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4-4-2 vs 4-3-3:
Dopo una prima analisi “statica” è opportuno rilevare come la squadra rossa abbia una superiorità numerica di 4vs2 nei confronti della squadra blu.
Così come il reparto difensivo blu gioca in superiorità numerica di 4vs3 nei confronti della squadra rossa.
A centrocampo la squadra blu ha quattro calciatori mentre quella rossa tre.
Se suddividiamo il campo con due linee verticali e due orizzontali noteremo come si crea una superiorità numerica evidente nella zona centrale del campo in favore della squadra rossa (3vs2).
I due difensori blu avranno superiorità nei confronti dell’unico attaccante centrale rosso mentre i due esterni blu dovranno occuparsi degli esterni offensivi rossi.
Anche i difensori esterni rossi saranno, a loro volta, pronti ad occuparsi dei due centrocampisti esterni blu.
Definita la situazione naturale statica che consegue allo schieramento tattico analizziamo ora gli adattamenti tattici e le modalità per affrontare questo sistema di gioco, sia dal punto di vista difensivo sia da quello offensivo.
Difensivo:
Scalate difensive: La scalata ha l’obiettivo di creare superiorità numerica in zona palla con lo scopo di riconquistarla.
Non vuol dire solo creare superiorità numerica nel raddoppio ma anche e soprattutto nelle zone limitrofe alla posizione della palla, in modo da indurre il possessore a forzare la giocata e dunque a potenziali errori.
Nei meccanismi di scalata ci sono degli aspetti a dir poco fondamentali.
Innanzitutto il timing, ossia il tempismo con cui i calciatori effettuano i movimenti tattici richiesti per adempiere al loro compito, con la massima velocità ed aggressività visto che si tratta di un adattamento difensivo.
Altrettanto importanti sono le distanze che intercorrono tra i calciatori che, collettivamente, scalano. Se le distanze non sono giuste gli avversari possono trovare uno “sbocco” ed uno spazio da occupare o attaccare per uscire dal pressing.
Dunque la squadra dovrà muoversi sempre come un unico blocco, curando al massimo i principi di tattica individuale difensiva soprattutto riguardanti la presa di posizione e la scelta dei punti chiave di riferimento (porta, palla, avversario) secondo il gioco a zona. FIG1: Scalata difensiva con palla in zona esterna 4-3-3 4-4-2
Il numero 11 riceve palla da uno dei centrocampisti. Immediatamente il numero 2 accorcia in avanti e lo aggredisce ed il suo compagno di catena laterale 7va a raddoppio pronto a seguire la sovrapposizione esterna del numero 3.
L’attaccante lato palla 10 va immediatamente ad ombrare il “regista” 4, con l’altra punta che si occuperà di un eventuale scarico sul giro palla difensivo ed il centrocampista 8 si prende cura del suo dirimpettaio 8 pronto, eventualmente, a seguirne l’inserimento senza palla.
Il numero 4 si apposta in posizione centrale pronto a raddoppiare sugli attaccanti ed a garantire protezione al pacchetto difensivo, l’esterno di centrocampo 11 sul lato debole accentra la sua posizione occupandosi di 7, senza però seguirne l’eventuale inserimento senza palla in zona cieca, compito che spetterà al difensore centrale che non si occupa dell’attaccante centrale rosso.
I due difensori centrali blu si occupano dell’attaccante centrale rosso, con il numero 3 che si occuperà dell’esterno offensivo 10.
Vista la superiorità in zona centrale del campo che il sistema 4-3-3 prevede, sarà importantissimo il timing con cui l’esterno di centrocampo del 4-4-2 lato palla si accentrerà per creare una situazione di parità numerica in quella zona del campo.
FIG2: Scalata difensiva con palla in zona centrale 4-4-2 4-3-3
Il numero 4 riceve palla e può impostare il gioco. Il 9, che si trovava sopra la linea della palla, corre a pressarlo per indurlo all’errore. Il suo compagno di reparto 10 si occupa del possibile alleggerimento sui difensori.
A questo punto, con il reparto difensivo blu che si occupa in superiorità numerica dei tre attaccanti rossi, si aprono due diverse possibilità di scelta:
-Se i due centrocampisti esterni 11 e 7 sono veloci nell’accentrare la loro posizione lo stesso centrocampista centrale 4 potrà uscire in pressione sul possessore avversario 4 (situazione in figura).
-Se invece i due centrocampisti esterni 11 e 7 non saranno abili ad accentrare la loro posizione, 4 dovrà dare equilibrio alla squadra, schermando il pacchetto arretrato, lasciando agli attaccanti il compito di disturbare 4.
-Se 4 gioca subito la palla in zona esterna, scatta la contrapposizione con palla in zona esterna vista precedentemente.
FIG3: Esempio di pressing offensivo con la scalata in avanti 4-3-3 4-4-2
In tal modo la nostra squadra, schierata con il 4-4-2 (rossa), effettua delle scalate molto aggressive in avanti, con l’obiettivo di marcare e togliere spazio non solo al possessore, ma soprattutto ai suoi appoggi limitrofi.
Infatti, come possiamo osservare in figura, l’attaccante 9 ombra il sostegno del difensore centrale 5, l’attaccante 10 ombra la fonte di gioco centrale 4.
Il centrocampista 4 ombra 7, 8 accentra la propria posizione e così via.
Offensivo:
Come mettere in difficoltà una squadra schierata con il sistema di gioco 4-3-3 utilizzando un sistema 4-4-2? Il 4-3-3 è un modulo che viene solitamente adottato da una squadra che vuole esprimere un gioco spettacolare e offensivo. Dovremo quindi attenderci una squadra molto attiva e quindi aggressiva, che attacca con un numero molto alto di giocatori e che vanta una gamma molto ampia di soluzioni offensive. In fase difensiva tale avversario applicherà un pressing solitamente semi-difensivo o offensivo con una difesa mobile in senso verticale al fine di sfruttare la regola del fuorigioco.
I calciatore 4è il vero ago della bilancia del sistema 4-3-3, perché funge da calciatore che da equilibrio a tutto il sistema.
Costringendo questo calciatore ad “adattarsi” tatticamente a determinate situazioni di gioco consentirà ai nostri calciatori di attaccare il castello e immediatamente anche la zona cieca.
