Pubblichiamo il primo quesito postato dalla pagina facebook de “Il Nuovo Calcio” il virtù della collaborazione appena sorta con il nosto blog.
È più efficace allenare la reattività attraverso l’ausilio di un impulso variabile o attraverso il metodo tradizionale?
Il quesito si pone in quanto, parlando con addetti ai lavori (allenatori, preparatori e collaboratori tecnici), taluni affermano che preferiscono abituare i giocatori a uno stimolo naturale e reale; ad esempio: in campo durante la gara, sicuramente non vi saranno sempre dei colori o dei comandi vocali a condizionare il gesto degli stessi. Per questo c’è chi preferisce allenare in condizioni che si possano ripresentare durante la gara.
Altre fonti preferiscono lavorare utilizzando degli stimoli esterni e artificiali; la psicocinetica trova la sua realizzazione nella capacità di pensare ed eseguire rapidamente un gesto in un determinato lasso di tempo; essa può servire ad allenare le capacità condizionali e le abilità tecnico tattiche.
La differenza di metodologia è quindi data dall’utilizzo o meno degli stimoli condizionanti che si possono classificare in:
Utilizziamo anche un sondaggio per meglio comprendere cosa ne pensiamo e cosa ne pensano i nostri colleghi:
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Esempio 1
E’ l’allenatore a dettare un impulso: il colore verso il quale iniziare la corsa.
1. giallo, per uno stacco verso l’esterno con il piede d’appoggio già impostato per la corsa e sprint in avanti. (Stacco a sinistra piede sinistro; stacco a destra piede destro).
2. rosso, per uno stacco effettuato verso l’interno con la stessa modalità per l’appoggio e sprint in avanti.
3. blu, sprint lineare in avanti senza stacco laterale.
ricevuto uno dei tre comandi previsti.

Esempio 2
L’impulso o viene gestito dagli stessi giocatori che eseguono lo sprint lineare di 5mt, o provvede l’allenatore a eseguire un battito di mani o un fischio.
In questo secondo caso, proviamo dopo 4 o 5 ripetizioni, a non impartire tale comando: i giocatori saranno portati a eseguire lo sprint ugualmente, in modo prettamente meccanico e senza esaltare una capacità neuro-muscolare.

A cura di Claudio Damiani

E’ arrivato Honda al Milan e Galliani ha affermato ai media che sarebbe prematuro farlo giocare già da domenica contro il Sassuolo.
Neanche fosse lui l’allenatore o facesse parte dello staff tecnico…
Fosse lui a palpare la stanchezza o le sensazioni dei giocatori, a seguirli durante la seduta, a vivere la settimana in campo.
Viene da sorridere, anche se in realtà per ciò che riguarda il neo acquisto del Sol Levante un problema legato ai fusi orari potrebbe sussistere: il così chiamato “jet lag”.
Ma cos’è il “jet lag”?
Esso (spesso indicato come “mal di fuso”) o disritmia, discronia o ancora disincronosi circadiana, è una condizione clinica che si verifica quando si attraversano vari fusi orari (di solito più di due fusi orari), come avviene nel caso di un lungo viaggio in aereo.
In questi casi, giunti a destinazione si è assonnati, stanchi o confusi. Il fenomeno si verifica a causa dell’alterazione dei normali ritmi circadiani; per ripristinarli, spesso viene utilizzata la melatonina. (fonte Wikipedia).
Quindi, la preoccupazione dell’Amministratore delegato e vice presidente rossonero non è poi così infondata; resta un fatto: si presume che certe scelte tecniche debba eseguirle solo ed esclusivamente l’allenatore…
La gravità delle manifestazioni del Jet lag può essere variabile e dipende da:
Solitamente la pausa per le nazionali restituisce ai club i giocatori impegnati, solo poche decine di ore prima dei vari impegni. E in qualche modo questo influenza le scelte degli allenatori, costretti già, soprattutto quelli impegnati in Europa, a districarsi in turnover più o meno accentuati. In realtà in casi è difficile parlare di giocatori stanchi, la differenza sostanziale la fa il jet-lag.
Giocherà il nuovo acquisto del Milan?
A cura di Claudio Damiani

Sono lieto di annunciare la grande opportunità che mi ha dato il nuovo direttore de “Il Nuovo Calcio” Ferretto Ferretti, per poter esprimere le mie idee e metterle a confronto e a disposizione dei numerosissimi seguaci del “Top magazine” dedicato ad allenatori, preparatori ed addetti ai lavori del mondo del calcio e del calcio a 5.
il mio compito sarà quello di proporre una serie di quesiti, esercitazioni, analisi e video su squadre, avversari e giocatori sempre in linea con lo stile affermato della pagina facebook e del sito ufficiale della rivista. Mi auguro di poter essere all’altezza e poter imparare molto anche da questa esperienza.
Il professor Ferretti, docente di metodologia ai corsi allenatori del Settore Tecnico FIGC di Coverciano, allenatore di base e preparatore atletico professionista, che ha lavorato per più di 20 anni in serie A, è la nuova guida della rivista; un direttore che porta una grande quantità di esperienza vissuta sul campo. Egli conosce le dinamiche e le esigenze di chi lavora o si diletta in questo mondo in continua evoluzione, ma soprattutto cosa respira, cosa osserva e cosa vuole apprendere l’uomo di calcio moderno.
Il suo avvento ha portato a un notevole cambio organizzativo a livello di immagine e di protagonisti; queste le sue parole pronunciate al momento dell’investitura:
È un grande piacere e un onore assumere la direzione de’ Il Nuovo Calcio, rivista che ho visto nascere nei lontani anni ’90. E ho contribuito a far crescere nelle prime stagioni. Sono passati più di vent’anni, il calcio è cambiato radicalmente nelle metodologie d’allenamento, negli aspetti tecnico-tattici, per quanto concerne le componenti psicologiche e di comunicazione. Fortunatamente, sono rimasti immutati l’interesse e la passione dei molti addetti ai lavori, in particolar modo il desiderio di conoscere, apprendere e migliorare da parte di allenatori e preparatori di qualsiasi livello ed età. Anzi è cresciuto! Lo percepisco tutti i giorni in campo e in aula: da Coverciano a quelli periferici.
Per questo motivo, il primo obiettivo che mi sono posto è quello di rendere il più interessante possibile il nostro mensile. Un mensile per tutti coloro che vivono il calcio in prima persona: giocatori, allenatori, preparatori, sia di giovani, sia di adulti. Per riuscire in questo scopo, penso sia importante che ognuna di queste figure trovi qualcosa dedicato, qualcosa che lo aiuti a migliorare realmente. Quindi, come accade spesso quando vi è un cambio in panchina, servono delle novità. La prima, l’avrete sicuramente notata, è la veste grafica, più attuale e fresca. A volte anche la “maglietta” fa la differenza. Poi ci sono i contenuti: se avete sfogliato le pagine con curiosità ancora prima di “studiarle”, sono gr
iffate da nuovi e soprattutto autorevoli uomini di calcio. Uomini di campo! Perché questa è la seconda delle finalità che mi sono posto: cercare di creare il giusto mix tra lavori pratici e quel pizzico di scientificità che deve sottendere l’universo dell’allenamento. In modo che, come ha detto l’amico Fulvio Fiorin nella sua opinione, Il Nuovo Calcio diventi un punto di riferimento per chi fa… calcio.
Come accennato, tutti devono trovare qualcosa. Qualcosa di qualità! Quindi, in ogni numero vi saranno articoli incentrati sugli aspetti tecnico-tattici, per adulti e settore giovanile, di metodologia, tecnica e coordinazione per l’attività di base, di preparazione fisica, di allenamento per i portieri, di medicina, alimentazione e regolamento/carte federali, nonché di calcio a cinque e femminile.
Non vogliamo dimenticare certo l’attualità, con l’analisi tattica dei top team dei principali campionati europei, firmata Giovanni Galli; l’intervista al giocatore (il primo è Alessandro Diamanti) e quello che a mio parere più rappresenta il nostro mondo: l’approfondimento con l’allenatore e il suo staff, redatto a più mani da addetti ai lavori. E in questo numero, i protagonisti sono Vincenzo Montella e i suoi collaboratori, che ringrazio per la disponibilità. È solo l’inizio. L’inizio di un nuovo corso. Che vuole coinvolgere sempre di più tutti voi lettori. Perché si migliora solo nel confronto.
Ferretto Ferretti
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A cura di Claudio Damiani

