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  1. La rapidità del Venerdì (ottava parte)

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    La rapidità che proponiamo è veramente specifica?

    È una domanda che credo diversi si siano fatti alla luce degli studi sulle neuroscienze applicate allo sport di quest’ultimi 15-20 anni.

    L’esempio che mi piace fare (preso da una pubblicazione di Claudio Albertini) è che se fletto un dito per grattarmi o per sollevare un peso, uso neuroni diversi. Alla luce di questi fatti, non è detto che replicare movimenti rapidi del calcio a secco (cioè tra coni, paletti, ecc. su percorsi prestabiliti) sia efficace come replicarli in un contesto con palla, compagni ed avversari.

    Infatti, quello che emerge è che il cervello apprende per “obiettivi” e non per “movimenti”; di conseguenza, sarebbe logico immaginare come anche gli stimoli per la rapidità sarebbero più efficaci in “situazione”.

    Allora fino ad “oggi” abbiamo sbagliato tutto?

    Non credo, ma allo stesso punto sono convinto che il concetto di specificità vada rivisto; in altre parole, non è più “specifico” quello che “mima” (con coni, paletti, cinesini ,ecc.) una situazione intensa con semplici cambi di direzione, ma lo è invece una proposta di situazioni intense in contesto (ad esempio con almeno un avversario).

    Quello che “mima”, può quindi considerarsi uno stimolo “generale”, che nell’allenamento motorio credo debba comunque avere il suo peso.

    Come ho analizzato nell’articolo dedicato alla specificità e multilateralità nel calcio, i mezzi generali (come la rapidità a secco) sono utili per incrementare il potenziale motorio del calciatore e/o per colmare lacune.

    Quello che non è scontato, è che:

    • L’efficacia di questi mezzi allenanti abbia un transfert immediato in partita
    • Il “come” sono sempre stati fatti, sia la soluzione migliore

    In riferimento al secondo punto di sopra, gli allenamenti a secco della rapidità possono avere un effetto allenante se raggiungono livelli di intensità neuromuscolare superiore alla partita, oppure se vanno a colmare una lacuna motoria.

    Vedrete che dopo aver visto le esercitazioni di questo articolo sarà tutto più chiaro.

    In questo post vedremo 3 strutture allenanti; una a carattere “generale”, una “specifica”, ed una a carattere “generale” che trasformeremo in “specifica”.

    Quale delle 3 sia meglio, lo vedremo nelle conclusioni dell’articolo

    Struttura 1: esercitazione sulla “doppia curva”

    Nell’immagine sotto potete vedere caratteristiche e metratura dell’esercitazione a secco; sembra banale, ma non lo è. Infatti, nell’articolo che abbiamo visto sull’allenamento in curva (con queste caratteristiche) è la gamba interna ad essere maggiormente sollecitata, mentre nelle normali esercitazioni con angoli più accentuati (cambi di direzione) è quella esterna.

    Doppia curva rapidità calcio

    Considerando che in partita la gran parte delle traiettorie è curvilinea (smarcamenti, adeguamento alla traiettoria della palla, ecc.) appare evidente l’estrema utilità di un’esercitazione del genere.

    Vi invito a guardare questo video di linkedin per intuire quale possa essere l’effetto allenante sulle componenti motorie, andando a compensare gli stimoli allenanti che utilizzano invece angoli più chiusi.

    Questa non è un’esercitazione specifica, ma provate a farla fare ai vostri giocatori (anzi, provata a farla anche voi) e vi renderete conto come una metratura del genere (è indicata nell’immagine) sia estremamente stimolante dal punto di vista neuromuscolare, a tal punto da essere difficilmente replicabile in situazione (con la palla).

    A mio parere rappresenta il classico esempio di come anche uno stimolo a carattere generale (a secco) possa essere efficace nel migliorare il potenziale motorio del calciatore.

