Ho usato il telefonino – ha detto sorpreso l’allenatore della Roma – perché la radio non funzionava. Dovevo sentire il mio vice che segue la partita dall’alto. È vietato? In Francia l’ho sempre fatto». Non è così però: nel calcio la Fifa, nel suo regolamento sovranazionale, si
    oppone allo strapotere del cellulare e delle radiocomunicazioni. Garcia insomma non avrebbe potuto parlare al telefonino con il suo assistente nemmeno in Francia. Intanto il giudice sportivo ha emesso i provvedimenti sulla prima giornata di campionato, ma non si è espresso sulla comunicazione vietata in quanto non era stata segnalata dal referto arbitrale né, al momento, dagli ispettori della procura federale.

    GarciaLE REGOLE – Nelle Interpretazioni delle “Regole del giuoco e linee guida per arbitri”, l’articolo 4 non lascia spazio a interpretazioni stabilendo che “l’uso di sistemi di radio comunicazione tra calciatori e/o lo staff tecnico non è consentito”. Ma si ricordano tanti casi di comunicazione tra campo e tribuna, soprattutto tra allenatori squalificati e i loro vice in panchina. Comportamento sulla carta contro il regolamento, ma ormai diventato “consuetudine”.

    CONTE, L’ALLENATORE IN TRIBUNA – Il mister juventino due volte campione d’Italia, Antonio Conte, durante i dieci mesi di squalifica che la Corte di Giustizia Federale gli ha comminato nella sentenza di appello, sussurrava al cellulare da un palco in tribuna con i vetri oscurati. A bordo campo campo Massimo Carrera, suo vice, si sgolava per riportare alla squadra gli ordini che arrivano dall’allenatore, quindi “dall’alto”. Un esperimento, alla luce delle vittorie in campionato, che ha funzionato e che ha dimostrato che (forse) avere o meno l’allenatore in panchina fa lo stesso.

    CALCIATORI COME ROBOT – Nel 2005 in una partita del trofeo Bernabeu, il Real Madrid dotò di auricolare ricetrasmittente il capitano Raul Gonzalez, coronando il sogno segreto di ogni allenatore: entrare nella testa dei calciatori e impartire ordini di squadra senza urlare e gesticolare da bordo campo. L’allora tecnico Vanderlei Luxemburgo e la dirigenza madridista all’epoca non diedero seguito all’esperimento, lasciando ancora spazio (e che spazio) alla fantasia dei blancos.

    COMUNICAZIONI IN CHIARO PER LA F1 – In Formula 1 da molti anni sono consentite, in modo accessibile ai media e alla Fia, le comunicazioni via radio tra pilota e box, sia nelle prove ufficiali sia in gara. Lo scambio di informazioni tecniche fa parte ormai integrante della corsa, non a caso spesso si attribuisce al box il merito di una vittoria o la responsabilità di una sconfitta, quasi a porre in secondo piano il ruolo del pilota.

    AURICOLARI PER TUTTI I CICLISTI – Le comunicazioni radio sono libere anche nel ciclismo. Dal 1998 sono state consentite in tutte le corse. I primi esperimenti vennero fatti nel 1992 dalla Carrera, al Giro d’Italia. Nel 1995 la prova fu estesa al Tour de France, dove Jalabert e compagni ricevevano le indicazioni di gara direttamente via radio dall’ammiraglia lontana. Nel 1996 l’esordio della radio ai mondiali, fu l’italiano Chiappucci a utilizzare per primo il contatto radio permanente con il suo direttore sportivo durante la corsa. Dal 1998 gli auricolari sono tutt’uno con i corridori in gara, e ciò ha cambiato anche le abitudini delle ammiraglie e dei direttori sportivi, che possono gestire meglio le corse delle rispettive squadre.

    PRIMA DI SCIARE – Nello sci le comunicazioni radio fra lo sciatore e i propri tecnici sono autorizzate fino al momento della partenza. L’atleta fino a un momenti prima di lanciarsi in pista può ricevere indicazioni dal suo direttore sportivo.

    IL FOOTBALL – Ma la disciplina pilota nel campo delle telecomunicazioni tra protagonisti è il football americano: lì, da tempo (in parallelo all’introduzione dell’istant replay, una moviola istantanea per gli arbitri) l’head coach, il capo allenatore, si parla costantemente via cuffie con i suoi collaboratori e addirittura con il proprietario che assiste ai match in tribuna. Il sogno segreto di Berlusconi e del suo Milan?

    Luca Salici
  4. Fase di possesso: uno sviluppo del gioco dalle retrovie molto in voga

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    In questo inizio di stagione alcune squadre stanno utilizzando con costanza un nuovo modo di impostare il gioco con manovra ragionata.

    Club di Serie A e B, Juventus, Inter, Torino, Roma in primis, fanno uso di questo sistema di gioco in fase di possesso.

    Nel momento in cui vi è palla in mano al portiere o deve essere eseguita una rimessa dal fondo, si nota sempre più spesso un posizionamento di due difensori pronti a ricevere larghi al di sotto del vertice dell’area di rigore, con il difensore centrale (in caso di difesa a 3 o a 5), o il centromediano metodista (se la difesa è a 4), che si colloca a dare una soluzione in zona centrale, al limite dell’area.

    Nell’esempio in figura abbiamo considerato una squadra schierata con modulo di gioco 1- 4-4-2. Cambia poco in un modulo 1-3-5-2 (vedi Juventus): al posto del mediano, (n. 4), rimane il centrale dei tre difensori mentre i “quinti” di centrocampo si posizionano larghi, quasi a toccare la linea mediana.

    1. I difensori centrali esterni si sono collocati bassi al di sotto del rispettivo vertice dell’area;
    2. il metodista è arretrato per ricevere ma anche per dare copertura preventiva;
    3. i difensori esterni sono larghi e avanzati.

    posizione start

    La Roma di Garcia (modulo 1-4-2-3-1), tende solitamente a far allargare Castan e Benatia nella zona poco indietro al vertice dell’area di rigore, con arretramento di De Rossi a fare il centrale e a ricevere palla, con i difensori esterni, Balzaretti e Maicon già sistemati nei pressi della linea di metà campo a fungere da ali aggiunte. Nel caso della Roma, questa è una soluzione tattica che viene sviluppata non necessariamente da una situazione di palla in possesso del portiere (o da rimessa dal fondo), ma anche in situazione di gioco “dinamico”.

    Perchè viene utilizzata questa tattica?

    Il posizionamento di due difensori nella zona poco più bassa del vertice dell’area può portare a delle situazioni vantaggiose:

    1. Far salire gli avversari che non intendono far partire la manovra ragionata dai difensori stessi; in questo caso si riuscirà ad ottenere un “allungamento” delle maglie degli avversari e nell’eventualità in cui il portiere riuscisse a servire i centrocampisti centrali piuttosto che i giocatori situati sulle fasce laterali, la squadra antagonista si troverebbe già in una situazione di inferiorità numerica pericolosa.
    2. Fare ricevere palla a uno di essi (5 o 6), potendo così far raggiungere l’obiettivo della squadra che vuole riprendere il gioco dalle retrovie;
    3. fare ricevere i giocatori 9 o 10;
    4. Fare ricevere i giocatori 2 o 3.

    Dipenderà molto dalla strategia difensiva della squadra antagonista; pressing ultraoffensivo? Attende nella metà campo con 10 giocatori dietro la linea della palla?

    E’ implicito considerare che i difensori debbano possedere doti tecniche non comuni oltre che uno spiccato livello di personalità nel ricevere palla in zone di campo notoriamente rischiose, in caso di perdita di possesso.

    Non ultimo fattore da considerare, le capacità del portiere nel gestire il pallone coi piedi. Il voler sviluppare gioco dalle retrovie in questo modo, prevede un coinvoilgimento costante della figura dell’estremo difensore che, in molti casi può trovarsi a ricevere retropassaggi o vedersi coinvolto in “giropalla” frequenti.
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    A cura di Claudio Damiani

    Claudio Damiani

  5. I migliori giovani della Champions League

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    Benvenuti al quinto appuntamento della rubrica targata mistermanager.it sui giovani Under 23 impegnati in Champions League con i rispettivi club. Andiamo a scoprire insieme i 3 giovani che si sono distinti in questa quinta giornata del torneo più prestigioso d’ Europa.

     

    1.douglas costa

    Douglas Costa (Shakhtar Donetsk 1990)- L’ Ala destra brasiliana dello Shakhtar è l’ artefice della netta vittoria contro il Real Sociedad per 4-0. Douglas Costa nella fascia destra fa quello che vuole, tecnica sopraffina, i difensori spagnoli faticano a contenerlo. Al 37′ serve l’ assist all’ attaccante Adriano con un preciso cross basso. Nel secondo tempo si scatena mettendo a segno una doppietta personale. Il primo goal lo segna al 68′ dopo un perfetto contropiede. All’ 87′ segna il suo secondo goal. Serata di Champions da incorniciare per il giovane brasiliano. DECISIVO

    2.salah

    Mohamed Salah (Basilea 1992)- Come all’andata l’esterno offensivo del Basilea è decisivo nella vittoria contro il Chelsea, che rilancia la squadra Svizzera in chiave qualificazione per gli Ottavi di Finale. Salah ormai è conosciuto da tutti e non bisogna nuovamente presentarlo visto che è la secoda volta che figura in questa rubrica. All’ 87′ Schar offre l’ assist al giovane egiziano che con la sua velocità supera Ivanovic e Cech, mettendo dentro il goal vittoria per il Basilea. GIOIELLO

    3.wilshere

    Jack Wilshere (Arsenal 1992)- Il giovane Inglese ipoteca la qualificazione dell’ Arsenal agli Ottavi di Finale grazie alla doppietta contro il Marsiglia. Wilshere ha un talento enorme, e contro il Marsiglia mostra tutto il suo repertorio, orchestra a centrocampo insieme a Ozil e poi dopo 27 secondi segna il goal più veloce della storia della Champions (fatto da un giocatore Inglese) e al 65′ si inserisce ancora alla perfezione per la sua doppietta personale, grazie a un passaggio preciso in area di Ozil. Molti infortuni e tenero di vita un pò sulle righe hanno frenato la carriera di Wilshere. Adesso sembra aver ritrovato lo smalto giusto. TALENTO

    Angelo Rosso

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

  6. I migliori giovani della Champions League

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    Con ampio ritardo Benvenuti al quarto appuntamento della rubrica targata mistermanager.it sui giovani Under 23 impegnati in Champions League con i rispettivi club. Andiamo a scoprire insieme i 3 giovani che si sono distinti in questa terza giornata del torneo più prestigioso d’ Europa.

