Robe da matti!

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Vogliamo sottolineare 4  considerazioni di colleghi e amici pescate sul web che tendono a visualizzare la triste realtà di come il calcio si stia evolvendo in modo negativo, al di là dei modesti risultati ottenuti dalle nostre squadre in ambito internazionale e senza dimenticare l’ennesimo scandalo scommesse (ancora tutto da provare).

  1. “La LND intende abolire l’obbligo di Allenatori abilitati fino alla Prima Categoria, su pressante richiesta delle società per calmierare i costi …. Roba da matti.” E gli  euro spesi per le abilitazioni, gli aggiornamenti da migliaia di allenatori?
  2. “Come è possibile prendere il patentino uefa C senza aver mai giocato a calcio senza punteggio? Raccomandati? ” E poi ci lamentiamo della scarsa qualità del calcio italiano degli ultimi tempi…
  3. “Ho 12 società che mi prendono ad allenare dalla prima Categoria alla Lega Pro;  ho anche una serie A in Romania che mi vuole. Tutte vogliono soldi!!!”  Sono cambiati i tempi: ora chiunque può allenare, le società  si trovano; la fatica è trovare gli “sponsor”. Povera meritocrazia!
  4. “Cinque giovani nel 2009/10 (poi 4 nel 2010/11) in Serie D, quando l’Inter gioca in serie A con 11/11 di stranieri. E’ normale o paradossale?” Questa politica del calcio in Italia è un po’ contradittoria. E ci si lamenta se vi è la fuga all’estero di più di qualche ragazzino in erba del belpaese…

Ci rivolgiamo ai colleghi allenatori, ai preparatori e a tutti gli addetti ai lavori. Che ne pensate?

Commentate pure qui sotto.

11 Responses to Robe da matti!

  1. andrea scrive:

    salve, volevo ricordare che fulvio pea non ha giocato a calcio, eppure allena in serie B. Lei che invece ha giocato a che campionato è arrivato ad allenare?

  2. admin MisterManager scrive:

    Uno su centomila ce la fa! Probabilmente Pea ha qualita’ eccezionali ed e’ ovvio che non si deve fare di tutta l’erba un fascio.
    Si faccia un giro nei campi di certe societa’ a vedere i danni che vengono fatti ai ragazzini, ai quali vengono assegnati degli istruttori (perche’ così dovrebbero essere definiti), a dir poco “dannosi” per la crescita e dal punto di vista coordinativo, e in alcuni casi sotto l’aspetto educativo.
    Se io non so fare, non faccio. Altri non sanno fare e non hanno l’umiltà di dire: prima mi aggiorno, poi prendo in mano un gruppo di allievi.
    A volte la colpa e’ soprattutto di chi mette in campo certi pseudo allenatori.
    Molti altri colleghi non arriverebbero ad allenare in categorie inarrivabili se non si presentassero con gli sponsor alle spalle! E questo a svantaggio di molti allenatori piu’ meritevoli…
    Io, comunque, ho allenato in D e in settori giovanili professionistici e ho giocato a calcio fino all’allora interregionale.
    Il calcio di adesso e’ mosso da delle dinamiche che chi solo ci e’ dentro conosce: la meritocrazia non esiste sempre.
    Claudio Damiani
    Allenatore di Base UEFA “B”

    • andrea scrive:

      io sto in una società di calcio e vedo i danni che istruttori ex calciatori fanno. Questa è la dimostrazione che essere stati calciatori non significa essere dei buoni allenatori, come il non essere stati calciatori non implica essere necessariamente incapaci. Però lei in merito ai corsi Uefa C parla di punteggi, però perchè non si dice che per esempio per accedere ai corsi Uefa B è molto difficile, che se non hai conoscenze alle spalle come le hanno avute gente come Villas Boas o Pea, puoi essere anche molto competente ma non entri, che una persona disabile che non ha mai giocato a calcio ha dei posti riservati, mentre un normodotato che lo stesso non ha giocato non ha speranze, che all’estero c’è molto meno chiusura negli accessi?

