Lo scudetto nei piedi di Cassano

Antonio Cassano

Sarà Antonio Cassano a guidare l’attacco rossonero nelle ultime cinque partite del campionato che potrebbero consegnare al Milan il 18° scudetto. Saranno probabilmente le sue giocate a decidere questo campionato che ha visto la squadra di Allegri in testa alla classifica dal turno infrasettimanale del 10 Novembre quando, sconfiggendo il Palermo di Delio Rossi (avversario domani sera nella gara di andata della semifinale di Coppa Italia), scavalcò la Lazio fermata a Cesena.

Antonio domani sera a Palermo sarà affiancato in attacco da Zlatan Ibrahimovic che in campionato salterà i prossimi due turni per squalifica, dopo gli insulti rivolti al guardalinee in occasione del match contro la Fiorentina. Ma in campionato tutto sarà sulle spalle del talento di Bari vecchia poiché Pato si è procurato uno stiramento ai flessori della coscia destra e ne avrà per tre settimane (rientrerà alla penultima giornata contro il Cagliari) mentre Inzaghi, pur essendo in via di guarigione dopo il lungo infortunio al ginocchio che lo tiene fermo da metà novembre, non è ancora pronto per tornare in campo da titolare.

Dopo le brusche frenate di Napoli e Inter, il Milan è a un passo dal titolo nazionale che manca nella bacheca di Via Turati dalla stagione 2003-2004 (il Milan di Ancelotti, Kaka e Shevchenko). Per coronare il sogno dei tifosi rossoneri serve un Cassano diverso da quello visto nei minuti finali del derby contro l’Inter: “Il mio è un record mondiale: gol, ammonizione ed espulsione in un minuto, anche se sono contento di essere entrato nella storia del derby di Milano. Mentre contrastavo Cordoba sapevo di prendere il giallo, ma ero talmente felice per il gol che mi ero dimenticato di essere stato appena ammonito: è un’altra ingenuità che ho commesso e che pagherò. Ne ho commesse tante nella mia carriera, spero di commetterne sempre meno”.

E i tifosi sognano che sia proprio Antonio il giocatore decisivo in questo rush finale, che possa decidere le prossime due partite contro Brescia e Bologna, che possa sentirsi punto di riferimento per i compagni, come a lui piace essere, e che possa trasformare la sua esuberanza in senso di responsabilità, soprattutto adesso che è diventato papà di Christopher.

E che il 18° titolo del Milan possa passare dai suoi piedi.

 

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