    1. ThauvinFlorian Thauvin (Marsiglia 1993)- Il giovane francese, campione del mondo U20 in carica ha messo in difficoltà la retroguardia del Napoli. Dopo un primo tempo anonimo, Thauvin nel secondo tempo cambia volto alla sua partita trascinando la sua squadra fino al pareggio. Goal del 2 a 2 realizzato proprio da lui, dopo aver sfiorato il goal in due azioni precendenti. Solo un grande Higuain ha reso vano la prestazione del giovane francese. Nella fascia destra detta legge, bravo ad accentrarsi e andare al tiro, un talento pronto all’ esplosione. TALENTO CRISTALLINO

    2. denswil

    Stefano Denswil (Ajax 1993)-Il difensore centrale dell’ Ajax ha ben impressionato nell’ ultima giornata di Champions League. Nella gara contro il Celtic Denswil ha curato alla perfezione la fase difensiva degli olandesi e si è spinto parecchie volte in attacco, mancando un meritato goal solo per questione di centimetri. Denswil sta conquistando la fiducia di De Boer, dopo un inizio nella squadra B, adesso è impiegato regolarmente in prima squadra dove ha già raccolto 8 presenze. In Champions League vanta 4 presenza e 1 goal segnato. SOLIDO

    3.

    donatiGiulio Donati (Bayer Leverkusen 1990)-Dal Grosseto alla Champions League, questo è il salto che ha fatto Giulio Donati (vice campione d’ Europa U21) con il Bayer Leverkusen. Donati già da un po di tempo si sta mettendo in mostra in Budesliga e in Champions con prestazioni eccellenti. Rispondendo a tutti i suoi detrattori che non hanno creduto in lui. In Ucraina contro lo Shakhtar, Donati è risultato tra i migliori in campo, abile in fase difensiva ha limitato il talento brasiliano Bernard e ha provato anche qualche cross per la testa di Kießling. SOTTOVALUTATO

    Angelo Rosso

  7. Integrazione Alimentare: Kyani sbarca finalmente in Italia!

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    PartnerLogoKyani è il l rivoluzionario nutriceutico che sta spopolando nel mondo del fitness e dello sport in genere, garantisce più prestazioni, maggior resistenza e rigenerazione / recupero, come nessun prodotto aveva fatto prima d’ora, certificato e brevettato a livello mondiale deriva da prodotti 100% naturali da culture biologiche, già consigliato da naturopati e nutrizionisti

    my_LogoMisterManager, già distributore dei prodotti Kyani in Italia (vedi negozio online), annuncia che finalmente dopo una fase di pre-lancio, la multinazionale americana dei nutriceutici. Se volete venire a conoscenza del mondo Kyani, della qualità dei prodotti e dell’opportunità di business esclusivo, contattateci per ricevere tutte le informazioni del caso e degli eventi qui sotto elencati

    Il 26 e 27 Ottobre 2013 a Bologna per la prima volta il fondatore Kirk Hansen verrà in Italia.
    Siamo tutti in gran fermento per questo fantastico evento segnati subito queste date in agenda, sarai dei nostri !

    I PROSSIMI MEETING IN ITALIA: a grande richiesta !!!

    ROMA – KYANI Opportunity Meeting. Martedì 24/09/2013 – inizio ore 21:00
    ALBERGO NOVOTEL LA RUSTICA – Via Andrea Noale, 291 – 00155 ROMA
    Ospite Speciale Diamond Mauricio Cifuentes

    ANCONA – KYANI Opportunity Meeting. Giovedì 19/09/2013 – inizio ore 21:00 (ospite speciale Emerald Paolo Ronci). Giovedì 26/09/2013 – inizio ore 21:00 (ospite speciale Emerald Paolo Ronci)
    KLASS HOTEL – SS 16 Km 317 – CASTELFIDARDO (ANCONA)

    BARI – KYANI Opportunity Meeting
    Sabato 28/09/2013 – inizio ore 11:00 mattino
    HILTON GARDEN INN HOTEL – Via Don Luigi Guanella, 15 – BARI
    Ospite Speciale Blue Diamond Alessandro Zicola
    Diamante piu veloce nella storia di kyani e al momento 2 classificato nel ranking mondiale fra i blue diamond…

    TARANTO – KYANI Opportunity MeetingSabato 28/09/2013 – inizio ore 17:00location da definire (vi aggiorneremo presto). Ospite Speciale Blue Diamond Alessandro Zicola
    Diamante piu veloce nella storia di kyani e al momento 2 classificato nel ranking mondiale fra i blue diamond…

    SOTTOMARINA (VENEZIA) – KYANI Opportunity Meeting. Venerdì 27/09/2013 – inizio ore 21:00; BOSCOLO HOTEL AIRONE – Viale Lungomare Adriatico, 50 – Sottomarina (VE); Ospiti Speciali: Diamond Mauricio Cifuentes e Davide Grandi

    Non perdete questa occasione di cambiare il vostro stile di vita!

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  8. Lassù qualcuno… non ci ama!

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    Qualcuno che abita ai piani alti, si è mai chiesto cosa succede ai piani bassi ?

    Come si vive, come si sopravvive nel calcio minore ?

    Ogni giorno è una battaglia, su più fronti, presidenti, genitori, allenatori, dirigenti, figure istituzionali e non ultimi i ragazzi. Un cocktail esplosivo che rischia ogni attimo di distruggere tutto il movimento.

    Ma la passione, questa maledetta passione, ci fa ancora restare in piedi, annullando di volta in volta l’effetto deflagrante di questo ordigno.

    AbeteNoi continuiamo a guardare i nostri fratelli più grandi che litigano per una torta, mentre noi continuiamo a vedere solo le briciole e alle volte nemmeno quelle.

    Eppure il calcio dilettantistico è un’onda enorme, che muove migliaia e migliaia di persone, che ogni giorno, sacrificando tempo e denaro si danno da fare per far si che i loro ragazzi corrano dietro ad un pallone.

    Loro, i nostri fratelli più grandi, con i loro vizi e i loro capricci, che indossano più maglie insieme, pronti a sfilarsele appena gli conviene.

    Loro, i nostri fratelli più grandi, che hanno dimenticato, hanno cancellato i ricordi di chi li ha fatti arrivare lì.

    Noi fratelli più piccoli che tra un mare di fango e polvere, con acqua fredda per le docce, con campi che ci sono e non ci sono, che troviamo chiusi per un capriccio politico.

    Noi fratelli più piccoli che sudando e facendo cattivo sangue facciamo si che qualche presunto “campione” salga nella casa dei fratelli maggiori, senza che nessuno ci dica grazie, senza che nessuno ci incoraggi, sconosciuti, soli con la nostra maledetta e infinita passione.

    Nicola Amandonico

  9. Schede di allenamento tecnico per esordienti (seconda parte)

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    grossetogiovaniProsegue la pubblicazione relativa all’apprendimento della tecnica di base allenata nel progetto “Grosseto Giovani”.

    Come già fatto con la prima, postiamo anche la seconda serie di schede di allenamento.

    L’autore è ancora Maurizio Bruni, allenatore/istruttore presso la Scuola Calcio “Grosseto Giovani”, nonchè responsabile tecnico.

    Scarica qui di seguito il documento pdf:

    [download id=”27397″]

  10. La presentazione video della squadra da affrontare – seconda parte

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    Di Daniele Zoratto – Relatore Prof. E. Ferrari – Tesi dl Corso Master F.I.G.C. 2005/06; Fonte: Settore Tecnico

    Riprendiamo il discorso iniziato nella prima parte relativo alla redazione (raccolta dati, analisi ed elaborazione, esposizione), di un’analisi video riguardante l’avversaria da affrontare, sulla base dell’esperienza dell’ex giocatore del Parma e attuale tecnico della Nazionale U17, Daniele Zoratto.

    L’ESPERIENZA – Cosa​ il​ giocatore ​vuol ​vedere​ dal ​video ​di​ una​ squadra​ avversaria? Considerando l’esperienza fatta da giocatore e da collaboratore tecnico con diversi allenatori ritengo la preparazione video importante per:

    • ​avere un quadro completo dei concetti di gioco della squadra che si andrà ad affrontare;
    • ​valutare la condizione psico-fisica;
    • ​individuare e selezionare le azioni che tendono a ripetersi durante la gara;
    • ​il comportamento della difesa, del centrocampo e dell’attacco in fase di possesso palla o di non possesso palla;
    • ​individuare come la squadra difende e come attacca; come effettuano le situazioni di palle inattive a favore e contro; individuare i movimenti più importanti dei singoli giocatori e capirne le caratteristiche tecnico-tattiche e fisiche;

    imageQueste situazioni devono essere selezionate per poi spiegare ai giocatori le strategie da attuare in funzione delle caratteristiche individuali e di squadra per evitare il più possibile le sorprese durante la competizione. Per catalogare in maniera razionale tutte le variabili ho trovato interessante la scheda che ha preparato il Sig. A. Zaccheroni da me modificata in alcuni punti.

    Questo tipo di lavoro richiede competenza, esperienza e tempo. Un aspetto importante nella ricerca e montaggio delle immagini riguarda il rapporto strategico interpersonale che si instaura tra allenatore e collaboratore in quanto la presentazione del VIDEO deve soprattutto rispecchiare la filosofia dell’allenatore.

    Durante questo lavoro mi avvalgo di un collaboratore per poter essere più preciso nell’analisi delle immagini, avendo così la possibilità di confrontarmi ed essere aiutato nella parte tecnica del montaggio.

    Il giocatore generalmente dal video vuole vedere: qual è il sistema di gioco della squadra avversaria, ​quali​ sono le caratteristiche del giocatore che andrà ad affrontare nella sua zona, quali i movimenti che l’avversario potrebbe ripetere più spesso nel corso della partita,​capire se questi movimenti saranno fatti in combinazione con altri giocatori.

    Maggiori informazioni riceve il giocatore sugli avversari e sulle strategie adottate dalla squadra avversaria, minori saranno le sorprese che potrà avere il giocatore durante la partita. Queste considerazioni portano anche il giocatore ad avere minori ansie e più sicurezze per se stesso e per il gruppo.

    La tecnologia che oggigiorno viene utilizzata nel preparare le partite da’ ovviamente dei vantaggi sia allo Staff Tecnico che hai giocatori, e’ quindi difficile, soprattutto per squadre di alto livello, effettuare delle partite senza avere delle conoscenze approfondite sugli avversari.

    FASI DI PREPARAZIONE AL VIDEO

    Prima fase:

    Analisi dei dati. Si analizzano i dati dell’Analisi quantitativa (1.a) per passare successivamente all’Analisi qualitativa attraverso la visione di alcune partite giocate dalla squadra avversaria identificando i principi del gioco degli avversari su situazioni offensive, difensive e di palle inattive.

    Seconda fase:

    Preparazione del video. Ci si riunisce con i collaboratori cercando di focalizzare le immagini in video che corrispondono ai principi di gioco precedentemente identificati (3.1.). Il video è preparato affinché sia breve ed obbiettivo; è inoltre fondamentale che trasmetta esattamente lo stile di gioco della squadra avversaria.

    Terza fase:

    Analisi individuale. Quindi si cercano sia le informazioni individuali quantitative tecnico-tattiche (per esempio quante volte il giocatore si sovrappone sulla fascia destra, se dribbla o porta palla) che video qualitative sul singolo giocatore con le caratteristiche individuali e sui comportamenti offensivi e difensivi.