Sta spopolando nel web la notizia di ieri, ai più inaspettata, dell’esonero dell’allenatore dell’Albinoleffe (al quarto posto in classifica, a pari merito con Savona e Como), Armando Madonna che riportiamo integralmente dalla fonte di bergamonews.it:
“E’ la mattinata dei colpi di scena in casa AlbinoLeffe: dopo l’esonero di Armando Madonna, arrivato come un fulmine a ciel sereno, il club seriano ha annunciato che il sostituto del tecnico di Alzano Lombardo sarà Elio Gustinetti. Proprio quell’Elio Gustinetti che nel maggio del 2008 fu sostituito da Madonna dopo una clamorosa lite con Gianfranco Andreoletti, il patron con cui arrivò ai ferri corti nonostante l’annata record che portò i seriani addirittura alla fine playoff poi persa contro la corazzata Lecce.
Si ricostruisce dunque il matrimonio tra l’AlbinoLeffe e Gustinetti, un legame che ha portato parecchia fortuna alla società biancoceleste: oltre allo straordinario cammino della stagione 2007-’08, il baffo bergamasco è stato il fautore della scalata che nel campionato 2002-’03 ha portato Araboni e compagni in serie B un anno dopo il trionfo in Coppa Italia Serie C dopo la doppia finale vinta contro il Livorno.
Gustinetti torna all’AlbinoLeffe dopo le esperienze con il Grosseto (dove fu esonerato e poi richiamato), l’Ascoli, lo Spezia e il Lecce. Venerdì pomeriggio ha conosciuto i suoi nuovi ragazzi e subito diretto il primo allenamento al centro sportivo di Verdello.”
Noi di mistermanager.it sorridiamo a chi ancora si scompone, si meraviglia e si interroga per certe notizie.
Senza cognizione di causa e parlando al condizionale, ci vien da dire:
“A volte non è solo una questione di classifica; nessuno può sapere cosa ci sia alla base di certe decisioni. Ci può essere un motivo relazionale con la società, delle discordanze su determinati obiettivi pattuiti in sede di firma; può esserci una forza determinante di alcuni giocatori; e ricordiamoci che certi Agenti dei calciatori a volte sono molto, molto forti. E altre dinamiche, legate a probabili sponsor. A volte nemmeno i presidenti riescono a comandare il loro “giocattolo” in piena autonomia decisionale.
In ogni caso l’allenatore resta sempre in qualsiasi categoria, in qualsiasi società, un uomo solo”.
Ormai, è cosi.
A cura di Claudio Damiani

