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  1. Come abbinare guida e ricezione della palla con il Gioco del Corridoio

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    L’utilizzo di strutture esercitative che permettano di abbinare la tecnica in maniera globale ed analitica, trovano una grossa utilità nelle categorie Piccoli Amici e Pulcini, in particolar modo quando riescono ad unire 2 fondamentali come la guida e il passaggio. La struttura che andiamo a presentare oggi, soddisfa proprio queste esigenze, con difficoltà esecutive progressivamente superiori, in maniera tale da adattarsi alle caratteristiche del gruppo che si sta allenando. Nell’immagine sotto potete vedere la scheda sintetica delle qualità allenate, e di seguito le 4 varianti principali.

    VARIANTE 1

    (cambi di direzione analitici)

    Com’è possibile vedere dalla figura sotto, la struttura di base è formata da tanti corridoi (delimitati da dei cinesini) larghi circa 1.5-2 metri e lunghi circa 10-12m; ad ogni corridoio (è possibile chiamarli anche “corsie”) sono assegnati a 2 giocatori con 1 palla.

    Al via dell’allenatore, il primo giocatore dovrà avanzare (palla al piede) di 2 cinesini ed indietreggiare di 1 cinesino alla volta, fino a quando arriverà al cerchio (vedi sotto). La richiesta dell’allenatore (al fine di eseguire l’esercizio in maniera analitica) sarà quello di utilizzare solo il piede destro e di girarsi esclusivamente dalla parte del cono giallo ogni volta che cambierà di direzione. Di conseguenza, userà l’esterno del piede destro quando effettuerà il cambio di direzione nel tornare verso il compagno, mentre l’interno del piede destro quando guiderà la palla verso il cerchio. Una volta arrivato al cerchio, passerà la palla al compagno con una rimessa laterale e tornerà dietro alla fila iniziale; il compagno ripartirà immediatamente ricevuta la palla.

    Ovviamente le varianti esercitative potranno essere 4, cioè:

    • Uso piede destro, girandosi dalla parte del cono giallo
    • Uso piede sinistro, girandosi dalla parte del cono giallo
    • Uso piede destro, girandosi dalla parte del cono blu
    • Uso piede sinistro, girandosi dalla parte del cono blu

    Questo esercizio è particolarmente utile per fa apprendere il dominio della palla nei cambi di direzione, in concomitanza con l’apprendimento della protezione della palla; lo ritengo particolarmente utile nella categoria Piccoli Amici. Per motivare adeguatamente i giocatori, è possibile inserire dei punteggi a squadre (per ogni coppia); ogni giocatore che riesce a fare il percorso correttamente (usando solo il piede indicato dall’allenatore e girandosi solamente dalla parte del cono colorato) e senza uscire dal proprio corridoio, darà un punto alla propria squadra. Ad ogni errore, il giocatore dovrà restituire immediatamente il pallone al proprio compagno e tornare in fila. Riducendo la larghezza del corridoio (fino a meno di 1 metro), l’esercizio diventa più impegnativo.

    VARIANTE 2

    (guida rettilinea in regime analitico)

    L’utilizzo dell’esterno collo per la guida rettilinea della palla è un’attitudine che non si apprende spontaneamente nei primi anni della scuola calcio; per questo motivo, è necessario approfondirla attraverso esercitazioni analitiche, cioè che “obbligano” il giocatore a guidare la palla con la parte del piede e numero tocchi indicati dall’allenatore. Sfruttando la stessa struttura esercitativa del corridoio, è possibile eseguire le seguenti richieste esecutive: guidare la palla con l’esterno collo del piede destro con 2 tocchi tra ogni cinesino e fermando la palla con la suola ad ogni cinesino (vedi sotto). Arrivati al cerchio, si esegue una rimessa al compagno e si ritorna in fila.

    Attraverso questa modalità, il giocatore imparerà a contrarre e decontrarre in maniera coordinata le catene muscolari responsabili della guida rettilinea della palla. È possibile modulare la difficoltà dell’esercizio aumentando i tocchi tra i cinesini o “non fermando” la palla con la suola all’altezza dei cinesini stessi; è anche possibile richiedere di cambiare piede ogni volta che si arriva ad un cinesino.

    Attenzione: non è raro (se si somministra questo mezzo nella categoria Primi Calci) che la richiesta di usare l’esterno collo, porti i giocatori a guidare la palla ponendosi lateralmente e non correndo frontalmente verso i cerchi. Questo è normale, ed è dovuto ad uno schema corporeo non ancora consolidato; in altre parole, non riescono a ruotare il piede verso l’interno, per correre in maniera rettilinea guidando la palla con l’esterno/collo. In questi casi, è possibile (le prime volte) raccomandarsi di usare almeno il collo del piede (dove ci sono i “lacci” o gli “strappi” delle scarpe); in questo modo, il loro compito sarà più agevolato e, seduta dopo seduta (somministrando altre esercitazioni per la guida rettilinea della palla), si potrà incoraggiarli ad usare maggiormente l’esterno/collo fino al completo apprendimento della corretta tecnica.

    VARIANTE 3

    (guida in regime globale)

    Per regime globale si intendono tutte quelle varianti in cui non si è vincolati dal piede di utilizzo e dal numero di tocchi. Si sfrutta la stessa struttura esecutiva (larghezza del corridoio pari o superiore a 2 metri), ma con 3 giocatori per corridoio: quello nel cerchio passerà la palla al compagno di fronte con i piedi e correrà a lui incontro in maniera rettilinea; il giocatore che riceve la palla, dovrà poi guidare la palla liberamente verso il cerchio cercando di evitare il compagno che gli corre incontro e senza uscire dal corridoio. È ovvio che il giocatore che senza palla, dovrà solamente correre in maniera rettilinea, senza cercare di rubare la palla al compagno.

    La difficoltà esecutiva si può modulare nel seguenti modi:

    • Allargando o restringendo il corridoio: maggiori sono gli spazi a disposizione del giocatore con la palla, e più facile sarà evitare il compagno che corre incontro.
    • Variando la modalità del passaggio: ad esempio, un passaggio rasoterra è più facile da gestire (per poi partire in guida della palla) rispetto ad una rimessa laterale.
    • Incrementando l’aggressività del giocatore che corre: più veloce correrà il giocatore senza palla, più pressione metterà nel giocatore che la deve guidare.

    È importante considerare che, di norma, è fondamentale che il ritmo dell’esercitazione sia molto alto (affinchè sia allenante), quindi è importante, da parte dell’allenatore, stimolare il ritmo dei vari momenti tecnici (passaggi, stop e guida della palla). Per la categoria Pulcini è possibile inserire l’obbligo della finta (libera o indicata dall’allenatore) per il giocatore in guida della palla.

    VARIANTE 4

    (trasmissione e ricezione della palla in regime ludico/globale)

    L’ultima variante ha, come effetto allenante principale, quello di lavorare sulla capacità di stoppare la palla e la trasmissione veloce e precisa. La struttura dell’esercizio è sempre la stessa, ma quando il giocatore si trova alla fine del corridoio, dovrà passare direttamente la palla al compagno che si trova dall’altra parte. Affinchè diventi particolarmente efficace (come stimolo allenante) e motivante, è opportuno inserire alcune regole per far svolgere l’esercizio sottoforma di sfida tra i 2 giocatori del corridoio.

    Il giocatore che trasmette la palla (il rosso), deve passarla all’altezza dall’ultimo cinesino del corridoio; il passaggio dovrà essere effettuato obbligatoriamente rasoterra (con l’interno del piede), all’interno del corridoio e il più forte possibile. Il giocatore che riceve la palla (il blu) dovrà cercare di stoppare la palla senza che questa esca dal corridoio; questi deve rimanere un passo (non di più) davanti alla riga dei coni; si possono usare dei cinesini per delimitare questa zona. Successivamente (invertendosi i ruoli), il giocatore che ha ricevuto la palla si porterà dall’altra parte del corridoio e viceversa il suo compagno.

    Il giocatore che passa la palla farà punto se:

    • Il giocatore che la riceve non riesce a stoppare la palla facendola rimanere all’interno del corridoio.

    Il giocatore che riceve la palla, farà punto se:

    • Riesce a stoppare la palla facendola rimanere all’interno del corridoio
    • L’altro giocatore alza la palla (cioè non la trasmette rasoterra), oppure la passa fuori dal corridoio.

    L’effetto allenante principale di questa variante, è la capacità di decontrarre la gamba per stoppare la palla con l’interno; se l’attitudine a ricevere la palla con l’interno si sviluppa prevalentemente con esercitazioni analitiche per lo stop orientato, la capacità di decontrarre efficacemente l’arto inferiore (per mantenere la palla vicino al corpo durante lo stop) si allena principalmente con mezzi allenanti globali di questo tipo. Come verbalizzazione, sarà importante mantenersi sempre in movimento per chi riceve la palla e l’indirizzamento preciso della punta del piede d’appoggio verso il compagno, da parte di colui che calcia la palla. Per evitare eventuali perdite di tempo dovute all’attribuzione dei punteggi durante il gioco, è possibile far scandire dall’allenatore l’esecuzione dei tempi del gioco.

    Per modulare le difficoltà invece, si potrà cambiare il piede di utilizzo e i cinesini di riferimento della distanza di tiro.

    CONCLUSIONI FINALI

    L’elevata densità allenante è un fattore fondamentale per questo tipo di sedute; ciò significa che ogni giocatore dovrà stare fermo il minor tempo possibile, dando comunque la possibilità di eseguire i movimenti nel rispetto delle difficoltà tecniche proposte; utilizzare pochi giocatori per fila o scandire i tempi di esecuzione dei gesti, sono elementi fondamentali per far evitare i tempi morti. Al pari della densità, anche l’intensità degli stimoli deve essere adeguata; in questo caso, la difficoltà esecutiva e la pressione temporale devono essere gestibili grazie ad un impegno medio-alto da parte del giocatore, ma allo stesso tempo “non impossibili” a tal punto da far perdere motivazione e fiducia nei propri mezzi. Sotto riportiamo i link ad altri post (categorie Primi Calci e Piccoli Amici) incentrati sulla guida in regime globale.

