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  1. 8 Ottimi libri per la Preparazione atletica

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    (Aggiornato al 15/09/2021)

    Se leggere è il miglior investimento sulla crescita personale,  leggere libri sul calcio è sicuramente il metodo più sicuro per diventare tecnici, istruttori o preparatori atletici preparati. La lettura non aiuta solo ad apprendere cose nuove, ma stimola l’elaborazione e la creatività; tutte queste qualità sono fondamentali per dare quel qualcosa in più ai nostri atleti, in termine di competenze atletiche, tecnico/tattiche ed umane.

    Prima di passare all’elenco e ad una breve presentazione dei contenuti, mi preme di dare un importante consiglio; quando ero studente di Scienze Motorie (circa 20 anni fa) esistevano veramente pochi testi a disposizione per approfondire i temi della preparazione atletica o della didattica calcistica. Non solo, la maggior parte erano testi estremamente generici; oggi invece, l’opportunità di apprendere nozioni si è moltiplicata, e non solo per l’aumento dei libri pubblicati. Infatti, molti contenuti oggi viaggiano tramite siti web, webinar e corsi on-line.

    Questo ha fatto in modo che le difficoltà a cui si può andare incontro non sono più relative alla carenza di contenuti, ma ad altri 3 aspetti che ritengo fondamentali:

    • Selezionare le fonti più competenti ed adeguate: questo è un fattore essenziale. Scegliere testi in grado di trasmettere le migliori idee sull’argomento, è la chiave per ottimizzare il tempo dedicato all’aggiornamento. Questo non è da confondere con l’iperspecializzazione; anche testi che riguardano la crescita personale o discipline trasversali alla nostra professione (come può essere lo Yoga) possono effettuare un up-grade della nostra professionalità. L’importante è che le fonti siano di estrema qualità!
    • Saper riorganizzare le idee dopo ogni approfondimento: ricordatevi che non è il libro in sé che determina la conoscenza, ma la nostra capacità di leggerlo e di implementare in maniera critica i contenuti” (cit. Dario Vignali). In questo caso, entra in gioco la gestione della complessità. Mi spiego meglio: consumare contenuti in maniera eccessiva rischia di creare una confusione tra le idee e gli argomenti senza connetterli in maniera logica e coerente. Per gestire questa complessità (migliorando le proprie competenze), è molto utile scrivere documenti che sintetizzano e linkano ai vari approfondimenti. Altra soluzione è quella di confrontarsi con gli altri; questo stimola non solo l’organizzazione delle idee, ma favorisce anche la creatività.
    • Attenzione alle distrazioni: oggi i social network sono diventati un importante mezzo per scoprire contenuti nuovi e sempre più aggiornati. L’altra faccia della medaglia è che spesso distraggono verso altre direzioni; è quindi importante, definire i momenti della giornata in cui ci si dedica all’aggiornamento e quelli destinati allo svago, pur utilizzando gli stessi canali (come i social network).

    Bene, dopo aver fatto queste doverose precisazioni, passiamo ai libri (e non solo) che nella mia carriera di Preparatore Atletico, hanno trasmesso maggiori competenze.

    Cliccando sul banner sotto invece, potete trovare il mio elenco di contenuti e testi che maggiormente sono stati utili nella mia formazione di istruttore di scuola calcio.

    LIBRI PER LA PREPARAZIONE ATLETICA

    Academy e corsi di Performance Lab

    (Autori vari)

    Come accennato nell’introduzione, oggi la trasmissione dei contenuti non avviene solamente tramite i libri, ma anche attraverso piattaforme web, come webinar, podcast e corsi online. Ma perché questi supporti stanno diventando sempre più importanti?

    • Perché in questo modo è possibile avere una maggiore mole di nozioni, velocemente accessibile in qualsiasi punto in cui ci si trovi.
    • Per la facilità con la quale è possibile fruire dei contenuti, come presentazioni, video, testi o audio; in questo modo, la trasmissione delle nozioni può avvenire secondo il canale più consono (video, audio, grafico, ecc.), consentendo di apprendere meglio i concetti.
    • Per la riduzione del prezzo: è ovvio che non avere la necessità di stampare, distribuire o spedire un formato cartaceo, riduce notevolmente la spesa. Questo ha la conseguenza di abbassare i costi, di aumentare la possibilità di scontistiche e facilitare l’applicazione della garanzia.

