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  1. Scuola calcio: manteniamo alta l’intensità

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    Nei primi anni della scuola calcio, una delle difficoltà maggiori nel stabilire un’elevata densità di gioco nelle partite d’allenamento è dovuta all’immaturità tecnico/tattica dei giocatori che:

    • Lentamente reagiscono alle transizioni delle fasi di gioco quando la palla esce dal campo (rimesse dal fondo, rimesse laterali, ecc.).
    • Hanno una capacità limitata di “dominare” la palla con la conseguenza che spesso esce dal campo.

    Con il post di oggi cercheremo di dare consigli su possibili varianti da utilizzare, sia per le partite d’allenamento che per le esercitazioni situazionali per tenere elevata la densità di gioco. Il primo mezzo che analizzeremo è dedicato prevalentemente ai primi 2 anni della scuola calcio (Piccoli Amici), mentre il secondo per i primi anni della categoria Pulcini.

    Esercitazioni per alta intensità scuola calcio

    PARTITA CON PORTE CENTRALI

    Se per giocatori formati (per stimolare l’alta densità di gioco) si utilizzano i classici SSG (small side games) o i Giochi di Posizione, nei primi anni di scuola calcio è necessario utilizzare partitine con pochi giocatori e regole molto semplici. Infatti, in questi anni è fondamentale stimolare l’attitudine al gioco; ma cosa intendiamo per “Attitudine di gioco”?

    Intendiamo la capacità del giocatore di rimanere concentrato nell’attività di gioco, di gestire velocemente la transizione (attacco/difesa e viceversa), di guidare la palla nella giusta direzione e marcare/smarcarsi velocemente nelle rimesse.

    Chi allena i giocatori più giovani, immagino che conosca benissimo questo tipo di difficoltà a cui vanno normalmente incontro nei primi anni della scuola calcio.

    alta densità

    Nell’immagine sopra è presentata una minipartita a tema; la squadra rossa dovrà fare gol (rasoterra e da entrambi i lati) nella porta blu; viceversa dovrà fare la squadra blu. Quando si segna, se la palla non esce, si continua a giocare. Ogni volta che la palla esce dal campo si farà una rimessa laterale con le mani; non ci sono portieri e si possono usare le mani solo su rimessa. In questo mezzo, il numero ridotto dei giocatori (3c3, ma si può arrivare fino ad un 4c4) è adeguato all’età, ma soprattutto portando l’obiettivo (porta) al centro del campo rende più difficile che la palla esca. Vengono quindi rispettati 2 importanti paradigmi in questo tipo di didattica:

    • Pochi giocatori
    • Palla che esce raramente

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    Sarà normale, soprattutto nei primi minuti di partita, che il gioco diventi confusionario (tutti sulla palla), ma è una caratteristica tipica ed inevitabile dell’età; sarà quindi inutile che l’istruttore indichi ai giocatori di “disporsi meglio”, quanto invece sarà importante incitare i più “timidi” a non aver paura dei contrasti e a cercare di “rubare” palla agli avversari.

    Il sapersi “districare” tra gli avversari in poco spazio è una qualità estremamente istintiva, e come tale si affina principalmente quando la parte anatomica del Sistema Nervoso Centrale è in piena fase di maturazione (cioè fino agli 8 anni)

    Non solo, giocando in pochi spazi, i giocatori impareranno anche più velocemente le regole relatie ai falli di gioco. Ma quali dimensioni adottare: ovviamente non esiste una misura standard. Indicativamente, in prima elementare si possono usare minicampi di 35x25m.

     

    DAL “2c1” AL “3C3”

    alta densità 1

    Nella categoria Pulcini, il gioco diventa più “ordinato”, quindi è possibile iniziare a lavorare su aspetti analitici della tattica individuale (come l’1c1) e sugli elementi successivi come il 2c1. I mezzi a carattere globale (come quello che andremo a vedere) rimangono comunque l’ideale per mantenere elevata la densità di gioco e per verificare il grado di apprendimento; qualche anno fà analizzammo un mezzo interessante, che partiva dall’1c1 per finire al 2c2 senza soluzione di continuità. Quello di oggi, rappresenta lo step successivo, in cui si parte da un “2c1” per finire al “3c3” senza soluzione di continuità. Nell’immagine sopra, è possibile vedere la struttura di base, con 12-15 giocatori.

    • 2 file di giocatori rossi (una delle quali con la palla)
    • 2 file di giocatori blu (una delle quali con la palla)
    • 1 Jolly per squadra (che rimane sempre in campo)
    • 1 portiere per squadra

    alta densità 2

    Al via dell’allenatore, il giocatore blu in basso (con la palla) insieme al jolly blu affronterà il giocatore della fila rossa di fronte (situazione di 2c1). Viceversa accade nella parte sopra del campo. Quando uno dei 2 palloni uscirà, tutti i giocatori giocheranno con quello rimasto (situazione di 3c3, vedi immagine sotto).

    alta densità 3

    Quando uscirà anche il secondo pallone, i giocatori delle file torneranno nelle loro file e si ripartirà con gli stessi Jolly di prima. Essendo un’esercitazione globale, la verbalizzazione dei compiti è meno pignola. Ovviamente nella fase di 2c1 il portatore di palla dovrà scegliere se “guidare o passare” in base al comportamento dell’avversario, mentre chi è in inferiorità numerica dovrà temporeggiare fino a comprendere qual è il miglior momento per intervenire (vicinanza alla porta o cattivo controllo del portatore di palla).

    ALTRE VARIANTI: tutte le esercitazioni di 2c1 con partenza fissa dei giocatori possono essere implementate in questa struttura allenante; sotto è rappresentata una situazione con jolly a sostegno. In questo modo si lavora sul 2c1 globale/analitico, mantenendo elevata la densità di gioco. In queste situazioni è importante anche valutare le dimensioni del campo, infatti nell’immagine sotto (rispetto alla struttura di base sopra) è opportuno accorciare il campo.

    alta densità 4

     

    CONCLUSIONI

    Un trucco che di solito utilizzo nei primi anni di scuola Calcio, per dare una densità elevata, è quella di lasciar giocare anche se la palla esce lateralmente dal campo (ovviamente non più di 1-2 metri). In questo modo ci sono meno pause e i giocatori si divertono di più. Concludiamo riportando sotto mezzi affini a quello presentato oggi:

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola Calcio Audax Poviglio ([email protected])

  2. “Il Nuovo Calcio” e MisterManager.it: una nuova sinergia

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    Sono lieto di annunciare la grande opportunità che mi ha dato il nuovo direttore de “Il Nuovo Calcio” Ferretto Ferretti, per poter esprimere le mie idee e metterle a confronto e a disposizione dei numerosissimi seguaci del “Top magazine” dedicato ad allenatori, preparatori ed addetti ai lavori del mondo del calcio e del calcio a 5.

    il mio compito sarà quello di proporre una serie di quesiti, esercitazioni, analisi e video su squadre, avversari e giocatori sempre in linea con lo stile affermato della pagina facebook e del sito ufficiale della rivista. Mi auguro di poter essere all’altezza e poter imparare molto anche da questa esperienza.

    Il professor Ferretti, docente di metodologia ai corsi allenatori del Settore Tecnico FIGC di Coverciano, allenatore di base e preparatore atletico professionista, che ha lavorato per più di 20 anni in serie A, è la nuova guida della rivista; un direttore che porta una grande quantità di esperienza vissuta sul campo. Egli conosce le dinamiche e le esigenze di chi lavora o si diletta in questo mondo in continua evoluzione, ma soprattutto cosa respira, cosa osserva e cosa vuole apprendere l’uomo di calcio moderno.

    Il suo avvento ha portato a un notevole cambio organizzativo a livello di immagine e di protagonisti; queste le sue parole pronunciate al momento dell’investitura:

    ferrettiÈ un grande piacere e un onore assumere la direzione de’ Il Nuovo Calcio, rivista che ho visto nascere nei lontani anni ’90. E ho contribuito a far crescere nelle prime stagioni. Sono passati più di vent’anni, il calcio è cambiato radicalmente nelle metodologie d’allenamento, negli aspetti tecnico-tattici, per quanto concerne le componenti psicologiche e di comunicazione. Fortunatamente, sono rimasti immutati l’interesse e la passione dei molti addetti ai lavori, in particolar modo il desiderio di conoscere, apprendere e migliorare da parte di allenatori e preparatori di qualsiasi livello ed età. Anzi è cresciuto! Lo percepisco tutti i giorni in campo e in aula: da Coverciano a quelli periferici.

    Per questo motivo, il primo obiettivo che mi sono posto è quello di rendere il più interessante possibile il nostro mensile. Un mensile per tutti coloro che vivono il calcio in prima persona: giocatori, allenatori, preparatori, sia di giovani, sia di adulti. Per riuscire in questo scopo, penso sia importante che ognuna di queste figure trovi qualcosa dedicato, qualcosa che lo aiuti a migliorare realmente. Quindi, come accade spesso quando vi è un cambio in panchina, servono delle novità. La prima, l’avrete sicuramente notata, è la veste grafica, più attuale e fresca. A volte anche la “maglietta” fa la differenza. Poi ci sono i contenuti: se avete sfogliato le pagine con curiosità ancora prima di “studiarle”, sono gr premium calcioiffate da nuovi e soprattutto autorevoli uomini di calcio. Uomini di campo! Perché questa è la seconda delle finalità che mi sono posto: cercare di creare il giusto mix tra lavori pratici e quel pizzico di scientificità che deve sottendere l’universo dell’allenamento. In modo che, come ha detto l’amico Fulvio Fiorin nella sua opinione, Il Nuovo Calcio diventi un punto di riferimento per chi fa… calcio.

    Come accennato, tutti devono trovare qualcosa. Qualcosa di qualità! Quindi, in ogni numero vi saranno articoli incentrati sugli aspetti tecnico-tattici, per adulti e settore giovanile, di metodologia, tecnica e coordinazione per l’attività di base, di preparazione fisica, di allenamento per i portieri, di medicina, alimentazione e regolamento/carte federali, nonché di calcio a cinque e femminile.

    Non vogliamo dimenticare certo l’attualità, con l’analisi tattica dei top team dei principali campionati europei, firmata Giovanni Galli; l’intervista al giocatore (il primo è Alessandro Diamanti) e quello che a mio parere più rappresenta il nostro mondo: l’approfondimento con l’allenatore e il suo staff, redatto a più mani da addetti ai lavori. E in questo numero, i protagonisti sono Vincenzo Montella e i suoi collaboratori, che ringrazio per la disponibilità. È solo l’inizio. L’inizio di un nuovo corso. Che vuole coinvolgere sempre di più tutti voi lettori. Perché si migliora solo nel confronto.

    Ferretto Ferretti

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    A cura di Claudio Damiani

    Claudio Damiani

    NCMontella

     

     

     

     

     

     

     

     

  3. Figure geometriche e riscaldamento: usiamo il quadrato

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    Gia in precedenti post (quello dedicato al riscaldamento pre-partita e quello del triangolo) abbiamo utilizzato le figure geometriche come stimolo allenante per la trasmissione/ricezione della palla. Oggi utilizzeremo il quadrato con 3 giocatori per figura.

    STRUTTURA DI BASE

    quadrato 3 giocatori 1

    Quadrato di 8-10 metri di lato con i 3 giocatori che occupano 3 dei 4 vertici della figura (vedi sopra). Chi ha la palla (giocatore rosso), la trasmette al giocatore alla sua destra (in questo caso il giallo, verso antiorario) e va ad occupare il vertice vuoto per ricevere successivamente la palla. In questo caso, il passaggio deve essere fatto a 2 tocchi usando esclusivamente il piede destro (sia per la ricezione che per la trasmissione).

    È fondamentale, affinché lo stimolo allenante sia adeguato, che il pallone rimanga sempre fuori dal quadrato e che il piede di utilizzo sia quello indicato con il N° di tocchi definiti! Eseguire l’esercitazioni in forma “pigra” usando il piede preferito e il N° di tocchi che “capitano” non costituisce nessun stimolo allenante.

    Per far capire ai giocatori l’importanza di questo concetto (soprattutto con i giovani), basta fare l’esempio del fatto che “solitamente chi è mancino viene fatto giocare a sinistra, e viceversa”; ciò significa che l’abilità di utilizzare entrambi i piedi allo stesso modo, rende un giocatore più versatile e quindi di maggior valore tecnico/tattico. Ovviamente, quando viene cambiato il giro della palla (verso orario) il piede da utilizzare è il sinistro.

     

    VARIANTE 1

    quadrato 3 giocatori 2

    Mantenendo le stesse dimensioni della struttura di base, si effettuerà il triangolo ad ogni trasmissione di palla, andando sempre ad occupare il vertice vuoto per ricevere successivamente la palla. Nella figura sopra la palla segue il senso antiorario; il giocatore rosso trasmette la palla al giallo (passaggio 1) che glie la ritrasmette a chiudere con il piede destro a 1 tocco (passaggio 2). Il “passaggio 3” consiste nella trasmissione da parte del rosso (con 1 tocco, ad aprire con il sinistro) al giallo in corsa verso il centro del lato per poi triangolare successivamente con il blu.

     

    VARIANTE 2

    quadrato 3 giocatori 3

    Ogni volta che un giocatore trasmette la palla, dovrà scegliere ed indicare verbalmente al ricevente l’azione successiva, cioè se continuare il giropalla (utilizzando la parola APRI) o se invertire il giro della palla (utilizzando la parola CHIUDI). Il terzo giocatore dovrà occupare spazi vuoti per assecondare il giro della palla. Nella figura sopra, il giocatore rosso trasmette la palla al giallo indicando la parola APRI!!; di conseguenza il giallo aprirà la traiettoria di passaggio per trasmetterla (a 2 tocchi, ad aprire con il piede destro) al blu. In questo esempio, anche il giallo indicherà APRI!!, di conseguenza il rosso dovrà portarsi nel vertice vuoto per riceverla dal blu. Nella figura sotto, il giocatore rosso trasmette la palla al giallo (passaggio 1) indicando CHIUDI!!; di conseguenza, il giallo dovrà chiudere la traiettoria di passaggio (passaggio 2) e ritrasmetterla al rosso (a 2 tocchi). In questo caso, il giallo indicherà di aprire al rosso (dicendo APRI!!!) e di conseguenza il blu dovrà farsi trovare sul vertice basso/sinistro del cono per ricevere la palla.

    quadrato 3 giocatori 4

    VARIANTE 3

    quadrato 3 giocatori 5

    In quest’ultima variante, sarà il terzo giocatore (cioè quello non coinvolto al momento della trasmissione/ricezione della palla) di volta in volta, ad indicare il senso del giro della palla. La regola dell’esercitazione è molto semplice:

    se vedo il vertice successivo (in base al giro della palla) vuoto prima di ricevere la palla, chiudo, altrimenti apro.

    Nella figura sopra, il terzo giocatore (cioè il blu) rimane nel vertice, quindi il giallo dopo aver ricevuto la palla apre la linea di passaggio per passarla al blu. Nella figura sotto invece, il blu cambia vertice, quindi il giallo chiude la traiettoria di passaggio ritrasmettendola al rosso che (vedendo il blu sul vertice basso/sinistro) può aprire. Per facilitare ai giocatori il senso dell’esercitazione si può indicare la regola: “Se posso (cioè c’è il giocatore nel vertice successivo) apro, altrimenti chiudo!”.

    quadrato 3 giocatori 6

    CONCLUSIONI

    Le varianti affrontate oggi (sopratutto l’ultima), sono fondamentali per comprendere e contestualizzare la tecnica analitica in base ad una semplice lettura della situazione. Gli step successivi (che analizzeremo in un successivo post) infatti, prevedranno la presenza di un avversario, in maniera tale da contestulizzare tatticamente in maniera progressiva le abilità relative al possesso palla. L’utilizzo continuativo nei settori giovanili di esercitazioni del genere e simili, contribuisce anche alla stabilizzazione di questi elementi in regime di rapidità. La stessa utilità la si può trovare anche per i settori dilettantistici applicando questi mezzi nelle fasi di riscaldamento. Di seguito, riportiamo i link di altri mezzi aventi finalità simili a quella descritta nel post odierno.

    Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese ([email protected])

  4. Tattica individuale: 1 vs 1 con conclusione

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    1) 1 VS 1 CON SEQUENZA COLORI 2

     

    Esercizio tattico 1 vs 1, rapidità con distanze brevi, e attenzione.

    A e B attendono il via dal M che consiste nel dettare in sequenza i tre colori rappresentati dai conetti, questa volta disposti verticalmente, i

    due devono toccarli in sequenza dettata, e correre a conquistare il pallone per un 1 vs 1 e concludere in porta.

    Conetti o casacche di colore diverso, palloni.

     

    1 VS 1 CON SEQUENZA COLORI 2

    2) 1 VS 1 CON “VAI E TORNA”

    I due calciatori partono insieme in vai e torna, e poi partono alla conquista della palla per un 1 contro 1 e conclusione in porta.

