Importanti novità in casa SICS, l’azienda bassanese leader a livello italiano ed europeo della match analysis calcistica e delle analisi fisico-atletiche.
Da questa stagione Sics inizia ad applicare un innovativo sistema di raccolta dati sulle partite di calcio sviluppato e ottimizzato durante le ultime due stagioni. In tal modo Sics ha deciso di intraprendere una strada nuova rispetto alla classica visione proposta dai vari competitor: l’azienda si è infatti impegnata per superare l’idea di semplice conteggio statistico di ciò che avviene in campo, considerando e valutando ciò che è più significativo da un punto di vista tecnico/tattico in una partita.
In un puro conteggio statistico, ci sono decine se non centinaia di tocchi palla, quali corti passaggi di centro campo del tutto ininfluenti per valutare l’intensità di una partita o l’impostazione di gioco più o meno aggressivo di una squadra, o la sua capacità di mettere in difficoltà l’avversario.
Perché allora non focalizzare maggiormente l’attenzione sulle situazioni di pericolosità reali o potenziali che una squadra sa creare o alle quali una squadra si espone ? Come nascono e come si sviluppano tali situazioni, da quali giocatori vengono innescate, chi le sviluppa e come eventualmente vengono portate a una conclusione?

Il passaggio non sarà semplicemente contato, ma sarà valutato, introducendo il concetto di “passaggio chiave”. Mantenendo l’importanza degli assist, si darà valore significativo anche a verticalizzazioni, ai filtranti o quei cambi gioco che permetteranno alla squadra di creare le condizioni di una possibile pericolosità nell’azione d’attacco.
Saranno valutati come passaggi chiave i tocchi conosciuti in America come “third pass” o in altri sport “hockey pass”, ovvero quei suggerimenti che portano un compagno a realizzare l’assist decisivo. Novità anche a livello difensivo, dove verranno considerate l’importanza degli interventi e la gestione dei duelli, per poter così valutare l’efficacia di un giocatore o di un reparto nelle varie partite. Michele Crestani, CEO di SICS afferma che una importante novità del nuovo sistema di raccolta dati è l’introduzione dell’ Indice di pericolosità, ritenuto da molti specialisti del settore fondamentale per lo scout di una partita.
Da un’idea di Maurizio Viscidi, vice coordinatore delle Nazionali giovanili, con la collaborazione di Antonio Gagliardi e Marco Scarpa, tecnici dello staff della Nazionale A, è stato sviluppato un indice che supera il concetto di voto statistico di ogni singolo giocatore, ma che rielebora vari elementi per dare un peso oggettivo alla pericolosità di una squadra in fase offensiva.
Occasioni da gol, tiri, corner, cross, una somma di fondamentali per riuscire a rendere più oggettivo possibile il lavoro in attacco di una squadra, la cui valutazione spesso viene limitata alla semplice presenza o meno del gol. Nel calcio la rete può nascere da situazioni casuali e diventare decisiva, mentre ad esempio nel basket il numero dei canestri determina non chi è più forte, ma sicuramente chi ha disputato una miglior partita.
Oggettivare tutte quelle situazioni (partendo dalle occasioni da goal) che avvicinano una squadra a segnare una rete può fornire un’analisi più precisa di una partita rispetto al tabellino. Un indice che può risultare importante per diverse categorie di utenti: dal tecnico che potrà valutare la pericolosità della sua squadra e confrontarla con quella dell’avversario, ai giornalisti che potranno commentare le partite con un occhio sempre più interessato alla prestazione e non solo al risultato finale, infine ai tifosi che potranno sapere se la propria squadra del cuore abbia vinto con merito o con fortuna o perso ma con una buona prestazione.
Si tratterà quindi di una raccolta dati orientata sia a soddisfare i clienti professional di Sics, che potranno integrare con informazioni mirate e essenziali i prodotti sviluppati per la video-analisi, sia a creare nuove e interessanti chiavi di lettura della prestazione in partita per media e sponsor, con una particolare attenzione al mondo del web e alle nuove tecnologie. Rimanete aggiornati e seguite le iniziative sulle nostre pagine Facebook e Twitter, oltre che sul sito ufficiale, sono molte le novità in programma per questa stagione!
Stay tuned !
A cura di Claudio Damiani
collaboratore Sics e Opponent team analyst S.S.C. Napoli
Progetto di linguaggio comune: un modello metodologico per la ricerca veloce del ‘calciatore obiettivo’ su piattaforma informatica – tesi finale del corso 2013/2014 per l’abilitazione a Direttore sportivo
Autore: Marco Zunino, Coordinatore dello Scouting S.S.C. Napoli
“Una tesi semplicemente unica! Molto buono il modo di presentare il modello metodologico, chiaro ed esaustivo in ogni suo punto. Da prendere in seria considerazione per chi vuole fare questo mestiere con professionalità ad alti livelli. Ottimo.
Da una tesi cosi specifica, dettagliata e chiaramente spiegata c’è solo da imparare. Complimenti a Marco Zunino, uno dei massimi esponenti dello Scouting e ottimo metodo di ricerca del “calciatore obiettivo”. Un’importante guida per chi sogna di diventare un osservatore professionista”.
Andrea La Spisa
“La valutazione e la selezione dei giocatori è spesso un problema, soprattutto se i criteri di selezione non sono stati chiaramente definiti”. Metodi&Sistemi di scouting specifici coadiuvati da osservatori “specializzati” capaci di utilizzare queste nuove metodiche saranno fondamentali per il calcio sostenibile del futuro.
Con questa tesi illuminante Marco Zunino ci indica la strada da seguire…..complimenti!
Strada che sto percorrendo anch’ io…..”
Gianni Rovereti
“Credo sia la prima volta che l’argomento scouting venga affrontato in modo così approfondito. Il prof. Zunino è riuscito a colmare una lacuna e nel frattempo con questo scritto offre l’occasione di seguire una strada affinché la ricerca dei calciatori possa venire effettuata con metodo e precisione. Codificare, al di là di ogni possibile soggettiva valutazione, comparare ed infine selezionare secondo le proprie esigenze: questo in sintesi il lavoro di scouting. Ma prima di ogni singola procedura la necessità di comunicare senza fraintendimenti, quindi l’esigenza di creare un linguaggio comune che diventa la base da cui partire per abbattere l’improvvisazione. Mi auguro che questa tesi faccia da traino, affinché lo scouting possa venire considerato essenziale e non opzionale, all’interno di ogni struttura calcistica.
Complimenti al prof.Marco Zunino”.
Alberto Panigatti
A cura di Claudio Damiani, Coach Uefa B, Match & Video analyst, collaboratore tecnico S.S.C. Napoli
Esercitazione da svolgere su dimensioni di campo anche ridotte (15 x 15 metri), a seconda della finalità “metabolica” che si vuole raggiungere.
Si collocano due piccole porte in prossimità dell’area di rigore dando vita a duelli esercitativi sull’ 1>1 secondo le modalità visibili nel filmato.
Il difensore ha l’obiettivo di interrompere l’azione del diretto avversario eseguendo il giusto temporeggiamento e indirizzamento. L’attaccante deve finalizzare attraverso diverse strategie correlate a altrettanti tipi di punteggio:
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Eseguita una serie di duelli con partenza dei giocatori difendenti da un lato dell’area di allenamento, cambiare lato della loro rincorsa in base a tempi o numero di ripetizioni stabilite. Materiale occorrente: palloni, coni o delimitatori, casacche.
A cura di Claudio Damiani, Coach Uefa B, Match & Video analyst
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Si tratta di una variante per l’allenamento tattico del 2vs2 attraverso un’esercitazione situazionale che coinvolge anche i portieri.
Un gruppo di giocatori si schiera all’altezza del centrocampo coi palloni. Il gruppo dei “difendenti” (inizialmente 6), si prepara come da figura da fondo campo al limite dell’area di rigore.
Ognuno di questi è presso un delimitatore e ha un numero di riferimento. Al primo segnale dell’allenatore la prima coppia di attaccanti inizia a palleggiare rasoterra; al secondo “via” incomincia la fase di attacco alla porta finalizzata alla conclusione.
L’allenatore chiama un numero e la coppia di “difendenti” corrispondenti sale alla massima velocità con l’obiettivo di difendere e non subire la rete.

