L’utilizzo delle salite per il miglioramento delle qualità neuromuscolari nel calcio (fondamenti teorici)

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Dopo aver dedicato diversi post (prima, seconda parte e approfondimento) all’utilizzo delle salite per il miglioramento delle qualità neuromuscolari dei podisti, dedichiamo questo intervento all’utilità di questi mezzi nel calcio. Come vedremo di seguito, i mezzi proposti saranno diversi da quelli utilizzati dai runner, proprio perché le qualità neuromuscolari specifiche di un calciatore, non sono le stesse di quelle di un podista.

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RAZIONALE DELL’UTILIZZO

Quello più scontato è il maggior reclutamento di fibre muscolari per vincere anche la forza di gravità e di conseguenza un maggior stimolo allenante nei confronti della potenza muscolare specifica, cioè la capacità di accelerazione. Ciò è evidenziabile anche dal punto di vista biomeccanico, in quanto (come emerso dagli studi sulla Potenza Metabolica) la corsa in salita ripropone angolature articolari sovrapponibili (in base all’intensità di corsa e pendenza di salita) a quelle in accelerazione. Ultimo aspetto non da trascurare è l’accorciamento del passo dovuto alla pendenza che limita le contrazioni di tipo eccentrico (soprattutto a carico dei posteriori della coscia), con una conseguente diminuzione del rischio di infortuni.

VERSIONE CLASSICA E APPLICAZIONE NEL MODELLO FUNZIONALE DEL CALCIO

La versione classica delle salite prevede l’utilizzo di brevi distanze (inferiori ai 30 m) eseguite alla massima intensità, su pendenze tra il 10-15%, organizzate in serie con pause che permettono il completo o incompleto recupero. È logico che mezzi del genere abbiano un grande impatto allenante sull’accelerazione (Esplosività), ma poco sull’abilità di cambiare direzione (Rapidità). Gia nell’articolo dedicato alla differenza tra queste 2 qualità, abbiamo indicato come

l’accelerazione sia solo una componente della rapidità, e di conseguenza, debba far parte di una programmazione dell’allenamento in cui sono presenti anche mezzi allenanti con Cambi di Direzione ad alta intensità.

Detto questo, è facile comprendere come non sia necessario dedicare volumi di allenamento eccessivi a questi mezzi, quanto invece sia necessario integrarli nella programmazione delle qualità neuromuscolari che deve primariamente utilizzare mezzi specifici con la palla! Non forniamo quindi indicazioni sui volumi perché dipende fortemente dal periodo della stagione (durante la preparazione si tendono ad utilizzare distanze e volumi maggiori), dal momento della settimana (nella parte centrale si può fare un volume maggiore) e dalle caratteristiche dei giocatori (numero di allenamenti a settimana e tempo da dedicare alle qualità generali). Ci soffermeremo invece sulle varianti esecutive, perchè sono quelle da cui dipendono gli stimoli allenanti e la possibilità (con un po’ di creatività ed intuito) di allenare anche qualità neuromuscolari aggiuntive rispetto all’accelerazione.

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VARIANTI ESECUTIVE E STIMOLI ALLENANTI

Come citato sopra, il mezzo classico prevede i seguenti parametri: salita del 10-15% di pendenza, distanza tra 10-30m, organizzazione in ripetizioni/serie con pause complete o incomplete. Gia considerando queste caratteristiche è possibile prevedere almeno 2 varianti: infatti, con quale modulazione di frequenza/ampiezza del passo viene eseguita la salita? È consigliabile effettuarli alla massima intensità scegliendo liberamente i parametri di frequenza/ampiezza o adottare strategie tali per massimizzare lo stimolo allenante come viene ricercato nei mezzi dedicati al podismo. In quest’ultimo caso, viene richiesto di

correre in ampiezza piuttosto che in frequenza; il fattore principale non diventerebbe la velocità di  corsa, ma l’accentuata energica, azione della gamba di spinta accompagnata da un’azione  di avanzamento della coscia dell’arto libero (cioè dare la sensazione di una corsa balzata). Così si evitano sia il debito di ossigeno che l’aumento della concentrazione del lattato ematico e muscolare, in maniera tale che gli atleti possono usare un volume relativamente elevato di lavoro (Verchoshanskij 2003, op. cit.).

Sinceramente non credo sia possibile stabilire a priori quale sia la variante ideale per il calcio (probabilmente l’alternanza delle 2 è la soluzione ideale), ma considerare nell’esecuzione di questi protocolli almeno altre 3 variabili:

  • Azione libera di corsa o di corsa balzata (come indicato sopra) per lavorare in misura più o meno marcata sulla componente esplosiva del movimento.
  • Aggiungere anche tratti in piano prima o dopo quello con maggiore pendenza per reclutare più fibre muscolari.
  • Sfruttare anche il tratto in discesa per lavorare sulla componente eccentrica specifica del movimento (utile nei Cambi di Direzione).

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CONCLUSIONI

La massima potenza muscolare specifica del calciatore si evidenzia tramite la capacità di accelerare; questa è solo una componente della rapidità specifica, che prevede anche l’abilità nel Cambiare Direzione in contesti diversi ed applicati al gioco. Con il post odierno abbiamo visto come le salite effettuate nella maniera classica hanno un grande impatto allenante sulla capacità di accelerazione. Nel prossimo post andremo a vedere delle varianti che possono avere uno spettro allenante più vasto, e quindi trovare ancor più utilità.

OPERA CITATA

  • Verchoshanskij 2003, Atletica studi 1-2003. Pag. 3-14.

Autore dell’articolo: Melli Luca, preparatore atletico US Povigliese (melsh76@libero.it)

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