Due gruppi di giocatori (“A” e”B”), sono posizionati in due cinesini distanti tra loro 40mt;
Essi eseguono una conduzione sino al cinesino difronte per poi girarsi e lanciare la palla in diagonale al primo giocatore del gruppo opposto con l’obiettivo di far passare il pallone tra i due delimitatori (porticina);
Eseguito il lancio i due correranno rispettivamente in allungo fino al gruppo dei giocatori che hanno ricevuto.(“A1″e “B1”), che ripeteranno i gesti.
Da iniziare con 2 palloni per lato, poi aumentare a 4 o in base al numero dei giocatori coinvolti.
Variante: i due giocatori conducono palla fino al primo cinesino, lo appoggiano e proseguono sino al gruppo opposto in allungo “a secco” e ad intensità sub-massimale;
i giocatori che seguono (dietro di loro nel gruppo di partenza), raggiungono il pallone, lo giocano come nella prima esercitazione, ai compagni posti dietro le porticine e proseguono la corsa verso la postazione opposta, e così tutti gli altri.
A cura di Claudio Damiani [skype-status]
Uno dei pregi di Internet è quello di dare la possibilità a tutti di entrare in comunicazione con universi a noi lontani. Recentemente in una delle mie lunghe “navigazioni” notturne mi sono collegato con il sito dell’ NSCAA (Associazione Nazionale Americana Allenatori di calcio) www.NSCAA.com.
Sfogliando questo sito, peraltro particolarmente completo, sono rimasto colpito da una pagina in particolare: il codice di etica degli allenatori: una serie di norme comportamentali tanto ovvie quanto poco osservate nel nostro ambiente.
Premetto che molte di queste norme non sono applicabili da noi per una differenza di cultura che renderebbe le norme stesse anacronistiche: ad esempio in America è considerato eticamente scorretto andare a visionare delle squadre avversarie se non durante lo svolgimento di gare ufficiali.
Per quanto paese ancora in via di sviluppo tecnico-tattico , credo che a livello di cultura sportiva, gli americani abbiano ancora molto da insegnarci.
Mi permetto di proporvi uno stralcio di questo codice, invitando tutti a prenderne una completa visione nella versione originale, anche se seguire alla lettera i comportamenti sotto elencati risulta essere cosa difficile se non impossibile; è altresì vero che un costante tentativo da parte della nostra categoria (allenatori e, perché no, giocatori) di applicare regole semplici e civili, renderebbe sicuramente il nostro ambiente più vivibile e farebbe del gioco del calcio ancora di più il gioco più bello del mondo.
PREMESSA
Il calcio è un gioco che appartiene in primo luogo a chi lo pratica: offre un arricchimento personale sotto l’aspetto fisico e psicologico ed esperienze che formeranno parte del bagaglio dell’individuo per tutta la vita.
Gli allenatori dovrebbero trasmettere ai propri giocatori valori come rispetto, sportività, civiltà ed integrità che vanno al di là del singolo risultato sportivo e che sono il fondamento stesso dello sport.
Chi intraprende l’attività di allenatore, sia professionalmente che a livello volontario dovrebbe essere portatore di questi valori e rappresentare un esempio per i propri atleti.
Il comportamento degli allenatori dovrebbe sempre essere eticamente corretto nei confronti di tutte le componenti del mondo del calcio: atleti, colleghi, arbitri, dirigenti, genitori, tifosi e mezzi di informazione.
Gli allenatori sono persi ad esempio dai giovani come modelli di comportamento e devono comprendere la pesante influenza che parole ed atteggiamenti hanno nei confronti degli atleti che compongono la loro squadra. Per questa ragione gli allenatori devono considerare come propria responsabilità la trasmissione dei suddetti valori morali.

Ecco i punti fondamentali che gli allenatori dovrebbero sempre tenere a mente.
1. L’importanza del risultato non dovrebbe mai mettere a repentaglio la salute o l’integrità fisica dei giocatori. La vittoria non è altro che il risultato della preparazione tecnica, tattica, fisica e psicologica della squadra. Questi valori non si devono mai sacrificare per aumentare il proprio prestigio personale.
2. Il gioco del calcio non deve mai impedire al giovane di ottenere buoni risultati sotto il profilo scolastico; insieme alla famiglia ed alla scuola l’allenatore dovrebbe avere un ruolo attivo nell’educazione dell’individuo.
3. L’allenatore deve sempre rispettare, difendere ed insegnare ai propri allievi le regole del gioco del calcio, non deve per nessuna ragione cercare di ottenere vantaggi attraverso l’insegnamento consapevole di comportamenti antisportivi.
4. La diagnosi ed il trattamento degli infortuni sono un problema medico, di conseguenza gli allenatori devono fare in modo che vengano trattati da personale qualificato. Affidare giocatori a personale non qualificato o peggio ancora formulare personalmente diagnosi o consigliare terapie è un comportamento da evitarsi. Allo stesso modo devono astenersi dal prescrivere medicinali che, peraltro possono essere prescritti solo da personale medico.
5. Gli allenatori sono responsabili del comportamento dei propri giocatori ed hanno il dovere di stigmatizzare tutti gli atteggiamenti antisportivi; per questa ragione il fair-play andrebbe sempre incoraggiato sia nelle sedute di allenamento che durante le gare.
6. Gli allenatori dovrebbero mettere gli arbitri nelle condizioni di svolgere la propria opera il più serenamente possibile attraverso un atteggiamento rispettoso e corretto evitando inoltre di incentivare comportamenti negativi dei propri giocatori nei confronti del direttore di gara.
7. Gli allenatori devono evitare atteggiamenti dissenzienti nei confronti ed aggressivi nei confronti della panchina avversaria.
8. Gli allenatori hanno il dovere di dare sempre il massimo ai propri giocatori, hanno perciò il dovere mantenersi aggiornati attraverso testi, corsi e tutto ciò che il mercato propone. E’ necessario amplare continuamente le proprie nozioni tecnico-tattiche, fisiologiche, medico-sportive e psicologiche.
9. Un allenatore ha sempre qualcosa da imparare da un collega, per questa ragione visitare allenamenti e confrontarsi con un altro allenatore è da considerarsi fonte di aggiornamento.
Massimiliano Canzi

Allenamento del possesso di palla finalizzato alla ricerca della giocata in verticale.
4vs4 all’interno del perimetro delimitato (24x32mt) a 3 tocchi, con l’ausilio delle sponde poste nei lati corti dello stesso.
I giocatori rossi giocano con i rossi e i bianchi con i bianchi.
Le sponde giocano a 1 tocco e
L’obiettivo è cercare, dopo un passaggio corto, il giocatore sul lungo.
1 punto ogni volta che una squadra riesce a eseguire questa situazione.
Numero di giocatori consigliato: 4vs4 all’interno del rettangolo di gioco e 4 sponde per squadra.
