Pedana vibratoria e prestazione nel calcio

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I primi approfondimenti scientifici che riguardano gli effetti indotti dalle vibrazioni risalgo agli anni 70-80; le prime ricerche sorsero per indagare quali effetti collaterali poteva avere una lunga permanenza (a livello lavorativo) su terreni che avevano tali caratteristiche. Ma solo alla fine degli anni 90 si riuscì a capire che la somministrazione di vibrazioni per un periodo di tempo limitato era in grado di avere ripercussioni sull’apparato muscolo-scheletrico a breve-medio termine.

Prima di approfondire gli effetti allenanti è opportuno chiarire la differenza tra “aggiustamenti” ed “adattamenti” indotti dall’allenamento.
• Aggiustamenti: cambiamenti funzionali e non morfologici che insorgono con l’inizio dell’esercizio fisico e terminano con la fine dell’allenamento.
• Adattamenti: modificazioni morfologiche stabili che avvengono dopo un periodo di allenamento di diverse settimane.
Come vedremo in seguito, gli effetti (Aggiustamenti e/o Adattamenti) della stimolazione con la pedana vibratoria vanno entrambi considerati nella metodologia d’allenamento per il calcio.

AGGIUSTAMENTI
Modificazioni a seguito di una seduta base con la pedana vibratoria o a confronto con un riscaldamento sul cicloergometro a bassa intensità
• Il riflesso da stiramento dimostra un marcato potenziamento, mentre quello di Hoffman torna a livelli basali dopo circa 100”.
• Incremento dell’espressione dinamica di forza, della Forza reattiva (rebound jump).
• Miglioramento della flessibilità.
• Modificazioni ormonali: GH e testosterone, mentre cortisolo

ADATTAMENTI
Modificazioni a lungo termine effetti allenanti.
• Incremento dell’espressione dinamica della forza e della Forza massima; forti e moderate evidenze esistono per donne anziane e soggetti non allenati (Rehn e coll 2007)
• Atleti: “si presume che l’addizione di vibrazioni per un mesociclo di 10-21 gg al normale programma di allenamento possa creare piccoli adattamenti aggiuntivi al normale carico di allenamento” (Wilcock e coll 2009); gli effetti sarebbero sulla forza massima e sulla capacità di salto. Per la velocità non esistono attualmente evidenze significative.
• Miglioramento della flessibilità.
• Diversi effetti positivi sono stati riscontrati nei confronti di alcuni problemi respiratori, artrite reumatoride, spasticità muscolare e nella prevenzione dell’osteoporosi (riminalizzazione ossea); chiaramente sono necessari ulteriori studi al fine di ritenere realmente efficaci e sicure le vibrazioni per queste categorie di persone.
• Riabilitazione: Moezy e coll 2008 videro che il WBV aveva effetti migliori dei normali metodi riabilitazione nei confronti dell’equilibrio e propriocezione in soggetti operati al crociato.

METODICA DI SOMMINISTRAZIONE DEI PROTOCOLLI
Cosa sono le WBV: oscillazioni verticali in grado di sollecitare strutture muscolari, endocrine, nervose, ossee e vascolari.
Protocolli standard: 1’ di vibrazione alternato a 1’ di riposo per 10’ totali con oscillazione di 4-5 mm, 3 volte a settimana. Durante il minuto di vibrazione si rimane in posizione di semiaccosciata (1/2 squat) con un angolo di circa 100° al ginocchio.
Frequenza ottimale: è ragionevole pensare che ogni muscolo possa avere una frequenza vibratoria ottimale che non necessariamente sia uguale a quella di altri muscoli adiacenti; inoltre soggetti diversi possono avere frequenze ottimali diverse. In bibliografia si evidenziano risultati (per gli arti inferiori) compresi tra 26-50 Hz, anche se per il vasto laterale (muscolo ritenuto importante per la capacità di esplosività) in letteratura la maggior parte delle ricerche riporta risultati compresi tra 30-35 Hz.
Ricerca della frequenza vibratoria ottimale: si analizza il comportamento elettromiografico di un muscolo (solitamente uno dei vati laterale o mediale) durante il “protocollo test” che prevede 3 prove identiche durante le quali si parte da 20 Hz con incremento di 5 Hz ogni 5” fino a 55 Hz. La frequenza alla quale si verifica la massima attivazione elettromiografica è da considerare quella “ottimale”.

Per atleti allenati gia allenati alla forza ed esplosività, la ricerca della frequenza vibratoria ottimale è una condizione essenziale affinché l’allenamento vibratorio induca adattamenti significativi (vedi ricerca di Di Giminiani).

Altri campi di indagine
La maggior parte delle ricerche degli effetti delle WBV è orientata verso le qualità neuromuscolari; sono necessarie altre ricerche per valutare l’efficacia nei seguenti ambiti:
• Recupero post-sforzo: Broadbent e coll 2010 in un gruppo di podisti videro un miglioramento del dolore muscolare a distanza di 4-5 giorni di una corsa in discesa di 40’.
• Instabilità caviglie: Cloak e coll 2010 videro l’incremento di alcuni parametri della stabilità ed equilibrio delle caviglie (in ballerine con instabilità alle caviglie) dopo 6 settimane di applicazioni.
• Qualità di resistenza: malgrado non siano riportati incrementi delle qualità cardiovascolari, è ipotizzabile che ci possano essere benefici sulla prestazione di resistenza per l’incremento dei parametri respiratori (volumi) e dell’economia di corsa.
• Abbinamento WBV ed esercizi con i pesi: molte ricerche si stanno focalizzando sull’applicazione delle WBV in contemporanea a movimenti di sollevamento pesi, per massimizzarne gli effetti allenanti (adattamenti).

