La domanda di tesseramento, inoltrata dal club alla propria federazione, viene cassata. La motivazione? L’allenatore italiano non è in possesso di un diploma di lingua slovena di livello medio rilasciato da una competente struttura slovena. E’ solo l’inizio di una spiacevole e grottesca partita che vede quali sordi interlocutori la federazione calcio ed il ministero dello sport della Slovenia.
Figuriamoci poi di livello medio. Inoltre, come ammesso dallo stesso ministero dello sport sloveno, che preferisce non intervenire presso la federazione sportiva quale entità di diritto civile e privato, i rapporti di collaborazione possono essere trattati autonomamente, nei requisiti, tra il club interessato e l’allenatore anche straniero da questo selezionato. Anche la federazione sportiva calcio della Croazia, Stato confinante con la Slovenia ma non appartenente ancora all’Unione Europea, è allineata su questi principi.
Ed ora il grottesco della vicenda. L’allenatore italiano, di cui il FC Koper richiedeva il tesseramento, avrebbe allenato a Capodistria, città della Slovenia dove, per legge, ufficialmente c’è il bilinguismo: la lingua italiana è insegnata e parlata, come seconda lingua ufficiale, anche in virtù di una forte comunità di minoranza di lingua italiana. A questo, si aggiunga, che il mister era comunque in possesso di un diploma di lingua slovena per stranieri, rilasciato dall’Università Popolare di Koper, dopo averne frequentato un regolare corso e sostenuto con successo i relativi esami. Questo, oltre ad un’ottima conoscenza della lingua inglese, parlata anche dalla maggior parte dei ragazzi del club insieme alla lingua italiana.
Profondamente discriminante è porlo piuttosto come requisito necessario ed anzi ostativo, specie aumentandone assurdamente il livello e la certificazione della conoscenza. Protezionismo, proibizionismo, nazionalismo sono vocaboli che nulla hanno a che fare con lo sport e che pongono inesorabili barriere divisorie.
Per riflettere su questi aspetti (se volete potete raccontare nei commenti la vostra esperienza) ci facciamo aiutare dall’inchiesta di Ilaria Sesana che potete trovare sul mensile “Terre di Mezzo” di gennaio dal titolo “Atleti all’angolo – Guardateli bene: alle Olimpiadi del 2012 non li vedrete. Per colpa di una carta che non c’è”.
Angelo, 16enne latinoamericano, vive vicino a Milano da quando aveva sette anni. Appassionato di calcio, un anno fa ha provato a tesserarsi con la squadra locale. Dopo la visita medica ha consegnato la documentazione: permesso di soggiorno, certificato di frequenza scolastica e residenza. In un secondo momento gli è stato domandato il permesso di soggiorno dei genitori, poi nuove carte in cui mamma e papà hanno dovuto documentare il loro “stato occupazionale” e il reddito. Infine l’ennesima richiesta: Angelo deve certificare di non essere mai stato iscritto a federazioni estere; in caso contrario deve ottenere il transfert, un documento emesso dagli organi sportivi del suo Paese d’origine che autorizzi il trasferimento. “La burocrazia del calcio sembra fatta apposta per rendere tutto più complicato, si teme sempre di avere a che fare con una possibile vittima di tratta calcistica –sottolinea Mauro Valeri-. Quella del transfert è una richiesta assurda: Angelo ha lasciato il suo Paese da piccolo”. Per prevenire lo sfruttamento di baby calciatori africani o latinoamericani da parte di procuratori senza scrupoli, si finisce quindi col penalizzare gli atleti di seconda generazione.
Analoghe difficoltà alla polisportiva dell’oratorio di Clusone (Bergamo). “Per tesserare un ragazzino della leva 1998-99 ho dovuto portare in federazione una cartelletta con 15 fogli”, spiega Alessio Franchina, uno dei giovani che anima le attività sportive. Per mettere in regola un ragazzo italiano, invece, sono sufficienti lo stato di famiglia, il certificato di nascita e quello di residenza. Basterebbe poco per rendere l’iter meno complicato. “Il Coni dovrebbe diramare delle linee guida valide per tutti gli sport -osserva Valeri-, equiparando ai coetanei italiani i nati in Italia e chi è arrivato entro i 10 anni”.
C’è chi invece si è rivolto alla magistratura. Shaib Idrissuou Biyao Kolou, rifugiato politico togolese, ha denunciato la Figc per discriminazione al tribunale di Lodi, perché gli negava il tesseramento. Il regolamento federale prevede, all’articolo 40, che il permesso di soggiorno debba essere valido “almeno fino al termine della stagione sportiva”. Norma necessaria per “tutelare (ancora una volta, ndr) i vivai nostrani”. Proprio in questa frase contenuta nella memoria difensiva degli avvocati della Figc, il giudice Federico Salmeri ha trovato la prova della discriminazione ai danni di Shaib, e ha sottolineato come i limiti posti ai giocatori extracomunitari rendano più difficile il loro processo di integrazione.
Un comportamento ancor più grave se riguarda adolescenti che “scoprono e subiscono questa differenza rispetto a coetanei e amici con i quali fino ad allora avevano condiviso numerose esperienze” si legge nella sentenza. Ai mondiali sudafricani per la nazionale tedesca sono scesi in campo calciatori di origine turca, ghanese, nigeriana, polacca, brasiliana e bosniaca. Per noi, un futuro ancora improbabile.