    Ma indipendente dai vantaggi indicati sopra, è da ricordare che il motivo principale che ci può portare a scegliere un testo, piuttosto che un webinar, od un podcast, è solo uno…cioè la qualità del contenuto!

    Per questo motivo sono convinto che la piattaforma di Performance Lab sia attualmente la migliore presente sul web.  Infatti, iscrivendosi all’Academy sarà possibile usufruire più di 50 webinar, 70 podcast e 16 e-book, con l’aggiunta di nuovi contenuti ogni mese.

    Ma attenzione, all’interno dell’Academy di Performance Lab non viene trattata solo la preparazione atletica nel calcio, ma anche tutto quello che ruota attorno alla performance calcistica, come la prevenzione/riabilitazione, l’alimentazione, la psicologia dello sport, la valutazione funzionale e l’analisi delle interazioni tra le componenti tecnico/tattiche e quelle atletiche.

    Inoltre, è possibile acquistare separatamente dei corsi on-line estremamente dettagliati, come quello sulla preparazione pre-campionato, sull’utilizzo dei GPS e quello sulla Biomeccanica dello sport (di Mauro Testa).

    Proprio per la qualità e la quantità dei contenuti proposti, dall’inizio del 2021 abbiamo accettato la collaborazione con Performance Lab; sottoscrivendo uno dei piani d’abbonamento (mensili od annuali) all’Academy (garanzia 14 giorni), oppure acquistando uno dei corsi, avrai lo sconto del 10% applicando il Codice Promozionale MISTERMANAGER al momento dell’acquisto.

    “Sono sicuro che, 3000 anni fa, molte persone criticavano il papiro e rimpiangevano l’antico supporto in pietra: sono sereno sull’avvenire del libro e sulla sua digitalizzazione”

    Russel Banks

    Allenare il movimento. Dall’allenamento funzionale all’allenamento del movimento.

    (Alberto Andorlini)

    La prima volta che trovai qualcosa di veramente interessante sull’allenamento funzionale fu nel 2013, quando vidi questo video di Alberto Andorlini sul blog di Roberto Colli. Volli subito approfondire l’argomento leggendo il libro dell’autore per studiare a fondo una tematica estremamente importante per chi si occupa di preparazione atletica. Questo mi permise di andare uno step avanti, per quanto riguarda la competenza sulla preparazione di atleti di sport individuali e di squadra.

    Che sia chiaro, il libro in questione non è un semplice eserciziario, ma è dedicato agli addetti ai lavori, non tanto per la difficoltà nel comprenderne i concetti (spiegati in maniera estremamente semplice e dettagliata), ma per la complessità della tematica. Infatti, per approfondire con padronanza la materia, è necessario non solo leggerlo, ma anche segnarsi i concetti fino a quel momento non posseduti e riassumere il tutto (vista la lunghezza della parte teorica). In altre parole, è un testo che va studiato; non è per chi non ha tempo e dedizione per dedicarsi al suo approfondimento!

    Non a caso, l’autore espone in modo estremamente dettagliato la sua conoscenza sull’argomento, in maniera tale da trasmettere, a chi legge, un insieme di competenze tali da farsi le domande giuste (esempio: “come posso migliorare i miei atleti in questo aspetto….ecc.?”) e le risposte più opportune (“il percorso da fare è…questo…questo…e questo”).  Io stesso, visto i miei ambiti di applicazione (calcio ed atletica leggera) ho contestualizzato la teoria in protocolli estremamente specifici e relativi all’allungamento funzionale.

    Ovviamente il libro presenta anche una parte di esercizi ed un CD con 74’ di spiegazione ed approfondimento (come se fosse una vera lezione universitaria).

