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  1. Esercitazioni apro-chiudo con angoli superiori a 90°

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    In un precedente post (e in tanti altri) abbiamo lavorato con la tecnica del passaggio facendo “aprire” le linee di passaggio con lo stesso piede a 2 tocchi (vedi figura sotto) quando l’angolo è di 90°.

    figura 1

    Ovviamente questo non è sempre realizzabile a livello pratico (di situazione), perché gli angoli di passaggio che si osservano in partita sono estremamente variabili. In particolar modo quando gli angoli di passaggio sono prossimi ai 180°, è preferibile sfruttare i 2 tocchi stoppando la palla con l’interno del piede “avanzante” (cioè che consente di far “avanzare” la palla nella line di passaggio) e trasmettendola con l’interno dell’altro piede. L’esercizio odierno è strutturato proprio per sensibilizzare i giocatori ad automatizzare i gesti in maniera più corretta in base alle situazioni che si possono a venire a creare in partita.

    STRUTTURA DI BASE

    La struttura prevede un rombo (vedi sotto) di lato 10m circa, un pallone e 4-5 giocatori. La prima variante è molto semplice; le regole fondamentali sono 2:

    • La palla segue il giro “orario” del rombo.
    • I giocatori sui coni si devono orientare in maniera tale da stoppare la palla con l’interno sinistro e passarla con lo stesso piede.

    Il giocatore blu con la palla la trasmette al rosso (e si “smarcherà” verso il cono opposto) che con 2 tocchi (piede sinistro) la passa al giallo; dopo aver passato la palla, il rosso andrà dietro alla fila del giallo.

    apro chiudo rombo 1

    Il giallo, a 2 tocchi (consiglio di utilizzare la regola “stoppo con un piede passo con l’altro” quando i giocatori si trovano sui cinesini), la trasmetterà al blu che si è posizionato sul cono per ricevere (vedi figura sotto) e trasmetterla all’altro giocatore blu.

    apro chiudo rombo 2

    In poche parole, mentre il pallone esegue il giro orario, quando passo la palla dal cono vado dietro alla fila a cui l’ho passata, mentre quando la passo dai cinesini vado dietro al cono in senso “antiorario”. Una volta appresi i movimenti è importante richiedere particolare precisione e velocità dei movimenti. In questa fase, essendo gli angoli di passaggio chiusi, si rinforza l’utilizzo dello stesso piede sia per lo stop che per il passaggio. Le varianti sono relative al verso della palla (orario/antiorario) ed al limite all’utilizzo del piede (forte/debole) del giocatore posizionato sui cinesini.

    VARIANTE 1

    Mantenendo la stessa struttura esercitativa (e regole relative al giro della palla e giocatori) lo smarcamento sui coni avverrà all’interno del rombo. In questo caso, l’angolo di passaggio risulta molto più aperto, e di conseguenza il giocatore sui coni (il rosso nella figura sotto) per mantenere velocità e precisione dovrà stoppare la palla con l’interno sinistro e trasmetterla con l’interno destro. Si mantengono le altre modalità e varianti della Variante precedente.

    apro chiudo rombo 3

    Ulteriore variante a questo fondamentale è quello di inserire il triangolo (ad 1 tocco) quando la palla va dal cono ai cinesini. Com’è possibile vedere dalla figura sotto, dopo che il giocatore rosso (cioè quello sul cono) l’ha passata al giallo, c’è il triangolo tra i 2 (ad 1 tocco) per trasmetterla al blu sull’altro cono che successivamente, con i 2 tocchi, la trametterà dall’altra parte della struttura (all’altro giocatore blu). Sostanzialmente in questa variante rimane il passaggio a 2 tocchi a livello del cono e si triangola quando la palla arriva nella porticina di cinesini.