FIG4: Sviluppo di gioco che prevede l’attacco al castello ed l’inserimento in zona cieca 4-4-2 4-3-3
Il 7 trova l’opposizione di 3 coadiuvato dal raddoppio di 8 e decide di effettuare un passaggio di scarico su 2.
A questo punto la difesa avversaria (4-3-3) inizia a salire su situazione di palla coperta e 2 serve immediatamente il centrocampista lato palla 8 il quale verticalizza immediatamente per 9 , che riceve in castello, smarcatosi grazie ad un contro-movimento lungo-corto.
Di prima 9 serve l’altro centrocampista 4 inseritosi nel castello.
A questo punto 4 potrà indirizzare la sua giocata direttamente per uno dei calciatori che stanno attaccando la zona cieca, 11, 10 o 9.
FIG5: Sviluppo di gioco che prevede l’attacco al castello di un centrocampista esterno e la successiva giocata in zona cieca 4-4-2 4-3-3
Dopo un giro palla difensivo la palla arriva a 2 che serve in verticale 7 che per smarcarsi ha effettuato un movimento lungo-corto. Quest’ultimo serve di prima 8 che ha accorciato in direzione della palla. 8 dovrà servire uno dei due attaccanti (10 in figura) che avrà il compito di alleggerire sul taglio convergente del centrocampista esterno 11, in posizione opposta all’azione di partenza, il quale servirà 7,9 o 10 in zona cieca.
*Questi sviluppi di gioco sono stati ragionati alla luce del fatto che il sistema di gioco 4-3-3 consente di coprire tutto il campo in maniera equilibrata. Per questo motivo, dopo un breve giro palla, l’attacco al castello deve essere rapido, deve coinvolgere i calciatori sul lato debole rispetto all’impostazione dell’azione e deve prevedere una successiva immediata giocata in zona cieca.
Trasmissione e velocità in sincronia col compagno.
In questa proposta si può integrare la componente tecnica con quella atletica andando nuovamente a ricalcare il tema “trasmissione e sprint a riprendere palla”. I giocatori A e B partono contemporaneamente col pallone, in senso orario oppure antiorario (i paletti dovranno distare tra loro circa 5 metri e creare una forma pentagonale).
L’obiettivo per il giocatore A è quello di allungare il pallone al di là del paletto posto di fronte a lui (A1) e riprenderlo per ripetere lo stesso gesto anche con i paletti successivi (A2-A3), Il tutto con l’ausilio di 4 tocchi, l’ultimo dei quali per consegnare a D che riproporrà la stessa sequenza.
La sequenza dei piedi di calcio per i giocatori sarà: destro-sinistro-destro-sinistro. Il giocatore B allo stesso modo e contemporaneamente ad A agirà in B1-B2 e B3 consegnando il pallone al giocatore C.
Dopo un determinato numero di ripetizioni in un senso fare eseguire l’esercizio nel senso opposto: i giocatori dovranno colpire palla con questa sequenza: sinistro-destro-sinistro destro. Materiale occorrente: palloni, paletti, delimitatori.
Tanto ha fatto il Milan per guadagnare i tre punti; molto meno il Chievo (a tratti intimidito dal divario tecnico palese tra alcuni singoli).
Di questa gara possiamo sottolineare il giusto e forse ritrovato assetto del Milan con un 1-4-2-3-1 con reparti stretti e corti in fase di non possesso, difensori esterni con una discreta propensione offensiva e un gioco d’interscambio tra Kakà e Balotelli che ha dato pochi punti di riferimento ai difensori veneti.
I due mediani de Jong e Muntari (sostituito poi da Essien), hanno garantito una sufficiente costruzione del gioco e una più che discreta attività in fase di rottura.
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Lo spiccato utilizzo della sovrapposizione finalizzata alla conquista del fondo del campo, ha inoltre dato il “la” alla realizzazione dei primi due gol del Milan. Da rilevare la buona prestazione di Taarabt che conferma quanto di buono fatto nella gara di Firenze partendo largo a sinistra per eseguire con e senza palla una costante ed efficace conversione verso la porta avversaria.
Andando a verificare alcuni dati statistici possiamo evidenziare, attraverso il numero dei passaggi effettuati, la non eclatante supremazia nel possesso palla della squadra di casa (56%): 505 passaggi Milan contro i 393 dei Clivensi; completati? Rispettivamente 82% e 78%.
La miglior qualità dei cross effettuati dal Milan ha portato al gol di Balotelli e al secondo di Kakà; ad ogni modo il computo dei cross è pari a 18 Milan (3 andati a buon fine), contro i 19 degli ospiti (2).
1° STAGE DI PERFEZIONAMENTO PER GIOVANI CALCIATORI
Ti piacerebbe allenarti con ex calciatori e ex portieri provenienti dal mondo del calcio professionistico?
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22-23-24 aprile 2014
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(Via Vittorio de Sica 14, adiacenze acquapark Aquatica – zona S.Siro – Milano)
al prezzo di € 150 a persona (giocatore) per tutta la durata dello stage, compreso il pranzo insieme ai compagni presso la struttura dei campi da gioco.
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Genitori e/o accompagnatori potranno usufruire della sistemazione in albergo 3 stelle con trattamento di mezza pensione (colazione a buffet e cena) al costo di € 95,00 a persona.
Per informazioni e prenotazioni: cell. 334 2205974
STAFF TECNICO:
ISTRUTTORI GIOCATORI DI MOVIMENTO:
VITO LAUDANI
Allenatore e già istruttore del settore giovanile A.C. Milan, ha allenato Nocerina Calcio in SERIE C2 e Vigevano Calcio. Ha allenato inoltre nel settore giovanile in Spagna.
MAURIZIO COSTANTINI
Ex calciatore, ha giocato titolare nella Triestina in SERIE B, della quale è stato anche capitano. Ha allenato squadre quali Catania, Acireale, Triestina, Salernitana, Juve Stabia e Sassari Torres.
ISTRUTTORI PORTIERI:
MARCO ROCCATI
Ex portiere di SERIE A (Napoli, Bologna, Empoli, Fiorentina, Perugia, Ravenna, Forlì, Gallipoli). Ha giocato in Nazionale (Under 21). Già allenatore dei portieri e coordinatore tecnico del settore giovanile F.C. Juventus, attuale preparatore dei portieri del settore giovanile A.C. Reggiana.
RENZO DI JUSTO
Ex allenatore di Triestina in SERIE B e di F.C. Sudtirol in SERIE C2, è stato allenatore di portieri professionisti tra i quali Pagotto, Dei, Pellizzoli, Seculin, Agazzi. Attualmente è preparatore dei portieri Triestina Calcio SERIE D.
PREPARATORE ATLETICO:
ANDREA GIANNINI
Ex atleta specialista disalto con l’asta, adessogiornalista sportivo, allenatore e preparatore atletico. Medaglia d’Oro ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi del 2001. Ex preparatore atletico del Grosseto Calcio.
MENTAL COACH:
ALESSANDRO VIANELLO
Guida i ragazzi nella gestione dei problemi legati all’aspetto mentale nel gioco. Ha lavorato con calciatori professionisti stranieri ed italiani di A, di B, di Lega Pro e calciatori di Settore Giovanile tra cui F.C. Internazionale, A.C. Milan, U.S. Sassuolo Calcio, F.C. Modena 1912, Monza-Brianza 1912, Virtus Entella.
Questi professionisti faranno anche parte dello staff del progetto Accademia Giovani Calciatori, che si terrà a Milano, con durata annuale e partenza a settembre 2014.
Rossoneri improvvisamente rinati o Fiorentina deconcentrata, al di sotto delle sue potenzialità?
Il Milan visto in questa gara, in una situazione societaria e tecnica a dir poco complicata, ha mostrato compattezza, voglia di fare e personalità. Reparti ben collegati in fase difensiva, qualche errore a livello individuale certo, ma per ciò che riguarda la fase di non possesso la squadra si è ben comportata.
La disposizione delle due squadre contrapposte a inizio gara
In fase offensiva, si son viste più d’una transizione eseguita con velocità e concretezza. Gli elementi che maggiormente hanno partecipato alle azioni di contropiede sono stati Kakà, Muntari, Honda (ottima la sua prestazione) e Taarabt.
La Fiorentina, sembrava avesse trovato una serata diversa dalle altre, quelle che nel calcio possono capitare ma che per gli obiettivi e le aspirazioni viola, non devono persistere. Più un problema di approccio alla gara, seppur al primo tentativo di inizio dell’azione basso del Milan, un’azione di pressing andato a buon fine lasciasse presagire a tutt’altra mentalità.
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Fiorentina (4-3-3): Neto; Tomovic (23′ st Wolski), G. Rodriguez, Savic, Pasqual ( 18′ Roncaglia); Mati Fernandez, Ambrosini, Borja Valero; Joaquin (34′ st Matos), Matri, Cuadrado. A disp.: Rosati, Lupatelli, Diakitè, Fazzi, Venuti, Bakic, Aquilani, Ilicic. All.: Montella
Milan (4-2-3-1): Abbiati; Bonera, Rami, Mexes, Constant; De Jong, Muntari; Taarabt (34′ st Birsa), Kakà, Honda; Balotelli (44′ st Zaccardo). A disp.: Amelia, Gabriel, Zapata, Emanuelson, Silvestre, Cristante, Essien, Saponara, Robinho, Pazzini. All.: Seedorf
Arbitro: Orsato
Marcatori: 23′ Mexes, 19′ st Balotelli
Ammoniti: Balotelli (M), Ambrosini (F), De Jong (M), Constant (M), Roncaglia (F), Taarabt (M), Abbiati (M), Bonera (M), Mexes (M), G. Rodriguez (F)
Alleniamo la precisione della trasmissione in un ipotetico passaggio a seguire e, allo stesso tempo, la velocità di corsa.
I paletti dovranno distare tra loro circa 5 metri e creare una forma pentagonale. Il giocatore A trasmette il pallone con l’obiettivo di farlo giungere poco più avanti del primo paletto.
In un secondo tempo , dopo averlo raggiunto, lo colpirà in avanti internamente e sempre poco più avanti del paletto successivo. La successione sarà la seguente: trasmissione, sprint, sovrapposizione al paletto, trasmissione, fino a raggiungere il punto di partenza passando il pallone al compagno B che dovrà eseguire lo stesso esercizio.
L’obiettivo è eseguire il giro del pentagono nel minor tempo possibile giocando il pallone a un tocco. Dopo un determinato numero di ripetizioni in un senso fare eseguire l’esercizio nel senso opposto (cambio piede di calcio).
In virtù della collaborazione tra mistermanager.it (Claudio Damiani) e Sics, società di Bassano del Grappa specializzata nella fornitura di servizi e tecnologie per il controllo degli allenamenti e la Match Analysis ai principali club professionistici italiani ed europei, andiamo “battezzare” una nuova rubrica legata alla Video Analisi degli episodi più significativi presi da una gara dei massimi campionati.
Il match preso in esame questa settimana è Catania – Juventus; palese la superiorità della “Vecchia Signora”, ma altrettanto evidenti sono state le ingenuità difensive dei giocatori della squadra etnea.
Abbiamo preso in considerazione:
la giocata in verticale della Juventus dopo una palla letta “coperta” dai difensori dl Catania;
la tendenza della maggior parte delle squadre (in tutti di campionati), di giocare il corner in modo indiretto, al fine di far salire la linea difensiva e “giocare” sul cross immediato a prendere in contropiede i difensori stessi;
il grave errore di comunicazione tra i difensori rossoblù in occasione del gol della Juve;
il movimento “a galleggiare” sulla linea dei difensori avversari eseguito da quel fuoriclasse che risponde al nome di Carlitos Tevez;
la pressione eseguita dallo stesso a fine gara, oramai stremato, che ha portato a una nitida occasione da gol.