UTILITA’ APPLICAZIONE DELLE WBV NEL CALCIO

Malgrado non siano presenti ricerche specifiche in letteratura, si ipotizza che sia possibile sfruttare gli adattamenti indotti dalle WBV nel calcio (per sfruttarne gli effetti significativi nei confronti della performance di esplosività), ma l’applicazione deve tenere in considerazione i seguenti punti:

• Maggiore è il livello di allenamento e minori sono gli effetti benefici; per calciatori professionisti la ricerca della frequenza di vibrazione ottimale è una condizione essenziale.
• Utilizzare esclusivamente pedane ad attività oscillatoria verticale che rispondano ai criteri di ampiezza/frequenza espressi sopra. Il costo di tali pedane non è indifferente e la stessa cosa vale per i mezzi per la rilevazione delle attività elettromiografiche. Ciò esclude l’impiego delle WBV per le squadre dilettantistiche.
• Prestare particolare attenzione alle controindicazioni.

Un utilizzo più interessante, sempre nell’ambito del calcio, può averlo per la ripresa dopo gli infortuni e durante la riabilitazione (utilizzando frequenze di 30-35 Hz), in particolar modo durante il riscaldamento per
1) Attivare la muscolatura in maniera ottimale anche se non è possibile effettuare gli stessi gesti di un atleta riabilitato.
2) Sfruttare gli adattamenti, che sono maggiori in condizioni di deallenamento (dovuto ad infortuni).
3) Per allenare la propriocezione e per indagare il confronto tra la risposta elettromiografica dell’arto leso e quello sano.

N.B.: vista la carenza di ricerche sull’applicazione delle WBV sul calcio invitiamo preparatori che hanno avuto la possibilità di utilizzare tali metodiche a riportare impressioni ed efficacia dei mezzi utlizzati.

Per approfondire
• Bisciotti GN. Aspetti neurofisiologici ed applicativi dell’allenamento vibratorio. SDS 65 (Luglio-Settembre 2005) pag 53-59.
• Broadbent S, Rousseau JJ, Thorp RM, Choate SL, Jackson FS, Rowlands DS. Vibration therapy reduces plasma IL6 and muscle soreness after downhill running. Br J Sports Med. 2010 Sep;44(12):888-94. Epub 2008 Sep 23.
• Cardinale M, Lim J. Electromyography activity of vastus lateralis muscle during whole-body vibrations of different frequencies. J Strength Cond Res. 2003 Aug;17(3):621-4.
• Cloak R, Nevill AM, Clarke F, Day S, Wyon MA. Vibration training improves balance in unstable ankles. Int J Sports Med. 2010 Dec;31(12):894-900. Epub 2010 Nov 11.
• Di Giminiani R, Manno R, Scrimaglio R. Nuove evidenze scientifiche indotta sulla forza esplosiva prodotta con e senza pre-stiramento. AtleticaStudi 2008/3 pag. 3-13.
• Jordan MJ, Norris SR, Smith DJ, Herzog W. Vibration training: an overview of the area, training consequences, and future considerations. J Strength Cond Res. 2005 May;19(2):459-66.
• Moezy A, Olyaei G, Hadian M, Razi M, Faghihzadeh S. A comparative study of whole body vibration training and conventional training on knee proprioception and postural stability after anterior cruciate ligament reconstruction. r J Sports Med. 2008 May;42(5):373-8. Epub 2008 Jan 8.
• Rehn B, Lidström J, Skoglund J, Lindström B. Effects on leg muscular performance from whole-body vibration exercise: a systematic review. Scand J Med Sci Sports. 2007 Feb;17(1):2-11. Epub 2006 Aug 10.
• Wilcock IM, Whatman C, Harris N, Keogh JW. Vibration training: could it enhance the strength, power, or speed of athletes? J Strength Cond Res. 2009 Mar;23(2):593-603.

Autore: Melli Luca allenatore Scuola calcio Audax Poviglio (melsh76@libero.it)

2 Responses to Pedana vibratoria e prestazione nel calcio

  1. Silvio scrive:

    Salve, mi chiamo Silvio e mi piace molto giocare a calcio. A causa del mio lavoro però non posso allenarmi in modo continuo e volevo prendere qualche attrezzo per allenarmi quando ho un po di tempo dentro casa. Pensavo appunto di prendere una pedana vibrante, visto che ho letto i suoi tanti benefici nel vostro articolo e stavo pensando ad un modello come questo http://www.enerfitsport.it/pedane-vibranti/bremshey-/pedana-vibrante-se7.html , cosa ne dite? Quale altro modello mi consigliereste da questo catalogo? Grazie mille, ciao.

  2. Luca scrive:

    La pedana vibrante è un mezzo complementare che non sostituisce il normale e regolare allenamento. Inoltre è difficile dire a priori quale pedana sia meglio dell’altra; è importante che vengano rispettati parametri dell’articolo come oscillazione VERTICALE (4-5 mm) e frequenza (26-50 Hz) e nel link che hai indicato non sono specificati. Forse la cosa migliore è chiedere i dettagli della pedana e verificare se corrispondono a quelli dell’articolo. Il mio consiglio è quello di valutare la possibilità di praticare uno sport per il quale si può trovare il tempo per allenarsi individualmente (in questo caso si risolverebbero le problematiche legate al tempo perchè ci si allenerebbe quando si ha tempo).

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