    Palloni e conetti

    1 vs 1 con vai e vieni

     

    Nicola Amandonico

     

  5. Mezzi di allenamento per la scuola calcio: “Da meta a meta”

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    Proponiamo oggi una struttura particolarmente interessante per lo sviluppo delle qualità coordinative specifiche del calciatore; come gia ricordato, l’allenamento della coordinazione deve essere specifico alla disciplina in cui è inserita e deve tenere in considerazione del senso dello sviluppo dell’agilità, del senso del movimento e del gioco. Il mezzo proposto oggi, con le sue varianti, si colloca come un’esercitazione ideale nei primi anni di scuola calcio nelle fasi propedeutiche alla guida e alla trasmissione/ricezione della palla.

    coordinative

    STRUTTURA DI BASE

    da meta a meta

    Prevede 3 zone rettangolari adiacenti di dimensioni analoghe; le misure dipendono dalla quantità e dall’età dei bambini. Indicativamente per un gruppo di 12 bambini ogni rettangolo può essere largo 5-7m e lungo 10-12m. Nel rettangolo centrale (detto Tana dei lupi) stazioneranno 4 lupi (1/3 dei giocatori presenti); gli altri 8 giocatori partiranno da una delle altre 2 mete (alle quali vengono attribuite dei colori, relativi alla caratteristica dei cinesini che li delimitano). Lo scopo dei giocatori sarà quello di passare da una meta all’altra senza farsi prendere dai lupi (che non possono uscire dalla propria tana) e senza uscire dai rettangoli di gioco; verrà attribuito un punto ogni volta che si riesce a passare da una meta all’altra senza essere presi. Se un giocatore viene preso (toccato) da un lupo, si invertono i 2 ruoli (il giocatore diventa lupo e il lupo diventa giocatore). Stessa cosa avviene se un giocatore esce dai rettangoli di gioco; si cambia ruolo con il lupo che segnala la sua “infrazione”.

    da meta a meta 1

    Nella figura sopra è riportato un esempio con 9 elementi: i lupi sono quelli di colore giallo e i giocatori sono di colore blu. Le varianti principali (tese ad incrementare o diminuire la difficoltà dell’esercitazione) sono relative alle dimensioni dei campi e al numero di lupi. Questa variante di base allena principalmente le capacità coordinative, in particolar modo l’agilità, qualità difficilmente allenabile con la palla in prima (e in alcuni casi) anche in seconda elementare; infatti il giocatore non solo dovrà essere in grado di “sfuggire” ai lupi, ma anche di trovare i “varchi” ideali (in base allo spazio disponibile e al focus attentivo dei lupi) per passare da una meta all’altra.

    VARIANTE 1

    da meta a meta 2

    Si raddoppia la larghezza del campo di gioco e viene dato un pallone ad ogni giocatore (ad esclusione dei lupi); inoltre vengono posizionati 2-3 cerchi dentro ad ogni meta. Lo scopo dei giocatori sarà quello di portare la palla da un cerchio di una meta ad un cerchio dell’altra meta, senza farsi prendere il pallone dai lupi e senza farlo uscire dai campi di gioco. Verrà attribuito un punto ogni volta che si riesce a portare un pallone da un cerchio all’altro. Se un lupo riuscirà a prendere (o buttare fuori) il pallone ad un giocatore, si invertiranno i ruoli. Se ad un giocatore uscirà la palla dal campo di gioco, dovrà darlo ad un lupo invertendo con lui i ruoli. È ovvio che, rispetto alla variante precedente, l’impiego del pallone limiti lo stimolo coordinativo, ma incrementi quello tecnico. Il giocatore dovrà essere in grado di effettuare gli stessi movimenti della variante precedente (cercando i ”varchi” più opportuni), ma senza farsi prendere la palla dai lupi; non solo, dovrà anche avere la capacità di controllare la palla adeguatamente (tenendola sempre vicino al corpo) per evitare che questa esca dal campo. Infatti, il rischio principale (soprattutto nella categoria “Piccoli amici”) sarebbe quello di calciare la palla da una meta all’altra rincorrendola, ma senza riuscire a fermarla prima che questa esca dal campo. Le varianti principali (come sopra) sono relative alle dimensioni di gioco e al N° di lupi; un’altra variante interessante è quella di far giocare “a terra” i lupi (chiamandoli per esempio “ragni”) che devono prendere/afferrare la palla in mano per poter invertire i ruoli.

    VARIANTE 2

    da meta a meta 3

    Rappresenta sicuramente la più impegnativa, perché coinvolge la trasmissione/ricezione della palla oltre che allo smarcamento in zona luce; per questo motivo, è opportuno inserirla dopo che è stato affrontato quest’ultimo concetto. Ogni giocatore (oltre ai lupi) rimane nella propria zona, e si ottiene un punto ogni volta che si riesce a passare un pallone al compagno nell’altra meta, senza che questo esca o venga intercettato da un lupo; si invertono i ruoli tra giocatore/lupo quando quest’ultimo intercetta la palla (si invertono il lupo con il giocatore che ha passato la palla) o quando un giocatore non riesce a ricevere la palla (si cambiano lupo con giocatore che non ha ricevuto la palla). I giocatori (soprattutto quelli senza palla) dovranno essere abili ad uscire dal “cono d’ombra” (cioè la zona coperta dai lupi che non permette di far arrivare il passaggio ai compagni) per portarsi in “zona luce” a ricevere la palla. Allo stesso tempo i giocatori dovranno essere “abili” tecnicamente nel trasmettere/ricevere la palla senza che questa esca. Per i più piccoli sarà fondamentale il dialogo (chiamare il compagno per attirare l’attenzione del portatore di palla), mentre una volta migliorato questo fondamentale tecnico (sopratutto dal punto di vista cognitivo), sarà lo svolgimento delle “manovre” in silenzio (cioè basandosi solo su stimoli visivi) a rendere il gioco difficile ai lupi.

    CONCLUSIONI

    scheda da meta a meta

    Il mezzo proposto oggi rappresenta sicuramente una delle esercitazioni più complete (per la coordinazione e la tecnica globale di base) da proporre ai giocatori della categoria Piccoli Amici e in parte per i Pulcini. Sotto riportiamo gli altri mezzi sviscerati nei mesi precedenti.