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    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola Calcio A.S.D. Monticelli Terme 1960 e preparatore Atletico AC Sorbolo ([email protected])

  2. Scuola calcio: gioco del “Guido e guardo”

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    Presentiamo oggi un gioco per la guida globale della palla (cioè senza vincoli relativi al piede di utilizzo e numero di tocchi), ideale per giocatori di I° e II° elementare; questa struttura è da svolgere preferibilmente in palestra, o comunque nelle condizioni in cui si hanno a disposizione diversi oggetti colorati.

    STRUTTURA DI BASE

    Guida e guardo 1

    In un campo di 12x12m per (10 giocatori) disseminare tanti attrezzi colorati quanti sono il numero di giocatori; com’è possibile vedere nella figura sopra, per 6 giocatori sono disseminati 6 cerchi verdi, 6 coni rossi, 6 coni gialli e 6 cinesini blu. I giocatori dovranno guidare la palla dentro al rettangolo di gioco senza scontrarsi e senza toccare gli oggetti in campo; ad un certo punto, l’allenatore dirà un colore (ad esempio “rosso”, vedi figura sotto) e giocatori dovranno andare a posizionarsi vicino agli oggetti del colore nominato (non più di un giocatore per oggetto). È importante chiarire bene quando considerare un oggetto colorato “occupato” da un giocatore. Solitamente l’indicazione “se il pallone del giocatore tocca l’oggetto colorato, allora è assegnato a lui” è sufficiente; per i cerchi è più semplice, in quanto è sufficiente considerare un cerchio “occupato” quando un giocatore ferma dentro la palla.

     

    Guida e guardo 2Attenzione: nel caso in cui non si abbiano disposizione tanti oggetti dello stesso colore (in relazione al numero di giocatori), è possibile assegnare ad un oggetto più di un giocatore. Ad esempio, nei cerchi possono entrare anche 2 giocatori, sopra un materasso possono entrare fino a 4 giocatori, ecc. Inoltre, è possibile posizionare oggetti diversi, ma dello stesso colore; in questo caso l’istruttore potrà nominare il colore o la tipologia di oggetti.

     

    VARIANTI

    Una volta compresa la struttura di base, è possibile sbizzarrirsi in diverse varianti divertenti e impegnative.

    • Variante analitica: questo tipo di variante è possibile inserirla quando i giocatori saranno in grado di guidare la palla (almeno in maniera grossolana) con entrambi i piedi e discriminare parti diverse del piede (interno, esterno, ecc.). All’interno della struttura di base, l’istruttore indicherà quale piede o parti di piede utilizzare per guidare la palla. Ad esempio: guida solo destro, solo sinistro, solo interno o solo esterno.
    • Variante a penalità: quando ad un giocatore esce la palla dal campo, questo si deve sedere sul bordo ed aspettare la fine del turno. Allo stesso tempo è possibile togliere 1 oggetto per colore: in questo modo gli oggetti colorati saranno limitati e il giocatore che non riesce ad occupare nessun oggetto colorato, avrà una penalità (o dovrà effettuare una penitenza….come una capovolta).
    • Variante segnale visivo: mantenendo anche una delle varianti sopra (in particolar modo quella “a penalità”) è possibile indicare il colore tramite il sollevamento di un oggetto da parte dell’istruttore. In altre parole, l’allenatore avrà in mano una copia di tutti gli oggetti colorati; senza segnali uditivi, quando alzerà uno degli oggetti colorati, i giocatori dovranno andare ad occupare quello corrispondente. È ancor meglio se gli istruttori sono 2 (uno con 2 oggetti e l’altro con gli altri 2), in questo modo i giocatori dovranno essere più attenti mentre guidano la palla.

     

    Guida e guardo 3

    VARIANTE CON I RAGNI

    Mantenendo le ultime 2 varianti sopra, per rendere più difficile l’esercitazione, sarà possibile inserire 1 o più “ragni” all’interno del campo. Riportiamo sotto le caratteristiche dei “ragni

    Lo scopo dei ragni (si spostano a gattoni e non possono alzarsi in piedi), è quello di afferrare a terra la palla dei giocatori. Si invertono i ruoli tra ragno e giocatore quando:

    • Un ragno afferra la palla di un giocatore: in tal caso, il ragno si alza in piedi e diventa giocatore e viceversa.
    • Ad un giocatore esce la palla dal campo di gioco: in questo caso, dovrà recuperare la palla con le mani e darla ad un ragno (a sua discrezione), scambiandosi di ruoli.

    Quest’ultima variante è sicuramente quella che stimola in maniera più importante le capacità attentive dei giocatori, e di conseguenza la tecnica di conduzione della palla. Per incrementare ulteriormente le difficoltà, è possibile rimpicciolire il campo.

     

    CONCLUSIONI

     

    Guido e guardo

    L’insegnamento della guida della palla nei primi anni della Scuola Calcio deve comprendere prevalentemente un rapporto prossimo a “1/1 tra giocatore e palla” (cioè quasi una palla per giocatore) e una serie di stimoli adeguati alle capacità attuali dei giocatori (attrezzi, dimensioni del campo, presenza di ragni o stimolo delle capacità attentive). Questo permette di allenare, seppur in maniera globale, questo fondamentale tramite un’elevata “densità tecnica”. Nella tabella sopra, è possibile vedere come questo gioco sia univoco verso il fondamentale della Guida, ma rappresenta uno dei mezzi fondamentali nelle prime fasce d’età. Sotto riportiamo altri giochi/esercitazioni con finalità allenante simile.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola Calcio Audax Poviglio ([email protected])

  3. Giochi per la scuola calcio: “Apro e chiudo le porte”

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    L’esercitazione che proponiamo oggi è un mezzo valido nei primi anni delle scuole calcio per stimolare la guida globale della palla, unita ad alcuni aspetti della coordinazione. L’utilità di un mezzo semplice e globale, soprattutto nel primo anno di scuola calcio, va particolarmente incontro alle esigenze di giocatori che, in questa fase di crescita, poco tollerano i mezzi analitici. Negli anni successivi, questo tipo di esercitazioni (nelle varianti più difficili), sono utili per trasformare i lavori analitici in regime di precisione.

    STRUTTURA DI BASE

    apro chiudo porte 1

    In un campo 18x18m (per 10-12 giocatori circa; con più giocatori è possibile incrementare le dimensioni del campo) si posizionano 6 porte di coni larghe circa 1 metro. I giocatori si dividono in “guardiani” delle porte e “giocatori”. I “giocatori” dovranno guidare la palla liberamente nello spazio cercando di farla entrare nelle porte libere; i “guardiani” (idealmente 4, se si utilizzano 6 porte) dovranno “occupare” le porte di coni posizionandosi al centro di esse; i “giocatori”, ovviamente non possono entrare nelle porte occupate dai “guardiani”. I “giocatori” otterranno un punto ogni volta che riusciranno a passare in una porta libera, mentre i “guardiani” otterranno 3 punti ogni volta che riusciranno ad “interrompere” la guida di un giocatore dentro una porta. È da precisare che per “interrompere” la guida di un giocatore nella porta il proprio pallone deve essere fermo (piede sopra la palla) nella porta. Nella figura sopra è possibile vedere un esempio; i gialli sono i “giocatori” e i blu sono i “guardiani”. Soprattutto nella categoria piccoli Amici è fondamentale verbalizzare le strategie dei “giocatori” e “guardiani”; questi ultimi dovranno essere rapidi (veloci nel pensare, abili ne fare!) nell’individuare le traiettorie dei “giocatori” per bloccare le porte disponibili. I “giocatori” invece dovranno individuare le porte libere e guidare la palla velocemente. Ovviamente non è possibile calciare la palla dei compagni, ma i “guardiani” possono (nei pressi delle porte) calciare la propria palla contro quella dei “giocatori” per fare i 3 punti. Per rendere l’esercitazione più impegnativa per i “giocatori”, è possibile far usare loro dei palloni di gomma o spugna, mentre ai “guardiani” dei palloni di cuoio.

    VARIANTI

    apro chiudo porte 2

    La struttura potrà essere resa più impegnativa e stimolante se al posto delle porte vengono inseriti degli ostacoli (vedi figura sopra); è possibile utilizzare degli ostacoli bassi (sotto i quali far passare la palla ottenendo un punto) e degli ostacoli alti (sotto i quali dovranno passare sia il “giocatore” che la palla, ottenendo 2 punti). La difficoltà starà, per i “giocatori”, individuare non solo gli ostacoli liberi, ma anche (tra quelli alti) quelli più lontani dai “guardiani”, visto che per passare sotto un ostacolo ci si impiega più tempo.

    apro chiudo porte 3

    Ulteriore variante (soprattutto quando cominciano ad avere confidenza con la guida della palla) è quella di delimitare il campo di gioco (vedi sopra) e di assegnare 1 tana per i “giocatori” e una per i “guardiani”. Si parte con un giocatore e guardiano fermi per tana, senza palla. Quando ad un giocatore o guardiano esce la palla, questi dovrà darla al compagno nella tana, scambiandosi di posto. Questa variante introduce l’ulteriore stimolo del “perimetro” di gioco e lo stimolo a non uscire, altrimenti ci si poterebbe nella tana.

    apro chiudo porte 4

    Ultima variante, più impegnativa, sarà quella di eliminare le tane e inserire 1-2 ”ragni”. Come nel Gioco delle piccole tane, i ragni giocano a 4 zampe e il loro scopo è quello di afferrare a terra la palla dei “giocatori”. Si invertono i ruoli tra ragno e giocatore quando:

    • Un ragno afferra la palla di un giocatore: in tal caso, il ragno si alza in piedi e diventa giocatore e viceversa.
    • Ad un giocatore esce la palla dal campo di gioco: in questo caso, dovrà recuperare la palla con le mani e darla ad un ragno (a sua discrezione), scambiandosi di ruoli.

    I ragni non possono prendere la palla ai “guardiani” e se ad un guardiano esce la palla, può continuare a giocare, senza doverla dare ai ragni.