    Una raccomandazione fatta esclusivamente a scopo pratico. Personalmente eviterei di proporre questa struttura quando i campi sono troppo secchi (si rischierebbe di sollecitare eccessivamente le caviglie) o troppo molli (in questo caso il rischio sarebbe di scivolare). Eviterei anche di farlo sui sintetici, perché le sollecitazioni (ad alta velocità) alle quali sarebbero sottoposte le articolazioni (caviglia e ginocchio soprattutto) sarebbero eccessive; questo perché un manto sintetico “non cede” alla pressione del piede.

    L’ideale è effettuarla in campi in erba in normali condizioni.

    Struttura 2: esercitazione specifica stile “acchiapparella”

    Acchiapparella” è uno dei giochi preferiti dai piccoli amici e primi calci; per adattarlo ad una prima squadra la propongo solitamente come nell’immagine sotto.

    Prima di spiegarla, volevo raccontare un aneddoto che dimostra come queste esercitazioni non siano solamente più specifiche, ma anche più stimolanti. Nel richiamo invernale (nella settimana tra Natale e Capodanno) ho effettuato una parte della seduta sulla rapidità coordinativa; inizialmente ho proposto delle wicket runs (corse tra ostacoli bassi posti a 1.5-2m circa) per ridurre l’ overstriding tipico dei calciatori. Mentre durante la stagione questa struttura viene svolta ad alta intensità (perché così va eseguita), in questa seduta è stata fatta in maniera più letargica del solito; probabilmente il periodo e la distanza dalle partite ufficiali (avremmo ripreso il campionato il 15 Gennaio) non ha contribuito a motivare questa parte dell’allenamento.

    Di seguito, ho effettuato questa struttura allenante; tutto d’un tratto i giocatori hanno cominciato a mettere molta più intensità. Questo significa che questa tipologia di lavori non è solamente più specifica, ma anche più motivante…e la motivazione nelle esercitazioni di rapidità è fondamentale!

    Rapidità specifica calcio

    L’esecuzione è molto semplice; il giocatore rosso deve partire da dentro il cerchio (senza palla) ed arrivare dentro una delle 2 porte di coni (rossa o gialla) senza farsi prendere dal giocatore blu; quest’ultimo dovrà partire con i piedi tra i 2 cinesini gialli e deve essere sempre rivolto con il corpo verso le porte di coni; in altre parole, non si può girare con il corpo verso il cerchio da dove parte il rosso. Può ovviamente girarsi solamente con la testa per vedere il rosso.

    Allenamento Rapidità specifica calcio

    Le dimensioni proposte nell’immagine sono quelle minime; consiglio di partire da questa metratura, per poi aumentarla nel caso in cui il compito fosse più difficile per il giocatore rosso, oppure se si vuole avere una maggiore intensità.

    Ma dove sta la specificità di questa esercitazione?

    La situazione del giocatore blu simula l’aggiustamento del difensore che non deve perdere (o deve recuperare) la marcatura, mentre quella del rosso l’attaccante che deve eludere la marcatura per ricevere la palla. I riferimenti di queste esercitazioni sono estremamente dinamici e situazionali perché i giocatori devono adattare continuamente la loro attività alla “situazione”, cosa che non avviene nell’esercitazione proposta nel capitolo precedente (in cui i riferimenti sono fissi). Anche se non è presente la palla, è comunque un’esercitazione specifica di rapidità; oltretutto è anche particolarmente motivante.

    Ma quali sono i limiti di strutture di questo tipo?

    L’unico “limite” è che non è possibile sapere ed organizzare a priori il carico di lavoro; infatti, è possibile che il rosso effettui 2-3 finte (cambi di direzione nel breve) e poi venga preso dal blu…oppure che scelga di andare direttamente alla massima velocità verso una delle 2 porte di coni. Potete capire benissimo come non è possibile stabilire il carico di lavoro a priori, cosa che invece è possibile fare nelle esercitazioni a carattere generali come quella del capitolo precedente.

    Da qui si può iniziare ad intuire quelli che sono pregi e difetti dei vari approcci; prima di trarre le conclusioni, passiamo a vedere l’ultima struttura.