    apro chiudo rombo 4

    VARIANTE 2

    Ultima variante è quella che prevede la collaborazione “UOMO/SOLO” tra i vari giocatori. Com’è possibile vedere nella figura sotto, il giocatore blu la passa al rosso (che si pone in mezzo ai coni) dicendo “SOLO” o “UOMO”; nel caso in cui dica “SOLO”, il rosso la stoppa ad un tocco ad aprire e la trasmette al giallo con l’altro piede (come nella VARIANTE 1). Di seguito, il blu andrà tra i coni e il rosso andrà dietro al giallo e da lì si ripartirà allo stesso modo……

    apro chiudo rombo 5

    Nel caso in cui invece il giocatore che passa (in questo caso il blu) la palla dica “UOMO”, il giocatore tra i coni (in questo caso il rosso) la ripasserà per far eseguire dal primo giocatore la palla in fondo alla struttura (vedi figura sotto) e da lì si ripartirà allo stesso modo……

    apro chiudo rombo 6

    Affinchè l’esercitazione avvenga correttamente, il giocatore trai coni, segue sempre la direzione principale della palla (indipendentemente si dica “solo” o “uomo”). Per dare un ritmo elevato all’esercitazione, è opportuno obbligare tutti i giocatori ad utilizzare 1 tocco, a parte quello tra i coni quando gli viene detto “solo” (in questo caso sono 2 tocchi obbligatori “stoppo con un piede e passo con l’altro”).

    CONCLUSIONI

    L’esercitazione presentata oggi parte da una strutturazione di tipo analitico in regime di apertura/chiusura di palla; ripetiamo ancora una volta, come sia fondamentale l’utilizzo delle esercitazioni analitiche (in cui N° tocchi e piede di utilizzo siano vincolate) al fine di dare (tramite l’allenamento) al giocatore i mezzi tecnici adeguati per risolvere le situazioni tattiche in partita….

    fondamentalmente, se non utilizzassi la metodologia analitica (soprattutto a livello giovanile, dove si strutturano e si stabilizzano le abilità motorie), il giocatore poco si abituerebbe a “dominare” la palla con il piede debole, per il semplice motivo che senza “vincoli” preferirebbe spontaneamente “allenarsi” con il piede dominante…con le conseguenti ripercussioni in partita.

    È poi ovvio che fino a quando le varie abilità tecniche non verranno allenate in regime globale (cioè in regime di gioco e di velocità), non si avrà un riscontro pratico dell’allenamento analitico. Non a caso, l’ultima variante presentata oggi prevede l’esecuzione dei gesti imparati, in regime globale. Sotto, riportiamo altri mezzi (precedentemente affrontati) con stimoli allenanti sovrapponibili a quello odierno.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese ([email protected])

     

  2. Trasmissione della palla: “La Stella a 5 punte”

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    Analizziamo oggi un esercizio per la trasmissione della palla che, con opportune varianti (analitiche e globali), si adegua a diverse categoria di età. La struttura di base è formata da 5 giocatori (o 5 file per le varianti successive) equidistanti dal centro della figura, a rappresentare una “stella a 5 punte”. L’obiettivo è trasmettere la palla ad un giocatore che non sia quello da cui si ha ricevuto la palla e non sia uno dei 2 a fianco: ad esclusione rimane ovviamente un solo giocatore. Con la successione dei passaggi (che sono praticamente “obbligati”) la “serie di passaggi” rimarrà sempre la stessa (e coinvolgerà tutti i giocatori; vedi figura sotto); in questo modo, la sequenza, inizialmente “ragionata”, diventerà “automatizzata” incrementando la velocità di passaggio. Su questa Struttura di base si potranno inserire le varianti per rendere l’esercitazione più impegnativa, ed adeguata allo scopo didattico che si vuole raggiungere.