Chi difende dovrà curare il “gioco” delle coperture, la neutralizzazione di eventuali sovrapposizioni e tagli, mentre la coppia che attacca dovrà utilizzare queste componenti tattiche nonché l’uno-due per raggiungere l’obiettivo del gol.
Tempo dell’esercitazione: a discrezione dell’allenatore e a seconda del gruppo di giocatori a disposizione.
Materiale occorrente: palloni, delimitatori e casacche.
A cura di Claudio Damiani, Coach Uefa B, Match & Video analyst
Quello della Match Analysis è un settore in continua evoluzione, sempre più discusso e commentato da media e addetti ai lavori.
Ne è una testimonianza il contributo trasmesso dalla trasmissione di Rai 1 “Superquark” del 10 luglio nel corso, con il quale si è descritto il “modus operandi” (a livello di analisi della performance), della squadra del Los Angeles Galaxy, impegnata nella M.S.L. Statunitense.
Il club a stelle e strisce utilizza un sistema dato in concessione a tutte le società del massimo campionato di cui ho già parlato in un paragrafo del mio libro “Studiare gli avversari… e se stessi – Migliorare la prestazione con la Match Analysis”.
Esso è basato su un sistema di telecamere a presa grandangolare denominato “K2”, che consente sulla falsa riga del sistema a breve in commercio e distribuito da Sics (Tactical Camera), di prendere in considerazione tutto il terreno di gioco e non soltanto la porzione di esso esclusivamente limitrofo alla palla (come accade con la ripresa video tradizionale).
E’ un sistema già utilizzato da qualche tempo, anche da altre Aziende, ma che produce un’incidenza qualitativa della performance analysis, sicuramente maggiore sia a livello tecnico-tattico, che fisico del singolo giocatore.
Il filmato:
[vimeo]https://vimeo.com/100525165[/vimeo]
A cura di Claudio Damiani, Allenatore Uefa B, Match & Video Analyst
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La squadra visionata (a video) ha mostrato un approccio alla gara determinato, caratterizzato da un pressing sia offensivo che ultra offensivo; ciò ha dato un segnale preciso alla squadra avversaria, apparsa sia per il tasso tecnico e il blasone della nazionale brasiliana, sia per le condizioni ambientali (gioca in casa), piuttosto intimorita nell’organizzazione di gioco rispetto alle prestazioni precedenti.
Le squadre che son partite e hanno concluso (se non per gli ultimissimi minuti della partita), con un modulo speculare 1-4-2-3-1 ma con un’interpretazione differente, hanno dato vita a una gara dai contenuti spettacolari e tecnici interessanti con toni agonistici che sono anche sfociati in interventi a tratti duri e pericolosi.

Nel primo tempo quindi il Brasile ha imposto nettamente il proprio gioco andando subito in gol con Thiago Silva e creando numerose occasioni in particolar modo con Hulk, subendo solo in un’occasione quando Cuadrado si è visto deviare un tiro potente dallo stesso Silva a Julio Cesar praticamente battuto.
Più equilibrata la gara nel corso della seconda frazione di gioco: il Brasile rallenta e soffre non poco la buona vena di J.Rodriguez al quale è stato dato compito di “controllo” a Fernandinho. La Colombia mette in difficoltà il Brasile con mentalità aggressiva e interventi piuttosto duri. Al gol di David Luiz da calcio di punizione risponde la Colombia su calcio di rigore in un finale di gara in cui la squadra osservata soffre non poco.
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In questo cammino di Coppa del Mondo, il Brasile ha fin qui realizzato 10 reti in totale, delle quali 6 su azione e 4 su palla inattiva subendone 4.
Le reti su “calcio statico” sono state realizzate nelle ultime due gare (1-1 contro il Cile poi finita ai rigori e in due questa gara visionata). la quarta risale al calcio di rigore realizzato da Neymar contro la Croazia.
Riassumendo, il Brasile si trova in semifinale avendo segnato agli ottavi e ai quarti solo reti scaturite da due calci d’angolo e una punizione centrale dalla lunga distanza.
E’ opportuno sottolineare che nel prossimo incontro saranno assenti Thiago Silva (squalificato) e Neymar (infortunato alla schiena).
Al posto del primo dovrebbe al 90% giocare Dante, il sostituto naturale, giocatore del Bayern Monaco alto 188 cm, mancino che si farà sicuramente vivo al posto del collega in occasione delle palle inattive a favore. Il problema che si potrebbe creare sarà dato dalla mancanza di un uomo “d’ordine” nel reparto, a tratti disordinato e ingenuo. Thiago Silva in questo senso ha la personalità da leader che gli consente di registrare anche a gara in corso eventuali problemi tecnico tattici, da allenatore in campo. Dante in questo, è un po’ meno efficace.
Per la sostituzione di Neymar ( 4 gol e 1 assist in 457’ di gioco), la soluzione potrebbe essere duplice: o giocherà Willian e il Brasile si schiererà con l’1-4-2-3-1 collaudato, oppure verrà inserito e confermato Ramires per un 1-4-4-2 più coperto e attento.
Non si esclude l’inserimento di Barnard, giocatore brevilineo di 168 cm come trequartista sempre per il mantenimento del modulo base.
In entrambi i casi si consideri che i in 457 minuti di gioco. Complessivamente Hulk, Fred, Jo, Willian e Barnard realizzato 1 solo gol in 921 minuti (dei quali uno in netto fuorigioco – Fred all’esordio).
L’interpretazione del modulo di gioco 1-4-2-3-1 di adottato nella fase difensiva e osservato in questa gara ha evidenziato che:
quando uno dei due difensori esterni usciva sul portatore di palla laterale la difesa si schierava esclusivamente a due linee di giocatori. Ciò consente all’ultimo giocatore posto sul lato debole di poter meglio dirigere la “trappola del fuorigioco” ma ha lo svantaggio di rendere il reparto più vulnerabile in caso di tagli o passanti degli avversari.
Il baricentro piuttosto basso della squadra ha concesso poca profondità agli inserimenti senza palla dei calciatori avversari; per questo il Brasile ha subito pochissime verticalizzazioni.
La lettura di “palla coperta” e “coperta” è stata buona così come l’esecuzione dell’elastico difensivo; in ogni situazione di respinta o di retropassaggio di media lunga gittata eseguito dagli avversari in fase di attacco, la squadra approfittava sempre di risalire ad “accorciare”
Il pressing attuato in zona offensiva e ultra offensiva, in particolare nella prima frazione di gioco è stato efficace limitando tempi di giocata e linee di passaggio; l’intensità dello stesso è diminuita nel corso del secondo tempo ( il dato dei palloni recuperati diminuisce infatti gradatamente col passare del tempo).
I due difensori centrali sono giocatori di livello mondiale, ottimamente integrati tra loro abili in fase di anticipo (in particolar modo David Luiz) e nel gioco aereo (anche in fase offensiva). Si danno reciproca copertura e soprattutto Luiz non disdegna il gioco duro. Thiago Silva costituisce un vero e proprio leader, con senso tattico e della posizione eccelsi: è lui il fulcro del reparto.
Il difetto lo si ha forse nei due giocatori esterni.

A sinistra è sempre stato schierato Marcelo, giocatore veloce che quando c’è esegue bene la diagonale difensiva, ma molto spesso, essendo un calciatore con spiccate doti offensive, si mostra in ritardo nei ripiegamenti o esce in simultanea con l’altro esterno difensivo lasciando in talune occasioni di transizione negativa, i due compagni di reparto centrali in difficili situazioni di 2vs2 o addirittura in inferiorità numerica. Nella fascia destra l’ultima gara è stata disputata da Maicon, anch’egli con doti offensive importanti e con una particolare predisposizione al cross. A differenza del compagno Marcelo non è un giocatore che salta l’avversario in dribbling, e una volta persa palla fatica ad eseguire la fase di transizione con la freschezza di qualche anno fa. L’alternativa fino a questa partita è stato Dani Alves, giocatore grintoso, dotato di buona gamba che esegue le due fasi. La squalifica di Thiago Silva potrebbe dar spazio a Dante.
Dei due centrocampisti, Fernandinho è quello che maggiormente ha compiti e caratteristiche di di rottura, seppur tecnicamente validissimo. Ha avuto il compito di controllare Il talento Rodriguez con risultati altalenanti. Buona fisicità ottimo nel gioco aereo. Paulinho, schierato a centro destra ha avuto più compiti di manovra, ma ad ogni modo è uno dei giocatori che presenta doti di resistenza tali da fargli partecipare ad ogni situazioni di transizione. Ha recuperato anche un discreto numero di palloni soprattutto quando nel corso della seconda frazione ha trovato Guarin a giocare nella sua zona. Il reparto si è ben comportato in fase di contenimento, ma nella prossima gara dovrebbe rientrare Luiz Gustavo, elemento più lento, meno aggressivo e più portato al gioco di costruzione. Paulinho dovrebbe tornare tra i non titolari.
I trequartisti (da destra a sinistra Oscar, Neymar e Hulk), hanno eseguito una buona azione di pressing per una discreta parte di gara.
A livello collettivo, con pallone in possesso dei difensori avversari la fase difensiva è stata abbastanza soddisfacente. Tra i tre colui il quale ha svolto un lavoro extra rispetto alle gare precedenti è stato Oscar che ha dimostrato notevoli doti di corsa e resistenza percorrendo la fascia laterale senza perdere lucidità.
Hulk, specie nel primo tempo ha contribuito a sostenere Marcelo nella sfida con Quadrado lungo la fascia di competenza, riuscendovi in modo sufficiente.
Neymar ha contribuito a suo modo all’azione collettiva di pressing e anche nelle situazioni di palla inattiva costituiva l’elemento più avanzato in situazione di attacco preventivo.
Negativa la prestazione di Fred che è apparso praticamente nullo in fase offensiva e in fase di non possesso era il giocatore che dava inizio al pressing.
Le ultime tre gare disputate mettono a risalto alcuni aspetti della fase difensiva del Brasile.
In fatto di tiri subiti, il totale è di 28 e questo è un dato sintomatico (il 25% nello specchio della porta): quindi il Brasile è una squadra che concede molte finalizzazioni agli avversari
Lo schema prevede tre trequartisti e due mediani davanti alla difesa con i due difensori esterni aventi spiccate caratteristiche offensive.
La fase di costruzione tenderebbe ad essere ragionata; con palla in mano al portiere il gioco inizia con la trasmissione a uno dei quattro difensori per la successiva ricerca del metodista (in questa gara scendevano a ricevere sia Fernandinho che Paulinho ma nella prossima gara sarà sicuramente Luis Gustavo l’avversario da contenere se non si vuol far ricevere al “regista”).
Se i difensori non si trovano in condizione di servire il centrocampista, la palla viene servita a uno dei difensori esterni, dopo un giro palla anche ostinato.
Apro una parentesi su inizio del gioco da rimessa del fondo: solo una volta sono scesi i due centrali al di sotto del vertici secondo uno schema molto utilizzato negli ultimi tempi per allungare le maglie degli avversari. Julio Cesar ha sempre calciato lungo e il gioco iniziava sulla “seconda palla”.
Con palla al terzino o comunque in zona centrale la manovra si sviluppava con un continuo movimento a smarcarsi dei quattro giocatori avanzati e un posizionamento avanzato dell’ esterno di difesa opposto (lato debole), pronto all’inserimento senza palla.
E’ capitato spesso che entrambi i difensori esterni si siano ritrovati sulla trequarti in una situazione di perdita del possesso palla lasciando solo David Luiz e Thiago Silva ad affrontare la transizione negativa. Dei due mediani, quello che si fermava a dare maggiormente copertura preventiva era Fernandinho.