  6. Schede di allenamento tecnico per esordienti (seconda parte)

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    grossetogiovaniProsegue la pubblicazione relativa all’apprendimento della tecnica di base allenata nel progetto “Grosseto Giovani”.

    Come già fatto con la prima, postiamo anche la seconda serie di schede di allenamento.

    L’autore è ancora Maurizio Bruni, allenatore/istruttore presso la Scuola Calcio “Grosseto Giovani”, nonchè responsabile tecnico.

    Scarica qui di seguito il documento pdf:

    [download id=”27397″]

  7. Schede di allenamento tecnico per esordienti (prima parte)

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    grossetogiovaniLa tecnica allenata nel progetto “Grosseto Giovani”

    Pubblichiamo con gioia la prima serie di 7 schede di allenamento di un nostro caro, affezionato ed esperto amico tenuti presso la scuola calcio “Grosseto giovani”: l’allenatore e responsabile tecnico della Scuola calcio Maurizio Bruni.

    Scarica qui di seguito il documento pdf:

    [download id=”27338″]

  8. Mezzi di allenamento per la categoria “Piccoli Amici”: Il gioco dello scalpo.

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    Gia nel post sulla coordinazione, abbiamo citato l’importanza dell’allenamento delle capacità coordinative come presupposto fondamentale per lo sviluppo delle capacità tecniche e tattiche del giovane calciatore. Abbiamo inoltre citato il concetto di vicarianza: l’allenamento della coordinazione “a secco” è sport-specifica e deve essere improntato sugli aspetti fondamentali della performance che poco sono allenati con la palla (altrimenti si parlerebbe di allenamento tecnico-tattico), sopratutto in funzione dell’età considerata.

    Essendo la coordinazione presente in qualsiasi movimento, è opportuno diversificare le capacità coordinative specifiche di ogni sport in pochi gruppi (vedi tabella sotto) ed individuare quali possono essere gli allenamenti “a secco” (cioè senza palla) che possono essere utili prerequisiti alla performance calcistica.

    Il Gioco dello scalpo rientra nella categoria di esercitazioni utili per l’agilità per la categoria Piccoli amici.

     

    ESERCITAZIONE DI BASE

    Com’è possibile vedere nella figura sopra, il campo di gioco è formato da un rettangolo di dimensioni 10 x 15m per 2 giocatori; ogni giocatore avrà una “coda” che potrà essere un nastro bianco-rosso (di altro colore o una casacca) inserito nella parte posteriore dei pantaloncini, che deve spuntare per almeno 40-50 cm. Al “via” dell’allenatore vince il primo giocatore che riesce a prendere la coda dell’avversario senza farsi prendere la sua e senza uscire dal campo; ovviamente non è possibile afferrare parti del corpo o indumenti del compagno. Il tempo di gioco di ogni “sfida“ non dovrebbe durare più di 15-20” (oltre tale tempo verrà sancito il pareggio).

    Possono giocare più coppie contemporaneamente all’interno dello stesso campo; per garantire un’adeguata densità di gioco è consigliabile far giocare una coppia ogni 2-3 turni.

     

    QUALITA’ ALLENATE

    La tabella sopra rappresenta le caratteristiche allenanti (in relazioni alle capacità coordinative) del gioco analizzato:

    • Agilità: rappresenta la qualità allenata in maniera preponderante; il giocatore non solo deve essere “rapido” di gambe e di braccia, ma deve anche tenere una buona base d’appoggio (gambe sufficientemente larghe per cambiare velocemente appoggi) che rappresenta un prerequisito importante per i cambi di direzione.
    • Senso del movimento: malgrado sia poco allenato, il giocatore deve comunque essere in grado di mantenere una giusta frontalità nei confronti dell’avversario per non “esporre” la propria coda e spostarsi mantenendo continuamente questo tipo di atteggiamento (anche quando cerca di afferrare la coda dell’avversario).
    • Senso del gioco: le prime volte che si gioca può accadere che uno dei 2 contendenti “scappi” per non farsi prendere, mentre l’altro lo insegui continuamente; in questo caso è da stimolare il concetto (attraverso un dialogo deduttivo) che per “non farsi prendere la coda” è sufficiente mantenere una certa “frontalità” senza dover scappare. Il senso del gioco è poco allenato, ed esclusivamente in relazione alle dimensioni del campo (cercare di non uscire) che può comunque essere ristretto per avere un maggior effetto allenante nei confronti di questa qualità.

    N.B.: è particolarmente importante formare coppie di giocatori con caratteristiche omogenee, altrimenti si rischierebbe di far durare troppo poco il gioco. Inoltre è bene riproporre il gioco diverse volte nella stagione, perché solo abituandosi a giocare, l’impronta allenante è maggiore.

    VARIANTI

    • A coppie legati per una casacca: i 2 contendenti tengono (afferrano) con una mano gli estremi opposti della stessa casacca. In questo caso è possibile vincere anche se l’avversario lascia la casacca. Questa variante diventa maggiormente allenante nei confronti del Senso del gioco, perché i fattori che possono determinare la vittoria sono 2 (prendere la coda dell’avversario o indurlo a lasciare la casacca). Il “tirare” la casacca con cui si è legati può anche indurre l’avversario ad una più facile esposizione della coda; questo elemento è allenante anche nei confronti dell’equilibrio e della postura.