Tempo dell’esercitazione: a discrezione dell’allenatore (4 blocchi da 2’30”, per le prime squadre a intensità massimale costituisce un buon lavoro). E’ opportuno incaricare un collaboratore tecnico pronto a rimettere in gioco il pallone in modo immediato quando questo esce dal campo.
A cura di Claudio Damiani


Esercitazione situazionale che impegna i movimenti difensivi di tre difensori in inferiorità numerica contro una ripartenza avversaria.
I tre difensori si apprestano a scappare stringendo sulla zona del portatore di palla che l’allenatore farà partire alternativamente da una delle quattro zone di campo in cui sono presenti i palloni (vedi figura).
Un quarto difensore rincorre in aiuto dei compagni da una posizione di 10mt più arretrata rispetto ai quattro attaccanti che avranno il compito di realizzare nel più breve tempo possibile.
Curare la discesa ad “imbuto” a stringere dei difensori che dovranno decidere di uscire sul portatore di palla non più tardi della fatidica “linea di fuoco” rappresentata dall’area di rigore.
Materiale occorrente: palloni, delimitatori, casacche.
A cura di Claudio Damiani.

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Trisball è una nuova disciplina che si pratica su un campo da calcio 8x16mt nato dalla sempre più riconosciuta bontà del progetto SpeedBol dell’Azienda Lombarda Di.Co.T. s.r.l. Questa nuova tendenza permette e facilita il possesso palla in campo corto, uno specifico allenamento tecnico-tattico, velocità di esecuzione, rapidità di spostamento e un gran mix di agonismo e spettacolo.

La struttura che forma il campo è un ottagono di 136 mq. di erba sintetica modello standard polivalente con intaso in gomma ( si fornisce già posata ) e spigoli a 45°composta, inoltre, da:

Scarica il regolamento ufficiale
Vi sono due modi per guadagnare con la disciplina del Trisball attraverso i campi SpeedBol:
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Trisball è anche il primo campo da calcio a tre personalizzabile e sponsorizzabile. Una grande opportunità di ricavo per il gestore dell’ impianto. Ogni pannello può essere singolarmente sponsorizzabile per via serigrafica (in caso di sponsorizzazione fissa) o mediante decalcomanie (in caso di sponsorizzazione periodica). Trisball diventa così un innovativo strumento di visibilità per raccogliere pubblicità locale e nazionale e realizzare ricavi immediati.
Affitti Il campo Trisball, inoltre, offre la possibilita’ di essere messo a reddito attraverso l’affitto del campo stesso per periodi di mezz’ora di gioco ( 10 minuti per ognuno dei due tempi più un intervallo di 10 minuti oppure tempo unico di mezz’ora tutto d’un fiato ) con costo d’affitto per le squadre/clienti a discrezione della proprieta’ del campo.
Questo e’ un ottimo strumento per ottenere ricavi consistenti in modo veloce e contnuativo e ripagarsi l’investimento iniziale.
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Un ufficio commerciale dalla pluriennale esperienza ed una particolare attenzione ai rapporti interpersonali è a tua disposizione per una consulenza GRATUITA e per proporti il mini pitch che, per dimensioni e caratteristiche, risponda perfettamente alle tue esigenze o a quelle della Società che rappresenti.
Oltre alla vendita è previsto il noleggio per periodi che vanno da un giorno, al mese o più mesi lasciando all’usufruitore la possibilità di organizzarsi tornei, campionati, one night o one shot in occasione di fiere, convegni, mostre, happening, feste di piazza o di paese, ricorrenze, celebrazioni o eventi all’interno di grossi centri commerciali.
Possiamo, altresì, mettere a disposizione, di chi noleggia i nostri prodotti, tutta la nostra esperienza organizzativa e le conoscenze nel mondo del calcio professionistico e dilettantistico per costruire ogni tipo di evento personalizzato.
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Un buon modo per iniziare la seduta di allenamento “toccando” elementi tecnici e il divertimento della partitella su un campo di 24x30mt circa per un numero di giocatori pari a 14-16, portieri inclusi
• 3′ pallamano rete di testa con portieri “volanti.
• 3′ In alternanza: passaggio di piede/passaggio di mano rete valida al volo, portieri “volanti”.
• 3′ passaggio avanti di piede, passaggio all’indietro con le mani; rete valida al volo e portieri “volanti”.
• 3′ con i piedi, a 1 tocco e portieri in porta.
Stretching generale e inizio della seduta
A cura di Claudio Damiani


Eccoci al secondo breve tutorial che abbiamo preparato per raccontarvi sempre qualcosa di più sul nostro software.
Nell’ immagine qui in alto potete vedere un inserimento di una società MisterManager in anagrafica.
Tutte le società sulle quali si vorrebbe portare la propria attenzione dovrebbero essere società MisterManager, ecco alcuni esempi:
Tieni presente che, per ogni società MM la quantità di dati da inserire sarà maggiore, questo per via delle numerose statistiche che il software potrà produrre.
Teniamo a ribadire l’importanza che riserviamo in vostre critiche e suggerimenti per migliorare questo software appena uscito, ricordandovi che questo è solo l’inizio, continuate a seguirci.

Due gruppi di giocatori si preparano nei due angoli di campo orizzontalmente opposti come nella figura.
Alternativamente essi eseguiranno i vari esercizi di forza richiesti per poi eseguire un allungo lungo la diagonale del campo.
Recupero in souplesse.
4/6 ripetizioni a seconda della categoria e del periodo della stagione.
Una variante per l’allenamento tattico del 2vs2 attraverso un’esercitazione situazionale che coinvolge anche i portieri.
Un gruppo di giocatori si schiera all’altezza del centrocampo e dispone di palloni. Il gruppo dei “difendenti” (inizialmente 6), si posiziona come da esempio filmato dalla linea di fondo campo al limite dell’area di rigore.
Ognuno di essi si sistema all’altezza di un delimitatore (cinesino).
Al primo segnale dell’allenatore la prima coppia di attaccanti inizia a palleggiare rasoterra; al secondo “via” inizia la fase di attacco alla porta finalizzata alla conclusione. Nello stesso momento la coppia di “difendenti” sale alla massima velocità con l’obiettivo di non subire la rete.
Chi difende dovrà curare il “gioco” delle coperture, la neutralizzazione di eventuali sovrapposizioni e tagli, mentre la coppia che attacca dovra utilizzare queste armi nonchè l’uno-due per raggiungere l’obiettivo del gol.
Tempo dell’esercitazione: a discrezione dell’allenatore e a seconda del gruppo di giocatori a disposizione.
Materiale occorrente: palloni, delimitatori e casacche.
Guarda il filmato!
[flv]http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2010/12/Soccer-Drills-Dribbling-2v2-Nos-Dribbling-Game2222.mp4[/flv]

Questo è il primo di una serie di brevi articoli che riguardano le funzionalità del software.
