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  1. Integratori alimentari e sostenibilità ambientale

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    Ho deciso di scrivere questo articolo perché sono convinto che chi pratica sport (o chi tiene semplicemente alla propria salute) sia anche attento all’ambiente, e probabilmente, come me, si è fatto qualche domanda del genere

    • Da cosa dipende la sostenibilità di un integratore alimentare?
    • Come capire se un marchio rispetta certi criteri di sostenibilità?
    • Quali sono i marchi migliori in quest’ottica?

    Una prima idea che ci si può fare, è che un integratore alimentare, di per sé, non rappresenti un prodotto sostenibile, in quanto le materie prime sono sottoposte ad un processo di trasporto e lavorazione che innalzano l’impatto ambientale rispetto agli alimenti normali. Ma non è sempre così; infatti, come abbiamo visto nel nostro post dedicato agli omega 3, l’integrazione con questo tipo di principio (se derivato da microalghe da agricoltura biologica) può essere maggiormente sostenibile rispetto al consumo di prodotti ittici in via di estinzione.

    Non solo, determinate sostanze, come l’acido folico, sono maggiormente disponibili se assunti tramite integratore, mentre altri prodotti sono (in alcune condizioni) coadiuvanti nella prevenzione o la cura di malattie.

    Anche per gli sportivi, alcuni integratori possono svolgere un ruolo importante quando con la dieta, o per motivi di natura logistica, non si riesce ad alimentarsi correttamente; è il classico esempio dell’interazione di carboidrati in gare lunghe.

    Ovviamente, quando possibile è sempre meglio soddisfare il proprio fabbisogno con l’alimentazione.

    A questo punto è lecito chiedersi: ma quale marca scegliere una volta appurata la necessità?

    Dare una risposta definitiva in termini di sostenibilità è impossibile, ma in questo articolo vedremo come la migliore marca di integratori sia attualmente anche una delle più affidabili in termini di etica e sostenibilità.

    Quando abbiamo visto come valutare un brand di integratori, ci siamo riferiti a parametri oggettivi che ci hanno permesso di concludere come attualmente Myprotein sia il miglior marchio in assoluto. Quest’oggettività manca quando si tratta di valutare la sostenibilità ambientale di un prodotto; in ogni modo, ho comunque cercato di approfondire l’argomento per potermi almeno fare un’idea su come orientare la scelta. Lo vedremo meglio nel prossimo paragrafo.

    Quali criteri determinano la sostenibilità?

    Informandomi qua e là, ho raccolto diverse variabili che potete vedere nell’immagine sotto; questa è solo una visione semplificata, perché attualmente non esistono criteri che classifichino la sostenibilità di un integratore come può essere per la classe degli elettrodomestici.

    integratori alimentari sostenibilità

    Non solo, non in tutti i siti dei vari marchi è specificato la ricerca della salvaguardia ambientale; questo è un peccato (ed anche un errore di marketing), perché il consumatore sta diventando sempre più attento a questi aspetti. Secondo gli esperti, la sostenibilità potrebbe diventare un vero e proprio motore di crescita per i brand.

    Per fortuna alcuni marchi stanno sempre più indirizzandosi verso criteri di etica (e di conseguenza di sostenibilità) nei confronti dei consumatori e dei propri dipendenti.

    Nel nostro post dedicato a come riconoscere le migliori marche di integratori, abbiamo visto i 3 elementi chiave per valutare un brand (vedi immagine sotto).

    Senza andare troppo nel dettaglio (potete leggere l’articolo per approfondire) è importante valutare:

    • I giudizi dei consumatori, in quanto la soddisfazione dei clienti è sicuramente un parametro soggettivo che conta.
    • La certificazione dei prodotti: per assicurarsi che all’interno del prodotto ci sia effettivamente quanto dichiarato e non ci siano impurità, è necessario che laboratori terzi valutino la qualità del prodotto e i criteri di fabbricazione. Pochissimi marchi si affidano a certificazioni terze.
    • Etica dell’azienda: l’adesione a programmi ed enti  (come Informed-sport ed ESSNA) che garantiscono per alcuni aspetti etici dell’azienda, aiutano a cogliere l’autorevolezza di questa sul mercato.

    È proprio all’interno di quest’ultimo punto (cioè quello dell’etica) che si colloca la sostenibilità ambientale di un brand; come vedremo di seguito, il marchio (cioè Myprotein) che offre la maggior qualità dei prodotti (secondo i principi indicati sopra), è anche uno di quelli che maggiormente segue determinati criteri di sostenibilità.