    CONCLUSIONI

    La struttura presentata oggi è facilmente collocabile (nelle varianti adeguate) nella didattica dei primi anni della scuola calcio. Modulando dimensione del campo, rapporto “giocatori”/”guardiani”, N° di porte/ostacoli e N° di ragni è possibile rendere il gioco più o meno impegnativo. L’allenatore/istruttore dovrà prestare particolare attenzione nello stimolare adeguatamente i “guardiani”! Sotto riportiamo altri giochi/esercitazioni con finalità allenante simile.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola Calcio Audax Poviglio ([email protected]) (altro…)

  4. Riscaldamento tecnico: Guido e passo (seconda parte)

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    Quella di oggi è un’esercitazione tecnica che sfrutta la stessa struttura esercitativa proposta più un anno fà. In essa troviamo anche elementi psicocinetici semplici, utilizzati nell’esercitazione dedicata allo sviluppo del lungo/corto. Quella odierna presenterà maggiori difficoltà tecniche relative alle “distanze e precisione dei gesti”, che detteranno i tempi dei vari passaggi della palla. Divideremo in 2 parti la descrizione dell’intera struttura esercitativa, partendo dagli elementi più semplici, per poi arrivare (nel prossimo intervento) a quelli più complessi.

    VARIANTE 1

    guido e passo 1

    La struttura esercitativa (vedi figura sopra) prevede 2 porte di cinesini distanti 12-18m (a seconda dell’intensità) e 2 porte di coni distanti 10-15m. Idealmente, 1 pallone e 4-6 giocatori per struttura. La prima variante è estremamente semplice (se si utilizza come primo esercizio del riscaldamento, è consigliabile utilizzare le distanze minori); il primo giocatore rosso trasmette la palla al primo blu, che dopo uno stop orientato alla sua destra, la scarica sul rosso che la guida o la passa al secondo blu (che a questo punto ricomincia l’esercitazione dalla sua parte); il primo giocatore blu corre dietro la fila opposta. Appare ovvio l’obbligo dell’esecuzione analitica (passaggi a 1-2 tocchi ad aprire):

    • Il giocatore blu utilizza 2 tocchi obbligatori (piede destro nell’esempio), scegliendo il giusto tempo di passaggio in base alla corsa del giocatore rosso.
    • Il giocatore rosso, una volta entrato nella porta di coni utilizza 2 tocchi (piede sinistro) per controllare la palla e passarla al secondo giocatore blu. Per incrementare le difficoltà, obbligare la giocata ad 1 tocco.
    • Il secondo giocatore blu (quello che riceve il passaggio 3, e di conseguenza ricomincia l’azione) giocherà a 2 tocchi con il piede sinistro. Per incrementare le difficoltà, obbligare la giocata ad 1 tocco.

    L’esercitazione dovrà essere eseguita per metà su un lato della struttura e per metà sull’altro.

     

    VARIANTE 2

    guido e passo 2

    Ci sarà l’introduzione del terzo uomo, con maggiori difficoltà esecutive relative ai tempi di passaggio. Il giocatore rosso trasmette la palla frontalmente e corre nella porta di coni di sinistra (vedi figura sopra); il giocatore blu passa la sfera al giallo (che in questo caso è il terzo uomo) che la scarica di prima intenzione al rosso che è corso dentro la porticina di coni e di seguito la passerà al secondo giocatore blu della fila (vedi figura sotto). Il primo giocatore blu finirà dietro la fila del giocatore giallo (vedi riga tratteggiata) e il rosso dietro la fila blu; il giallo rimane nella sua porticina. Una volta finita l’azione, il tutto riprende dal secondo giocatore blu nelle stesse modalità.

    guido e passo 3

    Anche in questo caso, l’esecuzione deve essere analitica, nel rispetto dei tempi della giocata (passaggi a 1-2 tocchi ad aprire):

    • Il giocatore blu (passaggio 2) gioca ad 1 tocco.
    • Il giallo (passaggio 3), a 2 tocchi (piede sinistro) per controllare la palla e passarla al rosso. Per incrementare le difficoltà, dare la possibilità di giocarla ad un tocco, se il tempo di inserimento del rosso è corretto.
    • Il rosso, una volta entrato nella porta di coni, utilizzerà il piede sinistro (stop orientato a seguire e passaggio). Per incrementare le difficoltà, obbligare la giocata ad 1 tocco.
    • Il secondo giocatore blu (quello che riceve il passaggio 4, e di conseguenza ricomincia l’azione) giocherà a 2 tocchi con il piede sinistro. Per incrementare le difficoltà, obbligare la giocata ad 1 tocco.

    L’esercitazione dovrà essere eseguita per metà su un lato della struttura e per metà sull’altro.

     

    VARIANTE 3

    guido e passo 4

    La struttura è la stessa della variante precedente (con l’aggiunta di un cinesino giallo al centro); l’unica differenza è che il lato di gioco (e di conseguenza le linee di passaggio e i piedi di utilizzo) verrà deciso dal passaggio del giocatore rosso (figura sopra). Se la palla andrà alla sinistra del cinesino giallo, allora l’esercitazione si svolgerà su quel lato (vedi figura sotto), viceversa se la palla andrà a destra. Ovviamente, lo scopo di chi effettua il primo passaggio sarà quello di indirizzare la palla verso il centro del cinesino giallo (si può mettere un cono sul cinesino, che se abbattuto darà un punto al giocatore che ha trasmesso la palla), al fine di rendere l’esercitazione meno scontata e più allenante.

    guido e passo 5

     

    CONCLUSIONI

    Finiamo questa prima parte con le varianti più semplici della struttura esercitativa; come considerato per altri esercizi per la tecnica, questi possono essere utilizzati sia nei settori giovanili (per lo sviluppo della tecnica calcistica) che nei dilettanti durante la fase di riscaldamento. L’obbligo dell’esecuzione analitica, l’inserimento del “terzo uomo” e le componenti psicocinetiche permettono di modulare le difficoltà esecutive (in relazione alla precisione e ai tempi di passaggio) al fine di rendere questi mezzi adatti al gruppo che si sta allenando. Consigliamo di non eseguire tutte le esercitazioni nelle stessa seduta (quando affrontate per la prima volta) in maniera tale da sviscerare tutte le varianti (in particolar modo aumentando le distanze e riducendo il N° di tocchi) possibili nel dettaglio. Sotto, riportiamo altri mezzi (precedentemente affrontati) con stimoli allenanti sovrapponibili a quello odierno.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese ([email protected]).

  5. Guida della palla: “occhio agli incroci”

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    Continuiamo la didattica dedicata alla guida della palla; oggi approfondiremo una struttura che “parte” in forma analitica, per poi aggiungere successive varianti in forma globale. Il numero elevato di varianti con cui è possibile modificare lo stimolo allenante di questa struttura, la rende adattabile a diverse categorie d’età (dai primi “passi” della guida della palla, al consolidamento delle finte) e di conseguenza, anche a varie forme di riscaldamento per i dilettanti.

    STRUTTURA DI BASE

    Nella figura sotto è possibile vedere la struttura di base (circa 10-15m di lato). Ogni stazione è formata da:

    • 1 fila di 2 giocatori
    • 1 pallone
    • 1 cerchio
    • 1 cono di riferimento (di fronte!!!)

    Il numero di stazioni sotto (4) è proposto per 8 giocatori, ma con un numero maggiore, è possibile aggiungere stazioni.

    occhio agli incroci 1

    L’esercizio di base consiste nel guidare la palla fino al cono di fronte, fare la curva dal cono e tornare (sempre in guida della palla) con la palla fino alla propria fila fermando la palla nel cerchio. A questo punto, il compagno partirà effettuando lo stesso percorso. Il tutto, dovrà essere effettuato senza scontrarsi con i compagni delle altre stazioni con cui si “incrocia” la traiettoria di guida. Un buon stimolo allenante (di natura analitica) con i più giovani, si ottiene limitando le seguenti opzioni:

    • Numero di tocchi in guida della palla: con tanti tocchi (esempio 12-15, sia in andata che in ritorno) si stimola particolarmente la sensopercettività in guida, mentre con pochi tocchi (esempio 5-8) si stimola la capacità di controllare la palla in velocità.
    • Piede di guida: piede forte, piede debole, oppure alternare 2 tocchi con il forte e 2 con il debole.
    • Tipo di guida: oltre alla normale guida rettilinea (con l’esterno/collo) è possibile richiedere la guida a zig-zag (alternare 1 tocco di interno e 1 di esterno dello stesso piede) con 1 piede o alternando il piede (ad esempio, 1 tocco di esterno destro + 1 tocco di esterno sinistro).
    • Curva dal cono: con l’interno/esterno destro/sinistro.

    Quando si somministra questa tipologia di esercitazioni per le prime volte (soprattutto per la categoria Piccoli Amici) è consigliabile verbalizzare quale parte del piede è meglio utilizzare per andare dritti (esterno/collo) e quali possono essere le strategie per evitare di scontrarsi con i compagni; infatti, quest’ultimo rappresenta uno stimolo abbastanza fondamentale affinché il gesto venga appreso il più facilmente, perché l’automatizzazione di un movimento è facilitato quando contemporaneamente si deve gestire un’altra (seppur piccola) variabile (come la lettura della traiettoria di guida dei compagni). “Guidare con la testa alta”, “fermare con la suola il pallone” o “evitare in guida di scontrarsi”, possono essere le più logiche e corrette conclusioni alle quali si giunge durante le verbalizzazioni.

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    VARIANTE GLOBALE

    Sopra è stata descritta la didattica analitica, cioè l’insieme di variabili che fissano le caratteristiche (piede di guida, N° tocchi di palla, ecc.) della guida, pur all’interno di un contesto di minima imprevedibilità dovuta alla presenza dei compagni. Con la Variante Globale, vengono tolte questo tipo di limitazioni, e lo scopo dell’esercitazione sarà quello di concludere il prima possibile il percorso (a forma di gara). Mantenendo la stessa struttura, si parte contemporaneamente al segnale dell’allenatore e si effettua il percorso di andata/ritorno (facendo la curva) dal cono: vince il primo giocatore che riesce a fermare la palla nel proprio cerchio. Le difficoltà principali alle quali andranno incontro (soprattutto i più piccoli) saranno dovute al fatto che inizialmente molti cercheranno di allungarsi eccessivamente la palla (per ricercare la massima velocità assoluta); le conseguenze saranno di incrementare la probabilità di scontrarsi con i compagni e di controllare con difficoltà la curva a cavallo del cono. A questo punto, sarà importante verbalizzare che sarà da ricercare un compromesso tra massima velocità di guida, compatibilmente con un controllo adeguato della palla.

    occhio agli incroci 2

    Ulteriore variante potrà essere quella di inserire la seguente regola: “deve stoppare la palla nel cerchio il compagno di fila del giocatore che guida la palla”. In questo caso si stimolerà la collaborazione tra compagni, tramite il passaggio/ricezione della palla.

