Quale futuro per questa Inter?

Tanti nomi, poche certezze e molte brucianti sconfitte. E’ questo l’oscuro presente dell’Inter, una società nel caos nella quale da un anno e mezzo a questa parte si nota la totale mancanza di un progetto vincente. Molti giocatori acquistati quasi come se si volesse “rattoppare un buco nei pantaloni”, senza la necessaria e fondamentale valutazione sulle reali caratteristiche dei giocatori 

che si andavano ad acquistare. Il massimo però si è raggiunto a luglio, quando come allenatore si è andati a scegliere Gian Piero Gasperini, un ottimo allenatore per carità ma che evidentemente è stato etichettato come “scelta forzata”. Il modulo prediletto del mister è, come noto a tutti, il 3-4-3, modulo che in Italia negli ultimi anni non ha avuto molto successo ma questa è un’altra storia. Se una società sceglie un tecnico per la squadra è assodato e normale che vada ad informarsi sulle tattiche predilette da quest’ultimo e cerchi di assecondarlo acquistando i giocatori che più si adattano al modulo. A quanto pare però, sembra che si sia fatta una scelta quasi a “casaccio”, con molta imprudenza e incoscienti delle difficoltà che si sarebbero potute poi presentare. Il 3-4-3 di Gasperini come si può ben notare, non prevede l’utilizzo di un trequartista e quindi di conseguenza l’utilizzo di Sneijder. Per il trequartista olandese l’Inter ha ricevuto varie offerte dal Manchester United tra le quali una di ben 35 milioni. Ora, io non sono favorevole alla cessione di un giocatore così fondamentale ma se si prende Gasperini che ha un certo credo di gioco e in sede di mercato si fa tutt’altro, tutto ciò seconde me è scandaloso. Il “sacrificato” dunque è stato Eto’o, svenduto a mio parere ai russi dell’Anzhi per la cifra di 25 milioni, un pò troppo pochi per un giocatore di quel calibro. Il camerunense sarebbe stato perfetto l’attacco di Gasperini come attaccante esterno ma la società a quanto pare ha preferito agire in tutt’altro modo. Tra le richieste del tecnico c’era soprattutto Rodrigo Palacio, stella argentina del Genoa che con quasi 15 milioni si poteva assolutamente prendere. Una cifra non troppo elevata per un giocatore che si sta dimostrando come uno dei migliori centravanti della nostra serie A. Come al solito dunque il lato economico della trattativa, ha preferito far virare Branca&Co. sull’eterno oggetto nascosto Zarate e sull’ormai logoro Forlan, pagato solo 4 milioni (e un motivo ci sarà no?). Tutti i movimenti di mercato praticamente, sono stati fatti senza alcun criterio logico e per una squadra di livello mondiale come l’Inter tutto ciò non può essere in alcun modo tollerato. La frittata dunque è stata già bella e fatta, e ora bisogna tenersi le difficoltà derivanti da queste scellerate operazioni di mercato, almeno fino a giugno. Da lì in poi bisognerà necessariamente voltare pagina. Ranieri si sa, non sarà sulla panchina nerazzurra l’anno prossimo; non ha assolutamente convinto ed anzi ha rischiato il posto anche negli ultimi giorni. Il sogno di Moratti è Guardiola, il quale però sarà quasi sicuramente destinato a rimanerlo poichè nella remota possibilità che lasci la sua macchina perfetta, difficilmente accetterà la corte nerazzurra a meno che Moratti non gli prometta un mercato scoppiettante. Se Guardiola non dovesse arrivare, si punterebbe probabilmente su Andrè Villas Boas, già a lungo ricercato da Moratti l’estate scorsa.

Quasi sicuramente lascerà il Chelsea, con Abramovich è ormai rottura e ironia della sorte si trova nella stessa situazione che si è verificata all’Inter cioè, si è trovato per le mani una squadra ormai logora aiutata da pochi innesti e che certamente non può competere con le due potenze di Manchester. Capello invece è l’unico tecnico ufficialmente libero e sul mercato, bisogna valutare però la volontà effettiva del tecnico friulano di voler tornare ad allenare in Italia ma soprattutto occhio alle sue richieste per il mercato, le quali saranno sicuramente molto esose. L’ultima scelta sarebbe Fulvio Pea, già allenatore della Primavera nerazzurra con la quale vinse uno scudetto e una coppa Carnevale, ora allenatore del sorprendente Sassuolo, in lotta con Torino, Pescara e Verona per la promozione diretta in serie A. 

Come già detto prima però, all’Inter non basterà soltanto cambiare la guida tecnica ma anche e soprattutto rinforzare il parco giocatori. Gli obiettivi sono molteplici: per l’attacco l’obiettivo è Lavezzi, per il quale Moratti ha strappato un’opzione a De Laurentiis quando cedette ai partenopei Pandev in prestito: potrebbe essere questo il colpaccio dell’Inter; l’alternativa potrebbe essere il solito Palacio che dopo tanti tentativi potrebbe finalmente approdare in nerazzurro. Per quanto riguarda il centrocampo l’obiettivo principale è il gioiellino del San Paolo Lucas, un grosso e sicuro investimento sul futuro, già seguito a lungo l’estate scorsa e a gennaio; altre alternative per la mediana potrebbero sicuramente essere Montolivo, in scadenza a giugno con la Fiorentina con la quale non rinnoverà oppure Mario Gotze per quanto riguarda il reparto avanzato del centrocampo, gioiello classe ’92 del Borussia Dortmund e della Nazionale Tedesca. La difesa dovrebbe essere rinforzata da uno tra Van der Wiel e Vertonghen, entrambi all’Ajax e con davanti a loro un radioso futuro. Non dimentichiamo però Angelo Ogbonna, nazionale italiano in forza  al Torino.

I nomi come si può notare sono molteplici, ma è normale in questa fase della stagione, quando le cose stentano a migliorare e si respira aria di nuovo, di rivoluzione. Ben vengano i nomi ma se a questi non saranno accompagnati i rispettivi fatti tutto ciò non avrà più un senso. C’è bisogno di un progetto concreto, di sicurezza e professionalità. Il tifo nerazzurro non merita tutto questo e dopo 2 anni di sofferenze ha bisogno di certezze, molte certezze.

 

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