Carissime societa’ , allenatori e dirigenti,
A.s.d. Accademia Allenatori vi invita ai prossimi eventi per allenatori di settore giovanile che , sotto l’egida diretta dell’Aics, organizzera’ nei mesi di gennaio e febbraio, di seguito i dettagli:
– Martedi 21 Gennaio dalle 14,15 alle 18,00 al Centro Sportivo “G. Facchetti” a Milano in via C. Sbarbaro, giornata studio presso Settore Giovanile dell’Fc Internazionale con visione allenamento e riunione tecnica con Daniele Bernazzani. Quota di partecipazione euro 20.
In collaborazione con Sarnico Fc (Centro di Formazione Fc Internazionale) tre giornate di aggiornamento:
– Sabato 25 gennaio : Pasquale Casa’ (ex allenatore Fc Barcellona Foundation e Rcd Espanyol) “Dai giochi posizione con i comodini al Tiki Taka del Barcellona”
– Lunedi 3 Febbraio : Damiano Tommasi, Stefano Ghisleni e Pierpaolo Romani ” Il ruolo educativo nel gioco del calcio”
– Sabato 8 Febbraio : Massimo De Paoli “Esercitazioni tattiche per l’organizzazione dell’allenamento: intensita’ e didattica”
Per questi tre seminari la quota di partecipazione e’ 60 euro (complessivi).
Ai partecipanti per tutti gli eventi organizzati attestato di partecipazione, cartelletta con blocco appunti e penna.
Per partecipare e’ necessario richiedere il modulo e codice di partecipazione: accademia.allenatori@gmail.com /www.asdaccademiaallenatori.com / 3488636614 . L’iscrizione e’ possibile anche tramite sito internet
Gli eventi sono aperti a tutti.
Lo staff
Un esercizio di base per rendere semplice ed efficace la messa in moto della squadra.
In questa prima variante i giocatori “A” e “C” hanno il possesso della palla. La consegnano rispettivamente ai compagni “B” e “D” andando in corsa in avanti alla coda dei loro gruppi.
Una volta ricevuta palla sia “B” che “D” eseguiranno lo stesso tipo di azione trasmettendola al giocatore difronte a loro (appartenenti rispettivamente al gruppo “A” e “”C”).
La seconda variante prevede al contrario, una trasmissione del pallone in diagonale e un corsa in avanti.
Ciò comporterà una maggiore concentrazione da parte dei giocatori che dovranno evitare di far scontrare i due palloni.
Quindi, simultaneamente, “A” passa a “C” e corre verso il gruppo davanti a lui; “D” passa a “B” e corre allo stesso modo verso il gruppo in cui si trova “C”.
“C” e “B” passeranno la palla in diagonale rispettivamente a “E” e “F” eseguendo uno sprint in avanti.
L’esercitazione pubblicata è stata creata con Easy Sports Graphics 5.0. Clicca qui per acquistarlo!
A cura di Claudio Damiani
Per il Mondiale 2014 via alla bomboletta spray per gli arbitri. Blatter è molto contento della sperimentazione ai Mondiali per club in corso in Marocco, gli arbitri sono entusiasti. Servirà a regolamentare la distanza della barriera sui calci di punizione e secondo il numero uno Fifa così si perderà meno tempo in discussioni. Voi che ne pensate, buona idea?
Lasciate un commento al nostro blog!
Il caso Rudi Garcia, “sorpreso” in panchina durante una comunicazione al cellulare con il suo vice non appena arrivato in Italia, aveva riaperto il dibattito sull’invadenza della tecnologia nel calcio e nello sport. L’allenatore della Roma non fu stato multato dal giudice sportivo, perché il contatto “vietato” non era stato trascritto nel referto arbitrale.
«Non sapevo che da voi in Italia non si potesse parlare al cellulare in panchina», si è giustificato dopo Livorno-Roma l’ex tecnico capitolino Rudi Garcia, che nel primo tempo aveva telefonato al suo collaboratore tattico Frederic Bompard. Scena che non è sicuramente passata inosservata ai media che, alla fine della partita, hanno avvisato Garcia sul probabile arrivo di una multa. «Ho usato il telefonino – ha detto sorpreso l’allenatore della Roma – perché la radio non funzionava. Dovevo sentire il mio vice che segue la partita dall’alto. È vietato? In Francia l’ho sempre fatto». Non è così però: nel calcio la Fifa, nel suo regolamento sovranazionale, si
oppone allo strapotere del cellulare e delle radiocomunicazioni. Garcia insomma non avrebbe potuto parlare al telefonino con il suo assistente nemmeno in Francia. Intanto il giudice sportivo ha emesso i provvedimenti sulla prima giornata di campionato, ma non si è espresso sulla comunicazione vietata in quanto non era stata segnalata dal referto arbitrale né, al momento, dagli ispettori della procura federale.
LE REGOLE – Nelle Interpretazioni delle “Regole del giuoco e linee guida per arbitri”, l’articolo 4 non lascia spazio a interpretazioni stabilendo che “l’uso di sistemi di radio comunicazione tra calciatori e/o lo staff tecnico non è consentito”. Ma si ricordano tanti casi di comunicazione tra campo e tribuna, soprattutto tra allenatori squalificati e i loro vice in panchina. Comportamento sulla carta contro il regolamento, ma ormai diventato “consuetudine”.
CONTE, L’ALLENATORE IN TRIBUNA – Il mister juventino due volte campione d’Italia, Antonio Conte, durante i dieci mesi di squalifica che la Corte di Giustizia Federale gli ha comminato nella sentenza di appello, sussurrava al cellulare da un palco in tribuna con i vetri oscurati. A bordo campo campo Massimo Carrera, suo vice, si sgolava per riportare alla squadra gli ordini che arrivano dall’allenatore, quindi “dall’alto”. Un esperimento, alla luce delle vittorie in campionato, che ha funzionato e che ha dimostrato che (forse) avere o meno l’allenatore in panchina fa lo stesso.
CALCIATORI COME ROBOT – Nel 2005 in una partita del trofeo Bernabeu, il Real Madrid dotò di auricolare ricetrasmittente il capitano Raul Gonzalez, coronando il sogno segreto di ogni allenatore: entrare nella testa dei calciatori e impartire ordini di squadra senza urlare e gesticolare da bordo campo. L’allora tecnico Vanderlei Luxemburgo e la dirigenza madridista all’epoca non diedero seguito all’esperimento, lasciando ancora spazio (e che spazio) alla fantasia dei blancos.
COMUNICAZIONI IN CHIARO PER LA F1 – In Formula 1 da molti anni sono consentite, in modo accessibile ai media e alla Fia, le comunicazioni via radio tra pilota e box, sia nelle prove ufficiali sia in gara. Lo scambio di informazioni tecniche fa parte ormai integrante della corsa, non a caso spesso si attribuisce al box il merito di una vittoria o la responsabilità di una sconfitta, quasi a porre in secondo piano il ruolo del pilota.
AURICOLARI PER TUTTI I CICLISTI – Le comunicazioni radio sono libere anche nel ciclismo. Dal 1998 sono state consentite in tutte le corse. I primi esperimenti vennero fatti nel 1992 dalla Carrera, al Giro d’Italia. Nel 1995 la prova fu estesa al Tour de France, dove Jalabert e compagni ricevevano le indicazioni di gara direttamente via radio dall’ammiraglia lontana. Nel 1996 l’esordio della radio ai mondiali, fu l’italiano Chiappucci a utilizzare per primo il contatto radio permanente con il suo direttore sportivo durante la corsa. Dal 1998 gli auricolari sono tutt’uno con i corridori in gara, e ciò ha cambiato anche le abitudini delle ammiraglie e dei direttori sportivi, che possono gestire meglio le corse delle rispettive squadre.
PRIMA DI SCIARE – Nello sci le comunicazioni radio fra lo sciatore e i propri tecnici sono autorizzate fino al momento della partenza. L’atleta fino a un momenti prima di lanciarsi in pista può ricevere indicazioni dal suo direttore sportivo.
IL FOOTBALL – Ma la disciplina pilota nel campo delle telecomunicazioni tra protagonisti è il football americano: lì, da tempo (in parallelo all’introduzione dell’istant replay, una moviola istantanea per gli arbitri) l’head coach, il capo allenatore, si parla costantemente via cuffie con i suoi collaboratori e addirittura con il proprietario che assiste ai match in tribuna. Il sogno segreto di Berlusconi e del suo Milan?
GRUPPO A – Brasile, Croazia, Messico, Camerun.
GRUPPO B – Spagna, Olanda Cile, Australia.
GRUPPO C – Colombia, Grecia, Costa d’Avorio, Giappone.
GRUPPO D – Uruguay, Inghilterra, Costarica, ITALIA.
GRUPPO E – Svizzera, Francia, Ecuador, Honduras.
GRUPPO F – Argentina, Bosnia, Nigeria, Iran.
GRUPPO G – Germania, Ghana, Portogallo, Stati Uniti.
GRUPPO H – Belgio, Algeria, Corea del Sud, Russia.
LE FASCE
Fascia 1: Brasile, Argentina, Colombia, Uruguay, Svizzera, Germania, Spagna, Belgio
Fascia 2: Algeria, Camerun, Costa D’Avorio, Ghana, Nigeria, Cile, Ecuador
Fascia 3: Australia, Iran, Giappone Corea del Sud, Costa Rica, Honduras, Messico, Stati Uniti
Fascia 4: Bosnia, Croazia, Inghilterra, Francia, Grecia, Italia, Olanda, Portogallo, Russia.
Questo il calendario del girone D dei Mondiali di Brasile 2014, di cui farà parte l’Italia:
14 giugno a Fortaleza (ore 16 locali, le 21 in Italia): Uruguay-Costa Rica
14 giugno a Manaus (ore 21 locali, le 3 del 15 in Italia): Inghilterra-ITALIA
19 giugno a San Paolo (ore 16 locali, le 21 in Italia): Uruguay-Inghilterra
20 giugno a Recife (ore 13 locali, le 18 in Italia): ITALIA-Costa Rica
24 giugno a Natal (ore 13 locali, le 18 in Italia): ITALIA-Uruguay
24 giugno a Belo Horizonte (ore 13 locali, le 18 in Italia): Costa Rica-Inghilterra
E’ stato tanto gradito quanto interessante ricevere l’invito dal capo osservatori della Reggiana, società di Lega Pro – Prima Divisione, presso il “Mapei Stadium” di Reggio Emilia per parlare di Match Analysis e scoprire come è organizzata la sua rete di “scouters”.
Rino D’Agnelli, torinese con un passato di calciatore al top dei dilettanti (l’allora interregionale), e’ il selezionatore degli osservatori della società emiliana; la passione per questo tipo di mestiere e’ tanta e anche lui come noi, è’ assolutamente convinto che occorrerebbe valorizzare molto di più’ la figura dell’analista tecnico tattico e del talent scout anche in Italia.

