
PREMESSA
Quest’esercitazione, che ho ritrovato in una mia vecchia raccolta di 4 anni fa, ricordo che la vidi in qualche video (dopo 4 anni non ricordo dove l’avevo vista fare e questa premessa ritengo sia d’obbligo visto che non mi prendo i meriti per questo lavoro) e la proposi con enorme successo. Io ho aggiunto solo qualche variante nel corso del tempo
SVOLGIMENTO
Campo di gioco: metà campo
Giocatori coinvolti: almeno 12
Palloni: in gran numero
Altro materiale: 6 ostacoli di 40cm
All’interno di una metà campo si collocano 6 ostacoli come da figura, 4 in prossimità degli angoli del campo e 2 attaccati al centro del campo.
Due squadre da 6 giocatori (6v6, ma possiamo giocare anche 7v7 o al massimo 8v8) si fronteggiano in un possesso palla a tema, dove l’obiettivo principale è lo smarcamento.
Si ottiene difatti 1punto trasmettendo palla ad un compagno con la palla che passa tra un ostacolino. Fin quì nulla di nuovo …
Al termine dei 3′ di gioco il mister fischia e le 2 squadre si portano davanti all’ostacolo (A).
Da quì, una squadra per volta, si esegue la seguente esercitazione:
-salto ginocchia al petto a superare (A)
-ci si porta in (B), salto laterale
-ci si porta dietro (C) e balzo ginocchia al petto superando l’ostacolo
-si corre verso (B), salto laterale
-ci si porta dietro (D) e lo si salta ecc…
L’esercitazione termina in (A)
L’uscita dal centro del campo all’esterno è LENTA, mentre l’entrata è VELOCE

La squadra che ha vinto il possesso palla decide se iniziare per prima o far cominciare l’altra squadra.
Terminata l’esercitazione per entrambe le squadre si recupera 1′-1’30″ (a seconda del tempo impiegato per completare la parte ” a secco” dell’esercitazione) e poi si riparte col possesso palla.
NOTE E OSSERVAZIONI
-Il doppio ostacolo al centro del campo serve per non scontrarsi durante la parte fisica, in quanto capiterà che 2 giocatori della stessa squadra si incrocino nel mezzo, con un giocatore che entra ed uno che esce. Col doppio ostacolo anche se 2 giocatori si incrociano hanno comunque un ostacolo a testa da poter saltare
Il numero di serie dipende dalla categoria con cui lavoriamo e dal campionato che affrontiamo
-E’ chiaro che aumentando o diminuendo il numero di componenti per squadra il carico fisico cambia e di ciò dovremmo tenerne conto sia in un senso sia nell’altro
-Possiamo anche aumentare o diminuire le dimensioni del campo di gioco
-Possiamo giocare a tocchi liberi o a tocchi vincolati
-Possiamo utilizzare anche 1 o 2 Jolly se vogliamo facilitare il mantenimento del possesso
-Possiamo aumentare o diminuire il tempo di lavoro del possesso palla

Campo necessario: tutto campo
Giocatori coinvolti: tutti inclusi
Palloni: in gran numero
Allenatori/Assistenti: minimo 2, ottimale sarebbe essere in 4
Ai 4 angoli del campo formiamo 4 campetti di gioco. Le dimensioni dei campi variano a seconda del numero di giocatori coinvolti, 2v2, 3v3, 4v4.
In ogni campo posizioniamo poi 2 porticine, una per parte e un paletto al centro del campo.
Dividiamo ora la squadra su tutti e 4 i campi. Con 16 giocatori possiamo svolgere dei 2v2 (4 giocatori per campo); in alcuni campi possiamo giocare 2v2 e in altri 3v3, a seconda del numero di giocatori che abbiamo a disposizione. Il vantaggio di questa proposta è che riusciamo a coinvolgere tutti
In ogni campo si disputa quindi una mini-partita con l’obiettivo di segnare nella porticina della squadra avversaria.
Al fischio del mister, ogni 1’30″-2′, ogni squadra dovrà toccare in primis il paletto posto al centro del proprio campo (così tutti compiono la stessa distanza) per poi cambiare di campo in allungo e portarsi sul campo opposto in diagonale.
Arrivati sul campo opposto bisognerà toccare il paletto centrale prima di poter partecipare al gioco. Il primo giocatore che arriva nel campo, dopo aver toccato il paletto, può già iniziare a giocare (senza dover aspettare gli altri). Ciò comporta un maggior “desiderio” di arrivare per primi sul campo.
Al successivo fischio le squadre cambiano ancora di campo e così via.
NOTE, OSSERVAZIONI E VARIANTI
-Non ho parlato di tempi di lavoro e di recupero.. questo perchè sono troppo variabili a seconda della categoria con cui lavoriamo e sono condizionati anche dal tipo di campionato che affrontiamo. L’esercitazione potrebbe durare dai 6′ fino ai 10-12′, dipende dalla categoria. Così come gli intervalli tra un fischio e l’altro (del tecnico) potrebbero essere aumentati o diminuiti, aumentando o diminuendo il carico fisico dell’esercitazione
-Possiamo anche pensare di posizionare dei Jolly in alcuni campi per lavorare su inferiorità e superiorità numerica. I Jolly chiaramente cambiano anch’essi di campo
-Sarebbe fondamentale essere in 4 allenatori/assistenti per controllare ciascuno un campo ma sappiamo che questa possibilità la ritroviamo solo tra i professionisti. Essere in 2 consente almeno di controllare 2 campi ciascuno e di mettere in gioco un pallone quando questi esce a particolare distanza. Inoltre il/i tecnico/ci avrà cura di far trovare già un pallone nel campo nel momento in cui arriva un altro gruppo sul cambio campo
-Possiamo limitare il numero di tocchi ma sinceramente eviterei questa possibilità
-Possiamo anche tracciare un area a mezzaluna davanti le porticine per far sì che la squadra in difesa non stazioni davanti alla porta. Dentro ogni area non potrà stazionare la squadra in difesa. Possiamo anche assegnare 1punto extra in caso di passaggio filtrante per un compagno che s’inserisce e riceve dentro l’area avversaria e segna
-Possiamo anche assegnare 1 punto ad ogni 1-2 eseguito. Questa possibilità ci permette di lavorare sulla ricerca della collaborazione in fase di possesso
-Possiamo anche aumentare la distanza da percorrere in allungo, come ad esempio “diagonale e lato corto” oppure “diagonale-diagonale” (tornando in pratica nel proprio campo). E’ chiaro che se aumentiamo la distanza dovremmo anche variare il tempo di recupero e di lavoro.
Diego Franzoso
Ormai è quasi un lustro che il calcio italiano non è più competitivo nel resto d’Europa. Stadi vuoti e crisi economica hanno accentuato le difficoltà della compagini italiane in campo internazionale; ed il più delle volte si è dovuti ricorrere a cessioni sì dolorose, ma un toccasana per bilanci ormai da anni in rosso, producendo delle grandi plusvalenze. Per capire al meglio come e da quando le plusvalenze hanno cambiato il mondo del calcio partiamo dalla definizione.
La plusvalenza è un aumento di valore entro un determinato periodo di tempo di beni immobili (ad esempio abitazioni) e di valori mobiliari (ad esempio azioni). Tradotto in termini calcistici è la differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di cessione di un calciatore.
Ad esempio acquistando oggi un giocatore a 5 milioni di euro e rivendendolo tra un anno a 10 milioni di euro si avrà una plusvalenza di 5 milioni di euro che vanno scritti nel bilancio della società come utile. Partendo dal presupposto che questo è sempre esistito nell’ambiente del calcio, è solo dalla seconda metà degli anni novanta che le plusvalenze iniziano a recitare un ruolo decisivo per i club. Se alle spese per gli ingaggi, il più delle volte elevatissimi, si aggiungono i normali costi di gestione e le elevatissime quote di ammortamento si arriva ad una situazione in cui le perdite superano abbondantemente i ricavi.
Mentre precedentemente le perdite si limitavano a pochi milioni delle allora lire, a cavallo tra i due secoli la forbice iniziava ad essere sempre più larga. E i conti in rosso determinano una sola conseguenza: il loro ripianamento, ovvero un versamento di denaro fresco che riporti il bilancio in parità. Ovviamente non tutti i proprietari delle società di calcio possono o vogliono sborsare ogni anno milioni di euro per coprire le perdite. Ed ecco arrivare le plusvalenze, quindi tramite la cessione di un giocatore ad una cifra superiore rispetto a quella di acquisto.
Esempio emblematico per far comprendere il tutto è la Lazio di Sergio Cagnotti. Il patron biancoceleste è stato capace di trasformare una squadra normale in uno dei club più prestigiosi d’Europa. Tutta la forza dei capitolini si basava sull’acquisto e la cessione di campioni. Bobo Vieri arrivò nell’estate del ’98 per 50 miliardi di lire e venne rivenduto dodici mesi più tardi per 90, con una plusvalenza di 40. Ma non fu il solo, 75 miliardi incassati per Crespo, 45 per Salas, 75 per Nedved alla Juventus.
La Lazio, inoltre, fu anche la prima società italiana ad essere quotata in Borsa, seguita da Roma e Juventus, e per una società quotata il bilancio è un punto fondamentale. I biancocelesti continuarono con la compravendita di fuoriclasse riuscendo a ottenere successi e trofei almeno fino alla crisi del gruppo Cirio che la portò ad un passo dal fallimento. Le Plusvalenze, quindi, sono un punto fondamentale del bilancio del club insieme agli sponsor e agli introiti provenienti dalla pay tv.
Ma ovviamente non è stata solo la Lazio ad avvalersi delle plusvalenze per salvare il bilancio, basta pensare all’Inter di 3 stagioni orsono con la cessione di Balotelli, frutto del settore giovanile, e al Napoli che grazie alle plusvalenze di Lavezzi (acquistato a 5,5 milioni e venduto a 30 dopo 5 stagioni) e alla plusvalenza di circa 50 mln per Cavani (acquisto a 16 milioni pagabili in 4 esercizi e vendita dopo 3 anni a 64 milioni) si sta distinguendo nel mercato odierno come l’unica società in europa di poter disporre una così consistente cifra da spendere sul mercato (124,5 milioni di euro a detta del suo presidente Aurelio De Laurentiis).
Che dire, con il Fair Play Finanziario alle porte, la parità del bilancio è una condizione necessaria per la partecipazione alle coppe e la plusvalenza continuerà ad assumere un ruolo di assoluta protagonista nelle sessioni di mercato.
Michele Rea
Prosegue la pubblicazione relativa all’apprendimento della tecnica di base allenata nel progetto “Grosseto Giovani”.
Come già fatto con la prima, postiamo anche la seconda serie di schede di allenamento.
L’autore è ancora Maurizio Bruni, allenatore/istruttore presso la Scuola Calcio “Grosseto Giovani”, nonchè responsabile tecnico.
Scarica qui di seguito il documento pdf:
[download id=”27397″]
La tecnica allenata nel progetto “Grosseto Giovani”
Pubblichiamo con gioia la prima serie di 7 schede di allenamento di un nostro caro, affezionato ed esperto amico tenuti presso la scuola calcio “Grosseto giovani”: l’allenatore e responsabile tecnico della Scuola calcio Maurizio Bruni.
Scarica qui di seguito il documento pdf:
[download id=”27338″]
Di Daniele Zoratto – Relatore Prof. E. Ferrari – Tesi dl Corso Master F.I.G.C. 2005/06; Fonte: Settore Tecnico
Gia’ pubblicati la Presentazione della squadra da affrontare prima, seconda, terza parte.
PRESENTAZIONE FATTA DAL COLLABORATORE
La mia opinione è che la presentazione del video deve essere fatta dall’allenatore in quanto i giocatori prestano maggior attenzione ai dettagli. L’allenatore sentendo “sue” le immagini riesce a trasmettere il suo pensiero tattico, o nel caso decida di mostrare parti estese della partita, focalizzare gli aspetti più importanti di essa. Quando questo avviene generalmente ad una azione positiva quasi contemporaneamente viene suggerita e sovrapposta verbalmente una contromossa tattica della propria squadra. Se invece la presentazione viene fatta dal collaboratore, l’allenatore al termine di essa dovrà intervenire per focalizzare e rafforzare quali sono gli aspetti più importanti su cui i giocatori dovranno fissare l’attenzione. Questo commento di fine presentazione deve avvenire non principalmente per l’aspetto “tattico” ma per ridare la leadership al tecnico, quindi un aspetto psicologico. Per far sì che l’allenatore dia la mansione al proprio collaboratore di fare la presentazione è necessario un rapporto di fiducia e deve riconoscere nel collaboratore alcune capacità didattiche ed espressive. D’altra parte il collaboratore deve saper riconoscere il proprio ruolo senza sovrastare e prevaricare l’allenatore stesso. Il suo è un ruolo delicato che deve essere interpretato dai giocatori come un supporto di collaborazione.
PRESENTAZIONE CON COINVOLGIMENTO DEI GIOCATORI
Uno dei metodi “rafforzativi” per rendersi conto se i giocatori hanno capito le azioni positive o negative della squadra avversaria e quindi saper interpretare le contromosse da mettere in atto in quelle determinate situazioni è quella di far intervenire i giocatori durante la presentazione del video. Ciò “costringe” il giocatore ad un’attenzione costante in quanto durante la visione può sempre essere richiesta la sua opinione. In realtà questo intervento viene richiesto dopo un certo periodo di tempo in cui i giocatori abbiano già conosciuto quali siano orientativamente le strategie dell’allenatore. Questo metodo penso che sia il più redditizio in quanto “obbliga” il giocatore a pensare e lo fa compartecipare alla “costruzione” di un progetto strategico per battere la squadra avversaria. Inoltre diventa un ripasso verbale-mentale di ciò che verrà poi successivamente provato sul campo.