    Struttura 3: dal “generale” allo ”specifico”

    Vedremo ora come trasformare una semplice struttura generale in una specifica. Partiamo dalla struttura di base, cioè uno scatto lineare (a coppie) di 10-15m svolto ad intensità massimale, con il “via” da parte dell’allenatore; è evidente come sia una struttura “generale”, ma iniziamo a modificarlo come nell’immagine sotto.

    Rapidità calcio venerdì

    Quelli in grigio sono elementi dello staff o giocatori infortunati che non possono prendere parte all’esercitazione. Si parte con la palla dal basso; il membro dello staff passa la palla al grigio centrale; se questo restituisce la palla, i primi 2 giocatori dovranno correre alla massima intensità verso i coni gialli, mentre se la palla verrà passata al grigio in alto, dovranno eseguire la stessa cosa verso i coni rossi. Il grigio in mezzo può giocare a 1 o 2 tocchi, ma deve comunque essere rapido nell’esecuzione.

    Com’è possibile immaginare, questa variante inserisce la palla ed un limite di incertezza fino a quando questa viene indirizzata dal membro dello staff posto in mezzo.

    Volendo effettuare una versione più impegnativa dal punto di vista coordinativo, è possibile utilizzare le varianti di questa struttura; in altre parole, si inseriscono gli ostacolini (con relative varianti), ma la direzionalità di corsa sarà sempre determinata dalla palla e non dal colore detto dall’allenatore.

    Ma torniamo alla nostra struttura di base e cerchiamo di capire come renderla ancor più specifica: è possibile infatti, indicare come l’obiettivo non sia quello di arrivare ai coni, ma di arrivare per primo sulla palla; il giocatore che tocca per primo la palla vince.

    Rapidità calcio rifinitura

    Oppure, aggiungere 2 porte piccole ai lati (distanti almeno 20-25m dal centro della struttura) con l’obiettivo di fare gol in una porta piccola; se chi tira segna, il punto andrà a lui; se chi tira, sbaglia, allora il punto andrà all’altro giocatore.

    Rapidità calcio prepartita

    È evidente che quest’ultima variante sia estremamente più specifica di quella inziale che prevedeva uno scatto rettilineo al “via” del mister.

    D’altro canto, porta sicuramente via più tempo a causa del recupero dei palloni, ecc; non solo, in presenza di 20 giocatori sarebbe necessario fare 2 strutture separate, ma diventerebbero anche essenziali 6 elementi (3 per struttura) che si passano la palla. A questo punto potete intuire come ogni struttura/variante ha le sue peculiarità, che si porta dietro pregi e difetti.

    Le scelte che si fanno in allenamento (soprattutto a livello dilettantistico) devono tenere in considerazione di tutti questi fattori, come il tempo, il materiale ed il personale a disposizione.

    Ciò non deve essere una scusa per “fare come si è sempre fatto”, ma per stimolare la creatività e l’adattamento di chi propone l’allenamento al fine di ottimizzare tutte le risorse a disposizione; chi riesce a gestire meglio questi aspetti, avrà sicuramente un vantaggio rispetto alle altre squadre!

    Ulteriori riflessioni…e conclusioni

    In questo articolo abbiamo visto come la rapidità possa essere stimolata sia in modo generale (a secco; per colmare le lacune o incrementare il potenziale motorio) o in maniera specifica (replicando le “situazioni” di partita)…oltre ad esserci tutta una zona intermedia tra questi estremi.

    È importante sapere questi concetti, soprattutto in virtù del fatto che gli stimoli specifici hanno un transfert molto maggiore, quindi più benefici a breve termine.

    Gli stimoli generali invece (se correttamente programmati, anche nel percorso di crescita del calciatore…non è facile) possono contribuire al miglioramento delle condizioni atletiche nel medio-lungo termine.

    Ma come organizzare le partite a tema al fine di lavorare al meglio sulla rapidità specifica?

    Riporto sotto alcune considerazioni date dalla mia esperienza, che ovviamente non vogliono essere esaustive.