Arrivare ai livelli di nazioni calcistiche come l’Inghilterra dove in certi club, a uno staff tecnico si integra addirittura uno staff scientifico, la Spagna e la Germania sarebbe un sogno, ma già trovare addetti ai lavori e società che la pensano come noi è stata già di per se, una notizia più che positiva, soprattutto in Italia e in Lega Pro!
“Credo molto nello scouting e per questo motivo ho strutturato quest’anno una importante rete di osservatori. Ne abbiamo uno per regione e ben dieci nell’Emilia Romagna. Dobbiamo radicarci sul territorio e lavorare in prospettiva. In particolare abbiamo già evidenziato parecchi elementi nati fra il 1996 e il 1999. Ci stiamo inoltre strutturando per il futuro, seguendo le Primavere con grande attenzione. Inoltre per radicarci nei territori lontani ho instaurato un rapporto diretto con alcune scuole calcio in Campania”.
Queste le sue parole in un’intervista rilasciata a Tuttolegapro.com lo scorso maggio e confermate oggi nel corso del nostro incontro
La Reggiana, che condivide lo Stadio Mapei (anche a livello di sedi, ovviamente separate), con i “cugini” del Sassuolo, si avvale di due tipologie diverse di osservatori: la prima rete e’ composta da una decina collaboratori con il compito di scovare i ragazzini più promettenti sul territorio locale e regionale; la fascia d’età ricercata va dai pulcini sino agli allievi e i più promettenti e meritevoli della zona sono coinvolti nel progetto di un settore giovanile in costante crescita.
Un altro gruppo di osservatori, quasi uno per regione, e’ incaricato di provvedere all’osservazione di gare relative a campionati che vanno dalla serie A alla serie D nel lungo e nel largo della penisola; in questo caso l’obiettivo dei collaboratori di D’Agnelli sarà quello di fornire una relazione sulla gara scelta, ricavandone i profili degli eventuali calciatori messisi in evidenza e mettendone in rilievo le caratteristiche anagrafiche, morfologiche, tecniche, tattiche e soprattutto psicologiche e caratteriali. Il campo d’azione e’ quindi ben distribuito nell’arco del territorio e può accadere che un osservatore possa avere in gestione anche un paio di regioni.

Tutte le relazioni sono costruite su dei moduli base uguali per tutti, distribuiti e poi riconsegnati attraverso lo strumento tecnologico: gli “analysts” raccolgono i moduli da riempire in un server virtuale, lo stampano per la compilazione manuale che avviene prima durante e dopo la gara. Una volta battuta tramite pc, l’analisi notazionale viene rispedita nel server accessibile solo ai membri della rete e raccolta dal capo degli osservatori a integrazione di un archivio già ben nutrito.
E’ ciò che prende nome di “tecnologia cloud”, da nuvola; ovvero un sistema di trasposizione e deposito dei dati virtuale, “sospeso” nel web come fosse appunto una nuvola.
Diverso il criterio di analisi della squadra da afrrontare nel turno successivo. Viene utilizzata la relazione scritta di un incaricato tesserato della società che solitamente visiona la gara quindici giorni prima di affrontare la squadra rivale (per comprendere come si dispone a seconda che giochi in casa o in trasferta). La prassi è quella abituale:
A questi parametri viene aggiunta una video analisi integrale dei 90′ di gara non montata, che viene vista da mister Battistini; attraverso la complementarità dell’analisi notazionale scritta egli ottiene quindi un quadro generale su cui poter basare la tattica di principio durante la settimana. Non dimentichiamo che tutto ciò che è match analysis (nelle sue varie branche), è orientato alla programmazione a sua volta finalizzata al miglioramento della performance e quindi del risultato.
Se poi dovesse succedere ciò che è accaduto domenica scorsa, in casa contro il Lumezzane ( 2 a 2 il risultato finale), con due sostituzioni forzate nella prima mezzora, tutto ciò che è stato preparato in settimana è andato un po’ a dissolversi e la tattica di principio si è ben presto trasformata in tattica applicata, da risolvere nell’immediatezza.
E’ curata molto anche l’auto analisi: ovvero una forma di team analysis con cui non si disdegna di sottolineare particolari errori d’impostazione tecnico tattica della Reggiana stessa, in particolare nella fase difensiva. E’ curata da un collaboratore tecnico della società, ex difensore tra le altre di Inter, Bari, Lucchese, Venezia e Reggiana che risponde al nome di Marcello Montanari. Questo ulteriore mezzo consente di intervenire laddove si sbaglia e soprattutto di far meglio comprendere ai singoli calciatori particolari mancanze in molti casi negate dagli stessi ma inevitabilmente smentite dalla fatidica prova video…
A cura di Claudio Damiani

