Proponiamo un’esercitazione che combina le finalità di miglioramento della tecnica (conduzione, precisione della trasmissione) a delle componenti organiche dettate da resistenza alla velocità e coordinazione.
Due gruppi di giocatori con diverso colore di casacca (rossi e blu), si posizionano con il pallone, di fronte a un gruppo di quattro paletti. Partiranno in alternanza: rosso-blu-rosso-blu…
Il giocatore blu, effettuato uno slalom in conduzione di palla tra i paletti, si dirige verso il gruppo di delimitatori posti alla sua sinistra per eseguire dei dribbling simulati;
Il giocatore rosso condurrà il pallone verso destra per (variante in base al materiale tecnico utilizzato):
• lanciare il pallone facendolo passare sotto ostacoli alti da affrontare in corsa per poi riprenderlo;
• lanciare allo stesso modo il pallone, ma esternamente rispetto a degli over da affrontare in skip;
• lanciare sempre il pallone esternamente e eseguire degli esercizi di reattività e coordinazione tramite l’utilizzo di una scaletta “ladder”
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Entrambi aggireranno in conduzione alla massima intensità, i coni posti in prossimità degli angoli del campo fino a raggiungere il successivo da cui tenteranno di centrare la porta sistemata nei
pressi della linea di metà campo.
Va fatta rispettare la sincronia relativa all’alternanza dell’esecuzione da parte di giocatori (rosso-blu-rosso-blu); dopo un numero congruo di ripetizioni stabilite dall’allenatore in base alla fascia d’età allenata e gli obiettivi da perseguire, invertire gli esercizi da far svolgere ai gruppi.
Materiale occorrente: palloni, delimitatori, paletti, coni, ostacoli alti (in alternativa ladder o over).
A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst
Due circuiti, giocatori divisi in due gruppi: verdi e rossi.
Il giocatore A verde parte in conduzione (slalom) tra i conetti, contemporaneamente il compagno B parte con una corsa (o salti) tra gli over bassi, cambia direzione e giunge in B1, riceve (1) da A1 finta sulla sagoma si porta in B2 e calcia in porta (2), poi corre in coda a C in B3. A1 si porta in coda, con un allungo, a D in A2.
Il giocatore A rosso, parte in conduzione (slalom) tra i paletti, giunge in A1 e scarica (1) su B1 che ha effettuato una corsa tra i cerchi (adattandola alla loro distanza, differenziazione) effettua un cambio di direzione tra i paletti e riceve, finta sulla sagoma e si porta in B2 e conclude in porta (2) e poi corre in B3 in coda a C.
Materiale occorrente: palloni, paletti, over bassi, conetti e cerchi.
Durata esercizio: 10 minuti
Numero di serie: 2 (cambiando la disposizione dei gruppi)
Recupero: 3 minuti
Numero recuperi: 3
Numero giocatori: 18
Fasce interessate: Esordienti, Giovanissimi, Allievi e Prima squadra.

Variante: figura 2
B1 verde riceve (1) da A rosso. B1 rosso riceve (1) da A1 verde.

A cura di Nicola Amandonico
Giungiamo a Talsano, la più importante e popolosa frazione di Taranto. Essa si sviluppa a sud-est del capoluogo, e dopo il riordino delle suddivisioni amministrative, è stata inserita nella circoscrizione Talsano-San Vito-Lama. Appartengono a Talsano anche le contrade di San Donato, Palumbo e Sanarica; arrivando così ad una popolazione di circa 50.000 abitanti per tutta la circoscrizione.
Il presidente in persona, Giuseppe Lafratta, ci descrive la bontà dell’attività svolta dalla sua Scuola Calcio grazie al preziosissimo e assiduo lavoro dello staff tecnico e di tutti i suoi collaboratori.
Stagione sportiva 2012/2013: nasce l’A.S.D. GIOVANI CRYOS!!! Dalla fusione di due affermate realtà sul territorio locale quali l’ASD CRYOS TALSANO e l’ASD GIOVANI LEPORANO, nasce una scuola calcio, collocata nel territorio tarantino, (TARANTO), in cui la priorità assoluta è la formazione del bambino, intesa come supporto costante e sostegno al suo processo di crescita fisico-tecnica. L’obiettivo della scuola calcio Giovani Cryos è promuovere l’importanza dello sport in un’età, quale quella dei ragazzi fra i 5 ed i 16 anni, di fondamentale rilevanza per il processo di ossificazione, di sviluppo della muscolatura e della flessibilità muscolo-scheletrica. Ed il calcio, essendo uno sport di gruppo che aiuta nella socializzazione il ragazzo, insegnandogli a convivere con il gruppo e con le sue regole, è l’ideale come approccio, specie se praticato con passione e divertimento.
Ma cosa distingue l’ASD GIOVANI CRYOS dalle altre scuole calcio? In primo luogo, il modus operandi della nostra scuola calcio è quello di insegnare i fondamentali del calcio garantendo, allo stesso tempo, il divertimento dell’allievo. L’intendimento principale della nostra società è quello di educare ed indirizzare i giovani a svolgere una attività sportiva di rilevanza sociale, che aiuti a determinare una crescita equilibrata, sia fisica che morale, fornendo loro opportunità e mezzi adeguati.
Lo scopo è quello di creare principalmente una scuola di vita e, solo secondariamente, una scuola di sport che educhi i giovani e riesca a formarne degli uomini veri e degli sportivi attivi. Ed il segreto di tutto ciò sta nell’alternare momenti di puro insegnamento tecnico del gioco del calcio con attività di tipo prettamente ludico-propedeutico. In questa età, l’importante è che ciascun allievo giochi e si diverta allo stesso tempo, senza caricarlo di troppe ed insensate responsabilità: se son rose fioriranno prima o poi…
Un altro valore aggiunto della scuola calcio ASD GIOVANI CRYOS è la professionalità e grado di preparazione di tutto lo staff tecnico: è bene sapere che lo sport, nei ragazzi soprattutto giovani, deve essere praticato con le giuste regole; ad esempio, è impensabile lavorare su un ragazzo di 6-8 anni sulla muscolatura con carichi eccessivi, ecco l’importanza di affidarci a gente competente, parliamo di istruttori laureati in scienze motorie e tecnici qualificati F.I.G.C., che ben conoscono le metodologie di allenamento, differenziandole a seconda dell’età e dalle capacità fisiche del ragazzo.
Fare praticare lo sport in modo distorto ad un ragazzo può portare nel tempo a creare degli scompensi motori nocivi al suo corretto sviluppo: è indispensabile considerare che l’organismo infantile è in continua evoluzione e quindi diventa particolarmente importante conoscere e seguire le diverse tappe dello sviluppo puberale, soprattutto per poter apprezzare la capacità fisica di un bambino, in funzione del suo livello di maturazione e della sua età; fondamentale come detto non interferire negativamente nella sua crescita psico-fisica.
Ecco dunque l’importanza di una scuola calcio “di qualità”: noi dell’ASD GIOVANI CRYOS abbiamo volutamente puntato tutto sulla qualità, come dimostra l’ambizioso riconoscimento di “scuola calcio qualificata F.I.G.C.” di cui questa società può fregiarsi dalla stagione sportiva 2009/2010 nonchè il Premio Bravo CONI conseguito nel 2011 per meriti sportivi. Niente è lasciato all’improvvisazione nell’ASD GIOVANI CRYOS: già ad agosto viene stilato un programma di lavoro ben definito, con le cadenze e le metodologie degli allenamenti che si susseguiranno durante la stagione.
La scelta di avere nella struttura tecnica della nostra scuola calcio un professore laureato I.S.E.F. quale preparatore atletico, affiancato da altri sette istruttori qualificati, coordinati da un responsabile tecnico quale mister Fabio De Vita che ha fatto del calcio uno stile di vita, e coadiuvati da un Presidente giovane ma allo stesso tempo molto esperto quale Giuseppe Lafratta e da ottimi dirigenti, che svolgono assiduamente con grande impegno e preparazione il proprio lavoro, è un indice inconfutabile della professionalità dell’ASD GIOVANI CRYOS.
In aggiunta a tutto ciò, l’ASD GIOVANI CRYOS ha deciso di affiliarsi anche per la corrente stagione sportiva al Bologna Fc 1909, un’opportunità importante per continuare quel processo di costante miglioramento che investe società e ragazzi e che è assoluta prerogativa di questa associazione. Pertanto, tutti i nostri istruttori parteciperanno a dei corsi interni di aggiornamento nel corso della stagione, tenuti da istruttori professionisti del Bologna Fc 1909, che organizzerà a sua volta degli stages, durante il corso della stagione sportiva, per visionare metodologie di allenamento e ragazzi.
L’ASD GIOVANI CRYOS, infine, partecipa con già da diversi anni e con grandi risultati, per quanto riguarda l’agonismo, ai campionati regionali F.I.G.C. categorie allievi e giovanissimi; da sottolineare, per il settore giovanile e scolastico, anche la partecipazione a tornei per tutte le fasce di età sia F.I.G.C. che promossi da enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI.
D. Qual è stata la motivazione che vi ha portato a costituire una Scuola Calcio e quali sono gli obiettivi che vi prefiggete?
R. L’A.S.D. GIOVANI CRYOS nasce dalla fusione di due affermate realtà sul territorio locale quali l’ASD CRYOS TALSANO e l’ASD GIOVANI LEPORANO. E’ una scuola calcio in cui la priorità assoluta è la formazione del bambino, intesa come supporto costante e sostegno al suo processo di crescita fisico-tecnica. L’obiettivo della scuola calcio Giovani Cryos è promuovere l’importanza dello sport in un’età, quale quella dei ragazzi fra i 5 ed i 16 anni, di fondamentale rilevanza per il processo di ossificazione, di sviluppo della muscolatura e della flessibilità muscolo-scheletrica. Ed il calcio, essendo uno sport di gruppo che aiuta nella socializzazione il ragazzo, insegnandogli a convivere con il gruppo e con le sue regole, è l’ideale come approccio, specie se praticato con passione e divertimento.
Il modus operandi della scuola calcio Giovani Cryos è quello di insegnare i fondamentali del calcio garantendo, allo stesso tempo, il divertimento dell’allievo. L’intendimento principale della nostra società è quello di educare ed indirizzare i giovani a svolgere una attività sportiva di rilevanza sociale, che aiuti a determinare una crescita equilibrata, sia fisica che morale, fornendo loro opportunità e mezzi adeguati. Lo scopo è quello di creare principalmente una scuola di vita e, solo secondariamente, una scuola di sport che educhi i giovani e riesca a formarne degli uomini veri e degli sportivi attivi. Ed il segreto di tutto ciò sta nell’alternare momenti di puro insegnamento tecnico del gioco del calcio con attività di tipo prettamente ludico-propedeutico. In questa età, l’importante è che ciascun allievo giochi e si diverta allo stesso tempo, senza caricarlo di troppe ed insensate responsabilità: se son rose fioriranno prima o poi…
D. Quante squadre compongono la vostra Società e di quali categorie?
L’ASD Giovani Cryos partecipa attivamente a tutti i campionati/tornei indetti dalla F.I.G.C. e, nello specifico, allo stato attuale, si annoverano i seguenti gruppi suddivisi per fasce di età: Primi Calci 2007/2008/2009 – Piccoli Amici 2006 – Pulcini 2005 – Pulcini 2004 – Pulcini 2003 – Esordienti 2001/2002 – Giovanissimi Provinciali 2000 – Giovanissimi Regionali 1999/2000 – Allievi Regionali 1997/1998.
D. Siete affiliati e/o collaborate con club professionistici?
L’ASD Giovani Cryos è affiliata da diversi anni con il Bologna FC 1909.
D. Avete partecipato a qualche iniziativa a sfondo sociale?
R. L’ASD Giovani Cryos ha un rapporto di collaborazione costante con diverse casa-famiglia del territorio per il recupero e l’integrazione di minori a rischio
D. Come gestite i rapporti con i genitori?
R. La gestione dei rapporti con i genitori risulta sempre un po’ problematica a causa delle notevoli aspettative che essi riversano , a volte inconsapevolmente, sui propri figli. In generale sono svolte delle riunioni periodiche con i genitori in cui sono illustrati gli obiettivi contenuti nelle programmazioni tecniche per ogni fascia di età e le modalità in cui sono espletate.
D. Quali sono gli obiettivi tecnici che la vostra scuola persegue nella “costruzione” del calciatore ?
R. I bambini sono suddivisi per fasce di età non omogenee, ogni tecnico responsabile della propria fascia ad inizio anno consegna la programmazione annuale degli allenamenti la quale contiene gli obiettivi su cui si intende intervenire. In linea di massima le aree riguardanti gli obiettivi le abbiamo suddivise in :
Obiettivi tecnici
Obiettivi motorio – coordinativi
Obiettivi tattici
Obiettivi cognitivo – comportamentali
Queste 4 aree sono state utilizzate per tutte le fasce di età e in ognuna di queste ci siamo posti degli obiettivi specifici diversi per ogni categoria.
Le nostre strutture:
CMato SportIl Centro Sportivo Mato Sport è sito in via Begonie 63 nelle immediate adiacenze del residence PezzaVille in località Tramontone sulla strada che collega Talsano a Lama.
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MonticelloIl Centro Sportivo San Francesco De Geronimo (meglio conosciuto come Monticello) è sito in Grottaglie (Taranto).
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C.S. Madonna del RosarioIl Centro Sportivo Madonna del Rosario è sito in Grottaglie (Taranto), nelle immediate adiacenze del Campo Comunale D’Amuri.
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A cura di Nicola Amandonico
Siete interessati a promuovere l’attività della vostra scuola calcio? Cliccate qui!
Una gara dai contenuti tecnici piuttosto deludenti non nega la rilevazione di qualche spunto a livello tecnico tattico, anzi. Nel’analisi filmata si è voluto fare luce sugli aspetti che hanno contraddistinto la fase difensiva del Milan e in particolare:

Qualche dato statistico (fonte Opta):
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A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst

Dalla gara persa dal Sassuolo a Torino contro la Juventus dell’ormai certo terzo scudetto è rimasta sicuramente impressa la buona prestazione del tridente offensivo emiliano composto da Floro Flores, Zaza e Sansone.
Di quest’ultimo ho estrapolato dall’analisi video della far tre sequenze che definiscono molto bene le caratteristiche tecniche, tattiche e condizionali del giocatore.
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Un giocatore del ’91 rapido (175cm x 73kg), assolutamente capace nell’1vs1 offensivo; cerca molto il rapporto tecnico con Zaza in zona centrale e non esita a calciare verso la porta avversaria, più di potenza che di precisione. Poco propenso alla fase difensiva (come tutto il reparto d’attacco del Sassuolo) e sostanzialmente apprezzabile dal punto di vista caratteriale e nervoso.
A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst
Il giocatore A parte in corsa (o salti) tra gli over bassi, giunge nei pressi dei quattro paletti di colore diverso e il Mister li chiama in sequenza, in questo caso blu (B), bianco (Bi), rosso (R) e giallo (G), quindi corre in A1 e riceve (1) dal compagno B, controlla e calcia in porta.
Successivamente corre (sprint) verso il ladder (scaletta), esegue degli skip (o corsa), cambio di direzione tra i due paletti e va in coda a C. Mentre B dopo aver scaricato su A1 corre nei cerchi adattando la corsa alla loro distanza, cambi di direzione tra i paletti, allungo sino al paletto, ulteriore cambio di direzione e va in coda al compagno D.
D e C continuano.
Materiale occorrente: palloni, scaletta, paletti colorati (o casacche colorate), over bassi e cerchi.
Durata esercizio: 10 minuti
Numero di serie: 2
Recupero: 3 minuti
Numero recuperi: 3
Numero giocatori: 18
Fasce interessate: Esordienti, Giovanissimi, Allievi e Prima squadra.
A cura di Nicola Amandonico
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Parte con freschezza atletica e la giusta dose di concentrazione il Sassuolo; le motivazioni erano alte su entrambe le sponde: la Juve per avvicinarsi sempre più all’obiettivo scudetto, i neroverdi per conquistare punti salvezza.
Ma gli uomini di Conte, pur evidenziando qualche sbavatura soprattutto a livello difensivo, ha portato a casa l’intera posta in palio.
In questo estratto di video analisi si vogliono evidenziare a scopo puramente didattico:
Annotiamo inoltre, specie nella prima frazione una particolare imprecisione nei passaggi da parte di Pirlo & C. negli ultimi 30 mt e una relativa poca pressione e densità da parte del Sassuolo proprio in questa zona di campo per tutta la durata della gara (evidenziata anche dalle immagini).

Addirittura a Ogbonna (negativa la sua prestazione contro avversari con un passo nettamente diverso dal suo), era consentito di portare palla sino alla trequarti offensiva in modo indisturbato!
Alcuni dati statistici (fonte: Opta)
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A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst
Pubblicato da Isabella Gasperini su ISABELLA GASPERINI BLOG
PER “CRESCERE GIOCANDO A CALCIO”
Il calcio è una giornata di festa come oggi, 25 aprile, un centro sportivo assolato, tanta gente….. E in un angolo silenzioso vicino a un campo di grano, un gruppetto di ragazzi ed un mister, legati dal loro dialogo segreto…..
Poi arriva lo spazio da percorrere delimitato dalle linee bianche. Un avversario da scavalcare per giungere tutti insieme a varcare quella rete….. Ed esultare insieme!
Non è importante un gol, una vittoria, se non si conosce il sapore amaro della sconfitta.
Per questo in certi casi ci si abbraccia tanto forte, perché tutti insieme vicini vicini, ci si sente un gruppo, perché in precedenza ad unire è stata la rabbia e la rassegnazione dell’aver perso un’altra partita.
Il calcio è poesia quando vuoi andare a salutarli e avvicinandoti allo spogliatoio, invece dei ragazzi, ci sono le loro maglie stese.
Poi li vedi uscire…. Prima in campo piccoli guerrieri, dopo con le infradito vanno a mangiare mentre scherzano e si fanno i dispetti… E respiri la loro amicizia….. E questa è poesia pura.
Poesia è il loro sguardo…..
È vederli che dopo mangiato, nell’attesa di un’altra partita, anziché riposarsi in centomila modi possibili, si mettono a giocare scalzi, su un prato d’erba adiacente al campo di calcio…
…. La porta creata dalle loro magliette…..
Come facevamo noi, quando eravamo bambini.
Poesia è vederli esultare la loro vittoria, accanto a due genitori che hanno organizzato una giornata di festa in ricordo del loro bambino: Silvio Botticelli <3
Poesia è l’abbraccio dei genitori ai loro figli…..
Poesia è un papà, che quando si veste da mister diventa papà anche dei suoi allievi….
Poesia è vederli sereni, è vederli ricchi di energia e di sogni, ma di quelli piccoli che fanno il cuore felice, come vincere una coppa a un torneo, come vincere una partita su un prato scalzi e sudati…..
La poesia sono soltanto loro. Il loro mondo sommerso dietro i loro sguardi….. La loro bellezza pulita.
Grazie ragazzi!!!! Oggi mi avete fatto vivere le emozioni che gli istruttori di calcio che conosco in tutta Italia cercano di spiegarmi e che palpo dalla passione con cui mi chiedono pareri su Facebook o nella posta privata, sulla mia mail, o su questo blog….. Mi sento fortunata per questo! Amici allenatori siete fortunati anche voi!
Grazie al gruppo 2002 e al loro mister Roberto Babini per avermi permesso questo!!!
Grazie ai genitori che hanno condiviso con me la tribuna!
Con il cuore….. Isa
Dalla video analisi di Roma-Milan del 25 aprile 2014, ho estratto una fase di gioco emblematica di cosa sta producendo la Roma di Garcia a livello tecnico-tattico.
Lo scambio di ruoli effettuato dai giallorossi sia in fase di possesso che in fase difensiva ha oramai raggiunto una sincronia e un’efficacia importante!
I difensori esterni sono due attaccanti aggiunti che coprono le fasce laterali nell’ 85/90% delle azioni offensive; le tre punte spaziano a destra e sinistra su tutto il fronte difensivo avversario rimanendo costantemente imprevedibili; i tre centrocampisti hanno capacità tecniche che li rendono molto spesso dare inizio alle azioni ragionate dalle retrovie (un po’ meno Nainggolan).

E’ il sistema di gioco che fa vincere la Roma, la filosofia ben inculcata da Garcia ai suoi giocatori; il modulo è molto poco indicativo, è roba da carta stampata e siti web.
Il modulo di gioco è il posizionamento dei giocatori in campo; il sistema di gioco è l’interpretazione dei ruoli che l’allenatore dà partendo da esso.
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Alcune statistiche (Fonte Opta)
Tentativi. Roma: 14 tiri, 2 gol, 4 in porta. Milan: 13 tiri, 5 in porta.
Possesso palla: Roma: 63,8%. Milan 36,2%.
Passaggi totali: Roma 560/639. Milan 282/353. Percentuali passaggi completati: Roma 88%, Milan 80%.
A cura di Claudio Damiani
In questa esercitazione che presenta componenti di tattica collettiva, legati alla fase di possesso, di non possesso e alla fase intermedia di transizione si parte da una situazione di inferiorità numerica dei difensori.
Il portiere calcia il pallone a uno dei tre attaccanti. Questi dovranno impostare un’azione finalizzata alla realizzazione del gol. Nel momento in cui il portiere calcia la palla, i due difensori dovranno affrontarli prendendo cura di darsi copertura reciproca, non farsi mai trovare allineati e neutralizzare eventuali tagli e sovrapposizioni per difendere la porta.
La transizione avrà rapidamente inizio dal portiere attraverso la rimessa in gioco del pallone con le mani per i difensori che potranno avvalersi della collaborazione di due compagni in più; questi partiranno veloci e posizionati larghi dalla zona di fondo campo contrassegnata dai delimitatori quando:
• uno degli attaccanti tira e segna un gol (si fa passare rapidamente un altro pallone da un collaboratore posto all’esterno del campo);
• uno degli attaccanti tira fuori (vedi sopra);
• uno degli attaccanti tira e il portiere para (farà ripartire egli stesso il gioco).
Si passa quindi a una transizione (positiva per i difensori), finalizzata alla realizzazione di una rete nelle due porticine disposte come da video.
Materiale occorrente: palloni, casacche, (delimitatori), porte piccole.
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A cura di Claudio Damiani
Il moderno centro abitato di Crispiano, cittadina in provincia di Taranto, si erge al centro di una serie di colline e sebbene si sia sviluppato agli inizi dell’Ottocento, la sua area è abitata fin dal secondo millennio a.C.
Il clima è prevalentemente mediterraneo e l’elemento predominante dell’economia è l’allevamento; florida è l’agricoltura basata sull’olivo e la susseguente produzione di olio.
Una delle storiche Scuole Calcio che svolgono attività nel territorio è l’A.S.D. Ragazzi Sprint della quale vogliamo promuovere un modo di concepire il calcio che ha, sin dalla fondazione, nei valori il fattore principe.
L’Associazione Calcio Ragazzi Sprint Crispiano nasce nel settembre dell’anno 1976. Il fondatore è Don Franco Bonfrate, allora parroco della Chiesa Madre di Crispiano, S. Maria della Neve.

Perché “Ragazzi Sprint”? Perché all’interno della Azione Cattolica della parrocchia vi era un gruppo giovanile che aveva proprio il nome Ragazzi Sprint e allora quale migliore denominazione dare alla neonata associazione sportiva? L’intento di don Franco era quello di tener ancora più vicini alle attività parrocchiali i giovani che attraverso lo sport si accostavano alle altre attività collaterali. I primi anni di attività sportiva della nostra associazione furono dedicati alle prime categorie federali (Pulcini ed Esordienti) per poi, man mano che il gruppo cresceva di età e ad essi si aggregavano altri giovani, passare al completamento delle categorie previste (Piccoli Amici – Giovanissimi – Allievi).
Ai primi degli anni ’80 la A.C. Ragazzi Sprint Crispiano si presentava ai nastri di partenza del campionato Provinciale Juniores e, dopo una parentesi aggregativa con la U.S. Pro Inter, nella stagione sportiva 1983/84 si iscriveva al campionato organizzato dalla Lega Nazionale Dilettanti di 3a Categoria. A tali campionati si partecipò sino all’inizio degli anni ’90, con una apparizione anche nel campionato Regionale di 2a Categoria, a cui i Ragazzi Sprint furono ammessi per meriti sportivi. L’esperienza con la Lega Nazionale Dilettanti, come detto, terminò agli inizi degli anni ’90. Da allora la nostra associazione partecipa a tutti i campionati federali F.I.G.C. organizzati sia dal Comitato Regionale Pugliese che da quello Provinciale di Taranto.
A livello di Settore Giovanile e Scolastico, la Associazione Calcio Ragazzi Sprint Crispiano è ufficialmente riconosciuta dalla F.I.G.C. come “SCUOLA CALCIO” dal 1976, mentre si è fregiata la riconoscenza del C.O.N.I. quale C.A.S. (Centro Avviamento allo Sport – Calcio) nel 1988. Per aver diritto a tali riconoscimenti occorre avere particolari requisiti che l’associazione possiede da molti anni.
Nel corso delle varie stagioni sportive la A.C. Ragazzi Sprint ha ottenuto importanti riconoscimenti sia sportivi che disciplinari (“Premi Disciplina”). Nella stagione sportiva 1998/99, dopo averlo sfiorato negli anni precedenti, vince il titolo di Campione Provinciale della categoria “GIOVANISSIMI” (ragazzi nati negli anni 1984-1985) e nella successiva stagione si conferma arrivando ad un passo dallo stesso, conquistando il secondo posto provinciale.