    • Partita a 2 squadre: ci si dispone a coppie di “sfidanti” (almeno 3 coppie, vedi figura sopra); se un giocatore riesce a togliere la coda al proprio avversario diretto, “aiuta” un altro compagno, mentre l’avversario senza coda esce dal campo. Ulteriore variante è quella di giocare con più elementi, ma senza determinare a priori gli sfidanti; a chi viene tolta la casacca può rientrare dopo aver fatto un percorso tecnico/coordinativo (in tal caso, il tempo di gioco deve essere aumentato e bisogna concedere pause adeguate).
    • Gioco delle mollette: è un esercizio propedeutico alla scherma; si attaccano alla maglia (o pantaloni) 4 mollette da bucato ad ogni contendente. Vince il primo che riesce a togliere più mollette all’avversario nel tempo prestabilito. Le mollette solitamente vengono attaccate frontalmente (2 all’altezza delle spalle e 2 nella parte inferiore dei pantaloncini), per questo motivo è meno allenato in Senso del movimento (si usano meno i movimenti di torsione), ma in questo caso il gioco non rischia di finire precocemente perché gli “elementi” da staccare all’avversario sono 4 e non uno.

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    CONCLUSIONI

    “Il gioco dello scalpo” rappresenta un buon esercizio allenante per l’Agilità nella categoria Piccoli Amici; è facile da spiegare, semplice da giocare e stimola particolarmente l’interazione con l’avversario (che piace molto ai più piccoli).

    Autore dell’articolo: Melli Luca, istruttore Scuola calcio Audax Poviglio ([email protected])

  9. L’importanza del passaggio e della ricezione

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    A cura di Maurizio Bruni – Allenatore UEFA B – Allenatore Esordienti Professionisti U.S.Grosseto

    Tutti sappiamo dell’importanza nel gioco del calcio, del passaggio e della ricezione della palla. Per questo, molte esercitazioni , dalla Scuola Calcio in poi, devono essere mirate a migliorare tali gesti tecnici. Siccome oggi, come non mai prima, i suddetti obiettivi, dovranno essere abbinati al movimento dinamico, qui di seguito, propongo alcune esercitazioni che ho messo in atto con la formazione esordienti professionisti dell’U.S. Grosseto, di cui sono l’allenatore :

    OROLOGIO:

    esercitazione come da disegno, i coni sono posti a 13 metri di distanza uno dall’altro. La postazione con il pallone, parte in senso anti orario e di interno piede passa il pallone al compagno il quale controlla con l’interno piede dx e calcia con l’interno piede sx. ogni volta che si passa il pallone si corre dietro allo stesso e si prende la posizione al cono successivo. Naturalmente dopo qualche minuti si inverte il giro e si va in senso orario impegnando di conseguenza i piedi giusti. Al fine di aumentare il ritmo e la difficoltà tecnica , basta aggiungere un secondo pallone e poi un terzo.

    CORRIDOIO:

    esercitazione come da disegno, i coni sono posti a 15 metri uno dall’altro. La postazione con la palla posta sul lato sx parte con un passaggio di interno piede al compagno posto al cono di contro, il quale controlla con l’interno piede sx e passa con l’interno dx. ogni volta che si calcia la palla, si corre dietro la stessa e si prende la posizione al cono opposto. L’esercitazione prosegue andata e ritorno per almeno 10’. Si cura anche in questa postazione l’esatta esecuzione tecnica del gesto, la postura, il piede di appoggio. Al fine di aumentare il ritmo e la difficoltà tecnica , basta aggiungere un secondo pallone e poi un terzo.

    DOPPIO QUADRANTE:

    esercitazione come da disegno, i coni sono posti a 15 metri uno dall’altro e a 10 metri dal giocatore posto di fronte al cono. Si parte in contemporanea con il passaggio di interno piede al compagno di fronte il quale controlla e passa di interno piede ricordando di invertire la sequenza ovvero, controllo con il dx e passaggio con il sx e poi viceversa. L’esercitazione prosegue per almeno 10’. Si cura anche in questa postazione l’esatta esecuzione tecnica del gesto, la postura, il piede di appoggio ecc.ecc. Al fine di aumentare il ritmo e la difficoltà tecnica , basta aggiungere un secondo pallone.

    TRIPLO QUADRANTE:

    esercitazione come da disegno, i coni esterni sono posti a 15 metri uno dall’altro. Tra quelli esterni e quelli interni ci sono 4 metri. I giocatori centrali sono posti a 6 metri dal primo cono e 15 dal secondo. L’esercitazione parte in contemporanea dal cono esterno con passaggio di interno piede al giocatore centrale, il quale controlla e passa di interno piede ricordando di invertire la sequenza ovvero, controllo con il dx e passaggio con il sx e poi viceversa al compagno posto al cono corto . L’esercitazione prosegue per almeno 10’. Ogni volta che si passa la palla si corre dietro la stessa. Asi cura con attenzione la esecuzione esatta del gesto tecnico , la postura, il piede di appoggio ecc.ecc. Al fine di aumentare il ritmo e la difficoltà tecnica , basta aggiungere un secondo pallone. Si possono utilizzare anche sue sole postazioni o 3 in base ai giocatori presenti all’esercitazione.

    QUADRATO TECNICO:

    esercitazione come da disegno, il quadrato ha lati da 13 mt. La postazione con la palla parte con il passaggio di interno piede al compagno di fronte il quale controlla con l’interno sx e passa con l’interno dx . ogni volta che si passa il pallone si segue lo stesso. Il compagno che riceve dopo il primo passaggio da il pallone in diagonale e così via per 10’’. Si cura anche in questa postazione l’esatta esecuzione tecnica del gesto, la postura, il piede di appoggio ecc.ecc. Al fine di aumentare il ritmo e la difficoltà tecnica , basta aggiungere un secondo e poi un terzo pallone.