Esaminiamo queste tre situazioni di palla inattiva ricavate da gare professionistiche nazionali e internazionali, relative alla stagione in corso:
1) CORNER DEL BARCELLONA CONTRO IL MILAN AL CAMP NOU
Iniesta sulla palla, scarica su Neymar che riceve; Iniesta si porta in copertura preventiva. Neymar riceve e scarica sull’accorrente Messi che di prima serve il taglio di Neymar che a seconda di come si sviluppa l’azione (comportamento degli avversari) calcia in porta o mette al centro per i compagni.
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2) SCHEMA PUNIZIONE DELLA ROMA CONTRO IL CHIEVO
Strootman sulla palla, accanto a sé Pjanic; al limiti dell’area, sono posizionati i saltatori della Roma, Ljajic si trova davanti alla barriera avversaria, spostato verso l’esterno a sinistra, Strootman gli trasmette palla laterale alla barriera e il compagno scattato per tempo ha due soluzioni: calcia in porta o mette a centro per i compagni.
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3) CALCIO D’ANGOLO ITALIA – BULGARIA
Schema su calcio d’angolo eseguito dall’Italia contro la Bulgaria: Pirlo sulla palla, tutti i saltatori in area di rigore (motivo distraente), Candreva parte da fuori area e va incontro alla palla lanciata rasoterra da Pirlo, subito seguito da Insigne che parte un po’ più dietro del compagno. Candreva finta e la palla arriva ad Insigne che calcia in porta.
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Animazioni realizzate con Easy Animation 3.0
A cura di Nicola Amandonico e Claudio Damiani
Molte persone ai nostri giorni si iscrivono in palestra per veder scendere l’ago della bilancia, tuttavia, a volte, anche dopo aver ottenuto dei buoni risultati di perdita di peso, non sono ancora soddisfatte, perché guardandosi allo specchio notano alcune parti del loro corpo dove il grasso sembra proprio non voler andare via, insomma alcune parti dove la massa grassa sembra resistere di più nonostante i loro continui sforzi in palestra.
Questo accade generalmente negli uomini a livello addominale e nelle donne sui fianchi, glutei e cosce. Per questo spesso si chiede all’istruttore di fitness se magari sia il caso di aumentare gli esercizi per quella determinata zona corporea dove il grasso sembra più resistente; ma quasi sicuramente come risposta dirà che:
“Per dimagrire in una determinata zona del corpo non serve a niente allenare i muscoli che corrispondono a quella regione, perché non c’è comunicazione tra il muscolo ed il tessuto sottocutaneo adiposo soprastante; i muscoli utilizzano l’energia che deriva dal glicogeno e dal grasso intramuscolare e se mai successivamente dagli zuccheri e dagli acidi grassi che provengono dal sangue e che derivano dalla lipolisi indotta dagli ormoni lipolitici (glucagone, adrenalina), prodotti dall’allenamento indifferentemente da quale parte del corpo sia stata allenata. La perdita del grasso localizzato è legata solo alla morfologia individuale e a caratteristiche genetiche”
Questa risulta ancora essere la tesi ufficiale della moderna fisiologia, ma un recente studio ha dimostrato che esiste un effetto locale dell’esercizio sui depositi di tessuto adiposo situati immediatamente al disopra del muscolo.
Quindi, lo scopo di queste pagine è fare il punto della situazione sul dimagrimento localizzato attraverso esercizio (spot reduction), mettendo a confronto gli studi pubblicati a riguardo e vedere se la perdita di grasso localizzato attraverso esercizio esista davvero e se si possa trasferire in campo pratico nei programmi di allenamento in palestra.
L’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) definisce l’obesità come una
“condizione caratterizzata da eccessivo peso corporeo per accumulo di tessuto adiposo, in misura tale da influire sullo stato di salute”
Il metodo tutt’ora più usato per valutare un individuo che soffre di questa patologia oppure no è il Body Mass Index BMI (kg/mD) = peso/(altezza)D, anche se risulta non applicabile agli adolescenti con il loro corpo ancora in formazione, agli atleti con muscolatura particolarmente sviluppata e alle donne in gravidanza.
Il grasso si localizza differente negli uomini e nelle donne. C’è un’obesità androide caratterizzata dalla distribuzione del tessuto adiposo nei distretti corporei superiori e una obesità ginoide con accumulo della massa grassa nella metà inferiore del corpo (Vague j, 1956). La prima presenta fattori di rischio molto maggiori, infatti nella prima abbiamo un accumulo di grasso anche nella zona addominale; specialmente in quella addominale viscerale (Vague J., 1956) si hanno maggiori fattori di rischio per quanto riguarda l’insorgere di: malattie all’apparato cardiovascolare (Piro et Al., 2008), dislipidemia (Kissebah et al., 1976), ipertensione (Cassano et al., 1990), diabete di tipo 2 (Carey et al., 1997), apnea nel sonno (Schafer et al., 2002), calcolosi biliare (Vague J., 1956) e anomalie della fertilità.
L’obesità addominale viscerale è calcolata mediante il rapporto WHR (rapporto tra la circonferenza della vita e quella dei fianchi); le linee guida europee affermano che la circonferenza vita non dovrebbe superare i 102 cm negli uomini e gli 88 cm nelle donne.
Il rapporto vita/fianchi dovrebbe essere inferiore a 0,95 per gli uomini e 0,8 nelle donne. Il rischio di sviluppare tali patologie aumenta con l’aumentare del WHR, come risulta da uno studio scandinavo (Ohlsson et al., 1988). Il grasso viscerale a livello addominale risulta essere davvero pericoloso, i depositi omentali e periferici altamente lipolitici riversano acidi grassi e delle sostanze che causano anomalie metaboliche, nella vena porta che poi finiscono direttamente nel fegato alterando la sintesi delle lipoproteine (Jensen, 2008).
Le cellule del tessuto adiposo viscerale liberano “acidi grassi liberi” nel sangue (FFA), e maggiore sarà la quantità di tessuto adiposo maggiore sarà questa liberazione (Roust, Jensen, 1993). Gli FFA si metteranno nel sangue in concorrenza con il glucosio e verranno dunque utilizzati al suo posto. Questo porterà al fatto che il glucosio non verrà bruciato e ci sarà quindi un aumento della glicemia, che si ripercuoterà sulle cellule pancreatiche che produrranno così maggiori dosi di insulina (Mason et al. 1999), un’iperinsulinemia sarà aggravata dall’insulino resistenza, causata dalle cellule del tessuto adiposo che producono l’ adipochina RBP4 (Retinol Binding Protein-4) molecola che potrebbe essere importante nel determinare lo stato di insulino-resistenza (Yang et al., 2005).
Con l’iperinsulinemia aumenterà la ritenzione di acqua e di sodio a livello renale, in questo modo aumenterà il volume plasmatico circolante; si attiverà il sistema nervoso simpatico, che aumenterà la produzione di adrenalina e noradrenalina responsabili di una maggiore vasocostrizione; alcuni fattori di crescita verranno stimolati, e ciò indurrà una proliferazione delle cellule muscolari lisce, determinando un ispessimento della parete delle arteriole, e tutto questo provocherà un aumento della pressione tanto da arrivare all’ipertensione (Laakso et al., 1990) (Stepniakowsky et al., 1996) (Steinberg et al., 1994).
Inoltre nonostante le elevate quantità di insulina, le cellule, diventate insulino resistenti, porteranno alla comparsa del diabete di secondo tipo (Lillioja et al., 1993) (vedi anche Diabete mellito di Pierluigi De Pascalis). Come un cane che si morde la coda, l’azione liposintetica e antilipolitica dell’insulina porterà ad un aumento dei depositi di grasso, che a sua volta determinerà ancora un’iper-produzione di insulina. Ancora grazie a questa condizione aumenterà la quantità di colesterolo LDL, che tende ad accumularsi nelle pareti dei vasi provocando aterosclerosi e diminuirà la percentuale di colesterolo HDL (Lewis et al. 1995).
Ma non finisce qui, il tessuto adiposo addominale viscerale è responsabile della produzione della proteina Tumor Necrosis Factor (TNF) e di interleuchina 6 (IL-6) ad elevate concentrazioni, che induce la produzione nel fegato della proteina C reattiva, queste proteine infiammatorie sono precursori dell’insulino resistenza, dell’infarto cardiaco e di malattie epatiche (Fontana et al., 2007).
Questi e altri danni qui non elencati: come la possibilità dell’insorgenza di tumori, o l’insufficienza respiratoria, possono essere causati dall’eccesso di insulina e dall’ eccesso di tessuto adiposo viscerale addominale. Il tessuto adiposo addominale sottocutaneo e anche tutto il tessuto adiposo presente nell’obesità ginoide non comportano la stessa elevata quantità di rischi rispetto al grasso addominale viscerale. Sebbene quindi le donne tendano ad accumulare maggiori quantità di grasso nella parte inferiore del corpo, ciò non esclude che possa capitare che vadano incontro ad uno sviluppo dell’ obesità a livello addominale e questo comporterà anche per loro elevati rischi per la salute.
Fonte: nonsolofitness.it
In ottica rinnovamento e ingrandimento del portale, la redazione di Generazione di Talenti ha deciso di cambiare dominio e lo fa entrando dalla porta principale in Europa diventando raggiungibile dall’indirizzo www.generazioneditalenti.eu.
Inutile ribadire come i contenuti e la linea editoriale rimarranno i medesimi di sempre se non più forti di prima con le notizie più importanti sul calcio giovanile ed i giovani talenti.
Approfitto per ringraziare a nome di tutta la redazione i numerosi visitatori, amici e addetti ai lavori che sempre di più seguono con interesse il nostro progetto.
Per visualizzarci vi preghiamo di mettere tra i preferiti il nuovo dominio .eu e di cancellare il vecchio dominio .com, grazie!
A tutti buona continuazione di navigazione sul nuovo dominio generazioneditalenti.eu!
Il Direttore
Massimo Tanzillo

In questo inizio di stagione alcune squadre stanno utilizzando con costanza un nuovo modo di impostare il gioco con manovra ragionata.
Club di Serie A e B, Juventus, Inter, Torino, Roma in primis, fanno uso di questo sistema di gioco in fase di possesso.
Nel momento in cui vi è palla in mano al portiere o deve essere eseguita una rimessa dal fondo, si nota sempre più spesso un posizionamento di due difensori pronti a ricevere larghi al di sotto del vertice dell’area di rigore, con il difensore centrale (in caso di difesa a 3 o a 5), o il centromediano metodista (se la difesa è a 4), che si colloca a dare una soluzione in zona centrale, al limite dell’area.
Nell’esempio in figura abbiamo considerato una squadra schierata con modulo di gioco 1- 4-4-2. Cambia poco in un modulo 1-3-5-2 (vedi Juventus): al posto del mediano, (n. 4), rimane il centrale dei tre difensori mentre i “quinti” di centrocampo si posizionano larghi, quasi a toccare la linea mediana.