in sintesi la fase offensiva osservata prevedeva:
un gran movimento senza palla dei trequartisti, a tratti anche con cambio di zona di competenza, a creare linee di passaggio efficaci;
un avanzamento simultaneo dei due difensori esterni (quello sul lato debole in modo molto più accentuato);
la ricerca della punta centrale Fred (spalle alla porta), per lo scarico su uno dei trequartisti e soluzione centrale o apertura sugli esterni;
l’inserimento senza palla di Paulinho in profondità su movimento contrario eseguito da Oscar verso il centro del campo a trovare spazi in verticale.

Contro la Colombia il Brasile ha tirato 11 volte verso la porta; 7 volte su azione, 1 volta (1 gol) su calcio d’angolo, 3 volte su calcio di punizione (secondo gol). Quasi la totalità dei tiri eseguiti verso la porta avversaria è scaturita dalla zona della trequarti centro sinistra e protagonista, con scarsa precisione è stato Hulk.
Da notare che a livello di conclusione aerea il computo è uguale a 0 e questo la dice lunga anche sulla prestazione della prima punta Fred utilizzata anche a questo scopo ma soprattutto sulla produzione di cross (12 totali, ma solo 3 completati; 5 respinti e 1 deviato).
Nelle ultime tre gare, i tre gol sono stati originati da calci da fermo: 2 calci d’angolo battuti da destra con parabola a rientrare e una punizione calciata di potenza da distanza considerevole.
La fase di transizione positiva ha avuto quasi sempre dei “timing” piuttosto brevi ed era finalizzata a far pervenire il pallone in zona ultra offensiva, nel minor tempo possibile.
Il maggior numero di palloni recuperati (24 su 51), si è avuto per intercettamento, quindi anche per errata trasmissione del pallone da parte degli avversari. 18 palloni sono stati conquistati attraverso contrasti vincenti.
Sintomatico è anche il dato sul campionamento temporale che dimostra il fisiologico calo di aggressività che il Brasile ha avuto nel secondo tempo quando ha conquistato solo 20 palloni rispetto ai 31 della prima frazione.
I giocatori che maggiormente hanno partecipato alla transizione positiva sono stati Paulinho, Oscar, Hulk, Fred e Neymar.
Transizione negativa: una palla persa da Maicon con un’errata disposizione del reparto difensivo, più un’altro errore di tattica individuale di David Luiz, è costato il gol subito su rigore.
In linea di massima, tutti i giocatori del Brasile eccetto Neymar e Fred partecipano al ripiegamento difensivo dopo aver perso il possesso di palla.
Il maggior numero di palloni persi si è avuto a causa di errori sui passaggi (24 passaggi sbagliati su 59 palloni persi).
Il calcio d’angolo che ha portato al vantaggio il Brasile: calcia Neymar di destro da sinistra e quindi con parabola a rientrare. Disposizione:
Fred va incontro alla traiettoria partendo da una zona antistante il portiere;
Fernandinho gioca sull’anticipo del giocatore disposto a zona sul vertice dell’area di porta
David Luiz e Paulinho attaccano il centro della porta;
Thiago Silva esegue un movimento a semicerchio per attaccare la zona del secondo palo
Oscar si dispone fuori area per copertura preventiva o ricevere eventuale respinta;
Marcelo si propone nei pressi dell’angolo di battuta a creare “disagio psicologico”
Non si sono notati blocchi in area o calci d’angoli battuti corti.
Lo calcia sempre Neymar, in questo caso la traiettoria sarà ad uscire nella maggior parte dei casi nella zona del secondo palo.
I saltatori sono sempre stati i seguenti calciatori:
Fernandinho che gioca sull’anticipo del giocatore disposto a zona sul vertice dell’area di porta;
David Luiz, Paulinho, Thiago Silva, Fred ad attaccare la palla;
Oscar si propone nei pressi del vertice dell’area di rigore a portare via densità dalla stessa;
Hulk è posizionato fuori area, pronto a raccogliere respinta.
Non si sono notati blocchi in area o calci d’angoli battuti corti.
Nei tiri dalla lunga distanza in cui il Brasile calcia di potenza, i calciatori addetti alla battuta sono solitamente David Luiz (destro) e Hulk (sinistro).
Può accadere che al calcio dalla distanza lunga possa andare Neymar, di destro. In questo caso si opterà per un tiro “piazzato” anziché potente. E ciò in taluni casi si può intuire da due giocatori a prolungamento della barriera per ritardare l’eventuale stacco del portiere.
Punizioni centrali. Lo specialista è Neymar, che sarà comunque indisponibile per un infortunio. Si tenga conto che Fred è solito posizionarsi a bloccare l’ultimo uomo della barriera avversaria che tende ad uscire in caso di punizioni “ a due”.
Sono affidati a Neymar, a destra e a sinistra; Fernandinho esegue sempre una sorta di marcatura sul “corto” avversario finalizzata all’anticipo.
Hulk, Marcelo e Oscar così come Maicon non partecipano alla “caccia” del pallone e sostano in copertura preventiva.
I saltatori “fissi” sono sempre David Luiz, Fred, Paulinho e Thiago Silva (si consideri che nella prossima gara quest’ultimo sarà squalificato).
In certi casi si “butta” dentro anche Oscar.
Le zone di “attacco porta” non sono sempre così delineate e i giocatori tendono a variare spesso la direzione
d’inserimento.
Nei calcio d’angolo a sfavore quattro giocatori si schierano a zona:
Marcelo si posiziona sulla linea di porta a dare copertura a Julio Cesar;
Fernandinho si posiziona sulla linea dell’area di porta perpendicolare al primo palo;
Fred attacca il pallone poco dietro a lui;
Hulk si posiziona a vigilare fuori area.
In marcatura vanno: David Luiz, Thiago Motta, Paulinho, Oscar
Se la parabola dovesse essere a rientrare, Fernandinho accorcia un po’ di più verso il palo.
In posizione avanzata si posiziona Neymar.