     

    VARIANTE PIU’ IMPEGNATIVA

    Dopo aver descritto le 2 varianti più semplici, introduciamo quella un po’ più complessa che prevede l’utilizzo delle finte. Mantenendo un contesto analitico (cioè con N° di tocchi limitati, ecc.) è possibile inserire i seguenti elementi:

    occhio agli incroci 3

    • Alle fine del percorso, la passo al compagno che, dopo aver stoppato la palla, mi viene incontro facendo una finta (esempio “forbice destro/esterno sinistro”) prima di iniziare il percorso (vedi figura sopra). Possono essere introdotte diversi tipi di finte, variando anche la pressione di chi trasmette la palla in base al livello di apprendimento del gesto tecnico.
    • Come sopra, ma a livello del cono eseguo un cambio di direzione con una finta (ad esempio: “forbice inversa destra – interno sinistro”): vedi figura sotto.

    occhio agli incroci 4

    CONCLUSIONI

    Il passaggio dalla fase analitica a quella globale, all’interno della stessa esercitazione è un elemento fondamentale per l’apprendimento dei gesti tecnici. La struttura presentata oggi, risponde pienamente a questo tipo di necessità. Sotto, riportiamo altri mezzi, con caratteristiche allenanti simili.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola calcio Audax Poviglio ([email protected])

  6. Esercitazione tecnica: conduzione e reazione

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    Quella di oggi, rappresenta la variante più semplice, corrispondente alla struttura utilizzata per la guida in forma psicocinetica. La forma di base è quella dell’immagine sotto: 2-3 giocatori per fila e 2 palloni per fila; nel caso di un numero inferiore di giocatori, è anche possibile ridurre il numero delle stazioni. I cerchi dovranno essere di colore diverso (di 3 colori diversi è l’ideale); ogni colore corrisponderà un punteggio diverso (esempio 3 per il cerchio rosso, 2 per i gialli, ecc.). Al via dell’allenatore, i primi giocatori di ogni fila dovranno eseguire lo slalom dei 3 coni che hanno davanti ed andare ad occupare il cerchio libero (non si può sostare in 2 in un cerchio) che garantisce al punteggio maggiore. I punti verranno poi sommati tra i giocatori di ogni squadra….la squadra che fa più punti vince!

    conduzione e reazione 1

    Ovviamente le varianti di questa struttura possono essere molteplici; ad esempio, per la categoria Piccoli Amici è possibile diversificare il percorso da fare prima di arrivare al cerchio. Sotto è rappresentato un esempio nel quale, ogni giocatore deve: fare il giro del cono di fronte, far passare la palla sotto ad uno dei 2 ostacoli bassi, e transitare (palla e giocatore) sotto l’ostacolo alto.

    conduzione e reazione 2

    Altra variante è quella di togliere un cerchio: chi non riesce a fermare la palla in un cerchio (perché sono tutti occupati) deve fare una penalità (capovolta, rotolamento, ecc.). Ulteriore diversificazione può essere quella di iniziare il gioco con la rimessa da parte del compagno dentro al cerchio; in altre parole, si ha un pallone per fila e quando arrivo nel cerchio fermo la palla. Al via dell’istruttore, effettuo la rimessa laterale per il compagno che immediatamente esegue l’esercitazione per finire nel cerchio libero con il punteggio maggiore.

    conduzione e reazione 3

    Sotto viene presentata invece una variante in cui la guida viene abbinata allo stop orientato; in questo caso sono necessarie file di almeno 3 giocatori con 2 palloni per fila. Nell’esempio sotto, al via dell’allenatore, il giocatore passa la palla al compagno nel quadrato che, con un tocco, stoppa la palla con il piede sinistro, orientandosi per uscire a sinistra del quadrato e proseguire nello stesso modo della variante di base. Le varianti sono relative al piede (e parte di esso) di utilizzo dello stop e il lato di uscita del quadrato (vedi esercizio di base per lo stop orientato).

    conduzione e reazione 4

    Ultima variante presentata (figura sotto) è quella per l’apprendimento analitico della finte abbinata alla guida globale. Al via dell’allenatore, i giocatori con la palla dovranno guidare la palla ed effettuare la finta indicata dall’allenatore (esempio “forbice sinistra/uscita esterno destro”) ed andare a fermare il pallone in un cerchio che non sia uno di quelli che si hanno di fronte. Le varianti ovviamente sono relative al tipo di finta ed ai tocchi di guida prima di eseguire la finta stessa.

    conduzione e reazione 5

     

    CONCLUSIONI

    conduzione e reazione scheda

    L’esercitazione proposta oggi si adegua facilmente alle necessità delle categorie Piccoli Amici e Pulcini; sfrutta la stessa struttura (anche se le distanze possono essere modificate in base all’età dei giocatori) utilizzata per l’esercitazione dedicata alla guida psicocinetica. È un mezzo prevalentemente a carattere globale, perché è strutturato a forma di gara, andando particolarmente incontro alle esigenze dei calciatori più giovani. È possibile inserirlo anche nella fase finale (magari dopo un lavoro analitico che sfrutta la stessa struttura esercitativa) come riscaldamento dei dilettanti. Sotto, riportiamo altri mezzi, con caratteristiche allenanti simili.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola calcio Audax Poviglio ([email protected])

    ss-logo

  7. Scuola calcio: il percorso tra i ragni

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    Continuiamo la rassegna dedicata ai mezzi più idonei ai primi anni della scuola calcio, seguendo una propedeutica che parte dalle varianti più semplici, per poi arrivare a quelle più difficili. Pur essendo, quello odierno, un esercizio prevalentemente rivolto alla guida della palla, vengono stimolati anche aspetti coordinativi come l’Agilità e il Senso del gioco. Si può considerare la naturale progressione del Gioco delle piccole tane, infatti prima di proporre questo tipo di esercitazione è fondamentale che i giocatori abbiano acquisito le regole e le modalità esercitative del Gioco del Ragno.

    PRIMA VARIANTE

    percorso tra ragni

    Lo scopo di ogni giocatore sarà quello di eseguire gli elementi del percorso indicati dall’allenatore senza far uscire la palla dal campo di gioco (in tal caso dovrà darla ad un “ragno”) e senza farsela prendere dai “ragni” (in tal caso si invertirebbero i ruoli). Ad esempio, nella figura sopra, i giocatori (i rossi) dovranno far passare la palla sotto ad un degli ostacoli, entrare con la palla in una delle porte di coni rossi ed entrare in una delle porte di cinesini gialli; se riusciranno ad effettuare le stazioni senza farsi rubare la palla dai ragni (i blu) e senza farla uscire dal campo, gli verrà attribuito un punto e a quel punto dovranno passare la palla ad un ragno invertendosi di ruolo. Rispetto ai giochi precedenti, il giocatore non solo dovrà stare attento a non “perdere” la palla (nei modi previsti dall’esercizio), ma anche a scegliere, tra gli elementi del percorso, quelli meno presidiati dai ragni; infatti è molto importante inserire nel campo di gioco almeno 2-3 tipi di ogni elemento (ad esempio 2-3 ostacoli, 2-3 porte rosse, ecc.) in maniera tale che il giocatore sia stimolato a “guidare e guardare”, scegliendo non solo gli spazi vuoti, ma anche i percorsi più adatti per raggiungere il proprio scopo. Le varianti sono riferite alla tipologie di “percorsi” inseriti nel gioco: ostacoli alti (sotto i quali il giocatore deve passare insieme alla palla), minislalom (di 3-4 coni) ed altri attrezzi possono contribuire a variare lo stimolo allenante.

     

    SECONDA VARIANTE

    percorso tra ragni 1

    Per incrementare ulteriormente la difficoltà dell’esercitazione, è possibile inserire dei cerchi (cioè delle “piccole mete”) dentro i quali ci saranno dei compagni a cui passare la palla una volta finito il percorso; a differenza della variante precedente, la palla non dovrà essere passata ad un ragno, ma ad un giocatore libero in un cerchio. Una volta passata la palla (vedi sopra), si invertiranno i ruoli dei 2 giocatori. L’inserimento di un’ulteriore difficoltà sarà quella di dividere i giocatori in 2 colori (casacche), ad esempio rossi e blu: una volta finito il percorso, i rossi potranno passare la palla solamente ai blu e i blu potranno passarla solo ai rossi. L’attribuzione di 3 colori con il conseguente ordine di passaggio (i rossi la passano ai blu, i blu ai gialli e i gialli ai rossi); quest’ultima variante richiede maggiori spazi di gioco e può essere affrontata, la prima volta, anche senza ragni.

     

    CONCLUSIONI

    scheda

    Ritengo fondamentale l’utilizzo di giochi con i “ragni” per contestualizzare la guida nello spazio e sviluppare alcuni aspetti della coordinazione (soprattutto i presupposti dei portieri, che a quest’età hanno timori a gettarsi a terra sulla palla). L’incremento del carico globale tecnico/tattico della guida della palla nella categoria Primi Calci deve avvenire prevalentemente tramite varianti che portano in maniera progressiva (variante dopo variante) a portare l’attenzione verso più aspetti (percorsi, ragni/avversari, passaggio a compagni, ecc.), in maniera tale da automatizzare gli elementi più semplici, focalizzandosi di volta in volta verso quelli più complessi (Senso del Gioco). Sono aspetti “non scontati” a cui bisogna porre attenzione! Di seguito, riportiamo altri giochi tecnici-coordinativi con stimoli allenanti sovrapponibili:

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola Calcio Audax Poviglio ([email protected])

  8. Scuola calcio: “Il gioco delle piccole tane”

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    Oggi presentiamo una struttura esercitativa, che gia dal titolo, possiamo ritenere molto interessante per i primissimi anni della scuola calcio (I° e II° elementare). Il Gioco proposto unisce lo stimolo della guida con la palla ad alcuni aspetti della Coordinazione, come l’Agilità e il Senso del gioco. Pur essendo una struttura estremamente divertente, è necessario, nelle sedute precedenti a quella in cui sarà somministrato, proporre un esercizio propedeutico per facilitare lo svolgimento del gioco.