    Leggere un libro non significa solo sfogliare le pagine. Significa riflettere, individuare le parti su cui tornare, interrogarsi su come inserirle in un contesto più ampio, sviluppare le idee

    Noam Chomsky

    Movimento specifico funzionale per il calcio

    (Claudio Donatelli)

    Prima di leggere questo testo non mi sarei mai aspettato che la tecnica/tattica individuale del difensore potesse essere allenata in maniera così specifica e dettagliata. Sia chiaro, l’argomento principale del libro è la ricerca del miglioramento atletico neuromuscolare specifico del calciatore, ma quello che ha in più rispetto ad altri volumi simili, è proprio l’approfondimento e il perfezionamento delle qualità atletiche del difensore.

    Infatti, il testo parte da un’analisi dei movimenti tipici del calciatore, per poi passare all’allenamento funzionale generale, all’allenamento neuromuscolare intenso, per poi concludere con diversi mezzi allenanti relativi alla presa di posizione e agli spostamenti del difensore. Sempre più spesso si sentono allenatori lamentarsi della difficoltà dei giocatori di oggi nel saper “marcare a uomo nella propria zona”; ovviamente questo testo non sarà in grado di far diventare tutti i difensori come Virgil van Dijk, ma aiuterà a migliorare 3 aspetti importanti: le qualità neuromuscolari, la presa di posizione e lo spostamento nello spazio. La tempistica, la precisione dell’intervento e il contrasto dovranno essere affidati prevalentemente ad altri mezzi allenanti.

    Il libro inoltre è corredato da un CD che permette di ripercorrere la progressione dello sviluppo delle abilità neuromuscolari (non solo del difensore), dall’allenamento funzionale (squat, affondi, multibalzi, ecc.) a quello estremamente specifico con la palla. Per questo motivo, lo ritengo adatto a tecnici e preparatori atletici che operano dalla categoria Giovanissimi fino agli adulti.

    Il testo, rispetto a quello di Andorlini (sull’allenamento funzionale) è estremamente più specifico per il calcio e non è necessario uno studio approfondito, visto che è quasi interamente composto da esercizi.

    Ultima annotazione, ma non meno importante, è che l’autore ha deciso di rinunciare ai propri proventi della vendita del libro per devolverli a Save the Children.

    Leggere molto è uno dei cammini che conducono all’originalità; uno è tanto più originale e peculiare quanto più conosce ciò che gli altri hanno detto.”

    Miguel de Unamuno

    Yoga e Sport

    (B.K.S. Iyengar)

    Nell’estate del 2019 mi misi alla ricerca di idee e contenuti che mi permettessero di ridurre il rischio di infortuni durante la preparazione pre-campionato nella squadra di cui ero preparatore atletico. Trovandoci in Promozione, il tempo a disposizione prima di affrontare la prima partita ufficiale (Coppa Italia) era di soli 8-9 giorni di allenamento, con circa 1 allenamento al giorno. Per questo andai alla ricerca di pratiche che permettessero di ridurre il rischio di rigidità muscolari e di facilitare il recupero.

    Dopo un a prima ricerca, mi trovai a dover scegliere tra 3 tipi di testi: il primo riguardava il Thai Chi, il secondo la Rieducazione posturale e il terzo lo Yoga; dopo un successivo approfondimento optati per lo Yoga, e non me ne pentii. Infatti, durante la preparazione pre-campionato il numero di infortuni si ridusse rispetto all’anno prima; in particolar modo, riscontrai un numero inferiore di contratture e rigidità nei muscoli del bacino, anca e posteriori della coscia.

    Ma come può aiutare, lo Yoga, a migliorare la performance del calciatore?

    Malgrado non sia possibile approfondire l’argomento in così poco spazio, potete leggere il nostro articolo sul recupero, per comprendere i 2 ambiti (i 2 capitoli dell’articolo) in cui può avere le migliori ripercussioni, cioè:

    • Stretching e recupero
    • Pratica del rilassamento

    Quando ho provato lo yoga, ho capito subito che mi aiutava. Lo yoga non mi ha solo protetto i muscoli, ma mi ha anche allungato la carriera. È una parte importante della mia vita negli ultimi dieci anni.