La Roma di Garcia (modulo 1-4-2-3-1), tende solitamente a far allargare Castan e Benatia nella zona poco indietro al vertice dell’area di rigore, con arretramento di De Rossi a fare il centrale e a ricevere palla, con i difensori esterni, Balzaretti e Maicon già sistemati nei pressi della linea di metà campo a fungere da ali aggiunte. Nel caso della Roma, questa è una soluzione tattica che viene sviluppata non necessariamente da una situazione di palla in possesso del portiere (o da rimessa dal fondo), ma anche in situazione di gioco “dinamico”.
Perchè viene utilizzata questa tattica?
Il posizionamento di due difensori nella zona poco più bassa del vertice dell’area può portare a delle situazioni vantaggiose:
Dipenderà molto dalla strategia difensiva della squadra antagonista; pressing ultraoffensivo? Attende nella metà campo con 10 giocatori dietro la linea della palla?
E’ implicito considerare che i difensori debbano possedere doti tecniche non comuni oltre che uno spiccato livello di personalità nel ricevere palla in zone di campo notoriamente rischiose, in caso di perdita di possesso.
Non ultimo fattore da considerare, le capacità del portiere nel gestire il pallone coi piedi. Il voler sviluppare gioco dalle retrovie in questo modo, prevede un coinvoilgimento costante della figura dell’estremo difensore che, in molti casi può trovarsi a ricevere retropassaggi o vedersi coinvolto in “giropalla” frequenti.
[videofile]http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2013/12/partenza.avi[/videofile]
A cura di Claudio Damiani

Includendo nelle etichette alimentari informazioni relative ai livelli di attività fisica richiesti per smaltire le calorie introdotte sarebbe possibile guidare il pubblico in scelte alimentari più coscienziose. Di questo sono convinti i ricercatori americani dell’University of North Carolina at Chapel Hill, i quali hanno potuto dimostrare in un recente studio pubblicato sulla rivista Appetite l’efficacia di questa strategia.
In breve, il team di medici ha assegnato casualmente un gruppo dei partecipanti al consumo di menu fast-food che differivano unicamente nel tipo di etichetta: priva di informazioni nutrizionali, contenente solo informazioni sul contenuto calorico, contenente informazioni sulle calorie e sui minuti di passeggio richiesti per bruciare tali calorie oppure contenente informazioni sul contenuto in calorie e la distanza da coprire passeggiando per consumare le calorie introdotte.
Ebbene, gli autori hanno potuto riscontrare che il tipo di etichetta influenzava l’assunzione di calorie tra i partecipanti: in assenza di informazioni, il consumo di calorie raggiungeva mediamente 1002, mentre nel caso delle informazioni dettagliate sui livelli di attività fisica richiesti per smaltirle l’assunzione calorica era pari a 826, una differenza importante. Quest’ultimo tipo di etichetta risultava infatti più efficace nel guidare scelte alimentari ipocaloriche.
I ricercatori hanno infine potuto riscontrare una preferenza da parte dei partecipanti per questo tipo di etichetta alimentare rispetto a quelle contenenti solo informazioni nutrizionali. Sarà questo vero anche nella realtà quotidiana oltre che nella situazione sperimentale? Decisamente varrebbe la pena provare.

Fonte: Dowray S, Swartz JJ, Braxton D et al. Potential effect of physical activity based menu labels on the calorie content of selected fast food meals. Appetite. 2013 – obesita.it Immagini: athlonsport.it – giorgiopasetto.it
Dopo aver pubblicato un modello di relazione scritta sulla squadra da affrontare, vogliamo continuare a dedicarci alla Match Analysis pubblicando un semplice esempio di analisi video relativo al primo tempo della finale di Tim Cup (Coppa Italia) edizione 2012/13, disputatasi tra Roma e Lazio e vinta da quest’ultima (1 a 0 il risultato).
L’attenzione è stata focalizzata sulla performance della Lazio, attraverso l’analisi di alcune situazioni particolari della fase di possesso e di non possesso, nonchè sulle palle inattive (nella prima frazione di gara molto mal gestite).
Il lavoro presentato costituisce un esempio di come la video analisi può lasciare meglio impresse alcune situazioni tattiche che possono essere punti deboli o forti degli avversari.
[youtube]http://youtu.be/jMevmY3RM8Q[/youtube]
E’ implicito pensare che una gara visionata non contribuisce pienamente a darci un panorama completo delle caratteristiche dei nostri avversari e per questo possiamo tranquillamente affermare che solo una rosa di 5/6 gare può darci un’idea della compagine, dei suoi giocatori e anche del comportamento assunto dall’allenatore.
Il filmato presentato si riferisce al primo tempo della gara la sua durata è di circa 9′. La media è giusta in quanto il filmato da presentare alla squadra non dovrebbe mai essere di durata superiore ai 15/18′ per evitare un calo di attenzione da parte del gruppo squadra durante la riunione tecnica.
Altro particolare da considerare: la relazione scritta molto dettagliata da presentare allo staff o da eseguire a supporto del filmato; ma sarebbe meglio dire che il filmato è un’integrazione dell’analisi scritta che va consegnata all’allenatore e con lui discussa, anche se nel video proposto sono state inserite delle didascalie a descrivere le situazioni più significative.
A cura di Claudio Damiani

Bruno Conti ha scritto una commovente lettera al figlio Daniele, centrocampista del Cagliari.
Oltre a blogger scanzonato e allenatore (nel pallone), di calcio, sono anche padre. Padre di tre meravigliosi figli che amo al di sopra di ogni cosa; ecco, quando assaggio queste dediche speciali fatte ai figli, a sangue del proprio sangue, mi emoziono e sostengo queste forme di affetto che poi, sono amore allo stato puro.
“Pensavo di averle vissute e provate tutte, poi mi ritrovo a 58 anni sul divano davanti alla tv con le lacrime agli occhi, e tua madre accanto, non spiccica parola, mi guarda incantata e troppo emozionata e felice per parlare e rompere l’incantesimo. Già ci avevi fatti piangere l’anno scorso con Brunetto, ora Manuel. La stessa scena, la stessa gioia.
Perchè quell’abbraccio racconta una famiglia, la nostra famiglia. Perchè tutti conoscono il grande calciatore che sei diventato, in pochi però sanno quanto tu sia un grande uomo, un grande figlio, un grande padre. Mi capita spesso di ripensare a quella mattina in cui mi chiamò il direttore sportivo della Roma Franco Baldini per comunicarmi la tua cessione al Cagliari in comproprietà per una stagione. Proprio in Sardegna, pensai, la terra in cui io e tua madre ci eravamo innamorati nell’estate dell’82. Ero felicissimo, anch’io poi mi sono dovuto fare le ossa al Genoa prima di giocarmela nella Roma.
Forse all’inizio, in cuor mio, speravo di rivederti presto con la maglia giallorossa, e quel gol al Perugia sotto la Sud resterà un ricordo indelebile. Quindici anni dopo è andata in tutt’altro modo. Una storia diversa, forse più bella, di sicuro speciale. Hai fatto una scelta importante, la più difficile, ma alla fine hai vinto tu. Ricordo i primi momenti al Cagliari, l’esordio, i sogni, le difficoltà. Per anni ti sei portato sulle spalle quel cognome pesantissimo, ingombrante. Soffrivo quando la gente ti paragonava a me, non era giusto. Col tempo però, hai zittito tutti, poi li hai conquistati sul campo. Col talento, con la forza, col carattere.
E in questo si, siamo uguali perchè entrambi siamo testardi e corretti allo stesso tempo, non cerchiamo sotterfugi, guardiamo tutti in faccia a testa alta con la cultura del lavoro e della famiglia. I due gol al Torino mi hanno ricordato quello al Napoli nel 2008. Proprio in questi momenti vengono fuori gli uomini duri. E da capitano vero a fine partita, ti ho ascoltato commosso, hai dedicato la vittoria ai compagni e ai tifosi. Forse dal vivo io e tua madre non ti abbiamo mai realmente detto quanto siamo orgogliosi di te.
Oltre ad aver onorato il nostro sangue in campo, hai portato avanti, grazie anche a tua moglie Valeria, i valori della nostra famiglia in una società complicata, problematica e superficiale, come faceva tuo nonno Andrea, muratore e padre di sette figli. E per questo, figlio mio, non smetteremo mai di ringraziarti”.