DURATA DEL VIDEO
Anche in considerazione delle osservazioni fatte in precedenza ritengo che la durata del video debba essere orientativamente di 15 minuti. Al termine del video spesso viene aggiunto un commento globale e di conseguenza i giocatori dovrebbero mantenere la loro attenzione all’incirca per 20 minuti. Questo tempo rispecchia i tempi di concentrazione-attenzione che molti Autori hanno dimostrato con ricerche scientifiche. Un’analisi della partita più lunga mi ha fatto evidenziare che i giocatori non riuscivano ad apprendere e memorizzare gli aspetti tecnico- tattici che io cercavo di comunicare. Questo lo si può notare dalle domande che vengono poste allo Staff Tecnico tra la visione del filmato e l’inizio della partita.
QUANDO PRESENTARLO
Anche la scelta del giorno in cui deve essere presentato il VIDEO ha una certa importanza. Per la mia esperienza ritengo che il giorno idoneo possa essere il mercoledì prima dell’allenamento del pomeriggio. Questa mia scelta e’ dettata dal fatto che in questo modo si ha la possibilità di iniziare a dare informazioni alla squadra in concomitanza dell’inizio dell’allenamento tattico. In questo modo si ha un tempo maggiore affinché si possa discutere e mettere in pratica con i giocatori le diverse strategie applicative in funzione di ciò che si e’ potuto apprezzare durante la visione della partita. Molte squadre generalmente il giovedì effettuano partite con squadre avversarie di livello inferiore, per mettere in pratica la strategia che verrà poi riproposta la domenica successiva. Ciò permette di creare situazioni simulate in allenamento facendo giocare la squadra titolare contro la squadra allenatrice, che si muoverà secondo le caratteristiche sopra citate. L’applicazione di questo metodo si riflette non solo nell’analisi e nella preparazione della tattica più conveniente da usare contro un avversario concreto, ma anche nella sua estrema importanza come elemento di preparazione psicologica e tecnico – tattica. Questo lasso di tempo avvantaggia la memorizzazione della strategia se confrontato con quello di altri Staff che propongono di mostrare ai giocatori il video in giorni successivi o addirittura il giorno prima o il giorno stesso della partita. Con questa scelta praticamente si hanno a disposizione almeno altri 4 allenamenti per poter preparare sul campo la partita.
In questo periodo tutto lo Staff Tecnico supportato dalle conoscenze ed esperienze personali oltre che da quelle video presentate inizia un serie di colloqui individuali, di reparto e di gruppo al fine di evidenziare le carenze degli avversarie preparare le strategie tattiche da utilizzare per colpire l’avversario e la squadra soprattutto sui suoi punti deboli.
CONCLUSIONI
Ritengo che mostrare alla propria squadra un video degli avversari sia un ottimo supporto visivo per poter preparare al meglio la strategia tattica da affrontare. La possibilità di avere oggigiorno i filmati di tutte le partite delle squadre e di avere tecnologie avanzate per il montaggio delle immagini che si reputano più importanti aiuta lo Staff Tecnico a preparare l’allenamento in funzione degli avversari. Queste considerazioni sono indipendenti da chi prepara il video o da chi o come viene presentato. Anche se meno utilizzato sono dell’opinione che mostrare o consegnare in aggiunta il video con le caratteristiche individuali del singolo giocatore sia un modo per completare e finalizzare questo tipo di informazione. Sono cosciente che per questo tipo di organizzazione necessita molto tempo da parte dei tecnici, per questo molte volte o ci si affida a ditte specializzate o in alcuni casi si assumono persone che si specializzano in questo tipo di lavoro seguendo i suggerimenti dei Tecnici.
Spero di aver esposto quali sono i principi che generalmente sono seguiti per questo tipo di lavoro e quali sono le mie opinioni al riguardo. Per completare la mia tesi ho allegato una tabella fatta dal Sig. Zaccheroni che ho molto apprezzato modificandola in alcune parti.
Per scaricare il contenuto e’ necessario effettuare il login o la registrazione (per i nuovi utenti), dal menu qui sopra.
Entrato nel pannello di controllo, esegui questa sequenza cliccando in alto a sinistra: mistermanager.it —–> Visualizza sito —–> UTILITA’ GRATIS
[download id=”27256″]
DIZIONARIO – GLOSSARIO UTILIZZATO IN QUESTA TESI
A cura di Claudio Damiani
1/8/19 Maggio 2013
SCUDETTO AL BLACK & BLUE PISA
I Black & Blue Pisa vincono il loro quarto scudetto dopo un girone di ritorno più difficile del previsto, gestendo il vantaggio sul grandissimo Reggio Emilia di capitan Saverio Bari che ha onorato l’impegno vin-cendo tutte le partite dopo un’ andata a corrente alter-nata. In coda Sessana e Brasilia Chieti retrocedono come da pronostici. Il CCT Roma si salva grazie ai grandissimi acquisti estivi del DS Rodriquez.
Ma rivediamo il film di questo girone di ritorno, giocato nel centro federale di Chianciano a metà maggio. Si ripartiva da qui: Pisa 25, Napoli 20, Reggio 18, Fiamme e Perugia 16, Bologna 14, CCT Roma 9, Mi-lano 6, Sessa 2, Chieti 1.
Alla prima giornata si gioca Pisa-Napoli. Partita che poteva chiudere i conti e invece…..finisce 1-2 e si riapre tutto.
Sugli scudi il giovane Di Vito che batte Targui/Manganello e il
riesumato Emilio Richichi, schierato a sorpresa, che batte Pochesci. Vincono Reggio e Perugia (con Roma e Brasilia) e la classifica si accorcia. Le Fiamme batto-no Bologna 2-1 (manca Loureiro) e in coda Milano fa 3 punti d’oro contro Sessa. Il secondo turno si apre con la clamorosa vittoria di Milano con Perugia (che dice addio ai sogni di rimonta) grazie a Corradi-Iorio. Pisa travolge Bologna, Reggio strapazza Brasilia, mentre Napoli e Fiamme vincono i derby con Sessana e Roma. Tutto uguale in vetta con Napoli ad incalzare Pisa e con Reggio che stacca Perugia. Rimane una lotta a tre. Perugia però è sempre Perugia e alla terza giornata ferma Napoli sul 2-2, regalando un sospiro di sollievo a Pisa che suda (2-1) per superare Sessana. Reggio vince con Milano (la squadre del CT Lamberti vincerà tutte le partite….) Roma fa 3 punti con Bologna (l’assenza di Loureiro pesa) e le fiamme risalgono al 4 posto grazie alla vittoria con Chieti. La vittoria di
Pisa con le Fiamme alla quarta (2-1) vale un pezzo di scudetto. I fratelli Bertelli superano di misura la coppia Noguera-Mateos e portano tre punti fondamentali. Positivo Targui (ottimo innesto il suo nella compagine to-scana) che ferma Nicky Napolitano. Dietro vincono Napoli, Reggio, Perugia e Milano. La classifica dopo 4
giornate: Pisa 34, Reggio e Napoli 30. In coda Milano super addirittura Bologna e Roma si porta ad un punto dalla squadra di Marinucci. Sessana e Chieti si giocheranno la retrocessione diretta. Quinta giornata, si passa l’equatore del girone di ritorno. Reggio-Perugia 2-1. Licheri ferma Flores ma non basta. Napoli butta tutto al vento pareggiando con Bologna mentre Pisa regola Brasilia 3-0. Milano e Roma non si fanno male (1-1) con Corradi e Maia che portano il punto, brutto stop delle Fiamme Azzurre che fanno 1-1 con Sessana. Sesta giornata, Pisa-Perugia e Napoli-Reggio: può deciderema alla fine nulla cambia. Il Pisa supera Perugia (vincono i due Daniele e Targui ferma De Francesco), mentre Napoli non riesce a fermare Reggio Emilia: 3-1 per la squadre dello stratosferico Flores.
Dietro? Botte da orbi, Sessana batte Roma 2-0…Bologna esce dal baratro superando Chieti, Milano cede di misura alla Fiamme che ormai giocano per il prestigio. Alla settima giornata in programma c’è Pisa-Reggio. La partita è straordinaria (ben 26 reti) con tre pareggi in successione: Pochesci-Bari 1-1, Targui-Lamberti 2-2, Daniele-Cremona 3-3 e Manganello-Flores 2-9. La vittoria di Pisa per 1 a 0 riapre i giochi con gli emiliani che si riportano a un solo punto e due giornate da giocare.
Gli altri risultati sono interlocutori. Bologna e Milano non si fanno male e finisce 1-1, Perugia pareggia con Sessana, le Fiamme battono Napoli (importante per il terzo posto) mentre Roma supera Chieti che retrocede. Da elogiare lo sforzo di Fedele e compagni per onorare la manifestazione nel migliore dei modi.
Ottava giornata. Pisa e Reggio rimandano tutto all’ultimo. I toscani superano la Roma 3-1 mentre gli emiliani fanno il proprio dovere nel derby con Bologna con Flores che asfalta anche Patruno per 7-2. Le fiamme perdono il terzo posto perdendo con Perugia, mentre Napoli lo recupera nono-stante il pareggio con Milano, che vuole a tutti i costi evitare i play-out. Brasilia-Sessana 2-2 chiude la giornata. questi due punti persi pesano per Canicchio e compagni e li condannano allo spareggio.
Ultima giornata. La stagione si decide nell’ultima mezz’ora. il calendario vuole che Pisa si giochi tutto contro Milano (ancora in corsa per evitare lo spareggio) mentre Reggio deve superare le Fiamme Azzurre, ostici sempre. Sul campo centrale Perugia-Roma. In caso di sconfitta gli umbri, che non hanno più nulla da perdere, potrebbero condannare Milano. La rivalità storica fra i due club potrebbe incidere. Come si addice ad un thriller di ottimo livello l’ultima giornata non è adatta per i cardiopatici. Reggio non riesce a superare le Fiamme Azzurre, manca poco, Alberto Mateos cade nella trappola del quarto tocco con il portierino, regola molto italiana nella sua interpretazione, perde palla e Saverio Bari segna il gola che vale 3 punti. Nella altre partite Flores supera Carmine Napolitano, Lamberti pareggia con Noguera, Cremona cede a Micky Napolitano. Finisce 2-1 per Reggio che aspetta Pisa. Il team toscano soffre, suda, sbuffa e rema. Alla fine vince con un Milano che non vuole arrendersi. E’ il belga Sami Targui che supera 1-0 un fantastico Mazzeo e regala lo scudetto alla squadra nerazzurra. Sessana batte Bologna, Napoli batte Chieti…e Perugia? Nonostante l’inattesa sconfitta di Nastasi con Maia De Francesco e Belloni portano i due punti che scacciano i sospetti e condannano Roma ai play-out contro Sessa Aurunca. Il torneo, ancora una volta straordinario nonostante i cambi in corsa della FISTF che hanno snaturato l’accesso alla Champions finisce cosi: Pisa 46, Reggio 45, Napoli 35, Fiamme 31, Perugia 29, Bologna 18, Milano 17, Roma 16, Sessana 10, Brasilia 2.
Nello spareggio il CCT Roma batte 3 a 0 Sessana condannando i campani alla serie B e permettendo a Sonnino e Rodriquez di rimanere in serie A dopo un’estate veramente difficile.
A livello individuale…grandi protagonisti Flores, Nastasi, Bertelli, Bolognino ma su tutti vorrei citare due giocatori che in testa e in coda hanno fatto la differenza: Sami Targui e Filipe Maia. Il belga si è inserito alla grande nel nostro campionato e ha dato un’arma in più alla corazzata Pisa. Solido e sicuro ha fatto la diffe-renza. Il portoghese, talento vero e grande esponente della storica scuola di Oporto di Sobral, Faria e Guimaraes, ha portato quei punti decisivi che hanno permesso a Roma di rimanere ai vertici.
Due stranieri che hanno fatto davvero la differenza.
A cura di: F.I.S.C.T.
Di Daniele Zoratto – Relatore Prof. E. Ferrari – Tesi dl Corso Master F.I.G.C. 2005/06; Fonte: Settore Tecnico
Riprendiamo l’esplorazione iniziata nella prima parte e proseguita nel secondo contributo, relativa alla redazione (raccolta dati, analisi ed elaborazione, esposizione), di un’analisi video riguardante l’avversaria da affrontare. La video analisi tecnico-tattica rapportata alla figura e la personalità dell’allenatore è l’aspetto trattato in modo particolare in questa parte, da Daniele Zoratto, ex giocatore del Parma e attuale tecnico della Nazionale U17.
Se la partita che si deve effettuare deve essere giocata in casa i video che analizzo della squadra avversaria sono le ultime due partite giocate in trasferta e l’ultima giocata in casa. In caso contrario viceversa. Questa scelta e’ dettata dal fatto che cerco di capire se la squadra che si deve affrontare ha:
Allenatore che presenta tutta o una parte della partita.