Nella situazione di punizione laterale a sfavore tre giocatori si schierano a zona:
Fernandinho è primo uomo della linea a fare il “corto”;
Fred attacca il pallone poco dietro a lui a seconda del tipo di traiettoria prevista;
Hulk si posiziona in barriera (se questa dovesse essere composta da due elementi si aggiunge Marcelo).
I giocatori in marcatura sono: David Luiz, Thiago Silva, Paulinho, (Oscar)
In posizione avanzata si posiziona Neymar.
La squadra ha speso molte energie nel corso di un primo tempo basato su intensità, aggressività finalizzato alla conquista del pallone e per questo si è mostrata preparata. Ha avuto un calo di lucidità nella parte centrale del secondo tempo in cui ha subito una fase piuttosto determinata della Colombia motivata a recuperare l’1-0.
Nonostante questo, a livello collettivo la squadra ha risposto pienamente dal punto di vista condizionale
Inoltre, sicuramente per non rovinare gli equilibri in un momento difficile, il C.T. Scolari ha eseguito la prima sostituzione nei minuti finali, forse un po’ troppo tardi, rischiando di subire il pareggio.
L’adattamento ai 90’ minuti comunque si è notato, così come, per ovvi motivi, alle condizioni climatiche.
Lo stato d’animo del pre gara, era di preoccupazione e di pressione (costante), esercitata in modo prorompente da media e tifosi; questo a causa della sfiorata eliminazione contro il Cile dopo i calci di rigore.
Ma il corso della gara, soprattutto grazie a un approccio “giusto”, ha cancellato a tutti perplessità e timori presunti.
Il Brasile ha dimostrato aggressività e “fame” sin dai primi minuti, rinunciando a volte anche a giocate di fino per badare ad affrontare con la sostanza una gara che la vedeva rischiare l’eliminazione.
Ma il ritorno all’ansia si è avuto dapprima con l’ammonizione a Thiago Silva che gli costerà la squalifica; ma soprattutto con l’infortunio subito da Neymar che ha sancito al giocatore la fine della competizione (intervento di Zuniga).
Anche la gestione dell’emotività è stata buona, soprattutto in occasione di qualche accenno di rissa dovuto a scontri di gioco ai limiti piuttosto duri e a volte scorretti.
Il Brasile va quindi a perdere l’uomo squadra proprio nel momento più delicato insieme al leader carismatico della difesa.
Se la squadra si presenta senza remore e limitazioni mentali legate a queste assenze, praticando la stessa filosofia di gioco utilizzata in questa gara la partita la può fare…
Noi dovremmo sicuramente essere bravi a lavorare sotto l’aspetto psicologico nella testa dei nostri giocatori, inculcando che il Brasile è il Brasile anche senza due tra i giocatori più forti al mondo.
[vimeo]https://vimeo.com/100042726[/vimeo]
Sicuramente se rientrerà Luis Gustavo quasi tutti i palloni verranno fatti passare per i suoi piedi al fine di sviluppare l’azione offensiva; quindi un controllo del giocatore attraverso un nostro trequartista alimentato da una pressione sui due difensori esterni nel momento in cui il gioco viene proiettato su di loro potrebbe essere un buon approccio di studio.
Personalmente, giocherei con un modulo 1-4-4-1-1 per utilizzare un trequartista abile anche a svolgere compiti difensivi e avere parità numerica nelle zone laterali. Inoltre è un modulo precauzionale, vista la superiorità tecnica degli avversari
Con palla a Julio Cesar e se dovesse giocare Dante, farei indirizzare il pallone verso quest’ultimo per non fare impostare a David Luiz che ha doti tecniche migliori e soprattutto ha un lancio lungo e preciso che può creare difficoltà se non si “scappa” in modo adeguato.
Accorgimenti dovranno essere presi nel caso di conferma di Paulinho, abile a inserirsi a dare profondità.
Fred spesso rientra tra la linea dei difensori e la linea dei centrocampisti a ricevere per lo scarico, creando spazi alle sue spalle per inserimenti dei trequarti. In questo caso i nostri difensori centrali devono prima di tutto comunicare e in secondo luogo, praticare in modo intelligente l’azione di “prendo e mollo”.
Palle inattive: due degli ultimi tre gol sono stati realizzati su azione da calcio d’angolo con movimento incontro di Fernandinho per il velo o la prima deviazione, con Fred dietro a ruota. Sia da destra che da sinistra la palla è indirizzata quasi sempre nella zona del secondo palo.
Lo schieramento della difesa a quattro con due linee quando il portatore di palla si trova sul lato forte, deve tentare i nostri giocatori offensivi a eseguire azione di taglio e passante. Questo al fine di sfruttare la mancanza di copertura (centrale) reciproca dei difensori avversari
Occorre allo stesso modo fare attenzione a non cadere nella trappola del fuorigioco. Considerando l’ultima gara, il Brasile gioca con un baricentro piuttosto basso e quindi tende più che altro a togliere profondità, piuttosto cha a darla.
Riuscire a creare superiorità numerica soprattutto nella fascia in cui opera la coppia Marcelo-Hulk, consentirebbe, con i giocatori giusti di creare difficoltà all’avversario.
A cura di Claudio Damiani Coach Uefa B, Match & Video analyst
Esercizio atletico, coordinativo, forza; tecnica, passaggio e conclusione; tattico, gioco e mi muovo.
Il giocatore blu esegue una variante di skip tra le aste (o scaletta/ladder); successivamente affronta uno slalom ad intensità massimale tra i paletti; si avvicina all’allenatore da cui riceve palla. Coi medesimi tempi, il giocatore rosso situato all’estremità opposta dell’area di allenamento effettua a sua volta, un’altra variante di skip tra le aste (o scaletta/ladder) e immediatamente dopo, uno slalom stretto tra i paletti.
Si avvicina al compagno (blu), in possesso di palla da cui riceve e converge per puntare un cono (o sagoma) e superarlo in un dribbling simulato per poi dare palla di ritorno sulla corsa del compagno che si è sovrapposto per andare alla conclusione.
Variante: Ricerca dell’ampiezza per l’effettuazione di un cross e conclusione aerea.
Paletti, coni, aste o scaletta, over bassi e palloni.
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A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst
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Una gara sicuramente dai contenuti tecnici esaltanti; un po’ meno memorabile dal punto di vista tattico anche se è da prendere in considerazione il fatto che la partita l’ha fatta il Cile, per voglia di vincere, per concentrazione assoluta, per equilibrio ma soprattutto per condizioni fisiche eccellenti.
Il Brasile, dal canto suo, ha mostrato un’individualità su tutte (Neymar), ma è stato ben lontano dalla nazionale carioca di altre edizioni della rassegna.
Inizia meglio la formazione verde-oro che trova nella fascia destra degli avversari un buon varco per infilarsi con l’asse Hulk-Neymar (si denota una poco incisiva azione difensiva da parte di Isla, giocatore più abile ad offendere che a difendere).
[vimeo]https://vimeo.com/99514817[/vimeo]
E finalmente, noi tifosi italiani, osserviamo una gara in cui il lancio lungo è “consentito” e poco dobbiamo assistere a lunghi e ripetuti fraseggi nelle zone mediane per far uscire l’avversario dalla propria trincea.
L’atteggiamento aggressivo fatto di squadra corta dei Cileni che non dava modo di ragionare a partire dalla zona ultra offensiva è stato un progetto che “solo” per il risultato non ha dato gli effetti sperati, ma per livello di prestazione, “chapeau” a c.t. Sampaoli!

Il Cile è squadra più bassa di tutta la competizione, a cominciare dai tre difensori che alla mancanza di centimetri, sopperiscono con tempismo, elevazione e senso dell’anticipo a livello di tattica individuale e con un perfetto gioco di coperture per ciò che concerne la fase di tattica collettiva; una squadra che attacca con 5 centrocampisti e difende sempre con altrettanti difensori.
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E’ nella fase centrale del secondo tempo che i verde-oro sembrano flettersi e il Cile vive il suo momento migliore fatto di conquista di palloni e transizioni che in un paio di casi fruttano ghiotte occasioni da rete. E’ la fase in cui Vidal ha spostato la sua zona operativa nella parte centro sinistra del campo.
Si tenga altresì in considerazione che a differenza di altre partite non si è visto una volta una, costruire il gioco da una rimessa dal fondo: è sempre stata eseguita un calcio lungo dei portieri, e gioco a partire dalla seconda palla.
A cura di Claudio Damiani coach & match analyst
Si è conclusa l’avventura della nazionale italiana in modo triste e polemico, con un enorme quantità di dubbi a livello istituzionale, organizzativo, tecnico e tattico che crea conseguenti non poche perplessità per l’immediato futuro del calcio italiano.
Occorreva confermare il risultato (non la prestazione), ottenuto contro gli inglesi ma per una serie di fattori la qualificazione non è arrivata.
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Cosa si è notato in queste tre gare?
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Si ha come l’impressione che vi siano delle dinamiche ai più sconosciute che permettano a giocatori anche non meritevoli di giocare in nazionale a dispetto di altri che forse non hanno lo stesso peso “politico” o, in alternativa, dei rappresentanti così importanti.
Ed è qui che si ferma il nostro calcio ( ma non solo, in quanto la nazionale vista in Brasile non è altro che lo specchio del nostro paese): occorre dare spazio a chi merita; è necessario punire chi allena o gioca portando linfa economica a società bisognose.