La nostra Associazione prende parte da oltre dieci anni ai vari campionati regionali F.I.G.C. e partecipa a tutti i tornei provinciali organizzati dalla Delegazione F.I.G.C. di Taranto. Dalla stagione sportiva 2003/04 ha mediamente 120 iscritti all’anno, suddivisi per fasce di età e categorie. Dalla stagione sportiva 2002/03 partecipa regolarmente a tornei estivi organizzati in varie parti d’Italia: nel giugno 2002 ha preso parte ad un torneo nazionale organizzato a Scalea (CS), ove si è ben comportata perdendo la finalissima ai calci di rigore; nel giugno 2003, invece, i Ragazzi Sprint hanno partecipato ad un torneo internazionale svoltosi nella Repubblica di San Marino: è stata una avventura entusiasmante (basti pensare che la cerimonia di apertura e di premiazione della manifestazione ha avuto luogo nello Stadio “Olimpico” della simpatica Repubblica) che ha lasciato il segno nella memoria sia dei giovani calciatori che degli accompagnatori al seguito della compagine “Esordienti”. Nel 2007 la nostra associazione partecipa a due tornei Internazionali: il primo a Fanano (MO) con la categoria “Esordienti” e il secondo a San Benedetto del Tronto (AP) con le rappresentative “Giovanissimi” e “Allievi”. Dal 30 maggio al 2 giugno 2009 i “Giovanissimi”hanno partecipato al “5° Trofeo della Sila” a Camigliatello Silano.

A livello di soddisfazioni societarie, è importante ricordare l’ambito conseguimento del titolo di campioni provinciali “Disciplina” nella categoria “Giovanissimi” per la stagione sportiva 2002/03, oltre al “Premio CIVITAS” assegnato dal Comune di Crispiano nel dicembre 2002.
Per quanto riguarda poi le soddisfazioni personali, a coronamento di oltre un ventennio dedicato all’impegno sociale e sportivo, al nostro ex presidente Antonio Parabita è stato assegnato il Premio di Benemerenza Sportiva direttamente dai vertici nazionali della F.I.G.C., nel corso della sontuosa cerimonia svoltasi a Roma il 31 maggio 2003 presso il salone d’Onore del C.O.N.I., oltre al riconoscimento del Comitato Provinciale C.O.N.I. di Taranto che nel gennaio 2004 ha consegnato il Premio “BRAVO C.O.N.I. 2003” nelle mani di Parabita per l’impegno profuso.
Dal gennaio 2005, dovendo uniformarci a nuove normative, la nostra associazione ha cambiato denominazione sociale da “ASSOCIAZIONE CALCIO RAGAZZI SPRINT CRISPIANO” a “ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA RAGAZZI SPRINT CRISPIANO”.
Da giugno 2006 al giugno 2008 l´ASD Ragazzi Sprint Crispiano è stata una società affiliata al Modena F.C.
Nel gennaio 2006 abbiamo creato il sito internet ufficiale dei Ragazzi Sprint, sempre in continua evoluzione per aggiornarvi su quanto avviene al nostro interno e per ricevere consigli al fine di fare sempre meglio.
Questa è brevemente la nostra storia, qui raccontata in maniera estremamente sintetica, in quanto per informarvi su quanto accaduto in 35 anni di attività potremmo scrivere un bel memoriale. Ma questo è solo l’inizio…
Ricordate che la forza della associazione siamo NOI soci. Grazie al nostro contributo collaboriamo a tenere in vita l’impegno nel sociale e nello sport, finalizzato alla crescita sana e armoniosa dei nostri figli, distraendoli in tal modo dalle varie insidie oggi presenti.

Dal 1° luglio 2009 è in carica il nuovo Consiglio Direttivo, così composto: Presidente: Mimmo Pino – Vice Presidente: Vittorio Raguso – Segretario: Gabriele Annese – Cassiere: Giovanni Colucci – Consiglieri: Antonio Parabita – Vincenzo Parabita – Renato Perrini. Componenti Collegio Probi Viri: Giancarlo Cappellano – Piero Chiarelli – Francesco Di Cesare. Un particolare ringraziamento quest’anno va allo sponsor ufficiale COVER TECH che ha offerto l’intero abbigliamento sportivo griffato LOTTO a tutti gli iscritti sia della Scuola Calcio che del Settore Giovanile.
Dal 1° luglio 2010, a seguito delle dimissioni per impegni professionali di Giovanni Colucci, l’incarico di cassiere è stato conferito a Francesco Di Cesare.
D. Qual è stata la motivazione che vi ha portato a costituire una Scuola Calcio e quali sono gli obiettivi che vi prefiggete?
R. L’idea di gestire una scuola calcio nasce sicuramente dalla passione che nutriamo per questo meraviglioso sport. Il desiderio di far crescere calcisticamente i ragazzi del nostro Paese, mettendo a loro disposizione la professionalità dei tecnici, l’esperienza maturata nel corso di tanti anni di calcio a livello semiprofessionistico, la volontà e la disponibilità di un gruppo di amici, siano essi istruttori, collaboratori o dirigenti, che abbiano un unico obiettivo finale ed una mentalità progettuale lungimirante, mirate alla crescita del settore giovanile di Crispiano. Questi sono certamente fattori fondamentali per fare calcio serenamente.
D. Quante squadre compongono la vostra Società e di quali categorie?
R. Trattandosi di Società di puro settore giovanile, abbiamo tutte le categorie federali, quindi Allievi e Giovanissimi, così come per la scuola calcio, Esordienti, Pulcini e Piccoli Amici, divisi per doppie fasce di età nella stessa categoria di appartenenza.
D. Siete affiliati e/o collaborate con club professionistici?
R. In passato abbiamo fatto alcune affiliazioni, rivelatesi espressamente commerciali e poco gratificanti per i giovani calciatori, tecnici e dirigenti …. si parla bene ma si razzola male!!!I contatti con club professionistici si possono legare ugualmente, sia attraverso un contatto diretto e personale, sia attraverso la conoscenza e la disponibilità di “amici fraterni” che fanno calcio per passione e non certo come tanti altri che promettono, illudono e poi si rivelano inaffidabili.

D. Avete partecipato a qualche iniziativa a sfondo sociale?
R. considerate le nostre origini ed il nostro fondatore, il parroco Don Franco Bonfrate, nel corso di questi “primi 38 anni” di attività, abbiamo sempre fornito il nostro contributo partecipativo a tante manifestazioni con fini sociali e/o di volontariato.
D. Come gestite i rapporti con i genitori?
R. Durante il corso dell’anno sociale, oltre ad alcune manifestazioni “comandate” (festa degli auguri Natale, Pasqua e chiusura delle Attività), organizziamo alcuni incontri per aggiornarli sulla programmazione e l’andamento delle attività, oltre a consigli e suggerimenti da parte loro per la crescita dei ragazzi e migliorare la nostra organizzazione!!!
D. Quali sono gli obiettivi tecnici che la vostra scuola persegue nella “costruzione” del calciatore ?
R. Nella crescita dei nostri ragazzi, il primo fattore al quale ci teniamo particolarmente è quello comportamentale, umano e sociale. L’obiettivo principale è quello di formare prima bravi uomini, poi degli ottimi sportivi ed atleti ed infine dare a loro l’opportunità di eccellere nel mondo calcistico che conta. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico e tattico, cerchiamo di dare una impronta simile a tutte le categorie, dedicando molto lavoro alla tecnica di base, possesso palla, impostazione di schemi con inizio del gioco dal portiere e quindi palla a terra e, naturalmente, ampio spazio alla fantasia del giovane calciatore il quale deve dimostrare i propri valori e le proprie qualità e non agire come un semplice robot. Ci avvaliamo della figura di due Tutor Tecnici che curano singolarmente tutti i ragazzi della scuola calcio e del settore giovanile, impartendo insegnamenti rilevanti e di perfezionamento.
A cura di Nicola Amandonico
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Proponiamo un’esercitazione che adatta delle finalità di miglioramento della tecnica (conduzione, precisione della trasmissione), a delle componenti organiche dettate da resistenza alla velocità e coordinazione.
Due gruppi di giocatori con diverso colore di casacca (rossi e blu), si posizionano con il pallone, di fronte a un gruppo di quattro paletti. Essi partiranno in alternanza: es. rosso-blu-rosso-blu, ecc.
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Entrambi i giocatori aggireranno in conduzione alla massima intensità, i coni posti in prossimità degli angoli del campo fino a raggiungere il successivo da cui tenteranno di centrare la porta sistemata nei pressi della linea di metà campo.
Va fatta rispettare la sincronia relativa all’alternanza dell’esecuzione da parte di giocatori (rosso-blu-rosso-blu); dopo un numero congruo di ripetizioni stabilite dall’allenatore in base alla fascia d’età allenata e gli obiettivi da perseguire, invertire gli esercizi da far svolgere ai gruppi.
Materiale occorrente: palloni, delimitatori, paletti. coni, ostacoli alti (in alternativa ladder o over).
A cura di Claudio Damiani
Siamo giunti a Broccostella, un comune italiano di 2.823 abitanti della provincia di Frosinone, nel Lazio, paesino di presumibile origine romana.
L’attività sportiva di questo piccolo centro è resa preziosa anche dal lavoro svolto da Fabrizio Forletta, allenatore della Scuola Calcio locale: l’A.S.D. Broccostella Santopadre.
A Mister Forletta abbiamo rivolto le nostre domande di rito:

R. L’obiettivo principale della nostra Scuola Calcio è la formazione sportiva globale dell’allievo/attraverso un percorso per tappe e per capacità di apprendimento (categorie di età), dove la centralità è l’allievo (e le sue esigenze).Ogni fascia di età o categoria avrà le sue peculiarità e i suoi obiettivi specifici (profili psicomotori differenti) che porteranno alla fine del percorso di scuola calcio alla seconda tappa fondamentale che sarà la specializzazione sportiva che avverrà quando l’allievo/a avrà 13/14 anni (categoria “giovanissimi”).
D. Quante squadre compongono la vostra Società e di quali categorie?
R. Nel corso di questa stagione la nostra società ha nei suoi ranghi due squadre “Piccoli amici”, una primi calci, tre pulcini 2003/2004/2005, una esordienti, una giovanissimi Provinciali, una allievi Regionali
D. Siete affiliati e/o collaborate con club professionistici?
Collaboriamo con diverse società professionistiche del panorama nazionale.
D. Avete partecipato a qualche iniziativa a sfondo sociale?
R. Abbiamo partecipato a diversi tornei a sfondo benefico, ed anche noi facciamo una piccola raccolta a Natale per i bambini disabili
D. Come gestite i rapporti con i genitori?
R. Cerchiamo di tamponare il ruolo del genitore che cerca d’intromettersi nel ruolo dell’allenatore, attraverso un atteggiamento informale ma professionale.
Alcuni genitori iscrivono i propri figli a una Scuola Calcio e li seguono assiduamente se continuano negli anni questo impegno di là da quello che esprimono in modo esplicito, è legato spesso al desiderio di vedere nel figlio ciò che loro non sono stati in grado di fare, ovvero mostrare di valere qualcosa, come avrebbero voluto.

Desiderare per proprio figlio il meglio, la fama del giocatore famoso. Questo comportamento può portare tali genitori a tentare di manipolare la vita dei propri figli.
Stabilire un clima troppo informale e familiare con i genitori, può esporre gli allenatori a perdere il controllo della situazione, al punto di percepire come cosa fastidiosa il dare consigli oppure intromettersi nelle scelte dell’allenatore,ovvero quando si permettono di fare critiche o dare “consigli”.
Quindi, se l’allenatore si accorge che la situazione sta prendendo una piega in cui, da parte dell’interlocutore, c’è il tentativo di modificare i ruoli, può riportare il rapporto sul livello giusto, se lui stesso è certo della propria autorevolezza.
D. Quali sono gli obiettivi tecnici che la vostra scuola persegue nella “costruzione” del calciatore ?
Gli obiettivi tecnici della nostra scuola calcio sono quelli di avviare, indirizzare e seguire i ragazzi che si avvicinano al mondo del calcio attraverso un programma specifico; per raggiungere tale scopo, la stagione sportiva è stata suddivisa in tre macro-fasi:
Settembre – settembre: l’organizzazione dell’attività proposta ha lo scopo di formare dei gruppi omogenei suddivisi in classi d’età, in funzione del numero degli iscritti e degli impianti disponibili; dal punto di vista tecnico-didattico, questa “fase di conoscenza” consente all’istruttore di ottenere la partecipazione di tutti gli allievi attraverso la proposta di attività ludiche e di divertimento; l’intervento dell’istruttore è di tipo educativo, rivolto, cioè, a far capire ai ragazzi quali sono le regole da rispettare.
Approfondimento
Settembre – marzo: l’attenzione si focalizza sulla tecnica di base e sull’aspetto fisico-motorio; l’attività svolta, dunque, è finalizzata al miglioramento della tecnica di base e delle capacità motorie consolidando gli aspetti educativi.
Valutazione
Marzo – maggio: l’attività deve proseguire sulla stessa linea del periodo precedente; una scheda valutativa generale e soggettiva dovrà essere compilata dagli istruttori per indicare il lavoro svolto, gli obiettivi raggiunti e le difficoltà incontrate;

Affinché si realizzi una migliore organizzazione tecnico-didattica, la scuola calcio si prefigge di raggiungere, durante il ciclo completo della scuola-calcio, obiettivi educativi generali che vengano concretizzati non solo da un punto di vista della specificità della disciplina ma anche in rapporto al fattore relazionale. Attraverso la programmazione stilata dal responsabile della scuola-calcio, viene posto l’accento sulle finalità educative quali la sicurezza di sé, l’auto-controllo, la collaborazione e la cooperazione, la capacità d’iniziativa, l’appartenenza al gruppo e il rispetto delle regole.
Tutto ciò fa da contorno agli obiettivi motori, tecnici e tattici su cui si basa la programmazione didattica i cui punti-cardine sono:
Analisi della situazione di partenza
E’ la fase preliminare nella quale occorre prendere in considerazione l’allievo e l’ambiente da cui proviene. E’ indirizzata, in generale, sul profitto scolastico e, più precisamente, sull’aspetto riguardante la socializzazione del bambino. Le informazioni di base derivano: dai colloqui con i genitori, ai quali può essere richiesto il documento di valutazione della scuola; da osservazioni soggettive degli istruttori durante la pratica sportiva e attraverso la compilazione di schede di valutazione in cui vengono espressi giudizi tecnici e relazionali.
Individuazione e formulazione dei problemi educativi
Rappresenta la seconda fase della programmazione in cui vanno analizzati i problemi generali legati all’età degli allievi; è fondamentale capire, prima di iniziare ad operare, che il periodo che stanno affrontando si può definire “critico”: il bambino passa da una fase tipicamente “egocentrica”, in cui è abituato ad organizzarsi prendendo come punto di riferimento il proprio corpo, ad una in cui inizierà a scegliere altri punti di riferimento fino a relazionarsi con l’ambiente e ad interagire e collaborare con i compagni. Ciò si evince dal comportamento motorio del bambino che mostra una notevole vivacità.
Individuazione degli obiettivi educativi e didattici
A questo punto, l’educatore determina i modi attraverso i quali favorire i processi di apprendimento del bambino. Gli obiettivi possono essere generali o specifici: i primi rispondono all’esigenza di educare attraverso lo sport, mentre gli altri sono indicati per far raggiungere al bambino la competenza nella disciplina svolta. I contenuti vengono selezionati in relazione alla fascia d’età e alle tappe dello sviluppo motorio, auxologico e psicologico. L’interazione tra le due classi di obiettivi è fondamentale: più abilità vengono apprese e maggiore sarà lo sviluppo delle potenzialità del bambino; in questo modo aumenta la stima in sé stesso
Organizzazione degli interventi
Rappresenta l’insieme delle azioni didattiche che rendono operativa la programmazione. La lezione, o seduta d’allenamento, rappresenta per l’istruttore un valido strumento per proporre, senza approssimazione, attività appropriate per una corretta formazione tecnico-sportiva.
Il piano d’intervento didattico è suddiviso in tre fasi che si integrano tra loro per intensità e durata:
Fase di avvio: è rivolta a preparare l’allievo attraverso esercizi poco impegnativi, già conosciuti, che non richiedano molte spiegazioni e che consentano di avviare quei processi mentali che, in forma più complessa, saranno stimolati nella fase centrale della seduta.
Fase centrale: impostata in funzione degli obiettivi da realizzare, deve essere organizzata secondo una sequenza logica che esprima il significato didattico che si vuole raggiungere.
La struttura a stazioni consente un coinvolgimento di tutti i bambini poichè permette di lavorare a piccoli gruppi e in spazi ridotti, quindi la dispersione è ridotta al minimo. Gli obiettivi che vengono perseguiti sono di tipo tecnico, tattico e fisico-motorio. Solitamente s’inizia con esercitazioni tecniche o con attivazione psicocinetica o coordinativa che vengono in seguito riproposte in situazioni di gioco inizialmente semplificate e poi complesse.
In questa fase riveste un ruolo fondamentale anche l’aspetto educativo: viene consentita, agli allievi, una certa autonomia dopo la spiegazione dell’esercizio; vi sarà un miglioramento nella capacità di prendere decisioni, di elaborare “strategie” personalizzate, individuali; si dà la possibilità di giocare in forma collettiva; i bambini, quindi, apprendono i presupposti per operare in un contesto di squadra e sviluppare le loro capacità di socializzazione e relazione; inoltre, la presenza dell’avversario stimola la capacità di confrontarsi e, di conseguenza, l’aspetto agonistico che, come accennato in precedenza, rappresenta, insieme al gioco,una delle naturali tendenze dell’individuo.
Proprio per questo motivo, le attività pratiche proposte avranno sempre una componente ludica e il pallone sarà sempre presente.
Fase finale: al termine della lezione è previsto uno spazio libero in cui i bambini vengono lasciati giocare liberamente in modo che si avrà la possibilità di verificare se i gesti proposti sono stati appresi e riproposti spontaneamente. Questa fase rappresenta un momento importante per comunicare con gli allievi.
Senza addentrarci troppo nei concetti riguardanti il ruolo dell’istruttore, è fondamentale che questi si prodighi per riuscire a creare un clima psicologico sereno e favorevole all’apprendimento del bambino. Dovrà prestare attenzione, oltre che agli aspetti metodologici, anche ai problemi e alle dinamiche che si verificano all’interno del gruppo intervenendo sempre in maniera tempestiva
Verifica dell’attività
La valutazione, cui si riferisce questo punto, è differente sia nei contenuti che nelle modalità di effettuazione rispetto a quella d’ingresso perché permette di confrontare ciò che si voleva ottenere con i risultati di ciò che realmente si è ottenuto. Il controllo può essere realizzato in itinere, durante lo svolgimento del programma o alla conclusione del ciclo di allenamento.
A cura di Claudio Damiani
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E ‘ l’A.S.D. Sporting Casalnuovo, la prima Scuola Calcio Campana che partecipa al nostro reportage sul calcio “minore” della penisola; fondata nel 1999 e presieduta dal Sig. Carmine Piccolo lo Sporting Casalnuovo costituisce una realtà molto importante del panorama calcistico giovanile alle porte del Vesuvio.