“Nella mia carriera calcistica ho incontrato Allenatori che mi presentavano la squadra avversaria in diverse maniere:
Allenatori che mi mostravano circa 15 minuti di una partita, senza evidenziare nessun aspetto tecnico-tattico, ne’ individuale, ne’ collettivo. Presumibilmente questi allenatori volevano mostrare il modo di giocare della squadra da affrontare. Questo presupponeva da parte mia e dei miei compagni un’analisi soggettiva di chi si andava ad affrontare.
Allenatori che mostravano un montaggio delle azioni che ritenevano importanti della squadra avversaria senza effettuare alcun commento durante la proiezione. L’analisi veniva effettuata al termine del video. Questo metodo a mio giudizio non da’ la possibilità di focalizzare nel particolare la singola azione, e di conseguenza mi portava a non capire esattamente il feedback che io avrei dovuto utilizzare per quella specifica azione. Anche all’allenatore nella sua sintesi o commento finale potevano sfuggire alcuni particolari che a volte sono importanti per preparare le giuste contro-risposte alle specifiche situazioni.
Allenatori che mostravano al massimo un tempo della partita. Il video era seguito da un commento generale sulla squadra da affrontare. Al di là del piacere di vedere una parte della partita mi sembra che questo metodo sia innanzitutto troppo lungo per richiedere l’attenzione dei giocatori. Perdendo la concentrazione spesso non si memorizzano le azioni tattiche
che sono il fine della proiezione”.
Allenatore che si affida ai montaggi di aziende esterne
Oggigiorno esistono aziende che effettuano questo lavoro di montaggio di azioni delle squadre avvalendosi del loro personale. Spesso questi tecnici assemblano azioni di gioco che spesso non sono ritenute necessarie, (o in eccedenza, o senza che queste siano tatticamente rilevanti), secondo il modo di vedere dell’allenatore che le riceve. In questo caso, in un periodo del campionato in cui anch’io come collaboratore dell’allenatore ricevevo questo video, cercavo di eliminare le azioni ritenute da me non idonee ed inserivo altre azioni prese da altri video per completare il montaggio. Si deve anche dire che queste aziende oggigiorno nelle loro presentazioni hanno la possibilità, utilizzando macchinari costosi di evidenziare le immagini di video (movimento dei giocatori) con l’ausilio di scritte e frecce che focalizzano i movimenti dei giocatori dando una visione a volte molto più chiara della disposizione dei vari reparti o dei singoli giocatori. Questo tipo di visione avvantaggia maggiormente quei giocatori che hanno una visione limitata dello sviluppo dell’azione o delle conseguenze di una disposizione errata.
Allenatore che direttamente effettua il montaggio
Ho collaborato con Allenatori che svolgevano questo compito personalmente. Ritengo che questa scelta sia dettata dal fatto che l’allenatore stesso voleva conoscere in maniera diretta la squadra avversaria. E’ anche vero che se un Allenatore prepara il video per la propria squadra ha fatto maggiormente sue le conoscenze della squadra avversaria. Un’altro motivo per cui il montaggio viene fatto dall’Allenatore stesso e’ che il rapporto con il proprio collaboratore non e’ del tutto completo anche se di fiducia.
Allenatore che da’ consegne al suo collaboratore per le immagini che richiede
Nelle quattro esperienze personali come collaboratore di Allenatori con altrettanti Staff Tecnici ho notato che serve del tempo, più o meno lungo, affinché si creino alcune condizioni di empatia e di collaborazione che danno la possibilità a chi collabora di avere mansioni che spesso e’ l’Allenatore stesso ad assolvere. Questo feeling deriva da diversi aspetti:
La dimostrazione di professionalità
L’esperienza vissuta
Il fatto di vedere o di avere idee tattiche simili. Questo aspetto però non deve trarre in inganno perché l’avere visioni di gioco e strategie tattiche a volte differenti arricchisce il bagaglio culturale di entrambi i Tecnici che va sicuramente a migliorare i suggerimenti che verranno dati successivamente ai giocatori per affrontare la partita.
A cura di Claudio Damiani
Di Daniele Zoratto – Relatore Prof. E. Ferrari – Tesi dl Corso Master F.I.G.C. 2005/06; Fonte: Settore Tecnico
Riprendiamo il discorso iniziato nella prima parte relativo alla redazione (raccolta dati, analisi ed elaborazione, esposizione), di un’analisi video riguardante l’avversaria da affrontare, sulla base dell’esperienza dell’ex giocatore del Parma e attuale tecnico della Nazionale U17, Daniele Zoratto.
L’ESPERIENZA – Cosa il giocatore vuol vedere dal video di una squadra avversaria? Considerando l’esperienza fatta da giocatore e da collaboratore tecnico con diversi allenatori ritengo la preparazione video importante per:
Queste situazioni devono essere selezionate per poi spiegare ai giocatori le strategie da attuare in funzione delle caratteristiche individuali e di squadra per evitare il più possibile le sorprese durante la competizione. Per catalogare in maniera razionale tutte le variabili ho trovato interessante la scheda che ha preparato il Sig. A. Zaccheroni da me modificata in alcuni punti.
Questo tipo di lavoro richiede competenza, esperienza e tempo. Un aspetto importante nella ricerca e montaggio delle immagini riguarda il rapporto strategico interpersonale che si instaura tra allenatore e collaboratore in quanto la presentazione del VIDEO deve soprattutto rispecchiare la filosofia dell’allenatore.
Durante questo lavoro mi avvalgo di un collaboratore per poter essere più preciso nell’analisi delle immagini, avendo così la possibilità di confrontarmi ed essere aiutato nella parte tecnica del montaggio.
Il giocatore generalmente dal video vuole vedere: qual è il sistema di gioco della squadra avversaria, quali sono le caratteristiche del giocatore che andrà ad affrontare nella sua zona, quali i movimenti che l’avversario potrebbe ripetere più spesso nel corso della partita,capire se questi movimenti saranno fatti in combinazione con altri giocatori.
Maggiori informazioni riceve il giocatore sugli avversari e sulle strategie adottate dalla squadra avversaria, minori saranno le sorprese che potrà avere il giocatore durante la partita. Queste considerazioni portano anche il giocatore ad avere minori ansie e più sicurezze per se stesso e per il gruppo.
La tecnologia che oggigiorno viene utilizzata nel preparare le partite da’ ovviamente dei vantaggi sia allo Staff Tecnico che hai giocatori, e’ quindi difficile, soprattutto per squadre di alto livello, effettuare delle partite senza avere delle conoscenze approfondite sugli avversari.
FASI DI PREPARAZIONE AL VIDEO
Prima fase:
Analisi dei dati. Si analizzano i dati dell’Analisi quantitativa (1.a) per passare successivamente all’Analisi qualitativa attraverso la visione di alcune partite giocate dalla squadra avversaria identificando i principi del gioco degli avversari su situazioni offensive, difensive e di palle inattive.
Seconda fase:
Preparazione del video. Ci si riunisce con i collaboratori cercando di focalizzare le immagini in video che corrispondono ai principi di gioco precedentemente identificati (3.1.). Il video è preparato affinché sia breve ed obbiettivo; è inoltre fondamentale che trasmetta esattamente lo stile di gioco della squadra avversaria.
Terza fase:
Analisi individuale. Quindi si cercano sia le informazioni individuali quantitative tecnico-tattiche (per esempio quante volte il giocatore si sovrappone sulla fascia destra, se dribbla o porta palla) che video qualitative sul singolo giocatore con le caratteristiche individuali e sui comportamenti offensivi e difensivi.
TIPO DELLE IMMAGINI
I giocatori ricevono da parte dell’ allenatore una vera lezione di tutte le caratteristiche della squadra avversaria:
Si devono preparare informazioni ed immagini individuali da dare ad ognuno dei giocatori con le caratteristiche degli avversari che giocano vicino alla propria zona. Durante il montaggio delle azioni ritengo che si debba seguire una sequenzialità di immagini che ripetano almeno per due o tre volte la stessa finalità di azioni individuale o collettiva.Peresempio per quanto riguarda le azioni individuali:
Mentre per quanto riguarda le azioni collettive l’esempio potrebbe essere:
Nel montaggio delle immagini si deve fare molta attenzione a quelli che in gergo tecnico vengono definiti dei “segnali”. I segnali sono delle situazioni che si ripetono e indicano una determinata azione specifica. Quando un giocatore per esempio in fase di trequarti campo “scarica palla dietro”, quindi verso la propria porta, a un giocatore che e’ andato a “sostegno” può essere il segnale per il giocatore della zona opposta di effettuare un taglio.
A cura di Claudio Damiani
(L’emisfero destro … dei giorni nostri!)
Salve a tutti, sono un bambino del XXI secolo, voglio raccontarvi una storia …
In questo strano mondo del calcio (giovanile) troppo spesso si condanna preventivamente la figura del ‘genitore-papà’ reo sempre e comunque di tutti i comportamenti negativi diretti o indiretti veicolati al proprio figlio.
Non nego, anzi avvaloro, l’enorme danno che tanti papà (molti dei quali coscienti del proprio delirio personale) arrecano ai propri figli tramite atteggiamenti infantili e gesti inconsulti …
La premessa è d’obbligo, d’altronde se l’Italia è conosciuta, anche, per essere ‘la patria dei 60 milioni di allenatori’ (una delle tante medaglie del Bel Paese …) un motivo per queste strambe deviazioni identitarie dovrà pur esserci …
Nei famosi 60 milioni, ovviamente, come avrete capito, non possono non esserci, a
nche, le tante mamme che accorrono spasmodicamente al ’capezzale ludico’ dei propri cuccioli …
E’ inutile ma obbligatorio visti i tempi, rilevare di non voler fare di tutta l’erba un fascio, ma è inevitabile ricorrere a questa sottolineatura per evitare di incorrere nelle sabbie mobili del populismo (becero) da quattro soldi.
Cara mamma, è inutile che tu stia lì a guardarmi ore e ore … sarebbe più opportuno che tu mi aspettassi a casa, come facevano le nonne di oggi con i figli di allora: VOI, i genitori moderni …
Non è necessario che tu venga a fare una sfilata di moda a ogni partita che gioco … e butta quella sigaretta ché ti fa male …
La mamma, nel XX secolo, era di solito a casa, non s’interessava di quello che non conosceva (il calcio)… per indole, riteneva il gioco del calcio un esercizio noioso e incomprensibile!
Faceva da mangiare: il ragù cuoceva per oltre 3 ore … oggi dispensa consigli e varianti tattiche secondo quello che le ‘passa’ per l’emisfero destro del proprio cervello …[citazione scientifica: nel cervello femminile, il corpo calloso (una struttura composta da fibre nervose che connettono l’emisfero di destra con quello di sinistra) è molto più complesso. Nella donna, quindi, i due emisferi comunicano più facilmente tra loro.
Conseguenze? L’uomo tende a elaborare la realtà basandosi soprattutto sull’emisfero sinistro, razionale, logico e rigidamente lineare. La donna utilizza in misura maggiore l’emisfero destro che permette di compiere operazioni mentali in parallelo, ed è più legato alla sfera emozionale e al linguaggio analogico.]
Secondo la scienza, quindi, la donna sarebbe addirittura sprecata nel seguire l’andamento irregolare e poco ortodosso di una sfera presa a calci!
Capito mamma? Ci sono cose appropriate per ogni emisfero … non è un discorso sessista e non deve neanche sembrare una forzatura alla quotidianità cui ci stiamo abituando …
“Mio figlio deve giocare dietro, davanti deve giocare quell’altro … mio figlio non può giocare in porta: è sprecato …” Musica e parole ‘rubate’ ai papà (l’altro emisfero dei milioni di allenatori) sciorinate a uso e consumo della platea (ipocrita) compiacente che le deglutisce senza soluzione di continuità …
Cari genitori, non è bello vedervi dietro le reti di recinzione come foste delle scimmie allo zoo in cerca della nocciolina che in questo caso sarebbe un mio gol … mio e solo mio, sconfessando la natura primordiale del gioco del calcio che nasce come gioco di squadra!
Commentate sacentemente, e di solito senza le basi del mestiere, la prestazione di questo o quel bambino … ritenendolo più o meno pronto per entrare a far parte del primo o del secondo gruppo …
La moda del momento è: parlare di bambini più o meno pronti, è il nuovo modo di giudicare, senza infierire più di tanto, sulle qualità ‘calcistiche’ di bambini di 10 anni …
Non si usa più il termine ‘bravo’ o ‘pippa’… Si è trovato un modo politically correct per definire un bambino in rampa di lancio, o meno, per l’universo indefinito del professionismo …
Lo stratagemma è chiaro: ‘c’è una speranza per tutti’! Con la celata approvazione di chi gestisce il sistema…
Se, cari Mamma e Papà non siete riusciti a imporvi, ai vostri tempi, nello sport (sempre che ci abbiate provato), non è detto che debba riuscirci IO … è vero che oggigiorno è sempre più difficile trovare lavoro e che diventare famosi e ricchi aprirebbe a me, e forse anche a voi, prospettive di vita fantasmagoriche … ma penso che dobbiate darvi, TUTTI, una ridimensionata così da permettere a noi bambini di ritagliarci qualche ora di svago in questa vita frenetica che anche a noi, a 10 anni, cerca di rubare la spensieratezza che voi avete perso e che sembra non vogliate concederci col vostro atteggiamento …
Ok mamma? Non te la prendere … e se non ti senti parte integrante di questo quadro che ho descritto, ti dedico queste ultime righe …
“Le donne provano la temperatura del ferro da stiro toccandolo. Brucia ma non si bruciano. Respirano forte quando l’ostetrica dice “non urli, non è mica la prima”.Imparano a cantare piangendo, a sciare con le ossa rotte.”