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CATANIA-JUVENTUS 0-1 LE PAGELLE
Catania (3-5-2): Andujar 5,5; Gyomber 6, Rolin 5,5, Bellusci 6 (21′ st Leto 5,5); Izco 5,5, Plasil 6 (37′ st Peruzzi 5,5), Lodi 5,5, Rinaudo 6, Monzon 5; Barrientos 6 (39′ st Keko 5,5), Bergessio 5. A disp.: Ficara, Legrottaglie, Alvarez, Capuano, Biraghi, Petkovic, Fedato, Boateng. All.: Maran 5,5. Juventus (3-5-2): Storari 6; Caceres 6,5, Bonucci 6, Chiellini 6; Lichtsteiner 6, Vidal 5,5, Pirlo 6,5, Padoin 6, Isla 5,5 (21′ st Asamoah 6); Osvaldo 6 (19′ st Llorente 6), Tevez 7 (42′ st Giovinco sv). A disp.: Buffon, Rubinho, Quagliarella, Romagna, Gerbaudo. All.: Conte 6,5 Arbitro: Damato Marcatori: 14′ st Tevez Ammoniti: Gyomber, Rolin (C), Osvaldo (J) Espulsi: Bergessio (C) per doppio giallo Note: espulsi Conte (J) e Maran (C) per proteste
3>4 per il pressing ultraoffensivo; Esercitazione tattica con integrazione della componente aerobica.
Su un campo dalle dimensioni di 24×36 metri si affrontano 3 attaccanti contro 4 difensori. I difensori, due per ogni metà campo, possono giocare solo a due tocchi e non possono oltrepassare la stessa. In fase di possesso, possono giocare con i compagni posti nell’altra metà, inducendo gli attaccanti all’azione collettiva di pressing per la conquista del pallone.
Obiettivi: per gli attaccanti, pressing, conquista e gol; per i difensori, coperture difensive e possesso di palla; intensità massima e limitazione assoluta delle pause di gioco.
Quando la palla esce dalle linee laterali il gioco riprende velocemente dal portiere situato nella metà campo opposta a quella in cui è uscita che la giocherà con i difensori. Un punto per ogni rete siglata dagli attaccanti e per ogni sequenza di 8 passaggi consecutivi dei difensori.
Durata dell’esercitazione: 2’ a ripetizione con recupero di 45” tra l’una e l’altra. Materiale occorrente: palloni, delimitatori, porta/e mobile/i. Variante: si può permettere a uno dei difensori di cambiare zona creando una situazione di 3>3.
Inizia dal Sud, dalla Sicilia, la nostra inchiesta sulle scuole calcio italiane, autentiche fondamenta di una piramide che negli ultimi tempi fatica a regalare campioni degni di nota e soddisfazioni importanti a livello internazionale.
Il nostro intento è comprendere e far esternare i metodi, gli obbiettivi e le aspirazioni dell’attività della “Scuola calcio ” del nostro paese.
Il primo ospite della nostra nuova rubrica è Antonino Cerro, che dirige la Scuola Calcio Juventina Palermo nel capoluogo siciliano. Al direttore abbiamo rivolto queste domande mirate:
D. Qual è stata la motivazione che vi ha portato a costituire una Scuola Calcio e quali sono gli obiettivi che vi prefiggete?
R. La motivazione riguarda per lo più il ruolo educativo che il calcio ha sui giovani e la possibilità di influire positivamente sulle sfere emozionali della personalità e delle abilità.
D. Quante squadre compongono la vostra Società e di quali categorie?
R. La nostra Scuola calcio è composta da 8 squadre, suddivise nelle seguenti categorie: 2 primi calci, 2 pulcini, 2 esordienti, 1 giovanissimi (provinciali), 1 allievi (regionali)
D. Siete affiliati e/o collaborate con club professionistici?
R. Non siamo affiliati ad alcuna società professionistica, in quanto crediamo fermamente che sia la capacità e la professionalità dei nostri tecnici, più che un logo sulla maglia, a contribuire alla formazione calcistica di un bambino.
D. Avete partecipato a qualche iniziativa a sfondo sociale?
R. Oltre ad ospitare, durante i nostri allenamenti quotidiani, bambini e ragazzi provenienti da quartieri contraddistinti da contesti socio- economico e culturali difficili, è nostra usanza organizzare annualmente una partita con i ragazzi del “Centro di recupero giovanile” della nostra città.
D. Come gestite i rapporti con i genitori?
R. Prima di iniziare l’anno calcistico, organizziamo una riunione con i genitori di ogni singola categoria, il mister del gruppo ed il direttore della scuola calcio per esporre gli obiettivi calcistici (tecnici, tattici e motori) che ci proponiamo di raggiungere durante la stagione. Inoltre, ogni bimestre, le riunioni vengono ripetute per evidenziare eventuali problematiche presenti all’interno dei gruppi e risolverle nel modo più opportuno.
D. Quali sono gli obiettivi tecnici che la vostra scuola persegue nella “costruzione” del calciatore ?
R. Secondo svariati studi, effettuati negli ultimi anni, è stato dimostrato che a causa dei videogiochi, dei sempre più diffusi fast food e della mancanza di un’educazione fisica adeguata a livello scolastico, i “nostri” Giovani sono sempre più in sovrappeso, sempre meno innamorati dello sport ma soprattutto sempre meno coordinati.
È qui che entra in campo una metodologia studiata da un nostro tecnico : LA POLIFUNZIONALITA’- la base della scuola calcio dilettantistica; un allenamento che porta a sviluppare, in tutte le categorie presenti in una scuola calcio dilettante, le capacità condizionali e le capacità coordinative che serviranno per effettuare successivamente i gesti tecnici necessari per il gioco del calcio.
Scarica l’interessante file sull’argomento che descrive la metodologia di lavoro della Juventina Palermo.
Questa proposta vuole integrare l’esercizio della trasmissione della palla, alla componente atletica della velocità e a un’altra importante di tipo tecnico: il tiro in porta. Il giocatore A trasmette il pallone al compagno B seguendone la traiettoria e andando a prendere la sua posizione; B farà altrettanto con C e dirigendosi a intensità massimale a prenderne il posto.
C, dopo una breve conduzione, simulerà un dribbling sulla sagoma o cono e concluderà l’azione calciando verso la porta, andando a sistemarsi dietro al gruppo da cui è partita la sequenza.
Successivamente eseguirà l’esercitazione il gruppo situato nell’altra metà del campo e così via, in alternanza.
Durata dell’esercitazione: in base un tempo prestabilito dall’allenatore (esempio 6-8′) o per un numero totale di tiri effettuato da ciascun giocatore, inclusi i cambi di posizione dei gruppi.