    Ryan Giggs

    Voglio però precisare che non ho fatto fare Yoga ai calciatori: questo avrebbe dovuto essere eseguito da personale qualificato (per diventare istruttore Yoga è necessario fare diversi corsi) e per sedute di lunga durata. Quello che ho effettuato, è stato prendere alcune posizioni dello Yoga (fondamentalmente quelle che allungavano tutte le catene muscolari) e farle eseguire durante la fase iniziale e finale dell’allenamento.

    Per tutto ciò ho avuto bisogno di un testo che spiegasse in maniera estremamente semplice (ma dettagliato) come inserire questi asana (cioè le posizioni dello Yoga) nel programma d’allenamento. Il libro Sport e Yoga di B.K.S. Iyengar è stato la soluzione di tutto questo; il testo applica lo Yoga a tutte le necessità degli sportivi (recupero, stabilità articolare e posturale, flessibilità/estensibilità, jet lag, ecc.) con spiegazioni chiare e dettagliate in maniera tale da rendere questa pratica adatta a tutti, con posizioni semplificate per gli asana più complessi.

    Non solo, il testo si divide in 2 parti: nella prima vengono accoppiate le diverse esigenze degli sportivi agli asana; nel secondo invece è possibile trovare spiegazioni molto più dettagliate degli stessi asana, raccolti però per tipologia di posizioni.

    Ovviamente non è possibile considerare lo Yoga come la panacea di tutti gli infortuni, ma un approfondimento del testo è in grado di contribuire alla formulazione (ed al perfezionamento) di protocolli preventivi. Ma facciamo un esempio: il Supta Baddha Konasana (a pag. 266 del testo) è un asana in grado di avere effetti profondi nei confronti del recupero (vedi sotto).

    La posizione di sopra, può trovare efficacia a fine allenamento (defaticamento) o, ancor meglio, come pratica da effettuare a casa insieme al Malasana con sgabello (posizione semplificata a pagina 249) e l’Uttanasana al tavolo (posizione semplificata a pagina 223); è sufficiente fare un pdf con le 3 immagini (corredate da brevi descrizioni) e metterle sul gruppo whatsapp della squadra. In questo modo, durante la preparazione e durante l’anno, i giocatori avranno a disposizione un protocollo da effettuare in caso di affaticamenti o anche solamente per migliorare il recupero.

    Ci tengo comunque a precisare che non si tratta di un testo scientifico (malgrado in questi anni le ricerche sugli effetti dello Yoga siano aumentate esponenzialmente), ma comunque di pratiche consolidate da 4000-5000 anni; se sono arrivate fino ai nostri giorni, ci sarà pur un motivo. Il testo inoltre è stato scritto da B.K.S. Iyengar, uno dei massimi esperti di applicazione dello Yoga in ambito sportivo.

    Concludo con un’importante precisazione: per applicare con un minimo di efficacia queste pratiche ai propri giocatori sono necessari 2 prerequisiti:

    1. La voglia di approfondire una tematica dedicando diverse ore di studio al libro in questione; è necessario leggerlo e rileggere le parti che riteniamo più interessanti per trovare i riscontri pratici in riferimento alla funzionalità del movimento (allenamento funzionale e catene muscolari). Non è un testo con esercizi pronti all’uso; se non si ha tempo per studiare ed approfondire questo volume, allora è meglio lasciarlo perdere.
    2. È necessario provare e riprovare (prima su sé stessi) gli asana che si ritengono utili per i propri giocatori, per comprenderne gli effetti, difficoltà e possibili progressioni esecutive.

    Sintetizzando, è un libro che può ampliare la comprensione dei diversi aspetti (non solo atletici) che ruotano intorno al calciatore, ma è necessario studio e dedizione.

    Il buon lettore è come un viaggiatore curioso: ogni libro scelto rappresenta l’inizio di un viaggio dove poter esplorare nuovi mondi e arricchire la propria mente.”