    • L’1c1 in velocità è il mezzo che preferisco per stimolare le componenti offensive e difensive dell’1c1.
    • Le dimensioni del campo non influiscono solamente sul carico totale, ma anche sul tipo di qualità neuromuscolari prevalentemente stimolate. Spazi brevi favoriscono un elevato numero di accelerazioni/decelerazioni (rapidità nel breve), mentre misure maggiori i tratti di alta velocità. Potete approfondire l’argomento leggendo questo articolo dedicato all’allenamento condizionale con palla.
    • Attenzione, spazi maggiori favoriscono anche accelerazioni/decelerazioni più intense (anche se il numero totale è inferiore), perchè si raggiungono velocità superiori. Se si vuole evitare che la fatica diventi eccessiva (ricordo che la fatica riduce poi la potenza espressa) e mantenere elevato il ritmo, è possibile eseguire un’alternanza tra lavoro/pausa di 40/20” (40” di lavoro e 20” di pausa) come visto dallo studio di Colli et al 2019. Queste considerazioni possono valere quando le dimensioni del campo sono superiori a 140/160 m² per giocatore…con grande differenza in base alla categoria dei giocatori.
    • I possessi palla (senza sponde e senza jolly) sono i mezzi allenanti che preferisco (nei dilettanti) per stimolare la rapidità nel contesto delle transizioni (positive e negative) e sulle “seconde palle”.
    • Le partite con porte piccole (almeno 2 per squadra) con gol valido se si tira da dentro un’area (ad esempio di 6-8m) sono le strutture ideali per allenare la rapidità nei contesti della finalizzazione. Un esempio (per la scuola calcio) è il Funino, che ovviamente deve essere adattato per una prima squadra con più giocatori. Allargando il campo (ed eventualmente incrementando il numero di porte) l’esercitazione diventa più semplice.

    Concludo con un paio di osservazioni che vengono non solo dalla mia esperienza, ma da quella di tanti preparatori.

    I lavori atletici che sfruttano le partite a tema portano degli stimoli ampiamente eterogenei; questo perchè alcuni giocatori “corrono” di più ed altri di meno. Di conseguenza, malgrado sia altamente specifico, lo stimolo non è uniforme tra tutti i componenti della squadra.

    L’intensità (in queste strutture allenanti) cala con il passare del tempo…per questo motivo, nel terzo punto sopra, sono più utili intervalli brevi quando gli spazi sono ampi.

    Bene, spero che questo articolo vi sia piaciuto, ma che soprattutto vi abbia dato spunti per ottimizzare i vostri allenamenti considerando il giusto rapporto tra stimoli generali e specifici. Se volete rimanere connessi a tutti i nostri contenuti potete iscrivervi gratuitamente al nostro canale telegram preparazione_atletica_dilettanti. In questo modo sarete informati su tutte le nostre nuove pubblicazioni; in più vi aggiorneremo quando riscriveremo articoli già pubblicati (perché il calcio è in continua evoluzione) e potrete leggere post esclusivi per i soli iscritti al canale. In più, potrete scaricare la nostra guida base sulla preparazione atletica nei dilettanti.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico ASD Monticelli Terme, istruttore Scuola Calcio MT1960 ed Istruttore di Atletica leggera GS Toccalmatto. Email: melsh76@libero.it

  2. La rapidità del Venerdì (settima parte)

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    Riprendiamo una delle nostre “rubriche” più lette, cioè gli spunti per le esercitazioni di rapidità per l’allenamento di rifinitura (effettuato al Venerdì per i dilettanti).

    Più precisamente, andremo ad approfondire 3 strutture allenanti; la prima la dedicheremo agli sprint curvilinei, i cui studi recenti hanno evidenziato interessanti risvolti applicativi per quanto riguarda l’attivazione della muscolatura mediale e laterale, con i relativi benefici allenanti.

    Il secondo mezzo allenante sarà invece finalizzato alla rapidità vera e propria, relativa alla capacità delle catene muscolari di effettuare velocemente i movimenti di flesso/estensione. L’ultimo invece, avrà maggiore carattere ludico, per questo maggiormente adatto ai settori giovanili, ed a tutte quelle situazioni in cui si ricerca la motivazione tramite il divertimento.