    ESERCIZIO PROPEDEUTICO: IL GIOCO DEL RAGNO

    piccole tane

    Ci si dispone in un campo (per 12-16 bambini) di dimensioni simili a quella da pallavolo; metà dei giocatori con palla ai piedi (detti “giocatori”, in rosso nella figura sopra) e l’altra metà a terra (“ragni”, in blu nella figura sopra), senza palla e senza potersi alzare (possono solo gattonare, strisciare o rotolare). Lo scopo dei “giocatori” sarà quello di guidare la palla con i piedi nel rettangolo di gioco senza uscire dal campo e senza che i “ragni” glie la rubino. Lo scopo dei ragni, sarà quello di afferrare a terra la palla dei giocatori. Si invertono i ruoli tra ragno e giocatore quando:

    • Un ragno afferra la palla di un giocatore: in tal caso, il ragno si alza in piedi e diventa giocatore e viceversa.
    • Ad un giocatore esce la palla dal campo di gioco: in questo caso, dovrà recuperare la palla con le mani e darla ad un ragno (a sua discrezione), scambiandosi di ruoli.

    Ovviamente il rapporto ragni/N° giocatori e le dimensioni del campo potranno essere variate in base alle caratteristiche dei giocatori; è comunque fondamentale che i giocatori con palla al piede non diano “calci” ai ragni quando questi riescono ad afferrare la palla. Altro aspetto fondamentale è che i ragni prendano la palla afferrandola con le mani e senza calciarla con i piedi. Probabilmente, le prime volte che sarà somministrato questo mezzo, per i giocatori sarà istintivo correre forsennatamente con la palla con la conseguente fuoriuscita di questa dal campo o la cattura da parte dei ragni. Sarà quindi fondamentale verbalizzare il fatto di “guidare la palla negli spazi vuoti” e il fatto di poterla arrestare con la suola quando si è lontano dai ragni per poter valutare dove condurla. Una variante che può dare un’ulteriore motivazione (quando lo svolgimento del gioco sarà ben consolidato) è quella di inserire la regola “un punto ad ogni giocatore che tocca la schiena di un ragno senza farsi rubare la palla”!!! Una volta che i giocatori sono riusciti a comprendere il senso del gioco, questo potrà costituire la base di partenza (come il gioco del lupo, gia approfondito in un altro post) di esercitazioni più impegnative.

     

    IL GIOCO DELLE PICCOLE TANE

    piccole tane 1

    Struttura di base: campo 18x13m, 17 giocatori di cui 12 giocatori e 5 ragni (dimensioni e N° di giocatori adattabili alle caratteristiche dei giocatori) e 6 cerchi dentro il campo. I 12 giocatori si divideranno 6 con palla liberi e gli altri 6 fermi dentro ai cerchi. Lo scopo dei 6 giocatori con la palla e dei 5 ragni sarà lo stesso del gioco precedente, cioè “guida libera senza uscire dal campo e senza farsela prendere dai ragni”; al fischio dell’allenatore i 6 giocatori con la palla dovranno passarla ai 6 dentro ai cerchi, scambiandosi di ruolo (sempre senza farsi prendere la palla dai ragni). Le prime volte, l’allenatore dovrà dare tempo ad ogni giocatore di scambiarsi la palla con un compagno nel cerchio; questo per consentire di acquisire le regole del gioco. Di seguito, l’istruttore potrà fischiare con più frequenza, magari dando 5” per effettuare lo scambio di ruoli/palla. È da notare, che per un giocatore di 6-7 anni, il carico cognitivo di questo gioco non è semplice, perché dovrà prestare attenzione ai ragni, a non far uscire la palla dal campo ed allo stesso tempo cercare un compagno a cui passare la palla che non la stia gia “scambiando” con un altro! Proprio per questo, lo consideriamo un mezzo fondamentale per lo sviluppo del Senso del Gioco, un prerequisito fondamentale per lo sviluppo delle componenti tattiche affrontate nelle fasi successive.

    figura 1

    Rappresentando un impegno elevato dal punto di vista mentale, dopo alcuni minuti di svolgimento, si dovranno introdurre alcune varianti per ridurre il carico cognitivo, contestualmente all’incremento di quello tecnico e coordinativo (che è più adeguato all’età considerata). Mantenendo la presenza (e regole annesse) dei ragni, i giocatori potranno scegliere liberamente quando passare la palla ai compagni nei cerchi. Verrà assegnato:

    • 1 punto ogni volta che si passerà la palla (e si scambieranno i ruoli) ad un compagno nei cerchi. Non si può trasmettere la palla al giocatore dal quale la si è appena ricevuta.
    • 2 punti se si riesce a toccare la schiena del ragno senza farsi prendere la palla.

    In questo modo, verranno stimolati entrambi gli aspetti, cioè quello del cercare un compagno a cui passare la palla e quello della guida tra i ragni; modificando l’attribuzione dei punti, si stimoleranno i bambini a lavorare maggiormente sull’aspetto della trasmissione o della guida.

     

    CONCLUSIONI

    figura 2

    Tempo fà, abbiamo indicato l’1c1 come mezzo fondamentale per apprendere la guida della palla in contesto di gioco per le categorie di età inferiore; tuttavia, il N° di giocatori e le dimensioni dei campi (soprattutto quando ci si allena in palestra) non sempre consentono di effettuare questo tipo di esercitazioni con un’adeguata densità di gioco. Per la categoria Piccoli Amici può essere utile l’utilizzo di giochi con l’introduzione dei “ragni” per contestualizzare la guida nello spazio e sviluppare alcuni aspetti della coordinazione (soprattutto i presupposti dei portieri, che a quest’età hanno timori a gettarsi a terra sulla palla). Nell’introduzione di alcuni aspetti tecnici, come la trasmissione della palla ad un compagno, si deve tenere in considerazione che spontaneamente i bambini passano la palla senza guardare ed accertarsi che il compagno sia attento; per questo motivo, sin dalle prime volte è da verbalizzare:

    • “quando si passa la palla al compagno?”…..”quando il compagno mi sta guardando!”
    • “come faccio ad attirare l’attenzione di un compagno per passargli la palla?”……”chiamandolo per nome e trasmettendo la palla solo dopo che ho il contatto visivo!!”

    Sono aspetti “non scontati” a cui bisogna porre attenzione! Di seguito, riportiamo altri giochi tecnici-coordinativi con stimoli allenanti sovrapponibili:

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola Calcio Audax Poviglio ([email protected])

  9. Riscaldamento: vecchie e nuove concezioni

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    (Aggiornato al 30/10/2020)

    Dopo aver affrontato e aggiornato il Riscaldamento pre-partita, cerchiamo di valutare (per chi opera nei settori dilettantistici) quali sono le migliori soluzioni da proporre per un warm-up ottimizzato alla categoria e alle finalità allenanti della seduta. Lo scopo principale del riscaldamento è sempre stato considerato quello di

    preparare ed ottimizzare il giocatore dal punto di vista psico-tecnico-tattico-fisico al lavoro successivo, sia questo di partita o di allenamento!

    Nel vecchio articolo dedicato al riscaldamento prepartita, abbiamo anche fatto una rapida carrellata dei meccanismi fisiologi responsabili di tale processo (turn-over di ATP, spostamento della curva della desossiemoglobina, diminuzione di viscosità ed aumento di elasticità delle fibre muscolari, ecc.), partendo dal presupposto che questi non rappresentano compartimenti “chiusi”, ma si integrano tra loro. Gli aspetti fisiologici che ritengo fondamentali da considerare ai fini pratici sono 2:

    • Il fattore che limita (dal punto di vista della velocità di attivazione) il massimo potenziale aerobico è il Complesso Piruvato Deidrogenasi, che richiede (a livello del mare) circa 7-8’ per andare a massimo regime. In altitudine questo tempo tende ad incrementare.
    • La temperatura finale raggiunta nel riscaldamento è un fattore fondamentale che indica la bontà di questo ed è dipendente dalla massima intensità raggiunta. In altre parole, non è possibile effettuare un riscaldamento adeguato basandosi esclusivamente sulla durata, soprattutto se si ha a che fare con discipline (come il calcio) in cui c’è la possibilità di dover effettuare sin da subito azioni di potenza elevata.

    Vecchie abitudini e nuove mode

    L’errore più grande, a mio parere, è di considerare il riscaldamento in allenamento come qualcosa che serve esclusivamente a “riscaldarsi” e prepararsi per la fase successiva. Come avviene nella Scuola Calcio (con le dovute proporzioni) sono convinto che il warm-up (in particolar modo a livello dilettantistico) debba essere strutturato in maniera tale da avere anche un effetto allenante. Ciò non deve avvenire in maniera scriteriata o casuale, ma seguire un criterio che tenga in considerazione che nella prima parte del riscaldamento il fisico non è ancora ottimizzato per tutte le tipologie di sforzo. Le correnti più gettonate attualmente sono 2:

    1) Quella di effettuare una routine di prevenzione infortuni ad ogni riscaldamento, che non abbia effetto solamente effetto preventivo nel contesto della seduta, ma anche a medio-lungo termine, lavorando sulla Mobilizzazione Attiva, sulla Resistenza Muscolare Locale e sulla Coordinazione. Non a caso, la FIFA ha strutturato un vero e proprio protocollo, di cui potete vedere il nostro commento nel post ad esso dedicato.

    2) Utilizzare esercitazioni per la tecnica, di difficoltà ed intensità progressiva al fine di lavorare su aspetti che, soprattutto a livello dilettantistico, sono spesso trascurati.

    Il primo dei 2 metodi può trovare estrema utilità a livello preventivo, ma sono convinto che ripeterlo continuamente durante l’anno, possa risultare estremamente noioso e di conseguenza possa essere eseguito con “sufficienza” da parte dei calciatori. Il secondo invece, permette ai giocatori di rimanere più concentrati e divertirsi maggiormente, a patto che chi somministra i mezzi sia competente in termini di Didattica della Tecnica analitica/globale e Tattica di base (per riuscire a contestualizzare le esercitazioni).