Concita De Gregorio, Malamore – (ed. Mondadori)
Luca Sbarbaro per mistermanager.it
A cura di Claudio Damiani
Negli ultimi giorni è circolata molto online ed è stata pubblicata anche su numerosi giornali – oggi ne parla anche Massimo Gramellini sulla Stampa – una foto in bianco e nero che mostra un bambino mettersi in mezzo a due adulti che stanno discutendo in un campo da calcio, un arbitro e un allenatore. La foto è diventata ben presto un simbolo e un richiamo a un gioco meno aggressivo e con maggiore spirito sportivo.
Il bambino della foto si chiama Alejandro Rodríguez Macías: ha 5 anni e gioca come attaccante nell’Unión Viera B, una squadra di calcio giovanile di Las Palmas, sull’is
ola spagnola Gran Canaria. La mattina del 14 maggio scorso stava giocando nello stadio López Socas contro il Barrio Atlántico: entrambe le squadre fanno parte della categoria prebenjamín, in cui giocano i bambini tra i cinque e gli otto anni.
Durante il primo tempo l’allenatore del Barrio si era trovato più volte in disaccordo con le decisioni dell’arbitro, e gliene aveva parlato nel’intervallo. Alla ripresa del secondo tempo, dopo un’altra decisione arbitrale che aveva ritenuto sfavorevole, l’allenatore è entrato in campo e ha iniziato a discutere in modo acceso con l’arbitro. A quel punto è intervenuto Alejandro, mettendosi in mezzo ai due adulti e dicendo «smettetela, smettetela, smettetela!». L’allenatore e l’arbitro hanno subito smesso di discutere, mentre il pubblico si è alzato in piedi ad applaudire il gesto del bambino.
Rubén López Estupiñán, uno dei genitori che assisteva alla partita dagli spalti, ha scattato la foto che in poco tempo è stata ripresa da siti e giornali di tutto il mondo. López ha raccontato al sito Tinta amarilla che «è stata una cosa che ci ha impressionato. Il gesto del bambino è stato indimenticabile. È riuscito a fermarli e ha ottenuto gli applausi del pubblico. È stato davvero bello». Ana Afonso, l’allenatrice dell’Unión Viera, ha raccontato che si è accorta che Alejandro se ne stava «con le mani tese tra l’allenatore e l’arbitro. Mi sono avvicinata a gli ho chiesto “Alejandro, cosa fai?” e lui mi ha risposto “Niente, è che voglio continuare a giocare”». In un’intervista a UDRadio, Alejandro ha spiegato che non voleva che gli adulti «litigassero» e ha aggiunto che «mi piace il gioco pulito».
Fonte: ilpost.it
Di Daniele Zoratto – Relatore Prof. E. Ferrari – Tesi dl Corso Master F.I.G.C. 2005/06; Fonte: Settore Tecnico
PRESENTAZIONE – La presentazione video della squadra da affrontare e’ un’analisi che generalmente viene effettuata solo in squadre di alto livello. Negli ultimi anni si ha la possibilità attraverso la televisione e soprattutto attraverso SKY di vedere e registrare le partite del Campionato e delle varie manifestazioni Internazionali.
E’ possibile avere le registrazioni delle ultime partite della squadra che si dovrà affrontare, inoltre in due o tre stadi italiani e’ stato installato un sistema di registrazione visiva (SICS Digital Stadium) che attraverso una elaborazione computerizzata da’ la possibilità di analizzare non solo le immagini visive da varie angolazioni che permettono di vedere i movimenti di alcuni reparti, ma anche gli aspetti statistici delle prestazioni fisiche. Inoltre con questo sistema e’ possibile tracciare linee che evidenziano le distanze tra due o più giocatori, tra i reparti e di tutta la squadra.
Mentre nel video si vede il movimento tecnico-tattico del giocatore o di una zona di gioco in prossimità della palla con questa particolare analisi si ha una visione globale reale dei movimenti tattici di tutti i giocatori delle due squadre. Questo tipo di analisi e’ poco utilizzata in Italia a causa dell’alto costo di gestione, solo negli stadi di Parma e Milano sono installate le apparecchiature, in Spagna la metà delle squadre hanno queste apparecchiature gestite da AMISCO, mentre in Inghilterra la ProZone fornisce le informazioni a quasi tutte le squadre Inglesi.
Essendo questo tipo di analisi abbastanza recente ho pensato di sviluppare la mia presentazione analizzando i diversi aspetti che un allenatore deve affrontare per preparare le immagini da presentare alla squadra. Alla presentazione scritta mi sono proposto di allegare un montaggio video di una squadra da affrontare. Oltre alle immagini parziali o globali della squadra avversaria è bene preparare anche quelle che si riferiscono al singolo giocatore.
Queste informazioni di solito rappresentano alcune azioni del singolo giocatore che vengono assemblate e mostrate ai giocatori che fanno parte di uno specifico reparto e consegnate successivamente su un DVD a livello individuale. Non sempre e’ possibile effettuare questo tipo di informazione. Alcune squadre internazionali come ad esempio il Fulham, il Liverpool o il Chelsea, oltre a consegnare al giocatore il video, trasmettono in circuito chiuso nello spogliatoio questo tipo di immagini.
INTRODUZIONE – L’analisi individuale e collettiva delle squadre avversarie è un processo di raccolta di informazioni sull’avversario unito a un’analisi sull’effetto che questa informazione potrà avere nella nostra squadra; un processo di raccolta e trattamento di informazioni dei punti forti e deboli degli avversari, al fine di utilizzarli per la preparazione delle partite. La relazione non dovrà essere molto esaustiva e di difficile analisi dal momento che il tempo destinato alla preparazione di una partita è alquanto ridotto. L’allenatore oltre a preparare attentamente il lavoro specifico per le caratteristiche individuali e collettive degli avversari, deve occuparsi di raggiungere l’obbiettivo principale di ogni sessione di allenamento: migliorare le capacità della squadra.
La definizione di scouting è “un processo comune di osservazione e di analisi delle squadre basato su tre fasi fondamentali di utilizzo della conoscenza.
Categorie di informazione. I vari aspetti e questioni relazionate ci portano a raggruppare gli elementi di controllo suddivisi in quattro categorie.
Vi sono due forme di analisi delle partite che se bene sono complementari, è interessante analizzarle singolarmente per poi trarre delle conclusioni:
quante occasioni da gol vengono create; in che modo vengono realizzati i goal (sui tagli su ripartenze ecc.); si analizzano la quantità di passaggi corti, lunghi o alternati per individuare il tipo di gioco, la zona di inizio dell’azione dove il gioco si sviluppa maggiormente; le palle inattive (azione giocata a palla ferma). Queste statistiche possono essere prese in considerazione solamente dopo aver analizzato molte partite della squadra da affrontare.La raccolta di queste informazioni da’ la possibilità di preparare un serie di allenamenti “strategici” prima di ogni partita per mettere in pratica le principali giocate degli avversari e poter così trovare soluzioni.. Questi allenamenti è come se fossero spezzoni di partita contro la squadra da affrontare dove tutto è studiato e simulato. Il calcio non è una scienza esatta, ma questi dati e immagini aiutano molto i giocatori sul campo affinché non si facciano trovare impreparati. Oltre ai giocatori anche l’allenatore acquista maggiore sicurezza nella preparazione della strategia tattica della partita.

A cura di Claudio Damiani
Volendo ampliare sempre più l’offerta di articoli, raccogliamo per la prima volta un contributo sicuramente interessante relativo a una proposta di preparazione atletica per arbitri di eccellenza e promozione.
Sperando di poter attirare anche l’attenzione dei facenti parte il mondo arbitrale forniamo qui di seguito il link per scaricare il contenuto.
[download id=”26578″ template=”Scarica qui!”]
Vi informiamo inoltre che siamo sempre alla ricerca di autori che, tra le altre rubriche, abbiano il piacere di curare una sezione dedicata alla classe arbitrale a 360 gradi.
La tua passione è il calcio? Hai delle idee tecnico/tattiche da proporre? Sei appassionato di calcio giovanile? Credi di aver occhio per i giovani talenti? Vorresti scrivere della tua squadra o di un particolare campionato?
Allora cosa aspetti?
Contatta mistermanager.it!
L’idea è quella di ottenere una serie di rubriche curate da diversi scrittori. In particolare mistermanager.it sta cercando chi si occupi di:
La collaborazione non s’intende retribuita. Può essere, tuttavia, una buona occasione per farsi notare (ad esempio per chi vorrebbe fare del giornalismo) ed è un ottimo modo per parlare della propria passione e per esporla ad un pubblico vasto.
Salvo accordi scritti o contratti di cessione di copyright, la collaborazione a questo sito è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita.
Ovviamente chi scrive per mistermanager.it entra a far parte del nostro staff, cioè una vera e propria “famiglia” che, anche se non retribuita, riceve tutti i vantaggi, soddisfazioni e pubblicità che il progetto MM permette di avere. Qualora la collaborazione diventasse costante, mm vi dedicherà una pagina personale con i vostri dati, la vostra scheda e C.V.
Utilizzando l’apposito form di contatto con oggetto “Proposta di Collaborazione”, inviateci un vostro lavoro di prova su un argomento tra quelli elencati (o comunque inerente il calcio). L’articolo deve essere composto da un contenuto originale. Non saranno accettate copiature, anche solo parziali. L’articolo presentato non dovrà essere pubblicato in altri siti e se verrà ritenuto idoneo potrà essere pubblicato subito a vostro nome sul nostro portale.
Grazie mille!
mistermanager.it vi attende numerosi!
Integrazione naturale per la nostra salute e miglioramento incredibile della performance sportiva: Kyani!
“Il Triangolo della Salute Kyäni™ mantiene, difende, e ripara ogni cellula nel corpo. L’insieme dei tre prodotti è molto importante. Kyani Sunrise al mattino per un apporto multivitaminico, Kyani Nitro FX per stimolare la produzione di Ossido Nitrico e Kyani Sunset la sera per un apporto di Omega3 e Vitamina E. Kyäni è unico nel suo settore. Non c’è nessuna compagnia che propone Il Triangolo della Salute. Il modello che abbiamo creato offre salute globale.”
Dr. Qutab, MBBS, DC, PhD, OMD
I prodotti ad alto impatto di Kyäni si basano sulla scienza all’avanguardia e sulla nutrizione. Il Triangolo della Salute di Kyäni™ è formato da Kyäni Sunrise™, Kyäni Sunset™, e Kyäni Nitro FX™. Questi prodotti apportano a te e alla tua famiglia i benefici testati dei Mirtilli Selvatici dell’Alaska, Tocotrienoli (la forma più potente di vitamina E), Omega-3 Acidi Grassi, e Ossido Nitrico tutti in un sistema facile da prendere.
E’ stato dimostrato da prove scientifiche che ciascuno di questi ingredienti è efficace sul corpo umano.Vi invitiamo a conoscere meglio la potenza dei prodotti Kyäni provandoli!
Kyäni Sunrise™ offre a te e alla tua famiglia tutti i nutrienti di cui il nostro corpo ha bisogno per mantenere un ottima salute grazie al potere dei Mirtilli Selvatici dell’Alaska e di nuovi supernutrienti supplementari. Con un prodotto, delizioso e facile da usare, il tuo corpo ottiene tutte le vitamine, minerali, e nutrienti di cui ha bisogno per vivere meglio.
Mirtillo selvaggio dell’Alaska
Una vera centrale elettrica anti-ossidante
Promuove la salute del cuore, la funzione cognitiva
Mirtillo Selvatico dell’Alaska
Conosciuto come l’“Ormone della Giovinezza”
Eccellente per la pelle, cuore, e cervello
Lampone Rosso
Funziona come anti-infiammatorio, anti-batterico, anti-fungino
Sostiene una Sana Digestione
Melograno
Promuove la Salute del Cuore
Potente Anti-ossidante
Aloe Vera
Conosciuto come il “Guaritore della Natura”
Incoraggia la Flessibilità Articolare
Noni
Promuove la produzione di Ossido Nitrico che porta ad un aumento di energia
Migliora il Sistema Immunitario
Mirtillo Rosso
Aiuta a mantenere sano il sistema digestivo
Migliora le funzioni cognitive
Wolfberry (Goji Berry)
Aiuta a manterere sano il sistema immunitario
Migliora l’assorbimento dei minerali
Semi e pelle dell’uva
Promuove la salute del cuore
Contiene funzioni anti-virali e anti-inflammatorie
Per definizione, i radicali liberi creano danni naturali o innaturali alla cellula.Quando la cellula è sotto stress i radicali liberi prendono in prestito un elettrone (a livello cellulare) da altre cellule, riducendo la nuova cellula ad un elettrone. Questo crea un circolo vizioso di formazione di radicali liberi.
Mentre la formazione di radicali liberi è una pratica comune, i radicali liberi sono molto pericolosi e dannosi per l’organismo. Essi contribuiscono all’invecchiamento precoce, e altri danni al sistema. Gli antiossidanti aiutano a contrastare il circolo vizioso e dannoso dei radicali liberi, sacrificando i loro elettroni alle molecole bisognose in modo da non danneggiare ulterori cellule, proteggendole dai danni che portano a infiammazioni e malattie.
Kyani Sunrise ™ è un potente anti-ossidante. Essendo solubile in acqua, questo prodotto anti-ossidante combatte i radicali liberi ovunque ci sia acqua nel corpo.