    VARIANTI DI NATURA TECNICA

    Stella 1

    La “dimensione” della stella determina la lunghezza dei passaggi; è ovvio che maggiore è la distanza, maggiore dovrà essere la richiesta di dare “intensità” al passaggio!! Altre varianti sono:

    • Passaggio obbligatorio con il piede debole
    • Obbligo di 2 tocchi (passo con il piede diverso da quello che ho passato)
    • Obbligo della giocata ad 1 tocco

     

    VARIANTI DI NATURA CONDIZIONALE

    Stella 2

    Mentre la struttura di base e le varianti di natura tecnica citate sopra prevedono lo stazionamento dei giocatori, con questa tipologia di varianti si richiede al giocatore di andarsi a spostare dietro alla “punta” (cioè stazione) alla quale si ha passato la palla “correndo dietro ai compagni” (vedi immagine sopra). È ovvio che il numero di giocatori dovrà essere almeno di 6 (il primo passaggio parte dalla stazione con 2 giocatori), ma anche di più, a seconda delle dimensioni della stella. Maggiore sarà il N° di giocatori e minore sarà la densità di gioco; maggiore sarà la “dimensione” della stella e maggiore sarà la densità di gioco. In altre parole, modulando N° di giocatori e la dimensione della stella si incide sullo sforzo dei giocatori. Stessa cosa accade se si riduce il N° di tocchi; più “veloce” sarà il gioco e maggiore sarà lo sforzo.

    Stella 3

    Altra variante (che riduce l’intensità dello sforzo, ma incrementa il N° di passaggi al minuto) è quella di correre dietro alla “punta” (cioè stazione) alla quale si ha passato la palla “passando al centro della stella” (vedi immagine sopra). In questo modo si accorcia la distanza da percorrere al giocatore, ma si incrementa la densità di gioco incrementando la difficoltà esecutiva che consiste nel cercare di “evitare” che i giocatori che corrono al centro della stella vengano colpiti dal pallone. Ultima variante che proponiamo è quella di introdurre il regime di pressione da parte di chi trasmette la palla. In altre parole: “trasmetto la palla e vado in pressione sul giocatore a cui l’ho passata prima di posizionarmi al suo posto” (vedi figura sotto); è ovvio che in questo caso, le dimensioni della stella dovranno essere ridotte, lasciando libero il piede di utilizzo, ma vincolando a 2 o 3 tocchi il passaggio (per velocizzare l’esecuzione tecnica).

    Stella 4

     

    CONCLUSIONI

    Le varianti sopra proposte (tecniche e condizionali) possono essere mischiate, per modulare l’intensità aerobica e tecnica dell’esercitazione e quindi adeguarla al gruppo che si sta allenando. È consigliabile, quando si effettuano le pause, di far cambiare il giocatore da cui inizia il gioco, in maniera tale che la sequenza di passaggi cambi (rispetto alla serie precedente) e i giocatori siano “obbligati” a ri-automatizzare la sequenza della nuova serie, mantenendo elevato anche il carico cognitivo dell’esercitazione. Sotto, riportiamo altri mezzi (precedentemente affrontati) con stimoli allenanti sovrapponibili a quello odierno.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese ([email protected]).

  3. Didattica (e riscaldamento) analitica e globale per la guida della palla

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    L’esercitazione di questa settimana è dedicata alla didattica della guida della palla nella Scuola Calcio; come altri mezzi, con opportune modifiche (intensità e difficoltà progressive), può essere considerato anche un interessante esercizio per il riscaldamento per i dilettanti. Saranno le varianti a definire l’impegno di natura tecnico-coordinativo e di conseguenza il livello di impegno.

     