Angelo, 16enne latinoamericano, vive vicino a Milano da quando aveva sette anni. Appassionato di calcio, un anno fa ha provato a tesserarsi con la squadra locale. Dopo la visita medica ha consegnato la documentazione: permesso di soggiorno, certificato di frequenza scolastica e residenza. In un secondo momento gli è stato domandato il permesso di soggiorno dei genitori, poi nuove carte in cui mamma e papà hanno dovuto documentare il loro “stato occupazionale” e il reddito. Infine l’ennesima richiesta: Angelo deve certificare di non essere mai stato iscritto a federazioni estere; in caso contrario deve ottenere il transfert, un documento emesso dagli organi sportivi del suo Paese d’origine che autorizzi il trasferimento. “La burocrazia del calcio sembra fatta apposta per rendere tutto più complicato, si teme sempre di avere a che fare con una possibile vittima di tratta calcistica –sottolinea Mauro Valeri-. Quella del transfert è una richiesta assurda: Angelo ha lasciato il suo Paese da piccolo”. Per prevenire lo sfruttamento di baby calciatori africani o latinoamericani da parte di procuratori senza scrupoli, si finisce quindi col penalizzare gli atleti di seconda generazione.Certo che a livello di scandali sessuali la famiglia Berlusconi non si sta facendo mancare niente. Prima lo scandalo del bunga bunga e di Ruby la ….., poi la storia di sesso fra Barbara Berlusconi e Pato, giocatore del Milan. Certo è che a Pato adesso nessuno potrà negare il posto in squadra!
Quello che sembrava solo un gossip si è invece rivelato vero amore. Barbara Berlusconi e Pato stanno insieme anche se la loro storia è solo agli inizi. È lo stesso campioncino del Milan a confermare tutto: nel nuovo numero di Vanity Fair in edicola, il calciatore brasiliano ammette la relazione con Barbara, dicendo solo: «È tutto all’inizio, forse più avanti». E così, il gossip che sembrava quasi impossibile è confermato: la figlia del patron della squadra con l’asso del pallone. Ne vedremo delle belle!
Lui è reduce del matrimonio durato pochissimo con l’attrice brasiliana e modella Sthefany Brito e lei è appena uscita da una relazione decennale con il padre dei suoi due figli, Giorgio Valaguzza. E’ comunque una relazione difficile quella tra Barbara e Pato, perché lei lavora nella società rossonera e, di fatto, è la figlia del suo “datore di lavoro”. Ovviamente, detta così fa un po’ sorridere ma sicuramente, prima di confermare tutto i due ci avranno pensato benissimo.
Dopo essere stati paparazzati in atteggiamenti intimi fuori da un locale di Milano, tutti si aspettavano una smentita ufficiale, che invece non è mai arrivata.
Al contrario Pato ha deciso di ammettere quello che ormai era sotto gli occhi di tutti. Da quando Barbara ha cominciato a lavorare nella società rossonera, la simpatia tra i due è stata palpabile. Da quel punto all’amore, il passo è stato breve…
Certo che a livello di scandali sessuali la famiglia Berlusconi non si sta facendo mancare niente. Prima lo scandalo del bunga bunga e di Ruby la troia poi la storia di sesso fra Barbara Berlusconi e Pato, giocatore del Milan. Certo è che a Pato adesso nessuno potrà negare il posto in squadra!
Quello che sembrava solo un gossip si è invece rivelato vero amore. Barbara Berlusconi e Pato stanno insieme anche se la loro storia è solo agli inizi. È lo stesso campioncino del Milan a confermare tutto: nel nuovo numero di Vanity Fair in edicola, il calciatore brasiliano ammette la relazione con Barbara, dicendo solo: «È tutto all’inizio, forse più avanti». E così, il gossip che sembrava quasi impossibile è confermato: la figlia del patron della squadra con l’asso del pallone. Ne vedremo delle belle!
Lui è reduce del matrimonio durato pochissimo con l’attrice brasiliana e modella Sthefany Brito e lei è appena uscita da una relazione decennale con il padre dei suoi due figli, Giorgio Valaguzza. E’ comunque una relazione difficile quella tra Barbara e Pato, perché lei lavora nella società rossonera e, di fatto, è la figlia del suo “datore di lavoro”. Ovviamente, detta così fa un po’ sorridere ma sicuramente, prima di confermare tutto i due ci avranno pensato benissimo.
Dopo essere stati paparazzati in atteggiamenti intimi fuori da un locale di Milano, tutti si aspettavano una smentita ufficiale, che invece non è mai arrivata.
Al contrario Pato ha deciso di ammettere quello che ormai era sotto gli occhi di tutti. Da quando Barbara ha cominciato a lavorare nella società rossonera, la simpatia tra i due è stata palpabile. Da quel punto all’amore, il passo è stato breve…
Oggi, oltre alle classiche suole da calcio a 6 o 12 tacchetti, vi sono sul mercato scarpe con più di 25 tacchetti. E soprattutto sono arrivate suole con tacchetti conici, ovoidali o fusiformi e, in alcuni casi, “lamellari”. Queste suole, dotate di un aspetto certamente aggressivo, sono state pensate per offrire una presa sempre più ferma sul terreno.
Sappiamo tutti che nel gioco del calcio molti incidenti accadono spesso in conseguenza di contatti violenti con rawersano. Però oggi è stato anche appurato che diversi traumi sono riferibili a un “eccesso di vincolo” che, in determinate condizioni, si può verificare tra il piede e il terreno. A volte, anche improvvisamente, il piede si trova a essere quasi “incastrato”, senza poter più compiere alcuna rotazione. E questo eccesso di vincolo è spesso una causa di molti episodi distorsivi della caviglia, e di traumi torsionali del ginocchio.
Le distorsioni della caviglia (che avvengono perlopiù per cedimento verso l’esterno) talvolta succedono in azioni in scivolata, ma spesso accadono proprio in situazioni in cui si verifichi un blocco repentino del piede, come quando la suola di una scarpa rimane improvvisamente “intrappolata” nel terreno. Allora è di fondamentale importanza scegliere sempre le scarpe dopo avere ben sondato il terreno di gioco, che certo può variare considerevolmente in diverse occasioni.
Soprattutto è necessario tenere nella giusta considerazione, oltre al tipo di fondo (sterrato o erba, e tipo di manto erboso), anche la sua rigidità. Essa può variare considerevolmente anche in base alle condizioni climatiche e
all’irrigazione. Certo è importante che i tacchetti garantiscano la trazione, in , particolare nei cambi di velocità e di direzione, ma il rovescio della medaglia è che, più i tacchetti sono alti, tanto maggiori possono essere le forze che vanno ad agire sulle articolazioni.