  3. andrea scrive:

    ah ho capito, forse non dico cose così folli…

    • MisterManager scrive:

      Il calcio presenta dinamiche strane. Molti non hanno giocato, ma sono figli di… O hanno lo sponsor che li fa lavorare. Qualcuno entra al corso di seconda su invito della societa’ professionistica presso cui allena (perche’ magari ha portato soldi), e allo stesso modo diventa allenatore professionista. Qualcuno, come Stramaccioni, ha molto meno curriculum di gente che allena in D ma si e’ trovato in serie A perché al posto giusto, al momento giusto. Viviamo nell’Italia del pallone, in cui nei dilettanti ci si obbliga a schierare 2/3/4 giovani e poi vedi la primavera dell’Inter con 6/11 della squadra di origine africana. Con 90.000 € l’anno scorso si poteva allenare in serie A in Romania, con 60.000 € in Lega Pro! E allora? Essere stati calciatori, non sempre significa essere buoni allenatori in quanto la mancanza del saper vivere un gruppo e di cultura calcistica non lo consente.
      In altri casi non essere stati calciatori porta ad essere ugualmente bravi allenatori, ma in alcuni casi no! Si sappia che in giro per categorie prof ce ne sono molti che tolgono il posto ai colleghi per delle strane dinamiche che attanagliano il calcio.
      Per quanto riguarda la partecipazione ai corsi, personalmente avendo allenato in societa’ prof anche a livello di berretti e’ praticamente impossibile partecipare al corso di seconda. E’ piu’ semplice che ci vada un ex calciatore professionista, con problemi di comunicazione e incapace di fare apprendere a una squadra concetti che pensa possedere.

  4. andreaDALLAromania scrive:

    Secondo me con 90,000 Euro in Romania non si allena nemmeno la 3 divisione, in quanto una stagione costa 2-300,000 e nessuno darebbe la squadra in mano ad un “benefattore”
    Mentre in 4 div, non ci sarebbero problemi perchè con 23-30.000 prepari una super squadra.
    Sig. Claudio, mi dica per curiosità a quale squadra si riferiva?

    Ps ho appena vinto la 5 div, ho patentino C in conseguimento

    • admin MisterManager scrive:

      Era stata fatto un discorso con un Agente che è scemato sul nascere e quindi ci si presentò solo un’ipotesi. Tenga conto che le Aziende non sponsorizzano intere stagioni, ma nella maggiorparte dei casi gli allenatori trovano un supporto “aziendale” con cui si presentano alle società garantendo il costo di se stessi; con quello che avanza le società stesse possono pensare ad altre evenienze di stagione.
      Il nome della società non ci era pervenuto e l’interesse scaturito era tale da non forzarne la conoscenza anche per l’allenatore italiano di prima categoria cone numerose presenze in B italiana e una in serie A con cui si cercava squadra in quel periodo.
      Ringraziandola del contributo, e avendo delle curiosità da soddisfare riguardo l’allenare all’estero le chiederei se fosse possibile comunicare attraverso e-mail privata per porle delle domande.
      Cordialmente
      Claudio Damiani

  5. Guerino scrive:

    Personalmente sono proprio contrario all’idea che chi non ha giocato non possa allenare. Non mi sembra che Sacchi fosse un grande allenatore così come non mi sembra che Maradona abbia conseguito tutti questi titoli da allenatore nonostante sia stato il giocatore più forte di tutti i tempi.
    Dipende dal settore di cui ti occupi, se vuoi avere a che fare con i bambini è normale che si debba saper far vedere un gesto tecnico altrimenti non capisco come lo si possa insegnare, se invece vuoi allenare in categorie più alte, mi stupirei se negli allievi nazionali ad esempio o in primavera, dovessi mostrare ad un ragazzo di 18-20 come si fa un passaggio o un cross.
    Allenare non è giocare, basta con queste caste!

  6. Bruno scrive:

    Alleno la categoria pulcini con l’abilitazione di istruttore di calcio coni figc e con patentino di allenatore di calcio a 5.
    Non ho giocato a calcio ma ho fatto l’arbitro con l’AIA per circa 15 anni arrivando ad arbitrare gare di eccellenza e c.5 serie C.
    Ho tentato per ben 5 volte di fare il corso uefa b ma ogni volta, pur avendo un buon punteggio che mi proiettava tra i primi 40 del corso, non sono riuscito ad entrare in quanto il referente nazionale, dopo avermi sottoposto alla prova pratica prevista dal bando, mi ha sempre giudicato non idoneo per il corso.
    Ho vinto vari tornei con i miei ragazzini ottenendo elogi da vari tecnici ma, poiche’ non ho esperienza da giocatore, per qualcuno sono considerato non all’altezza per allenare.
    Chi afferma che solo chi ha giocato puo’ allenare, secondo me non capisce nulla di calcio ed in particolare di settore giovanile dove le doti basilari per allenare un settore così delicato non sono certo quelle di essere stato un buon giocatore.

  7. andrea scrive:

    in merito al dibatti sull’aver mai giocato a calcio/non aver giocato vorrei segnalare questo link:

    http://tribunatreviso.gelocal.it/sport/2011/08/11/news/io-nato-allenatore-ha-forgiato-squadre-e-uomini-vinto-titoli-nazionali-e-coppe-1.1095415

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