    Emanuela Breda

    laltrametodologia.com

    (Roberto Colli)

    Chiudiamo questo elenco con un “consiglio a 5 stelle”, cioè il sito laltrametodologia.com di Roberto Colli; non è un libro, ma un blog con contenuti audio-video didattici sulla preparazione atletica del calciatore (e non solo) di altissima qualità. Il costo dell’abbonamento è estremamente ridotto (20 Euro annui), e permette l’accesso, per tutta la durata dell’abbonamento, a tutti gli audio-video didattici dal 2011 (con 40-45 nuovi audio-video ogni anno) ad oggi.

    Ma quali sono i contenuti così unici che offre questo blog?

    È difficile rispondere in poche righe, per questo mi limiterò a indicare cosa è significato per me, avere l’opportunità di seguire questo blog: prima di tutto, già dal 2011, mi ha fatto comprendere il modello funzionale del calciatore grazie una visione moderna della match analisys basata su tanti parametri, primo tra tutti la potenza metabolica; il tutto in un periodo in cui, per diversi anni, diverse ricerche basavano ancora le fasi intense della partita solamente sulla velocità.

    Comprendere il come si sposta un calciatore in campo ed a quali intensità, è un elemento fondamentale per strutturare gli allenamenti, al fine di non rischiare di perdere tempo in stimoli allenanti poco proficui; gli strumenti che permettono di avere questi dati sono estremamente sofisticati, ma nel blog sono trattati con semplicità, come in una lezione universitaria.

    Non solo, sono approfonditi anche i mezzi allenanti (a secco e con palla) monitorati con GPS (e software per il trattamento dei dati) al fine di comprendere quanto questi aderiscono al modello funzionale del calciatore. Anche gli aspetti biomeccanici dei gesti del calciatore vengono approfonditi con moderni strumenti valutativi.

    Per me che lavoro in ambito dilettantistico (con pochi mezzi e tempo a disposizione), è stato fonte di ispirazione di tantissimi protocolli allenanti e valutativi (di tipo rettangolare); grazie ai 2 file sull’intermittente (quello a navetta e quello lineare) sono riuscito a strutturare programmi per la potenza aerobica che mi permettono di mantenere la potenza metabolica costante, ma variare le fasi intese, le pause, le distanze, sfruttando tratti rettilinei o a navetta.

    Grazie al file sui cambi di direzione, sono riuscito a modulare questi mezzi allenanti al fine di dare più risalto alla forza o alla rapidità.  Mi ha permesso di capire quali sono le varianti che possono incidere sul carico allenante e di conseguenza sul rendimento del giocatore.

    Ma come gestire l’elevata mole di informazioni presente in questo blog? Semplice, usando il motore di ricerca interno e inserendo le parole chiave, altrimenti scorrendo il menù Categorie.

    Chi ha conseguito il proprio percorso universitario è necessario che continui a studiare (anche su supporti video) per rimanere aggiornato, ed abbinare le nuove conoscenze, all’esperienza che man mano arricchisce le competenze di ogni preparatore atletico.

    Allenare è un’arte che non si basa solo sulla scienza, ma anche sull’intuito e sull’osservazione non codificabile

    laltrametodologia.com

    Allenamento della forza a bassa velocità

    (Alberti G – Garufi M – Silvaggi N)

    Appena letto il libro sull’allenamento della “Forza a Bassa Velocità”, trovai subito l’analogia con una tipologia di esercizi descritti da un articolo (di Victor Seluyanov) tradotto dal Russo apparso su SDS, definiti “esercizi statico-dinamici”. Cercai quindi di approfondire queste 2 metodiche e scrissi un articolo sull’argomento, aggiornato successivamente nel 2019 dopo aver approfondito il potenziamento finalizzato allo sviluppo selettivo delle fibre lente; questo mi permise di sperimentare e di attuare successivamente un protocollo di potenziamento ad hoc per runner e podisti.

    Ma cosa c’entra una metodologia di allenamento a bassa velocità con il calcio, dove la maggior parte degli sforzi sono di natura rapida ed esplosiva? Leggete il prossimo paragrafo e lo capirete.