    Variante per gli sprint curvilinei

    Considerando che l’85% delle azioni alla massima velocità hanno una componente curvilinea (traiettorie di smarcamento, adeguamento alla traiettoria della palla, ecc.), è evidente come anche l’allenamento a secco possa affrontare queste componenti (Filter et al 2021).

    Malgrado questo, veramente pochi studi sono stati effettuati attualmente sull’argomento, e per lo più da un unico gruppo di ricerca (Filter et al 2021, Filter et al 2020, Freitas et al 2021, Kobal et al 2021); non solo, sono state ricercate solamente correlazioni tra sprint rettilinei di 17m, sprint curvilinei di 17m (lunetta del calcio di rigore) o cambi di direzione di 90° (8.5m+8.5m). In altre parole, non è stato indagato come l’allenamento possa influire su queste abilità di sprintare.

    I risultati ottenuti inoltre, non sono sempre stati gli stessi, perché effettuati con campioni di giocatori ridotti e differenti. Malgrado questo, sono emerse indicazioni abbastanza interessanti che riporto nell’immagine sotto; faccio notare, che malgrado negli studi citati sia stata utilizzata la parola “sprint”, a mio parere è più corretto parlare di “accelerazioni”, in quanto in 17m non si riesce a raggiungere la velocità massima; per questo il calciatore su tale distanza è sempre in continua “accelerazione”, ad esclusione dei cambi di direzione, in cui sono presenti anche decelerazioni.

    calcio sprint curvilinei

    L’immagine sopra credo raffiguri al meglio i razionali per i quali sia utile inserire anche le accelerazioni curvilinee a secco; soprattutto gli ultimi 2 punti evidenziano come le 2 gambe non lavorino allo stesso modo durante questa tipologia di traiettorie. Infatti, da dati elettromiografici (Filter et al 2020) è stato visto che nella gamba esterna lavorano maggiormente il gluteo medio ed il bicipite, mentre in quella interna il semitendinoso e l’adduttore. Inoltre, la gamba interna è più sollecitata dal punto di vista neuromuscolare, quindi è come se effettuasse un lavoro di “potenziamento” maggiore rispetto a quella esterna. Questa condizione è diversa rispetto ai cambi di direzione angolari (per lo meno di 90°), nei quali la gamba maggiormente sollecitata è quella esterna.

    Prima di inserire questi mezzi allenanti, credo sia comunque necessario porsi alcune domande:

    1. Quali distanze preferire?
    2. Quali “diametri” preferire?

    Nelle ricerche citate sopra viene utilizzata la lunetta dell’area di rigore, che ha le dimensioni riferite nell’immagine sotto. Con queste metrature, si lavora prevalentemente sull’accelerazione curvilinea in condizioni in cui la velocità incrementa progressivamente; essendo l’unico protocollo i cui effetti sono più conosciuti (vedi immagine precedente), credo sia da considerare la base di partenza per l’esecuzione di questo tipo di esercitazioni.

    traiettorie curvilinee calcio
    Clicca sull’immagine per ingrandire

    Con distanze maggiori, fino a 28-30m (cambiando la lunghezza dello sviluppo, ma mantenendo il diametro di curvatura; vedi cinesini blu sopra) è possibile ipotizzare che si possano raggiungere velocità maggiori, mentre riducendo il diametro le velocità saranno inferiori; in quest’ultimo caso, non sarà comunque possibile comprendere se l’effetto fisiologico (di maggior sollecitazione della gamba interna) sarà lo stesso del protocollo originale.

    Come, quando, dove e perchè

    Con la lunghezza e curvatura originale (lunetta area, 17m), a mio parere sono ottime esercitazioni da fare il Venerdì, mentre con distanze superiori (28m) sono da preferire nel secondo allenamento settimanale (se gli allenamenti sono 3) come effetti di “potenziamento in regime di velocità” della gamba interna. In questi casi, potrebbe essere interessante la rilevazione dei tempi dei 2 tipi di versi (destro e sinistra), per comprendere la presenza di eventuali simmetrie. Nel caso in cui non sia possibile rilevare i tempi, è possibile chiedere ai giocatori se “percepiscono” di essere maggiormente veloci da un lato; questo potrebbe essere da spunto per un eventuale lavoro di compensazione.