La prospettiva “Gestione Campionati” che vedete illustrata nella figura, è una delle tre prospettive da cui è composto MisterManager, in futuro questo numero crescerà grazie all’aggiunta di nuove funzionalità che costruiremo anche grazie ai vostri suggerimenti.
Una prospettiva è composta da un insieme di viste, in questo caso abbiamo:
Cliccate sulla figura in alto per avere un’idea del flusso che è stato pensato per questa prospettiva.
Teniamo a ribadire l’importanza che riserviamo in vostre critiche e suggerimenti per migliorare questo software appena uscito, ricordandovi che questo è solo l’inizio, continuate a seguirci.
La “gabbia” è un tipo di campetto da calcio chiuso ideato dall’allenatore Corrado Orrico negli anni settanta e che permette un particolare tipo d’allenamento.
La struttura della gabbia riproduce quella di un campo da calcio, di dimensioni ridotte e variabili, ma in cui la presenza di barriere (originariamente una gabbia, appunto), impedisce l’uscita del pallone dal campo di gioco; queste barriere oltre a poter variare per dimensioni e materiali posson interessare solo i bordi del campo oppure creare anche una sorta di soffitto che copra lo stesso.
L’idea della gabbia come metodo d’allenamento venne introdotta alla fine degli anni settanta da Corrado Orrico, ai tempi allenatore della Carrarese. Questi afferma d’aver preso ispirazione quando da ragazzo, in villeggiatura sulle spiagge livornesi, giocava nei cosiddetti “gabbioni”, campetti da calcio in cemento e delimitati da reti per impedire che la palla uscisse ed andasse in mare.
Dopo l’esperienza a Carrara, Orrico introdusse la gabbia anche nelle altre squadre che allenò nel corso della propria carriera. Tra le gabbie più note c’è quella tuttora presente nel centro sportivo “Angelo Moratti” di Appiano Gentile che Orrico fece installare durante la sua breve esperienza all’Inter nel 1991, sebbene nel corso degli anni abbia subito diversi ammodernamenti.
Secondo lo stesso Orrico “La gabbia serve a tante cose: ad affinare la tecnica, a sviluppare i riflessi, a velocizzare il gioco, a migliorare la condizione fisica perché si gioca senza un attimo di sosta e a livello organico è un impegno mica da ridere”; difatti la caratteristica principale di questo metodo d’allenamento è la velocità in quanto il gioco non viene quasi mai interrotto.
Lo sviluppo della concezione di gabbia ha portato ulteriori progressi nella realizzazione dei materiali e delle strutture di questo fantastico mezzo allenante e ludico nel corso degli anni; personalmente, nella veste di allenatore di calcio, ho avuto la possibilità di utilizzarla nell’arco di due stagioni.
Le finalità che si possono raggiungere sono varie: tecniche (soprattutto se la pavimentazione è costituita da materiale sintetico di nuova generazione), ma anche metaboliche.
Una semplice esercitazione che adottavo spesso con la mia squadra era data dal semplice gioco di “palla avvelenata”: un giocatore col pallone tra le mani aveva l’obiettivo di colpire il compagno “preda” che diventava a qual punto “cacciatore. Semplice, vero? Sicuramente divertente, allenante e utilissimo a cementare il gruppo.
Sembra un giochetto banale, ma si pensi che veniva eseguito in uno spazio di campo ridotto fuori dal quale non si poteva scappare; si provi ad immaginare quindi, l’intensità con cui veniva affrontato dai miei calciatori. A questo esercizio ci si mettevano poi delle condizioni e delle varianti come ad esempio:
Avendo poi la fortuna di utilizzare una struttura in grado di poter far disputare mini partite di 4vs4 più il portiere, in molte occasioni è stato possibile dividere la squadra in due gruppi e poter lavorare in simbiosi con il preparatore atletico.
Quattro blocchi da 3’00” l’uno ad intensità di “gabbia” ovvero massimale, con l’ausilio dell’incitamento verbale costante da parte del sottoscritto costutuivano una dominante allenante indiscutibile. Anche qui si potevano dettare delle condizioni, come il numero dei tocchi consentiti, la realizzazione del gol solo di prima intenzione, il divieto del passaggio in orizzontale, ecc.
Attualmente non sono molti gli impianti sportivi che dispongono di questo strumento e sicuramente chi ha la fortuna di utilizzarlo si trova ad avere un’alternativa importante a livello di organizzazione di seduta.
La Nike riprese l’idea della Gabbia nel 2002 per una campagna pubblicitaria chiamata “Scorpion KO (The Secret Tournament)” in cui alcuni dei più famosi calciatori in attività si sfidavano nella gabbia in un torneo tre contro tre a chi segnasse per primo. Alla pubblicità seguì una campagna in cui tornei di questo tipo vennero organizzati in diverse città del mondo.
Claudio Damiani
Un nuovo rapporto di collaborazione per Mistermanager.it:
con Generazioneditalenti.com, un blog molto, molto originale ideato e creato da Massimo Tanzillo che ne è anche il maggiore osservatore-collaboratore.
Generazioneditalenti.com è una guida completa a tutti i più interessanti prospetti del panorama calcistico per chi vuole sentirsi talent- scout.
Il progetto si divide in Blog e Forum.

Sul Blog potrai seguire tutti i tornei calcistici nazionali ed internazionali. E poi news, esclusive ed interviste ovviamente il tutto con un occhio di riguardo per i giovani talenti!
Sul Forum si trova un’intera community, formata da esperti e non, che discutono sull’intero mondo del calcio con a disposizione un enorme database di giovani talenti!
L’originalità del sito e la costanza nonchè la ricchezza dei contenuti sempre aggiornati ha fruttato a Generazioneditalenti.com non poche citazioni e collaborazioni eccellenti con Gazzetta.it (il blog compare anche tra “I blog di Gazzetta”), Sky, Calciomercato.com, ecc.
[flv]http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2010/12/Generazione-di-Talenti-DICONO-DI-NOI.flv[/flv]
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[flv]http://www.mistermanager.it/wp-content/uploads/2010/12/Tornei-Giovanili-Spot-2010-2011-Tornei-Giovanili-Web-Tv.mp4[/flv]MisterManager, in qualità di partner di 2erre Organizzazioni Sport&Events è lieto di presentare la nuova stagione di Tornei di calcio giovanili Nazionali ed Internazionali.
Come ogni anno ritornano i nostri appuntamenti nelle più belle località d’Italia, tra cui spiccano in particolare Venezia e i fantastici Tornei dei Parchi divertimento più belli d’Europa, come Gardaland e Aqualandia, per abbinare in modo davvero unico sport e vacanza.
Senza dimenticare l’Europa: Praga, una delle più belle capitali farà da cornice a un altro grande evento: la Praga Spring Cup. Qualunque sia la vostra scelta, 2erre Organizzazioni Sport&Events, avrete garanzia di cortesia, professionalità, ottimi campi di gioco in erba naturale e sintetica e naturalmente un invidiabile rapporto qualità/prezzo.