Fonte: CagliariNews24.
Con questo articolo vogliamo dare risalto a un tipo di attività parallela e integrante rispetto a quella praticata dagli allenatori: l’osservazione della squadra da affrontare, detta “Team Analys”.
Si tratta di un “modello”, una “traccia” piuttosto semplice, di natura prettamente qualitativa (non sono stati inseriti dati statistici per il momento), composta alcuni anni fa sulla base di una partita di Coppa Italia di Serie C. A quell’epoca allenavo la squadra Berretti della società interessata ad avere parametri utili sul Venezia.
Il file lo potete scaricare alla fine dell’articolo.
Inizia un percorso, attraverso mistermanager.it, con il quale andremo a studiare i vari concetti della Match Analysis, della quale la Team Analysis costituisce solamente un piccolo frammento. Non tralasceremo inoltre, l’ottimo supporto che può dare l’Analisi video.
Il ruolo dell’osservatore è ancora poco delineato già dalla sua definizione; l’analisi all’interno di uno sport di situazione può riguardare una o due squadre, la gara in se stessa, uno o più giocatori ma anche un arbitro; inoltre, i parametri da rilevarne che hanno lo scopo unico di essere analizzati per poi creare un miglioramento sia della performance successiva che della programmazione futura (tecnico-tattica, fisica e psicologica), possono essere molteplici.
Cosa s’intende con il termine: “osservatore?”. Un ricercatore di talenti? Un collaboratore tecnico che spia la squadra antagonista su un altro campo? O lo stesso collaboratore tecnico che raccoglie centinaia e centinaia di dati quantitativi sulle squadre avversarie, per creare delle tabelle di confronto con la propria?
Si può parlare di una classificazione vasta e complessa a cui lasceremo spazio nei prossimi post. Nel mentre, chi volesse contribuire dicendo la sua e cominciando a dare un certo tipo di importanza e rilevanza alla figura non ancora resa formale dal Settore Tecnico, dell’Analista Tecnico Tattico, ci invii pure delle richieste, delle testimonianze o dei progetti. Saremo lietissimi di parlarne e di promuoverli creando magari una sorta di movimento.
In Italia, negli ultimi tempi di crisi, ci sono sempre meno squadre e sempre più allenatori che il Settore Tecnico “produce” ogni anno; la proporzione tra numero di squadre e allenatori sulla piazza è disarmante.
Inoltre,nel nostro paese, siamo indietro anni luce rispetto a paesi come Inghilterra, Spagna e Germania…
Perchè non dare la possibilità ad allenatori con almeno due anni di panchina, di potersi qualificare anche in veste di analista e poter avere uno spiraglio in più in un mondo che, per i più, costituisce una passione vitale?
Perchè la F.I.G.C. non ha ancora pensato a questo dal momento che si è inventato il corso di aggiornamento per gli Allenatori UEFA B, a 61 € iva inclusa? Non potrebbe, il Settore Tecnico raggiungere tre scopi:
1) Un’ulteriore entrata per il Settore Tecnico, visto il momento di crisi;
2) La nascita di una nuova figura formale: l’Analista Tecnico-Tattico;
3) Dare la possibilità a molti allenatori in cerca d’impiego, di poter lavorare in modo parallelo o come “free-lance” o sotto forma di “collaborazione tecnica” per gli staff delle società di calcio.
La mission è appena iniziata.
A cura di Claudio Damiani

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D’intesa con UISP e CSI parte a Bologna un corso di formazione di Calcio 4D di 20 ore. Il corso inizia sabato 26 ottobre e si prolungherà per tutto il mese di novembre presso le aule didattiche dell’UISP e il centro Isokinetic.
Il progetto è stato presentato da Adriano Bacconi e Ivan Zazzaroni all’Hotel Savoia Regency insieme al referenti di progetto per la UISP Umberto Molinari e al Vice Presidente UISP Emilia-Romagna Carlo Balestri.
Sono intervenuti il Presidente della Ventura Research Insitute Prof. Mauro Alvisi che si sta occupando della certificazione accademica del percorso didattico Calcio 4D, Daniele Corazza, Resp. Settore Giovanile del Bologna FC 1909 e che da anni lavora seguendo queste linee guida, il Dott. Roi del centro medico-sportivo Isokinetic, Aldo Montinaro, Resp. Inter Campus, che segue il progetto Calcio 4D da tempo e Elena Boni, Vice Presidente CSI Bologna.Scarica il programma! [download id=”29044″]
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Sulla base di numerose partite di livello osservate ultimamente, delle quali non ci si è fatti scappare le tecniche di riscaldamento delle varie squadre coinvolte, si è arrivati a comporre uno schema di “warm-up” pre partita, che proponiamo a tutti i visitatori occasionali e agli affezionati iscritti di mistermanager.it.
Esercizi tecnici sul posto a coppie a 5 mt di distanza (un pallone a coppia):
• Scambio del pallone rasoterra (1’00”)
• Interno dx/sx (30” ciascun giocatore). Lancia l’altro con le mani.
• Collo dx/sx (30” ciascun giocatore). Lancia l’altro con le mani.
• Controbalzo (30” ciascun giocatore). Lancia l’altro con le mani.
• Coscia (30” ciascun giocatore). Lancia l’altro con le mani.

Esercizi di mobilizzazione “a secco” con disposizione “a pettine” lungo la linea orizzontale di metà campo:
• Arti superiori, inferiori e mobilità articolare arti inferiori.
• Andature al 60% sui 30 mt in alternaznza agli esercizi sopradescritti.
Stretching arti inferiori
Possesso palla su quadrato “20x20mt.
• 1 x 1’15””
• Rec. 30”
• 1x 1’15”
Skip, sprint e cambi di direzione,
5m tra un cono e l’altro
• skip basso + sprint 5m dritto;
• skip calciato + sprint 5m dritto;
• skip “alternato” + sprint 5m dritto; • corsa balzata laterale + cambio di senso a 90° in sprint 5mt x 2 ( 1 a dx, 1 a sx);
• sprint dritto + cambio di senso a 90° in corsa all’indietro (a dx o sx) + cambio in sprint diagonale x2 (1 a dx, 1 a sx);
• vai e torna dritto 5m + 5mt + sprint 10m x2;
• 4 x 10m lineari.

Conclusioni verso la porta.
Su situazione di palla avanti, palla dietro e ricerca dell’inserimento interno od esterno (a seconda da che vertice del triangolo parte la palla), del giocatore che ha iniziato l’esercizio.