    STRUTTURA DI BASE

    L’esecuzione di base (utilizzata per la categoria Piccoli Amici), prevede una struttura come in figura sopra: si posizionano un numero di stazioni (con 2 giocatori e un pallone per stazione) sulla circonferenza di una cerchio di 12-15 m circa, con al centro un cono. L’obiettivo sarà quello di guidare la palla in andata/ritorno (facendo la curva all’altezza del cono) con un numero di tocchi definiti (ad esempio 15) senza scontrarsi con i compagni; ad ogni “scontro” sarà attribuito un punto di penalità. Al 15° tocco, il giocatore passerà la palla al proprio compagno che ripartirà immediatamente. È importante che i giocatori (soprattutto i più piccoli) si focalizzino sul primo tocco (stop a seguire) e i primi di conduzione (esterno collo); poi quando entreranno nella zona più “trafficata” dovranno prestare attenzione non solo a condurre la propria palla, ma anche alle traiettorie di conduzione dei compagni, per evitare di scontrarsi. Soprattutto la prima volta che viene proposto a giocatori di I° o II° elementare è importante verbalizzare questi aspetti: “come posso fare per evitare di scontrarmi con un compagno?”…..”posso mettere il piede sulla palla e fermarla”….”posso condurre la palla lontano dal cono, quando vedo traffico”……”posso avvisare il compagno che ci stiamo scontrando”….ecc.

    VARIANTI DI BASE

    Le più semplici sono riferite al tipo di conduzione della palla

    • Variazione del N° di tocchi: riducendo i tocchi la guida diventa più veloce ed è più facile scontrarsi.
    • Variazione del piede di guida: è meglio utilizzare il concetto di “piede forte/piede debole” a quello di “destro/sinistro”.
    • Alternare piede di conduzione: 2 tocchi di destro alternati a 2 di sinistro.
    • Alternare modo di conduzione: “4 tocchi di suola destra alternati a 4 di suola sinistra”
    • Alternare piede e modo di conduzione: “2 tocchi liberi di destro alternati a 2 di suola sinistra” e viceversa.

     

    VARIANTI PIU’ IMPEGNATIVE

    Modifiche più impegnative riguardano l’utilizzo della finta come momento iniziale di guida della palla. Si mantengono i compiti e le relative varianti citate in precedenza (N° tocchi, piede, parte del piede di utilizzo), ma appena ricevuta la palla, il giocatore dovrà affrontare il compagno che glie l’ha passata con una finta decisa dall’allenatore (esempio “forbice con il piede destro e uscita con il sinistro”). Le varianti non saranno solo relative alla tipologia di finta, ma molto dipenderà dal “momenti didattico di questo fondamentale”. Ad esempio, se una finta che viene affrontata la prima volta, ci si dovrà focalizzare esclusivamente sulla precisione del gesto senza richiedere particolare velocità esecutiva. Nell’effettuazione di un gesto gia appreso, è possibile richiedere un minimo di “pressione temporale” da parte del giocatore che ha appena trasmesso la palla per ottenere una maggiore velocità esecutiva nella finta.

    CONCLUSIONI

    Questo mezzo per la guida della palla, rappresenta un’esercitazione in parte analitica (relativa al piede di utilizzo, modalità e numero di tocchi) e in parte globale (”guida nel traffico”); per questo motivo si presenta in maniera versatile (in base alle varianti utilizzate) per l’apprendimento della conduzione della palla (nella scuola calcio), per la stabilizzazione dei gesti nella didattica delle finte e per il riscaldamento per giocatori più evoluti. Sotto indichiamo altri post in cui sono stati approfonditi mezzi con fini allenanti analoghi:

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola calcio Audax Poviglio ([email protected])

  4. Stop orientato: esercitazione a carattere globale

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    In uno dei post precedenti abbiamo descritto un’esercitazione a carattere analitica per la fase iniziale dell’apprendimento dello stop orientato. Oggi proseguiamo con un secondo mezzo (in parte analitico e in parte globale) da inserire successivamente quando i giocatori hanno strutturato in maniera sufficiente lo schema motorio di questo gesto con entrambi piedi. Ricordiamo che lo stop orientato prevede una fase didattica analitica, una globale/analitica per contestualizzare in situazioni tecniche quanto appreso e infine una parte situazionale (contestualizzazione tattica) al fine di automatizzare questo fondamentale nelle situazioni di gioco (partita).