    TIPO DELLE IMMAGINI

    I giocatori​ ricevono da parte dell’ allenatore una vera lezione di tutte le caratteristiche della squadra avversaria:

    • ​di gruppo (situazioni tattiche collettive)
    • di ​tattica individuale o tecnica applicata
    • ​passaggio dall’analisi singola a quella tattica di squadra

    imageSi devono preparare informazioni ed immagini individuali da dare ad ognuno dei giocatori con le caratteristiche degli avversari che giocano vicino alla propria zona. Durante il montaggio delle azioni ritengo che si debba seguire una sequenzialità di immagini che ripetano almeno per due o tre volte la stessa finalità di azioni individuale o collettiva.​Per​esempio per quanto riguarda le azioni individuali:

    • ​tagli degli attaccanti
    • ​attacco alla profondità
    • ​inserimento “da dietro”

    Mentre per quanto riguarda le azioni collettive l’esempio potrebbe essere:

    • ripartenze
    • due contro uno in fascia
    • pressing

    Nel montaggio delle immagini si deve fare molta attenzione a quelli che in gergo tecnico vengono definiti dei “segnali”. I segnali sono delle situazioni che si ripetono e indicano una determinata azione specifica. Quando un giocatore per esempio in fase di trequarti campo “scarica palla dietro”, quindi verso la propria porta, a un giocatore che e’ andato a “sostegno” può essere il segnale per il giocatore della zona opposta di effettuare un taglio.

    A cura di Claudio Damiani

    Claudio Damiani

  11. Opportunità per i webmaster: vendi materale sportivo attraverso il tuo sito!

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  12. “Insegnare ed imparare: elementi per crescere”

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    a cura di Claudio Damiani – Allenatore di base

    E’ stato il tema di una piacevole serata alla quale sono stato invitato da una società della mia provincia. Di fronte a un pubblico composto perlopiù da genitori del settore giovanile e dirigenti della stessa ( l’A.C. Treporti militante nel campionato di Seconda categoria Veneta), gli spunti sono stati molteplici e tutti interessanti.

    • INSEGNARE: è un termine che può avere mille interpretazioni che dipendono da chi insegna e verso chi, dal contesto in cui si insegna e soprattutto da cosa si insegna.
    • L’INSIEME DI NOZIONI E CONCETTI che caratterizzano il nostro bagaglio culturale e tecnico (riferito al calcio e allo sport), costituiscono elementi a noi chiari e incisi nel nostro modo di fare attività ma soprattutto di voler fare attività:
    • A volte consideriamo che essere possessori di nozioni e concetti, essere esperti di un argomento piuttosto che un altro ci porta ad essere automaticamente in grado di saperli esprimere a un gruppo di nostri allievi/calciatori.

    Non a caso, e molti di noi lo sanno, occorre distinguere ciò che sappiamo da ciò che siamo in grado a trasmettere e da ciò nasce un quesito:

    L’istruttore/allenatore è sempre in grado di SAPER FAR APPRENDERE le sue conoscenze e le sue esperienze ai suoi allievi?

    Infatti: non è detto che se noi apprendiamo e comprendiamo dei concetti, catalizziamo delle idee a noi oggettivamente chiare, limpide, poi siamo in grado di insegnarle con la medesima naturalezza al nostro gruppo di ragazzi.

    Non dobbiamo considerarci Allenatori dal momento in cui usciamo dal Corso di Allenatore di Base. Io stesso la pensavo così; ma la realtà è diversa.

    QUALI QUALITA’ DEVE AVERE UN BUON ALLENATORE?

    L’amore e la passione per il calcio, la predisposizione a fare sacrifici (UMILTA’), il saper dosare l’autorevolezza nei confronti dei ragazzi senza farla sfociare in AUTORITA’. Senza poi tralasciare la qualità, più che la quantità, delle nozioni da trasmettere agli allievi.

    E per ultimo, fattore non meno importante, il sapere gestire i momenti difficili della gara/stagione alla pari dei momenti di soddisfazione e serenità.

    SAPERE COSA SI E’ IN GRADO DI FARE avendo l’accortezza di RICONOSCERE I PROPRI LIMITI

    Non è corretto guidare i “Primi calci” se non ne siamo portati e non ne abbiamo le conoscenze per farlo e la nostra prerogativa è la prima Squadra. E purtroppo molti istruttori/allenatori fanno e vogliono fare anche se non sanno fare, per mancanza di umiltà propria ma anche per negligenza di chi fa le scelte…

    IL PATENTINO E’ DA CONSIDERARSI UN PUNTO DI PARTENZA, NON DI ARRIVO

    Allenare, istruire, dirigere un gruppo NON E’ PIU’ SOLO ATTIVITA’ DI CAMPO; magari!

    Vi sono altre dinamiche in cui bisogna cimentarsi:

    • Il rapporto col Direttore o con il Responsabile del Settore Giovanile, col Segretario (e in qualche situazione col Presidente…)
    • A certi livelli occorre avere un buon rapporto con la stampa locale e in taluni casi, ma in questo caso si parla di professionisti che lavorano su “piazze” importanti, anche con i tifosi

    E in un certo senso la nostra abilità consiste nell’”ALLENARE” anche questi “soggetti”.

    Ma a livello di settore giovanile occorre allenare anche

    I GENITORI.

    (CHE IN MOLTI CASI, VORREBBERO CHE IL FIGLIO DIVENTASSE QUEL CALCIATORE CHE NON SONO MAI RIUSCITI A DIVENTARE).

    E da qui l’abilità dell’allenatore/istruttore deve essere in grado di gestire al meglio il rapporto con i genitori (quindi “allenare” anch’essi).

    Nel SETTORE GIOVANILE, nelle fasce evolutive costituite dalle categorie “Scuola calcio”, “Primi calci”, Pulcini ed Esordienti, INSEGNARE è il termine adatto.

    Si consideri che l’aggregazione di un gruppo di bambini attraverso lo sport e il calcio deve essere tale per produrre dapprima un’educazione e un rispetto verso le persone e le cose, quindi l’obiettivo dovrà essere:

    • SOCIALE,

    Quindi prettamente

    • LUDICO e

    in un terzo step

    • COORDINATIVO E TECNICO in quanto consideriamo che l’aspetto coordinativo debba essere precedente e fondamentale per l’assimilazione e lo sviluppo qualitativo della tecnica di base.

    ISTRUTTORI/EDUCATORI, NON ALLENATORI

    Potremmo affermare quindi, che l’allenatore possa essere definito tale dalla categoria “Giovanissimi”, una fascia evolutiva ideale per poter continuare ad esercitare gli aspetti di cui sopra cominciando ad integrarli con i primi rudimenti di TATTICA INDIVIDUALE E DI REPARTO.

    Noi di MisterManager.it, al fine di poterci confrontare e di ampliare le conoscenze nostre e di chi ci segue, gradiremmo ascoltare ed imparare dalle esperienze dei nostri colleghi utenti e visitatori la metodologia di lavoro adottata sul campo e non attraverso questa traccia guida.

    ESPERIENZE PERSONALI

    CONTESTO:

    • SETTORE GIOVANILE (obiettivi)
    • PRIMA SQUADRA (obiettivi)

    COME INSEGNO? COME FACCIO APPRENDERE AI MIEI GIOCATORI? COME GESTISCO I MIEI ALLIEVI?

    METODOLOGIA:

    • SETTIMANA TIPO (Aspetto atletico, tecnico, tattico)
    • SISTEMI DI GIOCO ADOTTATI
    • GESTIONE DELLA SOSTA DI CAMPIONATO INVERNALE
    • MOTIVAZIONE (RECUPERO DELL’AUTOSTIMA, MENTALITA’ VINCENTE)
    • RAPPORTI DELL’ISTRUTTORE/ALLENATORE COL GRUPPO, GESTIONE DELLO STESSO, SCELTE TECNICHE, ECC.

    Inviate i vostri pensieri o i commenti a questo articolo a [email protected] li pubblicheremo molto volentieri: sarà un modo per portare esperienze e idee al servizio di tutti!

  13. Lo sviluppo della Rapidità nel calcio (prima parte)

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    Rapidità ed Esplosività sono le 2 componenti neuromuscolari fondamentali nel calcio insieme alla Resistenza specifica che a sua volta consente di effettuare gesti rapidi ed esplosivi minimizzando gli effetti della fatica.

    In quest’articolo andremo ad approfondire

    1) Le correlazioni tra la Rapidità e le attività di gara (Match Analysis) e i metodi per valutarla.

    2) I metodi per allenarla in maniera finalizzata alla prestazione calcistica.

    3) L’andamento di questa qualità durante le varie fasi di crescita e l’eventuale necessità di allenarla in maniera specifica alle fasce d’età considerate.

    VALUTAZIONE E CORRELAZIONI CON ATTIVITA’ DI GARA

    Attualmente non si è riusciti a correlare la performance di gioco con i risultati dei test che valutano le qualità neuromuscolari (compresa la rapidità). Infatti, in partita, i valori d’accelerazione e di spostamento sono del 70-90% di quelli massimali ottenibili nei test a secco.

    • Ciò non significa che la Rapidità non sia una qualità importante, ma che la situazione di gioco impone un tipo di Rapidità fortemente legato all’aspetto tecnico/tattico e cognitivo (come gia accennato in articoli precedenti).
    • Inoltre, l’elevare i valori massimali di questa qualità permetterebbe al calciatore di gestire le fasi di gara ad una percentuale inferiore del massimale con una maggior accuratezza ed efficacia dei gesti.

    Ne consegue che l’allenamento della Rapidità deve tenere in considerazione lo sviluppo delle qualità massimali, dell’applicazione cognitiva oltre che della prevenzione degli infortuni.

    Valutazione della rapidità: a livello scientifico esistono particolari carenze di alcune componenti statistiche che potrebbero garantire l’efficacia dei test che misurano questa qualità. Il T-test e il Test di Capanna sono solo alcuni dei protocolli valutativi più utilizzati per misurare questa qualità; a mio parere non è importante valutare solamente “quanto” il giocatore impiega ad eseguire un determinato percorso, ma anche il “come” effettua i vari movimenti. Atteggiamenti posturali o movimenti errati (come vedremo nella seconda parte di questo articolo) possono rallentarne l’esecuzione ed incrementare il rischio di infortuni; per questo motivo è bene osservare attentamente l’esecuzione dei lavori di rapidità a secco dei propri atleti, correggendo gli errori che possono rallentare l’esecuzione dei gesti.