    VIENI INCONTRO:

    esercitazione come da disegno, i coni grandi sono posti uno di fronte all’altro a 15 metri mentre a 5 metri di larghezza . di fronte ai coni grandi vengono posizionati i cunesini a formare una distanza di 3 metri. L’esercitazione parte come da disegno con il passaggio di interno piede al compagno di fronte il quale viene incontro subito fuori dai cinesini, controlla con l’interno piede sx e passa con il dx al compagno della postazione di fronte laterale. Il giocatore in questa postazione viene incontro ed effettua l’esercitazione di sua pertinenza. Si va in avanti e indietro per 10’ . si cura anche in questa postazione l’esatta esecuzione tecnica del gesto, la postura, il piede di appoggio ecc.ecc. Al fine di aumentare il ritmo e la difficoltà tecnica , basta aggiungere un secondo pallone.

     

  10. Esercitazione tecnica e allenamento aerobico.

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    Due gruppi di giocatori (“A” e”B”), sono posizionati in due cinesini distanti tra loro 40mt;

    Essi eseguono una conduzione sino al cinesino difronte per poi girarsi e lanciare la palla in diagonale al primo giocatore del gruppo opposto con l’obiettivo di far passare il pallone tra i due delimitatori (porticina);

    Eseguito il lancio i due correranno rispettivamente in allungo fino al gruppo dei giocatori che hanno ricevuto.(“A1″e “B1”), che ripeteranno i gesti.

    Da iniziare con 2 palloni per lato, poi aumentare a 4 o in base al numero dei giocatori coinvolti.

    Variante: i due giocatori conducono palla fino al primo cinesino, lo appoggiano e proseguono sino al gruppo opposto in allungo “a secco” e ad intensità sub-massimale;

    i giocatori che seguono (dietro di loro nel gruppo di partenza), raggiungono il pallone, lo giocano come nella prima esercitazione, ai compagni posti dietro le porticine e proseguono la corsa verso la postazione opposta, e così tutti gli altri.

    A cura di Claudio Damiani [skype-status]

  11. Un ottimo strumento:” Dalla Programmazione mirata all’esercitazione efficace” .

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    MisterManager,it è veramente lieto di presentare una nuova pubblicazione editoriale. Un’opera di sicuro successo e dalla qualità elevata che si candida per diventare una nuova linea guida sulla programmazione dell’insegnamento della tecnica calcistica.

    Il libro ” Dalla Programmazione mirata all’esercitazione efficace” scritto da Angelo Iervolino e Emanuele Aquilani, ricco di esercitazioni e spunti interessanti, è pensato in particolar modo per gli istruttori di scuola calcio al fine di rendere le loro sedute d’allenamento mirate,oculate e soprattutto efficaci.

    L’opera, edita da www.allenatore.net, è una pubblicazione che intende delineare una metodologia di lavoro che consenta all’allenatore di perseguire l’insegnamento della tecnica calcistica attraverso esercitazioni mirate,oculate ed efficaci, senza dimenticare l’aspetto ludico e divertente che ogni seduta deve avere.

    All’unisono i due autori, alla domanda “ Cosa vi ha spinto a lavorare su quest’opera?” Ci hanno risposto: “Il calcio moderno è in continua evoluzione, l’allenatore per stare al passo di questa crescita deve essere in continuo aggiornamento. La programmazione e la pianificazione annuale dell’allenamento diventano fondamentali per svolgere un lavoro oculato e in linea con i tempi. Noi cerchiamo con quest’opera di dare un valido strumento di aggiornamento e riflessione, di nuove metodologie per quanto riguarda l’allenamento della tecnica calcistica”.


    A chi è rivolto e qual è il suo intento?È rivolto a tutti coloro operano nella scuola calcio,pur avendo spunti interessanti anche per le categorie agonistiche, dato che molti aspetti e esercitazioni trattate nel volume sono di fondamentale importanza anche per i ragazzi un po’ più cresciuti. Questo libro vuole essere uno stimolo per i nostri amici e colleghi allenatori per spingerli a sperimentare sul campo con fantasia, passione e professionalità le esercitazioni che si trovano nel volume o esercitazioni nuove che nascono dalle idee del lettore per rendere le sedute di allenamento divertenti, stimolanti e appassionanti per i ragazzi e per l’istruttore”.

    Attraverso questa pubblicazione gli autori hanno inteso delineare una metodologia di lavoro che consenta all’istruttore della Scuola Calcio di perseguire l’insegnamento della tecnica calcistica attraverso esercitazioni mirate ed oculate con lo scopo di rendere le sedute di allenamento divertenti e stimolanti.

    All’interno del volume il lettore trova numerose proposte pratiche in grado di essere sviluppate in spazi ridotti e con pochi materiali. Qual’è l’aspetto più importante delle proposte descritte nel volume? “Ci siamo immedesimati nei panni di molti allenatori che lavorano molto spesso in spazi ridotti per carenza di strutture e con pochi attrezzi a propria disposizione,quindi dopo ricerche e applicazione pratica delle nostre idee ed esercitazioni abbiamo voluto raccogliere una serie di esercitazioni che possono essere effettuate con pochissimi materiali e che siano realmente efficaci, che portino a miglioramenti reali, visibili e tangibili” ci spiega Angelo Iervolino

    Come è suddiviso il libro? “Le esercitazioni di campo sono divise in analitiche (specifiche per i vari fondamentali), combinate (in grado di stimolare contemporaneamente più gesti specifici) e una serie di partite ed esercitazioni a tema che hanno l’obiettivo di completare il processo di apprendimento in maniera ludica e coinvolgendo tutti i giocatori contemporaneamente. Questa divisione all’interno del libro è la spiegazione pratica di un cammino didattico, che secondo noi , che porta al migliore apprendimento della tecnica calcistica in queste fasce di età”. – Ci racconta Angelo Iervolino – “Non mancano all’interno del libro esercitazioni con un importante carico mentale da parte del giovane calciatore, questo per far si di cercare di creare giocatori pensanti , che lo facciano in pochissimo tempo e nel modo corretto,e non macchine che eseguono dei compiti stabiliti”, sottolinea Iervolino.