Fino a quando si continuerà a dare priorità ai “figli di”, agli sponsorizzati e sottoprodotti similari, il calcio avrà sempre meno qualità.
Perché alla fin fine, continuando a permettere di utilizzare questi mezzi che sono assimilabili alle “mazzette” pagate per ottenere un appalto, piuttosto che un posto di lavoro, il calcio nostrano tenderà sempre più a involversi non solo a livello qualitativo, ma soprattutto a livello etico e morale.
Ed etica e morale sono le prime cose che gli istruttori dovrebbero inculcare ai nostri bimbi nelle “Scuole calcio”.
A cura di Claudio Damiani
Allenatore Uefa B dal 1999 con esperienza C.V. di tutto rispetto, match & Video Analyst, autore di un libro sulla Match Analysis, relatore a seminari, collaboratore di importanti Aziende a livello Nazionale nel settore calcio (editoria e match analysis), amministratore di questo blog e persona con valori importanti.
Attualmente a casa…
Presentiamo l’analisi qualitativo-quantitativa dell’ultima performance della nostra Nazionale, rilevando ancora una volta lo schieramento contemporaneo di tre centrocampisti centrali (Thiago Motta, De Rossi, Pirlo) aventi caratteristiche di costruzione del gioco e molto poco di inserimento senza palla in fase di possesso a dare un contributo a un Balotelli che, apparso sotto tono, si è fatto trovare poco e male.
In pratica: fase offensiva lenta, transizioni altrettanto macchinose più per caratteristiche dei giocatori che per imposizioni tattiche.
Due iniziative verticali-due di Pirlo hanno messo Balotelli in condizione di fallire una ghiotta occasione da rete e di calciare di potenza sullo specchio
Una quantità di errori notevoli in fase di trasmissione e ricezione della palla ha palesato inoltre una cattiva condizione psico-fisica di alcuni giocatori, in particolare di Chiellini.
Un solo attaccante azzurro contro una difesa schierata più a cinque che a tre, con l’utilizzo di questa filosofia di gioco basata sul fraseggio, non è stata sinora produttiva in fase di finalizzazione dl gioco.
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Anche in fase di sviluppo sulle zone laterali stavolta si è creato poco: Darmian è stato disposto a piede invertito ( e questo per un difensore ha effetti diversi rispetto a un giocatore schierato ad attaccare); Abate è stato impegnato più a difendere che a offendere.
Per di più si è cascati sin troppe volte nella trappola del fuori gioco che scattava costante grazie a un livello del baricentro della Costa Rica molto alto (ciò creava automaticamente maggiore densità in mezzo al campo), a volte in modo piuttosto ingenuo in seguito a una vera e propria forzatura del passaggio dovuta a vera e propria carenza di soluzioni.

Si sta scordando sempre di più il gioco per cui la nostra nazionale si è sempre contraddistinta: fase difensiva attendistica (e fin qui tutto normale), conquista della palla e contropiede!!!
Contro l’Inghilterra si sono contati 306 passaggi orizzontali, 113 all’indietro e 85 in avanti!!!
Sintomatico per comprendere il tipo di gioco eseguito dalla nostra Nazionale; contro il Costa Rica i passaggi in verticale sono stati leggermente superiori (100) rispetto a quelli in orizzontale (89), ma occorre sicuramente iniziare a pensare che è più opportuno avvicinare il pallone verso la porta avversaria che tenerlo a contatto della nostra…
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A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst
Consideriamo tre varianti di esercizio per integrare la rapidità di decisione ed esecuzione del gesto sollecitato da uno stimolo esterno, alla componente tecnica del tiro in porta.
Tre giocatori partono in una forma di skip stabilita (calciato, basso, ecc.), sino ad arrivare all’altezza di un quinto delimitatore “neutro” posto al centro del quadrato.
In questo istante l’allenatore esegue il comando vocale, chiamando uno dei quattro colori; si prende sempre in considerazione il giocatore centrale.
Nel filmato abbiamo evidenziato con delle frecce bianche i giocatori che andranno in possesso del pallone.
Esercizio 1: a colore chiamato (nel video, “rosso”), il giocatore di centro attacca la palla attivamente con un tiro diretto o conduzione più tiro, a seconda di dove è situato il pallone corrispondente.
I due compagni si dirigono alla massima intensità nei due colori posti immediatamente a lato di quello chiamato (blu e verde) senza svolgere alcuna azione.
Esercizio 2: a colore chiamato (nell’esempio “verde”), il giocatore centrale si limita ad eseguire un sprint verso il colore chiamato e null’altro; i due compagni andranno ad attaccare il pallone e svolgere l’azione conseguente a seconda di dove esso è posizionato.
Esercizio 3: l’allenatore chiama il colore, (in questo caso “blu”); il giocatore posto al centro dei tre esegue uno sprint verso il colore opposto a quello menzionato.
I due giocatori a lui esterni andranno con la massima rapidità a “catturare” il pallone per eseguire i relativi gesti tecnici.
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E’ implicito che i tre giocatori dovranno ruotarsi ed occupare sia la posizione esterna che centrale del loro gruppo
Materiale occorrente: quattro delimitatori o bandiere di diverso colore posizionati a circa 5 metri oltre il limite dell’area, palloni.
A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst
Il giocatore A parte in conduzione ed effettua uno slalom tra i coni, B parte contemporaneamente con una corsa tra i cerchi, adeguandola alla loro distanza (differenziazione della corsa).
A giunge in A1 e scarica su B1 (1), che con un controllo orientato si porta in B2 e scarica su C (2) che si è portato in C1 dopo aver effettuato una corsa alla scaletta (o skip).
Anche C1 con un cotrollo orientato si gira, conduce palla ed effettua uno slalom tra i coni per trasmettere (3) su D1 che si è smarcato dal paletto. D1 controlla, effettua uno slalom tra i coni e scarica su E (4) .
Tutti seguono il passaggio, A1 si porta in coda ad F in A2, B2 si porta al posto di C in B3, C si porta in C3 al posto di D e lo stesso si porta in D43 in coda ad E.
E ricomincia con F.
Materiale occorrente: palloni, coni, scaletta, paletti, e cerchi.
Durata esercizio: 15 minuti
Numero di serie: 1
Recupero: 4 minuti
Numero recuperi: 1
Numero giocatori: 18
Fasce interessate: Pulcini, Esordienti, Giovanissimi, Allievi.
Variante:
aggiungere una postazione, in questo caso E.

Materiale occorrente: palloni, conetti, scaletta, over bassi, paletti, e cerchi.
Durata esercizio: 15 minuti
Numero di serie: 1
Recupero: 4 minuti
Numero recuperi: 1
Numero giocatori: 18
Fasce interessate: Pulcini, Esordienti, Giovanissimi, Allievi.
A cura di Nicola Amandonico
Alcune considerazioni sulla prima gara vittoriosa della Nazionale ai mondiali attraverso un filmato che ho voluto presentare a un clinic per allenatori a cui sto partecipando in questi giorni a Sousse (Tunisia)
Il possesso di palla è stata la prima strategia messa in atto. Lo sviluppo di gioco, a tratti eseguito in modo molto macchinoso e fatto partire in zone di campo molto vicine all’area di rigore di Sirigu.
L’anomalo schieramento del centrocampo a tre con protagonisti elementi con caratteristiche piuttosto simili (De Rossi, Verratti e Pirlo), ha giovato parzialmente sotto il profilo del palleggio ma ha creato difetto nel momento della conquista del pallone, quando non si riusciva a ripartire in modo efficace e veloce verso la porta avversaria.
[vimeo]https://vimeo.com/98407960[/vimeo]
Nessuno dei tre elementi ha caratteristiche di natura offensiva, non utilizza l’inserimento nello spazio per dare profondità e quindi non non produce imprevedibilità senza palla nella trequarti avversaria.
La densità creata in fase di possesso sulla zona della palla dai tre giocatori sopra menzionati a tratti, come enfatizzato nel filmato, tutti insieme in pochissimi metri di campo, non ha quindi giovato molto all’economia di gioco generale degli azzurri.
E’ sintomatico come l’Italia abbia più basato la fase di possesso sulla trasmissione di palla che sulle azioni individuali il dato lo si può individuare chiaramente dalle statistiche sui dribbling qui sotto: la nostra nazionale ha eseguito 8 dribbling (riusciti per il 38%), contro i 28 degli avversari (riusciti per il 75%)
Scarica qui l’intera [download id=”32764″] di NEWGPROJECT

Gli Inglesi, dal canto loro, hanno fatto della transizione offensiva veloce la loro arma migliore; Sterling si è dimostrato abilissimo a non dare punti di riferimento e ha “trottato” facilmente quando si trovava di fronte ai nostri centrocampisti centrali.
Il “3-1” offensivo presentato da Hodgson a questi Mondiali è di sicuro valore tecnico-tattico e a livello di velocità poche squadre possiedono elementi del calibro di Wellbeck, Rooney, Sterling e Sturridge.
A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst
Proposta con tre varianti per l’allenamento atletico col pallone.
Il giocatore A esegue una conduzione veloce dal primo al secondo delimitatore, finta (dribbling) sulla sagoma si porta in A1 e scarica (1) su B1 che ha eseguito una corsa (o salti) agli over bassi, adeguandola alla loro distanza.
B1 la restituisce ad A2 (2) e si va a smarcare in B2 per ricevere (3) il passaggio di ritorno.
Conduce velocemente in B3 e poi conduce lentamente (recupero) in B4. C ricomincia con D. A2 si porta con un allungo in A3, per proseguire in recupero in coda a D.

Variante (Fig. 2)
Il giocatore B dopo aver effettuato una corsa (o salti) agli over bassi, adeguandola alla loro distanza, si smarca con un contro movimento, lungo – corto o corto – lungo (si decide di volta in volta) sulla sagoma e riceve da A1 per proseguire l’esercizio come in figura 2.

Variante (Fig. 3)
A differenza dell’esercizio della figura 2, si aggiunge un passaggio in più, cioè A1 scarica su C (1) e poi riceve il passaggio di ritorno in A2 (2) per proseguire come in figura 3.