Ne risulta che, quanto più il terreno è compatto, tanto più è raccomandabile scegliere calzature con tacchetti bassi ed elevata superficie di contatto, cioè scarpe con molti tacchetti. Inoltre bisogna prestare attenzione anche sulle superfici morbide: i tacchetti molto alti possono penetrare profondamente nel terreno, e fornire un buon controllo, ma anche in questo caso un vincolo eccessivo può essere causa di traumi per le caviglie e il ginocchio.
Un’altra pillola di psicocinetica per allenare la capacità dell’atleta a prendere la decisione nel minor tempo possibile.
Due giocatori per volta, raggiungono il cono centrale con varie forme di skip.
Al comando vocale dell’allenatore essi raggiungono il cono del colore chiamato rispetto a loro più vicino, effettuando a seconda della sua posizione un cambio di senso, una virata o un cambio di direzione.
Materiale occorrente: tre (o più), coppie di delimitatori dello stesso colore + più uno centrale (neutro).
SITETALK è da poco diventato main sponsor dei giovani calciatori del Milan nel sud-est asiatico grazie alla partnership siglata con Football For Life (società che gestisce le scuole calcio del club rossonero ad Hong Kong, Macao e nella provincia di Guangdong), promuovendo la propria fondazione benefica SiteTalk Care a sostegno di progetti umanitari in loco.
SITETALK è il nuovo e moderno Social Network al cui interno troverai: traduttore simultaneo in tutte le lingue che ti consentirà di parlare con chiunque nel mondo senza nessun problema. Shopping online (da maggio 2010 ), Giochi online (poker, casinò, bingo, lotto…), Agenzia viaggi (www.holiday-plus.net), Investimenti (Real Estate, ecc.), programmi sviluppo personale, Online banking, ecc.
Sitetalk è un Social Network rivoluzionario, che coniuga divertimento e business, e che ha riscosso un successo senza precedenti in ognuno degli oltre 40 paesi in cui è giunta notizia della sua esistenza,
grazie al solo passaparola dei suoi utenti. Il mercato italiano ufficialmente non è ancora stato aperto, al pari dei colossi americano, sudamericano, sovietico, spagnolo, francese, ecc. L’occasione che si presenta quindi ai suoi attuali o prossimi iscritti è assolutamente unica. Chi avrà l’intuito e la capacità di coglierla subito, nelle vesti di pioniere, potrebbe beneficiarne per sempre, centrando il “colpo” della propria vita.
Immagina infatti di poter appartenere a qualcosa di molto grande, come ad esempio Facebook, ma fin dall’inizio, quasi tu fossi uno dei suoi fondatori o dei suoi primi promotori, guadagnandoci di conseguenza e magari per sempre. Niente male come prospettiva, vero?.. Facebook è stato avviato da due ventenni americani, studenti universitari ad Harvard, nel 2004 con un capitale di 1.000 $; oggi vale più di 33 miliardi $ ed il suo ideatore, Mark Zuckerberg è già passato alla storia per essere diventato il più giovane miliardario di tutti i tempi.
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La Lega Serie A ha deciso gli anticipi e i posticipi della massima serie fino alla fine del campionato, tra le gare spiccano Napoli-Samp, Genoa-Samp e Napoli-Inter. ecco tutto il programma: 
14ª GIORNATA RITORNO
Sabato 16 aprile 2011 ore 18.00 ROMA – PALERMO (*)
Sabato 16 aprile 2011 ore 20.45 PARMA – INTER (*)
Sabato 16 aprile 2011 ore 20.45 MILAN – SAMPDORIA (*)
Domenica 17 aprile 2011 ore 20.45 NAPOLI – UDINESE
15ª GIORNATA RITORNO
Venerdì 22 aprile 2011 ore 18.00 INTER – LAZIO (ç)
Sabato 23 aprile 2011 ore 12.30 ROMA – CHIEVO
Sabato 23 aprile 2011 ore 19.00 BRESCIA – MILAN
Sabato 23 aprile 2011 ore 21.00 JUVENTUS – CATANIA
16ª GIORNATA RITORNO
Sabato 30 aprile 2011 ore 18.00 CESENA – INTER
Sabato 30 aprile 2011 ore 20.45 NAPOLI – GENOA
Domenica 1 maggio 2011 ore 20.45 BARI – ROMA
Lunedì 2 maggio 2011 ore 20.45 LAZIO – JUVENTUS (§)
17ª GIORNATA RITORNO
Sabato 7 maggio 2011 ore 18.00 PALERMO – BARI (*)
Sabato 7 maggio 2011 ore 20.45 ROMA – MILAN (*)
Domenica 8 maggio 2011 ore 20.45 GENOA – SAMPDORIA
Lunedì 9 maggio 2011 ore 20.45 JUVENTUS – CHIEVO (§)
18ª GIORNATA RITORNO
Sabato 14 maggio 2011 ore 18.00 LAZIO – GENOA
Sabato 14 maggio 2011 ore 20.45 MILAN – CAGLIARI
Domenica 15 maggio 2011 ore 12.30 FIORENTINA – BOLOGNA
Domenica 15 maggio 2011 ore 20.45 NAPOLI – INTER
(*): anticipo disposto per gli impegni nelle semifinali di TIM Cup
(ç): in caso di qualificazione dell’Inter alle semifinali di UEFA Champions League (altrimenti sabato 23 aprile 2011 alle ore 15.00)
(§): posticipo disposto su richiesta dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Ministero dell’Interno

Con questo articolo andiamo ad analizzare l’importanza ai fini realizzativi, delle punizioni centrali a favore.
Otto diverse soluzioni che, provate e riprovate in allenamento potranno rappresentare durante la gara, se ben eseguite in tutti i loro dettagli, la chiave del successo.