Per qualsiasi informazione, richiesta di preventivo riguardo uno o più appuntamenti del catalogo Tornei Giovanili non esitate a usare il form apposito o contattare il nr. +39 3472118122.
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Personalmente classificherei in questo modo le tipologie di relazione che mi sono trovato ad elaborare in qualità di “osservatore”:

Ogni qualvolta sono andato ad osservare una gara, un giocatore, un’avversaria da affrontare la domenica successiva, ho sempre ritenuto importante calcolare bene quali fossero gli obiettivi da raggiungere per poi esaminarli ed esporli attraverso una relazione tanto precisa quanto comprensibile.
Non è semplice nell’arco di una gara stendere una relazione accurata riguardo un oggetto di cui sopra.
Ad esempio: noi possiamo sicuramente osservare un singolo giocatore nel corso di una partita e trarne anche delle prime impressioni, ma ciò che ne deduciamo non sempre può portarci ad esprimere dei giudizi definitivi, in quanto in quel frangente tal giocatore avrebbe potuto vedere condizionata la sua prestazione per fattori diversi, di forma, di spostamento di ruolo piuttosto che di carenza di condizione dovuta magari ad un infortunio appena allontanato.
E’ per questo che bisogna considerare due fasi:
Ma andiamo ad analizzare un po’ più nel dettaglio le tre tipologie di relazione elencate all’inizio di questo articolo.
Gara generica
Nel primo caso, è necessario osservare attentamente le due squadre, prendendo in considerazione il loro schieramento iniziale, gli eventuali cambi di modulo a gara in corso e a sostituzioni eseguite; successivamente ci si concentra su quel giocatore o su quei giocatori che hanno particolarmente impressionato in senso positivo “spuntandone” il ruolo, le caratteristiche fisiche, le capacità tecniche, le capacità condizionali (forza, resistenza, velocità), espresse nel corso della gara disputata, il piede preferito, senza dimenticare ovviamente i dati anagrafici, quali l’età e la carriera sin qui disputata con presenze, reti segnate e minuti disputati.
Ma per capire se veramente possiamo considerare interessante un giocatore è necessario considerare l’obiettivo del nostro lavoro per più volte, al fine di poter veramente valutare le sue caratteristiche generali e specifiche per un lasso di tempo ben determinato.
Saremo così realmente in condizione di poter dire:”Sì, questo giocatore farebbe al caso nostro!”.
Visionare uno o più giocatori
Nel caso in cui si andasse a visionare un giocatore già “toccato”, e quindi meritevole di un’analisi più accurata la relazione va sicuramente approfondita.
Squadra da affrontare nel turno o nei turni successivi.
Il terzo punto e forse anche il tipo di relazione più “laboriosa”, ma allo stesso tempo affascinante, è quella che ha lo scopo di fornire gli elementi di “studio” della squadra da affrontare nel turno o nei turni successivi.
Le malattie cardiovascolari sono colpevoli di circa 242.000 vittime l’anno solo in Italia; l’unico modo per “difendere” la salute di ciascun individuo, passa attraverso la prevenzione.
Eliminare o ridurre i comportamenti a rischio ed adottare uno stile di vita più sano, rappresenta l’unica alternativa in linea col nostro benessere:
– Smettere di fumare
– Mantenere il peso sotto controllo
– Controllare sistematicamente la pressione arteriosa
– Mantenere i livelli di colesterolo entro i limiti consigliati
– Limitare il consumo di grassi ed alcolici
– Praticare del moto
Combattere le cause che favoriscono l’insorgenza di patologie che colpiscono il cuore, deve essere un impegno quotidiano.
L’attività fisica costituisce un momento fondamentale nella vita d’ogni persona sana, ma anche dei soggetti cardiopatici, purché praticata nei modi e nei tempi giusti.
Il movimento, infatti, rappresenta la scelta più efficace e piacevole per combattere l’obesità, il diabete, l’ipercolesterolemia, l’ipertensione, lo stress (…).
Attività sportiva: come, dove e quando.
Il beneficio massimo si ottiene con tre quattro sedute a settimana, per un totale di 5-6 ore d’attività sportiva, oltre i quali non esistono vantaggi in termini di prevenzione.
Anche la durata è importante; la soglia ottimale è di 30’ a seduta, superata la quale l’effetto è modesto.
L’intensità d’esercizio, deve essere obbligatoriamente modesta, ad impegno prevalente aerobico. Proprio per questo, consiglio di adoperare un cardiofrequenzimetro, che misuri le pulsazioni durante l’esercizio. Una volta tarato sulle esigenze di chi lo indossa ed individuato la “target zone” di frequenza cardiaca ottimale, consente di monitorare per tutta la durata dell’allenamento, il lavoro cardiaco ed avvertirci qualora dovessimo superare i valori limite precedentemente impostati.
Meglio allenarsi nel pomeriggio o di sera e preferire il mattino qualora non esistano alternative. Il mattino presto, infatti, è il momento più critico, dal punto di vista cardiovascolare, perché registra un aumento fisiologico sia della frequenza cardiaca sia della pressione arteriosa.
Occhio alla temperatura! I soggetti cardiopatici possono incorrere in una crisi qualora la temperatura sia troppo rigida.
In caso di caldo soffocante ed umidità elevata, occorre prevenire l’eccessiva perdita di liquidi bevendo regolarmente ad intervalli regolari piccoli sorsi d’acqua meglio se arricchita con sali minerali.
Fonte:www.alltrainer.it
Nella prima tabella vi è la rappresentazione di alcune variabili che determinano l’intensità del lavoro svolto in partite di allenamento.
| Esercizio | Dimensioni del campo | ||
| Piccolo (mt) | Medio (mt) | Grande (mt) | |
| 3vs3 | 12×20 | 15×25 | 18×30 |
| 4vs4 | 16×24 | 20×30 | 24×36 |
| 5vs5 | 20×28 | 25×35 | 30×42 |
| 6vs6 | 24×32 | 30×40 | 36×48 |
Nella tabella sottostante le dimensioni del campo consigliate per le partite in base al numero dei giocatori coinvolti.
| Numero di giocatori | < giocatori | > intensità |
| Dimensioni del campo | > dimensioni | > intensità |
| Incoraggiamento | > incitazioni | > intensità |
A cura di Claudio Damiani
Un giocatore per poter superare l’opposizione dell’avversario deve avere tecnica, capacità fisiche, capacità psicologiche, ma deve saper muoversi anche tatticamente. E’ stato visto che un giocatore all’interno della partita va a contatto con la palla per circa il 10% del tempo di gioco, pertanto per il 90% del tempo egli non è a contatto con essa. Quindi il dominio della tattica è un elemento fondamentale per avere un massimo rendimento sia individuale che collettivo.

Ci sono diversi motivi che giustificano questo:
– Nel calcio vi è un marcato carattere tattico (è uno sport collettivo) per la presenza di differenti azioni di gioco senza palla.