    Il nostro parere

    L’aspetto che ritengo fondamentale per un riscaldamento in allenamento è che non deve essere monotono!

    Il vedere i giocatori attenti ed incuriositi da quello che propone l’allenatore (o il preparatore…sostanzialmente chi dirige il riscaldamento) sin da subito, credo sia il modo migliore per iniziare l’allenamento!

    L’utilizzo di esercitazioni tecniche è un’ottima soluzione per sviluppare questo atteggiamento; poi importa relativamente se il riscaldamento dura 20’ o 25’, l’importante è che abbia un’impronta allenante nei confronti della tecnica con intensità e difficoltà progressive. Ancor meglio se il finale del riscaldamento sia propedeutico alla parte successiva. Ad esempio, se il primo esercizio dell’allenamento è un Gioco di Posizione (o qualcosa di simile, che abbia un’impronta sull’aspetto tattico di squadra), sarà ideale effettuare un riscaldamento sulla trasmissione/ricezione della palla, con un Possesso Palla finale (che sfrutta le strutture esercitative della prima parte del riscaldamento). Se invece il primo esercizio è dedicato alla rapidità (tipica seduta del Venerdì per i dilettanti) è possibile utilizzare come riscaldamento un mezzo che finisca con corse ad intensità quasi massimali.

    E la prevenzione infortuni? L’altra corrente di pensiero (sostanzialmente la routine di prevenzione infortuni, tipo FIFA11+) è altrettanto valida, ma implica e necessita la strutturazione di mezzi allenanti motivanti e non ripetitivi.

    In questi casi, solitamente preferisco inserire lavori di Rapidità coordinativa (a Bassa intensità ed elevata difficoltà esecutiva) nella prima parte, e lo stesso tipo di lavori (ma ad Elevata intensità) nella seconda.

    A livello dilettantistico, alternando riscaldamenti tecnici a riscaldamenti più coordinativi, si riesce a motivare adeguatamente i giocatori per tutto l’anno, dando anche impronte allenati che nel medio-lungo termine possono fare la differenza, rispetto a chi sottovaluta questa importante fase dell’allenamento. Quello che, a mio parere è importante tenere in considerazione, sono i 2 seguenti punti:

    • Anche se il riscaldamento viene fatto con la palla, è comunque importante inserire all’interno movimenti o posizioni (anche per breve durata) in grado di detendere le catene muscolari, secondo la funzionalità del movimento. Allo stesso tempo, è importante concluderlo con azioni (con o senza palla) di intensità tale da preparare nel migliore dei modi i giocatori ad affrontare le fasi successivi dell’allenamento.
    • La prevenzione infortuni, se non “coltivata” durante il riscaldamento, dovrà comunque trovare situazioni e mezzi allenanti in altri momenti della settimana, dedicando un tempo adeguato in base alla categoria, al tempo totale dell’allenamento ed ai mezzi a disposizione.
    Clicca sull’immagine per ingrandire

    Conclusioni e suggerimenti pratici

    Il riscaldamento deve essere funzionale alla parte successiva dell’allenamento e deve costituire (soprattutto nei dilettanti) uno stimolo che abbia degli scopi logici nei confronti della performance calcistica. Sotto potete trovare un elenco di mezzi allenanti che, con opportune modifiche, possono essere utilizzati come idee per riscaldamenti tecnici. Se invece preferite lavorare sull’aspetto coordinativo, troverete spunti nel nostro articolo dedicato alla rapidità coordinativa.

    Esercitazioni per la guida della palla

    Esercizi per la trasmissione/ricezione della palla

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    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico AC Sorbolo, istruttore Scuola Calcio A.S.D. Monticelli Terme 1960 ed Istruttore di Atletica leggera GS Toccalmatto. Email: [email protected]

  10. Mezzi di allenamento per la scuola calcio: “Da meta a meta”

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    Proponiamo oggi una struttura particolarmente interessante per lo sviluppo delle qualità coordinative specifiche del calciatore; come gia ricordato, l’allenamento della coordinazione deve essere specifico alla disciplina in cui è inserita e deve tenere in considerazione del senso dello sviluppo dell’agilità, del senso del movimento e del gioco. Il mezzo proposto oggi, con le sue varianti, si colloca come un’esercitazione ideale nei primi anni di scuola calcio nelle fasi propedeutiche alla guida e alla trasmissione/ricezione della palla.

    coordinative

    STRUTTURA DI BASE

    da meta a meta

    Prevede 3 zone rettangolari adiacenti di dimensioni analoghe; le misure dipendono dalla quantità e dall’età dei bambini. Indicativamente per un gruppo di 12 bambini ogni rettangolo può essere largo 5-7m e lungo 10-12m. Nel rettangolo centrale (detto Tana dei lupi) stazioneranno 4 lupi (1/3 dei giocatori presenti); gli altri 8 giocatori partiranno da una delle altre 2 mete (alle quali vengono attribuite dei colori, relativi alla caratteristica dei cinesini che li delimitano). Lo scopo dei giocatori sarà quello di passare da una meta all’altra senza farsi prendere dai lupi (che non possono uscire dalla propria tana) e senza uscire dai rettangoli di gioco; verrà attribuito un punto ogni volta che si riesce a passare da una meta all’altra senza essere presi. Se un giocatore viene preso (toccato) da un lupo, si invertono i 2 ruoli (il giocatore diventa lupo e il lupo diventa giocatore). Stessa cosa avviene se un giocatore esce dai rettangoli di gioco; si cambia ruolo con il lupo che segnala la sua “infrazione”.

    da meta a meta 1

    Nella figura sopra è riportato un esempio con 9 elementi: i lupi sono quelli di colore giallo e i giocatori sono di colore blu. Le varianti principali (tese ad incrementare o diminuire la difficoltà dell’esercitazione) sono relative alle dimensioni dei campi e al numero di lupi. Questa variante di base allena principalmente le capacità coordinative, in particolar modo l’agilità, qualità difficilmente allenabile con la palla in prima (e in alcuni casi) anche in seconda elementare; infatti il giocatore non solo dovrà essere in grado di “sfuggire” ai lupi, ma anche di trovare i “varchi” ideali (in base allo spazio disponibile e al focus attentivo dei lupi) per passare da una meta all’altra.

    VARIANTE 1

    da meta a meta 2

    Si raddoppia la larghezza del campo di gioco e viene dato un pallone ad ogni giocatore (ad esclusione dei lupi); inoltre vengono posizionati 2-3 cerchi dentro ad ogni meta. Lo scopo dei giocatori sarà quello di portare la palla da un cerchio di una meta ad un cerchio dell’altra meta, senza farsi prendere il pallone dai lupi e senza farlo uscire dai campi di gioco. Verrà attribuito un punto ogni volta che si riesce a portare un pallone da un cerchio all’altro. Se un lupo riuscirà a prendere (o buttare fuori) il pallone ad un giocatore, si invertiranno i ruoli. Se ad un giocatore uscirà la palla dal campo di gioco, dovrà darlo ad un lupo invertendo con lui i ruoli. È ovvio che, rispetto alla variante precedente, l’impiego del pallone limiti lo stimolo coordinativo, ma incrementi quello tecnico. Il giocatore dovrà essere in grado di effettuare gli stessi movimenti della variante precedente (cercando i ”varchi” più opportuni), ma senza farsi prendere la palla dai lupi; non solo, dovrà anche avere la capacità di controllare la palla adeguatamente (tenendola sempre vicino al corpo) per evitare che questa esca dal campo. Infatti, il rischio principale (soprattutto nella categoria “Piccoli amici”) sarebbe quello di calciare la palla da una meta all’altra rincorrendola, ma senza riuscire a fermarla prima che questa esca dal campo. Le varianti principali (come sopra) sono relative alle dimensioni di gioco e al N° di lupi; un’altra variante interessante è quella di far giocare “a terra” i lupi (chiamandoli per esempio “ragni”) che devono prendere/afferrare la palla in mano per poter invertire i ruoli.

    VARIANTE 2

    da meta a meta 3

    Rappresenta sicuramente la più impegnativa, perché coinvolge la trasmissione/ricezione della palla oltre che allo smarcamento in zona luce; per questo motivo, è opportuno inserirla dopo che è stato affrontato quest’ultimo concetto. Ogni giocatore (oltre ai lupi) rimane nella propria zona, e si ottiene un punto ogni volta che si riesce a passare un pallone al compagno nell’altra meta, senza che questo esca o venga intercettato da un lupo; si invertono i ruoli tra giocatore/lupo quando quest’ultimo intercetta la palla (si invertono il lupo con il giocatore che ha passato la palla) o quando un giocatore non riesce a ricevere la palla (si cambiano lupo con giocatore che non ha ricevuto la palla). I giocatori (soprattutto quelli senza palla) dovranno essere abili ad uscire dal “cono d’ombra” (cioè la zona coperta dai lupi che non permette di far arrivare il passaggio ai compagni) per portarsi in “zona luce” a ricevere la palla. Allo stesso tempo i giocatori dovranno essere “abili” tecnicamente nel trasmettere/ricevere la palla senza che questa esca. Per i più piccoli sarà fondamentale il dialogo (chiamare il compagno per attirare l’attenzione del portatore di palla), mentre una volta migliorato questo fondamentale tecnico (sopratutto dal punto di vista cognitivo), sarà lo svolgimento delle “manovre” in silenzio (cioè basandosi solo su stimoli visivi) a rendere il gioco difficile ai lupi.

    CONCLUSIONI

    scheda da meta a meta

    Il mezzo proposto oggi rappresenta sicuramente una delle esercitazioni più complete (per la coordinazione e la tecnica globale di base) da proporre ai giocatori della categoria Piccoli Amici e in parte per i Pulcini. Sotto riportiamo gli altri mezzi sviscerati nei mesi precedenti.