Scarica qui: {filelink=13}
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Il 1 maggio presenta come tradizione il Torneo Internazionale Venezia Cup, giunto alla sua quinta edizione, che si svolge a Jesolo, a soli 30 minuti di battello da Piazza San Marco.
Torneo tradizionalmente molto frequentato dalle squadre dilettantistiche di tutta Italia (60 lo scorso anno) e con sempre maggiori aggiunte di team europei, come le compagini russe e greche che hanno colorato la edizione 2010.
SCHEDA
Date: 29 aprile / 1 maggio 2011
Iscrizioni su www.mistermanager.it/tornei-giovanili/
Quota a squadra: Pulcini Euro 130,00 ; Altre categorie Euro 150,00
Quota individuale per alloggio/servizi torneo: a partire da Euro 110,00 / 2 notti / Hotel 2**
Gratuita: 1 ogni 25 paganti (bambini 0-3 anni gratis, 3-6 anni meno 30%)
Categorie: Pulcini, Esordienti, Giovanissimi, Allievi, Giovani Calciatrici, Femminile Open Age
Il torneo di Pasqua Gardaland Cup, seconda edizione, viaggia verso il tutto esaurito. Un bel riconoscimento per il torneo che unisce sport e divertimento nel parco numero 1 in Europa!
Ultimi posti disponibili nelle categorie Allievi, Giovanissimi e Femminili.
SCHEDA
Date: 21-25 aprile 2011
Iscrizioni su www.mistermanager.it/tornei-giovanili/
Quota a squadra: Pulcini Euro 100,00 ; Altre categorie Euro 150,00
Quota individuale per alloggio/servizi torneo: a partire da Euro 165,00 / 3 notti / Hotel 3***
Gratuita: 1 ogni 25 paganti (bambini 0-3 anni gratis, 3-6 anni meno 30%)
Categorie: Pulcini, Esordienti, Giovanissimi, Allievi, Giovani Calciatrici, Femminile Open Age
Un mix di allegria, divertimento, sport e sano agonismo: questa è stata la 1a Coppa Carnevale che si è svolta presso il centro sportivo Noventello sulla Riviera del Brenta. Tante le squadre patecipanti provenienti da tutta Italia e anche dall’estero.
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Un’ esercitazione situazionale che abbina l’allenamento della tattica individuale (1vs1) con una finalità metabolica prettamente aerobica.
4 gruppi di giocatori si schierano come in figura.
I palloni vengono giocati contemporaneamente dai giocatori schierati a fondo campo “A” e “D” rispettivamente ai giocatori “”B” e “C”.
Si creeranno due situazioni di 1vs1 (AvsB e DvsC) con obiettivo di realizzazione e di difesa della porta.
Dopo la conclusione, o l’intercetto da parte del difensore, il giocatore che ha lanciato il pallone e ha difeso prende posto come attaccante verso l’altra porta, mentre chi ha attaccato va a difendere la porta opposta tornando indietro alla massima velocità
Esercitazione progressiva da 1vs1 a 2 difensori vs 3.
I difensori lanciano il pallone da fondo campo e vanno immediatamente in pressione con l’obiettivo di difendere la porta osservando i concetti di posizionamento in base al punto in cui si trova pallone e avversario rispetto alla porta nel caso di esercizio di 1vs1 e 1vs2.

Inoltre l’allenatore dovrà fare attenzione all’esecuzione delle coperture reciproche tra difensori e alla pratica della neutralizzazione delle sovrapposizioni e dei tagli degli attaccanti (2vs2 e 2vs3).
Progressione consigliata (5′ per blocco)
Vale la regola del fuorigioco solo all’interno dell’area di rigore.
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La preparazione sportiva indirizzata ai bambini dai 6 –10 anni deve essere centrata sullo sviluppo psicomotorio, ovvero su attività che diano loro la capacità, lo sviluppo e il controllo del proprio corpo, per uno sviluppo globale sotto l’aspetto motorio, psicologico e cognitivo.
Lo sviluppo tecnico deve avvenire attraverso giochi didattici in cui vi sia prettamente una componente coordinativa generale e di indirizzo tecnico – sportivo. Dobbiamo ricordare che alla Scuola Calcio arrivano bambini di età compresa tra i 5/6/7 anni, bambini dei nostri giorni, figli del 2000 e quindi dei comfort, dei video giochi; bambini che nella maggior parte dei casi sono molto impacciati nei suoi movimenti e meno dinamici di quanto lo erano i bambini di anni fa.
Oggi non ci sono spazi verdi dove giocare, un muro contro cui calciare un pallone, spazi liberi o dei cortili dove poter tracciare un campo, porre due pietre per delimitare la porta e disputare partite per divertirsi con i compagni. Quindi tutte le capacità motorie di base che un tempo si acquisivano inconsciamente salendo sugli alberi, saltando o camminando sui muri, ecc…, oggi vengono a mancare in quanto i nostri figli sono costretti a vivere come “polli d’appartamento”.
L’istruttore al momento di accogliere i bambini deve saper conquistare subito la loro fiducia, dimostrandosi sempre sereno trasmettendo la propria passione e l’amore per questo sport, creando un ambiente allegro dove i bambini si divertono senza creare distinzioni o rivalità personali. I nostri allievi oltre a crescere individualmente e tecnicamente, devono imparare ad associarsi; imparando il rispetto delle regole e dei compagni. Bisogna farli divertire con giochi di facile comprensione ed applicazione, in modo da favorirne il successo e non l’insuccesso che può portarli ad un facile abbandono.
Tutto questo cercando anche di variare in modo continuo l’allenamento per cercare di mantenere sempre alta l’attenzione in modo che i bambini non si annoino.Cerchiamo anche di dialogare con i bambini e spiegare gli esercizi-gioco con un lin
guaggio semplice e facilmente comprensibile e con poche regole.