Scioglimento del gruppo. Lanci, brevi sprint, completamento della fase di riscaldamento in modo personale.
A cura di Claudio Damiani
“Generalmente il primo giorno di allenamento della settimana, viene digerito male dal calciatore dilettante, poiché si effettuano lavori atletici un po’ impegnativi.
Due anni fa, lavorando con una squadra di promozione, avevamo cominciato l’annata, con lavori di forza il martedì e resistenza alla velocità il mercoledì per completare la settimana il giovedì con una amichevole e il venerdì con la rapidità.
Poi parlando con i ragazzi si è concordato un cambio, il martedì abbiamo effettuato lavoro di resistenza alla velocità e il mercoledì di forza. Questo cambiamento poiché non riuscivano a lavorare il martedì con esercizi per lo sviluppo della forza.
Naturalmente stiamo parlando di ragazzi che arrivavano al campo dopo una giornata di lavoro, e quindi pur essendo degli ottimi “professionisti” dovevo trovare il modo per farli divertire e lavorare.
Quindi si è lavorato prettamente con l’utilizzo della palla, anche per lavori per lo sviluppo della forza, ho cercato di mettere sempre il pallone come parte integrante dell’esercitazione proposta.
E anche per lo sviluppo della resistenza alla velocità l’utilizzo del pallone veniva privilegiato alle esercitazioni a secco.
E come non privilegiare l’uso della palla anche per la rapidità, con la psicocinetica abbinata.
Di seguito vi illustrerò alcune esercitazioni utilizzate nel corso dell’annata per incrementare queste capacità”.
Nicola Amandonico
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Kyani è il l rivoluzionario nutriceutico che sta spopolando nel mondo del fitness e dello sport in genere, garantisce più prestazioni, maggior resistenza e rigenerazione / recupero, come nessun prodotto aveva fatto prima d’ora, certificato e brevettato a livello mondiale deriva da prodotti 100% naturali da culture biologiche, già consigliato da naturopati e nutrizionisti
MisterManager, già distributore dei prodotti Kyani in Italia (vedi negozio online), annuncia che finalmente dopo una fase di pre-lancio, la multinazionale americana dei nutriceutici. Se volete venire a conoscenza del mondo Kyani, della qualità dei prodotti e dell’opportunità di business esclusivo, contattateci per ricevere tutte le informazioni del caso e degli eventi qui sotto elencati
Il 26 e 27 Ottobre 2013 a Bologna per la prima volta il fondatore Kirk Hansen verrà in Italia.
Siamo tutti in gran fermento per questo fantastico evento segnati subito queste date in agenda, sarai dei nostri !
I PROSSIMI MEETING IN ITALIA: a grande richiesta !!!
ROMA – KYANI Opportunity Meeting. Martedì 24/09/2013 – inizio ore 21:00
ALBERGO NOVOTEL LA RUSTICA – Via Andrea Noale, 291 – 00155 ROMA
Ospite Speciale Diamond Mauricio Cifuentes
ANCONA – KYANI Opportunity Meeting. Giovedì 19/09/2013 – inizio ore 21:00 (ospite speciale Emerald Paolo Ronci). Giovedì 26/09/2013 – inizio ore 21:00 (ospite speciale Emerald Paolo Ronci)
KLASS HOTEL – SS 16 Km 317 – CASTELFIDARDO (ANCONA)
BARI – KYANI Opportunity Meeting
Sabato 28/09/2013 – inizio ore 11:00 mattino
HILTON GARDEN INN HOTEL – Via Don Luigi Guanella, 15 – BARI
Ospite Speciale Blue Diamond Alessandro Zicola
Diamante piu veloce nella storia di kyani e al momento 2 classificato nel ranking mondiale fra i blue diamond…
TARANTO – KYANI Opportunity MeetingSabato 28/09/2013 – inizio ore 17:00location da definire (vi aggiorneremo presto). Ospite Speciale Blue Diamond Alessandro Zicola
Diamante piu veloce nella storia di kyani e al momento 2 classificato nel ranking mondiale fra i blue diamond…
SOTTOMARINA (VENEZIA) – KYANI Opportunity Meeting. Venerdì 27/09/2013 – inizio ore 21:00; BOSCOLO HOTEL AIRONE – Viale Lungomare Adriatico, 50 – Sottomarina (VE); Ospiti Speciali: Diamond Mauricio Cifuentes e Davide Grandi
Non perdete questa occasione di cambiare il vostro stile di vita!
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Battezziamo una nuova rubrica dedicata alla trasposizione del calcio e tutto quello che esso trasmette (ma in molti casi non rappresenta…), nella produzione di spot pubblicitari.
Pensiamo che la fotografia e la scenografia nonchè le scelte musicali facciano di questi brevi filmati anche un modo per dare motivazione e infondere allo spettatore quella carica in più sotto il profilo psicologico. con una certa dose di avventura, fascino e poesia.
Negli ultimi anni sono state innumerevoli le produzioni di filmati pubblicitari aventi come tema base il calcio e i suoi protagonisti.
il primo che abbiamo scelto per voi è uno spot Adidas che sia rifà alla legge secondo cui le squadre le fa chi porta il pallone e lui stesso decide su di esse! E’ stato votato come miglior passaggio pubblicitario proiettato durante i mondilai del 2006
Protagonisti: Zidane, Beckham, Beckenbauer (!!?), Platini (!!?), Cisse, Kaka, Defoe, Kahn, Lampard, Klose e altri assieme ai due spettacolari ragazzini Josè e Pedro.
JOSE’ +10
[quicktime]http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2013/09/Jose+10-Adidas-Commercial-1_-2-Complete.mp4[/quicktime]
Ci può essere una relazione tra il risultato ottenuto in campo dalla squadra del cuore e le proprie scelte alimentari? A quanto pare sarebbe possibile stando allo studio condotto dalla francese Insead Business School di Fontainebleau con un articolo pubblicato sulla rivista “Psychological Science”.
I campionati hanno ormai preso il via, per la gioia dei tifosi e degli assidui frequentatori dei campi sportivi, per questo motivo è bene fare attenzione all’alimentazione se il proprio team dovesse disgraziatamente perdere. Gli studiosi d’oltralpe avvertono che la sconfitta della propria squadra del cuore coincide con un maggior consumo di cibi poco salutari a base di zuccheri e grassi durante il giorno seguente alla competizione sportiva. Parlando di calcio, a rischio solitamente i lunedì dunque.
La ricerca ha studiato il comportamento alimentare dei tifosi di diverse città all’indomani delle partite della National Football League (lega professionista del football made in USA).
Ne è emerso che i tifosi della squadra perdente mostravano un incremento nel consumo di zuccheri e grassi del 16%, mentre coloro i quali avevano assistito alla vittoria del proprio team vedevano scendere al 9% tale percentuale.
Stessa analisi in Francia, medesimi risultati. Ai tifosi è stato chiesto di scrivere un diario sul cibo consumato durante il giorno successivo alla competizione agonistica della propria squadra.
Da ciò si è evinto che nel caso di sconfitta i cibi maggiormente consumati erano stati patatine, dolciumi, caramelle, cibi grassi e fritti, mostrando di non preferire cibi sani.
Più la sconfitta o la vittoria avveniva negli ultimi minuti della partita, più la tendenza a mangiare male o in maniera sana risultava marcata.
Nervi saldi quindi e occhio a cosa bolle in pentola!
Fonte: www.agendaonline.it