E il nostro corpo è composto dall’80 per cento di acqua, per questo che Kyani Sunrise ™ può avere un grande impatto.
Uno studio condotto dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) ha rivelato che un numero significativo della popolazione degli Stati Uniti riceve ben sotto il 70% della dose giornaliera di riferimento degli Stati Uniti (RSI) per le vitamine A, C, B e minerali essenziali.
Di conseguenza, il Journal of American Medical Association ha riferito, “Siccome la maggior parte delle persone non consumano una quantità ottimale di tutte le vitamine con la sola dieta, sarebbe prudente che tutta la popolazione adulta prendesse degli integratori vitaminici”.
Un altro studio ha rilevato che utilizzando semplicemente un multivitaminico ad alta potenza come Kyani Sunrise ™ con vitamine A, C, ed E per sette anni abbassa i rischi di mortalità del 15 per cento!
Fonti:
Giustarini, D., et al, lo stress ossidativo e patologie umane:. Origine, link, di misura, i meccanismi, e biomarcatori. Crit Rev Clin Lab Sci. 2009, 46 (5-6) :241-81.
JAMA. 2002 Giugno 19, 287 (23): 3127-3129 American Journal of Epidemiology 2000: 149-162
Kyani benessere | Il business Kyani | Kyani Sunrise | Kyani Sunset | Kyani Nitro FX | Kyani Nitro Extreme | Utilizzo dei prodotti
2013: ECCO LE DATE DEI PROSSIMI CORSI nel mese di luglio! www.footballworkshop.it
sab 13 luglio 2013: CORSO PER ASPIRANTI OSSERVATORI DI CALCIO (I LIVELLO);
dom 14 luglio 2013: CORSO PER ASPIRANTI OSSERVATORI DI CALCIO (II LIVELLO);
mer 17 e gio 18 luglio 2013: DOUBLE WORKSHOP per aspiranti AGENTI DEI CALCIATORI;
sab 20 luglio 2013: CORSO PRIVATO DI GIORNALISMO CALCISTICO.
|
CORSO PER ASPIRANTI OSSERVATORI (I LIVELLO) – SABATO 13 LUGLIO 2013! www.footballworkshop.it
Se desideri ricevere informazioni dirette e più dettagliate sul workshop scrivi a avvcataliotti@libero.it o telefona direttamente all’Agente FIFA Jean-Christophe Cataliotti al 349/5739373. Si tratta di un workshop in cui interverranno agenti dei calciatori ed osservatori professionisti da anni protagonisti nel mondo del calcio. Non solo spiegazioni teoriche, ma anche esercitazioni pratiche attraverso analisi-video di calciatori da “scoprire”. Verrà analizzato un fac-simile di contratto di collaborazione che un osservatore può instaurare con un agente dei calciatori e sarà spiegato come potersi proporre agli stessi agenti. Tra gli ospiti da segnalare la presenza del giornalista LUCA TALOTTA, caporedattore di www.calciomercato.com! Nel corso della giornata verrà anche presentato il libro “I segreti dell’agente dei calciatori” (Mursia Editore) scritto a quattro mani da JEAN-CHRISTOPHE CATALIOTTI e LUCA TALOTTA. Al workshop di Reggio Emilia saranno offerti, infine, contenuti giuridico-sportivi, relativi alle norme che regolano l’attività dell’agente dei calciatori e i trasferimenti internazionali dei calciatori minorenni e di quelli professionisti. Buffet offerto a tutti i partecipanti nella pausa pranzo. A fine giornata tutti i presenti saranno impegnati in un esame pratico consistente nella redazione di una relazione tecnica su un giovane calciatore. Chi scriverà la migliore relazione sarà premiato con un workshop omaggio (il premio, ad es., potrebbe essere il prossimo corso per aspiranti osservatori, quello di II livello). Verrà rilasciato un attestato di frequenza. Le iscrizioni sono aperte. Max iscritti: 50. Non sono richiesti particolari titoli di studio né ci sono limiti di et |
CORSO OSSERVATORI (II LIVELLO) – DOMENICA 14 LUGLIO 2013! www.footballworkshop.it
Domenica 14 luglio 2013 lo staff di Cataliotti Football Workshop terrà a Reggio Emilia, dalle ore 10.00 alle ore 19.00, il corso osservatori di II livello (aperto anche a chi non ha frequentato quello di I livello).
Si tratta di un corso di 8 ore rivolto agli aspiranti osservatori interessati a collaborare con società di calcio. In aula, attraverso la proiezione di video di partite di calcio, verranno spiegate le regole da seguire per valutare le caratteristiche tecnico-tattiche di una squadra, immaginando l’aspirante osservatore alle dipendenze di una società e, pertanto, incaricato da quest’ultima di andare a “spiare” i pregi e i difetti delle squadre avversarie. L’osservatore professionista Paolo Greatti, ex Udinese, con l’ausilio di mirate e utili slide, illustrerà il lavoro dell’osservatore nella veste di “suggeritore” dell’allenatore, partendo dalla sua esperienza diretta sul campo.
Se desideri ricevere informazioni dirette e più dettagliate sul workshop scrivi a avvcataliotti@libero.it o telefona direttamente all’Agente FIFA Jean-Christophe Cataliotti al 349/5739373.
Ulteriori approfondimenti riguarderanno lo scouting internazionale.
Un allenatore professionista sarà l’ospite della giornata!
Verrà analizzato un fac-simile di contratto di collaborazione che un osservatore può instaurare con una società di calcio e sarà spiegato come potersi proporre alle società di calcio.
Ricco buffet offerto dallo staff di Cataliotti Football Workshop nella pausa dalle 13 alle 14!
Per l’iscrizione non sono richiesti specifici titoli di studio.
Verrà rilasciato a tutti i partecipanti, a fine giornata, un attestato di frequenza.
Max 50 iscritti. Non sono richiesti particolari titoli di studio né ci sono limiti di età!
DOUBLE WORKSHOP PER ASPIRANTI AGENTI DEI CALCIATORI: 17-18 LUGLIO 2013! www.footballworkshop.it
Sogni di diventare un agente dei calciatori? Vuoi emulare i grandi manager del pallone? Vuoi essere protagonista nel mondo del calcio?
A REGGIO EMILIA la Cataliotti Football Workshop ti offre la seguente nuova opportunità: due giornate di studio (17 e 18 luglio), dalle ore 14 alle ore 20, full-immersion per iniziare a preparare l’esame per il conseguimento della licenza di agente dei calciatori prima degli altri!
Come ci si iscrive all’esame? Che cosa occorre studiare? Quali sono le difficoltà dell’esame? Che cosa accade una volta superato l’esame?
A queste risposte verrà data risposta nel corso di una doppia giornata di studio – dove verranno trattati i principali argomenti d’esame – organizzata dall’Agente FIFA Jean-Christophe Cataliotti.
Nella quota di partecipazione delle due giornate (360 euro + iva) sono compresi tutti i materiali didattici aggiornati (suddivisi in tre dispense) + tanti esercizi e simulazioni d’esame.
Nel corso della giornata verrà anche presentato il libro “I segreti dell’agente dei calciatori” (Mursia Editore) scritto a quattro mani da JEAN-CHRISTOPHE CATALIOTTI e LUCA TALOTTA. (acquistabile in libreria o sui siti di vendita online come amazon, ibs, ecc.).
Un breve manuale per capire come ci si debba preparare all’esame e per conoscere i primi passi da compiere una volta diventati agenti, anche attraverso le testimonianze dei più grandi procuratori sportivi!
Gli argomenti trattati, attraverso mirate spiegazioni teoriche ed esercitazioni pratiche, saranno in particolare:
– la Legge 23 marzo 1981, n. 91 recante “Norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti”;
– le Norme Organizzative Interne della FIGC (le norme principali);
– l’Accordo Collettivo dei calciatori professionisti di serie A;
– i Regolamenti – FIGC e FIFA – degli agenti dei calciatori;
– il Regolamento FIFA sullo status e sul trasferimento dei calciatori (con particolare attenzione all’indennità di formazione e al meccanismo di solidarietà);
– il Regolamento per le procedure della Commissione per lo status del calciatore e la Camera di risoluzione delle controversie;
– lo Statuto della FIFA.
Max 30 iscritti.
E’ richiesto il diploma di maturità.
Se desideri ricevere informazioni dirette e più dettagliate sul workshop scrivi a avvcataliotti@libero.it o telefona direttamente all’Agente FIFA Jean-Christophe Cataliotti al 349/5739373.
Tutti pazzi per lui, per Petkovic, l’ex alieno piombato nel calcio italiano. L’elogio di Lotito: «Ha caratteristiche non comuni». L’incoronazione di Klose: «Petkovic fa tutto bene, anche in allenamento lavoriamo al meglio». I complimenti di Hernanes: «Ha creato un ambiente positivo, una mentalità vincente, questo ci porta a correre e a fare sacrifici» . I cori dei tifosi: «Onorati di averla in panchina, mister. Ci porterà in alto, il suo calcio diverte, la sua Lazio fa sognare» , basta visitare i forum. E nata la “Petkomentalità”, la chiamano così i supporter laziali. E’ una mentalità vincente, dominante, travolgente. Petkovic ha conquistato tutti con l’idea del “leaderato”, del calcio assatanato, eretico rispetto alle ultime Lazio. Non partecipa ai teledeliri , è un timoniere abile e illuminato, un dosatore di aggettivi, un tessitore di gioco, uno psicologo. Ha la mascella forte e le idee ben salde, piace anche agli imparziali e agli avversari. Col suo stile ha conquistato Petrucci, il presidente del Coni: «Mentalità vincente» . E ha colpito uno come Buffon: «Che sorpresa» . Crede nel valore dell’uomo, nella personalità e nel talento del giocatore. Considera lo schema un mezzo, non il fine. Ha creato una Lazio ricca dentro senza dover esserlo fuori, alla Lotito. Il suo calcio ha un tocco di signorilità. Stile di gioco e di vita, conosce un solo verbo, da coniugare il più possibile: vincere. Anzi due: vincere, dominare. Restando umile.
LA NUOVA MENTALITA’ – La squadra pensa in grande si gioca sempre per vincere
Si gioca per dominare, non per partecipare. La sorpresa è Petkovic: ha cambiato la mentalità della Lazio, le ha insegnato a ragionare da grande, ad andare in campo per vincere ovunque e comunque. Prima non prenderle? No, mai. Prima di tutto scendere in campo con carattere, con l’idea e la consapevolezza di non essere inferiori a nessuno. La Lazio fa ciò che dice Petkovic, segue l’allenatore, applica i suoi metodi, rispetta la sua filosofia calcistica e la interpreta al meglio. E’ una Lazio affamata, così la vuole il tecnico bosniaco-croato. Undici partite, otto vittorie, un solo pareggio (contro il Tottenham), due sconfitte (Genoa e Napoli), sono i numeri della prima fetta di stagione. «Dobbiamo fare il salto di qualità. In passato contro le piccole si soffriva, ora siamo più preparati e concentrati», ha svelato Hernanes. Tutto vero, ora bisognerà convincere contro le concorrenti dirette. Si gioca sempre per dominare.
I RECORD – Sette turni e cinque vittorie così nel 1999-00: fu trionfo
Vincere e dominare. Detto, fatto. Cinque vittorie in campionato, cinque vittorie in sette partite, nessun pareggio. O la va o la spacca, non ha mezze misure questa Lazio. Petkovic ha centrato un altro piccolo (grande?) record: è partito a razzo in serie A (tre vittorie di fila come Maestrelli nell’anno del primo scudetto) e ha eguagliato Eriksson. Il tecnico svedese centrò cinque successi in sette turni nell’anno del secondo scudetto biancoceleste. La Lazio vince e segna, ha realizzato 12 gol, ne ha subiti 6, il conto è riferito al campionato. In tutto sono stati messi a segno 18 gol in 11 partite ufficiali (vanno calcolate le esibizioni in Europa League). E’ una Lazio che cerca la porta e la trova, solo Juventus, Napoli e Roma finora hanno segnato di più in serie A. Petkovic ha chiesto più cinismo, la squadra crea tante occasioni, ma a volte s’inceppa. Si lavorerà per crescere e segnare ancora di più.
LA GESTIONE DELLO SPOGLIATOIO – Ha conquistato il gruppo tutti devono essere leader
«Siamo tutti leader», parola di Klose. Petkovic ha lavorato sul gruppo, l’ha conquistato in poco tempo. E’ rispettato e stimato, ha saputo conquistare la stima dei big e i giovani lo seguono, lo considerano un maestro di vita e calcio. E’ una Lazio con tanti leader, in campo non emerge solo la filosofia calcistica, ma anche il rispetto dei ruoli, il sacrificio, l’attaccamento alla maglia. E’ una Lazio ordinata, unita, spettacolare, gioca e si diverte, vince e non è mai doma: cerca sempre di migliorarsi, guarda al futuro partendo dal presente. «Vincere e convincere…», questo vuole Petkovic, l’ha detto anche ieri pomeriggio. D’accordo la mentalità vincente, ma il tecnico pretende anche umiltà, vuole che la squadra resti con i piedi ben saldi per terra. Lotito ha centrato il punto dopo il match di Pescara: «Ognuno aiuta l’altro e ognuno è utile alla causa. E’ come una rete che viene gettata in campo».