La nostra attenzione deve essere rivolta non a come vengono eseguiti gli esercizi , sotto l’aspetto prettamente tecnico, ma soprattutto se l’esercizio è stato capito e di conseguenza eseguito, in quale tempo, con quale facilità di esecuzione e se la loro ripetitività viene memorizzata e quindi nelle successive esecuzioni svolto con più facilità, coordinazione e rapidità.
La metodologia da me adottata e consigliata è quella che va dal generale all’analitico, ovvero inizialmente si lascia libero il bambino di eseguire liberamente l’esercizio dando come input l’obiettivo da raggiungere (fare goal, colpire un birillo, far arrivare la palla ad un compagno, raggiungere una meta, ecc…) e qualche suggerimento verbale, successivamente si passerà a quella analitica, cercando di curare il gesto tecnico.
Autore: Giovanni Zocco (giovanni.zocco@tin.it)

Allenamento della tattica individuale in 1vs1 in situazione lanciata.
Due gruppi di giocatori si schierano a fondo campo come in figura.
Dopo che l’allenatore ha posizionato il pallone a qualche metro oltre il limite dell’area emette un fischio.
I due giocatori “A” e “B” dovranno raggiungere il pallone, aggirando il paletto, alla massima intensità e eseguire un 1vs1 .
Il primo a giungere in possesso di palla deve segnare un gol, l’altro giocatore deve difendere la porta curando l’aspetto del posizionamento del corpo in base alla posizione del pallone e dell’avversario rispetto alla stessa.
Modalità di esecuzione dell’esercitazione consigliata: 3 giocate da dx e 3 da sx per ogni giocatore (o comunque a discrezione dell’allenatore in base al numero di atleti a disposizione).
Materiale occorrente: palloni, delimitatori, 2 paletti.
Sono aperte le iscrizioni al Madfootballcamp 2011 .
Nella sezione CAMP al sito www.madfootball.it potrete consultare tutte le informazioni utili.
E’ disponibile la scheda d’iscrizione che potete scaricare.
Seguite le istruzioni che sono scritte nelle norme generali all’interno della scheda.
Clicca qui per scaricare la scheda di iscrizione
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In questo post sottolineamo l’importanza di un lavoro specifico di balzi, svolto nell’ambito del programma relativo alla preparazione fisica per atleti praticanti giochi sportivi quali il calcio, la pallacanestro, la pallavolo, la pallamano, il tennis, etc.
Le capacità fisiche che vengono esaltate attraverso le esercitazioni di balzi sono essenzialmente:
Poichè durante l’esecuzione dei balzi l’atleta, ad ogni impulso, innalza ed accelera il centro di gravità, è ovvio che durante questa azione vengono espressi valori tensivi molto elevati.
Al momento dell’impatto con il terreno inoltre, si realizza una fase di ammortizzazione durante la quale il muscolo, lavorando in regime eccentrico, accumula energia meccanica che viene estrinsecata nella fase di spinta immediatamente successiva.
Possiamo suddividere le esercitazioni in:
I balzi possono attuarsi sia in piano che in salita, tenendo conto che nei due casi si tende al perseguimento di obiettivi diversificati.
Per ciò che concerne i giochi sportivi, riteniamo possano essere utilizzati i balzi sul posto e quelli su brevi distanze, per un totale di toccate a terra dei piedi, in ogni singola seduta, variabile fra le 50 e le 100.
– Balzi con o senza contromovimento
La posizione di partenza è con i piedi paralleli e leggermente divaricati, arti inferiori tesi, busto eretto.
Per effettuare il balzo, l’atleta piega le gambe fino a raggiungere un’angolazione al ginocchio di circa 90 gradi quindi, effettua uno stacco verso l’alto con la maggior intensità possibile.
La seduta di allenamento prevede sempre lo svolgimento di salti singoli o organizzati in serie di 5 – 10 ripetizioni.
II medesimo tipo di balzo si può effettuare raggiungendo, in fase di caricamento, un’angolazione al ginocchio di circa 135 gradi. In questo modo, la ridotta angolazione permette all’atleta di eseguire l’esercizio con una velocità superiore ed un minor impiego di forza.
Se si desidera invece, incidere sulle capacità esplosive e non su quelle elastiche, i balzi devono essere effettuati senza contromovimento.
In questo caso, l’atleta si dispone con gli arti inferiori piegati a 90 gradi e spicca una serie di balzi massimali, risistemandosi nella posizione di partenza dopo ogni singola esecuzione.
– Salto in lungo da fermi (1)
La posizione di partenza prevede i piedi paralleli, le braccia avanti e gli arti inferiori semipiegati. Dopo una slancio delle braccia per dietro-basso-avanti, l’atleta effettua un balzo, per atterrare il più lontano possibile sulla sabbia o, in mancanza di questa, su un voluminoso tappeto da palestra.
– Salto triplo alternato (2)
L’atleta parte con i piedi leggermente divaricati sul piano sagittale ed esegue due balzi, alternando il piede di appoggio-spinta, prima di cadere sulla sabbia, o superficie morbida, a piedi paralleli.
La posizione dei piedi in partenza deve venir opportunamente variata al fine di allenare in pari misura i due arti.

– Salto triplo successivo (3)
L’atleta parte con i piedi divaricati sul piano sagittale, per effettuare due balzi sullo stesso arto prima di ricadere a piedi paralleli.
Come per la precedente esercitazione si deve curare l’impegno sia dell’uno che dell’altro arto inferiore.
– Quintuplo alternato (4)
L’esecuzione tecnica è identica a quella del triplo alternato.

– Quintuplo successivo (5)
L’esecuzione tecnica è identica a quello del triplo successivo.
Nota: i tipi di balzi appena citati possono essere effettuati con leggeri sovraccarichi corrispondenti all’8% – 10% del peso del corpo oppure salendo dei gradini alti 20-50 cm.
– Salto quintuplo a “rana” (6)
L’atleta inizia l’esercizio con i piedi paralleli e le ginocchia piegate a 90 gradi, per poi effettuare dei balzi con appoggio-spinta simultaneo degli arti inferiori.
