Saranno Scout: Ammortamento Plusvalenza e Minusvalenza

a cura di Remigio Ripa*

Poiché ci troviamo nel pieno del calciomercato, è opportuno fare chiarezza su argomenti particolari che spesso vengono utilizzati in maniera errata, ossia degli ammortamenti del costo dei calciatori e soprattutto delle plusvalenze e minusvalenze. L’ammortamento è la ripartizione, del prezzo di un calciatore acquistato da una società in più bilanci, tanti quanti sono gli anni di contratto del calciatore con la nuova società, e ricordiamo che la durata massima di un contratto è di 5 anni.

La ripartizione può avvenire in due modi differenti, cioè a quote costanti, quando ogni anno viene ripartito lo stesso valore oppure a quote crescenti o decrescenti, appunto quando il valore da ammortizzare negli anni va a crescere o a decrescere. Nel Calcio si preferisce utilizzare l’ammortamento a quote costanti, che viene contabilizzato all’interno dello stato patrimoniale all’interno delle immobilizzazioni immateriali. ­Facciamo qualche esempio di ammortamento così da capire bene come funziona.

Tevez nella stagione 2013/2014 viene acquistato dalla Juventus per 9 milioni, firmando un contratto di 3 anni, i 9 milioni dell’acquisto sono stati ripartiti a quote costanti per i 3 anni successivi, quindi, 3 milioni nel 2013/14, 3 milioni nel 2014/2015 ed infine 3 milioni nel 2015/2016. Invece l’acquisto di Llorente, viene da una scandenza di contratto quindi poiché non c’è stato un costo di trasferimento non ci sarà nulla da ammortizzare nonostante un contratto quadriennale.

index

Ovviamente il valore dei calciatori può svalutarsi, ciò deriva da alcune situazioni particolari come l’abbandono dell’attività di un calciatore, sia volontaria che involontaria cioè seguito di un grave infortunio, in questi casi la società deve inserire nel bilancio tutta la parte di costo non ancora ammortizzata. Per quanto riguarda invece la plusvalenza e la minusvalenza si guarda all’ammortamento, cioè si prende come riferimento il valore non ancora ammortizzato dalla società e si mette in confronto con il prezzo di vendita.

Nel momento in cui il valore non ancora ammortizzato è inferiore al prezzo di vendita allora avremo una plusvalenza, poiché il calciatore è stato venduto ad un valore superiore rispetto a quello effettivo, viceversa se il valore non ancora ammortizzato è inferiore al prezzo di vendita allora si avrà una Minusvalenza. ­Anche quì per capire meglio la situazione facciamo un esempio. Se nella stagione 2013/2014 viene acquistato un calciatore a 10 milioni, con un contratto quinquennale, il costo d’acquisto viene ripartito per le successive 5 stagioni, quindi vengono ammortizzati 2 milioni ogni stagione.

Se nella stagione 2015/2016 il calciatore viene ceduto a 8 milioni, la società avrà avuto una Plusvalenza di 4 milioni, perché nel 2015/2016 la società nei bilanci ha già ammortizzato 3 anni (quindi 6 milioni), di conseguenza il valore rimanente sarà di 4 milioni.

*Remigio Ripa, 22 anni, è uno studente universitario iscritto al primo anno di Servizi giuridici per le Società sportive. Segue partite di qualsiasi campionato e categoria, gli piace essere sempre informato su tutto ciò che accade nel mondo del calcio e da qualche anno sto studiando attentamente la figura del procuratore e dell’osservatore.

Visite: 1293

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *