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  1. La Scuola Calcio Real Bellante si tinge di rosa!

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    La lista delle Scuole Calcio italiane partecipanti al nostro reportage aumenta con l’ingresso di una società Abruzzese; a tal proposito ringraziamo la Dott.ssa Michela Di Lodovico, responsabile del settore femmiile della scuola calcio Real Bellante per aver aderito alla nostra iniziativa.

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    Una veduta di Bellante (TE)

    Bellante è un antico centro della provincia teramana sorto probabilmente all’epoca dei Franchi, dopo la morte di Carlo Magno. Il suo massimo splendore fu raggiunto nel XIII secolo, sotto Gualtieri di Bellante. La cittadina (354 m. slm. e circa 7.000 gli abitanti dell’intero comune)appartenne anche agli Acquaviva di Atri che, nel XVI secolo, ne diventarono i marchesi e la governarono quasi ininterrottamente fino al 1775. (Fonte wikipedia)

    D. Qual è stata la motivazione che vi ha portato a costituire una Scuola Calcio e quali sono gli obiettivi che vi prefiggete?

    R. La scuola calcio Real Bellante nasce nel 2012 grazie alla passione di alcuni imprenditori e cittadini, che a proprie spese hanno istituito questa nuova società.

    A capo di questo grande progetto abbiamo il Presidente Pallini Vincenzo, il Vice-Presidente Iachini Dino ed il Presidente onorario Di Pietro Giuseppe.

    Essi ed i loro dirigenti dedicano a questo progetto particolare attenzione, al fine di dare la possibilità a tutti i bambini del paese di poter avere una struttura adeguata e qualificata, che gli permetta di imparare a giocare a calcio divertendosi e crescendo insieme.

    Da quest’anno è stata istituita anche una squadra di Calcio Femminile partecipante al campionato regionale di calcio a 11, che ha raggiunto anche il 3° posto in classifica dietro a squadre di una grande esperienza con Audax Palmoli e la Femminile Pescara.

    Inoltre nella prossima stagione verrà istituita anche una vera e propria Scuola Calcio Femminile, da aprile si stanno organizzando diverse lezioni di prova per tutte le bambine da 6 ai 14 anni.

    I prossimi appuntamenti sono previsti nei giorni 4 e 11 giugno dalle ore 15.00 alle ore 16.30, e il 15 giugno dalle ore 10.00 alle 11.30.

    Le lezioni saranno tenute dalla stessa Dott.ssa Michela Di Lodovico, istruttrice qualificata CONI-FIGC, allenatrice della già esistente prima squadra femminile e frequentante del Master in “Diritto ed economia dello sport nell’Unione Europea” organizzato ad Atri dall’Università degli studi di Teramo.

    Un modo per avvicinare le bambine allo sport e in particolar modo al calcio, uno sport considerato da sempre maschile, ma che si sta facendo spazio anche nel mondo rosa.

    La forza di questo progetto é sicuramente rappresentata dai giovani collaboratori coinvolti, che affiancheranno il presidente nell’organizzazione di tutta l’attività sportiva.

    foto art_20140522125512D. Quante squadre compongono la vostra Società e di quali categorie?

    R. La nostra società è composta da 5 squadre giovanili ovvero PICCOLI AMICI, PULCINI, ESORDIENTI, GIOVANISSIMI e ALLIEVI partecipanti a campionati provinciali e come già detto abbiamo anche la prima squadra FEMMINILE che invece partecipa ad un campionato regionale.

    E dal prossimo anno avremmo anche la prima Scuola Calcio Femminile della provincia di Teramo.

    D. Siete affiliati e/o collaborate con club professionistici?

    R. Abbiamo ottenuto nello stesso anno in cui è stata fondata la società, la prestigiosa affiliazione con il Brescia Calcio, società professionistica la cui prima squadra milita nel campionato di Serie B: un doveroso riconoscimento a testimonianza della qualità del lavoro svolto dalla dirigenza del Real Bellante, che in poco tempo è riuscita con tanti sacrifici ed altrettanto entusiasmo a organizzare sul territorio un’importante struttura per avviare i ragazzi all’apprendimento della disciplina sportiva e che è diventata anche un punto di aggregazione giovanile, garantendo così il diritto di giocare e divertirsi praticando una sana attività motoria.

    D. Avete partecipato a qualche iniziativa a sfondo sociale?

    R. La Scuola Calcio Real Bellante non ha scopo di lucro ma il nostro fine è quello di far divertire i ragazzi e toglierli dai pericoli della strada, vogliamo conciliare sport e scuola e per questo abbiamo istituito cinque borse di studio, da consegnare ai ragazzi più meritevoli dalla prima alla terza media, una per ogni categoria: Piccoli Amici, Pulcini, Esordienti, Giovanissimi e Allievi.