Variante (Fig. 4)
B1 dopo aver scaricato (4) su A3 esegue dei cambi di direzione (slalom) tra i paletti e va a ricevere il passaggio di ritorno in B2 (5) pee proseguire l’esercizio come in figura 4.

Materiale occorrente: palloni, cinesini, paletti, over bassi e sagome.
Durata esercizio: 10 minuti
Numero di serie: 2
Recupero: 3 minuti
Numero recuperi: 3
Numero giocatori: 18
Fasce interessate: Esordienti, Giovanissimi, Allievi.
A cura di Nicola Amandonico
Con questa breve clip si è voluto sottolineare alcuni movimenti dei giocatori di fascia, in modo particolare i difensori esterni dell’ 1-4-4-2 o delle squadre schierate con la difesa a quattro giocatori.
Tra gli altri sono state monitorate singole azioni di giocatori “importanti” come Marcelo, Ashley Cole, Ivanovic e Dani Alves per comprendere come sia essenziale per i calciatori, l’apprendimento della tattica collettiva (attacco e difesa), nonché la lettura dei tempi d’inserimento (in particolare nella fase offensiva).
Oramai al difensore esterno si richiede sì la fase difensiva, la capacità di vincere il duello nell’1vs1 e una buona conoscenza dei movimenti tattici di reparto, ma altresì è essenziale una buona proposizione offensiva, attraverso inserimenti senza palla, sovrapposizioni, esecuzione di cross.
[vimeo]https://vimeo.com/97706842[/vimeo]
Per lo sviluppo e il mantenimento di queste caratteristiche è necessario che il giocatore possieda inoltre, una notevole preparazione atletica che gli consenta un ottimale adattamento a tutta la durata della gara, capacità tecniche importanti e, per l’appunto, una predisposizione tattica (individuale e collettiva) più che ottimale.
I difensori esterni costituiscono sempre più degli attaccanti aggiunti; si veda la Roma di Garcia: in molti filmati si possono scorgere Maicon e Dodò che creano la linea più avanzata della fase offensiva giallorossa, con due soli difensori centrali e, forse, un mediano a dare copertura preventiva.
A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst
Si tratta di una variante per l’allenamento tattico del 2>2 attraverso un’esercitazione situazionale che coinvolge anche i portieri.
Un gruppo di giocatori si schiera all’altezza del centrocampo coi palloni. Il gruppo dei “difendenti” (inizialmente 6), si prepara come da figura da fondo campo al limite dell’area di rigore.
Ognuno di questi è situato presso un delimitatore e ha un numero di riferimento.
Al primo segnale dell’allenatore la prima coppia di attaccanti inizia a palleggiare rasoterra; al secondo “via” incomincia la fase di attacco alla porta finalizzata alla conclusione.
L’allenatore chiama un numero e la coppia di “difendenti” corrispondenti sale alla massima velocità con l’obiettivo di difendere e non subire la rete.
Chi difende dovrà curare il “gioco” delle coperture, la neutralizzazione di eventuali sovrapposizioni e tagli, mentre la coppia che attacca dovrà utilizzare queste componenti tattiche nonché l’uno-due per raggiungere l’obiettivo del gol.
Tempo dell’esercitazione: a discrezione dell’allenatore e a seconda del gruppo di giocatori a disposizione.
Materiale occorrente: palloni, delimitatori e casacche.

A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst
Esercizio atletico, coordinativo, forza; tecnica, passaggio e conclusione; tattico, gioco e mi muovo.
Il giocatore blu esegue una variante di skip tra le aste (o scaletta/ladder); successivamente affronta uno slalom ad intensità massimale tra i paletti; si avvicina all’allenatore da cui riceve palla.
Coi medesimi tempi, il giocatore rosso situato all’estremità opposta dell’area di allenamento effettua a sua volta, un’altra variante di skip tra le aste (o scaletta/ladder) e immediatamente dopo, uno slalom stretto tra i paletti.
Si avvicina al compagno (blu), in possesso di palla da cui riceve e converge per puntare un cono (o sagoma) e superarlo in un dribbling simulato per poi dare palla di ritorno sulla corsa del compagno che si è sovrapposto per andare alla conclusione.
Variante: Ricerca dell’ampiezza per l’effettuazione di un cross e conclusione aerea.
Paletti, coni, aste o scaletta, over bassi e palloni.
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A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst
Finita la Serie A, la penultima giornata di Serie B ha integrato altri verdetti alla già sancita promozione del Palermo invitandoci all’analisi di alcune situazioni di palla inattiva a scopo puramente didattico.
In sequenza nel video:
[vimeo]https://vimeo.com/96564344[/vimeo]
A cura di Claudio Damiani, coach, match & video analyst
La lista delle Scuole Calcio italiane partecipanti al nostro reportage aumenta con l’ingresso di una società Abruzzese; a tal proposito ringraziamo la Dott.ssa Michela Di Lodovico, responsabile del settore femmiile della scuola calcio Real Bellante per aver aderito alla nostra iniziativa.

Bellante è un antico centro della provincia teramana sorto probabilmente all’epoca dei Franchi, dopo la morte di Carlo Magno. Il suo massimo splendore fu raggiunto nel XIII secolo, sotto Gualtieri di Bellante. La cittadina (354 m. slm. e circa 7.000 gli abitanti dell’intero comune)appartenne anche agli Acquaviva di Atri che, nel XVI secolo, ne diventarono i marchesi e la governarono quasi ininterrottamente fino al 1775. (Fonte wikipedia)
D. Qual è stata la motivazione che vi ha portato a costituire una Scuola Calcio e quali sono gli obiettivi che vi prefiggete?
R. La scuola calcio Real Bellante nasce nel 2012 grazie alla passione di alcuni imprenditori e cittadini, che a proprie spese hanno istituito questa nuova società.
A capo di questo grande progetto abbiamo il Presidente Pallini Vincenzo, il Vice-Presidente Iachini Dino ed il Presidente onorario Di Pietro Giuseppe.
Essi ed i loro dirigenti dedicano a questo progetto particolare attenzione, al fine di dare la possibilità a tutti i bambini del paese di poter avere una struttura adeguata e qualificata, che gli permetta di imparare a giocare a calcio divertendosi e crescendo insieme.
Da quest’anno è stata istituita anche una squadra di Calcio Femminile partecipante al campionato regionale di calcio a 11, che ha raggiunto anche il 3° posto in classifica dietro a squadre di una grande esperienza con Audax Palmoli e la Femminile Pescara.
Inoltre nella prossima stagione verrà istituita anche una vera e propria Scuola Calcio Femminile, da aprile si stanno organizzando diverse lezioni di prova per tutte le bambine da 6 ai 14 anni.
I prossimi appuntamenti sono previsti nei giorni 4 e 11 giugno dalle ore 15.00 alle ore 16.30, e il 15 giugno dalle ore 10.00 alle 11.30.
Le lezioni saranno tenute dalla stessa Dott.ssa Michela Di Lodovico, istruttrice qualificata CONI-FIGC, allenatrice della già esistente prima squadra femminile e frequentante del Master in “Diritto ed economia dello sport nell’Unione Europea” organizzato ad Atri dall’Università degli studi di Teramo.
Un modo per avvicinare le bambine allo sport e in particolar modo al calcio, uno sport considerato da sempre maschile, ma che si sta facendo spazio anche nel mondo rosa.
La forza di questo progetto é sicuramente rappresentata dai giovani collaboratori coinvolti, che affiancheranno il presidente nell’organizzazione di tutta l’attività sportiva.
D. Quante squadre compongono la vostra Società e di quali categorie?
R. La nostra società è composta da 5 squadre giovanili ovvero PICCOLI AMICI, PULCINI, ESORDIENTI, GIOVANISSIMI e ALLIEVI partecipanti a campionati provinciali e come già detto abbiamo anche la prima squadra FEMMINILE che invece partecipa ad un campionato regionale.
E dal prossimo anno avremmo anche la prima Scuola Calcio Femminile della provincia di Teramo.
D. Siete affiliati e/o collaborate con club professionistici?
R. Abbiamo ottenuto nello stesso anno in cui è stata fondata la società, la prestigiosa affiliazione con il Brescia Calcio, società professionistica la cui prima squadra milita nel campionato di Serie B: un doveroso riconoscimento a testimonianza della qualità del lavoro svolto dalla dirigenza del Real Bellante, che in poco tempo è riuscita con tanti sacrifici ed altrettanto entusiasmo a organizzare sul territorio un’importante struttura per avviare i ragazzi all’apprendimento della disciplina sportiva e che è diventata anche un punto di aggregazione giovanile, garantendo così il diritto di giocare e divertirsi praticando una sana attività motoria.
D. Avete partecipato a qualche iniziativa a sfondo sociale?
R. La Scuola Calcio Real Bellante non ha scopo di lucro ma il nostro fine è quello di far divertire i ragazzi e toglierli dai pericoli della strada, vogliamo conciliare sport e scuola e per questo abbiamo istituito cinque borse di studio, da consegnare ai ragazzi più meritevoli dalla prima alla terza media, una per ogni categoria: Piccoli Amici, Pulcini, Esordienti, Giovanissimi e Allievi.
Essendo molto sensibili al mondo dell’infanzia, abbiamo sposato a pieno il progetto di un’adozione a distanza con l’organizzazione internazionale ACTION AID.
Inoltre permettiamo la pratica sportiva anche a coloro che attraverso il modello ISEE dimostrano di avere evidenti difficoltà finanziarie, garantendogli comunque la possibilità di praticare il gioco del calcio all’interno della nostra società sportiva.
D. Come gestite i rapporti con i genitori?
R. I genitori sono parte integrante del nostro progetto, inoltre alcuni di essi sono diventati i nostri più fedeli collaboratori, a loro dobbiamo un doveroso ringraziamento per la passione e l’entusiasmo con cui seguono le attività organizzate dalla società.
D. Quali sono gli obiettivi tecnici che la vostra scuola persegue nella “costruzione” del calciatore ?
R. Gli obiettivi variano a seconda delle fasce d’età, per quanto riguarda le categorie dei più piccoli il lavoro si basa molto su giochi di coordinazione motoria e principalmente puntiamo sul divertimento.
Per quanto riguardano le categorie dei più grandi si punta molto a migliorare gli aspetti tecnici, tattici e atletici.
Spesso organizziamo raduni di giovani calciatori con diversi osservatori del Brescia Calcio coinvolgendo diverse società della provincia di Teramo e non solo anche di tutta la regione Abruzzo.
A cura di Claudio Damiani
Siete interessati a promuovere l’attività della vostra scuola calcio? Cliccate qui!
Questa esercitazione, combina l’aspetto atletico dello sprint su distanze medio-brevi, con la funzione tecnica atta al miglioramento della trasmissione precisa del pallone e della ricezione.
Cinque gruppi di giocatori si dispongono in altrettante postazioni; i palloni vengono sistemati nei pressi di uno dei due gruppi più vicini alla bandierina del calcio d’angolo come in figura.
Il giocatore A passa la palla a B, curando la precisione e seguendone la traiettoria; ad intensità massimale va a sistemarsi in quel gruppo (A1); B ricevuta palla consegna a C, va a sistemarsi nel suo gruppo; C, eseguito l’arresto fa la stessa cosa verso il compagno D. D, controllato il pallone calibra il cross per l’accorrente E che deve segnare. D va in E ed E si sistema nel gruppo A.
Tempo consigliato per l’esercizio: in base al numero di giocatori (non più 3 per gruppo), ma comunque è preferibile porre dei limiti: ad esempio 3′ per lato e cambio della posizione dei palloni nella parte opposta al gruppo “A” (ovvero “D”).
Materiale occorrente: delimitatori, palloni.