  11. Guido e Passo: accoppiamento tra Condizione/Trasmissione/Ricezione della palla

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    Nei primi anni di scuola calcio, l’utilizzo di esercitazioni analitiche in cui viene affrontata la guida unitamente alla trasmissione/ricezione rappresentano le fonti di allenamento ottimali per quest’ultima qualità. Nel proseguo della categoria Pulcini verranno poi incrementate le difficoltà di tipo analitico man mano che migliorano le qualità dei giocatori.

     

    STRUTTURA DI BASE

    Com’è possibile vedere dalla figura sopra, si inizia con una semplice esercitazione di guida e passo; 3 giocatori per struttura con 1 pallone. Aggiungendo 1 pallone si può arrivare fino a 4-5 giocatori per struttura. La distanza tra le 2 porte di cinesini può essere compresa tra 12-18m. Il compito motorio per iniziare può essere quello di guidare la palla con il piede destro, fino alla porta di coni alla propria destra partendo dalla propria porta di cinesini (giocatore blu) in 8 tocchi (usando l’esterno collo), fermare la palla tra i coni e trasmetterla al giocatore (giallo) della porticina di cinesini di fronte; nel caso in cui si riesca a far entrare il pallone nella porticina si otterrà 1 punto (condizione necessaria per motivare i giovani calciatori). Il giocatore giallo, una volta ricevuta la palla (che se precisa, dovrà essere stoppata in maniera orientata con il piede destro), effettuerà la stessa cosa sulla sua destra. Com’è possibile intuire, è un’esercitazione molto semplice, ma per giocatori di II° elementare rappresenta gia una grossa difficoltà, soprattutto quando viene eseguita con il piede debole. In questo caso sarà importante da parte dell’allenatore “semplificare” l’esercitazione (modificando le dimensioni delle porte, le distanze, i numeri di tocchi ed eventualmente togliendo vincoli relativi al piede di utilizzo). Le prime varianti da introdurre sono:

    • Dominanza/Lateralità: seguire tutto il compito motorio con il piede destro (conducendo sempre palla verso destra) o sinistro (conducendo sempre palla verso sinistra).
    • Trasmettere la palla in movimento; sempre da dentro la porta di coni, ma senza fermare la palla.
    • Variare le modalità della guida della palla: a zig-zag ad 1 tocco (alternando interno ed esterno dello stesso piede), a 2 tocchi (alternando 2 tocchi di interno e 2 di esterno dello stesso piede), utilizzando la suola, ecc.
    • Passare la palla con la rimessa laterale; utile in quelle sedute in cui si insegna a leggere e dominare le traiettorie alte.

     

    ALTRE VARIANTI

    Sono riferite a dettagli tecnici leggermente più impegnativi, come effettuare un triangolo di passaggi (vedi figura sopra) ogni volta che si passa la palla; in questo caso, la parte relativa alla guida della palla potrà essere parzialmente trascurata, chiedendo una maggiore velocità e precisione esecutiva in relazione alle traiettorie della palla.

    Altre varianti esecutive sono relative all’esecuzione tecnica prima della trasmissione della palla. Nella figura sopra è presentata dal cambio di direzione “suola/interno”: il giocatore guida verso la porticina di coni di destra con il piede sinistro. Appena entrato nella porticina riporterà il pallone verso di se con la suola del sinistro e con l’interno dello stesso piede direzionala palla verso il compagno per trasmettere la palla.

    Sopra è presentata un’altra variante; sempre in guida con il piede sinistro verso la porta di destra, appena prima di entrare tra i coni, con la suola destra porterà la palla immediatamente sul piede sinistro per trasmettere la palla di prima intenzione al compagno.

    Quando viene affrontata la didattica delle finte, questa struttura può essere utile per accoppiare questo fondamentale a quello della trasmissione/ricezione. Come nella figura sopra, le porte di coni devono essere poste verticalmente. La variante più semplice è quella di condurre la palla verso l’esterno della porticina di destra ed effettuare una “forbice destra con uscita con esterno sinistro”; viceversa se la palla verrebbe condotta verso sinistra. Ovviamente possono essere utilizzati altri tipi di finte, contestualmente alla direzione di ingresso della porta di coni.

    Infine la porta posta verticalmente può essere utilizzata anche per accoppiare il passaggio ad elementi di rapidità: la palla passa all’esterno della porticina di coni, il giocatore all’interno per poi trasmetterla di prima intenzione al compagno di fronte.

     

    CONCLUSIONI

    La semplicità delle prime varianti di questa esercitazione la rende utilizzabile sin dal II° anno della categoria Piccoli Amici; l’incremento delle difficoltà esecutive permette che questa venga utilizzata anche nella categoria Pulcini, in particolar modo durante il lavoro per le finte, stop orientato, gioco di prima e i cambi di direzione con palla. Può essere abbinato ad altre esercitazioni di rapidità con palla o utilizzato (a difficoltà/intensità progressive) come riscaldamento nei settori dilettantistici.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese ([email protected])

  12. Sensibilità percettiva del piede e cambi di direzione

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    In precedenti post abbiamo analizzato la didattica analitica e globale dei cambi di direzione, in particolar modo dei cambi di senso (cioè “cambi di direzione di 180°”). Oggi approfondiremo un altro mezzo (cambi di direzione di 270°), il cui fine non sarà tanto quello di apprendere questo specifico movimento, ma quello di migliorare la sensopercettività dell’interno e dell’esterno del piede dominante e del controlaterale.

    STRUTTURA DI BASE

    Molto semplice: come nella figura sotto si utilizza una struttura triangolare delimitata da 2 coni e una porta di cinesini. La distanza tra i vertici è di circa 5-7m; distanze maggiori potranno essere utilizzate per categorie di età maggiori con ulteriore richiesta di velocità esecutiva. Sempre per i giocatori più tecnici deve essere richiesto un numero di tocchi definito per effettuare i tratti rettilinei e le curve. Verranno utilizzati 3 giocatori per struttura.

    VARIANTI

    Oltre a quelle elencate sopra (distanze e N° di tocchi) le varianti strutturali di base, sono quelle che permettono di fare i cambi di direzione di 270° nei vari modi, cioè la direzione di corsa iniziale (cono destro o sinistro), il piede utilizzato e il senso del giro (orario/antiorario). Nella figura sopra è presentata la seguente richiesta:

    direzione iniziale sinistra, piede sinistro, giro antiorario: utilizzo esterno del piede sinistro

    In questo caso si allenerà la propriocettività della parte esterna del piede sinistro. Sotto è presentata un’altra variante:

    direzione iniziale destra, piede destro, giro orario: utilizzo esterno del piede destro

    Al fine di stimolare tutte e 4 le parti del piede interessate (piede destro/sinistro, interno/esterno) le varianti principali saranno 4:

    • Direzione iniziale sinistra, piede sinistro, giro antiorario: utilizzo esterno del piede sinistro
    • Direzione iniziale sinistra, piede destro, giro antiorario: utilizzo interno del piede destro
    • Direzione iniziale destra, piede destro, giro orario: utilizzo esterno del piede destro
    • Direzione iniziale destra, piede sinistro, giro orario: utilizzo interno del piede sinistro

    Può sembrare un’esercitazione banale, ma in questo modo sarà allenata la propiocettività di tutte le parti del piede responsabili dei cambi di direzione; in particolar modo per i calciatori più giovani (come della categoria Pulcini) l’utilizzo del piede debole sarà particolarmente impegnativo e di conseguenza molto stimolante.

     

    ALTRE VARIANTI

    Come più volte ripetuto, le esercitazioni con finalità tecniche, utilizzate nei settori giovanili, possono essere sfruttate anche come forme di riscaldamento nei settori dilettantistici, a patto che venga rispettata una progressività in termini di difficoltà ed intensità!

    Una delle varianti che stimola particolarmente l’intensità dell’esercizio è quella della figura sopra. Alla massima velocità esecutiva, il giocatore guida la palla in direzione destra (linea rossa a zig-zag); all’altezza del cono la palla segue una traiettoria interna (linea rossa diritta) e il giocatore, una traiettoria esterna (riga nera); di seguito (sempre con la massima velocità esecutiva), si effettua la stessa cosa sul cono di sinistra e si trasmette successivamente la palla al compagno. Stessa variante può essere fatta sul lato sinistro del triangolo. Per facilitare la comprensione dei gesti, si può anche specificare il compito motorio nel seguente modo: mi dirigo verso il cono di sinistra e successivamente quello di destra; la palla esegue la “strada più corta” e il giocatore la “strada più lunga”. Com’è facile notare, non sono specificati numero di tocchi e piede di utilizzo, proprio per lasciare al giocatore la possibilità di esprimere la massima velocità esecutiva (cioè quello che viene ricercato nella parte finale del riscaldamento).

    Ulteriore variante che per intensità-difficoltà può essere utilizzata per giocatori con una certa esperienza, è quella di effettuare il compito motorio di sopra con una finta. Ad esempio: mi dirigo verso il cono di sinistra effettuo una finta “forbice sinistro-esterno destro”; la palla esegue la “strada più corta” e il giocatore la “strada più lunga. Immediatamente dopo mi dirigo verso il cono di destre ed eseguo lo stesso compito. In questo caso le varianti sono molteplici e non solo riferite alla direzione iniziale (destra/sinistra), ma anche alla tipologia di finta.

     

    CONCLUSIONI

    Quella rappresentata sopra rappresenta una struttura esercitativa particolarmente interessante che nelle varie forme può essere utilizzata in tutte le fasce d’età per migliorare la sensopercettività delle parti interna/esterna del piede. Nella categoria Pulcini può essere introdotta nelle varianti più semplici, per poi contribuire nella didattica delle finte (Pulcini-Esordienti) tramite le varianti più impegnative ed essere utilizzata nei dilettanti come forma di riscaldamento.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese ([email protected])

  13. Tecnica: cambi di direzione con la palla (didattica globale)

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    Dopo aver analizzato la didattica di base dei cambi di direzione con la palla, oggi cercheremo di approfondire la stabilizzazione di questa qualità in regime di rapidità tramite 4 varianti fondamentali.