    Essendo molto sensibili al mondo dell’infanzia, abbiamo sposato a pieno il progetto di un’adozione a distanza con l’organizzazione internazionale ACTION AID.

    Inoltre permettiamo la pratica sportiva anche a coloro che attraverso il modello ISEE dimostrano di avere evidenti difficoltà finanziarie, garantendogli comunque la possibilità di praticare il gioco del calcio all’interno della nostra società sportiva.

    D. Come gestite i rapporti con i genitori?

    R. I genitori sono parte integrante del nostro progetto, inoltre alcuni di essi sono diventati i nostri più fedeli collaboratori, a loro dobbiamo un doveroso ringraziamento per la passione e l’entusiasmo con cui seguono le attività organizzate dalla società.

    D. Quali sono gli obiettivi tecnici che la vostra scuola persegue nella “costruzione” del calciatore ?

    R. Gli obiettivi variano a seconda delle fasce d’età, per quanto riguarda le categorie dei più piccoli il lavoro si basa molto su giochi di coordinazione motoria e principalmente puntiamo sul divertimento.

    Per quanto riguardano le categorie dei più grandi si punta molto a migliorare gli aspetti tecnici, tattici e atletici.

    Spesso organizziamo raduni di giovani calciatori con diversi osservatori del Brescia Calcio coinvolgendo diverse società della provincia di Teramo e non solo anche di tutta la regione Abruzzo.

    A cura di Claudio Damiani

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  2. Il disagio di non essere un campione

    2 Comments

    “Sono già le 15, il tempo è volato, devo andare alla Scuola Calcio, ma anche oggi non ne ho voglia. Ma papà insiste, dice che se non vado, non imparo, è vero, lui dice che sono già bravo, ma devo comunque insistere negli allenamenti per migliorarmi e diventare il più bravo. Anche se ……., anche se il Mister non è che ne capisce più di tanto, dice il mio papà. La società non fa nulla perché io migliori, magari in un’altra scuola sarei già pronto per …..

    Bambini e pallone 2E poi il Mister che mi fa giocare quanto gli altri e magari qualche minuto in meno, io che, secondo lui dovrei giocare sempre e più di tutti, e che sempre secondo lui, se non gioco la squadra non gira.

    Io, io vorrei tanto dirgli una cosa.

    Vorrei dirgli che non mi sento tanto portato per il calcio, infatti non credo affatto di essere bravo come dice lui, e anche il mio Mister, ce la mette tutta per insegnarmi qualcosa, per farmi divertire, già divertire, è quello che il mio Mister dice sempre, vi dovete divertire, al calcio ci penserete dopo.

    Ma questo il mio papà non lo sa, altrimenti, mi porterebbe subito in un’altra scuola, una scuola dove veramente si diventa calciatori, e non qui dove sono ora, che ci si diverte.

    Ma io qua, anche se il calcio non tanto mi piace, ho i miei amici, con loro sto bene, sono simpatici e insieme facciamo passare l’ora che altrimenti per me sarebbe noiosa”

    Vorrei credere che questi pensieri, non passassero mai per la mente di un bambino, vorrei credere che lui faccia le sue scelte, la piscina, la pallacanestro, il rugby o chissà cos’altro.Mi piacerebbe credere che il bambino non veda l’ora di recarsi a fare SPORT, lo sport che diverte, che forma e che fa crescere, così come gli hanno insegnato i genitori.

    Vorrei credere, che il Mister di mio figlio sia bravo, se non il migliore, perché con lui mio figlio si diverte, si stanca e soprattutto si muove.

    Vorrei credere che tutto ciò che il Mister di mio figlio fa o dice è giusto, propedeutico, interessante e divertente.

    Vorrei credere …………………………….

    Bambini e palloneTutti, Genitori, Dirigenti e Mister sappiamo che non è così, certo qualche genitore “diverso” ci sarà pure, ma li abbiamo incontrati, in tutte le società in cui abbiamo prestato la nostra opera, li abbiamo sentiti, direttamente o indirettamente, li abbiamo sentiti. Loro hanno sempre preteso che il figlio fosse trattato da campione, che il figlio giocasse sempre e più di tutti, cronometro alla mano, pronti a contestarti il minuto in meno. Incuranti di alzare la voce di fronte ai compagni del proprio figlio, gli altri genitori. Ma soprattutto incuranti dello sguardo implorante del proprio figlio, che vorrebbe solo divertirsi, non importa se prendendo a calci un pallone, se cercando un canestro, o sguazzando nell’acqua, o ……già vorrebbe soltanto divertirsi come dice il suo Mister, vorrebbe non essere un CAMPIONE.

    Nicola Amandonico

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