    Infatti, anche secondo il criterio di sostenibilità, comprare un prodotto che non ha all’interno quanto dichiarato è uno spreco (vedi il concetto di Protein Spiking).

    Ora vediamo perché considero Myprotein la migliore marca in assoluto: nella pagina dedicata alla descrizione del brand è possibile vedere l’impegno dell’azienda per minimizzare l’impatto ambientale in termini di produzione e riciclo. Queste non sono “dichiarazioni al vento”, in quanto i riconoscimenti e le certificazioni sono fornite da organi terzi. Non solo, Myprotein si accerta anche che le materie prime provengano da fornitori che seguano determinati principi etici.

    Nella nostra pagina dedicata alla scontistica, potete trovare i codici sconto Myprotein, che offrono sempre qualche percentuale in più rispetto ai codici standard che si trovano in home page.

    Conclusioni e raccomandazioni finali

    Fino a quando non verrà effettuata a livello europeo una certificazione di sostenibilità per gli integratori alimentari, sarà difficile avere la certezza oggettiva di questo parametro. In questo mio approfondimento ho cercato di sintetizzare quello che attualmente è possibile comprendere; questo non deve però confondere sull’utilità di o meno di un prodotto; infatti, voglio concludere con 2 concetti che ritengo molto importanti.

    • L’utilità di una sostanza per ogni soggetto è da valutare da personale qualificato (medico, nutrizionista, dietologo, ecc.) e non da chi vende o produce gli integratori.
    • Quando possibile, lo sforzo dovrebbe essere sempre quello di alimentarsi correttamente e cercare di soddisfare i propri fabbisogni nutrizionali prima di tutto con l’alimentazione. Questo perché consente di assimilare una varietà di nutrienti che difficilmente potrebbe essere assunta con gli integratori. È ovvio che in caso di carenze e deficit nella propria alimentazione, l’integrazione possa essere una soluzione, ma è sempre prima necessario il consulto con persona qualificata.

    Se ti è piaciuto l’articolo e vuoi rimanere informato sulle mie pubblicazioni ed aggiornamenti, connettiti al mio  profilo Linkedin.  Puoi inoltre trovare l’indice degli articoli da noi pubblicati sull’argomento nella pagina dedicata all’alimentazione ed integrazione.

    Autore dell’articolo: Luca Melli ([email protected]) preparatore atletico AC Sorbolo, istruttore Scuola Calcio A.S.D. Monticelli Terme 1960 ed Istruttore di Atletica leggera GS Toccalmatto.

  2. Integratori alimentari: quali sono le migliori marche?

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    (Aggiornato al 15/12/2021)

    Le migliori marche”…”I migliori prezzi online”…sono solo alcune delle frasi che è facile leggere quando si cerca online un integratore. Ma com’è possibile districarsi tra tutte le marche presenti sul mercato per “rifornirsi” (quando necessario) dalla migliore o dalle migliori case produttrici? È quello che vi spiegheremo in questo post, partendo dal presupposto che gli integratori vanno presi solo quando sono necessari (e non per alimentare l’illusione di poter migliorare la propria vita con pillole o polveri); per questo motivo, vi invitiamo anche a leggere l’articolo su come stabilire la necessità o meno di assumere questi prodotti. Come abbiamo fatto per altri prodotti, come le calze compressive, in questo post cercheremo prima di comprendere quali sono i parametri che definiscono la qualità di una marca di integratori, e poi andremo a vedere quali sono le migliori sul mercato. Quello che NON andremo a definire con questo articolo, è la necessità di integrare o meno, già approfondita nel post dedicato all’utilità delle singole sostanze.

    COME RECENSIRE UNA MARCA DI INTEGRATORI

    Partiamo prima dal presupposto che le strategie di acquisto (parlo ovviamente di e-commerce) può riferirsi a 2 categorie:

    • Acquisto di prodotto monomarca: in questi casi il sito di riferimento corrisponde alla produzione e alla vendita del prodotto. È l’esempio di Proteinworks che vende direttamente i prodotti dal loro sito di vendita.
    • Acquisto di prodotto da distributore: è l’esempio di Prozis che vende prodotti di diverse marche, facendo fondamentalmente da tramite commerciale.

    Ma andiamo ora a vedere quali sono i parametri che definiscono la qualità di una marca.