    Ma su quali terreni è consigliabile effettuare questo tipo di lavori?

    A mio parere è da escludere di effettuarli sul fango, in quanto il rischio di caduta sarebbe eccessivo. Altra considerazione la meritano i campi sintetici; sopra queste superfici, il terreno è meno “cedevole”, quindi le forze di torsione a cui sono sottoposte le caviglie sono superiori. Questo implica probabilmente un maggiore effetto allenante (rispetto all’erba), ma anche un maggiore rischio di infortuni. Di questo aspetto è importante tenerne in considerazione per i giocatori “a rischio” e per quanto riguarda i volumi di lavoro.

    Variante per la “rapidità di gambe”

    La “rapidità” del calciatore è legata alla coordinazione e alla velocità con la quale gestisce i movimenti di flesso/estensione a livello di anche, ginocchio e caviglia; è quindi importante creare delle strutture esercitative in cui vengono stimolati in maniera estremamente rapida questi movimenti di flesso-estensione. In altre parole, sono da ricercare questi gesti in condizioni di massima velocità di spostamento e di difficoltà coordinativa.

    In un precedente post abbiamo visto come ricercarli in un contesto in cui era predominante la difficoltà coordinativa; in questo invece approfondiremo un contesto in cui la velocità di spostamento è predominante tramite un paio di strutture esercitative.

    La prima (vedi immagine sotto) è quella di sistemare una serie di cinesini (fino a 15-20) a distanze che incrementano progressivamente; osservando l’immagine sotto, è possibile vedere come correndo da sinistra verso destra (con un passo ad ogni spazio) le distanze aumentano. Di conseguenza si correrà in accelerazione; ma attenzione, aumentando le distanze del passo, il giocatore dovrà sempre avere un’attitudine di spinta attiva in particolar modo con la catena posteriore (soprattutto i glutei), altrimenti arretrerà progressivamente con il tronco perdendo efficienza ed effetto allenante.

    rapidità calcio frequenza passi

    Ma è correndo in senso opposto (da destra verso sinistra) a determinare la maggiore difficoltà esecutiva; infatti, il calciatore dovrà essere in grado di mantenere la velocità di spostamento (o ridurla il meno possibile), ma aumentando drasticamente la frequenza dei passi, stimolando tutti i meccanismi di flesso-estensione di anche/ginocchia/caviglia di cui abbiamo parlato sopra.

    Una possibile variante (prendendo spunto dal libro di Toffolutti e Di Luca) è quella indicata sotto (circa 12-15 cinesini); in questo caso, lo spazio tra i cinesini rimane costante (ad esempio 2 metri), e l’obiettivo è quello di fare 2 passi ogni spazio, ma raggiungendo la massima velocità possibile. Nelle ripetizioni successive, è possibile chiedere di fare 3 passi ad ogni spazio.

    Gli errori iniziali più marcati, saranno dovuti al fatto di concentrare il movimento sui piedi, mentre invece dovrebbe essere focalizzato sul “giro di gambe” offerto da anche e ginocchia. Con il passare delle ripetizioni e degli allenamenti, il giocatore riuscirà a concentrarsi maggiormente sulle componenti biomeccaniche più efficaci.

    rapidità calcio esercitazione

    Le varianti sono relative all’aumento della velocità o della difficoltà.

    Nel caso in cui si voglia incrementare la velocità (perché le segnature solitamente sono caratterizzate da tratti ad alta velocità da parte di chi segna o effettua l’assist) è sufficiente portare a 3 metri la distanza trai cinesini.

    Per rendere più difficile (e non di poco) l’esercitazione invece, è possibile richiedere di effettuare alternativamente 2 e 3 passi tra ogni settore; in altre parole, in un settore si faranno 2 passi, in quello successivo 3 passi e poi si riprenderà con 2 passi, ecc. In questo modo, il giocatore stimolerà in particolar modo la coordinazione, cioè la capacità di adattare la frequenza dei movimenti in spazi brevi.