IL PIANO D’ATTACCO – Il dominio nei primi tempi 9 gol segnati sui 12 totali
Il piano di Petkovic funziona, ci sono le prove, fanno fede le partite fin qui giocate. Dominio, assalti, gol partoriti in breve tempo e raddoppi che arrivano sistematicamente. Così si vince, così si gioca. Vlado prova sempre a chiudere le partite nei primi venti minuti, è successo a Verona, è successo a Pescara, è accaduto spesso. Hernanes, Klose, Klose: all’Adriatico i tre gol sono arrivati in 35 minuti, non è stato un caso. La Lazio ha realizzato 12 reti in 7 turni di serie A, ben 9 gol sono arrivati nei primi 45 minuti. Questo sì che è dominio: «La mia Lazio deve avere una fame infinita», è una delle frasi più utilizzate dal tecnico bosniaco-croato. Fase difensiva e fase offensiva, sono i suoi cavalli di battaglia: devono essere curate allo stesso modo, con equilibrio, senza lasciare nulla al caso. E la fame non deve mai diminuire, non basta mai vincere, non basta mai segnare.
IL MODULO – Si attacca in 5, tutti i ruoli scelti secondo qualità
Si scrive 4-1-4-1, è il modulo della Lazio. A Petkovic non piacciono i numeri, parla di calcio, di movimenti, di concetti di gioco, di fase difensiva e offensiva. La sua filosofia ormai si conosce: la squadra dev’essere ordinata, deve giocare con attenzione, coprendo gli spazi e attaccando la profondità. Ha deciso la posizione di ogni giocatore assecondando caratteristiche e qualità (Hernanes vale come esempio). Secondo Vlado il modulo va adattato ai calciatori, non viceversa. La fase d’attacco comprende sempre 4-5 giocatori, il centrocampo è molto mobile, è formato da due centrali e da due esterni. Le mezzali e i cursori spesso si scambiano le posizioni, così si diventa imprevedibili. La mediana è formata da giocatori di forza (Gonzalez) e talento (Hernanes). I cursorsi (Candreva e Mauri o Lulic e Ederson) lavorano nelle due fasi e possono colpire. Il centrocampo è intercambiabile, l’ìdentità di gioco immutabile.
ESPERIENZA ESTERA E LAVORI HI-TECH – Prevenzione degli infortuni e il rendimento migliorato
Non solo Petkovic, merita complimenti anche il suo staff. Il vice Manicone, il preparatore atletico Rongoni, l’analista tattico Jesse Fioranelli e Grigioni, il preparatore dei portieri. La squadra di tecnici è sensibile alle innovazioni tecnologiche, le applica in ogni lavoro. Lo studio dei ruoli e delle posizioni in campo, lo studio degli avversari e dei flussi di gioco, la prevenzione infortuni (è stata creata una banca dati specifica), i miglioramenti tecnici e tattici. E tutto studiato, non s’improvvisa nulla. Viene analizzato ogni aspetto della preparazione fisica, degli allenamenti, delle partite. Fioranelli prende appunti, registra video con l’inseparabile iPad, è un collaboratore strettissimo di Petkovic. In questo modo sono diminuiti gli infortuni sistematici, quelli registrati sono stati causati da incidenti di gioco, fastidi cronici, sforzi multipli. In questo modo è migliorato il rendimento dei singoli: Konko è un esempio lampante.
PETRUCCI – «E’ un tecnico vincente. La Lazio è la sorpresa della stagione»
Elogi e complimenti. Il calcio italiano ha scoperto Vladimir Petkovic e ora lo ammira, lo consacra. Gianni Petrucci, presidente del Coni, ha espresso parole dolcissime nei confronti della Lazio e del suo nuovo condottiero: «La Lazio è una bellissima realtà e fa bene il presidente Lotito a tenere il volume basso perchè i biancocelesti, da quanto visto in queste prime giornate, saranno la vera sorpresa del campionato. Petkovic? Devo fargli i complimenti, non lo conoscevo. Per dichiarazioni e immagine sta dimostrando di essere veramente un vincente. Ovviamente ci potranno essere delle sconfitte però è partito col piede giusto. Si decantano tanti altri tecnici, ma bisogna ammettere che Lotito ancora una volta ha azzeccato la scelta». Petrucci è intervenuto ieri mattina alla presentazione dei campionati di pallanuoto maschile e
femminile di serie A1 presso la Sala Rossa del Foro Italico, ha affrontato tanti temi, s’è soffermato sul momento magico che stanno vivendo i biancocelesti.
BUFFON – Complimenti ed elogi, quanti onori. Petkovic è stato celebrato anche da Gigi Buffon, il portiere della Juventus e dell’Italia apprezza il suo gioco e il suo stile: «Durante il campionato ci sono sempre sorprese, la prima è la Lazio, sta facendo cose eccezionali e ha un allenatore intelligente, al passo con i tempi. Petkovic parla italiano meglio di tanti italiani».
fonte: CdS
LA FEDERAZIONE
Il calcio da tavolo è il Subbuteo, nome commerciale con cui tanti appassionati continuano a chiamarlo.
Si tratta delle riproduzione in miniatura del calcio, ma con modalità e strategie che lo avvicinano molto al biliardo ed agli scacchi.
La Federazione Italiana Sport Calcio Tavolo (FISCT), fondata nel 1994, coordina le Associazioni Sportive Dilettantistiche sul territorio nazionale, organizzando gli eventi federali quali i campionati di categoria (Serie A, Serie B, Serie C, Serie D e Interregionale), la Coppa Italia ed il Campionato Italiano e sovrintendendo tutti i tornei sul territorio denominati “FISCT TOUR”.
Oltre 800 atleti affiliati danno vita a competizioni federali sempre emozionanti ed incerte fino alla fine.
GLI UNDER
L’attività giovanile è parte molto importante per lo sviluppo del Calcio Tavolo. Campionati dedicati, la nazionale under 12, under 15 e under 19, sono considerate attività centrali.
Il progetto formativo per sviluppare l’attività giovanile prenderà il via già dalla prossima stagione sportiva e l’obiettivo sarà creare delle “Scuole Calcio Tavolo” sul territorio per l’avviamento all’attività agonistica.
I CAMPIONATI
I campionati di categoria si dividono in Serie A, Serie B, Serie C, Serie D ed Interregionale.
Ogni anno danno vita a spettacolari eventi dove tutte le Associazioni Sportive affiliate mettono in campo i loro migliori giocatori per cercare do ottenere lo scudetto, come la promozione al campionato di categoria superiore piuttosto che lottare per la salvezza.
COPPA ITALIA
Evento particolarmente sentito rappresenta uno dei tornei col maggior numero di partecipanti di tutto il panorama mondiale.
Le squadre ed i singoli si affronta-no in un intensissimo week end per cercare di arrivare alla conquista dell’ambitissimo titolo.onquista dell’ambitissimo titolo.
A cura di: F.I.S.C.T.
Saverio Bari bissa il successo del 2012 con un nuovo titolo individuale nazionale
E’ stato ancora il Palazzetto dello Sport di Chianciano T. (SI) la cornice dei XXXIX Campionati Italiani Assoluti FISCT, edizione 2013. Ai nastri di partenza 15 team per l’evento che ha decretato i Campioni d’Italia per le categorie giovanili “PRIMAVERA” e “U19” (trofeo V. Colomba) e oltre 120 atleti nella competizione individuale, disputatasi il sabato, che assegna i vari titoli di categoria.
Sette le categorie previste: MASTER – CADETTI – VETERAN – U19 – U15 – U12 – LADIES.
Presenti come sempre i migliori esponenti del CdT italiano, venuti fuori dalle qualifica-zioni regionali e dall’elite del ranking nazionale, per contendersi l’ambitissimo titolo, che l’anno prossimo vedrà superare il traguardo della 40a edizione. Titolo che staccherà di diritto il biglietto per la prossima FISTF World Cup di Madrid, mentre molte delle scelte dei due CT Lamberti & Palmieri saranno certamente influenzate dall’esito delle gare.
Nella cat. MASTER consueta formula con i quattro maxi-gironi preliminari, tutti davvero affascinanti.
Da brividi il girone A, con Saverio BARI, Daniele BERTELLI e Massimo BOLOGNINO. Intrigante il girone C, che vede fronteggiarsi i baby terribili Luca COLANGELO e Luigi DI VITO insieme alla testa di serie Gerardo PATRUNO. L’unica sorpresa è la prematura eliminazione di Andrea DI VINCENZO, in giornata decisamente no.
Agli ottavi cade anche Daniele POCHESCI per mano del decano Edoardo BELLOTTO, mentre il derby del Monferrato tra COLANGELO e Luca ZAMBELLO se lo aggiudica il primo con un perentorio 3-1. Una citazione a parte merita l’incontro tra Emanuele LICHERI e BOLOGNINO. Il forte atleta sardo si rende protagonista, nei secondi conclusivi del sudden death, del gesto tecnico più spettacolare dell’intera kermesse e vola ai quarti, dove prosegue la sua corsa eliminando anche PATRUNO.
A completare il tabellone Daniele BERTELLI e BARI, che stoppano i due baby COLANGELO e DI VITO e BELLOTTO, che elimina il sorprendente (mica tanto) Stefano FLAMINI. In semifinale LICHERI regge un tempo contro Daniele BERTELLI, poi si arrende con un eloquente 1-4. BARI invece deve sudare le proverbiali sette camicie per prevalere sul lanciatissimo BELLOTTO.
La finale è l’immancabile sfida incerta e ad alta tensione tra Saverio BARI e Daniele BERTELLI.
Se la aggiudica il primo per 3-2 ai tiri piazzati, dopo che i tempi regolamentari si erano chiusi sull’1-1. Per il reggiano è il meritatissimo tris consecutivo!
Nella cat. CADETTI bene Maurizio JON SCOTTA, Pasquale SEPE, Romualdo BALZANO e il duo laziale Simone TRIVELLI/Gianmarco DEL BROCCO, che accedono alle semifinali insieme a BALZANO e il solido spezzino Gianfranco MASTRANTUONO. Al termine di due tiratissimi match la finale è tutta biancazzurra.
Vedrà prevalere il può esperto TRIVELLI per 2-1.
Nei VETERAN il solito parterre de roi al via, assente giustificato il campione del mondo Francesco MATTIANGELI. Praticamente nessuna sorpresa nella fase preliminare, approdano agli ottavi tutti i favoriti. Qui, non annunciata, è la resa di Claudio DOGALI contro Cesare SANTANICCHIA, meno prevedibile il passaggio del turno di Raffaele DI VITO a spese di Francesco QUATTRINI.
Ai quarti match equilibrati, il solo Gianfranco CALONICO lascia intendere che venderà cara la pelle sino alla fine, sbarazzandosi con disarmante facilità di un rientrante Max SCHIAVONE.
In semifinale il rullo compressore sanremese doma Massimiliano CROATTI, nell’altra derby perugino tra Stefano DE FRANCESCO e Fabio BELLONI. La spunta a fatica il primo.
Bellissima e piro-tecnica la finalissima, CALONICO se la aggiudica con un conclusivo 3-2, bissando così il successo di novembre in Coppa Italia.
Nella cat. U19, nonostante l’assenza di COLANGELO, DI VITO e ZAMBELLO, favoriti d’obbligo gli “orange” napoletani Luca BATTISTA e Andrea CICCARELLI, con il laziale Andrea MANGANELLO nel ruolo di “terzo incomodo”.
Tra questi si inserisce a completare la griglia dei semifinalisti il terzo Fighters presente Antonio PELUSO. Ma CICCARELLI è un ostacolo troppo arduo, mentre al termine di un meraviglioso match BATTISTA prevale su MANGA-NELLO. L’epilogo è storia a sé… Andrea CICCARELLI si conferma ai vertici ella categoria aggiudicandosi il titolo al termine di un sofferto 2-1.
Nella cat. U15 è pesante l’assenza dalla competizione del solido ed esperto catanese PANEBIANCO, così come è stato interessante valutare i progressi di Filippo CUBETA di Pierce 14. La vittoria finale se la giocano in tre, fra i due scugnizzi Marco DI VITO degli Eagles Napoli e Matteo CICCARELLI dei Fighters si inserisce il piemontese Paolo ZAMBELLO, voglioso di rivincite dopo la non brillante prestazione in Coppa Italia.
Positivo anche il percorso del siciliano Antonio LA TORRE e in crescita il pisano Lorenzo TAMBURRI. In semifinale l’eterna sfida tra DI VITO e CICCARELLI si risolve di misura a favore dell’aquilotto partenopeo, mentre ZAMBELLO facile su Nicola BORGO.
La finale thrilling è un concentrato di emozioni, tecnica e furore agonistico. Prevale un po’ a sorpresa ZAMBELLO per 2-1 al sudden death.
Nella cat. U12 occhi puntati sull’oggetto misterioso Claudio LA TORRE. Dominatore tra le mura amiche della sua isola, la Sicilia, è atteso alla conferma in una manifestazione nazionale in cui ritrova tutti i migliori della categoria, i cremonesi Matteo BRILLANTINO e Marco CRISTIANO, il napoletano Francesco VEZZUTO e il toscano Leonardo GIUDICE. Piano piano il piccolo e implacabile giallorosso messinese sbaraglia con disarmante semplicità la concorrenza, dimostrando nonostante l’imbarazzante superiorità doti di umiltà e fair-play impensabili alla sua età.
Entusiasmante la semifinale tra BRILLANTINO e VEZZUTO, risoltasi per 4-3 a favore del cremonese, mentre nell’altra troppo facile per LA TORRE, vittorioso con un eloquente 7-1 su GIUDICE.