– Qualche azione tecnica o fisica sta condizionata dall’aspetto tattico (relazione tra compagni, avversari, palla, difensore/attaccante).
– Il bambino nella fase della scuola calcio ha una gran capacità e motivazione ad apprendere.
– Se non si effettuano degli apprendimenti tattici corretti il bambino automatizzerà movimenti scorretti che poi saranno difficili da modificare.
Questi sono alcuni errori che si verificano abitualmente:
– Il possessore di palla guida la palla verso il difensore e non verso lo spazio libero.
– I compagni del possessore di palla si avvicinano ad esso e non verso lo spazio, non creano ampiezza, così facilitano l’azione del difensore.
– Entrata precipitosa del difensore verso il possessore di palla invece di mantenere una certa distanza orientandosi correttamente.
– Mancanza di profondità in uno degli attaccanti.
– Mantenere il possesso palla, da parte del giocatore che guida la palla, fino alla pressione del difensore, invece di evitare il rischio di perdere la palla nell’1>1 mediante un passaggio al compagno smarcato.
Per tutti questi motivi pensiamo che la tattica sia nella fase difensiva che in fase di attacco sarà uno degli obiettivi fondamentali in questa fascia di età.
Aspetti base della tattica in una scuola di calcio
Analizzeremo le differenti azioni tattiche che sono gli obiettivi fondamentali della tattica in una scuola di calcio; analizzeremo le diverse situazioni e come si sviluppano.
Aspetto difensivo
Su una situazione di 1<1 tutte le azioni effettuate dal giocatore in possesso palla saranno tecniche. In questa situazione il giocatore in possesso palla non effettua nessuna azione tattica propriamente detta. L’azione del difensore invece sarà completamente tattica e tenderà come primo obiettivo la riconquista della palla, il recupero della palla per evitare il gol, convertendo l’azione da difensiva ad offensiva.
Aspetto offensivo
Se creiamo su un campo di gioco una situazione di 11>0 cercando come obiettivo di realizzare il maggior numero di gol nel minor tempo possibile, i giocatori dovranno collocarsi in tre linee cercando di creare una buona profondità facendo in modo che le tre linee non siano distanti tra loro.
Da questa situazione (linee vicine) si consegue:
– Minimo sforzo fisico dei giocatori
– Ridotta perdita di tempo nel collocare la palla nella zona di tiro
Esercizi
1. collocare la squadra in una situazione di 11>0
2. collocare in difesa tre giocatori uno per linea creando una situazione di 11>3, mantenendo la collocazione degli attaccanti
3. cercare l’ampiezza
4. 11>11 mantenendo gli aspetti di profondità ed ampiezza
in questa situazione tutti i giocatori creano delle situazioni di 1>1. Grazie all’ampiezza e alla profondità possiamo superare l’avversario in due modi:
– mediante un’azione tecnica
produrre immediatamente la creazione di superiorità numerica nello spazio libero.
– Mediante un’azione tattica
1. creare spazio libero.
2. superiorità numerica 2>1 (appoggio e smarcamento) .
Tattica difensiva del giocatore
Consideriamo la tattica come:
l’insieme dei movimenti, posizioni statiche del giocatore in non possesso palla.
Ci sono due tipi di tattica:
– tattica difensiva
insieme delle azioni tattiche realizzate quando la palla sta in possesso dell’avversario
– tattica offensiva
insieme delle azioni tattiche realizzate quando la palla è in possesso di un compagno.
Concetti e azioni della tattica
Tattica individuale
– Insieme delle azioni tattiche che si realizzano esclusivamente verso l’attaccante con palla o l’attaccante che si appresta a ricevere la palla.
Azioni di tattica individuale
– Marcare individualmente
– Entrata
– Anticipazione
– Temporizzate
Tattica collettiva
– Insieme delle azioni tattiche che si relazionano con l’avversario, il compagno, la palla e la porta.
Esistono due tipi di tattica collettiva:
1. azione individuale
insieme delle azioni della tattica collettiva che vengono realizzate da un solo giocatore
– marcamento ad uomo
– marcamento a zona
– marcamento misto
– copertura difensiva
– temporizzazione collettiva- vigilanza difensiva
– pressione individuale
– lavoro nelle differenti zone
2. azione collettiva
insieme delle azioni di tattica collettiva che vengono realizzate da più giocatori
– questa azione collettiva viene sviluppata nelle categorie successive
principi tattici difensivi
– superiorità numerica
– aiuto costante
– aumento e riduzione dello spazio
– presenza costante del difensore tra la palla e la porta
– recupero della palla con ottimo controllo per iniziare l’azione di attacco
– transizione attacco – difesa
Di Andrea Monteverdi
Fonte: “Alleniamo.com”
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Un’ esercitazione tecnica abbinata a una funzione psicocinetica da far svolgere a tutti: settore giovanile e prime squadre.
Nelle riprese del filmato (fonte alleniamoilcalcio.net), si noterà che i segnali visivi sono costituiti da dei delimitatori colorati. Nella descrizione grafica i segnali visivi sono invece dati da: 1 cono singolo (1), una coppia di coni (2), una terna di coni (3) e i giovani calciatori dovranno rispondere al numero (comando/segnale sonoro) chiamato dall’allenatore.
Tutte e due le varianti soddisfano ovviamente in egual misura gli obiettivi dell’esercitazione.
Vi rimando all’argomento psicocinetica attraverso questo articolo:
“Allenare la capacità di pensare per agire nel minor tempo possibile”.
E’ il concetto di psicocinetica che trova la sua realizzazione quando il pensiero e l’esecuzione di cio’ che la mente ha in effetti elaborato, si realizzano nel minor tempo possibile.
I giocatori che hanno una buona visione di gioco (o visione periferica), che sono in grado di effettuare una giocata a un tocco o che sanno già dove indirizzare un passaggio ancor prima di ricevere il pallone.
Un altro esempio può essere dato dall’azione del giocatore abile nell’anticipare il diretto avversario: questi, oltre a possedere indubbie capacità atletiche, avrà sicuramente una marcata capacità nel leggere una situazione di non possesso in tempi ristretti.
Diremo quindi che la psicocinetica non è altro che la capacità di pensare ed eseguire rapidamente un gesto in un determinato lasso di tempo ed è una capacità che può essere allenata in parallelo alle capacità condizionali e alle abilità tecnico tattiche.
Nelle mie sedute di allenamento inserisco molto spesso delle esercitazioni aventi lo scopo affinare la suddetta capacità dei giocatori.
Aggiungerei inoltre che al di là dello scopo puramente allenante, vi è in molti casi, un risvolto ludico che mette a confronto le abilità neuro-muscolari dei giocatori rendendo l’esercitazione più divertente e intensa.