    Premetto che non mi voglio dilungare sulla metodologia d’allenamento in sé (che ha richiesto un intero libro per essere sviscerata ed approfondita) ma su quelli che sono i tecnici e gli atleti che l’hanno utilizzata con profitto ed i motivi per cui ne hanno trovato piena utilità. Tra i testimonial più conosciuti abbiamo Fabrizio Donato (ricordato sia per la sua longevità atletica che per il suo record Italiano del triplo), Nicola Vizzoni e Micol Cattaneo, oltre a diversi atleti di altri sport di tutti i livelli. Tra gli addetti ai lavori, troviamo invece molti tecnici dell’atletica leggera e preparatori di importanti squadre di Basket come Varese, Cantù e Milano; tutte discipline di importante componente esplosiva, la cui base è comunque la forza.

    Quello che accomuna la maggior parte di questi atleti e tecnici che hanno iniziato ad utilizzare questo metodo, è la ricerca del miglioramento (o mantenimento) dei livelli di forza contestualmente ad un tentativo di riduzione della sintomatologia dolorosa a carico di tendini ed articolazioni.

    Infatti, l’inserimento di questa metodica nei vari programmi d’allenamento ha avuto come conseguenza un aumento (o mantenimento) di forza dell’atleta, contestualmente ad una riduzione della sintomatologia dolorosa (quando presente) ad articolazioni e tendini.

    Altro aspetto molto importante riportato dagli atleti che l’hanno utilizzata, è il fatto di percepire un completo recupero della seduta già 24 ore dopo l’esecuzione della seduta, cosa che raramente accade dopo sedute di forza classiche.

    Che sia chiaro, si parla di “inserimento” di questa metodica nel programma d’allenamento, a volte in sostituzione degli altri mezzi rivolti all’incremento della forza; l’allenamento della “forza a bassa velocità” rimane comunque un “approccio generale” all’allenamento della forza, da preferire quindi nella prima parte della stagione e come mantenimento (se necessario) nella parte restante.

    Questo non è un libro di “esercizi”, ma spiega il dettaglio fisiologico e metodologico che permette di comprendere se (e come) è possibile inserire questa metodica nell’intera programmazione dell’allenamento dell’atleta. Per questo, lo possiamo considerare un testo per “addetti ai lavori” che vogliono approfondire e sperimentare una variante dell’allenamento della forza.

    Ma perché inserirlo nell’allenamento del calciatore? In quali casi può trovare utilità?

    Ormai è risaputo e confermato da revisioni scientifiche che un adeguato allenamento alla forza è in grado di migliorare la performance del calciatore (Silva et al 2015) ed aiutare a prevenire gli infortuni (Brunner et al 2019); l’allenamento della forza a bassa velocità può tornare utile nei casi in cui:

    1. Non si riesca ad effettuare i lavori tradizionali a causa di fastidi e dolori ad articolazioni e tendini. Usando carichi ridotti e lente tempistiche di contrazione (tipiche del lavoro di forza a bassa velocità) si diminuisce il rischio di andare incontro a fastidi e dolori durante l’esecuzione dei sollevamenti.
    2. Si desidera effettuare un lavoro di forza che venga necessariamente recuperato (se somministrato nei giusti dosaggi) entro le 24 ore.

    Ma quali esercizi preferire?

    Di norma si possono usare gli stessi esercizi dei normali allenamenti di forza, ma è altamente consigliabile preferire movimenti che derivano dall’allenamento funzionale, in quanto sono maggiormente specifici e hanno probabilmente un miglior impatto sulla prevenzione degli infortuni.

    “Leggere significa prendere in prestito; tirare fuori qualcosa di nuovo da ciò che si è letto, significa ripagare il debito.”

    Georg Chistoph Lichtenberge

    Allenamento mio-fasciale

    (Albini E)

    Credo sia attualmente il testo più completo per quanto riguarda la comprensione e l’allenamento della fascia connettivale. Il libro inizia con una metafora molto chiara; viene paragonato il nostro corpo ad un’arancia: il “succo” contenuto è rappresentato dal contenuto dei nostri organi ed apparati (compresi i muscoli), mentre la “parte bianca” non è altro che la fascia connettivale.