Casalnuovo di Napoli è una cittadina di circa 45.000 abitanti che sorge sulle rovine di Archora, uno dei villaggi dai quali aveva tratto origine la città di Afragola; ringraziamo il Direttore della Scuola Calcio, il Sig. Sasà Varriale, per aver contribuito alla nostra inchiesta.
D. Qual è stata la motivazione che vi ha portato a costituire una Scuola Calcio e quali sono gli obiettivi che vi prefiggete?
R. L’idea nasce da una multiformazione che ha diverse motivazioni in quanto la Scuola Calcio ASD Sporting Casalnuovo è frutto di una fusione di ben tre scuole campane, la “Sporting 900” del Dir. Sasà Varriale, il “Casalnuovo” di Lello Piccolo e la “Boys Casalnuovo” di Enzo Mazzola; l’obiettivo è il voler proseguire il progetto iniziato nel dopoguerra (1950 circa), dell’oramai defunto Mr. Oreste Varriale che istituì una delle primissime scuole calcio Italiane e successivamente la squadra “rionale” del PORTA PICCOLA FOOTBALL CLUB.
Da quella base si e’ poi costruita, successivamente attraverso l’incontro casuale dei tre responsabili delle tre diverse società prima elencate, accomunati daglli stessi valori etici, sociali e culturali, la A.S.D. SPORTING CASALNUOVO di Napoli. Gli obiettivi della ASD Sporting Casalnuovo sono basati sui concetti di continuità, progressività e pluriennalità.
D. Quante squadre compongono la vostra Società e di quali categorie?
R. n°2 squadre 2007/08, n°2 squadre 2006, n°3 squadre 2005, n°2 squadre 2004, n°2 squadre 2003, n°2 squadre 2002, n°1 squadra 2001, n°2 squadre 2000, n°1 squadra 1999, n°1 squadra 1998, n°1 squadra 1997.
D. Siete affiliati e/o collaborate con club professionistici?
R. In passato siamo stati “affiliati” per circa tre anni con la A.S. Roma e per due anni con il Calcio Catania; successivamente, per scelte interne e per non precludere ulteriori rapporti anche con società minori, poiché non tutti i ragazzi possono “essere da Roma o da Catania”, abbiamo deciso di non affiliarci più a nessuna società in particolare, ma abbiamo ottimi rapporti con moltissime società professionistiche, dalla “blasonata” Seria A alla “meno conosciuta” ma non meno importante , serie D .
D. Avete partecipato a qualche iniziativa a sfondo sociale?
R. Attualmente stiamo sostenendo attraverso l’invio di pacchi contenenti attrezzatura tecnica e vestiario sportivo due Scuole Calcio: una in Mali e un altra a Gaza; anche il quotidiano “Il Mattino di Napoli” ha pubblicato degli articoli in riferimento.

D. Come gestite i rapporti con i genitori?
R. Il rapporto con i genitori è sempre “particolare”; cerchiamo all’inizio di ogni anno sportivo di delucidare in merito alla programmazione il lavoro che svolgeranno i loro figli con i nostri Istruttori e i nostri Allenatori UEFA B in modo tale che abbiano ben chiaro cio’ che questi giovani andranno ad affrontare. La cosa fondamentale della nostra scuola è che i genitori hanno un unico riferimento che è il Dir. Sasà Varriale con il quale affrontano quotidianamente problematiche di qualsiasi genere, dall’ambientamento, alla scuola, al calcio.
D. Quali sono gli obiettivi tecnici che la vostra scuola persegue nella “costruzione” del calciatore ?
R. Scopo principale è quello di offrire ai ragazzi che intendono avvicinarsi al gioco del calcio, la possibilità di svolgere un’attività completa fisico – motoria – educativa sia da un punto di vista atletico che tecnico, impostata sul gioco del calcio. Il compito è di comunicare il proprio impegno nell’educazione dei giovani attraverso lo sport.
Il gioco diviene così linguaggio educativo: interpretato e vissuto, da partecipanti e organizzatori del programma, nelle sue accezioni più positive di divertimento, movimento, fair play, spirito di aggregazione.
Ci si propone così di favorire apprendimenti generali che costituiscono le fondamenta non solo del calcio ma dell’attività fisico – sportiva in generale.
In altre parole tra i nostri obiettivi rientrano: l’acquisizione di un adeguato schema corporeo e motorio e di una corretta percezione spazio-temporale; il miglioramento delle capacità psicomotorie e lo sviluppo delle capacità ritmo – cinestetiche (coordinazione, equilibrio); lo sviluppo armonico delle capacità fisiche (resistenza, mobilità articolare, velocità, destrezza, ecc.).
Tutto ciò consente un potenziamento sia dal punto di vista fisico che psichico considerando i fattori auxologici, ossia il rapporto tra età cronologica dell’allievo e sviluppo del sistema nervoso e apparato locomotore (forza e capacità muscolari, capacità respiratoria e cardiache), con dosaggio del carico di lavoro e scelta delle esercitazioni.
Considerato in questo senso, il corso si propone di offrire il calcio ai ragazzi con un metodo che renda meno noiose possibili le lezioni e faccia sensibilizzare l’allievo con il pallone, il campo, i compagni, ponendo le basi per un’attività agonistica futura.
Si proporranno le difficoltà in progressione crescente finché l’allievo si troverà in grado di saper “trattare” il pallone, saper “stare” in campo e saper “collaborare” con i compagni senza che se ne sia accorto.
Il fine ultimo è quello di avere dei ragazzi che giochino un calcio intelligente, ragionando su quello che fanno o dovranno fare, e non ragazzi che riportano in campo ciò che imparano a memoria durante l’addestramento.
Attraverso una corretta attività per ogni fascia di età, costruiremo così quel bagaglio motorio, tecnico e tattico che in precedenza veniva acquisito quasi per intero dal ragazzo attraverso il gioco spontaneo.
Il compito della nostra società nel settore giovanile sarà quello di formare giocatori e uomini, ricercando innanzitutto, lo sviluppo di tutte le componenti della personalità dei ragazzi. Questo percorso è sicuramente molto lungo e prevede costanti miglioramenti ottenuti con gradualità e grande pazienza anche se tutto ciò contrasterà con l’esigenza di alcuni addetti ai lavori di raggiungere a breve termine, per ottenere i quali i ragazzi vengono sollecitati in maniera dominante nelle capacità che determinano la prestazione agonistica.
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A cura di Nicola Amandonico
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La quarta tappa del nostro viaggio tra le “fucine” di campioni ci porta in Basilicata e più precisamente in provincia di Matera, a Bernalda. Bernalda (Vernàllë in dialetto locale) è un comune di circa 12.000 abitanti. È il quarto della provincia in ordine d’abitanti, dopo Matera, Pisticci e Policoro.
Ringraziamo il Signor Versace per la disponibilità nel rispondere alle nostre domande:
D: Qual è stata la motivazione che vi ha portato a costituire una Scuola Calcio e quali sono gli obiettivi che vi prefiggete?
R: La motivazione che ci ha portato alla costituzione della nostra associazione e con quest’ultima la pratica sportiva del calcio è la passione che tutto lo staff tecnico nutre per questo meraviglioso sport e le emozioni che lo stesso ci fa vivere insieme ai nostri cuccioli.
D. Quante squadre compongono la vostra Società e di quali categorie?
R. La nostra associazione, pur nata da soli 4 anni, consta di nr. 6 squadre; 2 cgt Piccoli Amici, 2 ctg Pulcini, 1 cgt Esordienti ed 1 ctg Giovanissimi Provinciali

D. Siete affiliati e/o collaborate con club professionistici?
R. Non siamo affiliati con club professionistici per un semplice motivo, tutte le società interpellate chiedono in un modo o nell’altro un ritorno economico per l’affiliazione. Cosa che purtroppo non ci possiamo permettere.
D. Avete partecipato a qualche iniziativa a sfondo sociale?
R. Si ne organizziamo alcune nel corso dell’anno: incontri di aggregazione al Bowling, all’acqua park, partecipazione a vari Memorial ed altro …..