A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst
Il nostro viaggio tra le scuole calcio e i settori giovanili della penisola giunge in Abruzzo e più precisamente a Sambuceto, frazione di San Giovanni Teatino in provincia di Chieti, dove a riferirci su una delle scuole calcio più attive della regione ci accoglie l’addetto stampa della società, il Dott. Silvano Berardi.
Sambuceto costituisce un nodo centrale della vallata del fiume Pescara, dove hanno sede diverse industrie e attività commerciali, è tra i più importanti centri economici dell’area conurbata Chieti-Pescara. Il suo territorio è sede di un importante ippodromo, e su di esso insiste parte dell’area aeroportuale dell’Aeroporto d’Abruzzo.
Deve il suo nome alle piante di sambuco, di cui erano ricche i terreni paludosi nel suo territorio. Il santo patrono della frazione è San Rocco, che si festeggia il 16 agosto: una vecchia leggenda dice che il santo vi soggiornò per un breve periodo insieme al suo fedele cane. Al giorno d’oggi, ogni 16 agosto, la processione arriva fino alla casa citata dalla leggenda, e da lì il parroco recita una messa. (fonte Wikipedia)
L’Asd Folgore Sambuceto sp, società nata nel 1958 come Polisportiva GEA Sambuceto, dall’acronimo dei fratelli Giuseppe e Antonio Colantonio, grossisti di tessuti, sotto la presidenza di Gino Di Nicola e il segretariato di Mincone Giuseppe. La formazione giallo-blu vince il campionato Regionale di seconda categoria nell’annata calcistica 1961/1962 .
Durante gli anni ’80 la società, mutata nella denominazione, cambiata in “Globo Sambuceto” , abilmente presieduta da Carlo Vito Chiacchiaretta, vince due campionati consecutivi approdando in Promozione nel 1983/1984.

A partire dal 1973 la formazione non è l’unica squadra presente sulla scena calcistica del paese, in quell’anno infatti nasceva il Borgo Viola presieduto da Remo Cacciagrano. Nel 1982 i viola vincono il campionato di terza categoria e nel 1987 quello di seconda. Nella stagione 1989/1990, per volontà dei dirigenti di entrambe le società, il Sambuceto e il Borgo Viola raggiungono l’accordo per creare un’unica realtà calcistica nel paese, i colori sociali simbolo della neonata società sono il rosso ed il bianco, nasce così il Viola Sambuceto il cui Presidente è Di Sabatino Alberico.
I bianco rossi, in quell’anno, conquistano un ottimo quarto posto e nell’anno successivo si piazzano al quinto posto, posizione sufficiente a garantirgli il passaggio al neo campionato regionale di eccellenza, introdotto proprio nell’annata1991/1992, nel quale la squadra sambucetese militerà fino al campionato del 1993.
E’ nel 1995 che avviene la seconda fusione, il Viola Sambuceto e la Folgore Fontanelle danno vita alla Folgore Sambuceto del Presidente Federico Bozzolan, il viola, sparito nel nome, ritorna nel diventare il colore sociale, colore e denominazione che accompagnano tutt’oggi la squadra simbolo del calcio sambucetese.
Nel 2010 inizia per la società una nuova sfida, si arricchisce della squadra femminile a 11 che esordisce nel campionato Regionale serie C nel campionato 2010/2011
Il gruppo di ragazze, tenacemente compatto, seguito con attenzione precisione e competenza dal responsabile Diodato Renato, efficacemente supportato da Dioguardi Gabriele, sta costruendo pian piano la propria identità mostrando determinazione e serietà sportiva senza tralasciare il ruolo sociale che, da sempre, lo sport incarna.
E’ infatti nata dalla squadra femminile della Folgore Sambuceto l’idea di realizzare un calendario per il 2012 , interamente composto da immagini delle ragazze viola, il progetto è stato sposato con entusiasmo dal Presidente Di Francesco e dall’intero organico sociale che ha voluto abbinarlo ad una iniziativa di solidarietà destinando il ricavato delle vendite alla Mensa di San Francesco di Pescara. La presentazione ufficiale dell’iniziativa è avvenuta presso la sala consigliare del comune di San Giovanni Teatino il giorno 13 Dicembre 2011.
Nella stessa sede è stato presentato l’inno della Folgore Sambuceto, nato anch’esso da una iniziativa della squadra femminile e realizzato dalle artiste che hanno partecipato al Sanremo Lab 2009 Sonia Coletta e Piera Luisi, quest’ultima appartenete alla formazione rosa del mister Diodato.
Nel Luglio 2013 arriva la terza fusione della storia con i tre sodalizi: Sambuceto San paolo del Presidente Ciarciaglini, squadra militante nel campionato di promozione 2012/13, asd folgore sambuceto militante nel campionato di promozione (2012/13) sodalizio del Presidente Di Francesco Augusto, e la Virtus Sambuceto settore giovanile puro dai 5 ai 16 anni, presidente Luciano Stipani e Vice Presidente Alfio Crisci, dalla fusione di queste tre società è nata l’a.s.d. Folgore Sambuceto sp, che disputerà in questa stagione sportiva 2013/14 il campionato di promozione girone b, la juniores regionale d’elite del comitato regionale FIGC-LND Abruzzo e tutti i campionati giovanili del comitato figc provinciale di Chieti: allievi provinciali, giovanissimi provinciali, esordienti,pulcini, piccoli amici.
L’obiettivo principale della Folgore Sambuceto S.P. è quello di poter diventare per le famiglie un riferimento territoriale per la crescita dei ragazzi: promuovere attivamente valori educativi; incentivare e sostenere i giovani nella pratica sportiva, fornendo loro una preparazione tecnica di alto livello e supporto di crescita fisica e mentale.
Lo staff è composto da istruttori e allenatori qualificati FIGC, come preparatore dei portieri e preparatore atletico motorio coordinativo; inoltre a disposizione ci saranno altre figure professionali di qualità.
Inoltre tra i servizi aggiuntivi la società offre il trasporto tramite pulmino, la card servizi folgore, la quale permette di usufruire di sconti e promozioni.
Tra i vari progetti integranti possiamo contare su una psicologa, un educatore alimentare, un osteopata, un fisioterapista. Inoltre vengono organizzate periodiche conferenze con tecnici professionisti che si occupano di precisi aspetti tecnici e ne parlano con i genitori dei nostri calciatori.
Le nostra società accoglie ragazzi di tutte le età avendo oltre alla scuola calcio(Esordienti,Pulcini,Piccoli Amici), squadre di categorie allievi, giovanissimi; è partecipando con ognuna di esse al relativo campionato del comitato provinciale FIGC-LND della provincia di Chieti.
Durante la stagione verranno svolte varie iniziative di solidarietà per sostenere alcune associazioni benefiche.
Tutta la nostra attività viene svolta in un valido e funzionale centro sportivo, chiamato “La cittadella dello sport”, situata a San Giovanni Teatino, la quale è stata anche nominata Città Europea dello Sport 2013.