UNA NUOVA PARTNERSHIP TRA SPORTANALISI E SICS
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SportAnalisi, azienda veneziana forte di un gruppo di lavoro che promuove l’utilizzo di servizi di Match Analysis – in particolare con il match analyst Lorenzo Favaro, già referente per alcuni club militanti nel campionato di serie D-Lnd – diventa il service di riferimento per i contatti Sics provenienti dal movimento calcistico dei dilettanti.
L’obiettivo è quello di dar vita a un grande service di video analisi per far sì che anche i protagonisti del calcio meno esposto alle luci della ribalta possano usufruire degli strumenti già in uso nel calcio di vertice, abbinati a professionalità ed esperienze, per elevare con interventi mirati le prestazioni dei propri giocatori e della propria squadra.
«Siamo entusiasti e convinti che sussistano tutti i requisiti necessari per garantire un lavoro di qualità – spiega Alvise Vivian, Responsabile SportAnalisi –. L’obiettivo è offrire una soluzione su misura per gli allenatori, fornendo dati, immagini e numeri di facile lettura tramite l’analisi video, sia in fase di gara sia di allenamento».
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Ecco un piccolo esempio di tabella di rilevazione eseguita comodamente dal divano di casa e riguardante la partita Napoli – Roma (1-0); obiettivo dell’analisi? Le azioni offensive da zona centrale e origine ed esito dei tiri e dei cross di entrambe le squadre.
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Passaggio incrociato, allungo più conduzione di palla lineare.
In un quadrato si dispongono quattro gruppi di giocatori come da figura; l’esercitazione prevede un numero di elementi che va da 12 a 20 (multipli di 4), perché abbia un’utilità aerobica. Inoltre, le dimensioni dell’area di addestramento variano secondo i partecipanti. I parametri da adottare per essere efficienti sono: quadrato 15 x 15 mt, 16 giocatori coinvolti, durata: 6’ per blocco.
La partenza è data dai giocatori A e B, che simultaneamente effettuano un passaggio incrociato rispettivamente a D e C. Eseguito il passaggio A e B effettuano un allungo passando dietro ai tre coni posti alle loro spalle, percorrendo due lati dell’area di lavoro fino ad arrivare in A1 e B1; dopo aver ricevuto palla D e C condurranno palla rispettivamente a F ed E. Questi ultimi lavoreranno allo stesso modo con i compagni G e H. Materiale occorrente: palloni, delimitatori.
TREVISO – I genitori che tifano per i propri figli, impegnati su un campo di calcio, in palestra o in piscina. Che li esortano a vincere. Ma che sono pronti ad accoglierli col sorriso anche se perdono, convinti che «l’importante è partecipare ». Un’immagine questa, di un sano atteggiamento educativo che va però accantonata per raccontare la storia di un 14enne, campioncino di nuoto, e di suo padre che, per vederlo primeggiare tra gli avversari in vasca, non ha esitato a fargli assumere sostanze iperproteiche e integratori, mettendo a rischio la sua salute. Un genitore che ha costretto il figlio a nuotare per ore e ore, per potenziare quei muscoli che lo dovevano portare alla vittoria. E che gli ha riservato affetto e comprensione solo quando quei risultati arrivavano, in caso contrario erano rimproveri e musi lunghi. Come se l’unico modo per meritare l’amore e la considerazione del genitore fosse vincere.
In tribunale a Treviso, quel padre ha patteggiato una pena di due anni, con la sospensione condizionale, per il reato di maltrattamenti in famiglia. Perché secondo la procura che ne aveva chiesto il processo, quegli atteggiamenti subiti dal ragazzino non sono normali stimolazioni a svolgere un’attività sportiva ma veri e propri maltrattamenti fisici e psicologici. A denunciarlo era stata la moglie, stanca di tacere di fronte alle pressioni cui il ragazzino era sottoposto per soddisfare le speranze di vittoria del padre. I due si stanno separando e tra di loro i rapporti sono tesi. Ma quanto denunciato dalla donna ha trovato conferma nelle indagini che hanno portato il genitore davanti al giudice per aver costretto il figlio a svolgere in maniera ossessiva attività agonistica, aver condizionato le manifestazioni di affetto nei suoi confronti ai risultati raggiunti e averlo indotto ad assumere sostanze del tutto inadeguate all’età con l’obiettivo di potenziarne il fisco. Una vera e propria persecuzione quella a cui, il 14enne, sarebbe stato sottoposto per anni. Lui che, fin da bambino, aveva frequentato la piscina per socializzare e divertirsi.
Un divertimento che era però diventato un incubo quando il padre ha deciso che doveva diventare un campione. Secondo quanto accertato dalle indagini condotte dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria, l’obiettivo del papà era di trasformare suo figlio in una sorta di robot programmato per vincere. Gli inquirenti, anche sulla base della relazione di un medico sportivo dell’Usl 9 che ha visitato il ragazzo, parlano di «ossessiva attività agonistica». Vittima il 14enne, costretto a estenuanti sedute di allenamento in vasca e a continue gare. Non solo, incurante dei danni che avrebbe potuto provocargli, il padre l’avrebbe indotto ad assumere sostanze iperproteiche ed integratori, contenenti creatinina e aminoacidi ramificati con l’unico obiettivo di fargli potenziare la massa muscolare e ottenere migliori risultati in gara. Sostanze che, sul fisico del giovane atleta avrebbero avuto effetti devastanti con vomito, nausea e diarrea continui. E non c’era solo la sofferenza fisica, ma anche quella psicologica, la peggiore. Capace di far cambiare anche il carattere al ragazzino, trasformandolo in un adolescente insicuro e solitario.