R. Cerchiamo semplicemente di tenerli fuori dalle decisioni sia tecniche che organizzative, ma li coinvolgiamo nelle attività sportive ed agli eventi ai quali partecipiamo con i bambini.
D. Quali sono gli obiettivi tecnici che la vostra scuola persegue nella “costruzione” del calciatore ?
R. Noi li prepariamo innanzitutto alla vita mettendo vicino a loro degli istruttori che possono trasferire un esempio di educazione, poi relativamente al calcio si insegnano le basi di tecnica e tattica per prepararli ad un eventuale salto in qualche club professionistico che nota il loro talento.
A cura di Nicola Amandonico
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La mentalità offensiva della Roma è apparsa palesemente superiore al “pacchetto” tecnico-tattico offerto dagli avversari di turno.
Difensori esterni a fungere da attaccanti aggiunti, tre punte a spaziare nel fronte offensivo a riempire spazi vuoti e quindi senza dare punti fissi di riferimento agli orobici, con Toloi e Castan sempre attenti e assistiti dalla costante copertura preventiva di Taddei.
La video analisi vuole sottolineare:

Alcuni dati statistici:
Possesso palla nettamente a vantaggio dei capitolini (65,6%), che di conseguenza hanno eseguito il maggior numero di passaggi (697 a 360) completati rispettivamente per il 92% contro il 76% dell’Atalanta. Nel computo degli assist vince 3 a 1 la Roma; La Roma ha tirato 7 volte in porta contro le 5 conclusioni nello specchio da parte degli avversari (Dati Opta)
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Il tabellino:
Roma-Atalanta 3-1
Roma (4-3-3): De Sanctis 6; Maicon 6 (79′ Romagnoli 6), Toloi 6, Castan 6, Dodò 6,5; De Rossi 7, Nainggolan 6, Taddei 7; Gervinho 7, Totti 7 (75′ Bastos 6), Ljajic 6,5 (86′ Ricci sv)
Atalanta (4-4-1-1): Consigli 6,5; Benalouane 5, Stendardo 5 (73′ Lucchini 6), Yepes 5, Brivio 6; Estigarribia 5,5 (66′ Baselli 6), Cigarini 5,5, Migliaccio 5,5, Bonaventura 6,5; De Luca 6 (59′ Livaja 6); Denis 5,5
A cura di Claudio Damiani
Giovedì 8 e venerdì 9 maggio 2014, a Napoli, presso la sala convegni della Football Solution, si terrà un corso per aspiranti osservatori
DESCRIZIONE DELL’EVENTO
Corso tecnico finalizzato alla formazione di specialisti per il settore calcistico professionistico e dilettante. Il corso è organizzato dalla Football Solution Sport Agency che fa capo all’agente F.I.F.A. Stefano Perna e dal suo Staff di osservatori.
Il Corso è strutturato nell’arco di due giornate per un totale di 8 ore complessive, e conterà sulla partecipazione di importanti relatori che lavorano nel mondo del calcio:
RINO D’AGNELLI: attuale capo-scout della Reggiana, vanta un’esperienza ventennale come osservatore di calcio, ha lavorato come osservatore di calcio per Juventus, Empoli e Chievo
MARCO ROCCATI: attuale preparatore dei portieri della Reggiana, ex portiere professionista in club come Napoli, Empoli, Fiorentina e Bologna. Vanta esperienze come Osservatore della nazionale italiana e della Juventus.
CLAUDIO DAMIANI: osservatore professionista, ex allenatore Portogruaro (settore giovanile) e video analista. Autore del manuale ‘Studiare gli avversari e…se stessi’

OBIETTIVI DEL CORSO
Il corso mira a dare una giusta formazione a tutti coloro che vogliono entrare nel mondo del calcio in qualità di osservatori, toccando tutte le tematiche del caso, dall’osservazione del singolo calciatore, allo studio analitico della tattica e degli schemi di gioco, alle relazioni tra osservatore/direttore sportivo/staff tecnico, alla valutazione funzionale di un portiere durante il match fino alle tematiche moderne della video analisi. Durante l’evento ci sarà spazio anche per domande e dibattito con i relatori
STRUTTURA DEL CORSO
La durata del corso è di due giornate, dalle 17 alle 21, per un totale di 8 ore suddivise per 4 ore al giorno. E’ obbligatorio frequentare le due giornate e non ci si può iscrivere soltanto ad una delle due. Al termine dell’ evento sarà rilasciato un attestato di partecipazione e i saranno premiati i migliori elementi
COSTO E PAGAMENTO
Il costo del corso è di 240€ IVA INCLUSA! La Football Solution offre la possibilità di pagare
l’iscrizione al corso in loco il primo giorno dell’ evento, con obbligo di anticipo di 40€ come garanzia di partecipazione, e il resto della quota in contanti alla registrazione del 8 maggio
Il corso è a numero chiuso
Per Info ed iscrizioni:
E-mail: stefanon47@hotmail.com
Ufficio Football Solution ( LUN-VEN 15-20): 0810140981
Cell. Stefano Perna: 349/7999017
In questo brevissimo filmato si vogliono enfatizzare due gesti di tecnica calcistica eseguiti da due giocatori del Napoli nel corso della gara di Serie A che la squadra partenopea ha affrontato a Parma il 6 aprile scorso.
Sono entrambi giocatori brevilinei, dotati di ottima tecnica calcistica (il primo anche di una discreta forza fisica).
Nel primo gesto comprendiamo come possa essere efficace anche un cross eseguito non necessariamente dal fondo del campo;
Esiste una particolare porzione di campo chiamata “zona cieca” data dallo spazio vuoto situato tra la linea difensiva e portiere nella quale, quando passa il pallone, vengono create difficoltà oggettive alla squadra difendente provocata da una mancanza di “visione periferica” a 360 gradi”.
Le situazioni in cui si può creare la possibilità di eseguire un cross dalla trequarti si verificano molto spesso ed è importante che il giocatore in possesso di palla abbia la capacità di valutare se sia efficace o meno il tipo di gesto che ha intenzione di compiere: “esiste una zona cieca in cui far arrivare la palla?”
Il gesto di Insigne, è tecnica, estro, fantasia. Si noti come l’arresto del pallone avvenga con entrambi gli arti sollevati e il controllo sia orientato verso l’interno del campo. (Senza sottovalutare, dopo la conversione in conduzione, il perfetto assist sulla testa del compagno Zapata).
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A cura di Claudio Damiani
Per comprendere questa clip in modo più completo occorre porre dei punti di partenza.
… una domanda aleggiava ricorrente tra i discorsi di allenatori e preparatori: come è possibile sapere se quello specifico atleta fornisce il massimo della prestazione? Dalla risposta a questa domanda si arriva ad elaborare dei programmi di lavoro che sono completamente diversi tra di loro, spesso antitetici.
A questo interrogativo generale però ne seguono altri a cascata. Mi limito solo ad alcuni e cioè quelle più importanti ma che permettono di tracciare un percorso sequenziale sino all’ultima domanda alla quale vuole rispondere questa clip.
Via al percorso:
1) esistono margini di miglioramento?
Ammesso e non concesso, per ora, (dimostrazione in altra clip), che esista un margine ne consegue una domanda:
2) è un margine importante o poco rilevante? Scritto in un altro modo, il gap tra la prestazione e la potenzialità è limitata oppure la forbice è molto ampia?
Ammesso e non concesso, per ora, che il margine sia ampio (dimostrazione in altra clip), segue un’altra domanda:
3) identificare i parametri (sistema di riferimento) che permettono di impostare il problema
Ammesso e non concesso che si trovino questi parametri e che siano i migliori possibili, (dimostrazione in altra clip), occore creare una teoria che sia vera, coerente e consistente. Poi deve essere dimostrata secondo i criteri della scienza e del metodo scientifico… (dimostrazione in altra clip).
Al termine di questo percorso si ha una teoria. Il metodo scientifico però chiede una dimostrazione più tangibile della sola dimostrazione teorica per cui si passa alla parte pratica.
4) i parametri identificati nella teoria come possono essere riportati o convertiti nella “realtà” per poter ottenere i risultati previsti dalla teoria stessa?
Ammesso e non concesso che siano stati trovati questi parametri e le adeguate conversioni, occorre trasformare tutto in esercizi o mezzi allenanti. Questo perchè la procedura attuale si basa su questi fattori.
5) quali esercizi o sequenza permettono lo sviluppo pratico della teoria? Qui si intreccia questo percorso con un percorso esterno, quello dell’apprendimento.
[youtube]http://youtu.be/Bb09SH6zzrM[/youtube]
E’ complicato da spiegare in poche parole però affermo di essere giunto alla conclusione che l’esercizio o il mezzo allenante non è nulla più di una sorta di “veicolo” che trasporta le “informazioni”. Insomma un cavallo di Troia in chiave elettrico-neurologica. Dove è presente la conferma di quanto affermo? Molto semplice, per far eseguire correttamente la nuova tecnica sono utilizzati gli stessi esercizi che il portiere esegue durante la settimana. Ho scritto di portiere perchè la clip finale tratta di un gesto tecnico del portiere ma il concetto è valido in tutti i settori dell’allenamento ed oltre… In pratica ovunque vi sia un apprendimento. Lo dimostro con le clip di ottimizzazione, tra l’altro…
Torniamo al percorso. Se le cose stanno così non si può solo pensare a esercizi ma ci si deve concentrare sul “messaggio” da far accettare al soggetto. Se il messaggio viene attivato si ottiene la dimostrazione pratica e quindi il risultato. Perfetto ma, cosa succede se il messaggio viene “appreso” a livello cognitivo ma non “consolidato”, cioè,in modo molto “brutale”, non diventa istintivo?
Semplice: il portiere non può stare a pensare alla sequenza mentre gioca. Quindi non la attua.
Spero di aver chiarito il punto e continuo.
Il portiere ha ricevuto le informazioni tramite la parte pratica degli esercizi.
Quali sono questi esercizi?
A questa specifica domanda vuole rispondere la clip in oggetto. Solo e specificatamente a questa domanda e non ad altre anche se le altre sono eventualmente simili.
Lo ribadisco: questa clip vuole documentare solo ed esclusivamente quali esercizi far eseguire per ottenere i risultati della teoria.
Non risponde a domande del tipo:
– ho acquistato la pubblicazione Professione portiere ed eseguendo gli esercizi ho ottenuto risultati come dichiariti (almeno 80 cm di incremento di gittata) in meno di 40 minuti, spiegazioni comprese, però in partita il mio portiere non lo mette istintivamente in pratica durante la gara
– quali sono i parametri dell’apprendimento
– … e tanto altro ancora…
Quindi la clip ha una validità finalizzata alla “sensibilità pratica” del preparatore o del portiere. Con il tempo, collegando più clip, il mio pensiero si palesa maggiormente.
A cura di Sergio Rossi
In formazione rimaneggiata (assenti eccellenti Amauri e Cassano), con la “falsa punta” Palladino a rientrare nella trequarti del Napoli per liberare spazi per gli attacchi alla profondità soprattutto di Biabiany, il Parma è riuscito nell’intento di portare a casa i tre punti dopo tre sconfitte consecutive.
In questa breve video analisi si è voluto sottolineare:
[videojs mp4="http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2014/04/analisi-parma-napoli-qual-media.mp4"]
A livello di dati statistici, si ha la conferma che molto spesso la squadra che vince non è necessariamente quella che ha maggiore possesso palla: 39,2% Parma, 60,8% Napoli. Di conseguenza rileviamo il maggior numero di passaggi eseguiti dai partenopei: 456 contro i 261 del Parma ( completati rispettivamente 84% e 78%). Palloni recuperati: quasi un pareggio, 53 per il Parma e 56 Napoli. Tiri totali: 11 a 6 per il Napoli (in porta 1-1).