    Il dato interessante che invece è possibile estrapolare dalla bibliografia scientifica è che

    l’accelerazione, la massima velocità e l’abilità di cambiare direzione (cioè la rapidità) non sono collegate tra loro, quindi la programmazione dell’allenamento non deve trascurare nessuno di questi “particolari” (Young e coll 2001)

    FATTORI FISIOLOGICI CHE DETERMINANO LA RAPIDITA’ E METODOLOGIE D’ALLENAMENTO

    Tra tutte le qualità atletiche, la rapidità dei movimenti è una di quelle maggiormente influenzata dalle qualità genetiche del soggetto e dallo spazio che gli viene dato durante l’allenamento pre-puberale (contrariamente all’esplosività che invece raggiunge la massima allenabilità durante la pubertà). La programmazione metodologica della carriera del giovane calciatore verrà trattata in seguito; per adesso è importante specificare che dal punto di vista fisiologico questa qualità è particolarmente correlato alla Coordinazione generale (in particolar modo all’accoppiamento/combinazione dei movimenti e alla capacità di contrarre/rilassare ritmicamente il muscolo) e all’intensità delle esecuzioni.

    Le variabili fisiologiche che influenzano maggiormente questa qualità sono legate alla velocità di conduzione dell’impulso neuromuscolare (non a caso il Sistema Nervoso subisce il suo “modellamento” principale nella fase prepuberale) e la % di fibre veloci.

    Mezzi di allenamento utili nel calcio:

    1) Esercitazioni analitiche mirate all’esecuzione corretta dei cambi di direzione: il giusto atteggiamento posturale e il posizionamento dei piedi durante i cambi di direzione consente di ottenere il massimo rendimento oltre che a prevenire gli infortuni.

    2) Esercitazioni globali a secco: sono i classici “mini-percorsi” (che durano pochi secondi) che utilizzano cambi di direzione o piccoli scavalcamenti. Effettuati alla massima intensità, se proposti in maniera variata, contribuiscono all’incremento del massimo potenziale della rapidità e della coordinazione.

    3) Esercitazioni di rapidità cognitiva: come gia approfondito precedentemente stimolano l’applicazione della rapidità alla situazione contingente di gioco. Si utilizzano giochi vari (nei primi anni di scuola calcio), esercitazioni miste (parzialmente con palla, come gli 1vs1) o mini-partite a ranghi ridotti.

    Citazioni bibliografiche

    Nei prossimi articoli andremo ad analizzare i “mezzi di allenamento”

    Inoltre potete trovare diversi contenuti e strutture esercitative sulle componenti neuromuscolari nel calcio a questa pagina.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola Calcio A.S.D. Monticelli Terme 1960 e Preparatore Atletico AC Sorbolo ([email protected])

     

  14. L’utilizzo del gioco delle tre porte per lo sviluppo della rapidità

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    Questo semplice esercizio è uno dei mezzi maggiormente utilizzati nelle scuole calcio per lo sviluppo della conduzione della palla; con alcune modifiche (analogamente all’esercizio dell’1vs1 gia presentato) può rivelarsi un ottimo esercizio per l’allenamento della “rapidità cognitiva”. Rispetto all’esercizio dell’1vs1 ha il vantaggio che può presentare molte più varianti e quindi adattarsi a diverse esigenze.

    Com’è facile intuire dall’immagine, ogni giocatore deve compiere un percorso entrando in 3 porte (delimitate dai coni, una delle quali in comune) e lanciare/tirare il pallone in una porta piccola (contrassegnata dai 2 punti giallo/arancioni). La variante utilizzata nelle scuole calcio per allenare la conduzione prevede tutto il percorso effettuato con la palla tra i piedi con “tiro” finale.

    La nostra proposta invece impone alcune modifiche che permettono di sviluppare in particolar modo la “rapidità cognitiva”.

    Prima variante: si effettua tutto il percorso alla massima velocità con il pallone in mano, e lo scopo finale è quello di colpire con il pallone (tirandolo con le mani) la traversa delle porte piccole. Il primo che colpisce la traversa guadagna 2 punti, il secondo 1 punto, mentre chi non colpisce la traversa 0 punti. Ulteriori varianti ð

    • Dopo l’ultima porta di coni si lascia cadere il pallone e si tira con i piedi (2 punti a chi segna per primo, 1 punto al secondo e 0 punti a chi non segna).
    • Si lascia cadere il pallone dopo la seconda porta (quella centrale).
    • Come sopra, ma il primo che riesce a tirare deve immediatamente cercare di prendere la palla (in mano o calciarla fuori con i piedi) del suo avversario.
    • Si effettuano le prime 2 porte in conduzione della palla, dopo la porta centrale si prende la palla in mano e si conclude lanciandola alla traversa.

    Seconda variante: come sopra, ma il pallone va lanciato (con mani o con mano/piede) prima di partire e viene recuperato mentre si effettua il percorso.

    movimento specifico funzionale

    Altre varianti

    • Si modifica il tipo di partenza: seduti, sdraiati, dopo capovolta, raccogliere pallone in un cerchio posto 3m avanti la partenza, ecc.
    • Si modificano le caratteristiche delle porte: possono essere sostituite da ostacoli da saltare, da coni ai quali si deve girare intorno una volta, ecc.
    • Modifiche delle dimensioni del “campo di gioco” o degli “angoli” dei cambi di direzione.
    • Numero giocatori: inserire un “guardiano/portiere” delle porte o far partire 4 giocatori alla volta (2 giocatori da ogni lato del campo) sfruttando il percorso complementare.

    Attenzione: mentre per i più giovani è possibile proporre campi di gioco di dimensioni ridotte (può essere fatto anche in palestra) per i più grandi e con distanze maggiori è da prestare attenzione che i tempi di recupero siano almeno in rapporto “10 a 1” nei confronti del tempo della prova nel caso in cui l’obiettivo è quello di lavorare sulla rapidità. Recuperi di durata inferiore avrebbero come effetto allenante la resistenza alla velocità e/o l’RSA.

    Autore: Melli Luca allenatore Scuola calcio Audax Poviglio ([email protected])

  15. Responseball: il nuovo modo di allenare la reattività dei portieri!

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    La novità assoluta dall’Inghilterra riservata ai portieri, ma non solo!

    Responseball giunge in Italia attraverso un accordo tra MisterManager.it e l’Azienda madre già famosa nel Regno Unito e fornitrice di società calcistiche quali: nazionale Scozzese, Liverpool, Arsenal, West Ham, Ipswich Town, Hibernian, Aberdeen, Blackpool, Cardiff City, Carlisle United e molti altri club semi-professionistici e di dilettanti, nonchè i relativi settori giovanili.

    Il termine “Responseball” è composto da due vocaboli: “ball” che tutti conosciamo e sta per “Pallone” e “Response”, letteralmente “condizionato”, quindi pallone (dal rimbalzo) “condizionato”.

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    Responseball è un pallone dedicato alla preparazione dei portieri, al miglioramento della reattività, dei riflessi, della coordinazione e grazie al modello “Max” anche della forza.

    Ma può essere utilizzato anche nelle Scuole calcio in esercitazioni a finalità ludica in cui si vuole curare l’aspetto della coordinazione e della reattività in spazi e tempi minimi, quindi anche della psicocinetica.

    I prodotti sono in continua osservazione, e nel tempo, gli studi e le ricerche hanno contribuito ad un miglioramento ottimale del pallone RESPONSEBALL. Ci sono ora 3 differenti modelli in catalogo: Origin, Elite e Max.

  16. L’utilizzo dell’1vs1 per lo sviluppo della rapidità

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    L’allenamento e la valutazione della rapidità viene spesso effettuata tramite esercitazioni che propongono circuiti/andature lineari o con cambi di direzione che hanno punti di partenza e di arrivo predeterminate. Ciò permette di allenare in maniera esaustiva le componenti neuromuscolari, ma meno le componenti cognitive della rapidità; infatti durante la partita i movimenti di un calciatore non sono pre-determinati come in un “percorso di rapidità”, ma le richieste sono continuamente mutevoli in base al contesto.

    Non a caso Weinek (uno dei più autorevoli autori che hanno scritto diversi manuali sul calcio) afferma che

    la vera velocità nel calcio consiste nello scatto con applicazione cognitiva (anticipazione, percezione e decisione)

    Da questa premessa nascono tutte le esercitazioni a carattere psicocinetico; in quest’intervento vogliamo però inserire un approccio diverso, cioè l’utilizzo dell’1c1 per il miglioramento della rapidità. Diversamente alle esercitazioni psicocinetiche, queste esercitazioni presentano una prima parte “analitica” (simile alle esercitazioni comuni per la rapidità) e una parte finale di 1c1; in questo caso viene rispettato il concetto di “scatto con applicazione cognitiva”. Ovviamente le varianti da applicare permettono di modulare l’impegno delle varie componenti del calcio.

    Esecuzione dell’esercizio: l’allenatore lancia/posiziona un pallone al limite dell’area; contemporaneamente i due giocatori (rosso e giallo) dovranno effettuare un cambio di direzione intorno ad un cono (scatto) e andare a contendersi il pallone (applicazione cognitiva). Vince chi riesce a fare gol nella porta (azione tecnica svolta con la massima rapidità esecutiva).

    Varianti: tipologia e distanza dei cambi di direzione, modalità di “messa in gioco della palla” (alta, all’ultimo momento, ecc.), riduzione dimensioni della porta, utilizzo di 2 porte (contrapposte), utilizzo di mete, ecc.

    Attenzione: non è un’esercitazione per “l’1c1”, ma per la rapidità, di conseguenza le varianti e i volumi devono tenere in considerazione dei livelli di affaticamento e della durata dell’esercitazione.

    Citazioni bibliografiche

    Marzullo N. L’allenamento ottimale del calciatore. Teknosport Maggio-Giugno 2003 (pag. 31)

  17. Lo spirito di squadra (seconda parte)

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    Per chi non avesse letto la prima parte: cliccare qui