    Da questo punto di partenza, il testo ne approfondisce le funzioni fornendo tutte le competenze necessarie per comprendere la seconda parte, particolarmente ricca di esercizi e spiegazioni.

    Personalmente l’ho trovato utile per 2 ragioni; la prima per comprendere l’importanza della fascia connettivale nel contesto dell’allenamento funzionale del calciatore; tanto per fare un esempio, il connettivo è ricco di un numero molto maggiore dei recettori rispetto ai muscoli, di conseguenza algie e fastidi che possono provocare compensi (e di seguito infortuni) possono originare proprio da questa struttura anatomica.

    La seconda è per la presenza di veramente tanti esercizi e spunti che si adeguano alle esigenze di una disciplina come il calcio, in cui la variabilità motoria è fondamentale.

    Dal curriculum dell’autrice (Ester Albini) si comprende come abbia avuto una formazione estremamente approfondita e multilaterale; ognuno di noi si porta dietro l’integrazione e la sintesi delle proprie esperienze formative, di conseguenza è assolutamente evidente come in Allenamento-miofasciale si possa trovare una quantità (e qualità) di informazioni estremamente utili per il nostro lavoro.

    Do comunque 4 stelle (anzichè 5) perché è un testo generale, non specificatamente riferito al calcio; trasmette comunque all’interno competenze che un preparatore atletico non può assolutamente trascurare per l’ottimizzazione della performance e per la riduzione del rischio di infortuni. Come per tutti i tipi di contenuti, la lettura non è sufficiente senza un livello di integrazione nelle proprie competenze.

    Quanti uomini hanno datato l’inizio di una nuova era della loro vita dalla lettura di un libro.”

    Henry David Thoreau

    La corsa del calciatore. Didattica, tecnica, esercitazioni per giovani ed adulti

    (Toffolutti M, Di Luca M)

    Questo testo recente (2021) approfondisce una tematica molto trascurata, cioè la tecnica di corsa del calciatore; l’utilizzo eccessivo di esercitazioni sempre più specifiche, rischia di fornire stimoli che non fanno altro che ridurre il bagaglio motorio del calciatore. Mi spiego meglio; la variabilità a cui si va incontro in una partita di calcio richiede un’elevata padronanza dei gesti motori di base come quello della corsa. Solo in questo modo il giocatore si saprà adattare alle tantissime situazioni a cui può andare incontro.

    Faccio un semplice esempio; per la caratteristica della disciplina (fatta di molte accelerazioni) i calciatori tendono a correre in overstriding (in questo articolo è possibile trovare una descrizione dettagliata del concetto), cioè impattando con il piede troppo avanti al baricentro.

    Questo non è un problema in fase accelerativa, ma lo è in fase di corsa veloce, cioè quella condizione tipica delle segnature. Non solo, questo tipo di corsa predispone facilmente ad infortuni.

    È quindi evidente che il calciatore deve essere in grado di gestire il gesto della corsa in condizioni estremamente diversificate; non a caso, in questo testo gli autori non solamente presentano progressioni esecutive per correre meglio, ma anche esercizi per creare quegli adattamenti in grado di rendere la corsa del calciatore versatile ed adattabile alle varie situazioni a cui può andare incontro.

    La parte testuale è correlata da immagini esplicative estremamente chiare, con accanto i QR Code grazie ai quali è anche possibile visionare i video. È adatto sia a chi opera con le prime squadre che con chi allena nei settori giovanili, dove i margini di miglioramento dei gesti motori sono molto più evidenti.

    Per le case editrici

    Potete inviare le vostre pubblicazioni contattando Luca ([email protected]); sicuramente verranno lette, ma le recensioni verranno pubblicate solamente nel caso in cui rientrino nei criteri da noi stabiliti.

    Aggiorniamo periodicamente questa pagina (è sufficiente controllare la data ad inizio articolo); se volete rimanere aggiornati su questa pagina e sui post da noi pubblicati, connettiti al mio profilo linkedin.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola Calcio A.S.D. Monticelli Terme 1960, preparatore atletico AC Sorbolo ed Istruttore di Atletica leggera GS Toccalmatto. Email: [email protected]

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