Perché il papà che tanto teneva ai suoi risultati sportivi, riservava al suo campioncino incoraggiamento e parole d’affetto solo in caso di vittoria. La psicologia moderna ha coniato un neologismo per definire questa esasperazione per il risultato sportivo dei propri figli: «campionismo», e l’accezione negativa del termine sta tutta in quel suffisso «ismo», con il quale vengono descritti comportamenti che degenerano in estremizzazioni dannose. E che purtroppo vanno spesso di pari passo col doping. Anche se l’atleta in questione è un giovanissimo, come confermano gli esperti del Laboratorio antidoping della Federazione Medico Sportiva Italiana, che parlano di un’espansione del fenomeno anche tra i giovanissimi, addirittura sotto i dodici anni. Non ci sono dati, perché al momento i test si effettuano in forma anonima, ma la casistica è confermata. Tra gli sport più a rischio c’è proprio il nuoto, nel quale l’allenamento è più assiduo e si disputano molte gare, per affrontare le quali è necessario costruirsi un fisico adatto. Ecco allora il diffondersi degli «aiutini», come quelli che il 14enne sarebbe stato costretto a prendere. Troppo per la madre che ha assistito impotente per anni e che ha deciso di dire basta denunciandolo. Ieri mattina l’uomo è comparso davanti al giudice per l’udienza preliminare Silvio Maras e, assistito dagli avvocati Elena Rebecchi ed Eleonora Facchini, ha patteggiato la pena di due anni.
A tutti gli aspiranti Agenti di calciatori e Osservatori, ecco le date relative ai prossimi workshop:
Collegati al sito e troverai i “programmi” e i “moduli di iscrizione” dei seguenti corsi:
Sabato 29 marzo 2014 la Cataliotti Football Workshop terrà a Reggio Emilia un nuovo corso di I livello per aspiranti osservatori di calcio della durata di un giorno (10-19). Il corso è rivolto a tutti coloro che sono interessati a collaborare con agenti di calciatori o società di calcio in qualità di talent scout e vogliono apprendere le regole di base per esercitare la libera attività dell’osservatore di calcio. Un workshop dedicato non solo alle spiegazioni teoriche, ma anche alle esercitazioni pratiche attraverso l’analisi-video di calciatori da “scoprire”.
L’illustre ospite della giornata sarà ALESSANDRO BIRINDELLI, grande e indimenticato campione della Juventus (11 anni in bianconero dal 1997 al 2008!), oggi dirigente e allenatore presso il settore giovanile del Pisa. Alessandro, di recente, nella sua nuova veste di allenatore delle giovanili del Pisa, è passato agli onori della cronaca per aver ritirato la sua squadra prima della fine della partita Ospedalieri-Pisa (della categoria Esordienti Fair Play) a seguito della lite scoppiata sugli spalti tra alcuni genitori. Una scelta coraggiosa che è stata elogiata da tutta la stampa nazionale per il suo forte valore educativo. A Reggio Emilia parlerà, quindi, non solo dei parametri di valutazione dei giovani calciatori, ma anche del delicato rapporto tra genitori e figli calciatori!
Seguirà al corso del sabato, nella giornata di domenica 30 marzo, un’altra edizione del CORSO di III livello PER ASPIRANTI OSSERVATORI (TOP TALENT SCOUT), un corso che si svolgerà direttamente sui campi di calcio, aperto esclusivamente a chi abbia preso parte almeno a un corso teorico, di I (anche a quello di sab 29 marzo) o di II livello.
Tutti i partecipanti al workshop di III livello saranno impegnati in una prova pratica e il migliore osservatore (che sarà valutato sulla base della qualità delle relazioni tecniche) sarà segnalato ad un’agenzia di management calcistico per uno stage professionale.
La FIFS, Federazione Italiana Football Sala, organizza domenica 23 Marzo una giornata di selezione per le Nazionali maggiore, veterani e under 20.
Scarica la locandina:[download id=”30698″]
FIFS Federazione Italiana Football Sala Via Walter Tobagi 21, 20143 Milano – C.F 97595840154 – P.Iva 07559680967 Tel. +39 0236550441 – +39 3493125140 www.fifs.it
SICS organizza il primo corso in Italia dedicato alla formazione e certificazione del Video Analista Tattico, figura professionale sempre più importante e richiesta dalle società calcistiche. Il corso prevede il superamento di un esame finale e rilascerà ai partecipanti la certificazione di Video Analista.
Durata Corso:
32 ore articolate su 4 giornate in due settimane consecutive (lunedi-martedi 28-29 Aprile e 5-6 Maggio) con esame finale da svolgersi durante l’ultima giornata del corso per conseguire la certificazione.
Il corso si svolgerà nel Centro Tecnico FIGC di Coverciano presso la Sala Conferenze del Museo del Calcio.
Programma del corso:
Teoria Calcistica (Maurizio Viscidi, 6 ore)
La tecnologia al servizio della Match Analysis (Michele Crestani, 4 ore)
Parte pratica e operativa (Antonio Gagliardi, 14 ore)
Esame (8 ore)
Prerequisiti:
Diploma di allenatore Uefa B o superiore e conoscenza uso Computer
Il corso è di tipo teorico/pratico; i partecipanti dovranno portare al corso un proprio PC di tipo notebook (* vedi sezione caratteristiche minime PC) dove verranno installate a cura di personale SICS le licenze dei software VideoMatch Pro e SuperSchemi 2014, necessarie all’esecuzione delle esercitazioni e dell’esame finale.
Ai partecipanti al corso verrà fornito:
Licenza software VideoMatch, software professionale per la Match Analysis, valida sei mesi
Licenza software SuperSchemi 2014, software per la schematizzazione sia statica che animata dei movimenti dei giocatori, valida sei mesi
Riconoscimento di uno sconto del 50% sul prezzo di eventuale acquisto della licenza definitiva di VideoMatch Pro e/o di SuperSchemi
Abbonamento annuale a rivista Il Nuovo Calcio
Attestato di partecipazione al corso
In collaborazione con:
Certificazione
Ai partecipanti al corso che supereranno l’esame finale verrà fornito:
Attestato di Certificazione SICS Match Analyst Pro
Iscrizione all’albo degli analisti video
La creazione dell’albo e i nominativi degli iscritti verrà comunicata a AIAC e a tutti i club professionistici italiani.
* Caratteristiche minime PC corsisti
Sistemi Operativi supportati : Windows XP, Windows vista, Windows 7, Windows 8 e 8.1. I modelli Apple tipo Mac Book Pro vanno bene solo se dotati di una partizione in cui sia installato Windows o dotati di emulatore Parallels Desktop (http://www.parallels.com)
Risoluzione minima del monitor/scheda video: 1024 x 768
Spazio minimo libero su hard disk: 10 GB
Memoria RAM: 4 GB
Scheda di rete Wireless WLAN
Per informazioni sui costi e per il modulo di pre-iscrizione collegati al sito SICS
Un elaborato di Alessandro Pizzoli presentato al Corso per Direttori sportivi tenutosi a Coverciano e patrocinato dal Settore Tecnico F.I.G.C.