    La squadra: uno specifico tipo di gruppo che può essere definito come un insieme dinamico costituito da individui che si percepiscono più o meno interdipendenti. La squadra sportiva può essere, pertanto, considerata come un gruppo con rilevanza sia nell’aspetto delle individualità che nell’insieme degli atleti. Le caratteristiche del gruppo-squadra sono a livello individuale la complementarietà, esistenza di uno scopo significativo comune, capacità di risolvere le situazioni in base alle proprie caratteristiche; a livello di gruppo con una visione comune, compenso basato sui successi della squadra (non del singolo), leadership solida e partecipativa. Quali sono i momenti o stadi delle creazione di una squadra. 1. Gli atleti membri familiarizzano, studiano forze e debolezze reciproche, verificano se sono parte del gruppo, identificano il loro ruolo, comparano l’attenzione che il Mister dedica a ciascuno di loro. La strategia di gioco deve coinvolgere tutti, importante ciò che accade fin dal primo allenamento. 2. Gli atleti attuano atteggiamenti di resistenza al Mister, rifiutano il controllo da parte del gruppo, sono in conflitto con le richieste poste; il Mister deve prevenire e attuare un tipo di comunicazione aperta, lo stress deve essere ridotto per ridurre l’ostilità; 3. Gli atleti sostituiscono l’ostilità con cooperazione e solidarietà, elaborano uno spiccato senso di umiltà, sono rivolti alla coesione, nutrono un profondo senso di rispetto per gli altri, avvertono la stabilità dei reciproci ruoli; il gruppo lavora per un obiettivo comune. Il Mister si complimenta per gli sforzi, i miglioramenti e la qualità della performance; 4. Gli atleti incanalano tutti gli sforzi per il successo della squadra, si aiutano reciprocamente; il gruppo è orientato alla performancee predisposto alla vittoria. Il Mister crea un clima di collaborazione, elimina competizione ed aggressività verso i compagni. Si definisce dinamiche di gruppo come l’insieme fluido e mutevole delle interazioni e dei rapporti tra gli atleti di una squadra. Interazione è una relazione prevalentemente regolata da norme, valori, modelli di comportamento a livello di ruoli all’interno di un gruppo, il rapporto di gruppo risponde ad esigenze, è legato alla dinamica dello sport al rifiuto e del conflitto. Tra i membri di una compagine sportiva nasce sia la complementarietà (attrazione degli opposti), quanto la similarità cioè dalla comunanza di valori, atteggiamenti importanti o ideali nell’universo sportivo. Nel gruppo sportivo essa è un dato importante in quanto permette di superare le fasi disgregative o comunque conflittuali che l’attività agonistica determina con il suo carico di ansie e frustrazioni. Il rifiuto o repulsione è una dinamica che non implica ostilità, ma indisponibilità, indifferenza, divergenza ideologica, emotiva, più una serie di che possono portare al contrasto, il conflitto, nella vita del gruppo, e soprattutto della squadra sportiva, in cui esiste sempre un’alta tensione emotiva, è deleterio per i risultati e l’armonia in seno alla squadra. Al verificarsi si assiste in genere a comportamenti quali : * capri espiatori: scaricare l’aggressività su un individuo interno o esterno al gruppo; * aggressività: ostilità competitiva invidiosa tra gli atleti; * silenzi: rifiuto di appartenenza al gruppo; * formazione di sottogruppi, il dissenso all’interno del gruppo genera fenomeni di scissione. * polarizzazione, caratterizzata dal convergere su di un atleta dell’attenzioni degli altri membri della squadra (es. atleta che nella squadra si oppone costantemente all’allenatore, può cumulare una propria motivazione interiore con l’incoraggiamento sotterraneo della squadra, anche se non esplicitato). Al verificarsi di questi fenomeni è importante porre attenzione rimarcando : * socializzazione: il sorgere della relazione di gruppo mediante forme di comunicazione verbale; * teorizzazione: interpretazione con cui viene spiegato agli altri il proprio o il loro modo di reagire e comportarsi nel gruppo; * difesa del gruppo: tacito accordo per non alterare una situazione di equilibrio e di consenso reciproco, con controllo delle ansie

    La leadership

    Per leadership si intende comunemente una o più persone che, all’interno del gruppo e della squadra, esplicano un’azione polarizzante con un processo di influenza interpersonale, orientato al raggiungimento di particolari obiettivi. Nello sport l’allenatore e il Responsabile svolgono tale ruolo che è influenzato dal proprio “stile” pur mantenendo i medesimi compiti (dirigere, decidere, organizzare, pianificare, istruire, formare, sviluppare, supportare, motivare, valutare). L’allenatore svolge tali compiti nei confronti degli atleti attraverso: · trasmissione e sviluppo delle competenze sportive; · mantenimento di ordine e disciplina; Il Responsabile svolge tali compiti attraverso: · costruzione ed organizzazione del gruppo-squadra ; · pianificazione dei compiti e programmazione delle attività in vista del raggiungimento degli obiettivi prefissati; · supporto sociale e motivazionale. Le caratteristiche per una leadership positiva ed efficace sono: 1. sapere che il proprio ruolo è “servire” e non “essere serviti” 2. creare una cultura in cui tutti si sentano parti importanti dell’organizzazione 3. dare direttive chiare 4. abituarsi ad essere efficaci, con poche parole 5. conoscere la differenza tra intensità ed emotività 6. criticare in privato e lodare in pubblico 7. separare l’errore dalla persona che sbaglia 8. enfatizzare il lavoro di squadra, piuttosto che l’individualità 9. focalizzare il futuro senza trascurare l’immediato 10. accettare critiche e rimproveri Un modello, per meglio comprendere e conoscere la leadership, che viene comunemente applicato, che le caratteristiche del coach, quelle del gruppo-squadra e della situazione vengono ugualmente prese in considerazione; la performance e la soddisfazione dei membri del gruppo sono in funzione del grado di congruenza tra: · comportamento richiesto (dal contesto) · comportamento reale del leader (percezione) · comportamento preferito dal gruppo (desiderato) La leadership di un allenatore e del Responsabile è influenzata dal suo stile decisionale che esprime, tra l’altro, alcuni tratti della sua personalità. I principali stili decisionali secondo : * Autocratico “a”: prende personalmente le decisioni basandosi sulle informazioni ottenibili; * Autocratico “b”: ottiene le informazioni necessarie dai membri e decide da solo; * Consultivo “a”: condivide i problemi con i membri più influenti del gruppo consultandoli individualmente, tiene in considerazione le loro idee e prende da solo le decisioni; * Consultivo “b”: condivide i problemi con tutti i membri riuniti, tiene in considerazione le loro idee e prende da solo le decisioni; * Stile di gruppo: condivide i problemi con il gruppo, lascia che questo generi ed esamini delle soluzioni alternative e giunge a una soluzione consensuale.

    La coesione

    La coesione del gruppo è determinata dalle forze che agiscono sui membri per farli restare insieme. Consiste nel grado di unione o nella resistenza del gruppo alla problematiche disgrgative, un processo dinamico che riflette la tendenza a stare/lavorare insieme e a rimanere uniti per raggiungere gli obiettivi stabiliti. I fattori che possono influenzare la coesione sono: · ambientali: responsabilità e obblighi dei singoli atleti, pressione sociale, struttura e “cultura” della società, dimensione del gruppo; · personali: caratteristiche di personalità, motivazioni, grado di soddisfazione; · leadership: stile di leadership, comportamento, stile comunicativo e decisionale del leader; · squadra: il successo della squadra poiché vincere stimola la volontà di stare insieme. Le tensioni che insorgono in un gruppo a causa delle ambivalenze, delle difficoltà all’adattamento interpersonale e dei dissensi sui fini e sui mezzi, creano un tasso di ostilità che minaccia la coesione e l’esistenza stessa di qualsiasi unione. Quando tali tensioni, rimangono latenti, è perché vengono dominate attraverso meccanismi difensivi che ne inibiscono la tendenza disgregatrice accentuando il processo inverso di coesione. Esistono, pertanto, diversi tipi di coesione: 1. coesione difensiva: tipica dinamica di qualsiasi squadra sportiva che nasce dalla proiezione dell’aggressività interna all’esterno, su una squadra sentita come minacciante; questa dinamica difensiva porta la squadra ad assumere connotazioni caratterizzate da estrema suggestionabilità dei suoi membri, insicurezza, dipendenza dal leader carismatico, atteggiamenti magici, paure irrazionali, ecc; 2. coesione istituzionalizzata: il conflitto interno viene superato codificandolo attraverso un sistema di norme. Le tensioni dei singoli vengono accettate e giustificate sulla base del diverso status che ciascuno compete nell’ambito della squadra. In tale dinamica, tipica delle organizzazioni societarie, le modalità del conflitto sono così controllate, ognuno rimane nei limiti del ruolo nel gruppo; 3. coesione cooperativa: questa dinamica risolve la minaccia disgregativa sul gruppo non attraverso la rimozione o inibizione della aggressività interna, né mediante la negazione o il disimpegno di fronte all’insuccesso, alla frustrazione ed allo stress, ma attraverso la presa di coscienza e l’analisi delle difficoltà. Una squadra sviluppa tale tipo di coesione quando gli atleti subordinano gli obiettivi personali allo scopo del gruppo, all’accettazione della realtà, al desiderio di superare i problemi, all’impegno per cambiamenti comportamentali in funzione delle norme di gruppo. Tale dinamica ha anche un significato educativo perché sviluppa la disponibilità degli atleti ad un continuo adattamento attraverso una relazione di tipo cooperativo. L’adesione cooperativa è sicuramente uno degli aspetti positivi del rapporto di gruppo in quanto esprime il massimo coinvolgimento degli atleti e mette in subordine l’aspetto personale rispetto alle esigenze della squadra. Effetti della coesione. Gli effetti principali sono: · impegno; · stabilità; · resistenza agli eventi negativi; · prestazione; · risultato. Tale strumento può aiutare a quantificare la struttura relazionale di un gruppo; gli obiettivi sono la definizione e valutazione della struttura sociale e delle dinamiche di gruppo (leaders, “isolati”, “rifiutati”, reciprocità, coesione). La metodologia è caratterizzata dal rilevamento di scelte e/o rifiuti reciproci tra i membri del gruppo in base a valutazione “affettivo-emotive” o “centrate sul compito”. Come aumentare la coesione? Verranno adesso elencate alcune tecniche utili nell’incrementare la coesione di un gruppo che possono essere praticate da un personale esperto, qualificato e specializzato. E’ doveroso, però, evidenziare che, a prescindere dalla metodologia prescelta, può aumentare la coesione di un gruppo solo chi possiede tale concetto (coesione) al proprio interno ed utilizza quotidianamente tale valore come parte integrante della propria persona. Essendo la coesione uno stile di vita, più che un semplice aspetto sociologico, è alquanto difficile che un professionista, anche tecnicamente preparato, ma che non possieda questo stile, possa “tirar fuori” in un insieme di altri individui ciò che personalmente non ha. Le tecniche (alcune appartenenti all’insieme delle psicoterapie) che possono favorire l’aumento della coesione di gruppo sono: 1. Il T-Group (training group): si tratta di un tipo di esperienza che è stata progettata per rendere la persona più sensibile al proprio ed all’altrui comportamento nelle sue motivazioni consce ed inconsce, nonché ai modi in cui tale condotta viene percepita ed influenzata dal gruppo. Il T-group permette quindi di apprendere e sperimentalmente, attraverso l’analisi delle esperienze individuali e di gruppo, la natura dei propri sentimenti, reazioni, percezioni e comportamenti. 2. Gruppi Autoeducativi: l’intera squadra, o sottogruppi di essa, possono essere utilizzati dallo psicologo, come dal tecnico, per migliorare la cooperazione e la risoluzione dei problemi individuali e collettivi, di relazione o tecnici; · gruppo di discussione: è un gruppo in cui gli atleti discutono un problema generale riguardante in misura diversa i partecipanti. · gruppo di orientamento: è un metodo efficace nell’ambito del gruppo per aiutare gli individui ad orientare la propria attività sportiva. · gruppo di consiglio: si costituisce quando i membri della squadra tentano di risolvere, mediante discussione di gruppo, i problemi personali di qualche membro. 3. Tecniche di Drammatizzazione: · Lo psicodramma: in questo gioco teatrale la persona è sollecitata ad improvvisare scene di vita vissuta, capaci di rivelare il più possibile di se stessa. L’azione scenica permette una presa di coscienza degli aspetti coartanti del proprio comportamento, il superamento delle difficoltà interpersonali e l’emergenza di potenzialità affettive inibite nella vita di relazione. · Il sociodramma: mentre lo psicodramma riguarda un problema in cui un singolo individuo, o un gruppo di individui, è coinvolto privatamente, il sociodramma invece riguarda problemi in cui viene in primo piano l’aspetto collettivo, mentre il rapporto privato del singolo resta nell’ombra. E’ il gruppo intero che dà vita ad una azione scenica collettiva che permette la comprensione, per proiezione, di problemi interni ed esterni al gruppo, con il superamento di tensioni, inibizioni, conflitti, nonché una maggiore integrazione tra i membri del gruppo ed una loro maggiore sicurezza verso l’ambiente esterno. · Il gioco del ruolo: E’ richiesto al soggetto di improvvisare un ruolo sociale di fronte ad un antagonista che ne gioca uno complementare. In questo tipo di drammatizzazione gli individui verificano (vivendola ed analizzandola) la frattura tra il voler essere e l’essere di fatto, fra la percezione immaginata della realtà e situazione affettiva. Ciò attraverso una immedesimazione nei modi psicologici che sono alla base di atteggiamenti peculiari dei ruoli sociali. 4. La Terapia della Gestalt (Perls, Schultz, Gunter): è orientata a determinare nell’individuo e nel gruppo una ricca esperienza emozionale attraverso tecniche verbali e non verbali. Essa tende a negare il valore dell’inconscio, del passato, del futuro, della rimozione, e a dare notevole importanza al “sentire”, alla “consapevolezza” del “qui ed ora”, alla svalutazione della razionalità. 5. I Gruppi Bioenergetici (Lowen): la tecnica bioenergetica è un approccio ai problemi della personalità umana attraverso la partecipazione diretta del corpo al processo di analisi. Il corpo, sostiene Lowen, come aveva scoperto Reich, somatizza sotto forma di difese caratteriali (corazza caratteriale: Reich) le difficoltà psicologiche. 6. Gruppi Tematici (Cohn): sono organizzati su dieci sedute e sulla partecipazione attiva ed impegnata dei membri. Tali gruppi si propongono l’approfondimento di particolari temi che costituiscono una “impasse” esistenziale per gli individui (es. la solitudine, l’aggressività, la paura, le mete della vita, la morte, ecc.). I segni della coesione/unità del gruppo: 1. la coesione/unità è percepita da tutti i membri, a prescindere dal ruolo, anche da chi viene a contatto solo sporadicamente col gruppo (tutti avvertono “qualcosa di particolare” nell’aria); 2. interrogati singolarmente, i membri dimostrano di avere le stesse convinzioni sul concetto di gruppo; 3. la coesione/unità esiste anche a “distanza”; pertanto, si verificano episodi in cui alcuni membri hanno fatto/pensato qualcosa contemporaneamente ad altri, pur trovandosi a centinaia di Km di distanza gli uni dagli altri; 4. ogni membro è disposto a “sacrificare” qualcosa di personale per uno o più componenti del gruppo; 5. gli obiettivi sono condivisi da tutto il gruppo; 6. pur essendoci fisicamente un leader, la vera leadership è la coesione/unità stessa del gruppo; ad essa il leader fa continuo riferimento; 7. più che la maggioranza, il gruppo, spontaneamente, sceglie l’unanimità nelle decisioni. Ciò è possibile grazie al punto 4; 8. la coesione/unità non respinge, ma attrae; pertanto sempre più persone sentono l’esigenza di avvicinarsi al gruppo per condividerne lo stile di comportamento; 9. la coesione/unità del gruppo è vincente; le squadre che la possiedono arrivano molto lontano; 10. la coesione/unità del gruppo è per sempre; anche quando l’esperienza di gruppo finisce, ogni membro capisce di aver scolpito ogni attimo di essa “nella memoria” e che, intimamente, una piccola parte di quella esperienza è ancora viva dentro di sé. Nasce l’esigenza di “portala” altrove….. Luca Papini