E’ quindi importante evidenziare che è possibile svolgere esercitazioni con diverse finalità metaboliche e finalizzate al miglioramento del “pensare e agire nel minor tempo possibile” per:
– la messa in moto;
– lo sviluppo della capacità aerobica;
– lo sviluppo della capacità anaerobica lattacida;
– lo sviluppo della capacità anaerobica alattacida.
– per finalità tecnico-tattiche.
MATERIALE TECNICO DA UTILIZZARE
Gli “strumenti” da me più comunemente utilizzati per il miglioramento della capacità psicocinetica sono:
I segnali visivi più comunemente utilizzati sono:
I comandi sonori che utilizzo di frequente sono:
Esempio per allenare la capacità aerobica attraverso l’utilizzo di segnali visivi:
I paletti possono essere utilizzati alternati a coni o cinesini o a quant’altro per poter organizzare delle sedute di corsa intermittente:
Si dispongono lungo il perimetro del campo tanti paletti e altrettanti coni distanti 20 metri l’uno dall’altro (o a distanze diverse). I giocatori dovranno correre all’80% dell’intensità massimale in prossimità di ciascun paletto e ad intensità media (50%), in prossimità di ogni cono per un tempo stabilito.
Esempio per allenare la fase difensiva:
I colori possono essere usati sotto forma di banderuole o casacche annodate sugli stessi paletti. A livello tattico si possono sfruttare per simulare un “undici contro 0” o “partita ombra”.
In che modo?
L’allenatore sistema dieci colori (ma anche meno),simulando il modulo di gioco della squadra che si andrà ad incontrare la domenica successiva. Ogni colore rappresenterà un avversario in possesso di palla. Tutti gli undici giocatori si muoveranno in corrispondenza del colore chiamato dall’allenatore eseguendo le reciproche coperture e le relative diagonali.
Esempi per allenare la reattività.
Il fischietto è lo strumento di lavoro più comunemente utilizzato dagli allenatori. Ma si è mai provato a mettere i giocatori su una linea di partenza e dire: “Se fischio una sola volta si scatta a destra se emetto un fischio doppio si scatta verso sinistra”?
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E’ solo un esempio banale di come si può allenare la reattività aggiungendo una componente (la doppia fischiata), che deve portare l’atleta ad utilizzare l’input nel più breve tempo possibile.
E così si può fare con i numeri: numero pari = skip basso numero dispari=sprint; ma se dico 3×3? Come reagiranno i giocatori?
Claudio Damiani
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MisterManager,it è veramente lieto di presentare una nuova pubblicazione editoriale. Un’opera di sicuro successo e dalla qualità elevata che si candida per diventare una nuova linea guida sulla programmazione dell’insegnamento della tecnica calcistica.
Il libro ” Dalla Programmazione mirata all’esercitazione efficace” scritto da Angelo Iervolino e Emanuele Aquilani, ricco di esercitazioni e spunti interessanti, è pensato in particolar modo per gli istruttori di scuola calcio al fine di rendere le loro sedute d’allenamento mirate,oculate e soprattutto efficaci.
L’opera, edita da www.allenatore.net, è una pubblicazione che intende delineare una metodologia di lavoro che consenta all’allenatore di perseguire l’insegnamento della tecnica calcistica attraverso esercitazioni mirate,oculate ed efficaci, senza dimenticare l’aspetto ludico e divertente che ogni seduta deve avere.
All’unisono i due autori, alla domanda “ Cosa vi ha spinto a lavorare su quest’opera?” Ci hanno risposto: “Il calcio moderno è in continua evoluzione, l’allenatore per stare al passo di questa crescita deve essere in continuo aggiornamento. La programmazione e la pianificazione annuale dell’allenamento diventano fondamentali per svolgere un lavoro oculato e in linea con i tempi. Noi cerchiamo con quest’opera di dare un valido strumento di aggiornamento e riflessione, di nuove metodologie per quanto riguarda l’allenamento della tecnica calcistica”.

A chi è rivolto e qual è il suo intento? “È rivolto a tutti coloro operano nella scuola calcio,pur avendo spunti interessanti anche per le categorie agonistiche, dato che molti aspetti e esercitazioni trattate nel volume sono di fondamentale importanza anche per i ragazzi un po’ più cresciuti. Questo libro vuole essere uno stimolo per i nostri amici e colleghi allenatori per spingerli a sperimentare sul campo con fantasia, passione e professionalità le esercitazioni che si trovano nel volume o esercitazioni nuove che nascono dalle idee del lettore per rendere le sedute di allenamento divertenti, stimolanti e appassionanti per i ragazzi e per l’istruttore”.
Attraverso questa pubblicazione gli autori hanno inteso delineare una metodologia di lavoro che consenta all’istruttore della Scuola Calcio di perseguire l’insegnamento della tecnica calcistica attraverso esercitazioni mirate ed oculate con lo scopo di rendere le sedute di allenamento divertenti e stimolanti.
All’interno del volume il lettore trova numerose proposte pratiche in grado di essere sviluppate in spazi ridotti e con pochi materiali. Qual’è l’aspetto più importante delle proposte descritte nel volume? “Ci siamo immedesimati nei panni di molti allenatori che lavorano molto spesso in spazi ridotti per carenza di strutture e con pochi attrezzi a propria disposizione,quindi dopo ricerche e applicazione pratica delle nostre idee ed esercitazioni abbiamo voluto raccogliere una serie di esercitazioni che possono essere effettuate con pochissimi materiali e che siano realmente efficaci, che portino a miglioramenti reali, visibili e tangibili” ci spiega Angelo Iervolino
Come è suddiviso il libro? “Le esercitazioni di campo sono divise in analitiche (specifiche per i vari fondamentali), combinate (in grado di stimolare contemporaneamente più gesti specifici) e una serie di partite ed esercitazioni a tema che hanno l’obiettivo di completare il processo di apprendimento in maniera ludica e coinvolgendo tutti i giocatori contemporaneamente. Questa divisione all’interno del libro è la spiegazione pratica di un cammino didattico, che secondo noi , che porta al migliore apprendimento della tecnica calcistica in queste fasce di età”. – Ci racconta Angelo Iervolino – “Non mancano all’interno del libro esercitazioni con un importante carico mentale da parte del giovane calciatore, questo per far si di cercare di creare giocatori pensanti , che lo facciano in pochissimo tempo e nel modo corretto,e non macchine che eseguono dei compiti stabiliti”, sottolinea Iervolino.
E poi continua: “Serietà, dedizione, puntualità, capacità di rapportarsi con gli allievi e di creare un ambiente sereno e stimolante sono prerogative fondamentali ed indispensabili che prescindono dall’aspetto tecnico. Se a queste prerogative l’istruttore sa unire un adeguato metodo d’insegnamento e possiede l’occhio e la capacità di sviluppare i punti di forza dei vari allievi, il lavoro complessivo non potrà che essere positivo e l’allenatore verrà ricordato in maniera estremamente positiva dai suoi ragazzi. Abbandonare la fame personale di vittorie è una prerogativa del lavoro nella scuola calcio. E quest’opera cerca anche questo: esercitazione divertenti e efficaci che portino miglioramenti visibili e quindi anche l’istruttore si sentirà vincitore grazie al miglioramento dei propri allievi”.
Angelo Iervolino è nato ad Ischia (NA) il 03/09/1984. Diplomato presso il Liceo Scientifico “Scotti-Einstein” di Ischia. Laureando in Biologia della Nutrizione presso l’Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionato di calcio e dell’allenamento calcistico, inizia la sua attività di allenatore contemporaneamente alla pratica sportiva agonistica nelle categorie dilettantistiche. Dal 2005, dopo un infortunio, si dedica solo all’attività di allenatore. Nel 2009 ha seguito il corso di Istruttori scuola calcio CONI – FIGC. Nel 2010 ha conseguito il Diploma di Allenatore di Base UEFA B.
Autore di vari articoli pubblicati da vari siti del settore. Nel 2008 è Responsabile Tecnico dell’ A.S.D. Mondo Sport, associazione senza scopo di lucro che promuove e organizza eventi sportivi. Ha frequentato vari corsi d’aggiornamento, tra cui corsi d’aggiornamento on-line, in lingua Inglese, organizzati dalla FA England – The FA Learning (Federazione calcio Inglese). Ha iniziato con la società S.C.J.T. Junior Team dove ha collaborato nella stagione 2004/2005 per la categoria Pulcini. Dalla stagione 2005/2006 passa alla società S.S. Futura Isola d’Ischia dove allena per due anni (2005/2006 e 2006/2007) la categoria Esordienti. Nella stagione 2007/2008 allena i Giovanissimi S.S. Futura Isola d’Ischia affiliata Empoli F.C. . Nella stagione 2008/2009 passa alla categoria Allievi della S.S. Futura Isola d’Ischia . Nella stagione 2009/2010 è alla guida della Juniores dell’ A.S. Barano calcio. Nella stagione 2010/2011 è responsabile e allenatore della categoria Pulcini dell’A.S.D. Mondo Sport gemellata Brescia Calcio. Nell’estati 2009 e 2010 ha fatto parte dello staff tecnico dei Camp Estivi organizzati dall’A.S.D. Mondo Sport.
Emanuele Aquilani è nato a Roma il 17/09/1967. Diplomato in ragioneria presso l’ITCS “V. Pareto” di Roma, è dipendente della Azienda USL di Frosinone nel ruolo amministrativo, è da sempre un appassionato di calcio. Dopo aver praticato l’attività agonistica di calciatore fino all’età di 30 anni ha successivamente conseguito la qualifica di Allenatore di Base – Diploma B UEFA e nel 2004 la qualifica di Allenatore di Calcio a 5.
Ha iniziato l’attività di allenatore presso la P.G.S. S. Beatrice di cui ha guidato gli Allievi Provinciali nella stagione 95/96. I due anni successivi ha seguito le categorie Primi Calci ed Esordienti ‘85 presso la G.S. Romana Gas. Nel 98/99 è responsabile della scuola calcio ed allenatore dei Giovanissimi Sperimentali ‘85 presso l’U.S. Urbetevere 1945. Nel 99/00 ha guidato gli Esordienti ’88 presso la S.S. Romulea e nelle due stagioni successive ha guidato la categoria Pulcini ’91 a 7 e Pulcini ’91 a 9. Allena la categoria dei Giovanissimi Regionali ’88 e Giovanissimi Sperimentali ’89/’90 presso la G.S. Romana Gas nella stagione 2002/2003. Dal 2003 al 2006 lavora per la S.S. Semprevisa di Carpineto Romano il primo anno alla guida della squadra dei Giovanissimi Fascia B (‘90/’91) le due stagioni successive è l’allenatore responsabile della prima squadra che milita nel campionato di prima categoria laziale, nelle tre stagioni svolge anche il ruolo di responsabile del settore giovanile.
Nella stagione 2006/2007 è l’allenatore della prima squadra e il responsabile tecnico del settore giovanile dell’ASD Paliano. Dopo l’esperienza in provincia con le prime squadre, si rituffa nella Scuola Calcio, nella stagione 2007/2008 allena i Pulcini ’99 alla Cisco Calcio Roma; nel 2008/2009 i Pulcini 2000 alla Polisportiva Vigor Perconti; nel 2008/2009 è al Savio Calcio Roma per allenare gli Esordienti ’97.
Emanuele Aquilani dal 2001 è autore di diversi articoli pubblicati da vari siti del settore; inoltre autore di “La programmazione calcistica nel settore giovanile”, “Principi ed esercitazioni psicocinetiche per il calcio”, “La programmazione calcistica dai 6 ai 15 anni” tutti editi dalla casa editrice Allenatore.net. E’ stato relatore a corsi di aggiornamento per allenatori di calcio, componente dello staff tecnico del Camp Arzachena Porto Cervo e componente dello staff di osservatori dell’Empoli FC nella regione Lazio per tre stagioni.
Titolo: SCUOLA CALCIO: DALLA PROGRAMMAZIONE MIRATA ALL’ESERCITAZIONE EFFICACE
Autore: EMANUELE AQUILANI – ANGELO IERVOLINO
Volume (17 x 24 cm – pagg. 122)
Prezzo 18.00 €
Editore: WWW.ALLENATORE.NET EDIZIONI
Quattro gruppi di egual numero di giocatori si posizionano all’altezza dei quattro coni come in figura.
Un pallone a ogni giocatore.
Il giocatore del gruppo “A” fa passare la palla davanti al cinesino posizionato a circa 8mt dalla linea di porta curando che la stessa non oltrepassi la linea mediana (area di rigore).
Obiettivo: attaccare la palla alla massima velocità per la conclusione a rete.
Dall’altra parte partiranno “B”, “C” e poi “D” mantenendo questa sequenzialità.
I giocatori, effettuato il tiro in porta si spostano nel gruppo difronte, nella stessa fascia calciando così alternativamente di dx e di sx.
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Quattro gruppi di egual numero di giocatori si posizionano all’altezza dei quattro coni come in figura.
I palloni vengono inizialmente utilizzati dal gruppo “A” e dal gruppo “C”.
Il giocatore del gruppo “A” passa la palla al primo del gruppo “B” che si è opportunamente allargato per ricevere; questi scarica all’indietro per il compagno sopraggiunto che calcia in porta.
Dall’altra parte di campo partirà il gruppo “C” che giocherà con “D”.
Cambiare la posizione dei palloni dopo il primo blocco: da “A” a “B” e da “C” a “D” per calciare con l’altro piede.
Materiale occorrente: palloni, delimitatori, una porta mobile.
A cura di Claudio Damiani

Viene diviso un campo di gioco in tre settori dei quali uno neutro come in figura e creati tre gruppi di calciatori.
I 6 giocatori in possesso di palla in una delle due porzioni di campo più grandi deve effettuare 6 passaggi consecutivi per poi poter lanciare il pallone nel settore opposto.