    STRUTTURA DI BASE (ANALITICA)

    Ci si suddivide in gruppi di 3 giocatori; queste vanno affiancati come sopra, dove sono rappresentate 2 strutture di base formate da 1 giocatore rosso, uno blu e uno giallo (ovviamente si può arrivare ad unire fino a 6-7 strutture). Il giocatore blu passa la palla al giocatore rosso con il piede destro cercando di mirare il cinesino arancione; il giocatore rosso (vedi figura sotto) stoppa la palla orientato (ad aprire) con il piede destro, la conduce oltre il cono alla propria destra e la passa al giocatore giallo: dopo aver passato la palla, ogni giocatore deve andare dietro alla postazione a cui l’ha passata.

    La stessa cosa poi fa fatta con il piede sinistro (passaggio con il sinistro, stop orientato con il sinistro e vado verso il cono di sinistra).

    VARIANTI IN FORMA GLOBALE

    Prevede le stesse regole (dopo aver trasmesso la palla vado dietro alla postazione a cui l’ho passata), ma si posiziona un cono sopra al cinesino di riferimento (figura sotto); se la palla passata dal giocatore blu (che deve cercare di colpire il cono) va a sinistra del cono, allora il giocatore rosso stopperà la palla orientata con il sinistro, la porterà a sinistra del cono e la passerà con il sinistro al giocatore giallo. Discorso opposto se la palla andrà a destra del cono. Se la palla invece abbatterà il cono, il giocatore blu avrà un punto e il rosso potrà condurre la palla dalla parte che preferisce. Questa variante può essere fatta a forma di gara: vince la squadra che colpisce più coni nel tempo prestabilito. Il giocatore che passa la palla cercando di colpire il cono deve giocare a 2 tocchi (con 1 piede stoppa la palla e con l’altro la passa).

    Ulteriori varianti sono relative all’allungamento della distanza di passaggio per abbattere il cono.

    Ultima variante, ma più impegnativa, è quella di “tirare” la palla al cono dopo un triangolo (3 passaggi) con il giocatore che ha doppiato il cono (le altre regole sono le stesse) giocando obbligatoriamente a 1 o 2 tocchi (nel caso in cui si giochi a 2 tocchi, si stoppa con un piede e si passa con l’altro).

    CONCLUSIONI

    L’esercitazione presentata in questo post è utile nei settori giovanili nella seconda fase della didattica dello stop orientato. Non presentando ancora elementi di natura situazionale (e quindi non richiede abilità tecnico-tattiche particolari) è possibile proporla anche nella categoria pulcini, a patto che abbiano consolidato lo schema corporeo del fondamentale con entrambe i piedi almeno in regime analitico. È anche un’ottima esercitazione per il riscaldamento nelle categorie dilettantistiche.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese ([email protected])

  5. Tecnica: cambi di direzione con la palla (didattica globale)

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    Dopo aver analizzato la didattica di base dei cambi di direzione con la palla, oggi cercheremo di approfondire la stabilizzazione di questa qualità in regime di rapidità tramite 4 varianti fondamentali.

    VARIANTE CON COMPAGNO FRONTALE

    Com’è possibile vedere dalla figura, il cambio di direzione non è più una linea di riferimento, ma un compagno che effettua lo stesso compito. Il compito tecnico di entrambi i giocatori è quello di effettuare il cambio di direzione (nelle modalità indicate dall’allenatore) il più vicino possibile senza scontrarsi. Questo stimola la tecnica in regime di adattamento e di rapidità. Le ulteriori varianti sono riferite alla tipologia del cambio di direzione, al numero di tocchi prima del cambio, ecc.