La finale vede la costante prevalenza territoriale di LA TORRE, che però mette in cassaforte l’incontro solo nelle fasi finali, aggiudicandoselo con un perentorio 4-0.
A cura di: F.I.S.C.T.
SABATO 8 GIUGNO si terrà a REGGIO EMILIA un corso per aspiranti osservatori di calcio (I livello) della durata di un giorno (9-18). Il corso è rivolto a tutti coloro che sono interessati a collaborare con agenti di calciatori (o con società di calcio) in qualità di talent scout e vogliono apprendere le regole di base per esercitare la libera attività dell’osservatore di calcio. Sarà, anche, spiegato come potersi presentare agli agenti o alle società per essere “ingaggiati” come collaboratori. Un workshop in cui interverranno agenti ed osservatori professionisti da anni protagonisti nel mondo del calcio. Non solo spiegazioni teoriche, ma anche esercitazioni pratiche attraverso analisi-video di calciatori da “scoprire”.
ECCEZIONALE ospite della giornata sarà MASSIMO TAIBI, ex portiere di MILAN e MANCHESTER UNITED, oggi responsabile del settore giovanile del MODENA CALCIO! Parlerà della sua esperienza di grande calciatore per poi passare all’analisi dei parametri di valutazione dei giovani calciatori, con particolare attenzione al ruolo del portiere!
Straordinario ospite-docente della giornata sarà MARTIN SCHOOTS, il manager del campione dell’Ajax CHRISTIAN ERIKSEN!
L’olandese Martin Schoot, apprezzato manager e talent scout a livello internazionale, dispenserà preziosi consigli agli aspiranti osservatori di Reggio Emilia su come e dove si debbano scovare i calciatori di talento!
Per maggiori info si rimanda al sito www.footballworkshop.it dove è possibile consultare il “programma del corso” e scaricare il “modulo di iscrizione”.
Seguirà al suddetto workshop, DOMENICA 9 GIUGNO, sempre a REGGIO EMILIA, il corso osservatori di II livello (aperto anche a chi non ha frequentato quello di I livello e sempre della durata di un giorno), rivolto agli aspiranti osservatori interessati a collaborare con società di calcio. In aula, attraverso la proiezione di video di partite di calcio, verranno spiegate le regole da seguire per valutare le caratteristiche tecnico-tattiche di una squadra, immaginando l’aspirante osservatore alle dipendenze di una società e, pertanto, incaricato da quest’ultima di andare a “spiare” i pregi e i difetti delle squadre avversarie. L’osservatore professionista PAOLO GREATTI, ex Udinese, con l’ausilio di mirate e utili slide, illustrerà il lavoro dell’osservatore nella veste di “suggeritore” dell’allenatore, partendo dalla sua esperienza diretta sul campo.
Per maggiori info si rimanda al sito www.footballworkshop.it dove è possibile consultare il “programma del corso” e scaricare il “modulo di iscrizione”.
Come diventare un agente dei calciatori: un manuale per conoscere i segreti di una professione che è diventata la padrona del mercato del calcio.
In Italia sono attualmente 950 gli agenti dei calciatori iscritti nel registro della Federazione Italiana Giuoco Calcio, ma sono migliaia i ragazzi, e le ragazze, che sognano di entrare a far parte della categoria che è «diventata padrona del mercato». La definizione è di Xavier Jacobelli che firma la prefazione del manuale per aspiranti procuratori appena pubblicato da Mursia, I segreti dell’agente dei calciatori (pagg. 184, euro 15,00) scritto a quattro mani da Jean-Christophe Cataliotti, avvocato, esperto di diritto sportivo, agente Fifa, e Luca Talotta, giornalista caporedattore di www. calciomercato.com, autentica bibbia del settore.

La prima parte del volume contiene le risposte alle domande più frequenti su questa professione: da come affrontare e superare l’esame di idoneità (sono di norma due le sessioni previste, una a marzo e una settembre) al contratto dei calciatori professionisti, ai trasferimenti internazionali e così via.
Nella seconda parte ecco le dirette testimonianze di dieci big della categoria: Accardi, Bastianelli, Branchini, Cattoli, D’Amico, Lippi, Manfredonia, Pallavicino, Pastorello e Vigorelli danno consigli utili e gustosi aneddoti sulla loro professione. Ogni agente ha la sua storia e il suo stile di lavoro e, ovviamente, i suoi «segreti».
Giovanni Branchini, un veterano che ha avuto in portafoglio Alemao, Ronaldo, Nakata, e oggi Montolivo, Ogbonna, Poli e Pepe, ha cominciato dal pugilato per poi approdare al calcio. «Per fare questo lavoro devi essere in grado di volere bene agli altri» è il suo consiglio da professionista che si fa un punto d’onore l’avere mantenuto sempre rapporti di amicizia con i suoi assistiti. Conserva ancora come un cimelio l’improbabile infradito tempestato di Swarosky con cui Nakata si presentò a firmare il contratto con il Parma di Callisto Tanzi, un uomo da sempre attento all’aspetto fisico e all’estetica…
Andrea Cattoli, agente della nuova leva molto apprezzato dal mercato (nel 2012 ha portato il difensore Francesco Acerbi al Milan) consiglia un profilo basso: «I migliori procuratori si riconoscono non da ciò che raccontano ma dai risultati che ottengono per i loro assistiti. Devi esserci 24 ore su 24, sette giorni su sette e curare tutti i settori della vita del calciatore: fiscale, amministrativo, marketing».
Tra gli agenti sono molti quelli che hanno un passato da calciatore. Davide Lippi, ex calciatore, cognome importante e talento da scout suggerisce ai neofiti un mix di conoscenza tecnica, capacità di fare pubbliche relazioni e istinto: «Io guardo i ragazzi in faccia: uno ha la faccia da giocatore, c’è poco da fare».
C’è anche chi alla professione di agente è arrivato dalle fila del giornalismo. È il caso di Carlo Pallavicino che spinto dalla curiosità «di scoprire che cosa accade al di là del buco della serratura» si è spostato dall’altra parte della barricata. Quello che ha scoperto è un mondo duro dove l’atteggiamento deve essere da «uno su mille ce la fa». Fondamentale per riuscire: la sincerità con i propri assistiti che spesso sono ragazzi appena usciti dall’adolescenza catapultati in un mondo di adulatori.
E infine «mai lasciare niente di intentato» il consiglio è di Claudio Vigorelli, passato dalla tv al mondo degli agenti. E se lo dice lui che ha scoperto Kallon dando credito alla segnalazione di un albergatore svedese c’è da credergli.
Per informazioni: ufficio stampa Mursia – tel. 02 67378502 – 02 67378515
email: ufficiostampa2@mursia.com
Il calcio è cambiato…
Tempo fa ti venivano a prendere per la strada o ti chiedevano di andare a giocare perché vedevano in te delle doti. Una borsa, una tuta, il far parte di un gruppo di bambini o ragazzi con dei colori in comune. Era tutto.
Ora vi sono molti ragazzini che vengono portati al campo anche contro la loro volontà, con scarpe colorate e fascia tergi capelli sulla zazzera.
Doti? Se ne vedono pochine!
Non è costruttivo!
Molti, ma non tutti padri vorrebbero che i loro figli diventassero quello che loro non sono mai riusciti ad essere: dei campioni, o “quantomeno” dei giocatori di Serie A.
Tempo fa i nostri genitori vedevano il nostro sorriso su un campo di calcio ed erano soddisfatti; ultimamente sono insoddisfatti anche se i loro figli sono felici in un campo a ciuffi con un pallone approssimativo, solo perché non giocano come e soprattutto quanto vorrebbero.
E sempre più i bambini cercano l’approvazione del genitore appollaiato dietro la rete anziché seguire le direttive del proprio istruttore/educatore. Questo non va bene. Padri e madri danno istruzioni, distraendo il bambino e togliendo a chi guida il gruppo l’autorevolezza che il ruolo gli attribuisce.
Una volta i bimbi vedevano il calcio alla tivù solo alla domenica; e “dal vivo” al campo di paese se non avevano la fortuna di essere accompagnati in qualche cornice di serie superiore;
Si, vi era la Coppa dei campioni al mercoledì, appuntamento attesissimo di metà settimana sulla Rai.
Ora c’è il calcio sul piccolo schermo tutte le ore di ogni santo giorno: non c’è più quel desiderio attanagliante…
Si, la tivù.
Che fa esultare i bimbi come Pato, Balotelli, Luca Toni e compagnia cantante… E che fa preparare le partite con la difesa “a zona” ad “allenatori” che non insegnano dapprima ai loro ragazzi a marcare“a uomo”.
Non tanto tempo fa c’era l’oratorio o i giardinetti con due maglioni o due zainifar da porte su terreni di gioco inventati da far sbucciare le ginocchia. Chi aveva il pallone decideva chi far giocare e il più scarso stava in porta.
La disputa dei giorni nostri è tra Fifa o PES…
Mia madre mi portava al campo e non pagava nessuna quota annuale. Era sufficiente che suo figlio giocasse e si divertisse, senza farsi male. La mia squadra, il mio Allenatore erano contenti.
Ora, da quando si paga la quota per far giocare i propri figli, (quasi) tutti siamo diventati un po’ esigenti. “Come? Io pago come Tizio, perché mio figlio gioca di meno rispetto a Tizio? E quasi quasi, se Tizio si facesse male… Allucinante!!!
Ricordo che non vedevo l’ora di essere”cartellinato” e osservare la mia fototessera sul cartellino, che se ben ricordo era rosa; e di premio preparazione non se ne sentiva mai parlare. Attualmente il premio preparazione può assurdamente pregiudicare la bravura di un ragazzino con prospettiva.
Fino a 10 anni fa giocavi o allenavi in una società da te ambita ma anche no, perché eri bravo o il più bravo. La meritocrazia era ancora in essere; l’anno scorso per allenare in eccellenza mi hanno chiesto se avessi avuto uno sponsor e di quello che ho fatto in 12 anni di “carrierina” da Mister a nessuno frega….
Si trovano certe capre in panchina…
Al mio esordio n serie D sono stato cacciato perché non facevo giocare tre giocatori i cui padri avevano rimpinguato le casse della società (ovviamente scarsi). A pensarci bene dovevo farli giocare e sarei ancora a praticare quelle categorie…
Quando andai a colloquio con le società professionistiche in cui ho allenato a livello di settore giovanile, mi dissero: “Noi abbiamo un unico scopo: quello di far crescere i ragazzi e tirarne fuori almeno un paio per gli alti livelli; la classifica non conta”.
Palle, tutte palle clamorose. Sotto pressione più di una prima squadra di Serie D che si deve salvare ai Play Out con un risultato su tre. La classifica, prima di tutto.
E inoltre di esoneri a livello di Settore giovanile non se ne doveva sentire nemmeno parlare e non ce n’erano. Attualmente certi pseudo direttori nominati da presidenti a dir poco non esperti riescono a esonerare anche gli allenatori degli allievi per”motivi tecnici”. (Oltre a fare “magie” col budget messo a disposizione).
E quando mi convocavano in prima squadra ed ero ancora capitano degli Allievi, a 16 anni? Non dormivo la notte per l’eccitazione. Se adesso andiamo a convocare un ragazzo della juniores, gli facciamo soltanto un dispiacere…
Tanti anni fa i procuratori non esistevano; lo scambio di giocatori lo facevano i presidenti seduti a un tavolo di qualche trattoria e giocatori di promozione trovavano squadra col passaparola. Attualmente i procuratori fanno il calcio e costano alle società (anche dilettantistiche, sigh!), parecchi denari di provvigione…
Un tempo, tanto vicino ma troppo lontano il calcio era più divertimento di adesso.
E soprattutto chi meritava, meritava. E viaggiava.
Occorre più meritocrazia e meno nepotismo.
Claudio Damiani
La Lega Nazionale Dilettanti ha rese note le direttive in materia di giovani e di fuoriquota nel campionato juniores.
Il Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti, nella riunione dell’8 Febbraio 2013, ha deliberato quanto di seguito specificato in ordine ai seguenti obblighi minimi di partecipazione dei calciatori, in relazione all’età, per le gare dell’attività ufficiale della Stagione Sportiva 2013-2014, riferite alle Società partecipanti al Campionato Nazionale di Serie D, ai Campionati Regionali di Eccellenza e Promozione, nonché alla Coppa Italia di Serie D, alla Fase Nazionale della Coppa Italia Dilettanti della L.N.D. e alle gare di spareggio-promozione fra le squadre seconde classificate nei Campionati di Eccellenza:
CAMPIONATO 2013/2014
SERIE D
Nato da 1.1.1993 : UNO
Nato da 1.1.1994 : DUE
Nato da 1.1.1995 : UNO
ECCELLENZA
Nato da 1.1.1993 : ZERO
Nato da 1.1.1994 : UNO
Nato da 1.1.1995 : UNO
PROMOZIONE
Nato da 1.1.1993 : ZERO
Nato da 1.1.1994 : UNO
Nato da 1.1.1995 : UNO
Le Società hanno l’obbligo di rispettare, sin dall’inizio e per l’intera durata delle gare e, quindi, anche nei casi di sostituzioni successive, la disposizione minima di impiego dei calciatori sopra indicata. Resta inteso che, in relazione a quanto precede, debbono eccettuarsi i casi di espulsione dal campo e, qualora siano gia’ state effettuate tutte le sostituzioni consentite, anche i casi di infortuni dei succitati calciatori. Previa approvazione del Consiglio di Presidenza della L.N.D. e fatta salva l’applicazione minima della norma stessa, i Comitati potranno comunque prevedere, per i rispettivi Campionati di Eccellenza e di Promozione, disposizioni aggiuntive a quelle previste dalla direttiva suindicata, sempre che non venga superato il contingente complessivo di quattro calciatori. Detto limite di quattro calciatori non deve essere superato, anche nel caso di eventuale introduzione di un numero di calciatori c.d. ‘fidelizzati’, pari o superiore a una unità, nel Campionato di Eccellenza.