  18. Pubblicità ai vostri eventi calcistici gratis!

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    E’ tempo di Tornei, raduni e corsi di aggiornamento…

    Semplicemente compilando il form di contatto il cui link è situato al termine di questa pagina, Mistermanager.it vi offre la possibilità di inserire gratuitamente qualsiasi tipo di pubblicità ad eventi calcistici che si svolgono in Italia e all’estero

    • Tornei
    • Stages
    • Seminari
    • Convegni
    • Raduni
    • Corsi

    relativi alle seguenti categorie:

    • Calcio
    • Calcio a 5
    • Calcio Femminile
    • Beach Soccer
    • e quant’altro…

    Avete fotografie, locandine da allegare per promuovere ulteriormente il vostro evento?

    Non esitate a inviare materiale nei seguenti formati: gif, jpg, bmp, png, per ciò che concerne le immagini; doc e txt per i files di testo.

    Con foto e immagini di larghezza pari a 600 px e di impatto grafico rilevante, MisterManager.it si riserverà di pubblicare l’articolo relativo al vostro evento, in modalità “in evidenza”, facendolo apparire in primo piano e con una visibilità di sicuro interesse e ritorno.

    Utilizzate il modulo in questa pagina, l’articolo promozionale sarà on line nel giro di 24 ore!

    Cliccate qui : http://www.mistermanager.it/eventi-calcio/

  19. Lo spirito di squadra (prima parte)

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    Lo spirito di squadra … la chiave del successo

    I Chicago Bulls raccolti intorno al loro coach, Phil Jackson, che legge loro brani dal “Libro della giungla” per preparare la squadra alla partita.
    Una frase che ricorre spesso, per motivare un gruppo di atleti : “La forza del lupo è il branco, e la forza del branco è il lupo”.
    Sono uno dei tanti aneddoti usati per esaltare lo spirito di squadra
    Ma allora il gioco di squadra è imprescindibile?

    Se non è veritiera l’affermazione che senza la squadra non si fa nulla, e il mondo sportivo è pieno di esempi, è indubbio che anche se si ha il fuoriclasse o giocatore che sia, si farà sempre più fatica, il gioco di squadra è una necessità imprescindibile per raggiungere certi risultati, non a caso sta divenendo un concetto di cui si parla molto nello sport come nella vita imprenditoriale.
    Le motivazioni, in un mondo sempre più orientato all’individualismo, che spinge a creare un gioco di squadra sono essenzialmente perché conviene a chi ne fa parte, anche se ragiona da egoista o da solista.
    Per la stessa essenza del gioco di squadra: la tattica. La tecnica è solamente lo strumento. Un buon sistema tattico permette di mettere in evidenza i miei pregi e nascondere i miei difetti, e, contemporaneamente, sottolineare i difetti dell’avversario e neutralizzare i suoi pregi.

    La tattica è il valore aggiunto del giocare in una squadra perché anche se un giocatore è bravissimo c’è sempre qualcosa in cui è meno abile e tramite il gioco collettivo si riesce a far emergere il meglio di ognuno, sopperendo ai suoi difetti con le doti di un altro.
    Un gioco di squadra che non faccia questo applica una metodologia sbagliata.
    Mantenere un giocatore all’interno della squadra non servono discorsi moralistici. Servono criteri più utilitaristici e pragmatici: deve intravedere la convenienza dello stare nel gioco di squadra, traendo i maggiori benefici personali giocando insieme a compagni che nascondano i suoi difetti ed esaltino invece i suoi pregi.

    La costruzione di una squadra parte dall’avere chiaro l’obiettivo, avere un gioco ben delineato, conosciuto da tutti:.
    La metodologia, lo stile di lavoro e di gioco, devono essere chiari a tutti, e non soltanto al Mister. Concepire il gioco di squadra come: “io penso, loro eseguono” è sbagliato. Le vere squadre non sono così. Il ruolo dell’allenatore consiste nel saper costruire un gioco plasmando la squadra in base alle caratteristiche intrinseche di ciascun giocatore, in collaborazione con i giocatori”.
    Il ruolo dell’allenatore, un buon allenatore è chi riesce a far muovere un giocatore secondo le proprie intenzioni, ma il massimo risultato sarà quando i giocatori sapranno muoversi per conto loro in base a quanto hanno recepito negli allenamenti tecnico-tattici.

    L’ideale assoluto, che come tale non è mai raggiungibile, viene nel momento in cui l’allenatore non ha più bisogno di correggere sul campo i movimenti dei prorpi giocatori perché i giocatori sanno già tutto quello che c’è da sapere. Tutti devono conoscere, oltre alla tecnica, come si gioca, la tattica, insomma.

    La figura dell’allenatore è quindi assimilabile a quella di un capo, un ruolo di comando. Deve essere in grado di assumersi sulle proprie spalle i rischi. La tattica deve essere condivisa da tutti, anche tramite un contraddittorio. Se non c’è accordo entra in gioco il mister: e decide lui, perché non si può vivere nel conflitto. Il mister e il responsabile si assumono le responsabilità, cercando di sbagliare il meno possibile. Un margine di errore esisterà ovviamente sempre, l’essenziale è che tutto questo sia ben chiaro .

    Squadra e gruppo, non sono la stessa cosa e non vanno confusi. Il gruppo è l’elemento alla base della squadra. Il gruppo si forma svolgendo un’attività in comune. Nel gruppo ogni giocatore ha dei ruoli, ma non ben delineati e assoluti, il gruppo è un’entità propria, la sua caratteristica non deriva dalla somma delle caratteristiche degli individui che compongono il gruppo, ma bisogna ricercarla nelle dinamiche che si creano al suo interno. E’ necessario verificare le caratteristiche di ciascun atleta, i talenti, oppure se ha un certo carattere, o se è coerente ad un certo metodo di lavoro.

    Caratterizza una squadra rispetto ad un gruppo i ruoli, che sono più definiti in funzione del tipo di gioco che si vuole fare, della tattica che si intende applicare. E’ inammissibile, ad esempio, che un giocatore che non rispetti le disposizioni del mister anche quando sono in contrasto con le proprie convinzioni. Questo implica accettare le disposizioni del mister, accettare anche i limiti, i difetti, gli errori dei compagni. Ciascun giocatore deve avere e rispettare il ruolo assegnatogli dall’allenatore.
    L’allenatore fa parte dei ruoli prestabiliti, il suo è quello di guidare la squadra. E’ necessario differenziare tra capo e leader, nello sport, ci sono allenatori che non sono leader e che utilizzano quelli che si vengono a creare in modo naturale all’interno del gruppo dei giocatori.

    Quando c’è qualcosa che non funziona è difficile rispettare i ruoli, dipende dal clima creato, sul modo di interpretare un errore o una situazione.
    E’ in caso di difficoltà che si vede se c’è davvero lo spirito di squadra. Quando le cose vanno bene, di solito, è semplice rispettare i ruoli, quando invece vanno male si innesca il meccanismo dei malumori. Il problema di fondo è che l’errore viene visto come una dimostrazione d’incapacità e non come degli strumenti d’apprendimento. oltre a distruggere l’armonia, impedisce di progredire, di imparare. E’ una situazione che nella mia esperienza ho trovato ovunque, l’errore segnala la necessità di apportare modifiche, i malumori, invece, impediscono di mettere in moto le risorse e le soluzioni necessarie per ottenere il miglior risultato possibile, risorse che, a volte, non si sa neppure di avere.