    1) RECENSIONE DEI CLIENTI

    Se una volta il “passaparola” era uno dei più potenti mezzi di marketing, oggi il mondo dell’e-commerce si è dotato di strumenti analoghi (seppur informatizzati) per pubblicizzare l’efficienza della propria azienda. L’esempio più lampante è amazon, che ordina i prodotti nel motore di ricerca secondo il giudizio dei clienti. Quello che è importante, è che il sito raccolga i giudizi delle persone sia indipendente dalle ditte che recensisce; tra i diversi siti che si occupano di questo, il migliore è sicuramente https://it.trustpilot.com/; trustpilot è la comunità di recensioni più grande al mondo, nata nel 2007 per dare con oggettività, un indice della ditta basato sull’esperienza dei clienti. Andando alla Home page, è sufficiente inserire il link corrispondente alla ditta da recensire, e si avrà un giudizio in termine di punteggio (da 1 a 10) e di numero di recensioni. Riportiamo nell’immagine sotto alcuni numeri di alcune ditte di famosi integratori e distributori (nel momento in cui è stato scritto questo articolo).

    In questo modo si è già in grado di avere primo giudizio; è da notare che l’idea che ci si può fare non è solo dipendente dall’indice numerico (da 1 a 10), ma anche dal numero di recensioni. Ad esempio, Myprotein e Proteinworks (che è un marchio molto più giovane) hanno praticamente lo stesso giudizio, ma con un numero di recensioni totalmente differenti.

    2) CERTIFICAZIONE DEI PRODOTTI

    Se il tipo di giudizio precedente era possibile averlo per marche e distributori, questo (come il prossimo) si riferisce solamente alla casa di produzione (cioè alla marca) dei singoli integratori. È ovvio, che lo stesso prodotto può avere una qualità differente a seconda della marca. Il grado di purezza e il rispetto degli standard di produzione sono sicuramente i fattori che vanno ad influenzare maggiormente questo fattore non trascurabile. Ma come districarsi tra tutte le marche per comprendere quali siano quelle con i prodotti di maggior qualità? Ovviamente esistono dei laboratori “indipendenti” che certificano il grado di purezza e lavorazione dei prodotti. Ad esempio, in Inghilterra alcune ditte come l’UKAS certificano proprio il grado di purezza di un integratore, mentre l’NSF Knights attestano che vengano rispettate le Norme di Buona Fabbricazione. Una sintesi interessante della qualità di un prodotto, la si può avere su Labdoor; Labdoor è una delle compagnie più rinomate ed indipendenti che testa (tramite laboratori certificati FDA) gli integratori ed effettua un ranking in base alla purezza degli ingredienti e alla presenza o meno di impurità; nella pagina dedicata alle singole sostanze, è possibile vedere le classifiche per tipo di prodotti. È da precisare che labdoor non è in grado di testare tutti i prodotti di tutte le marche di qualsiasi mercato, ma solo i più venduti al mondo; tra queste ovviamente è possibile vedere quali sono le migliori e quali le peggiori. Se un prodotto di una determinata marca non è inserita nella classifica, non significa che non sia di buona qualità, ma solamene che non è stata ancora testata.

    3) ETICA DELL’AZIENDA

    Credo che l’etica, nel mondo del marketing, il giorno d’oggi sia quella piccola qualità che fa una grande differenza! Ovviamente tutte le ditte possono affermare di avere un’etica, ma è importante anche riconoscere in maniera oggettiva come un’azienda gestisca i principi morali e la propria professionalità. Cito sotto 2 elementi oggettivi di come sia farsi un’idea dell’onestà intellettuale di case produttrici:

    • Programma informed sport: è il programma che certifica che ogni lotto di prodotto con questo marchio non abbia all’interno sostanze dopanti riconosciute dalla Wada; questo avviene tramite l’analisi nei laboratori antidoping mondiali con riconoscimento LGC.
    • Membri dell’ESSNA (European Specialist Sport Nutrition Alliance): è un’associazione che comprende anche case produttrici di integratori che si promuove per l’uso corretto e sull’etica/qualità di produzione di questi prodotti. L’ESSNA non accetta al proprio interno aziende che effettuano il protein spiking, una pratica comune nelle aziende con poca etica! Consiglio, ai consumatori di proteine in polvere di leggere attentamente ilparagrafo sul protein spiking.