L’inosservanza delle predette disposizioni, ivi comprese quelle facoltativamente stabilite dai Consigli Direttivi dei Comitati, se ed in quanto deliberate dagli stessi Consigli Direttivi dei Comitati e approvate dal Consiglio di Presidenza della Lega Nazionale Dilettanti, sarà punita con la sanzione della perdita della gara prevista dall’art. 17, comma 5, del Codice di Giustizia Sportiva.
Per quanto attiene alle limitazioni di impiego dei calciatori, in relazione all’età, negli altri Campionati dilettantistici della Stagione Sportiva 2013-2014, i Comitati, le Divisioni e i Dipartimenti saranno tenuti ad uniformarsi alle consuete disposizioni emanate dalla Lega Nazionale Dilettanti attraverso il proprio Comunicato Ufficiale n. 1.
Nelle gare dell’attività ufficiale organizzata direttamente dalla L.N.D., che si svolgeranno in ambito nazionale nella Stagione Sportiva 2013-2014 (Coppa Italia; gare spareggio – promozione fra le seconde classificate del Campionato di “Eccellenza” per l’ammissione al Campionato Nazionale Serie D, ivi comprese – in quest’ultimo caso – quelle che si svolgono fra squadre appartenenti allo stesso Comitato Regionale), dovrà essere osservato unicamente l’obbligo minimo sopra indicato, riferito ai Campionati di Eccellenza. Il Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti, nella riunione dell’8 Febbraio 2013, ha altresì deliberato in ordine alla facoltà di impiego del seguente numero massimo di calciatori “fuori quota” ammessi a partecipare al Campionato Nazionale Juniores, al Campionato Regionale Juniores e al Campionato Provinciale Juniores della Stagione Sportiva 2013-2014:
Limite di età: calciatori nati da 1.1.1995 in poi
CAMPIONATO 2013-2014
Juniores Nazionale
Nati da 1.1.1993 : ZERO
Nati da 1.1.1994 : DUE
Senza limitazioni in relazione all’età massima : UNO
Juniores Regionale
Nati da 1.1.1993 : ZERO
Nati da 1.1.1994 : TRE
Senza limitazioni in relazione all’età massima : ZERO
Juniores Provinciale
Nati da 1.1.1993 : QUATTRO
Nati da 1.1.1994 : ZERO
Senza limitazioni in relazione all’età massima : ZERO
Il gioco del calcio nel corso degli ultimi anni ha avuto dei radicali cambiamenti, cercando però di ammodernarsi, nel bene e nel male.
Abbiamo assistito a cambi di regolamenti, sono stati costruiti nuovi stadi, le pay-tv oramai sono il nostro pane quotidiano per la trasmissione delle partite, ma purtroppo teatro anche di vere e proprie battaglie tra le società e i propri giocatori, causa le grosse quantità di denaro che circolano in questo mondo. Una volta il calcio veniva vissuto per quello che era, come una grande manifestazione sportiva, senza badare più di tanto ai soldi e ai super contratti.
Ora invece molti scenari sono cambiati e numerose questioni si sono sollevate, una di queste è il Mobbing. Riconosciuto per la prima volta nel 1999 dalla Caorte di Cassazione e poi confermato dalla Cassazione nel 2002, il mobbing si definsce come l’insieme di quei comportamenti violenti, perlopiù di natura psicologica, i quali vanno a ledere nel lungo tempo la dignità delle persone. Nel mondo del calcio non c’è una norma che disciplina in particolare la materia ma negli ultimi anni sono sorti dei casi di tensione tra società e i rispettivi atleti e la definizione è entrata, senza volerlo, anche in questo ambito.
Il primo caso di Mobbing l’abbiamo avuto con il calciatore Zanin, ex attaccante del Montichiari che a causa di una controversia con la società per il suo stipendio troppo elevato venne messo ai margini della squadra con umiliazioni sia da parte dei compagni di squadra che dell’allenatore, arrivando persino a minacce e a delle percosse; tutto ciò si evince dagli articoli letti nei diversi quotidiani che raccontano la vicenda. Nel 2004 la Corte Disciplinare da ragione al calciatore e condanna con ammende la società Montichiari, l’allenatore e il Team Manager. La stessa Corte Disciplinare però definisce con più precisione questa sentenza in quanto il Mobbing può essere appellato e disciplinato solo se vi è stata una lesione a livello psichico nei riguardi del soggetto. Tale lesione quindi deve essere accertata da un medico legale che verifica con accuratezza l’effettiva patologia.
Un altro caso che vogliamo mettere in luce è quello dell’ex giocatore di Ternana, Fiorentina, Inter e Lazio, Luis Antonio Jiménez. Il centrocampista cileno per anni è stato al centro di una controversia con la società Ternana la quale ha sempre mantenuto la proprietà della metà del suo cartellino, chiedendo cifre esorbitanti alle società che tentavano di acquistare l’intero diritto di prestazione del giocatore. Il cileno per anni ha vissuto nel limbo dei prestiti, cambiando molte squadre e appellandosi poi alla FIFA chiamando in causa la società per Mobbing e finendo infine fuori rosa. La situazione si è conclusa con la rescissione del contratto con il club umbro appellandosi all’articolo 17 anche se la carriera di Jimenez non è mai riuscita a decollare nonostante il grande talento.
Altri casi da rilevare sono state le problematiche tra il portiere Federico Marchetti, attuale giocatore nella Lazio ma al tempo portiere del Cagliari, che era stato messo ai margini della rosa fino ad arrivare a ricoprire il ruolo di terzo portiere a causa di una sua intervista riguardo il gradimento di un eventuale trasferimento alla Sampdoria. Alla fine la vicenda dopo un anno si risolse consensualmente e il giocatore andò alla Lazio. Gli ultimi episodi rilevanti sono quelli di Goran Pandev della Lazio e non ultimo quello di Snejder dell’Inter. L’ex giocatore della Lazio, adesso al Napoli, fu uno dei casi più accesi negli ultimi anni e per molto tempo le pagine dei giornali scrissero articoli in merito; venne messo fuori per mesi per una diatriba sulla non vendita del giocatore in sessione di calciomercato. Il giocatore tramite il suo avvocato si appellò alla giustizia sportiva e fece un’azione legale contro la società Lazio per Mobbing e alla fine il collegio arbitrale condannò la società capitolina ad un risarcimento delle spese legali e ad un’ammenda di 160.000 euro svincolando il giocatore, libero di accasarsi a parametro zero all’Inter.
Il caso Snejder non possiamo definirlo un caso di mobbing ma in molti pensano che la questione possa essere associata. Negli ultimi mesi la società Inter ha deciso di spalmare gli ingaggi dei suoi giocatori con i contratti più onerosi e quindi ha deciso di proporre all’Olandese un prolungamento del contratto; l’Olandese però sembra non voler accettare, chiedendo che la società nerazzurra rispetti i principi contrattuali. A questo punto non si capisce bene ancora, però la società nerazzurra lascia in panchina l’olandese (ufficialmente per scelta tecnica) e quindi spunta nelle ultime ore la parola Mobbing.
Tutt’ora non ci sono sviluppi ma Snejder sembra che non abbia nessuna intenzione di firmare la spalmatura del contratto mentre la società nerazzurra sembra sempre più intenzionata a non farlo giocare per “scelta tecnica”. Aspetteremo nuovi sviluppi però al momento non si prospetta un caso mobbing in quanto la società guidata da Massimo Moratti non ha messo fuori rosa il giocatore che continua ad allenarsi con i proprio compagni a differenza del suo compagno di squadra Antonio Cassano il quale ai tempi della Sampdoria venne fatto fuori (si allenava da solo) per i suoi comportamenti verso la società e soprattutto rispetto ai massimi dirigenti blucerchiati. Riprendiamo le parole del dottor Cerri esperto di diritto sportivo e procuratore il quale ha dichiarato che per il caso Snejider/Inter il Mobbing non può essere citato in quanto i singoli fatti tenuti dalla società Inter possono essere anche leciti, ma devono essere valutati nell’effetto che causano al lavoratore.
Possiamo concludere dicendo che dobbiamo aspettare una definizione normativa che definisca meglio il problema del Mobbing anche in ambito calcistico. La questione necessita una linea più chiara da seguire definendo dei parametri più specifici per non incorrere in casi “falsi” di mobbing. Purtroppo l’evoluzione del calcio ha portato anche a questo e speriamo che di questi casi in futuro se ne sentano parlare molto meno.
Articolo tratto da Prossimi campioni.com
Ciao!
Manca poco all’inizio dei nostri camp a Milano Marittima!
Perchè dovresti venire?
1) MILANO MARITTIMA e’ un luogo stupendo dove trascorrere una bellissima vacanza, vicino a Cervia, Cesenatico, RImini sei nel top della Costa Adriatica!
2) I camp di calcio sono su strutture assolutamente FANTASTICHE
3) Il team che vi seguirà e’ fatto di allenatori e professionisti di successo ed ex giocatori di altissimo livello
4) Potrai conoscere oltre che al Team anche altri amici che con te condividono la passione per il calcio con i quali fare amicizia
5) Ci saranno momenti di divertimento come la bellissima giornata a MIRABILANDIA vicinissima a MILANO MARITTIMA
6) Potrei apprendere tecniche e fondamentali come consigli utilissimi per migliorare il tuo bagaglio tecnico
7) Nei nostri camp spesso intervengono in visita osservatori e professionisti amici di SARANNO CALCIATORI del mondo del calcio che guarderanno gli allenamenti
8) Come nelle altre edizioni potrai trovarti sul campo con Allenatori di Serie A, Serie B amici del Nostro Camp da anni. Negli anni scorsi sono venuti a trovarci Bisoli e Ballardini per esempio ma negli anni precedenti anche Toni, Pirlo, etc.
9) Inviteremo calciatori e personaggi del calcio che spesso sono in vacanza a Milano Marittima e che potrai conoscere se loro ci daranno disponibilità a venire sul campo
10) Potrai far parte di un programma continuativo nel tempo. Molti ragazzi li seguiamo di anno in anno, valutando i miglioramenti e la maturità con il nostro Team consigliando spesso il percorso giusto sempre in armonia con il divertimento e l’amore per questo fantastico sport!
se desideri iscriverti manda una
mail a info@sarannocalciatori.it
oppure al
3351340534 Filippo
A.s.d. Accademia Allenatori organizza il “Terzo Gran Galà della Tattica” il 14 (20,00-23,00) – 15 – 16 Giugno (9-19) a Villasanta (Monza Brianza).
Il seminario si terrà presso la Sala Congressi di Villa Camperio in Via Confalonieri 55 e presso il Centro Sportivo Comunale in Via Massimo D’Azeglio.
Programma:
Venerdi 14 Giugno (presso Sala Congressi di Villa Camperio)
20,00-21,30: Davide Dionigi “la difesa a 3 nei modulo 3-4-3 e 3-4-1-2”
21,30-22,00: Angelo Bonfrisco “domande e curiosità sul regolamento di gioco”
22,00-23,00: Ospite a sorpresa
Sabato 15 Giugno (presso Centro Sportivo di Villasanta)
9,00-13,00: Massimo De Paoli: “Attaccare il Castello: esercitazioni tattiche per la finalizzazione del gioco”
13,00-14,30: Pausa pranzo presso centro sportivo di Villasanta
14,30-19,30: Gianni De Biasi , Paolo Tramezzani ed Angelo Pereni: “le specializzazioni tattiche nei ruoli del calcio”
Domenica 16 Giugno (mattino campo e pomeriggio aula)
9,00-11,00: Giuseppe Scienza: “costruzione e possesso palla per controllare la partita”
11,00-13,00: Alessandro Dal Canto: “modulo 4-3-3 tattica e didattica”
13,00-14,30: Pausa pranzo presso centro sportivo di Villasanta
14,40-16,00: Alessandro Iori ed Ennio Bulgarelli: “i settori giovanili d’europa: Real Madrid, Manchester City, PSG, Ajax”
16,00-18,30: Mario Beretta e Max Canzi a chiudere IL TERZO GRAN GALA’ DELLA TATTICA.
Quota di partecipazione:(a persona)
120 € seminario completo
115 € per gruppi di 5 persone
115€ sabato e domenica
110€ sabato o domenica+venerdì
80€ sabato o domenica
50€ venerdì
possibilità di pranzo convenzionato presso centro sportivo e possibilità di soggiornare presso Hotel Cosmo di Vimercate (a 10′ di strada) con camera doppia a 35 € e singola a 50 €.
per iscriversi richiedere codice e modulo di partecipazione.
n.b.: durante la giornata di domenica 16 giugno ci sarà la possibilità di acquistare il libro”i settori giovanili d’europa” al prezzo promozionale di € 27 invece di € 32.
per info ed iscrizioni 3488636614 oppure accademia.allenatori@gmail.com oppure tramite la nostra pagina fb
N.B.: PER CHI SI ISCRIVE (CON PAGAMENTO E COMPILAZIONE MODULO) ENTRO SABATO 11 MAGGIO SCONTO DI € 20).