    Quanto contano le motivazioni? Affinché i ruoli, il gruppo, la squadra funzionino è chiaro che la motivazione è un elemento fondamentale, motivazioni che devono essere concrete, come il raggiungimento di obbiettivi, risultati, comportamentali o morali. In che cosa consiste la motivazione di base, in fare ciò che piace. Di conseguenza, quando si costruiscono le squadre, bisogna che gli atleti siano persone a cui piace mettersi in gioco, progredire, stimolati a migliorarsi, ha trovare motivazioni.
    In ogni modo è possibile migliorare le condizioni tattiche, il bagaglio tecnico, l’ambiente, concedere gratificazioni, al fine di rendere più soddisfatti di ciò che si svolge.

    Un buon allenatore deve cercare di mettere, se può, un giocatore nel posto in cui sa che può dare il meglio di se stesso, se poi coincide nel ruolo dove gli piace stare diventa una motivazione .
    La sfida… questa motivazione assume un ruolo fondamentale, un atleta, ha bisogno delle emozioni, di sentirsi parte di qualcosa, di un progetto che si costruisce durante gli allenamenti e dove il confronto con la squadra avversaria diventa solo il culmine, la punta di un iceberg di tutto un lavoro, questo va al di là della routine degli allenamenti o della preparazione, per arrivare a competere.
    Come si fa ad avere la mentalità vincente?

    La risposta è semplice e paradossale: vincendo! Il problema è: come faccio a vincere?
    La prima vittoria è quella contro i propri limiti e i difetti. La funzione dell’allenatore è fondamentale: deve porre obiettivi facilmente raggiungibili, in maniera da far fare un passo alla volta e, soprattutto, deve dare aiutare a risolvere i difetti, superare le difficoltà, è con un allenamento serio costante e attento che si arriva a questa prima vittoria. Le difficoltà non devono più essere viste come un qualcosa che mi impedisce di fare, ma come la possibilità di allenarmi a superarle.

    La seconda vittoria è quella contro gli avversari, che va programmata, da una parte affrontando avversari che siano alla mia portata, dall’altra, contemporaneamente, confrontandomi contro i migliori, anche se perdo, ma tutto questo nello spirito di squadra e di gruppo, rispettando il ruolo del Mister e le sue scelte. Si impara di più durante gli allenamenti che durante gli incontri, dove lo stress del risultato e della prestazione può condizionare la prestazione di qualsiasi atleta, si impara di più confrontandosi, allenandosi con un compagno o avversario forte piuttosto che con uno debole.

    Quando la stagione sportiva entra nel vivo, il campionato è iniziato è tempo di elaborare qualche bilancio per i giocatori, allenatori e dirigenti.

    Da quello che l’esperienza insegna sui risultati delle maggiori squadre professionistiche, si possono fare considerazioni su come trasformare le potenzialità di un gruppo di giocatori, alcuni dotati di indubbie qualità individuali, in forza di squadra, che possa portare a risultati concreti nel corso della stagione.
    Queste considerazioni sono quanto mai pertinenti negli sport di squadra anche se riguarda anche quegli sport considerati individuali, se è vero che comunque anche i singoli atleti nella maggior parte dei casi fanno parte di squadre, gruppi o società sportive.

    Quando si parla di spirito di squadra, la maggior parte degli atleti che praticano sport di squadra, spesso cadono nell’errore di focalizzarsi sul risultato personale piuttosto che su quello della squadra.
    Gli allenatori e le società tramite i dirigenti responsabili, devono trasmettere ai propri atleti il concetto che il loro risultato personale sarà molto più elevato se contribuiranno prima al raggiungimento di obiettivi comuni.
    Fermo restando che l’interesse primario, per un atleta e per la squadra, deve essere sia la performance individuale sia risultato, (anche se per qualche atleta è difficile capire questo concetto) tale performance può essere fornita solo grazie all’impegno di tutto il gruppo di atleti, sia in allenamento che in gara.

    Da “Il sapore della vittoria”

    Potrei consigliare al riguardo un paio film che sono imperdibili per chiunque, in qualsiasi situazione, che esplicano questo messagio nello sport :

    – Momenti di Gloria, film culto per qualunque sportivo che voglia avere successo in tutto ciò che si impegna a fare;

    -Il Sapore della Vittoria, pellicola ricca di spunti e di temi sullo spirito di gruppo;

    Il messaggio che trasmettono e gli spunti sono in particolare :

    – l’integrazione di di atleti provenienti da luoghi ed esperienze diverse;

    – la valorizzazione delle qualità individuali nell’ambito della crescita globale della squadra e del gruppo;

    – il rispetto per il proprio e l’altrui impegno rimanendo concentrati e dando il massimo in ogni momento per il risultato dell’intera squadra;

    – la motivazione a non mollare mai, neppure nei momenti più difficili, per gli altri e per approfondimenti ti rimando al prossimo seminario;

    – la metafora “Usare il Cervello per Vincere”.

    Luca Papini

    Leggi la seconda parte: clicca qui

  20. MisterManager cambia vestito!

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    Aprile 2011: Mistermanager.it decide di cambiare template grafico per allargare i suoi orizzonti dando il segnale di essere un blog quanto mai orientato a rivolgersi a un numero sempre più ampio di navigatori.

    La decisione di inserire il sistema di “Revenue sharing” per permettere agli utenti di poter guadagnare con il programma di Google Adsense, cosiddetto “PaidToWrite” ci ha portati a pensare il sito in veste più mediatica e giornalistica al fine di poter presentare nella home page, più articoli in una volta sola.

    Già sotto l’aspetto dell’impatto visivo la varietà di argomenti calcistici e contenuti che MisterManager.it si prepone di offrire, balzerà in primo piano, con le ultime news, gli articoli correlati e le varie categorie opportunamente a portata di mouse.

    Ci auguriamo possiate apprezzare questo cambio di vestito, ricordandovi che tra le altre cose, il nostro blog offre un software per allenatori di calcio e addetti ai lavori (alla prima versione), scaricabile gratuitamente che ha quasi raggiunto i 1500 downloads e prodotti e servizi quali Tornei giovanili di calcio, Mini campi con sponde SpeedBol, l’affiliazione a dovegiocare.it, una parte dedicata alle scommesse sportive on line che offre i più sicuri bookmakers in lingua italiana, e a breve i prodotti Taktifol per gli allenatori dei principali sport.

    Un saluto da MisterManager.it.

  21. Milan Soccer School sponsorizzato da SiteTalk, la rivoluzione dei Social Network

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    SITETALK è da poco diventato main sponsor dei giovani calciatori del Milan nel sud-est asiatico grazie alla partnership siglata con Football For Life (società che gestisce le scuole calcio del club rossonero ad Hong Kong, Macao e nella provincia di Guangdong), promuovendo la propria fondazione benefica SiteTalk Care a sostegno di progetti umanitari in loco.

    SITETALK è il nuovo e moderno Social Network al cui interno troverai: traduttore simultaneo in tutte le lingue che ti consentirà di parlare con chiunque nel mondo senza nessun problema. Shopping online (da maggio 2010 ), Giochi online (poker, casinò, bingo, lotto…), Agenzia viaggi (www.holiday-plus.net), Investimenti (Real Estate, ecc.), programmi sviluppo personale, Online banking, ecc.

    Gli aspetti generali della rivoluzione dei Social Network

    Sitetalk è un Social Network rivoluzionario, che coniuga divertimento e business, e che ha riscosso un successo senza precedenti in ognuno degli oltre 40 paesi in cui è giunta notizia della sua esistenza, grazie al solo passaparola dei suoi utenti. Il mercato italiano ufficialmente non è ancora stato aperto, al pari dei colossi americano, sudamericano, sovietico, spagnolo, francese, ecc. L’occasione che si presenta quindi ai suoi attuali o prossimi iscritti è assolutamente unica. Chi avrà l’intuito e la capacità di coglierla subito, nelle vesti di pioniere, potrebbe beneficiarne per sempre, centrando il “colpo” della propria vita.

    Immagina infatti di poter appartenere a qualcosa di molto grande, come ad esempio Facebook, ma fin dall’inizio, quasi tu fossi uno dei suoi fondatori o dei suoi primi promotori, guadagnandoci di conseguenza e magari per sempre. Niente male come prospettiva, vero?.. Facebook è stato avviato da due ventenni americani, studenti universitari ad Harvard, nel 2004 con un capitale di 1.000 $; oggi vale più di 33 miliardi $ ed il suo ideatore, Mark Zuckerberg è già passato alla storia per essere diventato il più giovane miliardario di tutti i tempi.

    Per la prima volta nella storia di internet puoi appartenere ora ad un Social Network che ti offrirà la chance di venire ricompensato ogni settimana per aver invitato i tuoi amici ad iscriversi e ad utilizzarlo, dandoti l’opportunità di farlo diventare un’importante fonte di reddito come fosse un hobby molto remunerativo o un lavoro da svolgere nel tuo tempo libero, comodamente da casa o dal tuo cellulare mentre sei in vacanza.. Incredibile ma vero!

    SiteTalk è nato innovando il meglio dei primi 10 anni di storia dei “Social Media”, i nuovi aggregatori sociali, utilizzati oggi da più di 2 miliardi di persone nel mondo (1.300.000.000 iscritti al gigante cinese QQ, 500.000.000 a Facebook, 300.000.000 a Twitter.. cui si aggiungono gli utenti di Linkedin, MySpace, ASmallWorld, Hi5, Netlog, ecc.).

    SiteTalk dispone infatti di funzionalità e servizi più avanzati di qualsiasi altro Social Network oggi esistente ed attualmente, nella sua fase di lancio internazionale, ne sta sviluppando di altri, unici nel settore e destinati a fare la storia dei Social Network, tra i quali:

    • Applicazione Desktop: software scaricabile per accedere al Social Network senza dover utilizzare un browser; garantisce maggior velocità di navigazione e sicurezza nello scambio dati
    • Gestione e Visualizzazione foto: Editor per modificare le fotografie prima di “postarle” e visualizzarle ad alta definizione e a schermo intero. Opzione di spedizione foto in formato cartolina agli amici che si intende invitare ad iscriversi tramite link personale
    • Video-Multi-Chat per parlare a viva voce con più amici utilizzando la webcam
    • Traduttore automatico multi-lingua per riuscire a dialogare con persone di altri paesi imparando la loro lingua
    • Piattaforma integrata di E-Commerce con una miriade di offerte su numerose categorie di prodotti (informatica, moda, telefonia, viaggi, orologi, benessere, formazione manageriale e finanziaria, ecc.) con programmi fedeltà a punti da utilizzare per gli acquisti su SiteTalk o da convertire in denaro reale da far accreditare presso la propria banca, prelevare o spendere tramite carta di credito

    SiteTalk non lamenta inoltre i discussi problemi di privacy del suo più celebre concorrente, garantendo quindi ai suoi membri la titolarità dei propri dati e documenti (ad es. fotografie), non condividendoli con alcuna autorità o istituzione.