Durante la fase di appoggio, che avviene con una rullata tacco-punta del piede, l’angolazione al ginocchio non scende sotto i 90 gradi, mentre nella fase di spinta, gli arti sono estesi completamente con la massima intensità.
Notevole importanza in questo tipo di balzi, assumono la progressività con cui vengono proposti, il numero delle prove realizzate in una singola seduta cd il recupero fra le stesse, in quanto l’esecuzione prevede un impegno muscolare notevole, che determina un precoce affaticamento localizzato.

– La corsa con traino
Il traino può essere rappresentato da un pneumatico o una camera d’aria opportunamente appesantiti, legati ad una fune e fissati all’atleta con una cintura.
Il sovraccarico, a seconda delle capacità dell’atleta, tenuto conto anche dell’attrito fra terreno e traino, deve essere tale che in una prova sui 30 mt, vi sia uno scarto cronometrico di circa un
secondo (fra 0,80-1,00 sec) a confronto del tempo realizzato sulla stessa distanza corsa liberamente.
La seduta di allenamento può essere organizzata, ad esempio, in 2 serie di 4 – 5 ripetizioni ognuna, con pause rispettivamente di 3′ tra le prove e di 6′ – 8′ fra le serie.
Si consiglia, durante il recupero, di effettuare delle esercitazioni di carattere tecnico.
– La corsa in salita
Nella programmazione globale dell’allenamento si può prevedere, in una singola seduta, la corsa in salita oppure la corsa con il traino, in quanto la sollecitazione muscolare è molto simile.
Una pendenza intorno al 15%, su una distanza attorno ai 30 mt., deve essere tale da far peggiorare il tempo di percorrenza di circa un secondo rispetto alla stessa prova sul piano.
Si possono eseguire da 2 a 4 serie di 4 – 5 ripetizioni, con un recupero rispettivamente di 3′ fra le prove e di 6′- 8′ fra le serie Con la corsa in salita, se vengono scelte delle pendenze molto accentuate, si possono indurre, per la muscolatura estensori; degli arti inferiori, sollecitazioni di carattere esplosivo molto rilevanti.
Utilizzando, in tal caso, pendenze del 25% – 30%, si posso effettuare alla massima intensità 8 – 12 prove di 20-30 mt, con un recupero fra le stesse di 3′ – 4′.
Tratto da:” I MUSCOLI AL SERVIZIO DI SUA MAESTA’ CERVELLO” – la resistenza e la forza.
R.Capanna – E.Bignardi
Edizioni Nuova Phromos

Un gruppo di giocatori esegue gesti tecnici in cerchio mentre un altro gruppo si dispone lungo il perimetro dello stesso .
Ad ogni gesto eseguito, i giocatori rientrano nel cerchio centrale ad effettuare una corsa in souplesse sino al comando successivo.
I giocatori all’interno del cerchio devono avvicinarsi a quelli esterni, ma prima di svolgere l’esercizio devono toccare il pallone con le due mani, per poi arretrare e andare di nuovo incontro per colpire.
Variante: con palla rasoterra un passaggio dentro il cerchio piccolo, un secondo passaggio incontro allo stesso giocatore posto all’esterno.
Proposta di serie di gesti tecnici da fare eseguire ai giocatori:
Blocchi da 1’00″+ 1’00” di recupero.
Claudio Damiani
Vale la pena riproporlo:
“Dedicato a tutti quelli che hanno vissuto il calcio vero….che oggi non c’è più!!!!
* Noi che…finivamo in fretta i compiti per andare a giocare a pallone sotto casa;
* noi che…costretti alla regola di “portieri volanti” o ” chi si trova para”,
* noi che…”portieri volanti” e…”segnare da oltre centrocampo vale?” –
“Vale…vale tutto!”
* noi che…quando si facevano le squadre, se venivamo scelti per primi ci sentivamo davvero i più bravi, i più importanti;
* noi che…l’ultimo che veniva scelto era sicuramente destinato ad andare in porta;
* noi che…avevamo sempre un soprannome possibilmente infamante ma nessuno si offendeva;
* noi che…chi arriva prima a dieci ha vinto;
* noi che…mentre facevamo finta di non sentire il richiamo della mamma quando incombevano le tenebre, c’era sempre qualcuno che diceva: “chi segna l’ultimo vince” incurante del punteggio che magari era in quel momento 32 a 1,
* noi che…abbiamo vissuto con terrore l’epoca delle “Espadrillas” con le quali ai piedi non si poteva giocare a pallone;
* noi che…se avevamo ai piedi le Adidas Tampico ci sentivamo piu’ forti di Pelè;
* noi che…invece avevamo ai piedi le Tepa Sport;
* noi che…il pallone di cuoio sapevano come era fatto perché lo vedevamo in Tv esclusivamente ad esagoni bianchi e neri;
* noi che…capivano il senso della seconda maglia quando in Tv bianco e nero mandavano le immagini del derby Milan-Inter
* noi che…o il SUPER TELE (in mancanza d’altro) o l’ELITE (lo standard) o il TANGO DIRCEU se andava di lusso o nei giorni di festa
* noi che… non potevamo sederci sul pallone altrimenti diventava ovale;
* noi che…il proprietario del pallone giocava sempre anche se era una schiappa e non andava nemmeno in porta;
* noi che…anche senza la traversa non avevamo bisogno della moviola per capire se era goal. “Goal o rigore” metteva sempre tutti d’accordo;
* noi che…al terzo corner è rigore;
* noi che…”rigore seguito da goal è goal” ;
* noi che…”siete dispari posso giocare?” – “Eh non lo so, il pallone non è mio (nel caso in cui il pretendente fosse uno scarso)!”;
* noi che…”mi fate entrare?” – “Si basta che ne trovi un altro sennò siamo dispari”;
* noi che…riconoscevamo i calciatori anche se sulla maglietta non c’era scritto il nome;