     

    VARIANTE CON COMPAGNO IN REGIME DI AGGRESSIVITA’

    In questo caso il compito motorio (giocatore Rosso nella figura sotto) è quello di effettuare il cambio di direzione (nelle modalità indicate dall’allenatore), passare immediatamente la palla al compagno (giocatore Blu) ed andare in pressione su esso. Chi riceve la palla (giocatore Blu) dovrà scartare il giocatore che glie l’ha passata (giocatore Rosso) per andare immediatamente ad effettuare il cambio di direzione e poi passarla al Giallo…..e così di continuo. In questo caso viene incrementata la difficoltà che precede il cambio di senso; cioè dopo aver “saltato” il compagno devo essere in grado di invertire il senso di direzione all’altezza della riga di riferimento in base allo spazio rimasto (vedi giocatore Blu). In questo caso le varianti sono molteplici:

    • Modalità dei cambi di direzione richiesti: vedi varianti analitiche.
    • L’aggressività del giocatore dal quale si riceve la palla: in base alla velocità alla quale corre incontro e alla possibilità o meno di “allungare il piede” quando si è scartati.
    • La distanza di riferimento del cambio di direzione: minore è la distanza e “precoce” (dal punto di vista temporale) sarà la pressione del compagno e la richiesta di cambiare direzione rapidamente.
    • Usare come riferimento per il cambio di senso un compagno che effettua lo stesso compito: al posto della linea di riferimento c’è un compagno che effettua la stessa esercitazione come nella VARIANTE CON COMPAGNO FRONTALE.

    VARIANTE CON FINTE

    Lo struttura è la stessa della VARIANTE CON COMPAGNO IN REGIME DI AGGRESSIVITA’; a differenza di sopra, il giocatore che dovrà saltare l’avversario grazie ad una finta. Sia la modalità del cambio di senso che la tipologia di finta dovranno essere indicate dall’allenatore. Si consiglia di utilizzare questo tipo di variante solamente quando si lavora in maniera parallela sulla didattica per le finte. Le varianti sono analoghe a quelle presentate sopra: distanze di riferimento, aggressività del compagno, ecc.

     

    VARIANTE IN REGIME DI RAPIDITA’

    Si ritorna alla struttura iniziale utilizzata per i cambi di direzione (figura sopra); al primo segnale dell’allenatore, i giocatori dovranno condurre velocemente e frontalmente la palla. Al secondo segnale (ad esempio un fischio) i giocatori dovranno effettuare il cambio di direzione (sempre nelle modalità indicate dall’allenatore) il più velocemente possibile e trasmettere immediatamente la palla al compagno all’inizio della fila. Questa variante introduce il concetto di “imprevedibilità” data dal fatto di non saper a priori, quando l’allenatore da il secondo segnale (cioè quello che caratterizza il cambio di senso) stimolando quindi la rapidità tecnica del cambio di direzione. Altre varianti che rendono l’esercitazione più impegnativa sono:

    • L’allenatore indica un giocatore (o una fila); sarà il giocatore della fila nominata a decidere quando effettuare il cambio di senso. Gli altri giocatori dovranno mantenere il contatto visivo con lui per sapere quando cambiare direzione.
    • Utilizzare il compagno che ritorna in fila in regime di aggressività come ulteriore variante da gestire (analogamente a quanto utilizzato nella VARIANTE CON COMPAGNO IN REGIME DI AGGRESSIVITA’).
    • Effettuare l’esercitazione i regime di competizione: vince la fila che per prima riesce a fermare (dopo cambio di senso e successivo passaggio) il pallone in un cerchio posto di fronte alla propria fila. In questo caso, chi effettua il cambio di direzione, dovrà anche essere in grado di trasmettere con precisione la palla al primo compagno della propria fila.

     

    CONCLUSIONE

    Abbiamo dimostrato che è possibile incrementare le difficoltà nelle esercitazioni per la didattica dei cambi di direzione modificando distanze, riferimenti, aggressività, combinazione con altri gesti tecnici (finte) o il grado di imprevedibilità. Queste varianti (di natura globale) nei settori giovanili permettono di stabilizzare quest’abilità tecnica dopo il lavoro di tipo analitico. Come per altri gesti tecnici (gioco ad 1 tocco, stop orientato, trasmissione della palla, guida della palla, ecc.) le ritengo esercitazioni utili e motivanti come forme di riscaldamento nei settori dilettantistici.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese ([email protected])

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