    Ma soprattutto SiteTalk significa avere “a portata di mouse” un’opportunità unica nel suo genere, in grado di offrire guadagni settimanali potenzialmente illimitati ai suoi utenti, con i quali SiteTalk condivide i propri profitti grazie ad un innovativo programma di “Referral Marketing” o di “passaparola remunerato”.

    Iscriviti gratuitamente qui: http://www.sitetalk.com/?sponsor=mistermanager

  22. Anno nuovo: auguri e progetti.

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    Salve a tutti!

    Inizia l’anno nuovo e vogliamo intervenire per ringraziare tutti coloro che ci stanno seguendo e appoggiando nel web, augurando un 2011 ricco di salute, serenità e di soddisfazioni!

    • Cogliamo altresì l’occasione per ricordare agli utenti che stiamo lavorando per la seconda versione del software che includerà la parte dedicata agli osservatori (con i “moduli” per tre tipi di relazione), e la tanto attesa parte grafica con la possibilità per l’utilizzatore, di creare schemi ed esercitazioni con successiva archiviazione, stampa ed esportazione. Un ulteriore funzione sarà data dalla possibilità di associare video e foto a relazioni, sedute di allenamento e gare. Sarà inoltre disponibile a breve la versione in lingua inglese.
    • Per ciò che riguarda gli altri contenuti del blog, prosegue con efficacia la campagna di adesione ai Tornei giovanili organizzati in rappresentanza di 2erre Organizzazioni Sport&Events (nel sito è possibile scaricare il [download id=”24″], prenotarsi ed iscriversi a uno o più tornei).
    • Procede ad alti ritmi anche la propaganda dei mini campi con le sponde SpeedBol autentica “gabbia” ufficiale della nuova disciplina del momento: il Trisball.
    • Prendiamo spunto da questo nostro intervento per invitare chiunque volesse a dire la sua sul calcio a 360° che c’è un forum da far “decollare” in cui le argomentazioni sono già predisposte (in particolare sul software MM): chiunque può aderirvi e inserire nuovi motivi di discussione.
    • E’ infine in fase di costruzione una nuova rubrica che si chiamerà “players” dedicata a quei calciatori che per qualche motivo sono alla ricerca di società in cui giocare: chiunque volesse inviare i propri dati anagrafici, con misure antropometriche, curriculum calcistico, foto, video e ambizioni di carriera, può farlo gratuitamente già da ora utilizzando l’indirizzo: [email protected]

    Vi ringraziamo per l’attenzione sperando di poter sempre soddisfare il vostro interesse rinnovandovi l’augurio per un felice 2011!

    Claudio Damiani [skype-status]

  23. Il “widget” di MisterManager!

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    Il presente è un articolo rivolto agli utenti di MisterManager.it che possiedono un sito web, ma non solo.

    Vi vogliamo presentare un “widget” del nostro blog. Chiunque possedesse un sito web, piuttosto che un blog ha la possibilità di inserire questo strumento innovativo per poter integrare i contenuti proposti con quelli che offre MisterManager.it.

    Questa vuole essere solo una “notizia”, un post diverso dagli altri, nulla più. E’ ovvio che chi usufruirà dei post del nostro MM ci darà la possibilità di crescere rendendoci ancor più visibili e questo è sicuramente il nostro obiettivo.

    Si tratta, in parole povere, di un modo diverso di fare uno scambio di links.

    Questo è il widget:

    L’unica cosa che si deve fare per ottenere il codice ed inserire il “widget” sul vostro sito è cliccare sul tasto “Get widget” dello stesso, scegliere la piattaforma su cui è installato il vostro blog e il gioco è fatto. Il risultato lo vedete!

    Il bello è che chiunque può ottenere un “widget”, anche voi e allo stesso modo potrete promuoverlo tra i vostri siti amici o partners!

    [skype-status]

  24. Fase difensiva: “scappo e stringo”

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    Esercitazione situazionale che impegna i movimenti difensivi di tre difensori in inferiorità numerica contro una ripartenza avversaria.

    I tre difensori si apprestano a scappare stringendo sulla zona del portatore di palla che l’allenatore farà partire alternativamente da una delle quattro zone di campo in cui sono presenti i palloni (vedi figura).

    Un quarto difensore rincorre in aiuto dei compagni da una posizione di 10mt più arretrata rispetto ai quattro attaccanti che avranno il compito di realizzare nel più breve tempo possibile.

    Curare la discesa ad “imbuto” a stringere dei difensori che dovranno decidere di uscire sul portatore di palla non più tardi della fatidica “linea di fuoco” rappresentata dall’area di rigore.

    Materiale occorrente: palloni, delimitatori, casacche.

    A cura di Claudio Damiani.

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  25. Trisball: l’ultimo “grido” per calciofili

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    La novità

    Trisball è una nuova disciplina che si pratica su un campo da calcio 8x16mt nato dalla sempre più riconosciuta bontà del progetto SpeedBol dell’Azienda Lombarda Di.Co.T. s.r.l. Questa nuova tendenza permette e facilita il possesso palla in campo corto, uno specifico allenamento tecnico-tattico, velocità di esecuzione, rapidità di spostamento e un gran mix di agonismo e spettacolo.

    Il campo ufficiale per il Trisball: SpeedBol Campo Super 45 – 8×16 metri – ottagonale

    La struttura che forma il campo è un ottagono di 136 mq. di erba sintetica modello standard polivalente con intaso in gomma ( si fornisce già posata ) e spigoli a 45°composta, inoltre, da:

    • N° 24 pannelli personalizzabili e sponsorizzabili in laminato plastico incorniciati d’alluminio cm. 120 x 88
    • N° 12 pannelli personalizzabili e sponsorizzabili in laminato plastico incorniciati d’alluminio cm. 83 x 88
    • N° 24 montanti h. 100 cm. in acciaio zincato la cui funzione è di raccordo tra un pannello e l’altro e di sostegno dell’intera struttura
    • N° 12 montanti h. 300 cm. la cui funzione è di sostegno della struttura e di raccordo per la rete in nylon
    • N° 1 porta d’ingresso con una controporta fissa prospiciente, composte ognuna da un pannello in laminato plastico incorniciato d’ alluminio cm. 83 x 88
    • N° 2 porte « football» cm. 120 x 88
    • Rete in nylon perimetrale la cui funzione è quella di evitare la fuga del pallone all’esterno del rettangolo di gioco

    Le regole

    • Calcio 3 VS 3 con le sponde.
    • La durata di ogni partita sarà di 2 tempi da 10 minuti senza time out.
    • Ogni squadra potrà avrere un massimo di 8 giocatori in distinta.
    • Si potrà realizzare una rete dopo aver superato la metà campo.
    • Non esiste la figura del portiere.
    • Sarà ritenuta valida anche una rete attraverso la sponda.
    • I falli commessi oltra la linea di attacco saranno puniti con un calcio di rigore.
    • Il rigore sarà calciato da un punto a scelta sulla prima linea di difesa ad una distanza di mt 12 dalla porticina. Un rigore realizzato di sponda sarà conteggiato con 2 goal.
    • Un giocatore non potrà posizionarsi davanti alla propria porta per evitare una segnatura, la distanza minima è di mt 1 dalla porticina.
    • Dopo una segnatura, il gioco sarà ripreso subito dalla squadra che avrà subito la rete partendo davanti alla propria porticina. I giocatori della squadra che ha realizzato la rete dovranno raggiungere la metà campo prima di poter intercettare il pallone.
    • Il pallone non dovrà mai superare l’altezza delle sponde (1 metro), se dovesse superarla accidentalmente il gioco sarà ritenuto valido, mentre se sarà superato volontariamente sarà decretata una punizione indiretta da calciare nel punto in cui la palla ha superato l’altezza della balaustra.
    • Nei calci di punizione i giocatori avversari dovranno rispettare la distanza di mt 3.
    • Le sostituzioni saranno volanti fra gli iscritti in lista di gioco.
    • La gara non potrà essere disputata con un numero di giocatori inferiori a 2.

    Scarica il regolamento ufficiale

    Guadagnare con Trisball

    Vi sono due modi per guadagnare con la disciplina del Trisball attraverso i campi SpeedBol:

    Spazi pubblicitari
    Trisball è anche il primo campo da calcio a tre personalizzabile e sponsorizzabile. Una grande opportunità di ricavo per il gestore dell’ impianto. Ogni pannello può essere singolarmente sponsorizzabile per via serigrafica (in caso di sponsorizzazione fissa) o mediante decalcomanie (in caso di sponsorizzazione periodica). Trisball diventa così un innovativo strumento di visibilità per raccogliere pubblicità locale e nazionale e realizzare ricavi immediati.

    Affitti Il campo Trisball, inoltre, offre la possibilita’ di essere messo a reddito attraverso l’affitto del campo stesso per periodi di mezz’ora di gioco ( 10 minuti per ognuno dei due tempi più un intervallo di 10 minuti oppure tempo unico di mezz’ora tutto d’un fiato ) con costo d’affitto per le squadre/clienti a discrezione della proprieta’ del campo.
    Questo e’ un ottimo strumento per ottenere ricavi consistenti in modo veloce e contnuativo e ripagarsi l’investimento iniziale.

    Leggi la brochure cliccando qui!

    Vendita

    La nostra formula di vendita è semplice e alla portata di tutte le Associazioni Sportive, le Parrocchie, gli Oratori, i Clubs, i Circoli ed il privato in genere.

    Un ufficio commerciale dalla pluriennale esperienza ed una particolare attenzione ai rapporti interpersonali è a tua disposizione per una consulenza GRATUITA e per proporti il mini pitch che, per dimensioni e caratteristiche, risponda perfettamente alle tue esigenze o a quelle della Società che rappresenti.

    Noleggio

    Oltre alla vendita è previsto il noleggio per periodi che vanno da un giorno, al mese o più mesi lasciando all’usufruitore la possibilità di organizzarsi tornei, campionati, one night o one shot in occasione di fiere, convegni, mostre, happening, feste di piazza o di paese, ricorrenze, celebrazioni o eventi all’interno di grossi centri commerciali.

    Possiamo, altresì, mettere a disposizione, di chi noleggia i nostri prodotti, tutta la nostra esperienza organizzativa e le conoscenze nel mondo del calcio professionistico e dilettantistico per costruire ogni tipo di evento personalizzato.

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    MisterManager, in qualità di rappresentante del rivenditore ufficiale (2erreorganizzazioni), vi può fornire tutte le informazioni tecniche su SpeedBol e i suoi costi, al numero di telefono 347.2118122, tramite e-mail o direttamente su Skype contattando l’account MisterManager.

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