Palermo, Zamparini: “Per Pastore 60 milioni”

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Dopo un periodo di appannamento dovuto anche alla situazione non propriamente stabile del Palermo, Javier Pastore è tornato a brillare nella semifinale d’andata di ieri sera contro il Milan, e Zamparini dichiara di averne alzato il prezzo del cartellino. “Ora per Pastore non bastano più 40-50 milioni, bensì almeno 60, solo una proposta così indecente potrebbe indurmi a pensare di cederlo. Per Hernandez il discorso invece è totalmente diverso. Quest’anno ha avuto tanti problemi e quindi una valutazione su di lui non è proprio stata fatta, spero che dopo aver risolto le beghe fisiche ora possa continuare a crescere con tranquillità.”

Una riflessione del presidente rosanero va poi alla prestazione di ieri sera del suo Palermo, capace di fermare il Milan su un buon 2-2: “Ieri siamo stati bravi, probabilmente se non ci fosse stato Ibrahimovic avremmo persino vinto, dobbiamo solo imparare a gestire meglio il campo quando siamo in vantaggio. Al ritorno daremo il massimo perchè a questa Coppa ci teniamo tantissimo.”

Zamparini poi parla del futuro e del toto-allenatore che già assilla la piazza palermitana: “Non so ancora cosa faremo dipenderà da moltissimi fattori, di certo il futuro della squadra dipenderà da chi sarà l’allenatore il prossimo anno. Per ora non ho intenzione di vendere praticamente nessuno fra le “punte di diamante” ma se qualcuno mi chiedesse di essere ceduto o subentrassero dei problemi quest’estate la situazione si farebbe diversa. L’altr’anno con Cavani andò così e non rimpiango affatto di averlo ceduto, anche perchè ora De Laurentiis sta avendo problemi con il suo ingaggio esattamente come li ebbi io. Ho intenzione di operare in maniera oculata sul mercato perchè non voglio finire nè come Cragnotti nè come Sensi, l’aspetto economico deve venire prima di tutto ed ora fortunatamente non ho l’esigenza di vendere per fare cassa. Ho sbagliato probabilmente solo ad accettare le dimissioni di Sabatini, perchè la piazza dipendeva molto dalla sua figura e il suo addio improvviso ha destabilizzato l’ambiente creando uno stato d’anarchia, solo ora ci stiamo riprendendo.”

Il numero uno del Palermo ha poi concluso il suo intervento a Radio Radio parlando della nuova proprietà della Roma, con a capo Thomas Di Benedetto: “Per il momento ho sentito solo tante parole, mentre al calcio italiano servono i fatti. Sarei ben felice se arrivassero nuovi fondi perchè l’Italia ne ha bisogno, ma il mio scetticismo è di dovere in situazioni così delicate. Non ho intenzione di offendere nessuno ma gli americani sono degli imprenditori mentre il calcio non è un business, per gli statunitensi prendere la Roma non è stata sicuramente una questione affettiva e questo mi crea forti dubbi e quesiti. Credo che i giallorossi almeno per il prossimo anno saranno costretti a fare un mercato piuttosto limitato senza l’inclusione di grandi campioni, esattamente come il Palermo.”

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