«…Per giudicare un giovane giocatore è necessario tutto. Bisogna valutare il fattore fisico, atletico, tecnico, tattico e alla fine quando hai combinato quest’opera, hai determinato il carattere del giovane calciatore. L’ideale sarebbe averli tutti, ma inizialmente non ci possono essere tutti e allora devi far riferimento alle attitudini. Valuta come si muove un bambino nell’impatto con la palla. È chiaro che l’ideale sarebbe trovare un ragazzo alto, forte fisicamente, rapido, veloce. Ma queste sono caratteristiche che si possono acquisire così come le doti nel carattere: spirito di sacrificio e di gruppo. Le buone attitudini tecniche, invece, devono rappresentare un punto di partenza…»
Mino Favini
Scarica qui il documento in PDF: [download id=”30654″]
Esercitazione finalizzata al miglioramento della circolazione della palla e all’esecuzione del contro movimento per evitare (o quantomeno limitare), la marcatura dell’avversario, gesto molto difficile da far assimilare specialmente a livello di settore giovanile.
Il giocatore “B” esegue un contro movimento per smarcarsi e ricevere un passaggio dal compagno”A”. Sempre “B” esegue un uno-due con il giocatore “F”, per poi servire “C”; da quest’ultimo a “D” e infine al gruppo di partenza continuando la sequenza.
Ogni giocatore passa alla postazione successiva ad eccezion fatta per il giocatore “F” che viene sostituito dopo 1’.
Curare i seguenti aspetti:
tutti i giocatori devono eseguire il contro movimento prima di ricevere;
precisione del passaggio, posizionamento del corpo;
eseguire l’esercizio a un tocco.
Varianti:
eseguire l’esercitazione in entrambi i lati cambiando la posizione della sagoma;
introdurne un’ulteriore nell’altro lato dell’area di addestramento (20x20mt).
Filtrano le prime indiscrezioni sulla nuova Nike Magista. Sono solo immagini rubate durante test e allenamenti, ma già possiamo farci un’idea di come sarà la nuova linea Magista della Nike.
Dalle immagini Nike vorrà stupirci, il mondiale sarà veramente spettacolare anche sotto il punto di vista delle calzature.
Come potete vedere dalle immagini la nuova Magista avrà un supporto incorporato che copre totalmente la caviglia, ovvero una sorta di stivaletto (anche la linea Mercurial sarà proposta in questo modo).
La Magista andrà a sostituire la linea CTR360 e sarà indossata dai Top player, principalmente dai centrocampisti. Infatti il nome Magista nasce dalla fusione di Mago + Regista e Iniesta non può che essere considerato un mago regista!
La presentazione di questa nuova linea Nike si terrà a livello mondiale a marzo a Barcellona e Calcioshop.it sarà presente per portarvi in diretta le novità che poi vedrete sui migliori campi da calcio del mondo.
Lo sapevate che ogni volta che un calciatore viene trasferito da una Federazione all’altra la società che compra deve devolvere il 5% del prezzo del cartellino alla/e società che hanno formato il calciatore?
Calciomercato.com ha chiesto maggiori spiegazioni in materia all’Avv. Agente FIFA Jean-Christophe Cataliotti, esperto di diritto sportivo e titolare dei corsi di formazione per osservatori e agenti FIFA (per info si rimanda al sito www.footballworkshop.it).
Cataliotti in che cosa consiste il suddetto meccanismo? “Tale meccanismo, c.d. di solidarietà, si avvia ogni qualvolta un calciatore professionista viene trasferito nel corso di un contratto da una Federazione ad un’altra, ovvero il meccanismo scatta solo in presenza di un trasferimento internazionale. Ne deriva che la società o le società che hanno contribuito a formare calcisticamente l’atleta dovranno ricevere proporzionalmente il 5% di qualsiasi compenso (il calciatore potrebbe, ad es., essere ceduto solo in prestito a titolo oneroso e non a titolo definitivo) che sarà corrisposto alla società di provenienza”.
Come si calcola questo contributo di solidarietà? “Occorre tener conto del numero di anni durante i quali il calciatore è stato tesserato per la/le società che lo hanno formato nelle stagioni comprese tra il 12° e il 23° anno di età sulla base di determinati parametri stabiliti dalla FIFA (ad es. is calcolerà il 5% del 5% dell’importo del compenso per i primi 4 anni di formazione, quindi dai 12 ai 15)”.
Il contributo di solidarietà si calcola anche quando il trasferimento del calciatore avviene dopo il compimento dei 23 anni di età del calciatore stesso? “Sì, il contributo di solidarietà si calcolerà anche quando il calciatore trasferito a livello internazionale abbia superato i 23 anni di età, ma prendendo in considerazione nel calcolo solo le società che hanno formato il calciatore stesso tra i 12 e i 23 anni!”.
Quindi il contributo di solidarietà potrebbe essere incassato dai club che hanno formato il calciatore tra i 12 e i 23 anni anche più di una volta? “La risposta è affermativa! Ogni volta che vi sarà un trasferimento internazionale il contributo di solidarietà sarà dovuto”.
La società che acquista il calciatore quando è tenuta a versare il contributo di solidarietà? “La società di destinazione è tenuta a versare il contributo di solidarietà alle società che hanno provveduto alla formazione del calciatore entro e non oltre 30 giorni dal tesseramento, ovvero nel caso di pagamenti rateali entro 30 giorni dalla data dei singoli pagamenti”.
E se la società di destinazione non dovesse pagare il contributo di solidarietà? “Potrà essere sanzionata dalla Commissione Disciplinare della FIFA”.
Al termine di una competizione sportiva, l’alimentazione continua ad avere un ruolo importante, pari a tutte le fasi che hanno preceduto la preparazione di una gara.
È evidente che, le varie competizioni agonistiche, possono richiedere una differente calibrazione degli apporti nutrizionali post-gara. Così come, talune discipline, non necessitano di una particolare attenzione nell’immediata conclusione di un evento agonistico.