    Variante ludica

    Questo tipo di varianti, come ne abbiamo visto in altri post (1c1 in velocità, tiri in porta ad oltranza, ecc.), unisce l’aspetto neuromuscolare a quello cognitivo. Il vantaggio è che sicuramente è più allenante per uno sport di situazione, ma allo stesso tempo è più difficile quantificare il carico di lavoro (vedremo successivamente il motivo).

    La struttura esercitativa è molto semplice, e la potete vedere nell’immagine sotto. Il giocatore rosso decide dove andare (se a destra o a sinistra) e quello giallo si deve adeguare.

    giochi di rapidità calcio

    Quello che tocca prima il cono corrispondente ha vinto la “sfida”. Ovviamente il giocatore giallo ha i coni “ravvicinati” di circa 2 metri, in maniera tale da non dover “pagare” il tempo di latenza dovuto al fatto che non è lui a decidere la direzione di corsa.

    La maggiore specificità di questo mezzo rispetto a quelli tradizionali (cioè con percorsi stabiliti), è dovuta al fatto che il giocatore rosso non necessariamente deve scegliere immediatamente una direzione di corsa, ma può effettuare anche delle finte per ingannare l’avversario, pur rimanendo sempre nel settore delimitato dai cinesini (vedi immagine sotto). Quando uscirà dal settore dei cinesini, non potrà più cambiare la direzione di corsa.

    giochi di velocità calcio

    È evidente che questo mezzo allenante è anche più divertente e stimolante rispetto ad altri, ma è da ricordare che la specificità è esclusivamente nei confronti delle finte di corpo e delle accelerazioni. Inoltre, non è facile stabilire il carico, in quanto dipenderà anche dall’eventuale numero di finte effettuate dal giocatore rosso.

    È comunque un’ottima esercitazione per i settori giovanili e (per le prime squadre) tutte le volte che si vuole lavorare sulla motivazione sul divertimento.

    Nelle conclusioni potete vedere anche il confronto tra le 3 strutture allenanti presentate in questo articolo e il link per accedere al canale Telegram e scaricare gratuitamente tanti altri mezzi allenanti dedicati alla preparazione atletica nei dilettanti.

    Conclusioni

    Nella tabella sotto sono evidenziate le caratteristiche principali delle 3 strutture allenanti presentate in questo post.

    Volontariamente non ho indicato il numero di ripetizioni da effettuare, perché dipende dal numero di allenamenti settimanali, dall’allenamento nel quale vengono inserite e dalla categoria di riferimento.

    rapidità calcio del venerdì

    Aggiungo solo un’ultima cosa, che può sembrare banale, ma non sempre è considerata; durante l’esecuzione delle esercitazioni di rapidità è estremamente importante l’incitamento da parte di chi somministra questi mezzi allenanti. Ciò è stato visto migliorare i tempi di percorrenza delle varie strutture allenanti (Polsgrove et al 2016) e di conseguenza è ipotizzabile pensare che abbia un maggiore effetto allenante.

    Se l’articolo ti è stato utile, clicca sul banner sotto per accedere al canale Telegram Preparazione Atletica Dilettanti; potrai scaricare gratuitamente il nostro “ricettario” sul condizionamento atletico nei settori dilettantistici. Nel “ricettario” troverai i link per accedere ad altre esercitazioni per la rapidità, in maniera tale da avere a disposizione un numero di strutture allenanti adeguate ad ogni necessità, e per di motivare i giocatori ogni Venerdì.

    Non solo, nel canale Telegram settimanalmente verranno pubblicati post con contenuti nuovi (ed a volte esclusivi).

    preparazione atletica dilettanti

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola Calcio A.S.D. Monticelli Terme 1960, preparatore atletico AC Sorbolo ed Istruttore di Atletica leggera GS Toccalmatto. Email: melsh76@libero.it

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