Il tabellino:
Parma-Napoli 1-0 (0-0)
Parma (4-3-3): Mirante 6.5; Cassani 6, Paletta 6.5, Felipe 6.5, Molinaro 6; Acquah 6.5, Marchionni 6, Parolo 6.5 (dal 80′ Munari s.v.); Schelotto 6, Palladino 5.5 (dal 88′ Gobbi s.v.), Biabiany 6.5 (dal 92′ Cerri s.v.). A disp.: Bajza, Pavarini, Rossini, Gobbi, Sall, Mauri, Janković, Obi, Galloppa. All.: Roberto Donadoni.
Napoli (4-2-3-1): Reina 6; Henrique 5.5, Fernández 6.5, Albiol 6, Ghoulam 5.5; Inler 6, Jorginho 6.5; Callejón 5 (dal 67′ Mertens 6.5), Hamšík 5 (dal 81′ Pandev s.v.), Insigne 6; Higuaín 5 (dal 67′ Zapata 6). A disp.: Doblas, Colombo, Britos, Réveillère, Mesto, Behrami, Džemaili. All.: Rafaél Benítez.
Arbitro: Mauro Bergonzi
Marcatori: 54′ Parolo
Note – Ammoniti: Cassani, Acquah, Parolo e Marchionni (P), Zapata e Albiol (N). Espulsi: -.
A cura di Claudio Damiani
La classificazione e le tipologie di analisi legate al calcio tratte da un diagramma del libro di Claudio Damiani “Studiare gli avversari… e se stessi – Migliorare la prestazione con la match analysis”,
La Match analysis è una branca della Performance analysis. Può essere legata allo studio del movimento (Motion), o alla gestione dei dati quantitativi o qualitativi (Analisi Notazionale) e allo stesso tempo manuale o computerizzata.
Dal libro: “L’analisi quantitativa tratta di dati numerici, di quantità e di frequenza (quanti sono e quante volte si ripetono), ma hanno un limite importante in quanto non consegnano una spiegazione scientifica: non spiegano il perchè di una situazione, la causa; non esprimono il dettaglio e il motivo dominante, elementi di studio fondamentali per un allenatore preparato e attento.

Lo scopo è il poter rispondere in modo adeguato all’avversario stesso nel corso della gara attraverso soluzioni tattiche da preparare a mezzo di allenamenti “strategici” nel corso della settimana”.
Con l’analisi qualitativa si produce una relazione riguardo il modulo di gioco (e sistema)1 di una o più squadre o giocatori analizzando le situazioni che si ripetono frequentemente sia in fase di possesso di palla che in fase di non possesso di palla e nella gestione delle palle inattive.
Ringraziamo il gentilissimo Presidente Marco Altobello, della scuola Calcio S.S. Adriatica Campomarino, che svolge la sua attività ormai da un decennio a Campomarino (CB) una località turistica sulla costa molisana.
Negli ultimi anni l’Adriatica Campomarino si é fatta notare nel panorama calcistico giovanile diventando una delle scuole calcio più grandi e blasonate del Molise. Nel 2012 é stata l’unica società del basso Molise a qualificarsi per le fasi finali sia con i Giovanissimi Regionali che con gli Allievi Regionali. Inoltre l’Adriatica Campomarino ha vinto 5 campionati provinciali, due con la Categoria Allievi e tre con la Categoria Giovanissimi.
L’ultimo successo é di pochi giorni fa quando i Giovanissimi si sono aggiudicati la vittoria del Campionato Provinciale. Ma i risultati più importanti sono stati ottenuti dal punto di vista sociale: in un paese piccolo come Campomarino la scuola calcio Adriatica Campomarino é l’unica vera valvola di sfogo e occasione di fare sport per i ragazzi.
Un evento importante organizzato dall’Adriatica Campomarino é il Torneo “Città di Campomarino” che si svolge ogni anno nel mese di giugno ed al quale partecipano squadre professionistiche italiane ed europee. Hanno partecipato negli anni squadre come Juventus, Chesterfield Town (Inghilterra), Kotor (Montenegro), Bari, Pescara, Lanciano, Giulianova, Taranto, Renato Curi, Foggia e calciatori diventati importanti come Marco Verratti e Diego De Girolamo.


Due circuiti, il giocatore A (blu) parte in allungo fino al primo conetto, sterza e cambia direzione, arriva in A1 riceve (1) e conclude in porta (2), poi cambia ancora direzione, si porta in A2 e corre (o salta) tra gli over bassi, e poi corre in coda ad H in A3. Nel frattempo, F ricomincia con H.
Nell’altro circuito, il giocatore C (rosso) parte in slalom, poi arriva ai paletti effettua un vai e torna, poi arriva in C1 riceve (1) dal compagno D, finta sulla sagoma (dribbling) e calcia in porta C2, portandosi poi in coda a G in C3. D corre in allungo in coda ad E, che nel frattempo ha ricominciato con G.
Materiale occorrente: palloni, conetti, over bassi, paletti e sagome.
Durata esercizio: 12 minuti
Numero di serie: 2 ( con cambio, i blu vanno al posto dei rossi e viceversa)
Recupero: 4 minuti
Numero recuperi: 3
Numero giocatori: 18
Fasce interessate: Giovanissimi, Allievi e Prima squadra

A cura di Nicola Amandonico