Questo accade quando, per la natura stessa della gara, l’impegno fisico è di durata estremamente breve, anche a fronte di una intensità massimale. Ad esempio in alcune discipline dell’atletica. In questi casi il ruolo preponderante (o esclusivo) è legato a come ci si alimenta prima dell’impegno sportivo e nel corso degli allenamenti.
Per altri tipi di competizioni invece, il ruolo dell’alimentazione al termine di una gara diviene fondamentale. Si pensi alle discipline di fondo di media e lunga durata ad esempio. Sono eventi che sottopongono l’intero organismo ad un carico di lavoro di grande intensità, e pertanto è opportuno analizzare cosa sia fondamentale reintegrare al termine della competizione.
Come è facilmente intuibile, le perdite di liquidi che accompagnano questo tipo di eventi, possono essere assai copiose. Essendo difficile un corretto e adeguato processo di reintegro nel corso della competizione, è opportuno valutare il corretto ripristino al termine dell’impegno fisico.
Se, in situazioni estreme, qualsiasi tipo di bevanda può essere utile per tamponare un’emergenza, l’ideale è l’apporto di acqua con l’aggiunta di una piccola quantità di sostanze glucidiche (es.: maltodestrine) ed eventualmente di sali minerali e/o di una piccola quantità di bicarbonato di sodio, che esercita un ruolo tampone nei confronti dell’acidità gastrica che a volte segue un impegno di endurance.
La presenza di sali permette il ripristino degli elettroliti e, l’aggiunta di sostanze glucidiche, agevola il ricostituirsi delle scorte di glicogeno epatomuscolare che, quando si è sottoposti a simili impegni, possono impiegare anche diversi giorni per tornare alle condizioni di normalità. In ogni caso non meno di 24 ore. L’assunzione nell’immediato post-gara di sostanze glucidiche accelera efficacemente questo processo, utile anche a mantenere un quadro di piena efficienza fisica per chi sostiene frequenti allenamenti di media/grande durata, ed impegno sul piano aerobico.
Questi accorgimenti dunque non sono utili esclusivamente al termine di una gara, ma anche a conclusione di qualsivoglia ciclo di allenamento che impegni in maniera significativa le strutture muscolari di un individuo.
La risintesi di glicogeno è uno degli elementi più importanti nel panorama metabolico di uno sportivo. Alcuni autori sostengono che anche nel caso di competizioni o allenamenti che hanno l’accento prioritario sull’intensità e/o sulla velocità, sia necessario calibrare adeguatamente l’alimentazione post-gara. La presenza di carboidrati diviene quindi un fattore determinante, capace di accelerare in maniera significativa il processo di rigenerazione del glicogeno muscolare. Si stima che, l’assunzione di glucidi nel corso delle 2 ore successive all’impegno agonistico, possa sostenere una velocità di ripristino del glicogeno pari al 7% del totale per ciascuna ora. Un ritardo nella somministrazione di carboidrati, che vada oltre le 2 ore, rallenta tale processo ad una velocità di circa il 4% per ciascuna ora(1). Ovviamente in caso di completa assenza di reintegro glucidico, tale processo sarebbe ulteriormente rallentato. Evenienza non tollerabile per un agonista, o per uno sportivo che pratica assidui allenamenti.
L’ideale modalità di somministrazione glucidica appare quella di fornire 1grammo di carboidrati complessi per ciascun Kg di peso corporeo dell’atleta, entro il più breve, e ragionevole, lasso di tempo possibile. Proseguendo poi nelle ore successive a fornire ulteriori e graduali apporti glucidici.
(1) J. L. Ivy et. Al, Muscle glycogen storage after different amounts of carbohydrate ingestion. J. Appl. Physiol., 65, 2018-2003 (1988)
Tecnico, passaggio e conclusione, controllo orientato; tattico, gioco e mi muovo; condizionale con palla.
A passa palla a B (1) e segue la palla in A1, B, effettua un controllo orientato e trasmette a C (2), e segue in B1. C si orienta per scaricare su D (3) che si è portato in D1 dopo aver effettuato uno slalom tra paletti e un cambio di direzione su un altro paletto, che la ridà a C (4) che si è portato in C1 per concludere a rete (5)
C si porta in C1 in coda a G che ricomincia con A1 e B1 e con E, D1 va in coda a I.
Dopo un tempo prestabilito invertire le posizioni.
Palloni, paletti, conetti.
Trasmetto, mi muovo e gioco (2)
Tecnico, passaggio e conclusione, controllo orientato; tattico, gioco e mi muovo; condizionale con palla.
A passa palla a B (1) e segue la palla in A1, B, effettua un controllo orientato e trasmette a C (2), e segue in B1. C si orienta per scaricare su D (3) che si è portato in D1 dopo aver effettuato uno slalom tra paletti e un cambio di direzione su un altro paletto, e conclude a rete (4).
C si porta in C1 in coda a G che ricomincia con A1 e B1 e con E, D1 va in coda a I.
Dopo un tempo prestabilito invertire le posizioni.
Palloni, paletti, conetti.
Tecnica, passaggio, cross e conclusione
A parte in slalom, e serve B1 che ha effettuato uno skip tra le aste o scaletta, A1, corre in sovrapposizione a B1 e viene servito in A2, dribbla il paletto e crossa per B2 che si è inserito per la conclusione tra i paletti (difensori). A va in coda a D e B va in coda a C che ricomincia.
Passaggio incrociato, allungo più conduzione di palla lineare.
In un quadrato si dispongono quattro gruppi di giocatori come da figura; l’esercitazione prevede un numero di elementi che va da 12 a 20 (multipli di 4), perché abbia un’utilità aerobica. Inoltre, le dimensioni dell’area di addestramento variano secondo i partecipanti. I parametri da adottare per essere efficienti sono:
• quadrato 15 x 15 m; • 16 giocatori coinvolti; • durata: 6’ per blocco.
La partenza è data dai giocatori A e B, che simultaneamente effettuano un passaggio incrociato rispettivamente a D e C. Eseguito il passaggio A e B effettuano un allungo passando dietro ai tre coni posti alle loro spalle, percorrendo due lati dell’area di lavoro fino ad arrivare in A1 e B1; dopo aver ricevuto palla D e C condurranno palla rispettivamente a F ed E. Questi ultimi lavoreranno allo stesso modo con i compagni G e H. Materiale occorrente: palloni, delimitatori.