D. Quali sono gli obiettivi del Settore Giovanile della Folgore Sambuceto?
R. Gli obiettivi principali della nostra società sono essenzialmente due: uno a sfondo sociale e uno puramente tecnico. Il primo è quello di togliere i ragazzi dalla strada e far sì che attraverso lo sport imparino a stare in gruppo, a socializzare in modo tale che possano crescere con dei valori importanti che si porteranno dietro per tutta la vita. Cerchiamo di portare a termine questo attraverso delle regole cercando di non perdere mai di vista il collante che tiene unito il tutto: il divertimento, capace di stimolare il ragazzo a comportarsi in un determinato modo. Durante questa fase dell’apprendimento, lavoriamo sugli aspetti tecnici del gioco, a seconda della categoria interessata, in modo tale da creare cittadini e giocatori.
D. Quali sono le categorie che compongono la vostra società?
R. Sono 11 le categorie che fanno parte della ASD Folgore. Partecipiamo con la prima squadra al campionato di Promozione, a seguire abbiamo la Juniores e la Juniores d’Elité, gli Alievi Provinciali, i Giovanissimi Provinciali; e poi abbiamo la Scuola Calcio: Esordienti 2001, Esordienti 2002, Pulcini 2003, Pulcini 2004, Pulcini 2005, Piccoli amici 2006, Piccoli amici 2007-08.
D. La vostra società è affiliata con una squadra professionistica?
R. La scelta è stata presa dalla Società che ha optato per non affiliarci con le società professionistiche in modo tale da lasciar libero spazio a chiunque di poter prendere contatto con i nostri ragazzi senza precluderci nessuna opzione.
D. La Folgore Sambuceto ha preso parte a iniziative a sfondo sociale?
La dirigenza è molto impegnata in campo sociale e non si tira mai indietro se c’è la possibilità di fare del bene. Nel periodo di Pasqua abbiamo collaborato con l’Associazione Gruppo Solidarietà nella raccolta fondi per “il Piccolo Principe”, un’iniziativa benefica che si prende cura dei minori vittime di maltrattamenti e abusi.
D. Qual è il rapporto della società con i genitori?
I genitori e la dirigenza hanno trovato un punto di incontro nella gestione del ragazzo. Il direttore sportivo Giancarlo Giannandrea si prende cura di tutti i 160 iscritti e cerca di intervenire, fin quando possibile, per risolvere i problemi che si creano all’interno del centro sportivo. Con i genitori si discute, attraverso incontri, su quali siano i problemi per i quali è necessario il loro intervento. Quando il ragazzo entra nel centro sportivo la figura da seguire è il mister o il dirigente. Un aspetto che mi preme sottolineare è quello relativo alla scuola: i ragazzi devono portare un resoconto del loro andamento scolastico perché lo studio viene prima dell’allenamento.
Ai genitori, ad inizio anno è stato consegnato un Vademecum contenente tutte le regole da seguire nel rapporto tra il genitore, la società e i mister.
D. Quali sono gli obiettivi tecnici nella “costruzione” di un calciatore?
Gli obiettivi variano a seconda della categoria presa in considerazione: si parte dai più piccoli, che svolgono un lavoro prettamente incentrato sulla coordinazione motoria e per poi passare ai gesti fondamentali del gioco, fino ad arrivare ai più grandi, i cui allenamenti sono organizzati per migliorare aspetti tattici e tecnici.
A cura di Claudio Damiani
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La transizione è una parte della tattica collettiva che deve essere ben esaminata in fase di analisi della gara della squadra da affrontare.
Si è presa in esame una squadra in particolare, il Palermo allenato da Iachini che ha fatto di questa fase di gioco dinamico, uno dei punti di forza del suo team, da poco riapprodato nella massima serie del calcio italiano.
Nello studio della fase di transizione offensiva, è opportuno interrogarsi riguardo diversi elementi chiave:
Nel video seguente si sono prese in considerazione cinque situazioni in cui si possono avere delle risposte concrete a quanto sopra ci siamo chiesti.
Dal libro “Studiare gli avversari… e se stessi – Migliorare la prestazione con la Match Analysis” di Claudio Damiani
Un’azione improvvisa che può essere letale
La transizione positiva e’ paragonabile al colpo da “knock down” sferrato dal pugile che coglie impreparato l’ avversario sbilanciato ad attaccare.
Immaginiamo il pugile che sferra un diretto destro e che nell’ eseguirlo lascia scoperto il volto: se il difendente coglie l’ attimo giusto e anticipa puo’ trovare il colpo decisivo.
Quindi, elementi fondamentali per una transizione efficace sono: la distrazione di chi offende; la capacita’ di prevedere e anticipare il movimento avversario; la scelta del tempo nell’ anticipo; la velocita’ nell’ eseguire il colpo risolutivo; la velocita’ di accoppiamento dei movimenti atti a concludere l’ azione (knock down/tiro in porta/gol).
A volte si predilige un finto atteggiamento remissivo della squadra per portare l’ avversario a perdere gli equilibri tra i reparti durante la propria azione offensiva.
A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst
Un’esercitazione tecnica e tattica allo stesso tempo che vuole allenare trasmissione, ricezione e tiro, nonché la componente di tattica individuale (o tecnica applicata) dello smarcamento.
A livello condizionale è consigliabile incentivare la velocità dei gesti. Nello spazio delimitato dall’area di rigore o posizionando due porte come in figura, si dispongono quattro file di giocatori ai loro lati. Si delimita una zona centrale entro la quale bisogna effettuare il passaggio e il successivo tiro.
Il giocatore in possesso palla effettua un passaggio sul movimento incontro del compagno, viene eseguito uno scambio all’interno del quadrato centrale e si va al tiro. Il movimento incontro alla ricezione del passaggio deve essere effettuato in diagonale in modo da portarsi in zona luce, figurando che in traiettoria ci sia un avversario.

Varianti: una volta assimilati tempi e spazi di passaggio è possibile inserire un avversario passivo sul vertice del quadrato; limitare il numero di tocchi.
Materiale occorrente: delimitatori, palloni, porte.
A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst
In questa esercitazione che presenta componenti di tattica collettiva, legati alla fase di possesso, di non possesso e alla fase intermedia di transizione si parte da una situazione di inferiorità numerica dei difensori.
Il portiere calcia il pallone a uno dei tre attaccanti. Questi dovranno impostare un’azione finalizzata alla realizzazione del gol. Nel momento in cui il portiere calcia la palla, i due difensori dovranno affrontarli prendendo cura di darsi copertura reciproca, non farsi mai trovare allineati e neutralizzare eventuali tagli e sovrapposizioni per difendere la porta.
La transizione avrà rapidamente inizio dal portiere attraverso la rimessa in gioco del pallone con le mani per i difensori che potranno avvalersi della collaborazione di due compagni in più; questi partiranno veloci e posizionati larghi dalla zona di fondo campo contrassegnata dai delimitatori quando:
• uno degli attaccanti tira e segna un gol (si fa passare rapidamente un altro pallone da un collaboratore posto all’esterno del campo);
• uno degli attaccanti tira fuori (vedi sopra);
• uno degli attaccanti tira e il portiere para (farà ripartire egli stesso il gioco).
Si passa quindi a una transizione (positiva per i difensori), finalizzata alla realizzazione di una rete nelle due porticine disposte come da video.
Materiale occorrente: palloni, casacche, (delimitatori), porte piccole.
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A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst
Ultimamente nella nostra Serie A (ma non solo), si nota più di qualche squadra che si dispone a zona nella rimessa dal fondo a favore.
Tale costruzione con i difensori larghi e molto bassi viene definita “costruzione ai 5,50” poiché la loro posizione va a stare lungo il prolungamento dell’area piccola (5,50 metri dal fondo, appunto).
Lo studio delle palle inattive giunge quindi a considerare una situazione di “gioco statico” che finora non è era quasi mai stata considerata.
C’è chi fa scendere il metodista, allarga i due difensori centrali e manda i difensori esterni a fungere da ali aggiunte come la Roma di Garcia (difesa a 4); chi invece allarga semplicemente i tre difensori formando una linea che passa al di sotto dei vertici dell’area di rigore come l’Inter (difesa a tre o cinque giocatori, dir si voglia).
E’ ciò che si verifica ultimamente in occasione di palla in possesso del portiere, in particolar modo in occasione della rimessa del gioco dal fondo, con pallone fermo.

L’obiettivo per chi attacca è quello di iniziare una manovra ragionata. Possono verificarsi due situazioni
Nella nostra massima serie, Juventus, Roma, Inter, Torino e Milan in particolare, non disdegnano a utilizzare questa partenza da dietro, a volte anche con sin troppa ostinazione.
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A cura di Claudio Damiani coach, match & video analyst