I due giocatori che andavano alla “caccia” del pallone rientrano nell’area neutra per essere sostituiti da due compagni di gruppo e andare a contrastare la circolazione di palla degli altri 6 giocatori.
Tempi per l’esercitazione. 2/3 blocchi da 2’/2’30” per ogni gruppo impegnato a “rincorrere”.
Materiale occorrente: palloni, casacche di almeno due colori, cinesini.
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Questo articolo non vuole insegnare niente a nessuno ma creare un dibattito che abbia come obiettivo il massimo impegno di noi allenatori verso i giovani calciatori, cercando di insegnare loro il maggior numero di nozioni tecniche per avere opportunità di crescita nell’ambito calcistico.
Molti pensano che non ci siano soluzioni ai problemi nei quali versa il calcio italiano, ed in particolare l’abbandono del settore giovanile, le società che pensano unicamente al risultato, i genitori che spesso non portano i loro figli alle scuole calcio con l’intento di farli divertire, stimolare nuove conoscenze etc…, ma pensano ad un probabile avvenire come calciatore.
Certo, tutto questo è vero nella stragrande maggioranza dei casi, ma riteniamo che ci sia una soluzione a tutto ciò e che noi allenatori siamo la componente essenziale per cambiare lo stato delle cose.
Siamo consapevoli delle difficoltà che troveremo sulla nostra strada e dei tempi che saranno inevitabilmente lunghi. Ci vuole quindi una “rivoluzione copernicana” nell’approccio, di noi allenatori, con le componenti del sistema calcio: società sportive, genitori, e soprattutto allievi cercando di creare un circolo virtuoso, una specie di catena di Sant ‘Antonio, che riesca a raggiungere un sempre crescente numero di allenatori, con obiettivo la crescita del giovane calciatore.
Negli ultimi anni si è verificato un continuo proliferare di libri, a volte interessanti, molte altre meno, tutti (nel caso non fosse così me ne scuso con gli autori) con la stessa finalità: far vedere nuove (?) esercitazioni. Ora ogni allenatore può in qualche modo aggiornarsi con uno di questi libri e, con buone probabilità di riuscita proporle ai propri allievi. Allora ci siamo chiesti : a livello didattico ci sono varie opzioni, altre sempre più moderne arriveranno, cosa possiamo fare di diverso e di integrativo per migliorare le cose? È possibile che tutto sia finalizzato al compito di proporre esercitazioni? Noi allenatori facciamo errori? Quest’ ultima è la domanda chiave. Ci siamo interrogati sui nostri metodi di insegnamento, ci siamo confrontati, abbiamo “spiato” altri allenatori, come si comportavano, come si esprimevano, e la risposta è stata sì, commettiamo molti errori, certamente in buona fede, ma che vanno a discapito dei ragazzi.
Con questo non voglio certo affermare che creino danni a livello fisico, anche se si è visto far correre bambini di 10 anni con dei pesi in mano per fare potenziamento, ma comunque rischiano di ritardarne l’apprendimento.
Le società e i genitori sono delle componenti che noi allenatori dobbiamo educare. Se le società hanno giustamente i loro interessi ( soprattutto economici ) da salvaguardare, dobbiamo far capire loro che un ragazzo che ha delle “basi tecniche” buone sarà più appetibile di un altro. Che non è assolutamente vero che non si possa “vincere” giocando bene. Che un settore giovanile dove si insegna calcio sarà seguito con maggiore attenzione dalle grandi società, avrà più facilità ad attirare i ragazzi, e di conseguenza vedrà i suoi interessi economici crescere.
Per quanto riguarda i genitori ci vuole più dialogo. Sarebbe meglio per tutti che i genitori portassero i loro figli al campo e poi se ne andassero, che non venissero a vedere le partite, che durante le partite non gridassero ai giocatori cosa fare, in poche parole che si fidassero della società ( allenatore, dirigenti, accompagnatori ) .
Sapendo che questo non potrà mai accadere per evidenti motivi, non ci resta che parlare con loro, spiegare la nostra filosofia, che se tutta la settimana chiediamo al ragazzo di non buttare via il pallone, di giocare e dalla tribuna si grida il contrario, roviniamo il lavoro dell’allenatore e mettiamo in difficoltà il ragazzo.
Personalmente ritengo che sia importante rinunciare al nostro ego, che utilizza l’allievo per ottenere una vittoria personale. E’ inammissibile sentire allenatori dire “ ho vinto “, quando la vittoria è stata ottenuta buttando il pallone. La nostra vittoria è quella di aver insegnato ai bambini a disimpegnarsi nel maggior numero di situazioni possibili,”giocando a calcio”.
A tutti piace vincere, ma c’è solo un modo che deve darci soddisfazione; vedere la tua squadra giocare meglio degli avversari. Lo sappiamo che il modo più facile per vincere è di allontanare il più possibile il “pericolo” dalla propria porta, che se sbagli il passaggio vicino all’area di rigore è facile subire un gol, ma se vogliamo insegnare il gioco del calcio (credo che la qualifica “allenatore di base” significhi questo) ci dobbiamo porre alcune domande: alla fine della stagione, ammesso che “ho vinto”, il giocatore è migliorato? ha appreso nuove nozioni? Ha capito quando deve tirare, passare, dribblare?……..oppure come molto spesso accade ne sa quanto prima.
La conseguenza del discorso fatto è quella di cambiare radicalmente le nostre idee, porci al servizio del ragazzo, dirgli bravo quando sbaglia perché solo dagli errori s’impara, e soprattutto cambiare la parola “buttala” con “giocala”.
Particolare da non dimenticare è quello che facendo “giocare la palla” si vengono a concatenare molte cose che il calciatore deve saper fare; il passaggio, lo stop, il cambio di gioco, il possesso palla, lo smarcamento. L’ allenatore ha la possibilità di applicare la tecnica analitica, che è assolutamente necessario fare, alla partita, in modo da creare il maggior numero di situazioni possibili, ed il ragazzo ha il compito di risolverle…
Marco Pozzi
Cos’è l’Agility Ladder?
Consiste in una scaletta orizzontale che si pone a terra. Ideale per fare lavori di coordinazione e miglioramento della velocità. Utilizzato molto in ambito sportivo può essere un ottimo modo per impostare lavori cardiovascolari diversi dai soliti Tapis Roulant.
Nel calcio viene usato per sedute di reattività e occorre sottolineare che il numero di esercizi che si possono proporre sono molto numerosi. Oltre a perseguire la finalità metabolica anaerobica alattacida, questo strumento mette in condizione gli atleti di concentrarsi in maniera non indifferente sui “passi” da svolgere, stimolando allo stesso tempo in maniera notevole le loro capacità neuromuscolari.
Nel filmato che si propone in questo articolo sono presenti alcuni esempi di esercizi da svolgere in campo o in palestra.