    E poi continua: “Serietà, dedizione, puntualità, capacità di rapportarsi con gli allievi e di creare un ambiente sereno e stimolante sono prerogative fondamentali ed indispensabili che prescindono dall’aspetto tecnico. Se a queste prerogative l’istruttore sa unire un adeguato metodo d’insegnamento e possiede l’occhio e la capacità di sviluppare i punti di forza dei vari allievi, il lavoro complessivo non potrà che essere positivo e l’allenatore verrà ricordato in maniera estremamente positiva dai suoi ragazzi. Abbandonare la fame personale di vittorie è una prerogativa del lavoro nella scuola calcio. E quest’opera cerca anche questo: esercitazione divertenti e efficaci che portino miglioramenti visibili e quindi anche l’istruttore si sentirà vincitore grazie al miglioramento dei propri allievi”.

    Gli autori

    Angelo Iervolino è nato ad Ischia (NA) il 03/09/1984. Diplomato presso il Liceo Scientifico “Scotti-Einstein” di Ischia. Laureando in Biologia della Nutrizione presso l’Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionato di calcio e dell’allenamento calcistico, inizia la sua attività di allenatore contemporaneamente alla pratica sportiva agonistica nelle categorie dilettantistiche. Dal 2005, dopo un infortunio, si dedica solo all’attività di allenatore. Nel 2009 ha seguito il corso di Istruttori scuola calcio CONI – FIGC. Nel 2010 ha conseguito il Diploma di Allenatore di Base UEFA B.

    Autore di vari articoli pubblicati da vari siti del settore. Nel 2008 è Responsabile Tecnico dell’ A.S.D. Mondo Sport, associazione senza scopo di lucro che promuove e organizza eventi sportivi. Ha frequentato vari corsi d’aggiornamento, tra cui corsi d’aggiornamento on-line, in lingua Inglese, organizzati dalla FA England – The FA Learning (Federazione calcio Inglese). Ha iniziato con la società S.C.J.T. Junior Team dove ha collaborato nella stagione 2004/2005 per la categoria Pulcini. Dalla stagione 2005/2006 passa alla società S.S. Futura Isola d’Ischia dove allena per due anni (2005/2006 e 2006/2007) la categoria Esordienti. Nella stagione 2007/2008 allena i Giovanissimi S.S. Futura Isola d’Ischia affiliata Empoli F.C. . Nella stagione 2008/2009 passa alla categoria Allievi della S.S. Futura Isola d’Ischia . Nella stagione 2009/2010 è alla guida della Juniores dell’ A.S. Barano calcio. Nella stagione 2010/2011 è responsabile e allenatore della categoria Pulcini dell’A.S.D. Mondo Sport gemellata Brescia Calcio. Nell’estati 2009 e 2010 ha fatto parte dello staff tecnico dei Camp Estivi organizzati dall’A.S.D. Mondo Sport.

    Emanuele Aquilani è nato a Roma il 17/09/1967. Diplomato in ragioneria presso l’ITCS “V. Pareto” di Roma, è dipendente della Azienda USL di Frosinone nel ruolo amministrativo, è da sempre un appassionato di calcio. Dopo aver praticato l’attività agonistica di calciatore fino all’età di 30 anni ha successivamente conseguito la qualifica di Allenatore di Base – Diploma B UEFA e nel 2004 la qualifica di Allenatore di Calcio a 5.

    Ha iniziato l’attività di allenatore presso la P.G.S. S. Beatrice di cui ha guidato gli Allievi Provinciali nella stagione 95/96. I due anni successivi ha seguito le categorie Primi Calci ed Esordienti ‘85 presso la G.S. Romana Gas. Nel 98/99 è responsabile della scuola calcio ed allenatore dei Giovanissimi Sperimentali ‘85 presso l’U.S. Urbetevere 1945. Nel 99/00 ha guidato gli Esordienti ’88 presso la S.S. Romulea e nelle due stagioni successive ha guidato la categoria Pulcini ’91 a 7 e Pulcini ’91 a 9. Allena la categoria dei Giovanissimi Regionali ’88 e Giovanissimi Sperimentali ’89/’90 presso la G.S. Romana Gas nella stagione 2002/2003. Dal 2003 al 2006 lavora per la S.S. Semprevisa di Carpineto Romano il primo anno alla guida della squadra dei Giovanissimi Fascia B (‘90/’91) le due stagioni successive è l’allenatore responsabile della prima squadra che milita nel campionato di prima categoria laziale, nelle tre stagioni svolge anche il ruolo di responsabile del settore giovanile.

    Nella stagione 2006/2007 è l’allenatore della prima squadra e il responsabile tecnico del settore giovanile dell’ASD Paliano. Dopo l’esperienza in provincia con le prime squadre, si rituffa nella Scuola Calcio, nella stagione 2007/2008 allena i Pulcini ’99 alla Cisco Calcio Roma; nel 2008/2009 i Pulcini 2000 alla Polisportiva Vigor Perconti; nel 2008/2009 è al Savio Calcio Roma per allenare gli Esordienti ’97.

    Emanuele Aquilani dal 2001 è autore di diversi articoli pubblicati da vari siti del settore; inoltre autore di “La programmazione calcistica nel settore giovanile”, “Principi ed esercitazioni psicocinetiche per il calcio”, “La programmazione calcistica dai 6 ai 15 anni” tutti editi dalla casa editrice Allenatore.net. E’ stato relatore a corsi di aggiornamento per allenatori di calcio, componente dello staff tecnico del Camp Arzachena Porto Cervo e componente dello staff di osservatori dell’Empoli FC nella regione Lazio per tre stagioni.

    Titolo: SCUOLA CALCIO: DALLA PROGRAMMAZIONE MIRATA ALL’ESERCITAZIONE EFFICACE

    Autore: EMANUELE AQUILANI – ANGELO IERVOLINO

    Volume (17 x 24 cm – pagg. 122)

    Prezzo 18.00 €

    Editore: WWW.ALLENATORE.NET EDIZIONI

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