Prova di forza del City (3-0) su uno sfortunato Liverpool, e tornano da soli in vetta, Tottenham col minimo sforzo sogna in grande, mentre continua la striscia positiva del Sunderland

aguero

Grande prova di forza del City nel punto più basso del suon campionato, e dopo due partite senza segnare reti, questa sera contro il Liverpool ne segna tre, cifra che è anche la distanza in vetta che mette sullo United atteso al match delicato di domani al St. James Park si Newcastle. Per i Reds una prova positiva e sfortunata, e che fa comunque ben sperare nel futuro. Negli altri match in programma stasera importate vittoria del Sunderland sul terreno del Wigan, mentre il Tottenham si conferma una squadra con i fiocchi e seppur con difficoltà ha battuto il West Bromwich

Mancini lascia nuovamente in tribuna Balotelli: evidentemente la polemica sulle sigarette non è stata risolta del tutto: Silva e Aguero agiscono dietro l’unica punta Dzeko. Nel Liverpool stupisce l’esclusione dall’undici titolare di Bellamy, che si accomoda in panchina accanto a Gerrard: in avanti per i Reds c’è Carroll supportato da Kuyt e Downing, mentre Suarez sconta la prima delle 8 partite di squalifica per le dichiarazioni razziste su Patrice Evra.
Primi minuti con le due squadre che provano subito a sfondare, ma dobbiamo aspettare l’ottavo minuto per vedere la prima vera occasione, e che occasione!!!: bellissima palla in verticale di Adam che mette Downing davanti al portiere, sinistro dell’ex Boro sull’uscita di Hart che riesce a respingere salvando i Citizens. Subito dopo Dzeko dall’altra parte su servizio di David Silva, si gira bene ma trova Reina pronto a neutralizzare. Il portiere spagnolo un minuto dopo però confeziona un regalo per Aguero, facendosi passare la sfera sotto le “ascelle” sul tiro dalla media distanza del Kun non certo irresistibile. Il Liverpool prova a gestire il possesso ma così facendo si espone alle ripartenze del City: Yaya Touré spinge il contropiede e alla fine è nuovamente Aguero a tentare la fortuna dal limite dell’area con un destro morbido, ma questa volta Reina non sbaglia la presa. Dopo sedici minuti si è visto per la prima volta Carroll che con un avvitamento di testa ha mandato il pallone abbondantemente a lato. Poco dopo ancora l’attaccante ex Newcastle è anticipato di pungno dall’uscita di Hart, su cross da destra del giovane Spearing. Al 22′ il City sfiora il 2-0: sinistro dalla distanza di Dzeko e pallone deviato da Johnson: Reina è spiazzato ma la sfera esce accarezzando il palo, sarebbe stata un’altra beffa per il Liverpool. Sul quarto di gara i Reds sembrano diventati più intraprendenti però, con Henderson che dalla distanza manda la palla di poco fuori con Hart comunque attento e vigile. Ancora Henderson al 30′ si guadagna un calcio di punizione dal limite dell’area, ma Adam colpisce la barriera del City.
Quando sembra che gli uomini di Dalglish avessero le possibilità di riacciuffare il risultato, ecco che il City ritorna a macinare gioco: al 32′ Reina si fa perdonare compiendo un miracolo su Kompany, ma un minuto dopo non può niente sul colpo di testa di Yaya Toure da calcio d’angolo. Il Liverpool in generale gioca bene, ma stasera ci vuole ben altro per battere gli uomini di Mancini, finalmente cinici e ordinati in difesa. Prima di andarsi a prendere un tè caldo, c’è tempo per un’occasione per Kuyt, che con un destro da pochi passi, ha trovato Kompany provvidenziale nella respinta. Il secondo tempo inizia con Gerrard ancora in panchina e gli stessi effettivi della prima frazione. La gara comincia ad essere bella combattuta e a tratti cattiva: Johnson per un fallo a metà campo su Aguero si becca un meritato giallo, mentre al 57′ Dalglish toglie Kuyt giocandosi la carta Bellamy, decisivo nell’ultimo match casalingo. Allo stesso momento arriva il turno di Steven Gerrard che rileva uno spento Charlie Adam. Bellamy si rende subito pericoloso calciando fuori dai 25 metri, con Hart sempre ben attento a seguire la sfera. Al 73′ l’episodio che in qualche modo poteva cambiare il registro della partita: Agger si sgancia dalla difesa e Barry lo ferma con una spallata ingenua, fallo tattico e secondo giallo con il mediano del City che finisce sotto la doccia. La partita si riapre?? in teoria si, in pratica no, perchè pochi secondi dopo arriva il tris che chiude la contesa: contatto di Skrtel su Yaya Toure (intervento dubbio) e calcio di rigore che viene trasformato da Milner. Il numero 7, ex enfant prodige fin dai tempi del Leeds spiazza Reina. Per l’ultimo quarto d’ora ci sono da segnalare prima un palo di Adam Johnson su sinistro in diagonale, e poi Gerrard che con un colpo dei suoi sfiora l’incrocio e il gol della bandiera che era più che meritato per i Reds. Finisce con un 3-0 per la squadra di Mancini che torna da sola in vetta alla classifica, in attesa del match di Newcastle-Manchester United di domani sera. Il Liverpool ci ha provato, ma non è stato abbastanza incisivo e, a dirla tutta, pure un bel po’ sfortunato.
A White Hart Lane il Tottenham si conferma terza forza della Premier ( se non di più) andando a vincere contro il West Bromwich per 1-0 in un match difficile, dove nonostante il dominio territoriale, di occasioni ne sono viste poche, anche grazie alla tattica super difensiva messa in atto da mister Hodgson, con il solo Odenwijigie in avanti come unica punta di un 4-5-1. Alla fine ci ha pensato Jermaine Defoe a togliere le castagne dal fuoco, finalizzando un bella azione condotta tra Van der Vaart e Bale. La posizione degli Spurs adesso si fa interessante anche perchè dovrà recuperare ancora il match contro l‘Everton. Sia mai che gli uomini di Redknapp si mettano in mezzo di fronte alle due litiganti di Manchester?. Il Sunderland dopo la clamorosa vittoria sul City di tre giorni fa, si ripete questa volta, e se vogliamo anche nettamente sul povero Wigan: 4-1 per i Black Cats grazie alle reti di Sessegnon, Vaughan, Garner e McClean. Per i Latics rete della bandiera di Rodallega, tra i pochi a salvarsi dal naufragio biancoblu. Per il Sunderland una serie positiva interessante con 13 punti conquistati nelle ultime 6 giornate, e la classifica che si fa bella e intrigante.

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