    Altro aspetto che credo chiunque debba valutare è la sostenibilità ambientale di un brand; oggi non ci si può più sottrarre a questo tipo di valutazione, che sicuramente, nel tempo, diventerà un vero e proprio driver per la crescita di un marchio. Nel nostro post dedicato alla sostenibilità ambientale degli integratori, potete leggere un recente approfondimento. Ma vediamo ora cos’è il protein spiking.

    PROTEIN SPIKING: introduzione di sostanze azotate o aminoacidi all’interno di prodotti contenenti proteine di “dichiarata” alta qualità, per far risultare una quota proteica elevata. Questa strategia è scorretta, ma non illegale; infatti secondo le leggi europee (vedi Regulation EU No 1169/2011 on the provision of food information to consumers), la misura della quantità di proteine presenti in un prodotto, avviene tramite il metodo Kjeldahl, cioè tramite il riconoscimento della quantità di azoto presente. Senza addentrarci in concetti di biochimica, possiamo dire che l’azoto è un elemento presente nelle proteine ed amminoacidi (che sono i “mattoni” delle proteine); calcolando la quantità di azoto di un prodotto, si è in grado di quantificare la quantità di proteine ed amminoacidi al suo interno. Se però un produttore nomina un suo integratore “Proteine isolate del siero” ed al suo interno introduce (per dose di 100g) 40g di proteine del siero e 40g di un a proteina poco cara e di scarsa qualità (oppure aminoacidi poco cari, ma che vanno a peggiorare il valore biologico del prodotto), potrà comunque scrivere sull’etichetta “80g di proteine per 100g di prodotto”. Capite benissimo che questo è scorretto, ma non illegale! Ma come difendersi da questa subdola strategia? La prima strategia è quella di acquistare solamente proteine di marchi membri dell’ESSNA, mentre il secondo è l’utilizzo di proteine con indici elevati presenti nella pagina di labdoor corrispondente alle proteine; ricordo che Labdoor non utilizza il Metodo Kjeldal, ma l’HPLC, una tecnica in grado di quantificare la presenza di sostanze azotate diverse dalle proteine, e di conseguenza individuare strategie scorrette di Protein Spiking.

    cos'è protein spiking

    ALCUNI CONSIGLI PRATICI

    Allora come fare per valutare la qualità di un integratore? Semplice, basta fare una semplice checklist su internet (solitamente dalla home page delle aziende si riesce a risalire a tutto) dei 3 punti sotto:

    • Andare a vedere su Trustpilot i giudizi dei consumatori, valutando sia il “voto medio” che il numero di recensioni. In questo modo, si possono valutare non solo le case produttrici, ma anche i distributori.
    • Controllare online se è presente certificazione di qualità del prodotto (qualità degli ingredienti ed assenza di impurità): la pagina di Labdoor è probabilmente il metodo più veloce ed immediato per questo tipo di verifica, ma non è in grado di testare tutti i prodotti presenti sul mercato mondiale; di conseguenza, la presenza di certificazione di un laboratorio esterno (tipo UKAS, ma ne esistono altri) è essenziale per tutti gli altri tipi di prodotti (è sufficiente controllare online sul sito del produttore). Altro aspetto che si può indagare (ma può essere secondario nel caso in cui siano presenti ottime referenza sulla qualità del prodotto) è la certificazione del rispetto delle Norme di Buona Fabbricazione.
    • Etica: ovviamente non facile comprendere l’etica di un’azienda con una semplice ricerca su internet, ma l’adesione ad alcuni programmi/associazioni come Informed-sport ed ESSNA può sicuramente contribuire a farsi una buona idea. Anche la ricerca effettiva di diversi livelli di sostenibilità all’interno della filiera è un indice a favore del marchio.

    migliori marche integratori

    Attenzione, ripeto ancora che non è da confondere la qualità di un prodotto con l’efficacia della sostanza. La qualità di un prodotto si riferisce alla certezza che l’integratore abbia al suo interno la sostanza indicata nelle dosi dichiarate e senza impurità; l’efficacia invece è relativa al reale effetto biologico (beneficio) della sostanza (proteine, vitamina, ecc.) all’interno del corpo umano. Per quest’ultimo aspetto, potete leggere il nostro post relativo all’efficacia degli integratori.

    Ma qual’è la migliore marca di integratori in commercio? Ovviamente esistono sul mercato diverse ottime marche, molte delle quali sono riferite al mercato Americano, che si è sviluppato prima di quello Europeo. Oggettivamente, credo che la migliore sul nostro mercato sia la Myprotein per i seguenti motivi:

    • Le proteine della Myprotein sono tra le migliori in assoluto (anche comparate con il mercato americano) presenti sul commercio mondiale; visto che il mercato delle proteine è quello più delicato (proprio per il protein spiking), è ragionevole ipotizzare che anche le altre tipologie di integratori siano di ottima qualità.
    • Utilizza laboratori indipendenti per certificare la qualità e le norme di lavorazione dei propri prodotti (no protein spiking).
    • Aderisce al programma Informed-sport, è membro dell’ESSNA e si impegna nella riduzione dell’impatto ambientale.
    • Ha ottimi prezzi!!

    Importante: nella nostra pagina dedicata ai codici sconto, potete trovare anche una scontistica per Myprotein, a volte superiore a quella che si vede direttamente sul sito. Accedi alla nostra pagina dei codici sconto per verificare e segui i semplici passaggi; nel caso in cui in un determinato periodo non sia presente alcuna scontistica aggiuntiva, puoi comunque ottenere quella di base presente su Myprotein.

    LE ALTERNATIVE A MYPROTEIN e IL CONFRONTO

    Malgrado Myprotein sia la migliore sul mercato, esistono altre marche di buona qualità. In questo paragrafo confronteremo Myprotein con altre 2 marche, per far capire come sia possibile, per tutti, fare una recensione che permetta di comprendere la qualità di una ditta produttrice di integratori. Ovviamente il confronto verrà fatto basandoci sui 3 fattori cardine citati sopra (recensione clienti, certificazione prodotti, etica dell’azienda).

    Cercando su TrusPilot, è possibile vedere come Bulk abbia un profilo “eccellente” (cioè 4 stelle), al pari di quello di Myprotein. Allo stesso tempo anche Bulk è membro dell’ESSNA (NO protein spiking) e ha prodotti Informed Sport per gli atleti (certificazione prodotto antidoping); ricordiamo che questo è un aspetto fondamentale, perché garantisce l’etica di un’azienda. La carenza, rispetto a Myprotein è relativa alla certificazione dei prodotti: infatti, nel sito è possibile vedere diversi “timbri” che definiscono la qualità e la finezza degli ingredienti, ma solo una certificazione esterna (cioè di un laboratorio terzo, indipendente) è in grado di garantire qualità. L’unica certificazione esterna per Bulk Powders è quella della Soil Association, che riguarda solamente i prodotti biologici, che sono una decina, dell’intero del parco prodotti. Myprotein invece ha diverse certificazioni, prima di tutte quella di Labdoor, che analizza e compara i migliori prodotti sul mercato. Questo aspetto è molto importante, perché garantisce al cliente che dentro al prodotto ci sia veramente quanto dichiarato, senza impurità che possono anche essere dannose. La conclusione è che Bulk è recensita molto bene dai clienti, ha un’alta un’etica aziendale, ma non garantisce la certificazione degli ingredienti della maggior parte dei prodotti.

    Codici sconto myprotein

    Ultima marca che recensiamo è Theproteinworks; come esercizio, provate prima voi a fare una recensione dando un’occhiata al sito. Analizzando e confrontando il ranking su Trustpilot (indice soddisfazione clienti) con altre marche è possibile intuire come questa marca possa essere il meglio sul mercato, ma andando a vedere il sito della casa produttrice, è facile notare come non esista nulla sull’etica dell’azienda e sulla certificazione dei prodotti. Con questo non vogliamo affermare che questa sia un’azienda poco sera, ma come fa un cliente a fidarsi al 100% se non esistono le garanzie sugli ingredienti dei prodotti e sull’etica?

    Spero con questo post di aver dato indicazioni interessanti su come riconoscere la reale qualità di un integratore; se avete dubbi o domande potete scrivere alla mia mail, o postare sotto un commento.

    Andando alla pagina principale dedicata alla nutrizione, potrai trovare l’indice delle nostre risorse su alimentazione ed integrazione; connettiti invece al mio profilo Linkedin se vuoi rimanere informato sulle pubblicazioni ed aggiornamenti del nostro sito.

    Autore dell’articolo: Luca Melli ([email protected]) preparatore atletico AC Sorbolo, istruttore Scuola Calcio A.S.D. Monticelli Terme 1960 ed Istruttore di Atletica leggera GS Toccalmatto.

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