Principali differenze tra il gioco “a zona” e il gioco “a uomo”

Fig.4 - Pedro viene incontro al portatore di palla liberando lo spazio per Dani Alves, che attacca la profondità

A “uomo”

A “zona”

Piazzamento in base alla posizione dell’avversario diretto. Piazzamento in rapporto alla posizione del pallone, dei compagni e degli avversari.
L’iniziativa del gioco è lasciata maggiormente in mano agli avversari. Si è più numerosi in prossimità del pallone. Pressing attuabile in maniera più semplice.
E’ più difficile mantenere il contatto tra i reparti. Maggiore partecipazione collettiva tra i compagni tanto in fase difensiva quanto in fase offensiva.
La squadra è più dispersa sul campo e consente spazi più ampi all’avversario, quindi più profondità. E’ più facile collegare i reparti, quindi tenere la squadra “corta”.
Il gioco dei singoli è più individualista. Bisogna “scalare” la marcatura; serve la massima collaborazione tra i compagni si squadra.
Gioco basato sul duello, sull’1>1. Gioco basato sull’aggressività collettiva.
L’applicazione del fuorigioco è molto più difficile. Lo stesso vale per i raddoppi di marcatura ed il pressing. Consente più facilmente l’allineamento in difesa e l’attuazione della tattica del fuorigioco.
L’asse del gioco è verticale: da dietro in avanti. L’asse del gioco è laterale: squadra raggruppata, corta.
La responsabilità individuale fa determinare più facilmente i responsabili di una sconfitta. La responsabilità è generalmente collettiva.
Comporta maggior dispendio energetico. Comporta minor dispendio energetico, ma un maggior impegno mentale.

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