* noi che…”Una vita da mediano” (Oriali-Ligabue) era già una filosofia di vita;
* noi che…il n° 1 era il portiere, il n°2 ed il n°3 i terzini destro e sinistro, il n° 4 il mediano di spinta, il n° 5 lo stopper, il n° 6 il libero, il n° 7 l’ ala destra, il n° 8 una mezzala , il n° 9 il centravanti, il n° 11 l’altra punta possibilmente mancina, il n° 10 la mezzala con la fascia di capitano perché era inevitabilmente il piu’ bravo;
* noi che…perché un giocatore entrasse in nazionale doveva fare una trafila di 2/3 anni ad alto livello;
* noi che…gli stranieri al massimo 2 per squadra e li conoscevamo tutti;
* noi che…dormivamo con le figurine Panini sotto il cuscino ;
* noi che…quando aprivamo le bustine intonse pregavamo per non trovare triplone o quadriplone PILONI ; il 2° mitico portiere della Juve che non aveva mai giocato una partita per colpa di ZOFF;
* noi che…avevamo in simpatia Van de Korput per il nome e Bruscolotti perché sembrava più vecchio di nostro padre
* noi che…il calcio in Tv lo guardavamo solo la Domenica ed il Mercoledì;
* noi che…il sabato mattina eravamo terribilmente stanchi perché la sera prima avevamo visto Cesare Cadeo dopo Premiatissima;
* noi che…la Domenica alle 19,30 vedevamo un tempo di una partita di calcio;
* noi che…vivevamo in attesa di 90° minuto e ci sentivamo protetti dalle figure paterne di Paolo Valenti, Necco da Napoli, Bubba da
Genova, Giannini da Firenze, Vasino da Milano, Castellotti da Torino, Pasini da Bologna, Tonino Carino da Ascoli, Strippoli “riporto” da Bari o Lecce
* noi che…”tutta la squadra dell’ Internazionale retrocede a protezione dei 16 m” (sempre Ciotti);
* noi che…ci ricordiamo i festeggiamenti del n. 1.000 della Domenica Sportiva;
* noi che…alla DS potevamo vedere i servizi della serie A, i goal della serie B, il Gran Premio, Tennis. Basket e la pallavolo senza doverci sorbire ore di chiacchiere per vedere 4 goal
* noi che…Galeazzi l’abbiamo visto magro;
* noi che…”il piede proletario di Franco Baresi” (Beppe Viola); “Maradona ha mano cucita sotto il piede sinistro” (Gianni Brera);
* noi che…andavamo all’amica del cuore di quella che ci piaceva e le chiedevamo: “Dici a Maria se si vuole mettere con me?” Il giorno dopo tornava e la risposta era sempre la stessa: “Ha detto che ci deve pensare…”
* noi che…Maria ancora ci stà pensando!
* noi che…agli appuntamenti c’eravamo sempre tutti, anche senza telefonini;
* noi che…oggi viviamo lontani, ma quando usciamo di casa e giriamo l’angolo speriamo sempre di incontrarci con il pallone in una busta di plastica;
* noi che…oggi sorridiamo quando in Tv si inventano i più incredibili sondaggi tipo: “chi è stato il piu’ forte giocatore di tutti i tempi: Pelè o Maradona?” senza considerare che di Pelè abbiamo visto sempre gli stessi 4/5 goal;
* noi che…se incontriamo per strada Biscardi vorremmo investirlo;
* Voi che…questo giocattolo ce lo avete rotto… brutti bastardi!”

Questo è un semplice esercizio di psicocinetica, da svolgere in velocità e finalizzato a migliorare la capacità neuromuscolare dell’atleta.
Tre giocatori si dispongono allineati come in figura, in un primo tempo raggiungono il segnalatore al centro del quadrato;
al colore chiamato dall’allenatore il giocatore centrale punta il cinesino corrispondente mentre gli altri due attaccano i due cinesini posti immediatamente a fianco.
Variante: il giocatore centrale punta il cinesino opposto al colore chiamato.
(Nell’esempio in figura il giocatore centrale punterebbe il cinesino blu, mentre gli altri due giocatori i medesimi cinesini).
Esercitazione volta al miglioramento delle azioni di copertura reciproca tra difensori e della marcatura “a uomo” in area di rigore in situazione di gioco “attivo”.

Due centrocampisti muovono il pallone verso gli attaccanti posti, spalle alla porta, a 5 metri dal limite dell’area di rigore e marcati passivamente da tre difensori.
Gli attaccanti, tramite movimento “incontro”, giocano il passaggio di scarico ai compagni posizionati al centro del campo per tre/quattro volte mentre i difensori si muoveranno di conseguenza con azioni di “prendo e mollo” (vedi in figura il giocatore difendente al centro), coperture reciproche, diagonali.
Al fischio improvviso dell’allenatore, il centrocampista in possesso di palla, apre il gioco su uno dei due esterni che, ricevuto sulla corsa, conduce il pallone sino a fondo campo da dove effettuerà il cross.
I tre attaccanti dovranno attaccare la porta cercando la conclusione a rete, viceversa i difensori non dovranno subire il gol difendendo in questo caso in modo attivo.
Materiale occcorrente: palloni, casacche, delimitatori.
A cura di Claudio Damiani

Quattro gruppi di egual numero di giocatori si posizionano all’altezza dei quattro coni come in figura in un’area di campo pari al doppio dell’area di rigore.
I palloni vengono inizialmente utilizzati dal gruppo “A” e dal gruppo “C”.

Il giocatore del gruppo “A” passa la palla al compagno del gruppo “D” che riceve sulla corsa, controlla si porta sul fondo e effettua il traversone di nuovo per il giocatore del gruppo “A” arrivato per la conclusione.
Eseguita l’azione, dall’altra parte di campo partirà il giocatore del gruppo “C” che giocherà con “B” e così in alternanza.
inoltre, “A” va in “D” cosiccome “C” in “B” e viceversa.