    VARIANTE CON COMPAGNO FRONTALE

    Com’è possibile vedere dalla figura, il cambio di direzione non è più una linea di riferimento, ma un compagno che effettua lo stesso compito. Il compito tecnico di entrambi i giocatori è quello di effettuare il cambio di direzione (nelle modalità indicate dall’allenatore) il più vicino possibile senza scontrarsi. Questo stimola la tecnica in regime di adattamento e di rapidità. Le ulteriori varianti sono riferite alla tipologia del cambio di direzione, al numero di tocchi prima del cambio, ecc.

     

    VARIANTE CON COMPAGNO IN REGIME DI AGGRESSIVITA’

    In questo caso il compito motorio (giocatore Rosso nella figura sotto) è quello di effettuare il cambio di direzione (nelle modalità indicate dall’allenatore), passare immediatamente la palla al compagno (giocatore Blu) ed andare in pressione su esso. Chi riceve la palla (giocatore Blu) dovrà scartare il giocatore che glie l’ha passata (giocatore Rosso) per andare immediatamente ad effettuare il cambio di direzione e poi passarla al Giallo…..e così di continuo. In questo caso viene incrementata la difficoltà che precede il cambio di senso; cioè dopo aver “saltato” il compagno devo essere in grado di invertire il senso di direzione all’altezza della riga di riferimento in base allo spazio rimasto (vedi giocatore Blu). In questo caso le varianti sono molteplici:

    • Modalità dei cambi di direzione richiesti: vedi varianti analitiche.
    • L’aggressività del giocatore dal quale si riceve la palla: in base alla velocità alla quale corre incontro e alla possibilità o meno di “allungare il piede” quando si è scartati.
    • La distanza di riferimento del cambio di direzione: minore è la distanza e “precoce” (dal punto di vista temporale) sarà la pressione del compagno e la richiesta di cambiare direzione rapidamente.
    • Usare come riferimento per il cambio di senso un compagno che effettua lo stesso compito: al posto della linea di riferimento c’è un compagno che effettua la stessa esercitazione come nella VARIANTE CON COMPAGNO FRONTALE.

    VARIANTE CON FINTE

    Lo struttura è la stessa della VARIANTE CON COMPAGNO IN REGIME DI AGGRESSIVITA’; a differenza di sopra, il giocatore che dovrà saltare l’avversario grazie ad una finta. Sia la modalità del cambio di senso che la tipologia di finta dovranno essere indicate dall’allenatore. Si consiglia di utilizzare questo tipo di variante solamente quando si lavora in maniera parallela sulla didattica per le finte. Le varianti sono analoghe a quelle presentate sopra: distanze di riferimento, aggressività del compagno, ecc.

     

    VARIANTE IN REGIME DI RAPIDITA’

    Si ritorna alla struttura iniziale utilizzata per i cambi di direzione (figura sopra); al primo segnale dell’allenatore, i giocatori dovranno condurre velocemente e frontalmente la palla. Al secondo segnale (ad esempio un fischio) i giocatori dovranno effettuare il cambio di direzione (sempre nelle modalità indicate dall’allenatore) il più velocemente possibile e trasmettere immediatamente la palla al compagno all’inizio della fila. Questa variante introduce il concetto di “imprevedibilità” data dal fatto di non saper a priori, quando l’allenatore da il secondo segnale (cioè quello che caratterizza il cambio di senso) stimolando quindi la rapidità tecnica del cambio di direzione. Altre varianti che rendono l’esercitazione più impegnativa sono:

    • L’allenatore indica un giocatore (o una fila); sarà il giocatore della fila nominata a decidere quando effettuare il cambio di senso. Gli altri giocatori dovranno mantenere il contatto visivo con lui per sapere quando cambiare direzione.
    • Utilizzare il compagno che ritorna in fila in regime di aggressività come ulteriore variante da gestire (analogamente a quanto utilizzato nella VARIANTE CON COMPAGNO IN REGIME DI AGGRESSIVITA’).
    • Effettuare l’esercitazione i regime di competizione: vince la fila che per prima riesce a fermare (dopo cambio di senso e successivo passaggio) il pallone in un cerchio posto di fronte alla propria fila. In questo caso, chi effettua il cambio di direzione, dovrà anche essere in grado di trasmettere con precisione la palla al primo compagno della propria fila.

     

    CONCLUSIONE

    Abbiamo dimostrato che è possibile incrementare le difficoltà nelle esercitazioni per la didattica dei cambi di direzione modificando distanze, riferimenti, aggressività, combinazione con altri gesti tecnici (finte) o il grado di imprevedibilità. Queste varianti (di natura globale) nei settori giovanili permettono di stabilizzare quest’abilità tecnica dopo il lavoro di tipo analitico. Come per altri gesti tecnici (gioco ad 1 tocco, stop orientato, trasmissione della palla, guida della palla, ecc.) le ritengo esercitazioni utili e motivanti come forme di riscaldamento nei settori dilettantistici.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese ([email protected])

  14. Tecnica: cambi di direzione con la palla (didattica di base)

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    La didattica analitica e globale dei cambi di direzione senza palla è gia stata ampiamente sviscerata nei post precedenti. Oggi analizzeremo quest’aspetto con la palla, che ha in se componenti coordinative-atletiche e tecniche. Partiremo con la didattica semplice, tipica della Scuola calcio, per poi terminare con le varianti che possono essere proposte nei settori dilettantistici per “stabilizzare” (cioè allenare questa qualità in condizioni di rapidità e fatica) in condizioni di gioco questo fondamentale.

     

    DIDATTICA SCUOLA CALCIO

    Gia quando abbiamo parlato della Didattica della conduzione della palla è stato puntualizzato come i Cambi di direzione (insieme alla Guida rettilinea e alla Gestione della palla sotto il corpo) fossero elementi tecnici fondamentali.

    Questo tipo di didattica analitica è possibile proporla sin dalla II° Elementare, a patto che i bambini abbiano appreso la sensopercettività del piede con palla in maniera grossolana con entrambe i piedi.

    Ovviamente le esercitazioni dovranno essere adeguatamente motivanti, perché a quest’età possono risultare noiose. Per questo motivo, la tempistica deve essere abbastanza breve (magari abbinata a varianti globali in regime di gare o 1c1) e proporre l’utilizzo di linee e riferimenti che diano al bambino la verifica immediata della precisione dell’esecuzione.

    Sopra è presentata la struttura iniziale che può essere utilizzata: il giocatore dopo un breve conduzione di 3 tocchi in 5-6 metri di spazio deve effettuare in cambio di senso (cioè un cambio di direzione di 180°) con il piede destro rivolto verso il paletto bianco/rosso all’altezza della riga bianca. Un’ipotetica “formulazione” del compito da indicare ai bambini potrebbe essere la seguente:

    • “Chi riesce ad arrivare alla riga bianca in 3 tocchi e al 4° tocco cambiare immediatamente senso con il piede destro rivolti verso il paletto rosso/bianco?”
    • “Con che parte del piede effettuo il cambio di direzione?”….”l’interno”
    • “Con che parte del piede eseguo i 3 tocchi di guida rettilinea?”…..”esterno/collo”

    Ovviamente l’istruttore dovrà essere particolarmente presente durante l’esercitazione al fine di far capire ai giocatori l’effettiva riuscita del “compito tecnico”. È importante far capire che il cambio di senso debba essere effettuato con un solo tocco, senza far fare “la curva alla palla”, ma “arpionando” la palla verso la direzione di provenienza.

    È necessario anticipare leggermente la traiettoria della palla, per permettere alla gamba destra di dare la giusta direzionalità alla palla durante l’inversione.

    Il fatto di imporre 3 tocchi di guida rettilinea in poco spazio prima del cambio di direzione aiuta i giocatori ad acquisire una corretta ritmica al fine di effettuare l’esercizio a velocità esecutive sufficientemente lente per imparare il movimento (didattica analitica), in particolar modo quando si utilizza il piede debole. Con il miglioramento della precisione dei gesti potrà essere incrementata la velocità esecutiva allungando le distanze o diminuendo il N° di tocchi prima dell’inversione.

    VARIANTI

    L’esercitazione va effettuata con entrambi i piedi, in maniera tale da allenare anche il piede debole; in quest’ultimo caso è importante verbalizzare tutti gli elementi esecutivi al fine di comprendere la sequenza dei movimenti. Altre varianti sono:

    • Incrementare la velocità dei movimenti, modificando il N° di tocchi e la distanza prima dell’inversione.
    • Prolungare il “compito tecnico” anche dopo il cambio di senso: introdurre un numero ulteriore di tocchi prima di passare la palla al compagno in fila o la modalità stessa (guida con la suola, guida a zig-zag, ecc.); ad esempio “condurre la palla con un tocco di esterno/collo sinistro dopo aver fatto l’inversione con il destro.”
    • Invertire la direzione della palla con l’esterno del piede: in questo caso è possibile richiedere 2 tocchi per il cambio di direzione, richiedendo però il tocco successivo con l’esterno/collo opposto.
    • Invertire la direzione della palla con la suola: è fondamentale, in questo caso, che la palla rimanga sempre vicina al giocatore. Sarebbe quindi l’ideale chiedere in un solo tocco l’inversione della direzione, la rotazione del corpo e la spinta della palla con l’interno/collo dello stesso piede. Ovviamente questa variante è da proporre (anche per giocatori maturi) con velocità esecutive inizialmente molto lente.
    • Invertire la direzione con l’interno, ma con la palla dietro al piede d’appoggio; ad esempio, inversione con il piede destro con la palla che passa dietro al piede sinistro.

    CONCLUSIONI

    Come per la didattica di base dello stop orientato, in questa prima parte abbiamo affrontato la didattica di base (analitica) dei cambi di direzione (cambi di senso) con la palla. Consiglio di utilizzare “file” di 2 giocatori, ameno che le distanze da coprire con la palla siano superiori ai 8-10 metri (in questo caso si può passare a 3 giocatori per fila). L’intera didattica di sopra può essere proposta gradualmente fino alla fine della categoria Pulcini, periodo durante il quale i giocatori (in linea teorica), dovrebbero essere in grado di “dominare” la palla nelle varie forme. Nel prossimo post analizzeremo le varianti che possono essere proposte per stabilizzare questi movimenti una volta appresi (cioè in regime di rapidità) e le proposte più utili da inserire nei settori dilettantistici come forme di riscaldamento.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola calcio Audax Poviglio ([email protected])

     

     

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