Dopo il primo blocco (che può essere a tempo), invertire le posizioni originarie dei gruppi per far utilizzare a chi va al traversone l’altro piede (da figura, i rossi prendono il posto dei bianchi e contrario).
Materiale occorrente: delimitatori, palloni, porta mobile.
Esercitazione finalizzata alla destrezza e al miglioramento della marcatura “a uomo” nelle palle inattive a sfavore, in particolare dei calci d’angolo.
Due squadre di 6/7 giocatori l’una si sfidano a una gara di calci d’angolo. Ogni squadra attacca una porta e difende la propria.
Oltre ai giocatori che si sfidano tra le due porte (vedi figura), altri due per squadra sono gli incaricati alla battuta del calcio da fermo.
Ciascun giocatore ha una marcatura specifica su un avversario in base a caratteristitiche fisiche o di elevazione; l’allenatore può decidere da che parte viene calciato il corner creando quindi una situazione d’incertezza in cui dovranno essere messe in campo concentrazione sui diretti antagonisti e, ovviamente, sulla traiettoria del pallone.
In tutto verranno calciati 4 corners da parte di una squadra (rossi) e 4 dall’altra (bianchi) non necessariamente, ripeto, in modo sequenziale ma anche in modo casuale, impartito dall’allenatore, chiamando il nome del “battitore” prescelto.
Vince la squadra che realizza più reti.
Aumentando il numero di palloni, e diminuendo le pause tra un calcio d’angolo e l’altro l’esercitazione può assumere una finalità metabolica differente.
Materiale occorrente: palloni, casacche, porta mobile.
…Quando si pigliano troppi gol in certe situazioni….
Una semplicissima variante di allenamento aerobico basato sulla corsa intermittente.
Al comando vocale dell’allenatore i giocatori effettuano un allungo ad intensità sub-massimale di tanti segmenti pari al numero chiamato.
Il recupero in souplesse potrà essere nei vari blocchi di lavoro, così stabilito:
Stabilire numero di blocchi e durata degli stessi in base alla finalità aerobica da ottenere.
Claudio Damiani [skype-status]
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2 vs 2 con l’obiettivo di fare meta nell’apposita area delimitata dai “cinesini” appoggiandovi il pallone con la suola.
Le due “squadre” possono utilizzare le due rispettive sponde, una posizionata a fondo campo e una laterale con cui effettuare l’1-2 per lo smarcamento.
Le sponde giocano a un tocco, le due squadre a “tocchi liberi”
La finalità è quella di migliorare la tattica dello smarcamento per chi è in fase di possesso e di difendere “a zona”, quindi con copertura reciproca, neutralizzazione di sovrapposizione e di taglio, per chi appunto difende.
la finalità metabolica è prettamente lattacida e per questo si consiglia di provvedere all’inserimento del pallone non appena questo esce dal rettangolo esercitativo.
1’30” x 4 blocchi per ogni coppia di giocatori.
Materiale occorrente: palloni, cinesini
Un amico scovato in rete con cui non comunicavo da circa un anno, quando era lui a cercare squadra in Europa. Ora me lo ritrovo dall’altro capo del mondo a fare Presidente, vice allenatore e portiere dei Trinidad and Tobago Highlanders FC
Si chiama James Baird, scozzese di Edimburgo e sta facendo nascere un progetto molto ambizioso!
Ha giocato da portiere per 11 anni come professionista e la sua carriera lo ha portato in squadre come Hearts, Hibs, Livingston, Alloa, Stenhousemuir, Ayr United, TB, Blackpool, Tobago United, MB1905, Joe Public, North East Stars, and AFC Totton( Southampton).
Ha anche giocato con l’Under 21 Scozzese girando tutto il mondo.
Claudio Damiani [skype-status]
A friend found on web I didn’t communicate to since 10 months ago, when he was still searching an Europeean, Italian club to play for; now I discovered him to be in the other side of the world as Owner, assistant Coach and Goalkeeper of Trinidad and Tobago Highlanders FC!
His name is James Baird, Scottish fron Edimburgh, and he has a very ambitious project!
He played for 11 years as a pro still playing as well too, his career has taken him to Hearts, Hibs, Livingston, Alloa, Stenhousemuir, Ayr United, TB, Blackpool, Tobago United, MB1905, Joe Public, North East Stars, and AFC Totton( Southampton).
He has also played up to under 21’s with Scotland and played all over the globe , goalkeeper.
Claudio Damiani [skype-status]
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Un’altra esercitazione che consente di ottenere una finalità allenante considerevole con un grado di divertimento altrettanto apprezzato dai giocatori; una validissima alternativa alla corsa “a secco” con il pallone a far da padrone!
Il portiere (o l’allenatore), serve uno dei giocatori esterni del primo gruppo (“A”) che riceve nella zona del limite dell’area. Questo dopo una breve conduzione passa la palla al compagno al suo fianco che così si comporterà a sua volta nei confronti del terzo compagno e così via.
Procedendo in modo orizzontale il gruppo dei giocatori dovrà andare alla conclusione con uno dei suoi componenti dal limite dell’area verso, ovviamente, la porta opposta.
Effettuata la conclusione, e dopo che il portiere è eventualmente intervenuto, quest’ultimo (o un collaboratore dell’allenatore), dovrà rapidamente mettere in condizione di partire il gruppo “B” che si comporterà in modo analogo.
Così faranno i giocatori degli altri due gruppi “C” e “D”.
Variante 1: se cominciano l’esercizio due gruppi opposti in modo contemporaneo, la finalità metabolica verrà sicuramente accentuata.
Variante 2: cross dal fondo con conclusione della rimanente parte del gruppo di giocatori.
Tempo consigliato per una finalità aerobica accettabile: 2 blocchi da 10′ con variante a scelta.
Materiale occorrente: palloni da sistemare a fianco di ciascuna porta, delimitatori.
A cura di Claudio Damiani
